La Kyenge si dimette a fine mese. Anzi no. L’errore targato Reuters

kyenge-cecile-tuttacronacaLa Reuters aveva riportato la notizia che il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge si sarebbe dimesso. Si è poi scoperto che si era trattato di un equivoco sulle dimissioni del portavoce dello stesso ministro.  Cosimo Torlo, il portavoce che si trova al fianco di Cècile Kyenge sin dall’inizio del mandato del ministro, ha annunciato tramite l’ufficio stampa le sue dimissioni. Prima di annunciare le sue dimissioni, il portavoce ha chiarito l’equivoco e l’errore della Reuters: “La notizia delle presunte dimissioni del ministro Cècile Kyenge è del tutto priva di fondamento. E’ tutto falso. La Reuters ha sbagliato”, le sue parole.

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Salvini invita la Kyenge a un dibattito. Risposta: “non m’interessa”

lega-salvini-tuttacronacaProsegue il duello a distanza tra Matteo Salvini e Cécile Kyenge con il segretario federale del Carroccio che, a questo punto, chiede un faccia a faccia “su ius soli, integrazione e immigrazione con la partecipazione degli esponenti leghisti di colore che rispetto al Ministro hanno idee diametralmente opposte.” Le contestazioni previste in occasione della visita del ministro domani a Milano, con la Questura che ha previsto ordinari servizi di sicurezza, Salvini sembra intenzionato a cambiare strategia ma all’Huffington Post spiega: “Nessuna dietrofront per carità  ma dopo queste schermaglie a distanze vorrei vedere se la Kyenge è in grado di sostenere un dibattito pubblico con solide argomentazioni senza trincerarsi dietro alle accuse preventive di razzismo e di pericolo per la democrazia.” Netta, e di chiusura, la replica della Kyenge: “Non mi interessa rinfocolare polemiche né tornare sull’argomento Lega.” Quello che le interessa ora è parlare delle prossime elezioni europee e del cartello elettorale dei noeuro. “In questo momento sappiamo che il tema dell’integrazione è importante nell’agenda europea ed è fondamentale spiegare ai cittadini che uscire dall’Europa significa mettere in discussione i valori fondanti la democrazia e la tolleranza. E affrontare seriamente l’immigrazione. L’Europa ci permette di gestire i flussi migratori anzi per meglio dire la mobilità dei cittadini. Senza l’Unione ogni Stato membro rimarrebbe isolato nel caos. E dietro ai movimenti noeuro che si stanno alleando si cela molto di più di una critica alla moneta unica. Si mettono in discussione i valori fondanti dell’Unione europea e della tolleranza.” Spiega l’HuffPost che il Ministro ricorda l’incontro del 23 settembre scorso a Roma dove 17 ministri di altrettanti paesi europei hanno sottoscritto un documento con il quale si chiede alla Commissione europea di predisporre un Patto 2014-2020 per un’Europa delle diversità e per contrastare il razzismo. “Le prossime elezioni europee – continua la Kyenge – rappresentano un momento importante per ricordare agli italiani e agli europei che la politica debba essere un modello di unità, di accettazione della diversità e di tolleranza.” Il documento che sarà a breve presentato a Bruxelles prevede la condanna dei “programmi politici e le organizzazioni basate sul razzismo, la xenofobia e le teorie di superiorità razziale” e si chiede agli Stati membri l’adozione di “strumenti legali per l’effettiva prevenzione, repressione ed eliminazione del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e della discriminazione di genere”. E, soprattutto, di vigilare affinché ogni leader politico, ogni persona che ricopre una carica istituzionale abbia un linguaggio rispettoso e contro il razzismo. Il che è un bel modo, per Cécile Kyenge, di rispondere a Matteo Salvini senza citarlo.

“Bisogna essere neri per avere diritti in Italia”, il video di Buonanno

buonanno-sitinge-tuttacronacaContinua a lanciar strali contro il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge la Lega Nord e dopo la “battuta” della deputata FI Santelli ad Agorà, “I neri sono fortunati, non si devono truccare”, arriva una nuova provocazione in Aula. Gianluca Buonanno, durante il Question time con il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, si è tinto la faccia di nero sostenendo che i rifugiati hanno più diritti degli italiani. “I nostri cittadini dovrebbero dire di essere neri per essere ascoltati. Agli italiani dico: truccatevi di nero e andate in giro a dire che anche voi volete gli aiuti che si danno ai rifugiati”.

La deputata FI: “I neri sono fortunati, non si devono truccare”

jole-santelli-tuttacronacaMentre non si placa l’offensiva condotta dalla Lega contro Cecile Kyenge anche la deputata di Forza Italia, ex sottosegretario al Lavoro, Jole Santelli, dice la sua nella puntata odierna di Agorà: “I neri? Hanno la fortuna di non doversi truccare”. La battuta è stata pronunciata proprio mentre il ministro dell’Integrazione seguiva in collegamento il dibattito in studio. Un’uscita infelice sfuggita nella diretta ma subito stigmatizzata su Twitter dal conduttore Gerardo Greco, pochi minuti dopo la fine della trasmissione.

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Cecile Kyenge vs la Lega: “La Padania chi?”

cecile-kyenge-tuttacronacaDa martedì 14 gennaio ‘La Padania’ ha una nuova rubrica che farà discutere: si chiama ‘Qui Kyenge’ e pubblica l’agenda istituzionale degli incontri pubblici del ministro dell’Integrazione nella pagina normalmente dedicata agli appuntamenti degli esponenti leghisti (‘Qui Lega’). Aurora Lussana, direttrice del quotidiano del Carroccio, spiega: “I nostri lettori hanno visto che in questi nove mesi Kyenge non ha prodotto alcun provvedimento in Consiglio dei ministri e in Parlamento. Sono nove mesi che fa pellegrinaggio filo-immigrazionista in lungo e in largo per l’Italia e i nostri lettori vogliono essere informati sulle sue iniziative”. Ma se le si chiede se non teme che tutto questo possa essere letto come una provocazione verso il ministro o essere percepito come una ‘istigazione’ alla protesta, Lussana risponde: “No, si tratta dell’elenco dei suoi appuntamenti pubblici, pubblicati sul portale del ministero: noi facciamo informazione sull’attività dei membri del governo. I nostri lettori vogliono sapere dove Kyenge si reca per ascoltare i suoi annunci e le sue chiacchiere: è giusto informarli”. Ma parlando degli attacchi della Lega al ministro dell’Integrazione, Vendola, su Twitter, ha affermato: “I razzisti nostrani pensano di essere nell’Alabama o nel Mississippi di mezzo secolo fa o nel Sudafrica dell’apartheid… Qualcuno gli dica che siamo nel terzo millennio e in un Paese civile, nonostante loro”. Per quel che riguarda la Kyenge, ai giornalisti che le chiedevano un commento ha risposto: “La Padania chi?”. “Non so chi sia la Lega Nord – ha continuato il ministro rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti a margine di un incontro a Roma – Non sapendo di chi si tratta praticamente saranno cittadini e fanno quello che vogliono”. Il ministro non ha voluto commentare la domanda se ritenga che l’iniziativa della Padania sia o meno un’intimidazione.

Bitonci: “La Kyenge vuole favorire la negritudine”

cecile-kyenge-tuttacronacaAttacco diretto al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge in Aula dove Massimo Bitonci. Il presidente della Lega Nord al Senato, durante il suo intervento sul provvedimento sulla messa alla prova, che contiene anche l’abolizione del reato di clandestinità e sulla quale il capogruppo ha annunciato una dura opposizione, ha detto: “La gente ha paura ad uscire la sera. Leggo che la Kyenge e la sua consigliera Livia Turco vogliono le quote riservate agli immigrati nella società. Siamo alla demenza. La Turco non sa niente di niente, e la Kyenge non è qualificata per questo incarico molto delicato. La Kyenge non sa cos’è l’integrazione, non sa niente di niente, vuole favorire la negritudine come in Francia, ma noi possiamo farne a meno”.  E ha proseguito: “Ogni anno entrano nel nostro paese diecimila di clandestini. Una città nuova da mantenere. Il governo e la maggioranza evidentemente non si rendono conto di come i problemi della sicurezza che attanagliano le città del Nord sono legati all’immigrazione clandestina. Così facendo stanno sovvertendo lo stato di diritto. Noi faremo contro questo provvedimento un’opposizione durissima, non ci spaventa stare qui anche di sabato e domenica. Un emendamento dei 5 Stelle in commissione ha abolito il reato di clandestinità, reato per altro troppo spesso disapplicato dai giudici di sinistra. Diciamo basta a tutto questo, così come diciamo basta agli indulti mascherati. È un provvedimento inutile e dannoso contro il quale noi ci batteremo”.

Torino dice sì: è la prima tra le grandi città ad aprire alla cannabis libera

cannabis-torino-tuttacronacaTorino apre le porte alla cannabis, prima tra le grandi città d’Italia. Questo non significa che da oggi si possa consumare, produrre per il proprio uso e condividere tra amici la marijuana sul terrazzo di casa, ma questo è il senso “politico” della richiesta, partita dalla Sala Rossa dopo il voto di ieri della Sala Rossa e indirizzata al Parlamento: “Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere”. A proporre l’ordine del giorno erano stati Marco Grimaldi di Sel e dai consiglieri Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo del Pd. Nello specifico, due gli ordini del giorno passati: in uno la città chiede alla Regione di seguire l’esempio di Toscana, Liguria e soprattutto Veneto. Qui oltre ad aver autorizzato i farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore, è stata approvata all’unanimità una legge per sperimentare la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di preparati a base di cannabis, ma anche la produzione diretta di marijuana. Nel secondo provvedimento, invece, Torino chiede anche l’abolizione della legge Fini-Giovanardi (ritenuta da molti consiglieri restrittiva nonché una delle cause del sovraffollamento delle carceri) e il via libera alla produzione diretta di cannabis e al consumo da scopo ricreativo. Misura drastica, quest’ultima, passata per soli due voti di scarto del Movimento 5 stelle, che ha visto anche l’astensione del sindaco Fassino. Uno dei consiglieri, favorevole, ha commentato: “il Parlamento dovrà affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico, a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle cosiddette droghe leggere”. L’esito della votazione, tuttavia, è stata incerta fino all’ultimo, a causa dell’incognita del voto moderato e cattolico del Pd, mentre sembrava più possibile l’approvazione di una seconda mozione pro-cannabis che si limitava ad allargarne l’uso terapeutico. Il Pd si è spaccato tra proibizionisti, astensionisti (tra questi anche il sindaco Fassino) e antiproibizionisti, che si sono rivelati la maggioranza. A cantare vittoria è Grimaldi: “Torino è la prima grande città in Italia a pronunciarsi sull’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere – dice – Vogliamo mettere fine alle politiche proibizionistiche che hanno solo regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro, e togliere dall’illegalità centinaia di migliaia di cittadini”. Il radicale Silvio Viale ricorda: “Già nel 1996 la Sala Rossa aveva votato un ordine del giorno: sono passati 17 anni ma la politica ha fatto l’opposto, ipocritamente”.

Ecco perché il canone Rai è illegittimo, ma non è stato abolito

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E’ stata la Corte Europea dei diritti dell’uomo ad accogliere il ricorso di un cittadino italiano di Maglie (Lecce) che contestava il pagamento dell’odioso balzello per foraggiare il servizio pubblico. Secondo l’Alta Corte infatti il canone Rai sarebbe illegittimo “in quanto non attiene alla materia fiscale” e in quanto “l’obbligo all’abbonamento del canone come tassa sul possesso di uno o più apparecchi atti o adattabili a ricevere trasmissioni compromette la libertà di informazione”, secondo quanto riporta Libero. Quindi in base a questa sentenza che ricalca quella già emessa dal tribunale tributario del Lazio (597/2013) che aveva annullato una cartella esattoriale per la riscossione del canone tv. Ora sarà il Parlamento a dover prendere atto delle due sentenze e dare la possibilità agli italiani di scegliere cosa pagare e cosa vedere in tv. Il canone Rai comunque non è stato abolito dovrà solo essere presa una decisione dal Parlamento per giustificare un’imposta che la Corte Europea ha bocciato. In realtà però la Corte Europea ha sottolineato:

che l’intervento della polizia tributaria a danno del cittadino, aveva determinato la violazione del diritto a ricevere notizie e informazioni di carattere pubblico. I giudici dell’ Alta Corte Europea hanno sostenuto che le Autorità Italiane hanno perseguito uno scopo illegittimo, obbligando i cittadini all’abbonamento del canone, compromettendo la libertà di informazione.

Una versione quindi molto diversa da quella riportata da alcuni organi di stampa e che il tam tam del web ha fatto diffondere in pochi istanti.

 

Che i Forconi entrino in Parlamento, così Salvini!

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Matteo Salvini, neo segretario della Lega Nord, auspica che il Movimento dei Forconi  irrompa in Parlamento subito. Questa l’ultima provocazione del Carroccio che per bocca di  Salvini,  si è lasciato andare a molte esternazioni con i giornalisti presenti alla Camera:

”Letta si sta scavando la fossa ubbidendo a tutte le richieste fatte da Bruxelles e poi qualcuno si stupisce dei forconi. Dopo il voto di fiducia di oggi dovrebbero entrare in Parlamento”.

“Come Lega nord abbiamo perso la pazienza. Da ora in poi il nostro ‘no’ sarà anche fuori dal Palazzo” perché fuori da questo Palazzo “è un disastro”.

Salvini, premettendo che “quando la protesta è non violenta è sempre benvenuta”, ha spiegato che in queste condizioni, con un presidente del Consiglio che “ha parlato a vuoto, senza accennare minimamente al lavoro”, non c’è da stupirsi “se i forconi vengono a cercare qualcuno”.

Salvini è “assolutamente interessato e disponibile a collaborare” con Marine Le Pen e gli altri partiti che aderiranno al ‘manifesto’ presentato oggi a Strasburgo dalla leader del Front National “per smontare e ricostruire l’Europa”. Salvini specifica che la decisione di aderire non è stata ancora ufficialmente presa e sarà illustrata al Congresso, ma che le posizioni in comune con gli altri partiti europei dovranno essere quelli su “immigrazione, islam e famiglia”. Precisa poi di non aver ancora letto il ‘Manifesto dell’Alleanza europea per la libertà’.

Scoppiano le elezioni? La Consulta esautora il Parlamento?

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“Dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza questo Parlamento è esautorato perché eletto in base a una legge dichiarata incostituzionale. Quindi non potrà più fare niente, e questo è drammatico”. Così Pietro Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte costituzionale, in un’intervista rilasciata a Qn.

“La sentenza entrerà in vigore quando sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, presumibilmente verso la fine di gennaio”, spiega. Quindi il giorno dopo “i deputati che sono stati eletti grazie al premio di maggioranza diventano illegittimi”. Infatti, sottolinea, “l’annullamento che pronuncia la Corte costituzionale ha effetto retroattivo”. Se, aggiunge, l’elezione fosse stata già convalidata “non c’era problema, ma alla Camera non è successo.Dunque, una volta pubblicata la sentenza, essendo la legge illegittima, non si può applicare”.

Ma se la convalida arriverà prima della pubblicazione della sentenza della Consulta, allora “si salverebbero”. Il costituzionalista fa anche notare che “a Montecitorio devono ancora convalidare tutti e 630 i deputati. Diciamolo chiaramente: questa sentenza ha un effetto dirompente”. E prosegue: “In teoria, dovremmo annullare le elezioni due volte del Presidente della Repubblica, la fiducia data ai vari governi dal 2005, e tutte le leggi che ha fatto un Parlamento illegittimo. Sennonché il passato si salva applicando i principi sulle situazione giuridiche esaurite”. Alla domanda se ciò significa tornare a votare, risponde: “Io non lo dico ma lo penso”.

Ecco come ci considerano nella tv americana: “dalla parte dei nazisti”

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I nostri “alleati” americani non perdono occasione di denigrare l’Italia nella televisione a stelle e a strisce. In un episodio della celebre serie televisiva satirica Griffin in onda su Fox, la famiglia media americana arriva in Italia, all’aeroporto di Roma e qui nel cartello di Benvenuto si legge “Non dimenticate che noi eravamo dalla parte dei nazisti”. Perché nessuno fa un’azione internazionale per vietare la denigrazione di uno stato sovrano? Perché l’Europa non tutela i Paesi membri? Si può ironizzare sul nazismo?

I Griffin non sono poi il primo atto di denigrare un intero popolo.  Basti pensare ai Simpson, dove  si ironizzava sulle vicende politiche dell’Italia. E in un’altra serie americana, Scandal, L’Italia era considerata solo come il Paese del bunga bunga: nel secondo episodio della terza stagione un personaggio dice: “Il Presidente degli Stati Uniti non può andare nel paese del bunga bunga”.

Ma anche in Europa tra i panini mafiosi, le pubblicità con i bimbi che piangono o l’auto con in affitto una famiglia italiana, il nostro paese subisce pubblicità negativa. Ma tutto sembra essere divertente e passa sotto silenzio. Quanto ci perde in immagine dell’Italia ogni hanno? Che danno economico ne abbiamo da tale ironia di pessimo gusto?

Sistema informatico in tilt al Parlamento europeo… tutta colpa degli hacker!

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Il sistema informatico del Parlamento europeo è stato violato e per la prima volta email e wi-fi nei palazzi di Bruxelles, ritenuti da sempre inespugnabili, sono andati fuori uso.  Secondo quanto scrive Marco Gasperetti sul Corriere della Sera, lunedì mattina i pirati informatici sono riusciti ad aggirare i firewall della rete, facendo andare in tilt gli hot spot e le caselle email, facendo saltare le password. Meno colpite le connessioni via cavo e a fibra ottica.  I responsabili della Rete del Parlamento europeo hanno dovuto scrivere messaggi di scuse ai circa 4mila funzionari, dipendenti e parlamentari, spiegano che gli hacker sono riusciti ad entrare nella rete wi-fi e quindi in alcune caselle email. Per questo il wi-fi è stato interrotto fino a quando non verrà ripristinata la sicurezza.

Come diventare europeo? 650mila e compri il passaporto a Malta

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Diventa più facile diventare europei, basta avere 650 mila euro e si può comprare una residenza a Malta. Il passaporto è europeo e Il Giornale avvisa sui rischi che ciò comporta:

Siete un imprenditore cinese pronto a tutto pur di superare le barriere doganali della Ue? Siete un terrorista internazionale deciso a sfruttare i vantaggi della libera circolazione di Schengen? Siete un narcos alla ricerca di una base d’appoggio europea? Bene, Malta è il posto che fa per voi.

Un brutto film? No, la realtà a cui, grazie a quest’isoletta di 420mila abitanti, dovranno adeguarsi gli altri 27 Paesi della Ue e i loro 733 milioni di cittadini. Certo gli affari son affari e a questo pensava il premier maltese Joseph Muscat quando ha dato il via libera al decreto legge. A sentir lui la svendita della cittadinanza maltese garantirà l’arrivo ogni dodici mesi di circa 300 facoltosi investitori con al seguito capitali per circa 250 milioni di euro annui. Nelle previsioni d’un governo alla disperata ricerca di capitali in grado di rilanciare un’economia vicina al default l’ipotesi di un illecito utilizzo delle opportunità offerte dalla legge non viene, ovviamente, neppure considerata. Anche perché a dar retta ad un Muscat già sommerso dalle critiche dei maltesi, la cittadinanza verrà concesso solo a candidati di «alto valore» e al termine di un attenta «valutazione» preventiva.

Assicurazioni assolutamente soddisfacenti per una Commissione Europea prontissima a spiegarci, attraverso l’inossidabile portavoce Michele Cercone, che «gli Stati membri hanno piena sovranità nel decidere a chi e come garantiscono la loro nazionalità». Sante parole se la sovranità si accompagna anche ad un adeguato senso di responsabilità. Ma non è questo il caso.
Per capirlo basta considerare due elementi. Il primo è l’assenza di qualsiasi vincolo di residenza sul territorio maltese per chi acquisterà la residenza. Basterà un semplice bonifico per garantire a qualsiasi speculatore finanziario, a qualsiasi testa di legno del narcotraffico o a qualsiasi capocellula di un’organizzazione terrorista la creazione di un’insospettabile clone europeo di cui non esisterà alcun indirizzo o presenza fisica sul territorio maltese. Il secondo, non indifferente, neo è la mancanza di qualsiasi controllo di polizia sui candidati. La «severa» valutazione verrà infatti affidata alla multinazionale privata «Henley and Partners» specializzata, spiega il suo stesso sito, nell’individuare «i migliori posti del mondo in termini di tassazione, affari, possibilità di acquisizione della cittadinanza e qualità della vita».

L’identificazione di eventuali malintenzionati viene delegata, insomma, ad un’agenzia d’affari specializzata nel soddisfare non gli interessi della sicurezza o della legalità internazionale, ma quella di privati e facoltosi cittadini alla ricerca di dorati paradisi fiscali. Per la «Henley and Partners» sarà un affare doppiamente vantaggioso, visto che le permetterà d’incassare da una parte le provvigioni dello Stato maltese e dall’altro le ricche parcelle dei propri facoltosi, ma opachi clienti. Per tutti noi disgraziati cittadini della Ue sarà invece un ulteriore salto nell’insicurezza.
I futuri nuovi «europei» made in Malta sfuggiranno infatti a tutte le procedure di sicurezza preventiva garantite dai terminali dell’Interpol, dei servizi di sicurezza e delle forze di polizia competenti per i reati finanziari, come la nostra Guardia di Finanza. La fame di capitali di Malta scava insomma un’altra breccia nella «fortezza Europa» rendendo assai complessa l’individuazione tempestiva di terroristi, delinquenti e speculatori internazionali.

La corruzione del Parlamento italiano… passa per i Simpson!

corruzione-parlamento-italiano-tuttacronacaL’episodio ancora non è andato in onda in Italia, e viene spontaneo chiedersi se una battuta verrà censurata o meno, ma negli Stati Uniti i Simpson si sono nuovamente divertiti a prendere in giro la nostra classe politica. Al minuto 0.51, si sente “This school is more corrupt then the Italian Parliament” (Questa scuola è più corrotta del parlamento italiano).

Pilato non è morto, ha cambiato faccia e continua a lavarsi le mani

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Dopo il pranzo sembra che ci sia stato il lavacro. Enrico Letta, Angelino Alfano e Fabrizio Saccomanni rimandano il problema al Parlamento: i 14 euro del famoso cuneo fiscale saranno, nel caso che si trovino soluzioni per le coperture, alzati in Parlamento. Non sarà quindi il governo a cambiare la Legge di Stabilità nel nucleo centrale che prevedeva di aumentare la busta paga e quindi riavviare i consumi ormai contratti.

“Spetta al Parlamento definire la platea dei destinatari nell’intervento della legge di stabilità sul cuneo fiscale con l’obiettivo di rendere ”più incisivi” gli effetti del provvedimento”. D’altra parte, osservano fonti di Palazzo Chigi, “il premier stesso ha più volte spiegato che la manovra ha un cammino in due tempi, il primo spetta all’esecutivo, il secondo al Parlamento”.

Ma perchè rimandare al parlamento? Per tenere in vita il Governo?

Napolitano manda Letta in Parlamento, ancora speranze?

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La crisi c’è ed è inutile negarlo ma Letta, d’intesa con il Presidente della Repubblica ha deciso di presentarsi alle Camere e vedere se riesce a ottenere la fiducia, anche perché oggi i segni da parte dei dissidenti del Pdl ci sono stati, quindi tentar non nuoce!  Nella nota del colle si legge:

“Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del Pdl e dello stesso presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica”.  Nella stessa nota viene specificato che il premier concorderà la data dei dibattiti con i presidenti delle Camere. Nella nota si sottolinea anche che:

“E’ stata attentamente esaminata la situazione che si è venuta a creare a seguito delle dichiarazioni del presidente Berlusconi e delle dimissioni rassegnate dai ministri del Pdl in adesione a quell’invito. Il succedersi nella giornata odierna di dichiarazioni pubbliche politicamente significative dei ministri dimissionari, di vari esponenti del PdL e dello stesso presidente Berlusconi ha determinato un clima di evidente incertezza circa gli effettivi possibili sviluppi della situazione politica. Da ciò il presidente del Consiglio ha tratto, d’intesa con il Presidente della Repubblica, la decisione di illustrare in Parlamento, che è la sede propria di ogni risolutivo chiarimento, le proprie valutazioni sull’accaduto e sul da farsi. Il Presidente del Consiglio concorderà la data dei dibattiti con i Presidenti delle Camere”.

Rissa sfiorata in Parlamento per un finocchio!

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Il caso Barilla infiamma l’Aula, quando il leghista Gianluca Buonanno estrae dalla borsa un finocchio e lo mette in bella mostra sul suo banco, mentre Alessandro Zan, deputato di Sel gay dichiarato, sta finendo il suo discorso, a questo punto si sfiora la rissa in Parlamento.

 A quel punto Toni Matarrelli, altro deputato di Sel, va al banco della presidenza per chiedere di rimuovere l’ortaggio. Ma Buonanno gli si avvicina e tra i due si sfiora la rissa.

Intervengono gli assistenti parlamentari, a evitare ogni contatto. Ma Buonanno, per sottrarsi alla morsa, corre fuori dall’Aula (urtando, denuncia il grillino Alessandro Di Battista, una deputata di Scelta civica). Dal Transatlantico si vede il leghista sfrecciare inseguito da un commesso e poi rientrare in Aula, alla ricerca di Matarrelli.

Ma il contatto fisico tra i due viene evitato. Buonanno è stato più volte protagonista nella stessa giornata di interventi accesi contro la presidente Boldrini e contro i deputati di Sel. Andando via, ci tiene a far sapere: “Barilla ha ragione. D’ora in poi mangerò solo la sua pasta”.

Sonia Gandhi ricoverata a New Delhi, malore al parlamento

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E’ stata ricoverata lunedì sera (ora locale) in un ospedale di New Delhi, Sonia Gandhi, leader del partito del Congresso indiano. Il malore è occorso mentre era in Parlamento ed è stata portata fuori dal figlio e dai colleghi. La Gandhi aveva appena tenuto in giornata un discorso in Parlamento a favore dell’approvazione di un’importante legge anti denutrizione.

 

#secadeilgoverno… la rete si scatena!

#secadeilgoverno-tuttacronacaIeri Enrico Letta, in conferenza stampa a Baku, capitale dell’Azerbaigian, ha spiegato che “Per riformare l’Imu, come per le altre questioni fiscali, serve un governo e un Parlamento. Se non ci fossero l’Italia pagherà le rate di settembre e dicembre”. Oltre a invitare “tutti a rileggersi gli impegni che ho preso nel mio discorso in Parlamento”. Alfano ha interpretato la dichiarazione a favore del Pdl e al Tg1 ha sottolineato: “Letta ha detto parole chiare: è evidente che se il governo va avanti l’Imu non si pagherà”. Ma anche il popolo di Twitter non ha tardato a reagire… dando una sua personale versione dell’affermazione. In poco tempo, nelle tendenze è infatti apparso l’hashtag #secadeilgoverno. Tra gli utenti c’è chi ha cinguettato “#secadeilgoverno niente più apericena in zona Duomo” (Luca Alagna), “#secadeilgoverno Napolitano presenta Sanremo” (Pinuccio), “#secadeilgoverno come la neve, non fa rumore” (Enrico Veronese) e ancora “#secadeilgoverno rimbalza. #napolitanolovuole” (Nerina Gatti). Ma c’è chi invece si pone delle domande: “Grandi domande di agosto: #secadeilgoverno si può esprimere un desiderio?” (Dio).

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Il camper e la roulotte equiparate a case? Scoppia la polemica!

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Per Luca Zaia, il primo a lanciare l’allarme è:

“Surreale e devastante per l’economia del Veneto, la prima regione turistica d’Italia e la prima in Europa per l’open air”.

Eppure il decreto del Fare  appena approvato dal Parlamento, equiparerebbe roulotte e camper a “interventi di nuova costruzione”, ossia nuovi immobili che hanno bisogno di un apposito “permesso di costruire” per stazionare.

Ma se la Lega tuona, il Pd risponde. Anche Debora  Serracchiani presidente del Fiuli Venezia-Giulia gli fa eco:

“Una norma assurda che va prontamente corretta perché gli effetti sull’economia turistica, anche del Friuli Venezia Giulia, sarebbero molto negativi. Roulotte e camper non sono case da assoggettare ad autorizzazioni urbanistiche ed edilizie”.

Solo nella regione guidata dalla governatrice del Pd, tra campeggi e villaggi turistici sono 35 le strutture che accolgono turisti in roulotte e camper (oltre che tende) facendo registrare nel 2012 223.800 arrivi e 1.883.000 presenze.

Il ministero dell’Ambiente è il responsabile dell’articolo, solo ritoccato in modo lieve dal Parlamento: nel rispondere alle critiche, dà una lettura opposta spiegando che la norma nascerebbe con l’esigenza di fare chiarezza rispetto al Testo unico dell’edilizia, una  legge approvata nel 2001. Spiega Valentina Conte su Repubblica che

“Laddove all’articolo 3 dice che ‘prefabbricati e strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni ” si considerano “interventi di nuova costruzione”, appunto, ma solo se“utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee’.

Ma come viene espresso da più parti non si trova specifica di questa interpretazione che quindi un domani in mano a un giudice “zelante” potrebbe davvero impedire la villeggiatura e diminuire quindi gli introiti derivanti dal turismo. Il caso rimane aperto, mentre si teme anche da parte di Confindustria e i governatori del Nord-Est l’effetto “tassa sulle barche” e la fuga dei turisti in Slovenia e Croazia.  Zaia spiega infatti che “l’Italia sarà l’unico Paese in Europa dove si chiederà alle strutture ricettive di dimostrare, camper per camper, roulotte per roulotte, il regime di temporaneità. Già in queste ore si fa concreta la disdetta di unità mobili di pernottamento già commissionate. Il blocco degli investimenti non era proprio l’obiettivo che il decreto Fare voleva evitare?.

Emergenza Legge Elettorale: voto i primi di ottobre

leggeelettorale-tuttacronacaE’ stato il Pd ad avanzare la procedura d’urgenza per la legge elettorale che è stata oggi approvata all’unanimità e approderà a settembre alla camera per poi essere approvata entro i primi di ottobre. La procedura giunge durante l’attesa dell’ormai imminente decisione della Cassazione sulla condanna a 4 anni di carcere ed a 5 di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi mentre si avvicina anche il congresso democratico per la successione di Guglielmo Epifani. Cambio di direzione dei democrati quindi, che chiedono modifiche immediate al’  Porcellum dopo aver sostenuto la linea della subordinazione della nuova legge elettorale, solo al termine del percorso di riforme istituzionali disegnato da Enrico Letta. Quello che ancora è da chiarire è il significato di “stato di necessità” e quale sia il modello che la maggioranza è intenzionata a discutere. Da più parti sono giunte voci di “soddisfazione” per l’unanimità riscontrata tra i capigruppo. Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha spiegato ai cronisti: “In questo modo sarà possibile arrivare al voto per gli inizi di ottobre”. Il governo ha accolto con soddisfazione l’inserimento dei provvedimenti nel calendario di agosto alla Camera.

Fasano invade i banchi dell’M5S si rischia la rissa in Parlamento. Video!

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Al senato si discute del decreto “Lavoro-Iva” e il senatore Pdl Enzo Fasano invade i banchi del Movimento 5 Stelle ed inizia ad  attaccare il deputato Vincenzo Maurizio Santangelo. Maurizio Gasparri ha richiamato subito all’ordine il suo compagno di partito.

I segreti dei bagni di Westminster. I parlamentari inglesi tremano?

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Per il momento la notizia fa più scalpore che il Royal Baby che non si decide a nascere e costringe i sudditi inglesi a passare il weekend in attività all’aperto. Shock quindi per quegli inglesi che andati a fare un picnic o comodamente seduti su una panchina di un parco hanno aperto il  Sun on Sunday trovandoci la notizia del giorno: in 9 bagni di Westminster, alcuni dei quali in parti dell’edificio riservate ai parlamentari, sono state trovate tracce di cocaina. In questa domenica d’attesa sembra che più di un parlamentare quindi, se la notizia fosse confermata, dovrebbe tremare. Quei bagni vengono puliti di frequente e trovare delle tracce di droga all’interno vuol dire che il consumo è davvero molto frequente e diffuso. Altro brutto colpo per i britannici?

 

A UN PASSO DALLA CADUTA: Stop ai lavori o cade il governo, così la Pitonessa

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Il Pdl in fermento, dopo una notte che sicuramente non ha portato consiglio, ma ha solo aumentato rabbia e livore per la decisione della Cassazione di fissare la sentenza del Processo Mediaset al 30 luglio.

Intanto piovono le dichiarazioni degli esponenti del Pdl:

”Nessuno comprende fino in fondo il legame morale e umano che lega il popolo di centrodestra, il Popolo della Liberta’ e il Presidente Silvio Berlusconi. Nessuno si illuda percio’ che il nostro futuro si possa separare da quello di Silvio Berlusconi”, afferma Sandro Bondi, Coordinatore del Pdl.

E tra le ipotesi al vaglio c’è lo stop dei lavori parlamentari per 3 giorni. E su questo punto la Pitonessa affila le sue “spire”: “Se dovesse arrivare un no sulla richiesta di moratoria dei lavori parlamentari capiremo che non c’è un governo di coalizione”. Così ha affermato la Santanché, questa mattina ai microfoni di “24 Mattino” su Radio 24, anticipando l’annuncio dei capigruppo alla Camera e al Senato del Pdl di chiedere una sospensione dei lavori dell’aula e delle commissioni. “Far cadere un governo – ha aggiunto la parlamentare del Pdl – non è un’azione politica, è una conseguenza di un’azione politica”.

Ieri il Cavaliere era stato molto chiaro su questo punto: “Tenetevi pronti a tutto – ha tuonato ai suoi ieri – questo punto io non garantisco più nulla. Non posso rimanere fermo aspettando che mi crocifiggano”.

”Se andasse avanti un tentativo di espulsione dalla vita politica di Berlusconi non potremo restare indifferenti: abbiamo il diritto di denunciare davanti al Paese la violazione dei diritti”, ha rincarato il senatore del Pdl Maurizio Gasparri.

Il Pdl non intende partecipare al vertice di maggioranza in calendario per domani. Lo ha ribadito Renato Brunetta pochi minuti fa mentre Letta, in riunione con Dario Franceschini a Palazzo Chigi, fa sapere che l’Italia ha bisogno di riforme, quasi a richiamare il senso di responsabilità dei partiti tanto ribadito più volte dal Presidente Napolitano.

La Cassazione alza la voce e afferma che ha l’obbligo “di determinare l’udienza di trattazione di ogni ricorso prima della maturazione” della “prescrizione di alcuno dei reati oggetto del procedimento, a pena di responsabilità anche di natura disciplinare, e la Corte ha sempre adempiuto a tale dovere”, dice la Suprema Corte in una nota sulla vicenda Mediaset.

L’M5S: “Siamo al ridicolo. E’ assurdo che il Parlamento venga preso in ostaggio e i lavori d’aula vengano interrotti solo perché un gruppo mette in piedi un’assemblea permanente sui suoi problemi interni e per parlare di giustizia”. Lo denuncia Riccardo Nuti, capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, in relazione alla richiesta di sospensione per 3 giorni dei lavori a Montecitorio.

Il Pd: “Il Parlamento non può assolutamente sospendere i suoi lavori”. Lo ha detto il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, commentando la richiesta del Pdl di sospendere i lavori delle Camere per protesta contro la decisione della Cassazione. “Se un gruppo ha bisogno di qualche ora di tempo per confrontarsi bene, altrimenti no”, ha precisato.

Dopo tanti annunci di guerra, è lo stesso Renato Brunetta con una seconda dichiarazione a “rettificare” la rotta: “Non vogliamo né Aventini né stop dei lavori. Avanziamo solo una richiesta di sospensione dei lavori parlamentari per oggi e domani per consentire al nostro partito di tenere una assemblea permanente e la direzione nazionale. Penso che sia un atto dovuto da parte del Parlamento in segno di rispetto per il nostro dibattito, le nostre scelte, le nostre discussioni”.

I tre giorni di Brunetta!

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Forse il Pdl è stremato e sta sull’orlo di una crisi di nervi per chiedere il rinvio di ogni attività parlamentare ”per tre giorni”. E’ il capogruppo Renato Brunetta a invocarlo dopo che ieri c’è stata la decisione della Cassazione di fissare il processo Mediaset per il 30 luglio. E così mentre l’Italia va a rotoli tra il Fmi e S&P che ci allarmano sui nostri conti pubblici, il Pdl va in ferie (o fa sciopero?)  o almeno vorrebbe… alla faccia dei disoccupati, cassaintegrati, esodati, precari che l’unica spiaggia che sognano è la pensione o un lavoro stabile? Per una volta che la giustizia funziona lo stato si ribella? E’ questa la riforma della giustizia che chiede a gran voce il Pdl? Non era per i tempi rapidi dei processi che si lottava fino a qualche tempo fa? Non era Brunetta che tuonava contro “gli scansafatiche” nel pubblico impiego e ora che la giustizia lavora anche d’estate fa sciopero?

 

Hazem Beblawi, è lui il nuovo premier egiziano.

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Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour ha scelto Hazem Beblawi come premier e gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’ex numero uno dell’Aiea, Mohamed El Baradei,è stato nominato vicepresidente con delega agli Affari esteri. I salafiti hanno annunciato che avrebbero appoggiato la nomina di Beblawi e valutato quella di El Baradei, alla fine hanno votato anche il premio nobel.

Intanto in Egitto continuano gli scontri tra i militari e i Fratelli musulmani. Ora dopo ora sale il fronte dei sostenitori del destituito presidente Mohamed Morsi.

La Fratellanza ha respinto la dichiarazione costituzionale del presidente Mansour che fissa il calendario della transizione con elezioni politiche entro sei mesi. E ora si teme che la Giornata del milione dei martiri, come i Fratelli musulmani hanno ribattezzato le manifestazioni, produca nuove vittime.

L’uomo che filma gli egiziani gettati dal tetto. Video Shock

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E’ stato arrestato l’uomo che, venerdì,  durante gli scontri in Egitto, era stato filmato mentre gettava due giovani dal tetto di un palazzo. Il video,  girato nel quartiere di Sidi Gaber ad Alessandria, era stato ampiamente diffuso sui social network provocando shock e polemiche. Uno dei ragazzi gettati dal tetto è morto.

+++ Le immagini del video sono destinate a un pubblico adulto. Le immagini possono comunque urtare la sensibilità. +++ 

Nuovo tragico bilancio in Egitto: 77 morti nelle ultime ore.

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Alle 13.25 sale il bilancio delle vittime negli scontri con l’esercito al Cairo. Secondo quanto riferito da fonti dei Fratelli musulmani, le vittime sarebbero almeno 77, tra cui 8 donne e 7 bambini, di cui 2 neonati. L’informazione naturalmente arriva dai sostenitori del destituito presidente Morsi è quindi plausibile che ci possano essere dati volutamente errati per fa propaganda e sollevare l’opione pubblica e internazionale. La polizia e l’esercito hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla che sta sfilando davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo rivendicando la vittoria alle passate elezioni del partito “Fratelli Musulmani”. Le protest, hanno annunciato i musulmani, che continueranno con il loro sit-in “a tempo indeterminato”. L’esercito intanto ha comunicato che nelle ultime ore sono state arrestate 200 persone per possesso di molotov, armi bianche e mitra.

Un reporter della BBC è rimasto ferito alla testa durante gli scontri al Cairo

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Negli scontri di oggi al Cairo, il leggendario reporter della BBC Jeremy Bowen, è rimasto ferito alla testa da un paio di pallini da caccia. Dopo che la BBC aveva dato la notizia è stato lo stesso reporter a voler rassicurare tutti tramite un Twitter:

“Grazie per i messaggi Sono stato colpito da un paio di pallini da caccia, ma sto bene…”

Il giorno più lungo per l’Egitto… Dall’arresto di Morsi alla gioia in Piazza

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E’ stata una giornata lunga in Egitto, ma le notizie che si sono susseguite ora dopo ora hanno scandito l’inarrestabile golpe che ha di fatto destituito, arrestato e condannato a un anno di carcere l’ex Presidente Mohamed Morsi.

Il portavoce delle opposizioni egiziane Mohamed el Baradei, attraverso la tv, ha annunciato la road map che farà “traghettare” l’Egitto in 9/12 mesi verso un nuovo e democratico governo del Paese. La strada è chiara ci sarà la  sospensione della Costituzione e la creazione di un consiglio presidenziale ad interim, composto da tre membri e presieduto dal presidente della Corte Costituzionale, Adli Mansour.

Il gran imam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e il capo della chiesa copta Tawadros hanno preso la parola dopo il ministro della difesa egiziano per dare il loro sostegno alla road map. Il primo ha sostenuto la convocazione di elezioni presidenziali anticipate, mentre Tawadros ha assicurato che tutti “saranno protetti”.

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Morsi ai domiciliari?

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Da notizie non confermate, riportate su twitter da testate mediorientali, come CBC e Al Hayat, il presidente Morsi sarebbe agli arresti domiciliari. Altre notizie riportano invece che il presidente egiziano Mohamed Morsi è oggetto di un divieto di espatrio. Lo  riferiscono fonti della Sicurezza all’aeroporto del Cairo, insieme alla guida spirituale della Fratellanza Mohamed Badie e importanti leader della Fratellanza come Khairat el Shater, Essam Sultan e Mohamde el Beltagui.

Il Presidente Morsi avrebbe inviato, dagli arresti domiciliari (ma la notizia ancora non è confermata)  un messaggio al popolo, chiedendo di resistere al colpo di Stato militare in maniera pacifica, senza opporre resistenza con la violenza. 

Egitto: Morsi propone un governo di coalizione

morsi-governo-coalizioneE’ scaduto l’ultimatum lanciato dai militari, in Egitto. Al termine del tempo concesso Mohamed Morsi, presidente egiziano, ha nuovamente ribadito la volontà di non dimettersi proponendo un governo di coalizione. Morsi, che ha sottolineato che “violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia”, ha parlato di un nuovo esecutivo che dovrà portare alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della Costituzione da sottoporre al nuovo Parlamento.

I saggi non hanno commissariato il Parlamento! Così la Boldrini.

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”Assolutamente no”, Cosi’ la presidente della Camera, Laura Boldrini, risponde a chi le chiede se ritenga il Parlamento commissariato dai saggi. ”L’avvio delle riforme muove i primi passi e tutti i lavori verranno fatti in ambito parlamentare. Il governo ha diritto a sostenre lo sforzo: non vedo nessun commissariamento”.

Parlamento deserto… a nessuno interessa la crisi economica?

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Mario Monti è il grande assente con una sola partecipazione su 17, collezionando il 94,12% di assenze. A contendergli il primato c’è Silvio Berlusconi… insomma epidemia da ex premier? I più presenti risultano Pd e M5S. I capigruppo che si contengono la “medaglia delle presenze” sono Bitonci della Lega e Susta di Scelta Civica, entrambi sopra il 90% di presenze. A seguire Zanda, mentre non si fa quasi vedere Schifani (appena 52%). Invece un buon primato di presenze lo ha Vito Crimi che ha votato 12 su 17.

Promossi a pieni voti – o meglio, a piene presenze – Laura Puppato e Felice Casson per il Pd, Roberto Calderoli per la Lega Nord, Carlo Giovanardi per il Pdl e Alessandro Maran per Scelta Civica, oltre a una folta pattuglia di grillini.

Grillini che alla Camera sfiorano il 100% di presenze, nonostante le 19 assenze su 72 votazioni della capogruppo Roberta Lombardi (molte, a dire il vero, per motivi di salute), compensate da una serie di en-plein da Agostinelli a Barbanti, dal dissidente Tommaso Currò al neo capogruppo Villarosa.

Per tanti big sempre presenti durante tutte le 72 votazioni a Montecitorio, tra cuiStefania Prestigiacomo per il Pdl, Claudio Fava per Sel, Mario Catania per Scelta civica, Matteo Orfini e Ivan Scalfarotto per il Pd, ci sono anche tanti disertori. I deputati di Scelta civica sono quelli che seguono di più la scia del proprio leader e fanno segnare ben il 20% di assenze a Montecitorio.

Il peggiore in assoluto, però, è l’imprenditore Antonio Angelucci del Pdl, presente solo in un’occasione. Non stupirà che solo una, due o al massimo tre presenze sono attribuite ai ministri Bray, Carrozza e De Girolamo, quasi sempre impegnati in missioni.

Senza giustificazioni Michela Vittoria Brambilla (quasi 90% di assenze), Catia Polidori (77%), Rocco Buttiglione (61%), Pier Luigi Bersani (59%).

Si avvicinano a una soglia accettabile di partecipazione alle votazioni il neo segretario del Pd Guglielmo Epifani, Lorenzo Cesa e Ignazio La Russa (60% di presenze a testa). A Montecitorio la gara tra i capigruppo più presenti la vince nettamente Renato Brunetta, fuori dall’aula solo 9 volte su 72.

L’Imu si pagherà! Chi a giugno e chi a settembre…

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Chi ha sperato nell’abolizione della tassa o addirittura nella restituzione può stare tranquillo che non avverrà. L’Imu resta e soprattutto si abbatte su le aziende. Il governo Letta forse non ha calcolato l’impatto devastante che la rata avrà sull’industria… ci si preoccupa di salvaguardare le famiglie bisognose ( il che è giustissimo), ma nessuno guarda alle imprese in difficoltà. Rimandare la rata dell’Imu a settembre sembra ora essere il toccasana per tutti i problemi italiani… ma si impoveriranno anche i comuni e i privilegi di molti saranno ancora salvi. Si prende tempo per rimodulare la tassa… intanto non si trova una soluzione alla ripresa! Il problema non è rimandare un’imposta con la promessa di rimodularla (per poi colpire la classe media che sta naufragando nella povertà), ma è trovare un meccanismo virtuoso… si cercano ancora provvedimenti demagogici, ma non risolutivi!

OCCUPATA LA SALA MAPPAMONDO!

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Nel giorno del P-day il M5S torna a mobilizzarsi e occupa la sala Mappamondo. Intanto Beppe Grillo dal suo blog grida all’inciucio per l’elezione del Presidente della Repubblica: “La coppia Bed & Breakfast, Bersani e Berlusconi, decide nelle segrete stanze il Presidente dell’inciucio escludendo di fatto ogni partecipazione popolare mentre il M5S avvia una consultazione pubblica e democratica attraverso i suoi iscritti. Chi tra i due ha un deficit di democrazia interna?”

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Giornata internazionale dei Rom… Borghezio e la sua innata volgarità!

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Nella giornata internazionale dedicata ai Rom la Presidente della Camera Laura Boldrini  riceve una delegazione e gli ricorda di essere fieri della propria cultura, ma di saper anche rispettare quella altrui. Un discorso equilibrato, un incontro tra civiltà diverse  e l’istituzione che si fa da “ponte” per cercare una strada di dialogo che non è sempre facile soprattutto in un periodo di crisi in cui gli italiani sono diventati più intolleranti verso i Rom e gli stranieri proprio a causa di una incertezza economica che mina le basi delle famiglie. La periferia è il luogo di scontro tra poveri italiani e poveri stranieri che si trovano spesso in competizione per l’incapacità più totale di uno Stato assente incapace di facilitare l’integrazione. Uno Stato disattento che fa entrare sul nostro territorio chiunque e poi è il cittadino a dover convivere spartendosi la povertà con un altro disperato. Tensione, rabbia che sfocia in atti vandalici, in razzismo e in odio profondo. La colpa alla fine è sempre dello Stato assente quello stato che con faciloneria e superficialità accusa senza costrutto e con una miopia assoluta e gretta che scade nella volgarità gratuita e chiude ogni forma di dialogo. Oggi è la dichiarazione di Borghezio che precipita nel qualunquismo più ovvio e retrivo:

“I rom?  Spero che alla fine della visita alla Camera gli uscieri abbiano controllato tutto, anche gli arredi. Io personalmente un esamino con l’elenco delle cose che c’erano prima e che e’ rimasto dopo lo farei. La giornata di ieri si potrebbe ribattezzare il festival dei ladri e dei fancazzisti- continua Borghezio- perchè i rom hanno una la cultura tecnologica per scassinare le porte delle case della gente onesta. Non tutti i rom sono ladri, ma buona parte dei ladri sono rom. Sono preoccupato perchè non sono in casa adesso. Pero’ dico al popolo Rom che a casa mia ci sono solo libri, non ho un cazzo, non si ricava niente, tutti i beni sono da mia sorella. E comunque ho le porte blindate, andassero dai boiardi di stato che li da prendere ce n’è, o dai sindaci che vi accolgono. Noi vecchi razzisti siamo tutti poveri. A Pontida ho visto una grande umanità, le facce giuste, gente che lavora, non le facce da cazzo che riceve il Presidente della Camera. E’ l’amica dei poveri di cui sarebbe bello sapere quanti soldi aveva prima di entrare all’Onu” concludendo con un: “Persone arricchite alle spalle dei poveri”.

Forse se c’è qualcuno che ruba tra i banchi del parlamento non sono certo i rom, ma forse i politici! Inoltre la calunnia verso un’istituzione dello Stato è da sempre, anche per i leghisti come Borghezio, perseguibile legalmente.

#OccupyParlamento s’inizia!

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I grillini lo avevano annunciato e lo faranno… sollecitare l’apertura delle Commissioni Parlamentari con ogni mezzo e oggi scatta Occupy Parlamento. Dopo l’ennesimo no del Senato di questa mattina arriva l’appello via internet sul sito di M5S Roma e del candidato a sindaco Marcello De Vito. L’iniziativa ripresa tra gli altri dalla deputata romana 5 Stelle Federica Daga su Twitter: «Per attuare il #Cambiamento, è necessaria molta energia».

Arriva anche il chiarimento del capogruppo alla Camera, Lombardi: «Ci hanno chiesto se la nostra occupazione dell’Aula era ostativa dei lavori parlamentari, perchè poteva sembrare così, abbiamo spiegato che noi non ci permettiamo di bloccare i lavori».

L’occupazione proseguirà fino a tarda notte e per le 18 è previsto il ricevimento di una delegazione di cittadini che ha organizzato un presidio davanti a Montecitorio.

Da #OccupyWallStreet a #OccupyParlamento

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M5S non ci sta e per domani è prevista l’occupazione del Parlamento se non saranno convocate le commissioni parlamentari permanenti senza dover attendere la formazione di un nuovo governo che sembra essere sempre più distante, a meno di inciuci dell’ultima ora. I grillini rimarranno dentro il Parlamento a  leggere gli articoli della Costituzione italiana, articolo dopo articolo, anche dopo la mezzanotte.

Il problema di fondo è se si vuole comunque soccorrere l’Italia agonizzante o se si preferisce “giocare” con programmi e poltrone senza dar vita a un governo fin quando non ci sia un Capo dello Stato che possa sciogliere le Camere e far tornare al voto gli italiani. Le prospettive però non sono certo rosee: il Pd si sta spaccando e le sue anime contrastanti sono ormai sotto l’occhio di tutti, l’M5S sta perdendo elettori, il Pdl si rafforza.

Un clima che non piace all’Europa che sperava in un uomo che potesse strangolare ancora gli italiani per compiacere la Merkel e il potere oscuro che la Cancelliera ha dietro di sè, compreso il Club Bilderberg .

L’occupazione di domani quindi è anche un segno da dare all’estero, a quell’Europa che guarda attentamente l’Italia per paura di non riuscire a controllare uno stato chiave come il nostro che geograficamente  si affaccia sul Mediterraneo. I complottisti parlano già di manovre per far diventar l’Italia la prossima vittima. Dopo la Spagna, la Grecia e Cipro a cadere sotto la scure del potere occulto finanziario che domina in Europa potrebbero essere proprio l’Italia e la Francia. Non a caso Hollande sembra essere sempre più interessato all’Africa, tentando alleanze in vista di una battaglia all’ultimo euro.

Sì, perchè la guerra ormai si combatte in borsa o nelle agenzie di rating pronte ad esaltare un Paese come l’Inghilterra che inizia ad avere gravi disagi sociali nascondendoli dietro un AAA e discriminando le nazioni sul Mediterraneo che diventano terra di speculatori senza scrupoli pronti a investire sulle macerie umane.

 Occupazione quindi che deve portare a una svolta, a rendere operativo quel Parlamento che di fatto può legiferare anche senza un governo. Grasso perché si oppone alla formazione delle commissioni?  Proprio quella sinistra che dovrebbe andare in aiuto dei più deboli non vuole neppure far partire le commissioni che potrebbero portare a delle riforme?   Solo miopia politica o tattica?

Boldrini… al lavoro per il Paese!

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“Penso ci siano dei tempi della politica e non voglio entrare in questo confronto, non sta a me. Stiamo lavorando sodo con una tabella di marcia molto fitta e per quanto mi riguarda non stiamo perdendo tempo”. Così la Boldrini risponde, dallo studio di otto e mezzo, a Matteo Renzi che oggi criticava la “perdita di tempo”. La Presidente della camera prosegue “Non sta a me dare dei contributi alla soluzione dello stallo. Ci sono i partiti, sto lavorando con altre figure per portare avanti degli impegni. Abbiamo fatto una commissione speciale per sbloccare i pagamenti della P.A., questo significa non essere sordi e in questi limiti stiamo facendo la nostra parte”.

Altro nodo dolente sono le commissioni e la Boldrini sicuramente sta facendo quanto è in suo potere: ”Ci sono due scuole di pensiero: alcuni partiti dicono che non si può fare, altri sì. Prendo atto di questa posizione, mi è stato chiesto di fare indicare i nomi dei componenti ma oltre questo non posso andare. Ho inviato una lettera ai gruppi per dire di pensare i componenti delle commissioni”.

Sulla credibilità della politica? “E’ doveroso da parte di chi riveste ruoli istituzionali fare in modo che i cittadini guardino con rispetto alle istituzioni. Chi ha ruoli istituzionali deve essere rispettabile, conquistarsi il rispetto con lo stile di vita, con la sobrietà. E’ dal Palazzo che bisogna dare il buon esempio. In Italia prevale il cinismo, ma la politica deve avere al centro i valori, i principi. La politica senza valori è fare solo gli interessi privati. Dobbiamo dare il segnale che, in un periodo di sacrifici per tutti, anche noi siamo pronti a rinunciare a qualcosa. Solo così la politica riacquista credibilità agli occhi delle persone”. Ma poi sui tagli agli stipendi dei parlamentari c’è un freno. Proprio lei che insieme a Grasso erano stati i precursori dimezzandosi lo stipendio afferma “Arriveremo a tagliare gli emolumenti dei parlamentari per poi passare a considerare la condizione dei dipendenti della Camera. Non indebolire l’istituzione ma rafforzarla. Sarà tutto graduale e assorbibile, la Camera in generale funziona benissimo, con professionalità. Non vogliamo intaccare la qualità di chi lavora, ma salvare più risorse possibili”. Sembra quindi che per il futuro prossimo venturo, qualche generazione potrà vedere queste somme diminuite, ma non è certo per ora. Il problema di fondo è sull’istituzione che si potrebbe indebolire se viene ridotto l’emolumento… ma un professore quindi non ha nessuna autorevolezza e non rappresenta nessuna “istituzione”? Non è forse il braccio operativo del ministero della pubblica istruzione, oltre ad essere colui a cui è affidato il futuro di una nazione? Sembra si no se l’istituzione per essere tale ha bisogno di uno stipendi a diversi zeri!

Andate tutti a casa… l’ultima provocazione di Ryanair

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Una pubblicità che sta alzando un mare di polemiche. Ryanair si sà, è famosa per le sue pubblicità irriverenti e molto originali. Questa volta c’è una foto del Parlamento, con la scritta: “Perchè non andate tutti a casa?“. Nella pubblicità vengono proposte 107 destinazioni e ben 58 rotte, a un prezzo bassissimo, solo 12 euro.

All’Italia basta il Parlamento? Per Grillo basta e avanza!

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Secondo Grillo per fare le riforme non serve un governo, ma solo il Parlamento!

Per Beppe Grillo “non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le pmi o per i tagli delle Province“, perché “il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani”. Sul suo blog il leader del Movimento 5 Stelle spiega che l’assemblea legislativa può lavorare anche senza esecutivo e accompagna il post all’hashtag #sipuòfare: “Si fa passare l’idea che senza Governo il Paese è immobile, congelato, in balia dello spread, delle agenzie – prosegue – ma si tace sul fatto che le leggi per le riforme possono essere discusse e approvate senza la necessità di un governo in carica”.

Le parolacce gratuite di Battiatto!

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Le «troie in Parlamento» scatenano l’ultima bufera nel mondo della politica. A pronunciare il duro attacco è stato il cantautore siciliano Franco Battiato, ed assessore della giunta Crocetta. Intervenendo al parlamento Europeo, proprio nelle vesti di assessore al turismo della Regione Sicilia, il maestro non ha usato mezze misure. «Ci sono troie in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino». E dire che l’incontro al quale era stato invitato Battiato aveva ben altro tema. Si doveva parlare di «Nuovi percorsi fra turismo e cultura in Sicilia» ma si è finito per parlare anche della situazione politica italiana con quelle dichiarazioni choc che hanno scatenato un vespaio di polemiche. La prima a dichiararsi sconcertata è stata la neo presidente della Camera Laura Boldrini. «Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari» afferma la Boldrini che respinge «l’insulto» di Battiato.

Dobbiamo avere politici presi a prestito dalla musica che si esprimono con un linguaggio in disuso anche nelle balere?

“Chi dorme non piglia… grilli!” 4 sonni in Parlamento per Crimi

 

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Succede proprio a Vito Crimi, capogruppo del senato per il M5S, di addormentarsi in aula. Quei gesti tanto denigrati dal movimento di Grillo ora vengono a colpire proprio i suoi parlamentari. Prima con il ristorante ora con Morfeo che si è andato a posare sugli occhi di Crimi. Qualche giorno fa lo staff di Beppe Grillo per spiegare a cosa serviva un questore a 5 Stelle, ha pubblicato vecchie foto di dormiglioni in Parlamento.
Il Movimento Cinque Stelle, inoltre, si era vantato di aver svegliato lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questa volta però Morfeo ha colpito proprio uno dei grillini: Vito Crimi, 40 anni, capogruppo 5 Stelle al Senato. Crimi si è concesso un momento di relax a Palazzo Madama durante l’informativa del premier Monti sul Consiglio europeo del 14 e 15 marzo.

L’Eurozona è in crisi e Berlino pensa agli zombie!

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Un’interrogazione parlamentare alquanto singolare è stata sollevata dal Partito Pirati tedesco all’interno del Parlamento. Secondo quanto riportato dal Die Bild, la domanda sarebbe: “Berlino è pronta a proteggersi da un attacco zombie?”. L’argomento è stato ufficialmente discusso tra i vertici politici tedeschi, poichè il Partito Pirata ha fatto riferimento alle parole del dottor Ali Khan: “Se si è ben attrezzati per affrontare un’apocalisse zombie, si è preparati anche per uragani, pandemie, terremoti e attacchi terroristici”
Christopher Lauer, un parlamentare Pirata ha detto: “Alcune persone non si preoccupano dei disastri ma nel caso succedesse qualcosa, Berlino dovrebbe evacuare 3, 8 milioni di persone”.

Jessica al parlamento… famolo strano sto governo!

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La neo deputata 5 Stelle Gessica Rostellato, che potremmo rinominare “Jessica al parlamento”, è da giorni sotto attacco mediatico e ha chiesto scusa su Facebook a tutte le persone che l’avevano criticata sul social network per aver rifiutato di stringere la mano a Rosy Bindi. «Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mia dichiarazione. Io non intendevo essere maleducata. Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio…. so che il mio ruolo mi chiederà di farlo, probabilmente mi dovrò abituare! Scusate ancora».

Ieri la neo-deputata Grillina aveva scritto su Fb: «Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: «Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!». Io ho tirato dritto e me ne sono andata ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure «piacere»??? No guarda, forse non hai capito: NON È UN PIACERE!!!».

Il post stamani aveva 694 «mi piace», ma la maggioranza dei 1.727 commenti erano fortemente critici. Insomma “Jessica” dagli internauti era stata tacciata di arroganza e di maleducazione.

Ma la Jessica del parlamento non è la prima volta che incappa in un “incidente” mediatico. In un altro post risponde alle Iene “… Per quanto riguarda la BCE – qui si entra nel vivo delle stoccate dalla Rete – in quel momento mi sfuggiva il significato della sigla (penso possa capitare a chiunque…) infatti poi mi sono chiesta tutto il giorno come ho fatto a non riuscire a rispondere subito, ma ero di fretta, in ritardo per una riunione e avevo la testa da tutt’altra parte e in quel momento ho avuto un vuoto totale… Mi scuso con tutti quelli che non si sono sentiti rappresentati”. Più che altro con quelli che si sono sentiti rappresentati da qualcuno che ignora la Banca Centrale Europea… ma una Bce può sfuggire a tutti, tranquilla Jessica… lo famo strano sto governo?

Terremoto finanziario a Cipro… martedì restano chiuse le banche!

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Il governo di Cipro, nel timore che le banche dell’isola possano perdere altri miliardi a causa del panico innescato dalla decisione dell’eurozona di tassare i depositi, ha deciso che martedì prossimo gli istituti di credito resteranno chiusi per «ferie».
La chiusura – come riferiscono vari siti web locali – potrebbe essere estesa anche a mercoledì dopo che già domani, lunedì, le banche resteranno chiuse in seguito alla festa religiosa del cosiddetto ‘Lunedì pulitò, l’equivalente ortodosso del ‘Mercoledì delle Ceneri’. Il governo di Nicosia, intanto, ha rinviato a domani il voto del Parlamento, previsto inizialmente per oggi, per approvare l’accordo raggiunto ieri con i ministri delle Finanze dell’eurozona che prevede, in cambio di un piano di aiuti per circa 10 miliardi di euro, un pesante prelievo sui depositi bancari.

LO SCIPPO DI LAURA BOLDRINI! SOFFIA IL POSTO A SOFIA MARTINO.

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Che abbia un curriculum di tutto rispetto nessuno lo mette in dubbio, dalle risaie, all’Onu (con un contratto a tempo indeterminato a differenza della maggior parte dei contratti che sono a termine, ma lei ricopriva un ruolo di alto profilo e professionalità, logico che non potesse essere sostituita, nessuno è indispensabile, ma Laura Boldrini lo è!). Poi entra in Rai, perchè anche qui il passo è breve… sa l’inglese e ha esperienza in Venezuela, senza contare una laurea in giurisprudenza. Quanti italiani hanno un curriculum così e sono disoccupati?  Certo l’Onu aiuta!

Ma allora perchè facebook l’ha condannata? Perchè il Sel ha deciso di assegnare il seggio di Messina della Camera a lei piuttosto che a Sofia Martino? La Boldrini aveva i piedi in due scarpe capolista in due collegi siciliani e in quello della sua regione d’origine: le Marche! Naturalmente la Boldrini opta per la Sicilia Orientale, l’asciando, “generosamente”, l’altro collegio a Erasmo Palazzotto e per le Marche, invece viene candidata la Lara Ricciatti, che alle primarie di dicembre si era imposta con 811 preferenze. E le primarie della Boldrini? No, lei nessuna primaria, ha un canale preferenziale e viene inserita nelle liste… merito del cv, naturalmente!

E così Sofia Martino, 43 anni, insegnante precaria, 3 figli a carico, che alle primarie siciliane di SEL è stata la più votata, è rimasta fuori!

“Stando quindi a quanto si legge su facebook, quando nelle Marche si è saputo delle candidature paracadutate dall’alto c’è stata una sollevazione popolare che avrebbe portato ad un accordo pre elettorale con la segreteria nazionale di SEL: in caso di vittoria la Boldrini avrebbe optato per uno dei due collegi siciliani, lasciando quello marchigiano alla Ricciatti. Cosa che si è puntualmente verificata”. Come riporta il quotidiano indipendente Messina.Sicilians.it

Stordita, Sofia Martino s’informa presso due dirigenti regionali, Crispino Maggio e Simone Di Trapani. “Mi hanno risposto che non ne sapevano nulla e che forse era una manovra delle Marche per fare pressione sul nazionale perché la Boldrini optasse per un collegio siciliano. Ho detto che mi sembrava una cosa stupida e bambinesca, ma mi è stato ribattuto di non fare dietrologia e che il 5 marzo il direttivo nazionale avrebbe deciso. Ma in realtà non è andata così, perché il 28 febbraio sul sito del nazionale c’erano già gli eletti. Quello che più mi ha ferito è che la mia esclusione non mi è stata comunicata dal partito, ma l’ho letta su FB. Dopo che mi sono girata tutta la Sicilia per la campagna elettorale, mi è sembrata una grossa mancanza di rispetto”.

Naturalmente nella polemica non entra la segreteria provinciale del SEL. Ma su Fb si parla di un’assemblea regionale durante la quale si era deciso che la Sicilia Orientale andasse a favore della Boldrini. Ma chi è mai Laura Boldrini, visto che su internet non si ha nessuna informazione neppure sulla famiglia. Una carriera fuminante dovuta a meriti personali!

E Palazzotto si dice dispiaciuto… Sofia Martino non è rappresentativa come Laura Boldrini… infatti tutta Italia fino a ieri è vissuta senza conoscerla! Ma per Palazzotto è una figura di carattere nazionale.

Ma questa posizione fa alimentare le polemiche: il territorio siciliano è stato talmente devastato da decenni di pessima amministrazione, che a rappresentarne bisogni e disagi può essere solo un parlamentare locale.

Così Sofia Martino supportata dai siciliani che non ci stanno a vedersi scippare un posto in parlamento per i soliti giochi di partito continua a contattare esponenti del partito che possano chiarire queste scelte: “Ho provato a telefonare a Francesco Ferra del direttivo nazionale e per tutte e due le volte mi è sttao detto che era in riunione. Ho lasciato i miei recapiti telefonici, ma non mi hanno ancora richiamato. In ogni caso, volevo solo chiedere perché il territorio fosse stato penalizzato, visto che il candidato eletto era peraltro anche quello più votato in Sicilia alle primarie. “Pensavo che io e la Ricciatti avessimo le stesse possibilità, ma è evidente che io sono partita male in partenza, non sapendo che in caso di vittoria avrebbero sacrificato me. Sia chiaro, avrei corso lo stesso per il partito, ma avrebbero dovuto dirmelo. Questa decisone di fatto si traduce in una mancata valorizzazione del territorio. Abbiamo perso l’occasione per radicare il partito in Sicilia. Le Marche sono rosse e rosse sarebbero rimaste. E comunque, sarebbero state sempre rappresentate da marchigiana. Ma nella Sicilia del 61 a 0 del PDL, un parlamentare locale di SEL in più avrebbe dovuto esserci. Se volevano premiare l’impegno della compagna Ricciatti io avrei corso lo stesso, ma senza mettere a rischio il mio lavoro. Sono una Cocopro, non sono tutelata sul piano dei diritti e quando la campagna elettorale si è intensificata nelle ultime settimane non ho rinnovato il contratto e adesso potrò riprendere a lavorare solo a maggio. In ogni caso, se a Messina città SEL ha avuto il 3,2%, lo stesso dato del nazionale, qualcosa di buono lo avrò anche fatto. E anche rispetto al collegio della Sicilia Occidentale, qui abbiamo avuto oltre 3 mila voti in più. Questi dati dovrebbero parlar chiaro. O no?”.

E mentre Facebook si mobilita con una petizione, la Boldrini si candida alla Presidenza della Camera.

Il giorno dei Presidenti… o no? Al via la diciassettesima legislatura

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La prima convocazione di Camera e Senato, dove i lavori inizieranno rispettivamente alle 10.30 ed alle 11, sancisce oggi l’apertura della diciassettesima legislatura. A Montecitorio e Palazzo Madama, l’ordine del giorno per oggi è lo stesso: la costituzione dell’ufficio provvisorio di presidenza, la costituzione della Giunta delle elezioni provvisoria, la proclamazione dei parlamentari subentranti e l’elezione del presidente. Per questo primo giorno l’assemblea alla Camera sarà presieduta dal più anziano per elezione tra i vicepresidenti della legislatura precedente, ossia il deputato del Pdl Antonio Leone, mentre al Senato il compito sarà svolto dal senatore a vita più anziano, Emilio Colombo.

Il 15/3 tutti gli italiani al Parlamento!

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«Il 15 marzo per la prima seduta del Parlamento vorremmo arrivare tutti a piedi, partendo dal Colosseo. Venite con noi ad accompagnarci fino alla porta». Così il neo deputato del Movimento 5 Stelle, Simone Vignaroli, a una conferenza di attivisti del movimento a Roma annuncia l’iniziativa dei parlamentari M5S. Si cerca così di far partecipare le persone alla politica, di coinvolgerle in iniziative che possano far sentire meno distante il gap che in queti anni si è venuto a creare tra istituzioni e popolazione. Sicuramente l’iniziativa di  Vignaroli farà molto discutere e sarà tacciata di populismo gratuito, ma è meglio chi invita la popolazione o chi spende il finanziamento pubblico per comprarsi il salmone e beni di lusso?

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