L’incredibile video: il paracadutista sviene in volo, gli amici lo salvano

paracadutista-sviene-tuttacronacaIncredibile disavventura per il 25enne James Lee, paracadutista esperto con oltre mille lanci all’attivo. Dopo essersi lanciato con il paracadute da circa 3750 metri di altezza, infatti, è stato urtato da dietro da un altro skydiver e ha perso i sensi. James si è quindi ritrovato in caduta libera, con la telecamera fissata sul suo casco che riprendeva ogni terribile attimo. Fortunatamente i compagni di lancio si sono accorti di quanto stava accadendo e sono accorsi in suo aiuto: prima gli si sono radunati attorno, poi gli hanno azionato il paracadute salvandogli così la vita. Mentre scendeva a terra, ripresa conoscenza, è riuscito infine ad atterrare senza rischi. Per lui solo un lieve indolenzimento al collo e nessun ricordo dell’accaduto, a parte il filmato:

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Il doodle di oggi… ci fa volare e precipitare, in omaggio a Garnerin

doodle-google-tuttacronacaE’ il 216° anniversario del primo lancio con il paracadute oggi, 22 ottobre, e Google non poteva mancare all’appuntamento regalando a tutti i suoi utenti un doodle animato interattivo. Ecco allora che Big G ci fa fare un tuffo nel passato (e tra le nuvole) ricordando André-Jacques Garnerin, l’inventore francese che per primo utilizzò il paracadute lanciadosi su Parc Monceau il 22 ottobre 1797 da una mongolfiera, macchina volante di cui era pilota esperto, che aveva raggiunto quota 900 metri.

André-Jacques-Garnerin-tuttacronacaGrazie al doodle di oggi, abbiamo la possibilità di librarci nel cielo per poi precipitare da 900 metri comandando e direzionando la caduta del protagonista. Nel 1797 caduta atterraggio furono molto avventurosi per il pioniere dell’aria che tagliò la fune che lo collegava al pallone aerostatico lasciando che l’aria aprisse il suo paracadute, una specie di ombrello privo di stecche rigide assicurato ad un palo centrale. Garnerin restò aggrappato con tutte le sue forze alla cesta che lo conteneva, mentre veniva sballottato furiosamente e raggiungeva il suolo con un impatto molto forte. Da tutto questo, però, uscì illeso. E voi, dove atterrerete?

Vita da star: “A 8 anni mi drogavo con papà”

robert downey jr. -droga - tuttacronaca

“In casa girava molta marijuana. Mio padre mi passò il primo spinello quando avevo otto anni, mentre stavo suonando Thelonious Monk al pianoforte. Ci facevamo insieme, era il suo modo per volermi bene, per dimostrarmi amore nell’unica maniera che conosceva”, a raccontare la sua vita di eccessi l’attore Robert Downey Jr. Figlio di un regista indipendente, l’attore è stato un prodigio del grande schermo sin da piccolo, ma ad accompagnarlo c’è sempre stata la droga: “La cosa più importante nella vita di un addicted  è il recupero. Oggi sono orgoglioso di riuscire a mantenere i miei impegni, non solo nei confronti di amici e famiglia, ma anche con il pubblico. Dopo una vita passata a essere inaffidabile ho scoperto quanto sia bello portare a termine un progetto, un’idea, una promessa. La disciplina è una forma di rispetto nei confronti della vita”.
Con il recupero anche il rapporto con i figli è cambiato: “Sono un padre abbastanza severo, presente, soprattutto con Exton, il mio figlio più piccolo. Con lui è tutto nuovo perché questa volta sono sobrio. Riesco persino a cambiargli i pannolini, cosa difficilissima da fare quando sei completamente stonato”.
Ad aiutarlo nella sua battaglia la recitazione: “È qualcosa che amo fare perché ogni volta è nuovo, stimolante e intimidatorio allo stesso tempo. Ci sono poche cose nella vita che rimangono tali dopo averle provate tre volte. Idem per il paracadutismo, adrenalina pura, un rush comparabile solo all’eroina, ma senza la negatività della droga. Scusate l’analogia, ma sono e rimango un tossico, anche se le mie dipendenze sono cambiate. Purtroppo per me i ruoli spesso si confondevano con la realtà in cui vivevo, ero diventato il poster boy della cattiva gestione farmaceutica. Ero convinto che da drogato avrei reso meglio, molto di più. Dall’altra parte, anche con tutti gli errori, non riuscivo a toccare il fondo. E senza essere arrivato in fondo, non puoi cominciare a risalire”.

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