Il primo Natale di Francesco come Papa: per lui un Presepe napoletano

presepe-san-pietro-tuttacronacaErano quasi le 17 quando, a piazza San Pietro, è stato svelato il Presepe, quest’anno è stato donato dalla diocesi e della città di Napoli, durante una cerimonia introdotta dal canto “O Sole mio”. Il cardinal Bertello ha ricordato che è “una tradizione per i romani e per molti pellegrini venire ad assistere a questo momento pieno di gioia e di speranza” e che quando san Francesco ha fatto il primo presepe a Greccio, il cronista diceva che questo “onora la semplicità, esalta la povertà e esprime l’umiltà”. Il nuovo direttore dei servizi tecnici del Governatorato, Rafael Garcia Serrana de Villalobos, ha raccontato un aneddoto: alcuni giorni fa papa Francesco ha inviato un panettone di otto chili per gli operai che allestivano il presepe in piazza, che lo hanno consumato in una pausa del lavoro, con grande soddisfazione e gioia. “Si vede – ha commentato Serrano – che il Papa apprezza i lavori delle maestranze e degli operai, un lavoro che rimane nascosto”. In serata, alla Basilica di San Pietro si è invece tenuta la messa della della notte di Natale, la prima di papa Francesco da quando è stato eletto. il Pontefice ha spiegato il mistero del Natale, “mistero del camminare e del vedere”, dicendo che questa notte esprime non solo come “fatto emotivo, sentimentale”, ma come “realtà profonda” il fatto che “siamo un popolo in cammino, e intorno a noi, e anche dentro di noi, ci sono tenebre e luce”. Papa Bergoglio ha ricordato che nella vita del popolo come in quella delle persone “si alternano momenti di luce e di tenebra, fedeltà e infedeltà, obbedienza e ribellione; momenti di popolo pellegrino e di popolo errante”. “Anche nella nostra storia personale – ha osservato commentando un brano del profeta Isaia – si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi l’orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e intorno a noi. ‘Chi odia suo fratello, scrive l’apostolo Giovanni, – ha citato il Pontefice – è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perchè le tenebre hanno accecato i suoi occhi'”. “Gesù non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua tenda in mezzo a noi”. “Gesù – ha ancora spiegato il Pontefice – è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino”, giunto per “liberarci dalle tenebre e donarci la luce”, “è amore fattosi carne”. Ancora, ha spiegato che i pastori sono stati i “primi” a vedere Gesù “perchè erano tra gli ultimi, gli emarginati. E – ha spiegato il Papa nella omelia della messa della notte di Natale – sono stati i primi perchè vegliavano nella notte, facendo la guardia al loro gregge”. Il Papa ha concluso con un invito a condividere la “gioia del Vangelo”: in Gesù “è apparsa la grazia, la misericordia e la tenerezza del Padre”.

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Ancora due Papi: Francesco raggiunge Ratzinger per gli auguri

papa-francesco-ratzinger-tuttacronacaSono tornati a incontrarsi Papa Francesco e il Papa Emerito Ratzinger, in occasione dello scambio di auguri in occasione del Natale. L’incontro è avvenuto questo pomeriggio, intorno alle 17, quando il Pontefice ha raggiunto la residenza di Benedetto XVI, già monastero Mater Ecclesiae. A darne notizia, un comunicato della Sala Stampa vaticana. Dopo una breve preghiera insieme nella Cappella, ha avuto luogo l’incontro privato, della durata di circa mezzora, in una sala della residenza. Papa Francesco, “che era accompagnato dai suoi segretari personali, ha salutato poi anche gli altri membri della “famiglia” del Papa emerito, S.E. Mons. Gaenswein e le Memores Domini, e si è congedato verso le 17.45″.

Forconi in piazza San Pietro: il Papa risponde

forconi-vaticano-tuttacronacaAlcuni dissidenti del coordinamento 9 dicembre, com’era stato anticipato nei giorni scorsi, si sono riuniti a San Pietro per assistere alla Santa Messa di papa Francesco. Per l’ala ‘dialogante’ del movimento è prevista, nel pomeriggio, una conferenza stampa in piazza di Castel Sant’Angelo. “Oggi siamo dal Papa per dire al mondo che la smetta di dipingerci come violenti – ha affermato il leader Mariano Ferro in una nota – per confermare quello che lui stesso ha dichiarato qualche giorno fa e cioè che ‘i poveri non possono aspettare’.” E Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, si è rivolto sia ai fedeli che ai manifestanti: “A quanti dall’Italia si sono radunati oggi per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo sempre la via del dialogo e difendendo i diritti”. Il Pontefice ha anche notato uno striscione esposto: “Lì è scritto – dice dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano – ‘i poveri non possono aspettare’. E’ vero. Questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa. Poi e dovuto fuggire, andare in Egitto per salvare la vita. Poi è tornato a casa sua, a Nazareth, e io oggi penso a tante famiglie senza casa, sia perchè mai l’hanno avuta, sia perchè l’hanno persa per tanti motivi”. E ancora: “Famiglia e casa vanno insieme è difficile portare avanti la famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale invito tutti, persone, entità sociali, autorità, a fare tutto il possibile perchè ogni famiglia possa avere una casa”. Poi conclude con gli auguri: “Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità”

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Papa Francesco destinato a restare da solo?

Papa-in-preghiera-tuttacronacaE’ preoccupato l’arcivescovo di Campobasso, monsignor Giancarlo Bregantini: “Tutti dicono che il Papa è santo e buono ma il rischio è che rimanga solo”. I timori derivano dal fatto che Papa Francesco va talmente veloce che la Chiesa fatica a tenere il suo passo. “Il Santo Padre è talmente bravo, ha una tale velocità, una tale capacità innovativa che tutti siamo ansimanti nello stargli dietro. Il clero deve imitarlo”.

Le tre lettere di Mirko Ieni, lo sfruttatore delle baby squillo dei Parioli

baby-squillo-tuttacronacaMirko Ieni, lo sfruttatore delle baby squillo dei Parioli, scrive dal carcere di Regina Coeli. Si tratta di tre missive nelle quali racconta la sua versione dei fatti e che l’uomo ha indirizzato ai suoi parenti e al ministro della Giustizia Cancellieri, alla quale chiede le stesse attenzioni riservate al caso Ligresti, ritendosi vittima di un’ingiustizia sociale:  “Ancora mi pento e non potevo immaginare tutto questo, che fossero minorenni e così spregiudicate” scrive a caratteri maiuscoli Ieni, riempiendo tre pagine di fogli protocollo.  “Se questa è la punizione per un mio atteggiamento morale asuperficiale, dettato dall’ingenuità, allora preferisco morire di fame”, scrive accorato al Ministro.

Papa Francesco è la persona dell’anno anche per una rivista gay

papa-francesco-theadvocate-tuttacronacaIl Times l’ha nominato persona dell’anno, il New Yorker gli dedica la copertina natalizia, oggi compie 77 anni e i Papaboys hanno organizzato una 24 ore no-stop di preghiera per lui. Papa Francesco continua a conquistare e ora anche The Advocate, importante rivista statunitense rivolta a lettori LGBT, ossia persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, la prima a rivolgersi a questo pubblico e da sempreimpegnata nella difesa dei diritti degli omosessuali, l’ha a sua volta nominato persona dell’Anno. Per l’occasione il Pontefice appare in copertina, con disegnata sulla guancia la scritta “No H8″, ossia “no hate”, “niente odio”. Per quel che riguarda le motivazioni, si spiega che in questi primi mesi di pontificato è riuscito a dare un importante segnale di discontinuità rispetto ai suoi due predecessori, Wojtyla e Ratzinger, spesso contestati dalla rivista per le loro frequenti dichiarazioni antigay. Ma anche si precisa che la “persona più influente del 2013” nella vita del popolo Lbgt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) non è stata scelta tra una personalità che “arriva dal nostro conflitto legale in corso”, per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, bensì dal “nostro conflitto spirituale”. E ancora, “Papa Francesco è il leader di 1,2 miliardi di cattolici in tutto il mondo… Piaccia o meno, ciò che dice fa la differenza” L’apertura più importante di Papa Bergoglio, sempre secondo la rivista, è stata in occasione del viaggio in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù. Alla domanda sulla sua posizione riguardo l’omosessualità, rispose: “Se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo?” La stessa frase, compare in copertina.

Auguri Francesco! I 77 anni del Papa

papa-francesco-tuttacronacaCompie gli anni oggi Papa Francesco e non manca di condividere questa giornata con i fedeli. Tra questi, in particolare, quattro senzatetto sono stati invitati a colazione e a messa a Santa Marta dallo stesso Pontefice, dopo che gli sono stati presentati dall’elemosiniere pontificio, monsignor Konrad Krajewski. I clochard vivono nella zona di San Pietro e uno di loro si è presentato con il suo cagnolino, che pa presentato a Francesco. Durante la celebrazione a Santa Marta il Papa ha detto: “Qual è il cognome di dio? Siamo noi, ognuno di noi”. E ha poi continuato: “Qualcuno una volta ho sentito che diceva: ‘ma questo brano del vangelo sembra l’elenco telefonico!’ e no, è tutt’altra cosa: questo brano del vangelo è pura storia e ha un argomento importante. Dio ha voluto farsi storia. Ha fatto il cammino con noi”. Anche i Papaboys festeggiano la ricorrenza e per l’occasione hanno organizzato una 24 ore non-stop di preghiera che terminerà alla mezzanotte di oggi nella chiesa romana di san Lorenzo in Piscibus ed è stata accolta da molte associazioni cattoliche per garantire la copertura di tutti i turni di di preghiera. I cavalieri templari cattolici hanno già comunicato che resteranno tutta la giornata. “Perché una maratona di adorazione eucaristica come regalo di compleanno a papa Francesco? perché la frase più usata dal santo padre dall’inizio del suo pontificato è ‘pregate per me'” – spiegano i papaboys. “Facciamo appello agli altri ragazzi e ragazze di tutto il mondo perché si uniscano a noi con un momento di preghiera presso le proprie parrocchie ed anche da casa”.  Tanti momenti di preghiera per il compleanno di Francesco ci sono anche a Buenos Aires, come spiega a Radio Vaticana Luis Avellaneda, segretario della parrocchia di San José, dove Jorge Mario Bergoglio “ha scoperto la sua vocazione, proprio in un confessionale”. “Pregheremo per tutte le intenzioni del Santo Padre che per noi è tanto lontano: siamo alla fine del mondo noi. Ma siamo vicinissimi al cuore del Santo Padre. Abbiamo la necessità e il bisogno di pregare per lui – ha spiegato il religioso – perché capiamo il momento difficile del mondo e della Chiesa”.

Forconi in Vaticano: l’appuntamento è per domenica

forconi-vaticano-tuttacronacaNuovo appuntamento per il ‘popolo del 9 dicembre’: a segnarlo in agenda il leader dei Forconi siciliani Mariano Ferro che invita tutti domenica mattina in piazza San Pietro. Ritrovo alle 7. “Parteciperemo alla Santa messa. Vogliamo vivere un momento di serenità e di pace. Non possiamo rassegnarci, non vogliamo vedere violenza, non comprendiamo l’indifferenza del governo”. I Forconi ricordano: “I poveri non possono aspettare, ha detto qualche giorno fa Papa Bergoglio e noi che siamo i poveri ci affidiamo a lui ancor prima che agli uomini che decidono della nostra vita. Poveri ma ricchi, ricchi di voglia di vivere, ricchi di speranza, ricchi di voglia di serenita’, di pace e di giustizia. Ci piacerebbe se Papa Francesco lanciasse per noi un messaggio per quanto sta accadendo nel nostro paese”.

Papa Francesco, tra l’angelo della neve e la vittoria in campionato

newyorkerpapa-tuttacronacaDopo esser stato eletto la persona dell’anno da Time, Papa Francesco conquista anche la copertina del New Yorker. Nel numero che uscirà il 23 dicembre, infatti, appare mentre fa “l’angelo della neve”. Il disegno è opera di Barry Blitt, illustratore e collaboratore della rivista, che ha detto: ”Papa Francesco sembra una persona rispettabile – un brav’uomo – e un sostenitore sincero della buona volontà e della pace sulla Terra. Ma chi sono io per giudicare?”. Who am i to judge? è anche il titolo della cover-story di James Carroll dedicata al Pontefice, che in queste ore ha anche un altro motivo per sorridere. Il San Lorenzo, la squadra argentina del quale è tifoso, ha infatti vinto il campionato al termine di una giornata, l’ultima, davvero emozionante:  quattro squadre in lotta per il titolo, tutte in due punti. Alla fine l’hanno spuntata i Ciclon pareggiando 0-0 in casa del Velez e riescono, grazie anche al 2-2 tra Old Boys e Lanus, a mantenere due punti di vantaggio in classifica sulle rivali e a conquistare così il Torneo Inicial.papa-san-lorenzo-tuttacronaca

Papa Francesco versione natalizia: regala tessere telefoniche e biglietti Atac

papa_Francesco_tuttacronacaI poveri che papa Francesco ha incontrato tramite i suoi “emissari” della carità riceveranno un dono particolare quest’anno: una busta già affrancata con francobollo vaticano per spedire gli auguri a chi vuole, un’immagine natalizia firmata dal Pontefice, carte telefoniche e biglietti per la metropolitana di Roma. Sarà l’elemosiniere pontificio Konrad Krajewski a distribuire 2mila buste nei luoghi dove le suore di Madre Teresa o i volontari che svolgono assistenza offrono i pasti. Papa Francesco in questo modo intende non solo presentare i suoi auguri per le festività ma, soprattutto, essere vicino in mondo concreto alle necessità dei poveri. Per contribuire al regalo di papa Francesco ai suoi poveri, l’Atac, agenzia dei trasporti di Roma, ha offerto 4.000 biglietti giornalieri per la metro, le Poste vaticane hanno donato i francobolli e la Tipografia vaticana le buste.

E’ Francesco, la Persona dell’anno 2013

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Papa Francesco è la Persona del’Anno di Time 2013. Lo ha annunciato la rivista che dal 1927 attribuisce questo riconoscimento all’individuo o l’entità che, nel bene o nel male, ha dominato le notizie nell’anno che sta per concludersi.

1200 “conti laici” chiusi allo Ior, circa 300 milioni in meno

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L’era Bergoglio si fa sentire e così lo Ior, banca vaticana ha deciso di inviare 1200 lettere ad altrettanti correntisti per chiudere i conti e invitarli a scegliere altri istituti di credito.  Il nuovo Ior si limita a prestare servizio solo a “istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti o ex dipendenti del Vaticano titolari di conti per stipendi e pensioni nonché diplomatici accreditati presso la Santa Sede”. Tutti gli altri sono fuori: il che significa 300 milioni di euro in meno per l’istituto di credito.

A darne notizia è Maria Antonietta Calabrò sul Corriere della Sera. La decisione era stata presa il 4 luglio anche se le lettere sono state inviate il 19 settembre,  pochi giorni dopo l’uscita di scena dalla banca del direttore generale Paolo Cipriani e del suo vice Massimo Tulli, travolti dall’arresto di monsignor Nunzio Scarano.

Il Corriere della Sera pubblica una foto delle lettere inviate che indicano la scadenza del 30 novembre, termine oltre il quale, scrive il presidente Ernst von Freyberg, “si applicheranno le disposizioni interne previste per il recesso da parte dell’Istituto”.

Ma in Italia, riporta il Corriere, ci si interroga sulle procedure di chiusura. Dalla Banca d’Italia, all’agenzia delle Dogane e delle Entrate, queste le preoccupazioni

Questi soldi torneranno in Italia? E se sì, come? Tanto per capire: l’ultimo scudo fiscale per il rientro di capitali dal Vaticano è stato di un importo complessivo di un solo milione di euro. In ogni caso, come ha anticipato il Corriere.it ci saranno presto i nostri finanzieri alla frontiera con il Vaticano. Scopo: controllare il passaggio di contante, visto che secondo l’Aif vaticana nel 2011 ci sono state 658 operazioni in entrata superiori ai diecimila euro e 1.894 in uscita.

 

La prima volta di Bergoglio, piazza di Spagna apre le braccia a Francesco

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2 appuntamenti per Papa Francesco oggi, 8 dicembre. Bergoglio infatti si è recato a piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla Madonna in occasione della festa dell’Immacolata Concezione e poi andrà alla Basilica di Santa Maria Maggiore per un momento di preghiera davanti alla Salus Populi Romani, la Madonna venerata nella capitale. In piazza di Spagna, ad accogliere il Papa ci sarà il cardinale vicario Agostino Vallini; il sindaco di Roma Ignazio Marino; il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i malati dell’Unitalsi. Ci dovrebbe essere anche una piccola sosta in via Condotti dove papa Francesco riceverà l’omaggio dall’Associazione dei commercianti. Le celebrazioni nel cuore della capitale sono iniziate già in mattinata e per consentire l’affluenza dei fedeli il centro della capitale è “blindato”. Dalle 12 circa chiusa, e lo resterà sino a cessate esigenze, la stazione Spagna della linea A della metropolitana a Roma.

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Le parole del pontefice prima della cerimonia. «Oggi pomeriggio, seguendo un’antica tradizione, mi recherò in Piazza di Spagna, per pregare ai piedi del monumento all’Immacolata», ha detto papa Francesco al termine dell’Angelus nella festa dell’Immacolata Concezione. «Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo pellegrinaggio – ha proseguito -, che è un atto di devozione filiale a Maria, per affidarle la città di Roma, la Chiesa e l’intera umanità». «Nel rientro mi fermerò un momento nella basilica di Santa Maria Maggiore per salutare con la preghiera la ‘Salus populi romani – ha aggiunto il Pontefice con riferimento all’immagine mariana che vi è conservata – e pregare per tutti voi, per tutti i romani».

A piazza San Pietro. «Anche noi, da sempre, siamo stati scelti da Dio per vivere una vita santa, libera dal peccato», ha affermato papa Francesco all’Angelus, in una Piazza San Pietro affollatissima di fedeli nella festa dell’Immacolata Concezione. «È un progetto d’amore che Dio rinnova ogni volta che noi ci accostiamo a Lui, specialmente nei Sacramenti», ha detto il Pontefice. Il Papa, commentando i brani evangelici, ha dedicato il suo discorso alla figura di Maria, «la Madre di Gesù, la nostra Madre», invitando anche i fedeli a ripetere con lui tre volte l’appellativo «piena di grazia». Bergoglio ne ha parlato come di «una ragazza di Nazareth, piccola località della Galilea, nella periferia dell’impero romano e anche nella periferia di Israele», su cui però «si è posato lo sguardo del Signore, che l’ha prescelta per essere madre del suo Figlio». E illustrando in breve il dogma dell’Immacolata Concezione, ha spiegato: «In vista di questa maternità, Maria è stata preservata dal peccato originale, cioè da quella frattura nella comunione con Dio, con gli altri e con il creato che ferisce in profondità ogni essere umano». «Ma questa frattura – ha proseguito – è stata sanata in anticipo nella Madre di Colui che è venuto a liberarci dalla schiavitù del peccato. L’Immacolata è inscritta nel disegno di Dio; è frutto dell’amore di Dio che salva il mondo». Secondo Bergoglio, «il mistero di questa ragazza di Nazareth, che è nel cuore di Dio, non ci è estraneo. Infatti Dio posa il suo sguardo d’amore su ogni uomo e ogni donna! Con nome e cognome. L’Apostolo Paolo afferma che Dio ‘ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati».

Papa Francesco… è la statuina del Presepe più amata!

Papa Francesco presepe-tuttacronacaEra lo scorso 15 marzo quando Jenny Di Virgilio parlava della nuova statuina per il Presepe che aveva realizzato: quella che rappresentava Papa Francesco. ”L’ho realizzata nel corso della notte – raccontava – indossa gli stessi abiti di ieri, e’ un pezzo unico dipinto ad olio”. E aggiungeva: ”Come gia’ fatto con papa Ratzinger, spero di regalarla anche a papa Francesco”. E ora c’è riuscito. Lui stesso, dopo l’incontro con il Pontefice, ha spiegato: “Quando ha visto la statuina ha sorriso, si è divertito, e mi ha detto di averlo rappresentato più magro: una persona grandissima”. E questa statuina è la più richiesta in assoluto per il Natale 2013…soprattutto dai bambini.

L’ultimo scandalo della Rai? Andrà in onda Mission?

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Quello che sembra essere l’ennesimo scandalo Rai potrebbe essere fermato solo da un miracolo. Nonostante la petizione #nomission su Change.org per chiedere alla Rai di non mandare in onda lo show umanitario “Mission”  sembra invece che a poche ore dalla messa in onda ci sia la ferma volontà di non rivoluzionare il palinsesto. La mobilitazione è comunque in campo e il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, e il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, hanno ricevuto anche Andrea Casale, lo studente di Farmacia che aveva lanciato la petizione e che ha raccolto 100mila firme che proprio oggi sono state consegnate. Mission, nonostante tutte le critiche è stato comunque portato avanti e  terminato grazie anche alla collaborazione con l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite e Intersos. Mission vuole raccontare il dramma dei rifugiati attraverso i racconti di vari personaggi noti a iniziare da Emanuele Filiberto di Savoia a Paola Barale e da Barbara de Rossia a Michele Cucuzza, solo per citarne alcuni.

Andrà in onda o sarà fermato Mission?

Papa Francesco versione “farmacista” diventa un business

papa-francesco-misericordina-tuttacronacaDue settimane fa Papa Francesco dava un “consiglio medico” suggerendo a tutti l’assunzione della Misericordina, una medicina per l’anima che prevede santino e rosario in confezione farmaceutica con tanto di bugiardino. Ma se allora le confezioni erano state regalate ai presenti, ora il Pontefice viene utilizzato come testimonial e la Misericordina si può acquistare nei negozi vicino San Pietro e anche on line, a prezzi che variano da 5 a 35 euro. Si è venuto così a creare un business internazionale, alimentato dal migliore “spot” della storia. Il Papa aveva esortato tutti: “Non dimenticatevi di prenderla” e quella che voleva essere un’idea per invitare alla preghiera, si è trasformata in un banale business. Le confezioni in vendita sono identiche a quelle mostrate in Piazza San Pietro e il prezzo varia tra cinque e sei euro a seconda del negozio: molto, se paragonato a quello degli altri rosari, circa 1 euro, per i quali esistono pure offerte speciali, dodici a cinque euro. Ma anche in rete è possibile acquistare la “medicina” e qui i prezzi lievitano: ci sono store online che la vendono per 5 euro come i negozi, ma su eBay non mancano quelle garantite “originali” vendute a 34,90 dollari, ai quali va aggiunta la spedizione. In Vaticano sembrano non aver visto il rischio che qualcuno potesse sfruttare il prodotto, ma non è sfuggito ai commercianti di oggetti religiosi. La Misericordina, più che una cura per l’anima, è diventata un souvenir accanto al Colosseo di plastica. O meglio, accanto a tutti quei prodotti che sul sacro giocano, dal prete gonfiabile per confessioni lampo al sapone a forma di Gesù per lavarsi l’anima, fino alla forma che stampa il viso della Vergine sui toast.

Quant’è moderno Papa Francesco? Tanto da avere un’app tutta per lui!

papa-francesco-app-tuttacronacaE’ l’Ansa a lanciare una nuova app dedicata interamente al Pontefice. Si chiama “Papa Francesco News” e riporta notizie, speciali e approfondimenti sul nuovo corso in Vaticano, permettendo di restare sempre aggiornati sui principali eventi che coinvolgono il Santo Padre, la sua svolta riformatrice, il suo stile, la visione della ‘’chiesa povera’’.  Non mancheranno inoltre le migliori foto che testimoniano non solo il suo operato ma anche i fuoriprogramma, i momenti solenni e le curiosità. Di facile consulatazione, la nuova app permette di non perdere nessuna novità su quanto riguarda documenti pontifici, discorsi del Papa, vita delle istituzioni vaticane e celebrazioni dei grandi appuntamenti. E ancora si trovano approfondimenti sulla sua biografia e non mancano le analisi della vaticanista Ansa Giovanna Chirri, la giornalista che per prima ha dato al mondo la notizia delle dimissioni di Papa Ratzinger. Ancora, sarà possibile avere sul cellulare la storia di Papa Francesco raccontata da Francesca Ambrogetti, autrice della biografia del Pontefice nella quale racconta 3 anni di conversazioni con Bergoglio sulla sua vita e su Dio. Per tutte le informazioni, basta dare uno sguardo a http://www.papafrancesconewsapp.com.

Papa Francesco: “Non stancatevi di chiedere perchè”

Papa-Francesco-tuttacronacaPapa Francesco ha incontrato la comunità filippina, che ancora è scossa per il dolore e la devastazione provocata dal tifone Haiyan e ha esortato i presenti a non smettere mai d’interrogarsi su quello che accade: “Nel momento della prova ci chiediamo perché succedono queste cose, e non si può spiegare. Non stancatevi di chiedere il perché, cosi attirerete la tenerezza del Padre”. Il Pontefice ha quindi confessato: “In questi giorni anch’io sono stato molto scosso. Ho sentito che il dolore era forte ma anche la solidarietà di tutti nel momento della prova”.

Ratzinger shock! Il papa emerito truccato, ma è solo un manifesto

ratzinger-truccato-tuttacronacaLo scandalo ha coinvolto la Statale di Milano dove il “Gruppo gay” dell’Ateneo ha esposto nei giorni scorsi una locandina in cui appare il Papa emerito Joseph Ratzinger truccato con ombretto e rossetto. Il manifesto è stato realizzato per lanciare un cineforum su omosessualità e religione, ma la polemica non c’ha impiegato molto a esplodere. Il Giornale l’ha definita “Blasfema. Un’offesa all’intera comunità cattolica”, che ha anche sottolineato: “E con i soldi pubblici della Statale”. Matteo Forte, consigliere comunale di Forza Italia, ha invece parlato di “vilipendio all’autorità religiosa”. Il gruppo ha però immediatamente replicato: “Attenzione alla censura” e anche: “Il vero problema non è la provocazione ma l’omofobia”. Nel frattempo gli studenti del collettivo hanno anche smentito di aver ricevuto dall’ateneo 4mila euro solo per cineforum e locandine. Laura Boella, che detiene la cattedra di Filosofia Morale nello stesso ateneo, ha ne ha parlato come di una “polemica pretestuosa”: “La scelta di questi studenti va contestualizzata e come nella satira va rifiutata la misurazione”.ratzinger_rossetto1-tuttacronaca

Il Papa medico prescrive la misericordia. Prendetene tutti!

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Prendetene tutti! Il papa medico distribuisce 20.000 scatolette di Misericordina durante l’Angelus a san pietro«Come mezzo di prevenzione si assume una volta al giorno – recita la posologia – e in casi urgenti si assume tante volte quante chiede la tua anima. La posologia è identica per bambini e adulti». Tirati in ventimila copie i «bugiardini» realizzati in italiano, polacco, inglese e spagnolo, spiegano quando ricorrere a «Misericordina – 50 grani per il cuore». E ventimila scatolette della «medicina» vengono distribuiti in piazza San Pietro dopo l’Angelus del Papa. Si tratta di 20.000 rosari, contenuti in una piccola scatoletta in tutto simile a quelle dei farmaci – con l’ illustrazione di un miocardio e di un tracciato cardiaco – e accompagnati dalle istruzioni. Tra queste: «prima di usare la medicina, leggere il contenuto di questo prospetto; se è necessario leggerlo una seconda volta, e quando è necessario un consiglio o una informazione aggiuntiva, mettersi in contatto con un sacerdote». Seguono le spiegazioni su cosa sia Misericordina e quando vada usata, sulle precauzioni per l’uso, la posologia, le forme di somministrazione, le controindicazioni. Le scatolette – nate da una idea dei seminaristi polacchi devoti di santa Faustina Kowalska (la suora polacca che ha iniziato il culto della ‘Divina misericordia’, influenzando anche papa Wojtyla, ndr) e realizzate per impulso di padre Konrad, l’elemosiniere del Papa, hanno ricevuto l’approvazione di papa Francesco. All’Angelus il Papa ha suggerito la «Misericordina» come un «modo per concretizzare i frutti dell’Anno della fede che volge al termine. Si tratta – ha detto – di una ‘medicina spirituale chiamata ‘Misericordina’. È contenuta in una scatoletta, che alcuni volontari distribuiranno mentre lasciate la piazza. C’è una corona del rosario, con la quale si può pregare anche la ‘coroncina della Divina misericordia’, aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità». «Vorrei adesso – ha detto prima di consigliare la ‘medicina’ – consigliarvi una medicina, ‘ma che, ora il Papa fa il farmacista?’». Tenendo in mano la scatolina, e agitandola per farla vedere a tutti, il Papa ha spiegato la iniziativa. «Non dimenticatevi di prenderla – ha esortato – perché fa bene al cuore, all’anima, a tutta la vita».

“Francesco è un Papa Masterchef” e altre curiosità

Papa-francesco-tuttacronacaDi lui conosciamo la veste “ufficiale”, quella di un Papa che scende tra la gente e abbraccia malati e bimbi, si scatta foto con i giovani e telefona alla gente. Ma anche che non si fa problemi a puntare il dito contro quello che non va e che ha intenzione di dare un volto nuovo alla Chiesa. Ma cosa fa Papa Francesco quando non lo vediamo? Il nuovo pontefice è tutto da scoprire e in questo senso ci viene in aiuto Elisabetta Piquè, giornalista argentina e amica del Santo Padre che ha scritto un libro su di lui: “Francesco. Vita e rivoluzione”. E scorrendo le pagine scopriamo abitudini e curiosità, come il fatto che “Francesco ama la buona tavola e spesso si mette anche ai fornelli: per esempio, sa preparare un’ottima paella”. Insomma, “Francesco è un Papa masterchef”. La giornalista è stata intervistata da Gente e ha raccontato che “Già alle 4.15 del mattino, quando si sveglia, dopo doccia, barba e preghiere, si prepara un paio di mate per colazione. E nel menu di Santa Marta ha ‘imposto’ il dulce de leche, il suo dessert preferito”. Altre curiosità: “Ogni giorno, intorno alle 17.00, Bergoglio, rigorosamente da solo, prende il cappuccino alla macchinetta del caffè di Santa Marta, tirando fuori di tasca sua i 30 centesimi necessari. E ha l’abitudine di offrire brioche alle guardie svizzere”. Tra le testimonianze raccolte nel libro quella dell’amico Oscar Crespo: “Andavamo a ballare al club del quartiere Chacarita perche’ c’erano molte ragazze. Jorge era fidanzato con una della zona, rimasta sconosciuta”.

Papa Francesco, Napolitano e le critiche fondate sulla politica

Papa-Francesco-Napolitano-tuttacronacaE’ arrivato al Colle percorrendo le strade del centro di Roma senza sirene nè scorte particolari Papa Francesco, che oggi ha incontrato Giorgio Napolitano. Non c’erano neanche i corazzieri che in altre occasioni erano soliti accompagnare i pontefici al palazzo. Una volta arrivato, il Pontefice ha anche salutato la delegazione governativa presente per accoglierlo, a cominciare dal premier Enrico Letta, con cui ha avuto un breve colloquio. In seguito all’incontro, è stato il Presidente della Repubblica a esporre i contenuti dell’incontro: “Il Santo Padre parla a tutti, credenti e non credenti, con semplicità”. “Sono fondate – ha aggiunto – le critiche verso la politica. L’Italia vive una faticosa quotidianità, stravolta da esasperazioni di parte in un clima avvelenato e destabilizzante”. Il Capo dello Stato ha quindi spiegato che la politica, “Esposta com’è non solo a critiche ma ad attacchi distruttivi”, ha bisogno di recuperare rispetto e partecipazione “liberandosi dalla piaga della corruzione e dai meschini particolarismi”. Napolitano ha quindi chiesto di rinnovare le basi “ideali, sociali e culturali”. Ha quindi sottolineato: “Quanto siamo lontani nel nostro Paese da quella ‘cultura dell’incontro’ che Ella ama evocare, da quella Sua invocazione ‘dialogo, dialogo, dialogo’!”. Papa Francesco ha invece concluso il suo discorso con una benedizione: “Iddio protegga l’Italia e tutti i suoi abitanti”, per poi rivolgersi ai dipendenti del Quirinale: “Vi auguro di avere sempre uno spirito di accoglienza e di comprensione verso tutti. C’è tanto bisogno di persone che si impegnano con professionalità e anche con un senso spiccato di umanità e di comprensione, con una attenzione solidale specialmente verso i più deboli”.

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Spuntano altre minorenni nell’indagine dei Parioli!!!

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Ci sarebbero altre ragazze minorenni oltre alle due già individuate nel giro di prostituzione  a Roma, questa almeno sarebbe la pista che starebbero seguendo in queste ore gli investigatori che indagano sulla vicenda. A quanto si è appreso, potrebbe trattarsi di amiche o conoscenti delle due ragazzine già al centro delle indagini. Sono circa 20-30 i clienti finora coinvolti: tutti facoltosi o agiati.

Ratzinger presunto omicida, non è la prima volta, ma forse è diffamazione

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Sarebbe una testimone oculare, una donna che avrebbe dichiarato di essere stata presente durante un rituale con sacrifici umani. La notizia è tata resa nota dall’ITCCS(Tribunale Internazionale sui Crimini di Chiesa e Stato) che il 28 ottobre 2013 ha pubblicato ufficialmente la denuncia attraverso il loro sito d’informazione pubblica. Numerosi giornali, fra questi anche Blasting News, avrebbero riportato il fatto, avvenuto, secondo quanto affermato dalle fonti, nel 1987 in un castello francese. La donna avrebbe dichiarato che Ratzinger in tale occasione abbia personalmente assassinato una bambina e che in molti incontri simili abbia assistito all’uccisione di numerosi innocenti. Altri nomi vengono invischiati nella vicenda, personaggi illustri e influenti, come  il cardinale cattolico Alfrink e il principe Bernardo, fondatore del Bilderberg.

Queste le parole della donna: “E’ stato brutto e orribile e non è successo solo una volta. Ratzinger ha preso spesso parte. Lui, Alfrink (olandese cardinale cattolico) e il Principe Bernardo erano solo alcuni degli uomini più importanti che ne hanno preso parte”.

Tempo prima ci fu anche un’altra donna, l’olandese, Toos Nijenhuis, che aveva dichiarato di raduni con sacrifici umani a cui avrebbero partecipato esponenti della chiesa cattolica.

Dal comunicato dell’ITCCS si apprendeva inoltre che alcuni politici italiani si siano schierati dalla loro parte affinché s’intraprenda un’azione legale contro il papato, che protegge Ratzinger tra le mura vaticane, ostacolando così la giustizia e il suo corso.

Del resto è notizia già nota che nello scorso febbraio 2013 è stato spiccato un mandato d’arresto contro il deposto Papa Benedetto XVI, accusato di crimini contro l’umanità. Arresto chiaramente mai avvenuto.

Pare che uno degli obiettivi principali dell’organizzazione (ITCCS) sia quello di abolire i Patti Lateranensi, che garantiscono immunità giuridica a Ratzinger rifugiato in Vaticano, grazie anche ad un decreto approvato dall’attuale Papa Bergoglio. Tale protezione renderebbe anche lui in qualche modo attaccabile per complicità.

Naturalmente prima di poter dar adito alle tante voci che ruotano intorno alla notizia bisognerebbe verificare l’attendibilità dei testimoni e vedere se ci possano essere motivi di diffamazione, magari provenienti da nemici della Chiesa o che abbiano interesse a denigrare le alte personalità del Vaticano.

Papa Francesco piace alla gente ma non alla ‘ndrangheta

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“Papa Francesco sta facendo innervosire la mafia finanziaria […]. Se i boss potessero fargli uno sgambetto, non esiterebbero. E di certo ci stanno già riflettendo”, l’allarme è stato lanciato dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri in un’intervista a Il Fatto Quotidiano “Questo Papa – spiega al quotidiano – è sulla strada giusta. Ha da subito lanciato segnali importanti: indossa il crocifisso in ferro, rema contro il lusso. È coerente, credibile. E punta a fare pulizia totale”. Questo può dare molto filo da torcere alla mafia finanziaria che da tempo investe e ricicla denaro anche, secondo quanto afferma il procuratore, nutrendosi “delle connivenze con la Chiesa”. “Chi finora si è nutrito del potere e della ricchezza che derivano direttamente dalla Chiesa è nervoso, agitato. Papa Bergoglio sta spostando centri di potere economico in Vaticano. Se i boss potessero fargli uno sgambetto, non esiterebbero”.

Come riporta l’Huffington Post citando sempre Il Fatto Quotidiano:

Secondo il procuratore aggiunto di Reggio, il Papa può essere davvero in pericolo. “Non so se la criminalità organizzata sia nella condizione di fare qualcosa – precisa – ma di certo ci sta riflettendo. Può essere pericoloso”. Gratteri, che dal 1989 vive sotto scorta, ha scritto insieme allo storico Antonio Nicaso un libro intitolato “Acqua Santissima” in cui racconta i profondissimi legami che esistono tra mafia e Chiesa. Nella sua esperienza sa come i preti vadano “di continuo a casa dei boss a bere il caffè, regalando loro forza e legittimazione popolare”.

Tevez dal Papa e poi l’attaccante twitta “speciale e umile”

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L’attaccante della Juventus, Carlos Tevez è stato ricevuto in udienza privata da Papa Francesco a Roma. L’Apache ha postato sul suo profilo Twitter una foto che lo ritrae al fianco di Papa Bergoglio, in compagnia della sua famiglia. “Grazie santo padre per aver ricevuto la mia famiglia. E’ un orgoglio che sia argentino, e che sia così speciale e umile”, ha scritto Tevez su Twitter.

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Il Papa della gente con il naso da clown!

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Naso rosso e sorriso divertito così Papa Francesco, definito da Today –  che riporta la notizia – “il Papa della Gente”, Bergoglio avrebbe indossato il naso finto per congratularsi con un coppia di sposini che si traveste da clown  per allietare i bambini per beneficenza.

Il Papa di Crozza ha il frigorifero sulle spalle

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Nel suo ‘Paese delle meraviglie’ in onda su La7, il comico si trasforma nel Papa argentino che sta rivoluzionando la Chiesa con la sua spontaneità e le sue idee controcorrente. Ma non tutti sono disposti ad aiutarlo nel sostenere il peso del cambiamento.

Una donazione che diventa una rompicapo. Che ci farà Papa Francesco?

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Un rompicapo più che una donazione, quella eredità che Anna Maria Chiap, ricca possidente veneta morta a 92 anni ha lasciato in favore del Patriarcato di Venezia. Un patrimonio di gran valore che tuttavia non potrà essere rivenduto per poi usare il ricavato in attività benefiche, in quanto la donna ha lasciato vincoli precisi: lo si deve usare solo per “lo sviluppo del lavoro giovanile”. Che ci farà Papa Francesco con 16 fabbricati e 56 terreni per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro?

Il bacio di Papa Francesco che fa il giro del mondo

papa-bacia-malato-tuttacronacaAnche ieri, al termine dell’udienza generale, Papa Francesco ha compiuto il suo giro tra i malati prima di allontanarsi dalla piazza e rientrare in Vaticano dall’Arco delle Campane. Tra i presenti, un infermo grave il cui corpo, così come il volto, è stato devastato dalla malattia. Il Pontefice non ha esitato a mostrargli la sua vicinanza abbracciandolo e baciandolo. Gli scatti di quel momento, stanno ora facendo il giro del molto. Nel viaggio a Cagliari lo scorso settembre, Francesco ha incontrato anche un malato di lebbra. L’Osservatore romano oggi informa anche della volontà del Papa di mandare il suo elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski tra i manifestanti sulla ricerca per le staminali, accampati in piazza Montecitorio. Secondo il giornale vaticano, mons. Konrad, accompagnato dal medico personale del Papa, professor Patrizio Polisca, potrebbe recarsi a Montecitorio “per esprimere la vicinanza del Pontefice stesso”. Il Papa, spiega il suo elemosiniere all’Osservatore romano, “intende condividere con quei malati ogni istante della loro sofferenza e il suo stesso medico, se mai fosse necessario”.

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Missile sull’ambasciata della Santa Sede a Damasco, nessun ferito!

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Un missile ha colpito l’ambasciata della Santa Sede a Damasco, la nunziatura vaticana è sita nel quartiere centrale di Malki, non lontano dalla piazza degli Omayyadi. Fortunatamente in quel momento l’ala dell’edificio era vuota e non ci sono feriti. Lo riferiscono varie fonti locali. «Qui è pieno di pietre e calcinacci. Un muro è crollato ma per fortuna stiamo tutti bene» così hanno riferito fonti contattate dall’agenzia missionaria MISNA alla nunziatura di Damasco. «Verso le sette meno un quarto abbiamo sentito un boato assordante, poi l’impatto. Fortissimo», racconta ancora l’interlocutore, aggiungendo che il Nunzio apostolico Mario Zenari è corso subito a vedere cosa fosse accaduto. «Abbiamo pregato e ringraziato Dio perché l’esplosione ha provocato solo danni materiali, senza causare vittime».

Le intercettazioni del Datagate non risparmiano neanche il Papa!

san-pietro-intercettazioni-tuttacronacaTra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013, la National security agency ha intercettato 46 milioni di telefonate in Italia. Tra queste, secondo il settimanale Panorama, anche alcune chiamate fatte da Papa Benedetto XVI. Quello che si teme, è che siano siano state captate le conversazioni fin sulla soglia del Conclave. E’ lo stesso settimanale a confermare quello che era stato anticipato da Spiegel online: l’esistenza di un centro di spionaggio americano a Roma, una cellula che avrebbe spiato, e forse spia ancora, i politici italiani e che si troverebbe all’interno dell’ambasciata americana nella Capitale. Panorama fa riferimento a un documento della talpa Edward Snowden risalente al 2010 e spiega che la Nsa analizzerebbe il traffico voci e dati, intercettando i cellulari delle autorità e seguendo i flussi finanziari. La Cia prenderebbe quindi contatto con i gestori dei sistemi di comunicazione, amministratori di database, banchieri e ingegneri che gestiscono i siti più riservati. I giornalisti hanno interpellato padre Lombardi in merito alla presunte intercettazioni ricevendo in risposta un: “Non ci risulta nulla su questo tema e in ogni caso non abbiamo alcuna preoccupazione in merito”.

Il prete che stuprò la bambina, ora chiede di morire

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Dopo anni di silenzio, esce allo scoperto don Pietro Tosi, 87 anni, il sacerdote che nel 1980 abusò di una 14enne a Cornacervina e la lasciò incinta. “Verso quella famiglia ho la coscienza a posto – dice oggi a “Il Resto del Carlino” – ho fatto tutto quello che era possibile, ora non so cosa fare e chiedo a Dio di morire”. Il figlio di quella violenza, Erik Zattoni, combatte una battaglia perché Papa Francesco riduca il sacerdote allo stato laicale e ha denunciato tutto alla trasmissione “Le Iene”.

Aveva solo 14 anni la bambina che fu stuprata nel 1980 da don Pietro Tosi, oggi 87enne. La bambina rimase incinta e il figlio di quella violenza  Erik Zattoni, ha chiesto, attraverso la trasmissione “Le Iene” che Papa Francesco riduca il sacerdote a laico.

Don Pietro Tosi in un intervista a “Il Resto del Carlino” ha dichiarato di aver fatto tutto il possibile e ora chiede a Dio solo di morire. Il prete ora si troverebbe in una casa di riposo, lontano dai riflettori che invece è stato proprio il figlio ad accendere. Di quel figlio però non parla: “Sto morendo, sono finito, non ne posso più”, dice Tosi e poi ha ancora la lucidità di affermare “Parlate con i miei avvocati” dice, e cita tra i legali il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani. Nonostante chieda e afferma che la sua ora è giunta, Tosi ha anche promesso di raccontare la sua vita in un libro. All’epoca dei fatti respinse ogni addebito, minacciando le vie legali. Oggi la soluzione è arrivata dopo molti anni, nell’ambito della causa per il riconoscimento della paternità. E don Tosi ha voglia di raccontare la sua personalissima verità “Non mi merito tutto questo, ho aiutato giovani, anziani, famiglie, poveri, insomma la mia gente. Non c’era niente a Cornacervina (Ferrara, ndr) io ho fatto costruire tutto”

Draghi da Francesco

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Il Papa ha ricevuto il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Il comunicato è arrivato attraverso una nota della Sala Stampa vaticana che ha fatto sapere che il presidente della Banca Centrale Europea e la sua famiglia sono a colloquio con il Pontefice.

Anziana derubata chiede aiuto al Papa: lui le spedisce 200 euro

papa_francesco_tuttacronacaSi trovava in un autobus diretto all’ospedale dove il coniuge si sottopone alle terapie, un’anziana che, a Marghera, Venezia, è stata derubata del portafoglio contenente 54 euro. La donna, in seguito, ha deciso di rivolgersi a Papa Francesco scrivendogli una lettera per chiedergli aiuto viste le sue difficoltà economiche. Ieri mattina, è suonato il campanello della canonica dei Santi Gervasio e Protasio, in via San Donà a Carpenedo: era il postino, con una raccomandata dal Vaticano indirizzata al parroco don Gianni Antoniazzi. All’interno della busta, un assegno non trasferibile del valore di 200 euro e la fotocopia della lettera del 10 settembre. “La prego di consegnare, nel modo che riterrà più opportuno, il relativo importo alla signora significandole che si tratta di un dono di Sua Santità, il Quale l’accompagna con la Benedizione Apostolica propiziatrice dei desiderati aiuti e conforti divini per essa e per il marito” si legge sulla missiva che riporta le volontà del Pontefice.

La residenza da 31 milioni del vescovo che scandalizza i fedeli

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Imbarazzo e scandalo di fronte alla residenza da 31 milioni di euro del vescovo della città di Limburgo, nel land occidentale dell’Assia, in Germania, monsignor Franz-Peter Tebartz-van Elst. Il vescovo poi avrebbe anche mentito per ben due volte sotto giuramento su un volo effettuato in business class, per recarsi in India. In particolare al monsignore si contestava di aver affermato ai giornalisti che lui ha l’abitudine di viaggiare esclusivamente in prima classe. La situazione naturalmente preoccupa anche il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch che ha dichiarato  «Sono come voi sorpreso da questi 31 milioni» e ha espresso l’intento di recarsi in Vaticano per riferire a Papa Francesco. Già il mese scorso la Santa Sede aveva mandato un suo inviato per esaminare le finanze della diocesi.

I giornalisti “epurati” dopo aver criticato Papa Francesco

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Sono stati licenziati Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro,  intellettuali cattolici di stampo tradizionalista che su Il Foglio avevano avevano criticato Papa Francesco. Sono passati pochi giorni e quel commento dal titolo  “Questo Papa non ci piace”, non è passato inosservato e sono stati quindi allontanati da Radio Maria dove conducevano il programma.

Nel loro articolo sul Foglio, Gnocchi e Palmaro puntavano il dito contro le interviste di Bergoglio, in particolare quella a Eugenio Scalfari, e il suo stile comunicativo, definendoli “un campionario di relativismo morale e religioso”.

I due intellettuali hanno spiegato sul Foglio come è andata:

“Dopo l’articolo ‘Questo Papa non ci piace’, firmato mercoledì 9 ottobre sul Foglio, siamo stati esautorati dalla conduzione delle trasmissioni che abbiamo condotto per dieci anni su Radio Maria, ‘Incontri con la bioetica’ (Palmaro) e ‘Uomini e letteratura: incontri alla luce del Vangelo’ (Gnocchi). Ci è stato comunicato con una garbatissima telefonata del direttore padre Livio Fanzaga, nei confronti del quale non muta la nostra amicizia. Ma questo non cambia la sostanza dei fatti”.

“Padre Livio ritiene che non si possa essere conduttori di Radio Maria e, contemporaneamente, esprimere critiche sul Papa. Pur non condividendo questa linea editoriale, ne prendiamo atto rimarcando comunque che le nostre critiche a papa Francesco non contengono una sola riga che non si attenga alla dottrina cattolica e non sono state espresse dai microfoni della Radio”.

“L’atto compiuto nei nostri confronti risulta dunque abbastanza raro nell’uso giornalistico sia nella sostanza sia nel metodo colpendo delle opinioni, discutibili certo ma legittime, espresse su un’altra testata”. Con questo “non possiamo però tacere che, per dieci anni, abbiamo avuto la possibilità di trattare a Radio Maria in assoluta libertà temi molto scottanti per merito del suo direttore. Ed è proprio ciò che rende più amaro questo epilogo, di cui vogliamo dare così notizia anche agli ascoltatori delle nostre trasmissioni”.

Dalle telefonate alle schede telefoniche… l’evoluzione di Papa Francesco

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Papa Francesco ci ha abituato alle sue telefonate indirizzate a varie personalità politiche o di spicco in giro per il mondo e in particolare in Italia. La comunicazione è al centro del suo Pontificato e questo è giornalmente sotto gli occhi di tutti: dalla lattina presa da un fedele al cambio della papalina. Un universo fatto di piccoli gesti che stanno pian piano cercando di riavvicinare la Chiesa al suo popolo. L’ultimo atto è stato quello di acquistare numerose schede telefoniche internazionali e distribuirle presso i Centri di accoglienza di Lampedusa. Il Papa voleva infatti dare la possibilità ai migranti di mettersi in contatto con i propri familiari, nei paesi d’origine.

 

Il Papa e l’Europa, i 30 minuti di Francesco e Schulz

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Un incontro durato 30 minuti fra Papa Francesco e il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz che si è svolto in privato alla sola presenza di un interprete. Al momento dello scambio dei regali, Schulz ha donato al Papa un fotoalbum sulla visita di Giovanni Paolo II al Parlamento Europeo di 25 anni fa e un libretto di preghiere tedesco di epoca ottocentesca, dei Gesuiti.

Tevez ne ha per tutti… di lodi! Anche per Papa Francesco

tevez-ciudadoculta-tuttacronacaIntervista fiume di Carlitos Tevez a Tuttosport, dove dispensa complimenti a tutti. A partire dalla Juve, che “Mi ha ridato la voglia di giocare a calcio. La cosa migliore per un giocatore è tornare a essere felice”. Merito anche del mister Conte: “Mi ha sopreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. E’ un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo. Dal primo giorno mi ha fatto subito vedere e capire come gioca la Juve, ha un quaderno di tattica in cui appunta ogni minimo dettaglio”. Ed esclude che l’allenatore se ne possa andare, ci penserebbe lui a fermarlo: “Va via? Se ci prova lo blocco io”. Ma anche con i compagni è generoso di lodi, chi l’ha colpito è “Quagliarella per come tocca la palla. E Pogba: non lo conoscevo, è un vero campione, ha i numeri e la personalità”. Una parentesi anche per il Milan, squadra al quale si era avvicinato: “Dopo il grande duello di mercato tra i due club per avermi, non ho mai più sentito Galliani”, spiega Carlitos, che poi passa a parlare di Balotelli, suo compagno al City: “Ho trascorso due anni con Mario, è pazzerello, di lui ho molti ricordi belli e tanti aneddoti particolari. Ma non posso raccontarli. Non sapeva neanche fare un pacchetto regalo…” Ma l’Apache è anche il giocatore che, per esultare, ha mostrato una maglia con la scritta Ciudad Occulta. Non dimentica la sua terra, l’Argentina, così come pensa a un altro argentino di cui si parla molto, Papa Francesco. Sarebbe felice di ricevere una sua telefonata: “Mi piacerebbe parlare col Pontefice, sarebbe un onore. Spero di riuscire a farlo con la mia famiglia, per parlare dei quartieri difficili di Buenos Aires, di solidarietà, delle iniziative che io stesso sto portando avanti. Quello che è successo lì, lui lo sa bene. E magari lo inviteremo a una partita della Juve, non importa se tifa per il San Lorenzo; anche se tenesse per il River, non sarebbe un problema”.

Medaglia per il primo anno di Pontificato di Papa Francesco ritirata: c’è un errore!

medaglia_commemorativa_primo_anno_pontificato_francesco_sbagliata-tuttacronacaE’ stata messa in vendita ieri, dall’Istituto Poligrafico e dalla Zecca dello Stato, una medaglia commemorativa in onore del primo anno di pontificato di Papa Francesco. Ma il Vaticano l’ha già ritirata dal commercio. La scelta è stata obbligata visto che presenta errore grossolano. Spiega il certificato di garanzia che la medaglia dovrebbe riportare incisa la scritta: VIDIT ERGO JESUS PUBLICANUM ET QUIA MISERANDO ATQUE ELIGENDO VIDIT, AIT ILLI SEQUERE ME (Gesù guardò il pubblicano e avendone pietà gli disse Seguimi). Peccato, però, che al posto della “J” di Jesus sia stata incisa la lettera “L”. La frase, tratta dalle Omelie di san Beda il Venerabile e incisa intorno alla raffigurazione della chiamata di Matteo, segnò il giovane Jorge Mario Bergoglio quando nel 1953, ancora 17enne, fece esperienza della presenza di Dio nella sua vita in occasione della festa di san Matteo. In seguito ad una confessione, si sentì toccare il cuore e avvertì la discesa in esso della misericordia di Dio che lo chiamava alla vita religiosa, sull’esempio di sant’Ignazio di Loyola. La medaglia, opera di Mariangela Crisciotti, è stata coniata in oro, argento e bronzo, e ha un diametro di 44 mm. In tutto ne sono stati venduti 4 esemplari, destinati a veder moltiplicato il loro valore originario.
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Papa Francesco in un atteggiamento inedito. Uno scatto del 2006

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Un Papa che stupisce sempre e questo scatto realizzato il 29 giugno del 2006 esposto nella galleria  di Enrique Cangas, lo mostra appoggiato sulla spalla di un ragazzo: l’ennesimo atteggiamento inedito di un Pontefice vicino al popolo e lontano dal “palazzo del potere”. All’epoca, naturalmente Bergoglio non era ancora pontefice e il ragazzo con cui è stato ritratto si chiama Juan Francisco Taborda. Il giovane, ora 22enne avrebbe incontrato  Papa Francesco due volte prima che diventasse pontefice, senza mai riconoscerlo fino a pochi giorni dopo l’elezione.

 

Prete pedofilo? Alcune chiese che non risarciscono le vittime

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In Polonia, nella terra di Papa Wojtyla, ma anche una delle Chiese che al momento sono al centro delle più scabrose indagini per la pedofilia che sembrerebbe nascondersi tra i muri di queste comunità ecclesiali, il vescovo Wojciech Polak si scusa e offre solidarietà e supporto psicologico e terapeutico per le vittime dei preti pedofili, ma non aveva fatto cenno a risarcimenti. Oggi Jozef Kloch, il portavoce della Conferenza episcopale polacca ha ribadito che la chiesa non intende pagare risarcimenti alle loro vittime. In Polonia sono circa 27 i preti accusati di pedofilia ai quali recentemente si sono aggiunti altri due fra cui un arcivescovo ricercato a Santo Domingo.

Assisi e il suo Francesco, il Papa sulle orme del Santo

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Il giorno dopo la tragedia di Lampedusa, inizia la giornata in pellegrinaggio di Papa Francesco ad Assisi. Un percorso di oltre 30 km che prende inizio alle 7.45  e che è previsto che si concluderà alle 19.15, dopo aver toccato 11 tappe, tra cui quella più importante a metà mattinata alla tomba di San Francesco.

A dare il benvenuto al Papa c’era Pietro Grasso, presidente del Senato, dove oggi la giunta è riunita per la decadenza di Silvio Berlusconi.  Tra coloro che hanno accolto il Pontefice nelle prime ore della mattina c’era il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino e moltissimi pellegrini. Al fianco del Papa a seguirlo in questo percorso anche gli otto cardinali del consiglio che si è riunito nei giorni scorsi a Roma per riformare la Curia.

Il primo pensiero del Papa è andato naturalmente ai morti di Lampedusa: “Oggi è un giorno di pianto, queste cose le fa lo spirito del mondo”, ha detto Francesco nel corso della sua visita alla sala della spogliazione di Assisi, criticando il “mondo selvaggio” a cui non importa, tra l’altro, se “tanta gente fugge dalla schiavitù, dalla fame, cercando la libertà” e “trovano la morte come è successo ieri a Lampedusa”. Poi l’attacco alla “mondanità spirituale che uccide l’anima delle persone e la Chiesa. Prego Dio – ha detto Francesco – affinché dia a tutti noi il coraggio di spogliarci dello spirito del mondo che è la lebbra, il cancro della società, il nemico di Gesù”.

Dopo le frasi d’inizio il Papa si è recato alla prima tappa del pellegrinaggio: l’Istituto serafico di Assisi, dove Francesco si è fermato a salutare alcuni bambini e ragazzi disabili. “La mia visita è soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare sulla tomba di un uomo che si è spogliato di se stesso e si è rivestito di Cristo e, sull’esempio di Cristo, ha amato tutti, specialmente i più poveri e abbandonati, ha amato con stupore e semplicità la creazione di Dio. “Noi siamo tra le piaghe di Gesù. Queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate. Di essere riconosciute. Mi viene in mente – ha proseguito – quando il Signore Gesù andava in cammino con quei due discepoli tristi”, ad Emmaus. “Ma alla fine – ha rimarcato Bergoglio – Gesù ha fatto vedere le sue paghe e loro lo hanno riconosciuto. Poi il pane, lui era lì. Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. Qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, bambini, in queste persone – ha scandito il Papa – Adoriamo la carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse non tanto sui giornali come notizia, quello che è un ascolto che dura uno, due o tre giorni. Poi viene un altro. Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù, cerca Gesù. Il cristiano sa riconoscere le piaghe di Gesù”.

“Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate”. Lo ha chiesto Papa Francesco nel discorso ufficiale – consegnato ma non letto – in risposta al sindaco di Assisi, Claudio Ricci. “A volte – ha scritto il Pontefice nel testo – le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano”.

“La società purtroppo è inquinata dalla cultura dello scarto”, che è opposta alla cultura dell’accoglienza”. Così Papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso ufficiale all’Istituto Serafico non pronunciato ma consegnato al vescovo della città del ‘poverello’. “E le vittime della cultura dello scarto – dice Bergoglio – sono proprio le persone più deboli, più fragili. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza. Certo, anche qui non sarà tutto perfetto, ma si collabora insieme per la vita dignitosa di persone con gravi difficoltà. Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il segno della vera civiltà, umana e cristiana! Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate!”.

“A volte invece le famiglie – dice ancora Bergoglio – si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso”.

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“Non si può servire due padroni. O servi Dio, o servi il denaro”, ha detto Papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso per una Chiesa più umile e povera.

“La chiesa si spogli dal pericolo della mondanità che ci porta alla vanità”. Così il papa a braccio nella Sala della Spoliazione di San Francesco del Vescovado di Assisi, davanti poveri assistiti dalla Caritas. “Oggi – ha aggiunto Francesco – è un giorno di pianto”.

“Tutti voi siete stati spogliati da questo mondo selvaggio che non dà lavoro, che non aiuta, che non importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo, non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare pane a casa. Non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà. E con quanto dolore tanto volte vediamo che trovano la morte, come e successo ieri a Lampedusa. Ma oggi è un giorno di pianto”. Lo dice Papa Francesco da Assisi.

“La Chiesa, tutti noi, deve spogliarsi della mondanità, che la porta a vanità, orgoglio e idolatria”. Così Papa Francesco nella sala della spogliazione di Assisi, dove San Francesco si spogliò degli averi. Il Papa ha definito la mondanità “lebbra” e “cancro” della società.

“Questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi, ma la Chiesa siamo tutti, dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù che è nato e ha voluto essere umiliato fino alla croce e se noi vogliamo esse cristiani non c’e un’altra strada”. Così Papa Francesco nel corso della sua visita alla sala della spogliazione di Assisi.

“Possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano, senza croce, senza Gesù, senza spoliazione e diventeremo cristiani di pasticceria con belle torte, cose dolci, ma non cristiani davvero. Ma di cosa deve spogliarsi la Chiesa? Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Un cristiano non può convivere con lo spirito del mondo, la mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E l’idolatria e il peccato più forte”, ha detto Papa Francesco da Assisi.

Quando nei media, ha aggiunto, “si parla della Chiesa credono che la Chiesa siano i preti, le suore, i vescovi, i cardinali e il papa. Siamo tutti noi e tutti noi dobbiamo spogliarci di questa mondanità. La mondanità ci fa male. È tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro della sicurezza che gli dà il mondo, ma non si può lavorare dalle due parti”.

Il Papa poi si ferma a pregare sulla tomba di San Francesco.

Enrico Letta arriva ad Assisi.

Queste le tappe fondamentali del Pontefice sulle orme di San Francesco:

Un nuovo forte appello di pace è stato lanciato da papa Francesco durante la sua messa ad Assisi. Il Papa ha invocato che “cessino i conflitti armati che insanguinano la terra”, che “tacciano le armi”, e si ascolti il “grido” di chi soffre e muore per il terrorismo e le guerre, specie in Siria, in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente.

“Da questa Città della Pace, ripeto con la forza e la mitezza dell’amore: rispettiamo la creazione, non siamo strumenti di distruzione!”. È l’appello per la difesa del creato lanciato da papa Francesco durante la messa ad Assisi. Nell’omelia il Pontefice ha citato il Cantico delle Creature di San Francesco.

“Rispettiamo ogni essere umano – ha detto il Papa – cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda il posto all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione”. “Sentiamo il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Siria, nell’intero Medio Oriente, nel mondo”, ha aggiunto.

“Preghiamo per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide”. Lo ha detto papa Francesco ad Assisi, nell’omelia della messa celebrata sulla piazza di San Francesco. “Auguri a tutti gli italiani, alla persona del capo del governo, qui presente”.

Durante il suo Pellegrinaggio Papa Francesco a gran voce riabilità la figura di Francesco come una personalità forte e non guidata da un sentimento

“Per favore: questo San Francesco non esiste! La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo”.

Il Papa richiama ancora una volta alla vera natura del Francesco amante degli animali e lo strappa però da quella visione di panteismo, che spesso viene attribuita al Santo. Ancora una volta quindi la Chiesa allontana l’idea di divinità nelle cose e negli animali e si incanala dentro i canoni della religione più ortodossa, senza lasciar spazio ad altre riflessioni.

“Questo – ha spiegato il Pontefice – non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di San Francesco è quella di Cristo, e la trova chi ‘prende su di se il suo ‘giogo’, cioè il suo comandamento: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e umiltà di cuore”.

Francesco sceglie di mangiare alla Caritas di Assisi. Siede a tavola con i poveri, nei pressi della stazione ferroviaria  di Santa Maria degli Angeli. Il Papa è atteso dal direttore della Caritas diocesana, padre Vittorio Viola, dalla presidente della fondazione, Antonietta Vetturini, e dai volontari.

Il Papa chiama Carlo Petrini: si parla di Terra Madre

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Oggi che c’è stata l’immane tragedia di Lampedusa quella telefonata avvenuta sabato 28 settembre tra Papa Francesco e Carlo Petrini, scrittore e fondatore di Slow Food in cui si è parlato di ambiente, immigrazione e degli umili del mondo, ora appare come un filo di Arianna al quale attaccarti per sperare in un “mondo più bello”. Quella telefonata infatti è connessa proprio a Lampedusa, quando il Papa si era recato nel mese di Luglio a far visita ai migranti nel centro di accoglienza dell’isola. In quel periodo Carlo Petrini aveva inviato al Pontefice il suo libro, Terra Madre, insieme a una lettera un articolo sui migranti piemontesi in terra d’Argentina, proprio come i genitori di Bergoglio.

“Sul cellulare mi è comparso all’improvviso un numero sconosciuto. Ho risposto, e dall’altra parte c’era Papa Bergoglio .- così Petrini racconta il suo “incontro” con il Papa –  Non ero affatto preparato, ma la semplicità con cui il pontefice è stato capace di instaurare un dialogo diretto mi ha messo subito a mio agio. Avevo inviato un libro al Papa…”.

Nell’articolo dei migranti Petrini raccontava come in un secolo, cioè dal 1876 al 1976, dal nostro Paese erano partiti per l’estero 24 milioni di migranti. Di questi, 3 milioni avevano trovato casa in Argentina. Ed è esattamente ciò che avviene oggi con i nostri neri d’Africa: gli italiani morivano allora, come costoro muoiono oggi.

Il Papa racconta a Petrini di suo padre: “Nell’articolo parlo di un bastimento, -dice il fondatore di slow food – il ‘Principessa Mafalda’, che nel 1927 partì da Genova e si inabissò poco lontano dalle coste brasiliane causando la morte di 314 migranti italiani. Bergoglio mi ha detto che suo padre sarebbe dovuto salire proprio su quella nave. Invece partì due anni dopo. Gli ho detto che io sono agnostico, ma che c’è un segno del destino se suo padre non salì sul Mafalda, di cui tutti, ancora oggi, in Piemonte hanno memoria”.

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Come riporta la Repubblica, nell’intervista a Carlo Petrini si scoprono a poco a poco i punti di contatto fra le due diversissime personalità:

Da piemontese a piemontese, cosa vi siete detti?
“Mi sono permesso una frase in piemontese… una frase che diceva mia nonna sui preti. Ma non dico quale… saggezza popolare. Lui si è messo a ridere”.

Nella lettera invece cosa scriveva al Papa?
“Nella lettera parlavo di Terra Madre, di questa rete di persone umili che difendono ovunque l’ambiente, la biodiversità, l’economia rurale. E a questo punto la chiacchierata è diventata più incisiva”.

Nell’intervista a Eugenio Scalfari, il Papa insiste sull’amore per il prossimo, sul lievito che serve al bene comune, e su come il liberismo selvaggio non faccia che rendere i forti più forti, i deboli più deboli e gli esclusi più esclusi. Avete riaffrontato il discorso? 
“Il ragionamento di fondo è ruotato attorno alla necessità di portare avanti un’economia agricola di sussistenza, e non di accaparramento. Lui ha concordato, e mi ha anche svelato che sua nonna era solita dire che quando si muore, nel sudario non ci sono tasche in cui portarsi dietro il denaro. Da qui, ha definito ‘stupefacente’ il lavoro che stiamo portando avanti come Terra Madre. Io allora mi sono anche permesso di invitarlo da noi, in Piemonte”.

Verrà?
“Nel 2014 ha in programma questo viaggio, e, se riuscirà, verrà anche a trovarci. Ci siamo trovati in piena sintonia sull’importanza di focalizzare l’attenzione sugli umili, e di come, grazie alla rete delle comunità del cibo, essi acquisiscano autostima e dignità col farne parte. E’ un mondo povero, che però difende il seme della propria terra, e in quanto tale propositivo”.

Cosa le ha lasciato questa telefonata?
“La fiducia in un mondo migliore fino a quando c’è gente come Papa Francesco, che sa dialogare in maniera affabile e gettare ponti. Una semplicità e un’empatia che nascondono un carattere straordinario. Ci siamo salutati augurandoci buona salute e un abbraccio virtuale… come con un amico. Non ho avvertito alcuna distanza, e so di aver conosciuto un personaggio straordinario. Tutto ciò è importante non solo per la storia della Chiesa, ma per la speranza di un dialogo e per la sostenibilità ambientale”.

Lionel Messi dal Papa, incontro a San Benedetto

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Per andare dal Pontefice, Lionel Messi ha deciso di indossare un abito della sarta argentina Elisabet Vozzo confezionato con tessuto (un fresco lana blu) fornito dal negozio ‘La Firma’ di Castelfidardo. Una contaminazione quindi di omaggio a Papa Francesco che originario dell’Argentina è stato “adottato” dall’Italia. Il proprietario del negozio Claudio Scataglini si è detto onorato «che un personaggio così importante abbia indossato un nostro tessuto». Il campione del Barcellona infatti è stato inviato a  San Benedetto per la Giornata delle Marche. Si spera anche che Messi trovi il tempo per visitare Recanati, la città da cui i suoi antenati sono partiti per poi stabilirsi in Argentina.

Papa Francesco e il comunismo

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Come si legge oggi nella lunga intervista di Eugenio Scalfari su La Repubblica:

“Ebbi anche un’insegnante verso la quale concepii rispetto e amicizia, era una comunista fervente. Spesso mi leggeva e mi dava da leggere testi del partito comunista. Così conobbi anche quella concezione molto materialitica.  – Poi Papa Francesco aggiunge – Ricordo che mi fece avere anche il comunicato dei comunisti americani in difesa dei Roseberg che erano stati condannati a morte. La donna di cui sto parlando poi è stata arrestata, torturata e uccisa dal dittatoriale allora governante in Argentina.”

Eugenio Scalfari poi chiede a Bergoglio: il Comunismo la sedusse?

“Il suo materialismo non ebbe alcuna presa su di me. Ma conoscerlo attraverso uan persona onesta e coraggiosa mi è stato utile, ho capito alcune cose, un aspetto sociale, che poi ritrovai nella dottrina sociale della Chiesa.”

“Così cambierò la Chiesa”, Papa Francesco ed Eugenio Scalfari

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Un ateo e un Papa. due visioni del mondo diverse, ma che forse in questo periodo storico così complesso e drammatico riescono a trovare dei punti in comune. Un’analisi sulla società, sul ruolo della Chiesa, sull’uomo. Su La Repubblica di oggi si legge:

Mi dice papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l’uno né l’altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé».
Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali. «Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chiesa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime. La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».

Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile. Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?
«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza. Io desidero che lo sia di più. Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».
L’incontro con papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete. Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita. Erano le due e mezza del pomeriggio. Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente ».

Un’intervista lunga dove Francesco spinto dalle domande di Scalfari si racconta più dal punto di vista umano che da quello religioso ( ammesso che si possano scindere le due visioni). La Chiesa che Francesco racconta è quella del “fare” (per dirla con termine ormai abusato dalla politica, dove se ne parla ma non si realizzano gli obiettivi che ci si propone di raggiungere) non è quella mistica. Quando il direttore di La Repubblica chiede a Bergoglio “Lei ha una vocazione mistica?” il Papa risponde “Adoro i mistici; anche Francesco per molti aspetti della sua vita lo fu ma io non credo di avere quella vocazione e poi bisogna intendersi sul significato profondo di quella parola. Il mistico riesce a spogliarsi del fare, dei fatti, degli obiettivi e perfino della pastoralità missionaria e s’innalza fino a raggiungere la comunione con le Beatitudini, Brevi momenti che però riempiono l’intera vita”.

 

Dagospia fa lo scoop? “Notizia Bomba Bergoglio chiama Scalfari”

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Papa Francesco ha telefonato ad Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica. Ne ha dato notizia Dagospia.

Riferisce Dagospia:

“Notizia bomba, fonte sicura: alle tre del pomeriggio lo stalker Bergoglio ha chiamato la pecorella smarrita Scalfari e gli ha chiesto se può andare a trovarlo, entrando da una porta secondaria. Il laicissimo EuGenio, che a dio ho sempre preferito l’Io, a momenti sveniva. Gli ha detto ‘’non ho impegni, santita”’. Il pontefice-stalker vuole continuare a parlare dopo le rispettive lettere”.

Titolo di Dagospia:

“1. FERMI TUTTI! NOTIZIA BOMBA, FONTE SICURA: ALCUNI GIORNI FA, ALLE TRE DEL POMERIGGIO, LO STALKER ARGENTINO JORGE BERGOGLIO HA CHIAMATO LA PECORELLA SMARRITA SCALFARI E GLI HA CHIESTO SE PUO’ ANDARE A TROVARLO, ENTRANDO DA UNA PORTA SECONDARIA
– 2. IL LAICO EU-GENIO, CHE A DIO HO SEMPRE PREFERITO L’IO, A MOMENTI SVENIVA. OVVIAMENTE GLI HA DETTO ‘’NON HO IMPEGNI, SANTITA’’’ E SI E’ PRECIPITATO A CASA SANTA MARTA
– 3. DOPO LE RISPETTIVE LETTERE IL PAPA-STALKER VUOLE CONTINUARE IL COLLOQUIO SULLE FEDE CON IL FONDATORE DI “REPUBBLICA” (A QUANDO UNA SANTA PARTITA DI BRISCOLA?)”

Santi il 27 Aprile: i due Papa Giovanni saranno canonizzati insieme

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Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno canonizzati insieme il 27 Aprile, domenica della Divina Misericordia. Lo ha deciso il concistoro che si è tenuto oggi, fissando una data simbolica che fosse anche un monito per i fedeli. Inoltre fu Papa Wojtyla ha fissare il 27 Aprile come data per ricordare la santa polacca Faustina Kowalska e, morì poi, alla vigilia di questa ricorrenza. Inoltre il concistoro ha anche dovuto considerare l’effetto climatico. Saranno molti i polacchi che verranno a Roma per assistere alla santificazione del loro Papa e si è deciso di attendere la primavera quando le strade della Polonia vengono abbandonate dalla neve e dal gelo.

I due Giovanni quindi verranno santificati insieme da Bergoglio anche per dare una linea di continuità e unirli nell’immaginario collettivo.

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