“La mia rinuncia è valida”: parla Benedetto XVI

ratzinger-rinuncia-tuttacronacaLa Stampa pubblica una lettera con la quale il Papa emerito risponde alle domande che il quotidiano gli ha posto dopo alcuni commenti e interpretazioni sul suo gesto su media italiani e internazionali. Nella missiva di Ratzinger dal Vaticano, intestata “Benedictus XVI, papa emeritus”, che appare due giorni dopo aver ricevuto il messaggio della testata, si legge: “Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino”. E sottolinea che “unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde”. Il giornale ricorda fra l’altro come la possibilità di dimettersi fosse tenuta in considerazione da molto tempo, e come Ratzinger stesso ne avesse parlato nel libro intervista del 2010 con il giornalista tedesco Peter Seewald. Poi ritorna sugli eventi che avevano preceduto lo storico gesto del papa tedesco. Benedetto XVI parla anche del significato dell’abito bianco e del nome papale. E spiega: “Il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto è una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa”. E conclude: “Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo significato”.

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Un Concistoro per due Papi

concistoro-duepapi-tuttacronacaPapa Francesco ha nominato oggi 19 nuovi cardinali durante un Concistorio oridinario pubblico svoltosi nella basilica di San Pietro, dov’è giunto anche il Papa emerito Benedetto XVI, che proprio con Francesco ha scambiato un abbraccio. Ratzinger, papalina bianca in mano, ha così partecipato per la prima volta a una liturgia in San Pietro dopo la rinuncia del 28 febbraio dell’anno scorso. Parlando ai nuovi cardinali, Papa Francesco ha detto: “La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna e per dare testimonianza alla verità”. In una Basilica di San Pietro gremitissima, ha quindi proseguito: “Ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione, comunione con me e tra di voi”. La Chiesa, osserva ancora il Pontefice, “ha bisogno della vostra preghiera, per il buon cammino del gregge di Cristo, la preghiera che, con l’annuncio della Parola, è il primo compito del Vescovo. La Chiesa ha bisogno della vostra compassione soprattutto in questo momento di dolore e sofferenza in tanti Paesi del mondo. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza spirituale alle comunità ecclesiali e a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera per loro, perché siano forti nella fede e sappiamo reagire al male con il bene. E questa nostra preghiera si estende ad ogni uomo e donna che subisce ingiustizia a causa delle sue convinzioni religiose”.

Lutto in casa Tremonti: è morta la moglie dell’ex ministro dell’Economia

tremonti-tuttacronacaLa moglie dell’ex ministro dell’Economia, all’epoca del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, è morta questa mattina a Pavia. Fausta Beltrametti, che da tempo era seriamente malata e in cura al Policlinico San Matteo, aveva portato il saluto dei malati a Papa Ratzinger. Era il 22 aprile del 2007 e Papa Benedetto XVI era in visita alla città lombarda e proprio lei, durante il passaggio del pontefice nell’ospedale pavese, aveva presentato il saluto: il testo di quel suo intervento è inciso in una lapide del nuovo padiglione del San Matteo nel quale (proprio in questi giorni) è in corso il trasferimento dei reparti.

Le intercettazioni del Datagate non risparmiano neanche il Papa!

san-pietro-intercettazioni-tuttacronacaTra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013, la National security agency ha intercettato 46 milioni di telefonate in Italia. Tra queste, secondo il settimanale Panorama, anche alcune chiamate fatte da Papa Benedetto XVI. Quello che si teme, è che siano siano state captate le conversazioni fin sulla soglia del Conclave. E’ lo stesso settimanale a confermare quello che era stato anticipato da Spiegel online: l’esistenza di un centro di spionaggio americano a Roma, una cellula che avrebbe spiato, e forse spia ancora, i politici italiani e che si troverebbe all’interno dell’ambasciata americana nella Capitale. Panorama fa riferimento a un documento della talpa Edward Snowden risalente al 2010 e spiega che la Nsa analizzerebbe il traffico voci e dati, intercettando i cellulari delle autorità e seguendo i flussi finanziari. La Cia prenderebbe quindi contatto con i gestori dei sistemi di comunicazione, amministratori di database, banchieri e ingegneri che gestiscono i siti più riservati. I giornalisti hanno interpellato padre Lombardi in merito alla presunte intercettazioni ricevendo in risposta un: “Non ci risulta nulla su questo tema e in ogni caso non abbiamo alcuna preoccupazione in merito”.

Papa Francesco: dalla “visita” ad Assisi all’incontro con Benedetto XVI

francesco e benedetto

Giornata intensa, oggi, quella di Papa Francesco. In mattinata ha “visitato” la tomba di San Francesco d’Assisi collegandosi al sito dei frati francescani, dov’è possibile vedere, in diretta, le immagini della cripta in cui è sepolto il Poverello. La web cam è infatti accesa 24 ore su 24 e permette così di sostare virtualmente in preghiera. Bergoglio ha approfittato dell’udienza privata con alcuni frati francescani per porre diverse domande al riguardo ed ha composto la sua preghiera: “O Francesco d’Assisi, intercedi per la pace dei nostri cuori”, prima d’invitare i frati a sostenerlo con le loro orazioni. Nel pomeriggio, quindi, il pontefice si è recato ad accogliere il Papa Emerito Benedetto XVI, che oggi ha fatto ritorno in Vaticano dopo i 62 giorni trascorsi a Castel Gandolfo. All’eliporto, ad attendere Ratzinger, il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e il decano del collegio cardinalizio Angelo Sodano. Arrivato in elicottero, Benedetto XVI ha percorso in auto la strada, poche centinaia di metri, che porta a quella che da ora è la sua nuova e definitiva residenza: l’ex monastero di clausura “Mater Ecclesiae”, opportunamente ristrutturato negli ultimi mesi proprio per accogliere lui, le quattro «memores Domini» che vivono con lui, il segretario Georg Gänswein, il diacono fiammingo che lo ha affiancato ed eventuali ospiti di passaggio, primo fra tutti il fratello del Pontefice emerito, per il quale una stanza sarà sempre pronta. Papa Francesco ha atteso il predecessore presso il convento ed ora, per la prima volta nella storia, Papa regnante e Papa emerito vivranno a qualche centinaio di metri di distanza uno dall’altro, potendosi facilmente incontrare. Una situazione nuova, assolutamente inedita, che aveva a suo tempo sollevato alcuni dubbi, poi fugati dall’umiltà e dalla semplicità dei due protagonisti.

Il Papa emerito torna in Vaticano giovedì

papa emerito

Manca poco al ritorno di Joseph Ratzinger in Vaticano: giovedì raggiungerà il convento Mater Ecclesiae dove, al primo piano, è stata approntata la sua nuova e definitiva residenza. Assieme a lui abiteranno monsignor George Gaenswein e le quattro Memores Domini che da anni si prendono cura della sua persona. Inoltre c’è una stanza per gli ospiti, a disposizione del fratello, Georg, per quando desidererà recarsi in visita. A rendere nota la notizia che Benedetto XVI si appresta a lasciare Castel Gandolfo, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che ha informato i giornalisti che ratzinger “E’ un uomo anziano, indebolito dall’età, ma non ha alcuna malattia”.

Bagno di folla per il Papa al suo ultimo angelus!

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Grande attesa a San Pietro e in tutto il mondo per l’ultimo Angelus di papa Benedetto XVI. Quattro maxi-schermi sono in funzione in piazza San Pietro: due sono stati collocati ai lati del Sagrato e due all’inizio dei due lati del Colonnato. Sui maxi-schermi vengono mandate le immagini della stessa piazza in cui stanno affluendo pellegrini e turisti. Tantissimi i pellegrini in fila per oltrepassare i varchi, con i metal detector, per entrare nella Basilica di San Pietro. La coda parte, guardando la piazza, dal Colonnato di sinistra ed arriva fino a quello di destra. Sono moltissimi i pellegrini stranieri, in particolare in questo momento giapponesi. Coloro che invece vogliono assistere all’Angelus hanno cominciato a prendere posto intorno all’obelisco al centro della piazza. L’atmosfera è molto rilassata: c’è chi sventola bandiere, chi mostra striscioni e chi a gruppetti si fa foto ricordo con sfondo la Basilica di San Pietro. Massima la sicurezza a Roma e in particolare nella zona di San Pietro.

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Motu Proprio del Papa?

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Il Motu proprio è una locuzione latina, tradotta letteralmente significa di propria iniziativa, che si usa quando un Papa proclama un documento (lettera apostolica etc..) di propria iniziativa, senza aver interpellato il consiglio vaticano. Il Papa vorrebbe quindi dare un ultimo saluto alla sua Chiesa prima del ritiro definitivo. Avrebbe scelto il motu proprio per avere la massima libertà di espressione, per comunicare qualcosa di estremamente personale secondo alcuni, mentre secondo altri sarebbe la possibilità di lanciare messaggi a chi lo ha da tempo ostacolato.

Inizio Anno Accademico: il Papa in preghiera con gli studenti romani

Vatileaks: Papa Ratzinger cambia segretario

 

300 mila copie per il Gesù di Ratzinger

 

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