La città illuminata dagli specchi: Rjukan

rjukan-tuttacronacaTremilacinquecento persone condannate a vivere nell’oscurità per sei mesi all’anno, a causa degli alti rilievi che le circondano impedendo ai raggi solari di raggiungerli. E’ questa la realtà degli abitanti della cittadina norvegese di Rjukan, a circa 80 km da Oslo. Questa almeno è la realtà che hanno conosciuto finora. Adesso, però, le cose stanno per cambiare grazie a un nuovo impianto fornito di giganteschi specchi che convoglieranno la luce solare nel villaggio situato nel Hardangervidda National Park. Il progetto non è molto dissimile da quello che in Italia ha consentito al comune di Viganella, in Piemonte, di battere l’oscurità perenne: si tratta infatti d’installare tre maxi specchi (eliostati) rettangolari per un totale di 500 metri quadri sulle montagne circostanti. Le superfici riflettenti dirigeranno i raggi solari verso la cittadina e in particolare verso la piazza centrale, modificando la loro posizione, e quindi l’angolazione con la quale catturano i raggi, a seconda delle ore della giornata. Gli specchi diventeranno operativi dopo il 31 ottobre, quando ci sarà l’inaugurazione, e sono già stati testati il 18. E sicuramente gli abitanti potranno dirsi soddisfatti della soluzione, come insegna l’esperienza di Viganella. Qui, da circa sette anni, è stato collocato un mastodontico specchio sulla montagna sovrastante. Un sole artificiale da undici quintali, e quaranta metri di ampiezza che, alla modica cifra di 99.900 euro (iva inclusa), garantisce luce e tepore nei periodi di buio naturale. Per studiare la trovata italiana, una delegazione norvegese si è dunque recata sulle Alpi del Piemonte. Come cambierà la situazione a Rjukan? Si potrà scrivere sopra una targa destinata ai visitatori: “La piazza principale del paese è diventata un luogo di incontro di sole in una città altrimenti in ombra”.

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La tenda per le catastrofi la progetta Ikea.

Rifugio-IKEA-per-emergenze-abitative-tuttacronaca

Reinventarsi una casa dopo la catastrofe non è facile. A dare una mano ci pensa Ikea, con Ikea Foundation,  la fondazione dedicata ai progetti di aiuto e di assistenza fondata dalla nota catena di megastore dell’arredamento, che ha progettato un nuovo tipo di tenda per i profughi. Ogni anno, milioni persone nel mondo perdono la propria abitazione a causa di calamità naturali o di guerre e così possono trovare sollievo attraverso la tenda componibile,  costituita da pannelli rigidi e pannelli solari sul tetto per generare elettricità. La struttura costa di più delle normali tende, ma ha una durata maggiore, rendendo quindi il costo competitivo rispetto ad esse: attualmente, le tende sono già in uso in Libano e in Iraq. L’ennesimo business o un aiuto concreto?

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