Caso Abu Omar: tutti prosciolti per l’esistenza del segreto di Stato

abu-omar-tuttacronacaL’ex capo del Sismi, Nicolò Pollari, il suo vice, Marco Mancini, e tre agenti coinvolti nella vicenda Abu Omar sono stati prosciolti dalla Cassazione perchè l’azione penale “non poteva essere proseguita per l’esistenza del segreto di Stato”. Per questo motivo la Corte Suprema ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’appello, con la quale Pollari era stato condannato a 10 anni di reclusione, Mancini a 9, e a 6 anni ciascuno dei tre agenti dei servizi segreti. Il generale Pollari, commentando l’avvenimento, ha detto: “La giustizia c’è. Talvolta il percorso per ottenerla è lungo, però alla fine la verità viene sempre fuori”. E ancora: “Per me e per il Sismi da me diretto, che non solo non abbiamo mai fatto queste cose ma abbiamo impedito ad altri di farle l’aver subito quasi dieci di processi e inquisizioni è stato tutt’altro che gradevole. Per usare un eufemismo”.

Colore e modernità: l’archistar presenta il Biomuseo di Panama

biomuseo-panama-tuttacronacaHa aperto le porte al pubblico, dopo dieci anni di lavoro, il Biomuseo di Panama. Firmato dall’archistar Frank Gehry, non passa certo inosservato per i suoi colori e le sue forme, tanto originali quanto contemporanei e che rappresentano il valore aggiunto della struttura. Scopo del Biomuseo è quello di ripercorrere gli eventi geologici che hanno portato alla creazione dell’Istmo di Panama e diffondere l’importanza delle biodiversità. Ad arricchire ulteriormente il complesso ci sarà inoltre un giardino botanico all’esterno mentre, all’interno, 4.000 metri quadrati verranno dedicati alla scienza e all’arte e ospiteranno otto gallerie permanenti progettate assieme agli scienziati dell’istituto di ricerca Smithsonian.

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Abu Omar: la Corte Costituzionale annulla le condanne degli 007

abu-omar-tuttacronacaLa Corte Costituzionale ha annullato le sentenze di Corte di Appello e Cassazione con le quali erano stati condannati gli 007 italiani coinvolti nel “rapimento” da parte di agenti Cia del sospetto terrorista Abu Omar, trasferito al di fuori dei protocolli legali e quindi interrogato e torturato in Egitto). A vedersi annullate le condanne 4 uomini del Sismi, dall’ex direttore Niccolò Pollari (10 anni), a Marco Mancini, Giuseppe Ciorra, Raffaele di Troia e Luciano di Gregorio. Anche i ricordi dei governi Monti e Letta sono stati accolti. Tali ricorsi opponevano il Segreto di Stato, del quale invece la Corte di Cassazione nel 2012 aveva dato una interpretazione non estensiva rinviando tutto alla Corte d’Appello che infine decideva per le condanne degli imputati. Ora il procedimento è finito su un binario morto. Si legge sul Messaggero:

 

Con la sua decisione la Consulta (Palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale, ndr.) farà retrocedere il processo in Cassazione, che si esprimerà il prossimo 24 febbraio. A quel punto i giudici del ”Palazzaccio” (sede della Corte di Cassazione a Roma, ndr.) non avranno che due strade: prendere atto dell’ampio potere discrezionale che la Consulta ha riconosciuto al presidente del Consiglio nell’apporre il segreto di Stato a garanzia della sicurezza nazionale, e dunque annullare le condanne di Pollari e degli altri uomini del Sismi; oppure rinviare alla Corte di Appello di Milano per ulteriori decisioni. Che, a questo punto, arriverebbero fuori tempo massimo, visto che la prescrizione è destinata a maturarsi nel giro di pochi mesi.

“Italia e Spagna responsabili per aumento costi”: a rischio lavori al Canale di Panama

Panama_Canal_tuttacronacaUn contenzioso tra il consorzio Grupo Unidos para el Canal (Gupc) e l’autorità che gestisce il transito nel Canale di Panama ha messo a rischio i lavori per l’ampiamento dello stesso canale. Il consorzio, che si occupa dell’espanzione e nel quale figura anche l’italiana Salini Impregilo ha minacciato di interrompere i lavori per il raddoppio della capacità di transito, a seguito di un contenzioso con le autorità panamensi legato ad un aumento dei costi di 1,63 miliardi di dollari, sui 3,1 miliardi complessivi del contratto. Impregilo nel 2009, prima della fusione con Salini e in joint venture con altri gruppi internazionali, si era aggiudicata il contratto per la costruzione del terzo set di chiuse, promosso e finanziato integralmente dall’Autorità del Canale, l’Acp. Se Impregilo ha il 48% della commessa, la spagnola Sacyr ne ha il 49% e ora la controversia rischia di trasformarsi in uno scontro diplomatico. Il presidente di Panama, Ricardo Martinelli, ha fatto sapere che si recherà in Spagna e in Italia per chiedere ai governi dei due paesi di “assumersi la responsabilità morale di ciò che è accaduto” e per cercare un aiuto nella mediazione con le aziende che fanno parte del consorzio. Per quel che riguarda le autorità panamensi, l’amministratore dell’autorità che gestisce il transito nel canale ha assicurato di essere disposto a pagare l’importo aggiuntivo richiesto dal consorzio, qualora sia accettabile: “Se si scopre che gli importi richiesti sono accettabili, allora pagheremo, ma se la controversia si risolverà a nostro favore, speriamo che l’altra parte stia al gioco”. Nel frattempo, tuttavia, le compagnie di costruizioni hanno visto le loro quotazioni crollare in borsa. Come spiega Repubblica, il contratto prevede di risolvere la disputa o con un accordo tra le parti, o tramite un ricorso in appello o l’arbitrato internazionale. La spagnola Sacyr ha annunciato ieri che sospenderà i lavori “se l’autorità non paga, entro tre settimane, 1,6 miliardi dollari per coprire i ‘costi aggiuntivi'”. Una richiesta che le autorità panamensi hanno giudicato “irresponsabile”. Il consorzio ha vinto il progetto nel 2009 per costruire un terzo canale di passaggio che rientra nel grande progetto panamense per raddoppiare la capacità di transito all’interno del canale. Panama ha valutato nell’ordine di 5,2 miliardi di dollari la spesa complessiva per l’espansione di circa 80 chilometri che permette il passaggio di navi molto più grandi di quelle che ora possono navigare lungo il corso d’acqua. I lavori del Gupc sarebbero dovuti terminare il prossimo ottobre per festeggiare i cento anni del canale di Panama. L’espansione completa dovrebbe invece terminare entro il giugno 2015.

Lady, l’agente nel caso Abu Omar chiede la Grazia, ma…

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Napolitano ha ricevuto la richiesta di Grazia da parte dell’ex agente della Cia Bob Lady, condannato per il sequestro dell’imam egiziano Abu Omar a Milano nel febbraio 2003. Nella richiesta però ci sono anche molti dettagli come infatti ha sottolineato Lady c’era infatti una stretta collaborazione tra Usa e forze di polizia italiane. Lady ricorda anche «i milioni di dollari» garantiti dal governo Usa all’Italia nella lotta contro i qaedisti: «Fui in grado di aiutare l’utilizzazione».

Una cooperazione che, afferma l’ex uomo della Cia, permise di «fermare molti piani terroristici». Un’attività «agli ordini di alti funzionari Usa in collaborazione con alti membri del governo italiano». Lady giustifica il suo sottrarsi alla nostra giustizia con il fatto che non avrebbe mai potuto rivelare risvolti segreti: «Ho avuto accesso a informazioni confidenziali del governo italiano a seguito della mia attività di collaborazione con i (vostri, ndr) servizi. Per montare una difesa adeguata avrei dovuto violare sia la legge degli Stati Uniti che quelle dell’Italia. Non ero allora e non sono adesso, disposto a farlo».

Nel dare la sua versione, l’agente chiama in causa i superiori: «Mi era stato detto che le attività in cui ero coinvolto erano state esaminate attentamente e approvate dai legali e dai più alti funzionari del governo degli Stati Uniti». Infine Lady fa un parallelo con la vicenda dei marò in India. «Il rimedio che le chiedo», scrive è lo stesso che l’Italia «sta sollecitando nel deplorevole caso dei Fucilieri di Marina».

Secondo Lady poi il piano del sequestro sarebbe stato organizzato da un suo superiore diretto, il capo stazione Cia a Roma, Jeff Castelli, ed eseguito poi da un team composta da oltre 30 agenti. Un’operazione eseguita con l’assenso, più o meno tacito, dei partner italiani. Per gli inquirenti e la magistratura, invece, il suo coinvolgimento è stato più ampio, per questo è stato condannato a 9 anni di prigione.

Abu Omar. L’ong che sprona l’Italia a continuare gli sforzi in nome della giustizia

abu-omar-hrw-tuttacronacaDopo che è stata resa nota che l’ex capocentro della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, è stato liberato a Panama, la ong Human Rights Watch ha lanciato una appello all’Italia “a continuare gli sforzi per ottenere giustizia rispetto agli abusi compiuti dalla Cia”. HRW afferma: “L’Italia ha fatto la storia come primo Paese a processare, e condannare, funzionari per le rendition e le torture” e “dovrebbe arrivare alla fine del processo di accertamento delle responsabilità cominciato”.

Caso Abu Omar: Robert Saldon Lady già rilasciato

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E’ stato fermato ieri a Panama l’ex capocentro Cia di Milano Robert Seldon Lady, condannato a 9 anni per la “extraordinary rendition” di Abu Omar. L’uomo, inseguito da un mandato di cattur internazionale dell’Italia sarebbe, stando a quanto riferisce il Washingon Post,stato rilasciato stamane dalle autorità locali e avrebbe già preso un volo alla volta degli Usa. Il rilascio sarebbe stato deciso per “evitare la possibilità che venga estradato verso l’Italia”. Greg Miller e Karen De Young, autori dell’articolo, citano una fonte di alto livello dell’amministrazione Obama, che dichiara: “in base alle nostre informazioni, (Lady) si trova a bordo di un aereo alla volta degli Stati Uniti proprio in questo momento”. Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia, aveva chiesto la conferma del fermo ritenendo di avere due mesi per chiederne l’estradizione, ma non c’è un trattato bilaterale con Panama le cui autorità avrebbero quindi aiutato l’ex funzionario a sottrarsi all’ipotesi di tornare in Italia a scontare la pena. Sul Washington Post si legge anche che non sono noti i mezzi con cui gli Usa abbiano ottenuto il rilascio e la consegna di Lady.

Catturato Robert Lady: era coinvolto nel caso Abu Omar

abu-omar-tuttacronacaL’ex capocentro della Cia Robert Seldon Lady, coinvolto nel caso Abu Omar, è stato catturato a Panama. Lady era l’unico dei 23 americani condannati in via definitiva per il sequestro di Abu Omar ad essere ricercato in campo internazionale per volontà dell’ex Guardasigilli Paola Severino. La Procura generale di Milano aveva invece chiesto provvedimenti analoghi per tutti i condannati. Ora il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha firmato la richiesta di fermo provvisorio e ci sono due mesi per chiedere l’estradizione.

Il cappello Panamà dichiarato Patrimonio immateriale dell’umanità dall’Onu

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