Ex parroco fermato per prostituzione minorile

aldo-nuvola-prostituzioneminorile-tuttacronacaUn ex parroco ed ex insegnante di religione di Palermo, Aldo Nuvola, si trova in stato di fermo perchè coinvolto in un giro di prostituzione minorile. L’uomo era già stato condannato nel 2012, per aver offerto denaro a un 17enne in cambio di prestazioni sessuali. Era stato condannato in primo grado per “molestia o disturbo alle persone”, per aver tentato ripetuti approcci sessuali nei confronti di un giovane, e per “atti osceni”: era stato trovato a bordo della propria auto in atteggiamenti intimi con un altro uomo.L’attuale provvedimento è stato emesso nel corso delle indagini dell’omicidio di Massimo Pandolfo per mano di un 16enne, coinvolto nel giro. Generalmente l’ex sacerdote sceglieva ragazzi provenienti da ambienti degradati del capoluogo siciliano, adolescenti soliti trascorrere le loro nottate fuori casa. Da quanto emerso durante le indagini, il sacerdote pianificava giornalmente appuntamenti con i “suoi” ragazzi per consumare rapporti sia nella propria auto sia a casa. In altre occasioni è stato documentato l’approccio occasionale per la strada. Don Aldo Nuvola, infatti, gravitava di notte in aree di Palermo frequentate da giovani. L’ex parroco è rinchiuso nel carcere Pagliarelli.

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Maxi incendio in provincia di Palermo

incendio-sicilia-tuttacronacaLa rottura di una conduttura di gas a Sciara, nel Palermitano, ha fatto divampare un grosso incendio per domare il quale sono impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco. Il rogo si è sviluppato nei pressi della stazione Ferroviaria ed è visibile dall’autostrada Palermo-Catania, all’altezza di Termini Imerese. Per scongiurare eventuali rischi ambientali, nella zona sta operando anche il nucleo Nbcr del comando provinciale dei vigili del fuoco.

Scossa di terremoto a Ustica

terremoto-ustica-tuttacronacaL’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv, ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 poco dopo mezzanotte al largo dell’isola siciliana di Ustica (Palermo). Il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro oltre i 20 km dalla terra ferma. Non sono stati registrati danni a persone o cose.

A Palermo è scontro tra curia e comune: loghi gay sulla Cattedrale

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Scontro in queste ore tra la curia di Palermo e il comune per le polemiche scoppiate dopo la festa di Santa Rosalia. La chiesa infatti si sta lamentando per le immagini del Gay Pride e i loghi omossessuali che sono stati proiettati sulla facciata della Cattedrale. Don Fabrizio Moscato ha alzato i toni della discussione scrivendo su Facebook:  “Vergogna! Stiamo toccando il fondo: ideologia omosessualista proiettata sul nobile portico meridionale della Cattedrale di Palermo in occasione del Festino della Patrona Rosalia”. E ancora di: “simboli del Gay Pride e delle unioni omosessuali accostati ad un neonato… Il carro fatto passare a Porta Felice da un cancello con motivi orgiastici…” e poi ha aggiunto: “Ma chi può convincermi che è tutto normale? Ma chi può avere argomenti che difendano un vero e proprio insulto alla nobiltà della fede che la Santuzza ed anche la Cattedrale rappresenta? Chi può dirmi che non si tratti di sudicia provocazione? Questa è strumentalizzazione dei bambini! Questo è un futuro imposto ai bambini da minoranze che hanno uno sguardo falso e deviato… L’unica paura è per i più piccoli che ci guardano…”.

Ma la chiesa non dovrebbe accogliere tutti e non discriminare? Sono i gay a imporsi ai bambini o forse i religiosi con le loro “attenzioni particolari”?

Palermo contro il femminicidio: 124 sagome femminili sul selciato

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L’aumento del femminicidio fa orrore a Palermo. Così oggi si scende in piazza e si manifesta contro questa atroce vendetta che gli uomini perpetrano a danno delle donne. Sono stati 124 nel 2012 e oltre 60 nella prima metà del 2013. L’ultima vittima è Rosi Bonanno uccisa dal convivente mercoledì con sedici coltellate perché lei lo aveva lasciato. Proprio ieri sera in memoria della donna si era svolta la manifestazione: “Neanche con un fiore – Nessuno tocchi Rosalia”. Oggi anche il sindaco Leoluca Orlando ha ribadito che “Il Comune di Palermo è in prima fila in questa battaglia con diverse iniziative, ci costituiremo parte civile nel processo contro l’assassino di Rosi”.

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Ilicic da rosa a viola: a un passo dall’ufficialità con la Fiorentina

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Joseph Ilicic, centrocampista sloveno classe ’88, dopo tre anni passati al Palermo, ora è stato acquistato dalla Fiorentina. Il ds Pradè avrebbe raggiunto l’intesa con il presidente rosanero Zamparini sulla base di 10 milioni di euro: accordo che fa del trequartista il secondo colpo più costo di questa sessione di calciomercato. Questo è il secondo “colpo” messo a segno dopo Gomez che mette la squadra viola al centro del calciomercato di quest’anno. A Firenze il giocatore si troverà a dover gestire una scomoda eredità: quella lasciata da Jovetic conteso  tra Manchester e Juve. Ci si aspetta una fiorentina che il prossimo anno giocherà con un 4-2-3-1 con Ambrosini e Borja Valero nel ruolo di schermo davanti alla difesa; Rossi, Ilicic e Cuadrado (con Ljajic, Aquilani e Joaquin in alternativa) sulle trequarti; Gomez unica punta.

La lunga scia dei femminicidi estivi: uccide la convivente e si dà alla fuga.

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Da nord a sud il fenomeno dilaga. Oggi l’ennesimo femminicidio è avvenuto a Palermo dove un 36enne, Benedetto Conti,  ha ucciso con un coltello la propria convivente 26enne, Rosy Bonanno, al culmine di una lite e poi si è dato alla fuga. L’uomo è stato, poi, fermato a Villabate, sempre in provincia di Palermo, in un’abitazione nella quale risulta residente.  La coppia ha un bambino di due anni che sembrerebbe aver assistito all’omicidio.

Benedetto Conti sarebbe stato denunciato sei volte dalla vittima, la sua ex compagna Rosy Bonanno, per stalking. L’uomo avrebbe dovuto vedere il figlio avuto con la vittima due volte a settimana ma sarebbe andato nella casa degli ex “suoceri” quotidianamente disturbando e assillando la donna.

La madre della vittima, Teresa Matassa ha affermato “E’ un delitto annunciato. Si sapeva che finiva così. L’assistente sociale, la polizia sapevano tutto, abbiamo fatto le denunce, da due anni denunciamo violenze, minacce, intimidazioni”.

Cultura in crisi: a Palermo il Biondo agonizza

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Lenta agonia del Teatro Stabile Biondo di Palermo:

Il commissario straordinario della provincia di Palermo Domenico Tucci ha comunicato al direttore del Teatro Biondo Stabile di Palermo Pietro Carriglio «che i pesanti tagli ai trasferimenti statali e regionali alle Province, impediscono la formulazione immediata del proprio bilancio e quindi non consentono di poter autorizzare il direttore a iscrivere nel bilancio dello Stabile la quota associativa prevista dallo Statuto».

Tuttavia il Commissario si impegna ad intraprendere «ogni possibile iniziativa – afferma una nota – per consentire al Biondo di continuare a svolgere la sua apprezzata attività che rappresenta per il nostro territorio un punto di riferimento insostituibile. In tal senso farà il possibile per assicurare in sede di approvazione del bilancio risorse, anche se più limitate, in quanto tra gli obiettivi principali del Commissario rimane comunque quello di tutelare la cultura siciliana in tutti i suoi aspetti».

Il Biondo non è l’unico a dover chiudere i battenti a causa dei tagli alla cultura, nella città siciliana infatti sono diversi gli enti culturali che hanno chiuso o sono in procinto di serrare i cancelli e per fortuna qualche mese fa Enrico Letta a Che tempo che fa aveva detto che si sarebbe dimesso se ci fossero stati altri tagli alla cultura… quali taglia ci possono essere se non ci sono fondi per questo settore?

 

Nuova bufera sull’ex capitano del Palermo: Miccoli di nuovo nei guai

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Dopo la frase sul giudice Falcone arrivano le sei foto su Facebook insieme a Giacomo Pampillonia e con gli amici del giovane, che è stato  arrestato, insieme ad altre 24 persone, all’alba di oggi nell’operazione antimafia che ha azzerato il mandamento di Porta nuova. Nell’album su Facebook Pampillonia scrive ‘A casa mia con Miccoli’. Mentre in altre foto, al campo, è con altri giocatori del Palermo.

“Sono stati loro a venire da me, non io da loro”, Riina su Stato-mafia

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Per la prima volta Totò Riina avrebbe fatto chiaro riferimento alla  trattativa Stato-mafia. La rivelazione è arrivata Qualche settimana fa, mentre stava per essere trasferito dalla sua cella alla saletta delle videoconferenze. durante il trasferimento avrebbe detto agli agenti  “Sono stati loro a venire da me, non io da loro”, questa frase sarebbe un riferimento al dialogo segreto che nel giugno del 1992 venne avviato da alcuni ufficiali del Ros con l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, in merito alla trattativa Stato-mafia. L’altra frase che è stata inserita  in una relazione di servizio stilata da alcuni agenti del Gom, il gruppo speciale della polizia penitenziaria che si occupa della gestione dei detenuti eccellenti sarebbe stata “Mi hanno fatto arrestare Provenzano e Ciancimino”, in questo modo Riina sembrerebbe confermare le parole di Massimo Ciancimino, che ha descritto gli incontri riservati del padre Vito con l’ex comandante del Ros Mario Mori. Questa mattina, la relazione è stata depositata al processo per la trattativa, che si svolge nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo. Al momento i magistrati hanno deciso di non interrogare Riina, ma hanno preferito avere la conferma ascoltando gli agenti che hanno stilato la relazione, i quali hanno confermato il contenuto.

Cadavere carbonizzato e con le mani amputate nel palermitano

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E’ stata una telefonata anonima ricevuta dal proprietario del terreno in cui è stato rinvenuto il corpo a dare la notizia. Il proprietario poi ha chiamato il 112 e i carabinieri hanno ritrovato il corpo carbonizzato con le mani amputate in contrada Giudici a Misilmeri, nel palermitano. La morte dell’uomo risalirebbe a circa due giorni fa, ora gli agenti stanno cercando tra le persone scomparse di dare un identità al cadavere.

Ingroia svela la trattativa Stato-mafia.

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Una lunga confessione quella dell’ex pubblico ministero Antonio Ingroia a Der Spiegel sulla trattativa Stato-mafia. Secondo Ingroia gli accordi, intercorsi negli anni ’90, hanno cambiato il volto delle organizzazioni criminali che da organismi violenti sono poi stati trasformati in vere e proprie lobby affaristiche. E’ dispiaciuto Ingroia di non poter più essere il pm nel procedimento che vedrà sfilare sul banco degli imputati personaggi del calibro di Riina, Provenzano e Bagarella, ma anche politici come l’ex ministro degli Interni Nicola Mancino?

”Quando indagavano ho capito che la procura non potrà mai arrivare alla completa verità sui colloqui tra governo e mafia. Ci sono forze politiche che lo vogliono impedire. Anche per questo ho scelto di candidarmi per il Parlamento”, così afferma l’ex magistrato senza troppi giri di parole.

Poi continua accettuando l’attenzione sull’importanza storica di questo processo:

“Questo non si è mai verificato prima d’ora nella storia del nostro paese. Inoltre viene dibattuto in un’aula di un tribunale ciò che è sempre stato smentito o taciuto, la trattativa tra criminalità organizzata e stato”.

Ma si riuscirà a far emergere qualche nuova verità?

“Ovviamente ho grande fiducia nella pubblica accusa, un team di colleghi molto competenti. Ma senza l’appoggio dell’intero paese, senza un’opinione pubblica che desidera conoscere la verità, appoggiandoli, loro potranno fare poco”.

E poi continua:

“Ci sono movimenti, per insabbiare le cose. Io spero che il processo vengano condotto in modo ragionevole e con la necessaria attenzione. L’atmosfera è molto tesa, ma ciò non deve impedire che il procedimento si svolga in modo prudente”.

E sulle intercettazioni tra il Capo dello Stato Napolitano e Mancino, Ingroia rimarca di non esser stato contento della loro distruzione, ma di rispettare la decisione:

“Quei colloqui non avevano una rilevanza penale. Politicamente forse sì, ma come pubblico ministero questo non mi interessava”.

Ma cosa contenevano quelle intercettazioni? L’ex Pm di Palermo risponde con una risata e afferma di aver mentalmente cancellato il loro contenuto.

La rivelazione di Ingroia invece avviene sul suo mentore e maestro Paolo Borsellino:  

”Dai testimoni oculari si è scoperto che Borsellino ne fosse a conoscenza (della trattativa Stato-mafia, ndr). Il magistrato ucciso il 19 luglio del 1992 aveva saputo di contatti tra i carabinieri e il sindaco di Palermo Ciancimino, uomo di collegamento dei corleonesi. Questa circostanza è stata sempre negata, ma alcuni pentiti hanno affermato che la mafia ha deciso di uccidere Paolo Borsellino proprio perché rappresentava un ostacolo a questo accordo. Spero che questo diventi chiaro ad alcuni”.

Ma chi ebbe l’idea della trattativa? Secondo l’ex magistrato non ci sono dubbi: Bernardo Provenzano.

“L’ho interrogato alcuni mesi fa. Non sta bene, ma ha sempre capito ciò che gli veniva comunicato, ascoltando in modo attento e concentrato”.

Secondo Ingroia però ormai è troppo tardi perché si possa davvero svelare la verità sulla trattativa tra mafia e stato:

“Temo che ormai quel treno sia definitivamente partito”.

Il vigile urbano non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato

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Mirco Vicari, il vigile urbano morto ieri a Palermo apparentemente in una rapina finita male, in realtà non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato. A rivelarlo sarebbero state due colleghe della vittima a cui l’agente aveva confidato di volerla fare finita a causa delle sue condizioni economiche . Gli inquirenti avevano già mostrato alcuni dubbi sulla vicenda… soprattutto si erano chiesti chi avrebbe rischiato una rapina a casa di un uomo che guadagna 900 euro al mese?

Trans travolto e ucciso da un’auto pirata a Salerno

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Aveva circa 31 anni il transessuale, di cui ancora non sono state rese note le generalità, che è stato travolto e ucciso da un’auto pirata nei pressi dello stadio Arechi. Il giovane presentava una ferita alla testa e secondo la ricostruzione dei carabinieri, potrebbe essere stato travolto da un’auto, fuggita dopo l’investimento. Sull’asfalto sono rimasti i segni della frenata di un’automobile. A dare l’allarme è stato un passante che ha avvertito le forze dell’ordine. Sul posto è giunto anche il pm della Procura della Repubblica di Salerno, Rosa Volpe.

Muore un italiano a Chicago ucciso per difendere la moglie

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Si chiamava Giovanni Donancricchia ed era originario di Borgetto (Pa). L’uomo ha tentato di difendere la moglie da un afro-americano che aveva puntato la pistola contro la donna, ma è rimasto vittima del colpo esploso dall’uomo che lo ha centrato in pieno petto. La vittima, 64enne, era proprietaria di una pizzeria l’Albano’s Pizza, a Cicero (vicino Chicago), luogo dove è avvenuta la sparatoria. L’afro-americano si era introdotto nel locale già chiuso al pubblico per compiere una rapina, Donancricchia lo ha notato mentre minacciava la moglie, Angela, con l’arma ed è intervenuto affrontando il rapinatore con un coltello. A quel punto il malvivente ha sparato e ha ucciso l’italiano. Dopo l’omicidio l’uomo è scappato.

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Vigile urbano ucciso a Palermo, durante una rapina

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Una rapina a Palermo che finisce nel sangue. Così è morto il vigile urbano Mirco Vicari che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe sorpreso alcuni rapinatori a compiere un furto nella sua abitazione in via Scillato, nel quartiere Borgo Nuovo del capoluogo. L’agente è tornato a casa e ha trovato la porta aperta e i ladri nell’appartamento. Durante la colluttazione il vigile è stato ucciso e i banditi sono fuggiti. Ora sull’omicidio indaga la polizia e l’indagine è coordinata dal dal pm Sergio Demontis e dall’aggiunto Maurizio Scalia.

Volete farmi la multa? Ma io sono un Senatore della Repubblica!

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“Volete farmi la multa? Ma io sono un Senatore della Repubblica! Dovete mettervi sull’attenti e farmi il saluto militare, altro che multa”. Gli italiani devono ancora ascoltare queste frasi da prima repubblica? Sembra di sì. Il senatore Pdl-Grande Sud Mario Ferrara, sarebbe stato fermato sabato a un posto di blocco in Emerico Amari a Palermo e agli agenti che gli contestavano la mancata esposizione del tagliando assicurativo e la revisione scaduta della sua Audi A4 ha risposto scocciato. A riferire quanto accaduto sarebbe stata la “Repubblica Palermo” che riferisce l’alterco, di una quarantina di minuti, del senatore con le forze dell’ordine. Sul posto sarebbe anche dovuto intervenire un funzionario della questura per “mediare” la situazione. “Sono un senatore ed esigo il saluto militare”, diceva il politico,  minacciando di chiamare con il cellulare il prefetto per metterlo a conoscenza della situazione. Peccato che hai senatori il saluto militare non è più dovuto dal 1985… forse il senatore non era bene informato sulla normativa vigente? I due poliziotti hanno continuato a compilare il verbale mentre Ferrara continuava a scattar foto con il suo iPhone. Prima di andare via i due agenti hanno consegnato la multa da 200 euro.

 

Un altro locale nel mondo che celebra la malavita: Arte de Mafia

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Non bastavano le polemiche sul locale viennese “Don Panino”, dove il menu prevede piatti come Don Falcone e Don Peppino, oltre a una varietà di ricette ispirate ai boss mafiosi, in Argentina, a Palermo, c’è un locale dov’è possibile assaggiare “gli squisiti sapori della mafia”. Il posto è “Arte de Mafia”, ristorante italiano a Buenos Aires.

Il brand mafioso serve quindi per attirare clienti, celebrando i peggiori boss della storia, con piatti dedicati ai capi di Cosa Nostra (Provenzano, tra gli altri), ‘Ndrangheta e Camorra. Diversamente da “Don Panino”, qui i simboli dell’antimafia non vengono accomunati, nel menu, ai boss della malvita, ma è identica la spettacolarizzazione del fascino criminale. Un lettore de LiveSicilia pone al riguardo un interessante interrogativo: “Siamo certi che l’Argentina non protesterebbe con l’Italia se da noi un locale celebrasse, per dire, il dittatore Videla?”.

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E’ partita “Sognando Itaca”, via alla vela terapia

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E’ partita oggi dalla Marina di Genova Aeroporto la quinta edizione di ‘…Sognando Itaca’, il progetto di vela terapia a scopo benefico promosso dall’Ail in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie dedicato ai malati ematologici. A patrocinare l’evento saranno il Coni, la Federazione italiana Vela e la Lega navale italiana.

I pazienti di centri di terapia di otto province saranno i velisti che insieme a skipper professionisti e personale medico attraverseranno  tutto il mar Tirreno da nord a sud a bordo della barca a vela Ronik, per attraccare il 21 giugno a Palermo. L’iniziativa ha come scopo quella di supportare la riabilitazione psicologica e migliorare la qualità di vita.

”Si tratta – ha detto Franco Mandelli, ematologo e presidente dell’ Ail – di un’iniziativa che da’ tanta gioia ai malati e i benefici si riflettono anche sui risultati delle cure. I pazienti, in barca, possono parlare liberamente con tutto il personale medico fuori dal contesto ospedaliero. Oggi, soprattutto tra i bambini, le percentuali di guarigione di queste forme tumorali arrivano all’80%, ma noi crediamo e investiamo molto nella ricerca per arrivare al 100%”.

Laura Boldrini e Josefa Idem al gay pride di Palermo

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“Ho deciso di partecipare con Laura Boldrini al gay pride nazionale a Palermo il 14 giugno. E’ necessario un forte impegno nazionale ed europeo per garantire parità di trattamento e dignità dei gay e delle lesbiche”, con queste parole il ministro per le Pari opportunità, Josefa Idem, nell’audizione in commissione alla Camera ha dichiarato di voler prendere parte insieme alla presidente della Camera alla manifestazione siciliana.

A Palermo, come stimano gli organizzatori del gay pride, sono attese centomila persone che chiederanno un confronto parlamentare su pari diritti e contrasto all’omofobia e alla transfobia.
“Un corteo di carri colorati – spiegano associazioni come Arcigay, Arcilesbica e Famiglie Arcobaleno – attraverserà la città per vincere le battaglie sui diritti”. “
“In un momento di crisi bisogna rimettere al centro i diritti e investire nella cultura delle differenze – ha detto la presidente del comitato organizzatore del pride nazionale, Titti De Simone – non passa giorno senza discriminazioni e violenza sulle persone lgbt. Questa è una battaglia che si combatte per vincere, è il momento di dare segnali importanti”.

La sedicenne Federica Scollo, scomparsa da lunedì

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E’ scomparsa lunedì sera la 16enne Federica Scollo, palermitana, residente nel quartiere Partanna Mondello, dal quale si era allontanata e dove non ha fatto ritorno. La mamma, la signora Maria, ha fatto una denuncia a tutte le forze dell’ordine: “Ho avvisato – ha dichiarato – carabinieri, polizia e capitaneria di porto. Non abbiamo notizie da lunedì alle 19”. Poi l’appello a tutti: “Chiunque abbia visto mia figlia – dice – prego contattare subito i carabinieri o me.”

Associazione a delinquere ed evasione fiscale: arrestato Ciancimino

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Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, è stato arrestato su ordine del gip di Bologna con l’accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale e portato al carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano. All’uomo viene anche contestata, dai pm, l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. E’ stata la GdF di Ferrara a svolgere le indagini che hanno portato all’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio criminoso accusato di frode fiscale nel settore della commercializzazione di metalli ferrosi. A Ciancimino sono contestati reati fiscali riferiti al periodo in cui viveva in Emilia-Romagna, con un’evasione calcolata in circa 30 milioni di euro.

Ciancimino è tra i testimoni chiave del processo sulla trattativa Stato-mafia, nel quale è anche imputato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Oltre a questo, il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo è anche indagato per detenzione di esplosivo. L’aggravante che gli è stata inizialmente contestata dai pm nell’inchiesta sulla maxi-evasione ipotizza suoi rapporti con la mafia calabrese e in particolare con la cosca Piromalli della Piana di Gioia Tauro.

Prende fuoco un pullman sotto una galleria: a bordo anche 15 bimbi

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Brutta avventura per una quindicina di bambini che stavano tornando da una gita scolastica e per gli altri passeggeri di un pullman che ha preso fuoco al’interno della galleria Tremonzelli, sull’autostrada A19 in direzione Catania all’interno di una delle gallerie più lunghe dell’autostrada. E proprio il fatto che il mezzo si trovasse in una zona chiusa ha reso difficili i soccorsi a causa del fumo che invadeva il tunnel impedendo l’ingresso. I vigili del fuoco hanno avuto ragione sulle fiamme, divampate attorno alle 20.40, verso le 22.15. Tutti i passeggeri, fortunatamente, si sono messi in salvo prima che le fiamme avvolgessero il mezzo e nessuno è rimasto ferito, mentre alcuni sono rimasti intossicati: le fiamme, che si sarebbero sviluppate dal vano motore nella parte posteriore del pullman, si sono propagate lentamente consentendo ai passeggeri di allontanarsi e ai veicoli che si trovavano all’interno della galleria, che è lunga alcuni chilometri e descrive una lunga curva, di dare l’allarme prima di ritrovarsi intrappolati nel tunnel. Il rischio principale infatti era quello di restare bloccati all’interno di una galleria dove non sono presenti stanze con porte antifiamma dove rifugiarsiGli agenti della Polstrada accorsi sul posto hanno parlato di “tragedia sfiorata” visto che nessun altro mezzo è rimasto intrappolato dalle fiamme e non si sono innescati tamponamenti dovuti al fumo che avrebbero provocato un bilancio molto più tragico. Ma questo tunnel è noto in zona per il “mistero” che lo contraddistingue: negli anni passati, infatti, ci sono stati numerosi episodi di auto che si spegnevano improvvisamente o non rispondevano più ai comandi per avarie all’impianto elettrico. Alcuni esperti hanno parlato di campi magnetici provenienti dalla montagna sovrastante.

Trattativa Stato-Mafia: processo al via… e già rinviato

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Ha preso il via oggi il processo sulla trattativa Stato-Mafia e già arrivano le prime contestazioni. Prima dell’inizio dell’udienza a Palermo, infatti, l’ex politico Mancino, imputato per falsa testimonianza, ha affermato: “Non posso stare nello stesso processo in cui c’è la mafia”, aggiungendo: “Ho fiducia e speranza che venga fatta giustizia e che io possa uscire al più presto dal processo”. Oltre all’ex ministro, gli imputati presenti sono l’ex comandante del Ros Antonio Subranni e Massimo Ciancimino. Con loro, il gup Piergiorgio Morosini lo scorso 7 marzo ha rinviato a giudizio per “attentato mediante violenza o minaccia a un corpo politico, giudiziario o amministrativo dello Stato, aggravato dall’agevolazione di Cosa nostra”,  boss Totò Riina, Leoluca Bagarella e Nino Cinà, l’ex pentito Giovanni Brusca, l’ex generale del Ros Mario Mori, l’ex colonnello Giuseppe De Donno e l’ex senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Riina e gli altri tre mafiosi sono collegati in videoconferenza con l’aula bunker.

Se Mancino ha intenzione, tramite il suo legale, di chiedere lo stralcio della sua posizione, la Procura ha preannunciato che gli contesterà una nuova aggravante, ancora non resa nota. Diversa la posizione per Massimo Ciancimino, accusasto anche di concorso esterno in associazione mafiosa e calunnia mentre è stata stralciata la posizione di Provenzano per la sua incapacità di partecipare al processo: le sue condizioni psichiche sono infatti compromesse in parte da una forma di Alzheimer e in parte dall’intervento per la rimozione di un ematoma cerebrale che il boss si era procurato cadendo in cella.

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La “storia” della trattativa, come il gup Morosini spiegò il 7 marzo, quando dispose il rinvio a giudizio, parte dalle aspettative deluse sul maxiprocesso, con la conferma degli ergastoli ai vertici dei clan. Da qui il tentativo di Cosa nostra di chiudere i conti con chi riteneva responsabile di quella debacle giudiziaria e la ricerca di nuovi referenti politici. La mafia avrebbe cercato di condizionare le istituzioni con le stragi e stringere alleanze con massoneria deviata, frange della destra eversiva, gruppi indipendentisti, per dare vita a un piano eversivo condotto a colpi di attentati rivendicati dalla Falange Armata. Il primo passo sarebbe stato l’imicidio dell’eurodeputato Dc Salvo Lima, seguito dall’allarme attentati a una serie serie di ministri. A questo punto s’innesca la figura di Mannino, che ha chiesto il rito abbreviato, che per aver salva la vita stimolò l’inizio di una trattativa servendosi del capo del Ros Antonio Subranni. Ci sarebbero quindi stati contatti tra gli ufficiali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni e l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, il papello con le richieste del boss Totò Riina per fare cessare le stragi, l’ingresso nella trattativa del capomafia Bernardo Provenzano. Il rapposto si sarebbe potuto interrompere nel 1993, con la decisione dello Stato di revocare la 334 41-bis. Non essendo sufficente, per i boss, l’ammorbidimento della linea carceraria, un nuovo filone di trattativa si sarebbe innescato portando alla ribalta altri protagonisti, come Dell’Utri “portatore” della minaccia mafiosa a Silvio Berlusconi, futuro premier. Nella storia entra anche l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino: avrebbe detto il falso negando di avere saputo dall’allora Guardasigilli Claudio Martelli dei contatti tra il Ros e Ciancimino.

Il processo per la trattativa Stato-Mafia è uno dei temi che tocca da vicino gli italiani, ancora scossi dalla strage di Capaci e dall’attento al giudice Paolo Borsellino, tra gli altri. A testimonianza di ciò uno striscione a sostegno di Agnese Borsellino è stato affisso questa mattina sulle grate dell’aula bunker. La vedova del magistrato, morta tre settimane fa, chiedeva “verità e giustizia” per l’assassinio del marito Paolo, ucciso nella strage di via D’Amelio. Secondo i magistrati Borsellino sarebbe stato ucciso proprio perché seppe della trattativa. Un “successo” anche per il figlio, che ha affermato: “Per la prima volta la Stato processa altri pezzi dello Stato. Sembrava una cosa impossibile, invece sta avvenendo. Ho fiducia nei magistrati e nel processo e il dato di partenza è che la trattativa non è più ritenuta fumosa o fantomatica. C’è stata”.

“Qualora si dovessero accertare elementi di colpevolezza dello Stato, lo Stato non potrebbe nascondere eventuali responsabilità sotto al tappeto”, ha dichiarato il pm Antonio Di Matteo, e in molti ci auguriamo che sia così.

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Oggi, dopo le richieste di pm e difesa, la Corte d’Assise ha deciso di rinviare il processo che si tiene nell’aula bunker del carcere “Galiarelli” di Palermo. La nuova data è quella del 31 maggio, decisa per andare incontro alla domanda, sia dei magistrati che dei difensori degli imputati, di avere un termine per interloquire sulle nuove richieste di costituzione di parte civile.

Palermo – Parma 1 – 3… l’addio del Palermo alla A!

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Dopo la retrocessione in B da parte del Palermo, l’atmosfera sugli spalti è spettrale sono pochissimi gli spettatori che sono venuti a vedere la loro squadra. L’inizio è tutto a favore del Palermo. Palo di Hernandez, poi Formica sbaglia due volte di fila con un super-Mirante ad intercettare la prima occasione. Fino al 35′ spinge molto il palermo e costruisce bene, ma improvvisamente il Parma cambia marcia. Al 36′ palla vagante in area del Palermo dopo un corner per il Parma, Benussi la blocca dopo qualche attimo di apprensione. Un minuto più tardi Belfodil vicino al gol. Sinistro dell”attaccante ducale che batte Benussi ma non Sanseverino, che ribatte quasi sulla linea. Al 38′ Gobbi porta in vantaggio il Parma con un gran sinistro al volo sugli sviluppi di un calcio di punizione. AL 41′ Valdes scambia con Belfodil, si porta la palla sul sinistro e mette alle spalle di Benussi. Al 45′ Destro dal limite di Belfodil che sigla il 3-0 per il Parma.

Un buon Palermo per i primi 35 minuti, poi il Parma è uscito alla grande e ha messo a segno tre reti. Dagli spalti piovono fischi all”indirizzo dei rosanero

Un secondo tempo che non ha molto da dire con il Parma che festeggi il suo 10 posto in classifica e il Palermo che saluta la serie A. Al 60′ Belfodil mette in rete, ma il gioco era fermo: l’arbitro Roca lo ammonisce per un tocco di mano. Palo di Miccoli, al 66′. Contro il Palermo ora ci si mette anche la sfortuna. Paletta atterra Miccoli al 76′ ed è lo stesso capitano del Palermo  a battere la punizione: barriera viene aggirata e la palla va in rete. 1-3! Il resto sono frammenti di una gara che non ha nulla da raccontare.

Finisce così l’avventura in A per il Palermo, con l’ennesima sconfitta che non la riscatta neppure sul finale del pessimo campionato. Il Parma è decimo e tranquillo.

Il gesto incomprensibile… il poliziotto uccide il figlio.

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Come si può uccidere il proprio figlio? Si può arrivare a comprendere la crisi e la depressione di un adulto che decide di farla finita, ma non si riesce a comprendere come si possa stroncare la vita di un bambino di sette anni, di un figlio a cui si è data la vita e poi la si toglie con un colpo di pistola.  E’ ancora più incomprensibile quando un poliziotto che dovrebbe proteggere la comunità  decide invece di distruggere la propria famiglia. Oggi muore un innocente vittima della crisi economica o di un gesto folle? Oggi muore un bambino di 7 anni, ucciso dal padre e questo è un punto su cui ci dovremmo fermare a riflettere per capire come è stata minata la società italiana… quella società che da sempre ( e a volte anche troppo) ha fatto della famiglia il fulcro intorno al quale tutto girava, la vera forza propulsiva dell’intera comunità. La crisi economica ha minato all’interno questo meccanismo, i genitori si sentono fragili e non vedono più il futuro per i propri figli, non credono più nelle istituzioni anche se ne sono membri… dobbiamo ricominciare a credere in noi come popolo e a darci un domani che ci stanno cercando di strappare con governi instabili e di larghe intese che sembrano tremare al primo soffio di vento. Dobbiamo riprenderci il futuro che lentamente ci è stato estirpato dall’Europa con le politiche dell’austerity, cambiare marcia e ritornare a essere quel popolo sovrano (che forse non c’è mai stato veramente) che se sbaglia lo fa con la sua testa non con la ragioneria spicciola dei conti dello Stato che devono quadrare… Essere noi l’Europa e non farla fare ad altri.

Trattative Stato-Mafia: tra i teste citato anche Giorgio Napolitano

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Tra i 180 teste citati dai pm di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-Mafia, ci sono anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Pietro Grasso e l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.  Al processo, che si aprirà il 27 maggio, deporrà anche l’ex pg della Cassazione Vitaliano Esposito. Tutte le citazioni dovranno essere valutate dalla Corte d’assise che ne deciderà l’ammissione. Nella lista depositata nella cancelleria dai pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi si legge:

In ordine “alle preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio nella lettera del 18-6-2012 (pubblicata su “La Giustizia. Interventi del Capo dello Stato e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. 2006 -2012”) concernenti il timore del dottor D’Ambrosio “di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”, e ciò nel periodo tra il 1989 e il 1993″.

Poliziotto spara al figlio e poi si suicida

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Ivan Irrera, poliziotto 38enne in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione Antirapine, ha sparato con la pistola d’ordinanza al figlio di sette anni prima di rivolgere l’arma contro se stesso. L’allarme è stato lanciato dalla moglie e il bambino, con ferite alla testa, è stato trasportato, in condizioni gravissimen, all’ospedale civico di Palermo dove si sta cercando di stabilizzarlo. Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto compiuto da Irrera. L’uomo viveva a Misilmeri, in provincia di Parlemo, assieme alla moglie, al figlio e ad una figlia 14enne.

Suicidio dopo la strage.

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Ancora donne, ancora violenze… ancora morte. Un romeno che nel primo pomeriggio si è gettato sotto un treno aveva già compiuto la sua strage uccidendo la ex moglie e una convivente che abitavano in via Di Marco a Palermo. La polizia non riuscendo a identificare il cadavere dell’uomo sui binari della ferrovia, ha preso il cellulare della vittima e ha provato a comporre alcuni numeri. Finalmente ha risposto una donna, un’amica della moglie che ha dato alla polizia l’indirizzo dell’appartamento. Una volta arrivati sul posto i poliziotti hanno provato più volte a suonare il campanello ma non ricevendo risposta hanno deciso di sfondare la porta ed entrare nell’appartamento. Qui hanno fatto la macabra scoperta: la moglie era stata uccisa con un’arma da taglio, mentre la sua coinquilina è stata ritrovata soffocata con un sacchetto di plastica.

 

Uno sguardo a… gli involtini di pesce spada

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Dolce & Gabbana… l’inverno che verrà

Dolce & Gabbana… e lo sport

Dolce & Gabbana… una giornata da stilista

Gente di Polizzi Generosa… Domenico Dolce

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Uno sguardo a Polizzi Generosa… gli amici

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Uno sguardo a Polizzi Generosa… il folklore

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Uno sguardo a… POLIZZI GENEROSA (Palermo)

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Madre e figlia “cadono” dal terzo piano, salve per miracolo accusano il cognato.

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Ancora avvolto nel giallo la caduta di una madre e una figlia dal terzo piano di un abitazione a Palermo, in Via Marinuzzi. Sarebbero state salvate dai fili della biancheria prima si atterrare sul cofano si una Fiat Panda. La donna di 37 anni originaria dello Sri Lanka avrebbe accusato il cognato. La bimba è grave ed è stata trasportata all’ospedale pediatrico mentre per la madre è stato necessario il ricovero al Civico Palermitano. Il cognato della donna è stato anche interrogato dai carabinieri nella speranza di capire la dinamica di questa caduta avvolta nel mistero.

Palermo – Udinese o vittoria o serie B per i siciliani, ma è 2-3

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Le ultime speranze di salvezza del Palermo passano per questa partita: i ragazzi di Sannino, autori di una grande rimonta nell’ultimo scorcio di stagione, non hanno alternative ai tre punti per continuare a sperare, dato che il Genoa è avanti di 3 punti.

La prima azione è per Miccoli che ci prova subito da fuori, ma Benatia devia di testa in angolo. Munoz di testa non trova la porta, commettendo forse anche fallo in attacco. Al 6′ Scintille tra Dossena e Basta, partita subito nervosa. Al 9′ Muriel sblocca subito il risultato, con un destro preciso sotto la travera a beffare Sorrentino in uscita. E’ 0-1 per l’Udinese. Fischi al Barbera, col Palermo che dopo il gol ha subito il colpo. Tacco di Ilicic per Kurtic, al 14′, che però calcia sul fondo.Il Palermo ci prova ma gli errori sono troppi. Al 32′ calcio di rigore per il Palermo, fallo in area su Miccoli. Proprio Miccoli dal dischetto trasforma con qualche brivido: palla sotto la travera e sigla l’ 1-1. Al 38′ c’è anche il gol annullato a Dossena, un ex, per una posizione di fuorigioco.

Si torna negli spogliatoi sull’1-1 ma è diverso lo stato d’animo. Per l’Udinese quel pareggio è quasi una sconfitta anche perchè aveva amministrato bene il primo tempo, mentre per il Palermo è un trampolino di lancio per iniziare alla grande un secondo tempo dopo che si è recuperato lo svantaggio.

All’inizio della ripresa subito c’è una grandissima occasione per Miccoli, che calcia alto su tiro-cross di Barreto. E due minuti più tardi si registra un altro errore del capitano rosanero, che sbaglia la misura del tocco sotto. Al 53′ calcio di rigore per l’Udinese, fischiato un fallo di mano ad Aronica in area. Dal dischetto Di Natale sbaglia clamorosamente. Risultato che resta sull’1 a 1. Al 64′ raddoppio dell’Udinese, con Angella che devia di testa un angolo di Di Natale. Peccato che il Palermo stava crescendo, invece resta freddato dal gol. Al 70′ palo dell’Udinese con Badu.  Per dieci minuti calma piatta poi all’80’ c’è il pareggio si Hernandez che si inventa un gran sinistro da trenta metri per il 2-2. Ma dura poco… Tre minuti più tardi torna in vantaggio l’Udinese  con Benatia  che gela nuovamente il Barbera, e sigla il 3 a 2 per i friulani.

Il secondo tempo è iniziato alla grande per i siciliani poi si sono spenti ma hanno anche saputo reagire al nuovo vantaggio dell’Udinese, purtroppo poi Benatia ha trovato la rete decisiva, che costa un campionato ai rosanero che quasi sicuramente a questo punto dovranno lasciare la serie A.

Nel prossimo turno Fiorentina -Palermo  e Udinese-Atalanta

Il punto e a capo per lo scudetto. Juventus – Palermo 1-0

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Partita per la consacrazione dello scudetto alla Juventus che inizia con la prima palla battuta dal Palermo. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni allo Juventus Stadium, spalti e fiato sospeso per una partita che potrebbe diventare  la festa di un intero campionato. Al 2′ di gioco sono già i bianconeri all’attacco, Pirlo in profondità per Lichtsteiner, cross basso e Nelson chiude in corner. Al 6′ si fanno vedere i siciliani, Miccoli imbecca Ilicic, ma lo sloveno non supera il muro difensivo juventino. Sei minuti più tardi Vidal ci prova dal vertice sinistro dell’area, il suo tiro a giro termina sul fondo. Al 16′ è corta la respinta della difesa, Vidal raccoglie e conclude, ma ancora sul fondo. Una Juve all’attacco ma che sente dell’alta tensione e sbaglia ancora troppo in conclusione. Al 23′ si fa vedere Pirlo che supera in dribbling Kurtic, poi da oltre 20 metri non inquadra la porta. La Juve concede pochissimo, molto sicuro Barzagli nella chiusura di testa su Barreto. Una Juve che sta attendendo il momento giusto per penetrare nella difesa siciliana. E’ quasi la mezzora quandoVucinic si libera in area di Donati, poi spara su Sorrentino che si rifugia in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo battuto da Pirlo, ancora Vucinic che di testa manda a lato. Al 33′ il gioco si ferma, Donati resta a terra nell’area della Juve. Dopo gli interventi dei sanitari sembra in grado di proseguire la partita. Sugli sviluppi dell’angolo battuto da Miccoli, al 39′, Buffon allontana con i pugni. Sul finire del primo tempo Nelson ruba un bel pallone a centrocampo, Barzagli lo atterra. E’ il primo giallo del match. L’ultima azione arriva allo scadere con Pirlo dalla bandierina, Asamoah di testa manda sul fondo.

Finisce così il primo tempo in cui la Juve ha avuto un buon possesso palla, ma non ha saputo concretizzare ciò che ha costruito per un intero tempo di gioco.

All’inizio della ripresa non ci sono cambi da segnalare per nessuna delle formazioni.

Ci prova subito Pogba ma viene fermato da un fallo, in mezzo a tre avversari. Il leit motiv della partita non cambia, i bianconeri attaccano, il Palermo si difendeno e sperano nella buona stella. Nei primi minuti si riscontra immediatamente che la lucidità manca sia da una parte e che dall’altra. AL 6′ va quasi il rete il Palermo: Miccoli colpisce il palo, Buffon era battuto. Al 9′ sul corner di Pirlo, Sorrentino smanaccia proprio sui piedi di Vidal, che poi non riesce a concludere e commette anche fallo su Von Bergen. Conte fa uscire Lichtsteiner e al suo posto entra Padoin. Finalmente si sblocca il risultato al 14′ Donati spinge Vucinic in area, per Romeo è rigore. Resta qualche dubbio sulla decisione arbitrale. Vidal non lascia scampo, Sorrentino a destra, palla a sinistra! E’ 1-0 per la Juve ed è il gol scudetto! Subito dopo però scatta il giallo per Vidal, per aver esagerato nell’esultanza ed essere uscito dal campo di gioco per abbracciare Pepe. Due minuti più tardi è quasi raddoppio per la Juve. Cross di Vidal, colpo di testa di Chiellini, fuori di un soffio. Il Palermo è in difficoltà e non accenna a una reazione.  Al 21′ lancio lungo per Vucinic, tiro al volo del montenegrino, Sorrentino respinge. Due minuti più tardi batti e ribatti in area del Palermo, prima Marchisio, poi Pogba perdono l’attimo, alla fin Vidal sfiora la doppietta personale, è bravo Sorrentino. E’ il 28′ quando iniziano i cori e sventolii di bandiere, la festa scudetto è ormai vicinissima. Palermo vicino al pareggio al 33′, prima il tiro respinto di Barreto, poi Hernandez sfiora il diagonale vincente.Poi la doppia sostituzione, una per parte. Per la Juve entra Quagliarella ed esce Vucinic, per il Parlermo entra Faurlin ed esce  Arevalo Rios.  Al 36′ Quagliarella appena entrato colpisce la traversa. Due minuti dopo viene espulso Pogba, Juve costretta a giocare in 10.  La gara scivola via senza nessuna sorpresa.

Sicuramente non la partita migliore della Juventus, ma una partita utile per il conseguimento dello scudetto. Peccato per quella traversa di Quagliarella al 36′ e per l’espulsione di Pogba al 38′, ma ora è tempo della grande festa torinese.

Prossima tappa per la Juventus sarà l’Atalanta, per il Palermo, l’Udinese.

In bocca al lupo Javier! Domani l’intervento del capitano nerazzurro

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Lontano dal campo per diversi mesi: è questo il futuro che si è spalanzato davanti a Javier Zanetti, infortunato al tendine d’Achille della gamba sinistra ieri durante la partita con il Palermo. Ma il capitano nerazzurro non ha certo intenzione di mollare: domani verrà operato  al San Matteo di Pavia. Pur consapevole che la sua carriera ora è messa in forse, un simile infortunio a 40 anni non è certo un incidente di percorso che passa senza farsi notare, il calciatore non si scoraggia e dichiara: “Farò di tutto per guarire bene e rendermi disponibile. Voglio tornare per giocare, almeno un’altra partita davanti ai miei tifosi, spero più di una…”. Nel messaggio rivolto a tifosi ed amici, si legge tutta la sua determinazione ed il suo sguardo rivolto al presente ed al futuro:
Ciao a tutti, ringrazio tutti i tifosi, i colleghi chi mi è stato vicino in questo momento. Questo fa parte del nostro mestiere. Penso già all’operazione e alla riabilitazione per tornare a giocare. C’è questa convinzione nella mia testa. Farò tutto con calma per guarire bene e poi rendermi disponibile per qualsiasi cosa. Ho subito capito che si trattava di qualcosa di grave e che poteva essere il tendine. E’ stata una giornata sfortunata. Fa parte del mio mestiere, è arrivato ora, a quasi 40 anni per fortuna non ho mai avuto infortuni gravi. In serenità cercherò di guarire e di stare meglio. Dicono che è difficile ricominciare a quest’età? Ognuno può dire quello che vuole. Io voglio guarire bene, guarirò grazie al nostro staff medico che è uno dei migliori, voglio tornare per giocare. Almeno un’altra partita davanti ai miei tifosi la voglio fare e mi auguro di farne anche più di una. Cosa ho detto ai miei compagni? Hanno dimostrato tanto affetto. Erano dispiaciuti di quanto accaduto, li ringrazio, ma bisogna stare vicino a questi ragazzi, in questo finale di stagione che non è semplice, non è facile perché siamo contati. Io sarò un tifoso in più e loro cercheranno di qualificarsi, dando il massimo, per l’Europa League. Tanti auguri dagli avversari? Vuol dire che la mia carriera è stata una carriera dove tutti hanno apprezzato il mio comportamento dentro e fuori dal campo e questa testimonianza mi fa piacere. Il gol più bello? Parigi, un trofeo importante. Sono pochi i gol, ma per me sono importanti. Grazie a tutti i tifosi per l’affetto, da quando sono arrivato in Italia mi avete sempre fatto sentire come un figlio“.

Ma un campione come Zanetti, che si è sempre fatto stimare anche dagli avversari, non può non ricevere gli auguri da chi si augura di poter tornare a sfidarlo presto in campo. Tra gli altri il romanista Totti: “Javier, ahò, non fare scherzi! Mi raccomando, ti aspetto per il prossimo Roma-Inter”. Parlando di lui, parole di lode sono arrivate anche da Stefano Braschi, designatore della serie A ed ex arbitro: “Ma ho espulso anche Maldini però sono persone per le quali ho stima profonda, gli auguro tanta fortuna, che possa riprendersi e possa tornare a giocare. Giocatori come Zanetti sono simboli positivi, dei punti di riferimento, non merita di chiudere la carriera cosi’. Gli faccio un in bocca al lupo affettuoso”.

Anche Conte, l’allenatore della Juve, ha espresso parole di ammirazione nei suoi confronti: “Zanetti fa parte di quella categoria di giocatori, così come Milito, che hanno fatto grandi cose nel passato, che hanno vinto ‘tripletè. Da parte mia c’è la massima considerazione verso l’uomo e verso il il giocatore. Auguro a Xavier e anche a Milito di rivederli presto in campo. Tutti con lui esattamente come lui è sempre stato con noi. Xavier Zanetti, gli stessi anni all’Inter del presidente Massimo Moratti, arrivato in nerazzurro che era un ragazzo, magari senza neanche saperlo, un predestinato a essere il capitano, record su record di presenze, un simbolo, un’icona. Un uomo adesso temprato da tutto, dalle coppe che ha alzato al cielo e anche dai giorni bui in cui non si è mai tirato indietro”. E se il Milan, via Twitter, lancia il suo in bocca al lupo al capitano, i tifosi rossoneri hanno mostrato il peggior lato del calcio made in Italy con cori improvvisati mentre la loro squadra gareggiava contro il Catania: “Salta con noi Javier Zanetti, salta con noi Javier Zanetti”.

Manca la convinzione in Sicilia. Palermo-Inter: 1-0

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Al Barbera di Palermo i padroni di casa, che hanno ottenuto 8 punti nelle ultime 4 gare, devono giocarsi il tutto per tutto per non retrocedere mentre i nerazzurri, decimati, cercano i tre punti per un piazzamento in Europa.

Ritmi blandi in un inizio di partita in cui il possesso è dei nerazzurri mentre al 7′ arriva il primo brivido: buona opportunità su punizione per il Palermo che viene battuta corta, Kurtic libera sulla corsia di sinistra Garcia, che arriva sul fondo e serve Miccoli, parata difficile per Handanovic. Al 10′ il Palermo in vantaggio: su lancio di Barreto Silvestre liscia lasciando palla a Miccoli, che cadendo serve Ilicic che di precisione batte Handanovic fuori posizione: 1-0. Altro brutto colpo per Stramaccioni: Zanetti esce in barella e viene ricoverato, sarà sottoposto a una risonanza magnetica per valutare l’entità dell’infortunio al tendine d’Achille. La partita non offre grandi emozioni almeno fino al 32′ quando arriva la prima occasione per il nerazzurri: cross di Pereira, testa di Rocchi, poi Alvarez gira verso la porta. Fuori di poco. Subito dopo la squadra subisce il contropiede: Ilicic va sul fondo e trova Miccoli a centro area: Handanovic para in tuffo. Il primo tempo, con tre minuti di recupero, termina senza altre particolari giocate. Preoccupazione per le condizioni di Zanetti.

La ripresa si apre con una conclusione improvvisa di Jonathan che Sorrentino manda in angolo mentre all’8′ il preparato dei portieri nerazzurri viene espulso per proteste. Alcarez ci prova al 10′ con una bella iniziativa personale sulla corsia di destra mette un pallone morbido per la testa di Schelotto, che schiaccia male e facilita la presa di Sorrentino. L’Inter sembra giocare melgio in queso secondo tempo, anche se senza esito. Al 22′ Miccoli di sinistro calcia violentemente in porta, Handanovic si esalta in un autentico miracolo mentre pochi minuti dopo alvarez chiude male e calcia troppo alto. A pochi minuti dalla fine il Palermo però sta ancora mirando al pareggio: Hernandez calci di sinistro  ma Handanovic non concede il raddoppio.

Il Palermo ha giostrato benissimo il suo vantaggio mente l’Inter, anche dopo l’infortunio di Zanetti, è sempre più sfiduciato.

Accoltellato uomo a Palermo… è giallo sulla morte di Porretto.

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Giallo a Palermo dopo il ritrovamento del corpo di uno psicolabile. Il 36enne Alessandro Porretto ricoverato all’ospedale Civico per disturbi della personalità è stato trovato accoltellato  da 35 coltellate e con la testa fracassata,  nell’area del Teatro del Sole, nel quartiere Acqua dei Corsari A identificarlo è stata la sorella.

Delitto d’altri tempi? Ieri è morto un maggiordomo nel palazzo del ‘400

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E’ un delitto d’altri tempi? Un giallo alla Agatha Christie? Un maggiordomo che sapeva troppo o un omicidio per rapina? O il domestico aveva qualche contatto con la criminalità organizzata? Il maggiordomo ecuadoregno di 37 anni, Giovanni Guacihichulca Reinoso, trovato morto in fondo alla scalinata nel palazzo quattrocentesco dei principi Alliata di Pietratagliata, sta avendo un forte richiamo sulla stampa. La polizia sta ascoltando amici e conoscenti per cercare di ricostruire le ultime ore del maggiordomo. Un residente di via Bandiera avrebbe visto allontanarsi un uomo dal palazzo poco prima di trovare il cadavere. Non viene esclusa nessuna ipotesi. Intanto si attende il ritorno del principe Biagio Licata di Baucina, proprietario del palazzo, in questi giorni in viaggio a Londra.

 

Rifiuti su rifiuti e a Palermo scoppia la protesta in vista anche della Tares!

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L’immondizia è dovunque a Palermo. I cassonetti non riescono a contenerla e sono stati 40 gli interventi dei vigili del fuoco per spegnere gli incendi di cumuli di spazzatura data alle fiamme dai palermitani esasperati. L’assessore regionale Nicolò Marino ha detto che l’emergenza è stata creata dalla protesta, anche, legittima dei dipendenti Amia che temono il fallimento dell’azienda commissariata. «I problemi alla discarica non c’entrano nulla con l’emergenza. – ha detto Marino – stiamo trovando soluzioni per continuare a conferire rifiuti oltre il 30 aprile nell’impianto. Purtroppo non è arrivato l’atteso decreto per dichiarare l’emergenza rifiuti. Manca un governo e quello incarica non può prendersi questa responsabilità». 

Quindi è Roma che non risponde, anzi risponde con l’ingovernabilità voluta dalle forze politiche che hanno annientato dal giorno delle elezioni il Parlamento.

La situazione è oltre il limite con commercianti e residenti che hanno rovesciato i cassonetti e hanno bloccato via Ughetti, strada nei pressi dell’ospedale Civico di Palermo. A rischio le ambulanze costrette a fare le gimcane tra le stradine laterali per arrivare in ospedale. Altro blocco con rifiuti fatto dai cittadini è vicino via Giafar.  

 

 

 

Il derby siciliano: Catania -Palermo 1-1

 

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Il Catania di Maran vuole rifarsi dopo il ko dell”andata per mettere la ciliegina sulla torta nel corso di una stagione sensazionale. Si è al 5′ di gioco quando ha la grande occasione il Catania. Sul traversone di Marchese si fionda Gomez: respinge Sorrentino. Al 13′ nuovo miracolo di Sorrentino  sulla punizione insidiosa di Lodi. La vera occasione della partita ce l’ha  il Palermo con un Illic al quale si deve contrapporre con una grande parata Andujar. Nonostante l’occasione del Palermo, in  questa prima fase della partita sembra migliore il Catania, anche per la disposizione che ha assunto in campo. Dopo il 20′ di gioco la palla ristagna in mezzo al campo, in questa fase della gara si stanno abbassando i ritmi. Al 30′ punizione magistrale dello specialista Lodi: palla alta di poco sulla traversa. Si spegne così il primo tempo con le squadre che rientrano negli spogliatoi con il risultato di 0-0.

Un primo tempo equilibrato dominato nei primi venti minuti dal Catania, poi il Palermo è cresciuto verso il finale. Tra i migliori in campo Ilicic, che come in ogni partita ha dato il suo contributo ai rosaneri che tuttavia non sono riusciti a servirgli la palla vincente nei primi 45′.

Partono fortissime le due squadre nel secondo tempo. Ci prova subito Biagianti per il Catania poi sinistro di Lodi su punizione: palla sul fondo non troppo distante dalla porta difesa da Sorrentino. Al 55′ Spolli è bravo a fermare la conclusione insidiosa di Kurtic: il Palermo ci crede. Ma è il Catania al 69′ ad andare in gol. Cross con l’esterno di Gomez e Barrientos punisce Sorrentino e parte la tifoseria del  Massimino! E’ l’84 quando Legrottaglie sfiora il 2-0, ma purtroppo la palla non entra in rete. Al 90′ succede l’incredibile e il Palermo pareggia con l’ottimo Ilicic che non ha mai smesso di crederci: sponda di Hernandez e gol di Ilicic all’ultimo respiro. Dopo il gol la rissa con l’espulsione di Andujar.

Una partita che meritava sicuramente il pareggio per quello che le due squadre hanno mostrato in campo. Un equilibrio che è poi stato concretizzato nel 1-1 finale. I gol sono stati  sicuramente firmati dai migliori in campo Barrientos e Ilicic che hanno saputo interpretare al meglio questa derby siciliano. Peccato per la rissa finale e l’espulsione di Andujar.

Nel prossimo turno ci sarà Catania Milan  e Palermo Inter

Palermo Bologna 1-1 i siciliani cercano la salvezza su un campo ostile

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Il Palermo non poteva fallire e purtroppo il pareggio è un mezzo fallimento.  Ora restare agganciati al treno salvezza che, solo qualche settimana fa sembrava impossibile e invece era si stava realizzando,  sarà dura.

Pioli sceglie un 4-3-3 con Christodoulopoulos leggermente arretrato rispetto a Gilardino e Gabbiadini. Inizia così la partita che vede il Palermo subito in possesso di palla e al 5′ la squadra di casa trova il gol con Ilicic. Grande triangolazione tra Miccoli e lo sloveno che con uno splendido sinistro a girare dal limite dell”area insacca il pallone alle spalle di Curci, senza che il portiere possa fare nulla.  Cinque minuti più tardi è di nuovo Ilicic che si presenta sull”out destro, converge e tenta la conclusione con il sinistro. Stavolta Curci para a terra. Al 14′ sempre il Palermo in attacco e Miccoli prova la conclusione di sinistro, Curici para senza problemi. Dopo i primi 15′ che hanno visto solo il Palermo in campo e sempre all’attacco nell’unica azione pericolosa il Bologna va in rete. Su incredibile errore di Sorrentino che non interviene sul retropassaggio di Morganella e Gabbiadini si trova da solo davanti alla porta con il pallone tra i piedi ed è facile mettere la palla in rete. L’errore di Sorrentino pesa sulle gambe dei compagni che fino a quel momento avevano fatto una gara perfetta. Al 22′ prova a reagire il Palermo. Miccoli riceve da Ilicic e dribbla due avversari. Il terzo è Cherubin che rimedia in calcio d’angolo. In 10 minuti scattano tre ammonizioni: una per Morganella, che ha steso Taider, Kone e Illic puniti per simulazione. Al 34′ bella azione sulla fascia destra sull’asse Rios-Ilicic. Cross teso, ma Kurtic e Miccoli sono in ritardo.  Peccato che poteva essere davvero un’occasione pericolosa. Al 38′ costretto a uscire Kone per un problema al gomito al suo posto Guarente. Quasi allo scadere del primo tempo, al 42′ di gioco, gran palo di Miccoli. Il giocatore del palermo punta Curci e conclude sul primo palo, ma centra il legno. A nessun compagno riesce il tap-in sulla ribattuta.

Finisce così il primo tempo con un Palermo che ha cercato il vantaggio e lo aveva anche trovato con Illic nei primi minuti di gioco. Poi purtroppo il brutto errore del portiere del Palermo che ha permesso il pareggio a Gabbiadini. Il Palermo ha provato a reagire e sul finale ci poteva essere il nuovo vantaggio dei rosaneri con Miccioli che ha tirato sul palo.

Il gioco riprende e non c’è nessuna sostituzione. La prima occasione della ripresa è di Di Gabbiadini, l’autore del goal del pareggio del Bologna, che scaglia la palla sul fondo colpendo di sinistro sul primo palo. Inizio di ripresa decisamente meno scoppiettante rispetto al primo tempo con le squadre che sembrano bloccate al centrocampo e nessuno prende l’iniziativa. Al 54′ l’autore del vantaggio rosanero, Illic, frana a terra in conseguenza di un contatto con Krhin e non può continuare il gioco. Al suo posto entra Dybala. Scocca l’ora di gioco e c’è una mischia davanti a Curci, Rios si avventa sul pallone ma Cherubin è velocissimo ad anticiparlo in corner. A 20′ dalla fine del tempo regolamentare Miccoli cerca il tiro e incredibilmente la palla è murata da un suo compagno di squadra. Si copre Pioli al 72′: esce Gabbiadini, al suo posto il difensore Sorensen. Al Bologan il pareggio può pure andar bene, è il Palermo che deve fare la partita per sperare nella salvezza. Quando mancano 10′ alla fine c’è l’occasione per Gilardino, ancora provvidenziale Aronica in chiusura: il biellese era solo davanti a Sorrentino. All’85’ esplode il Barbera: Kurtic cade in area, Doveri fa proseguire. Su questo episodio ci sarà molto da discutere dopo le proteste in campo molto animate. Sul finale la partita si spegne, solo una palla altissima di Hernandez riaccende una partita che sembra aver esaurito la sua verve nel primo tempo. Sul finale si riaffaccia il Palermo, ma Curci è molto attento sia sul tiro di Barreto e  qualche minuto più tardi su quello di Garcia. Fischio finale e squadre negli spogliatoi. Palermo Bologna finisce 1 a 1

Una partita che si è giocata tutta nella prima frazione di gioco e il secondo tempo ha visto le squadre bloccate con poche azioni veramente significative. Questo pareggio potrebbe aver compromesso il campionato del Palermo anche se i nerorosa continuano a sperare nelle prossime giornate.

Nel prossimo turno il Palermo giocherà contro il Catania e il Bologna contro la Sampdoria.

Sampdoria – Palermo 1-3… Ilicic porta alla vittoria il Palermo!

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Sampdoria con Icardi e Eder in attacco, il Palermo invece parte con Miccoli supportato da Ilicic. Sannino ha dovuto sostituire al’ultimo Dossena, infortunato, con Garcia.

Si parte subito con Miccoli che tenta il lancio per Ilicic, ma la difesa della Samp libera senza problemi con Gastaldello. All’8′ De Silvestri tenta un’azione sulla destra, viene messo giù ma per l’arbitro è tutto regolare. Al 9′ cross di Ilicic dalla sinistra, para senza problemi Romero. Brutta fase di gioco, molto studio tra le due squadre e nessuno affonda il colpo. Il Palermo prova ad alzare il baricentro, pressa più alto e cerca di mettere alle corde la Sampdoria. Obiang, al 20′, lancia Icardi che prova il destro a volo in area, lo contrasta efficacemente Aronica. Passano tre minuti e c’è il contropiede del Palermo gestito molto bene da Ilicic che pesca Miccoli in area, ma la conclusione dell’attaccante rosanero è neutralizzata da Romero. Al 27′ c’è un tiro da dimenticare di Icardi da fuori area. Sono poche le emozioni fino al 30′ quando c’è il cross di Costa, Icardi tira centralmente, Benussi para. Azione rocambolesca quando ormai mancano 10′ minuti alla fine. Punizione di Miccoli, Romero non esce e Von Berghen beffa la difesa della Samp con un tocco in scivolata. Il Palermo va così in vantaggio anche grazie al portiere che ha sbagliato i tempi dell’uscita. Al 43′ risponde bene la Samp. Munari stacca indisturbato su calcio d’angolo e insacca di testa, riportando la partita in pareggio.

Una gara che non ha regalato grandi emozioni durante i primi 35 minuti di gioco ma poi sono arrivati i due gol a imprimere un ritmo diverso alla gara nella parte finale del primo tempo.

Si riparte dall’ 1 a 1 del primo tempo. Con i rosanero che giocano, sicuramente, con molte più motivazioni rispetto a una Samp ormai in una zona di classifica tranquilla.

Ed è proprio il Palermo, in apertura del secondo tempo, a trovare il gol del vantaggio. Una bellissima rete di Ilicic che entra in area salta due avversari e incrocia con il destro bucando Romero. Lo slalom del fantasista rosanero porta di nuovo in vantaggio il Palermo. Al 53′ girata di Eder da dentro l”area, palla alta di molto. Due minuti più tardi allunga il vantaggio il Palermo. Questa volta grazie ad un colpo di testa di Garcia sull’ennesima disattenzione su palle inattive della difesa blucerchiata.  Cinque minuti più tardi entra Sansone ed esce Soriano. Al 60′ ancora il Palermo in attacco. Miccoli imbeccato dallo scatenato Ilicic, tenta di sorprendere Romero con un pallonetto morbido, fuori di un soffio. Poteva essere il quarto gol. Si riprende il gioco e c’è un altro slalom irresistibile di Ilicic che salta due avversari e in condizini di equilibrio precarie fallisce la conclusione con il mancino. Al 66′ due sostituzioni: Entra Mustafi, esce Gastaldello (infortunato), Entra Dybala, esce Miccoli. Un minuto più tardi la conclusione debole di Eder da fuori area, nessun problema per Benussi. A 20′ dalla fine entra Nelson, esce Garcia e Maresca per Estigarribia. Al 77′ Rios subito per Kurtic che al volo batte di destro, ma il tiro finisce alto. Tre minuti dopo giallo per Palombo, trovato in gioco scorretto. Dopo un minuto giallo anche per Mustafi.

Bella gara del Palermo, arrivato a Genoa per portare via i tre punti con una gara perfetta. Un Ilicic scatenato che ha giocato a tutto campo dando ai rosanero quello sprint che li ha portati al successo.

Nel prossimo turno la Sampdoria giocherà contro il Genoa e il Palermo contro il Bologna.

Scomparsi! Dopo 20 anni spunta il testimone.

Salvatore Colletta, Mariano Farina, tuttacronaca

Venti anni fa Salvatore Colletta e Mariano Farina, 12 anni, si erano allontanati nel pomeriggio da casa a bordo del motorino di un amico per una partitella a calcio, ma da allora non si è più avuta alcuna notizia.

E’ stata chiesta a voce alta la riapertura delle indagini, di fronte a nuovi elementi che nel frattempo sarebbero maturati, ed adesso il loro desiderio ha trovato un ricontro.

La Procura della Repubblica ha accolto la richiesta dell’avv. Marco Lo Giudice e ha ordinato di riaprire l’indagine, che sarà coordinata dai p.m. Marzia Sabella e Francesca Mazzocco: la mamma, il padre, la sorella di Salvatore, nata dopo la tragedia, si sono battuti senza sosta in questi anni perchè vogliono arrivare alla verità.

Perchè in questa storia, si è detto, ed in particolare nell’atteggiamento di fronte alla tragedia dei familiari dell’altro ragazzino, c’è stato qualcosa che ancora oggi non li convince, e l’hanno affermato senza mezzi termini: hanno parlato di scarsa collaborazione nelle ricerche e li hanno, neanche troppo velatamente, accusati di aver voluto chiudere in fretta la vicenda.

Dopo qualche anno dalla scomparsa del loro figlio, la famiglia di Mariano Farina si è trasferita negli Stati Uniti ma la mamma di Salvatore, Carmela La Spina, continua a pensare che sapessero qualcosa su quanto accaduto e di cui non hanno mai voluto riferire agli inquirenti.

Una vicenda diffcile quindi da dipanare per gli inquirenti, considerati anche gli anni che sono trascorsi dal fatto, ma nuovi elementi emersi potrebbero essere il tassello che consente di arrivare alla verità.

All’epoca dei due ragazzini si perse ogni traccia e furono fatte le ipotesi più inquietanti e terribili: dal rapimento da parte di organizzazioni criminali internazionali dedite al traffico di organi sino ad una vendetta fredda consumata da esponenti di cosa nostra perchè i due ragazzini avrebbero visto qualcosa che non avrebbero dovuto vedere, o ancora per una serie di piccoli furtarelli nelle ville e sulla spiaggia, che erano accaduti nella zona balneare del “Celso”, dove i due amici erano soliti andare.

Allora in quella zona c’erano villini di mafiosi di peso che potrebbero essersi vendicati per l’intraprendenza di un gruppetto di ragazzini a cui attribuivano questi “sgarbi”.

La mamma di Salvatore ha sempre descritto il figlio come un ragazzino sin troppo buono, particolarmente influenzabile dalla forte personalità dell’ amico, che, anche se più piccolo, era molto più sveglio e deciso..

Allora, mostrando l’identikit che Polizia aveva elaborato e che ricostruiva il volto probabile del ragazzo a distanza di venti anni, mamma  Carmela continuava a ripetere che, sin quando non avrebbe avuto la prova che il figlio era morto, lo avrebbe continuato a pensare vivo da qualche parte; va anche detto che le decine di segnalazioni che in questi anni sono arrivate si sono sinora rivelate poco credibili.

Le ricerce durarono allora per un periodo lunghissimo con foto esposte in centinaia di locali pubblici e con appelli dei genitori in trasmissioni televisive, ma senza nessun esito.

Ora, dopo più di venti anni, spunta un testimone che riapre un caso considerato ormai irrisolto: un uomo sostiene che i due ragazzi sono stati prima uccisi e poi murati.

La suora fantasma fa il giro del mondo!

suora fantasma-tuttacronaca

Miracolo, maledizione o suggestione? Forse Photoshop? Nella piazza del mercato del Capo a Palermo in tanti si sono riuniti per puntare occhi e macchine fotografiche verso il campanile della chiesa di Santa Maria della Mercede per cogliere l’immagine del “fantasma” di quella che sembra una suora intenta a pregare.
La notizia, e le immagini, hanno fatto velocemente il giro di forum e social network, scatenando curiosità e devozione, entrambe sfociate in un pellegrinaggio alla chiesa per cercare di rivedere qualcosa tra le ombre.

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