Si lavora per lo Stato che non paga e non conosce neppure i suoi debiti!

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Oggi arriva la prima tranche della P.A. alle imprese per un ammontare di circa 40 miliardi per il biennio 2012-2013 che sarà coperto dall’emissione di titoli di Stato, quindi il Paese contrarrà un nuovo debito.

Il vero problema è a quanto ammonta il debito?

Secondo la Cgia di Mestre, non sono conteggiati quelli spettanti alle piccole e medie imprese che porterebbero ad un importo complessivo tra i 120-130 miliardi di euro. La Cgia, dopo aver analizzato la Relazione della Banca d’ Italia presentata nei giorni scorsi alla Camera, ha scoperto che i 91 mld di euro che l’Istituto ha stimato in questo rapporto sono stati calcolati attraverso un’indagine campionaria condotta solo sulle imprese con più di 20 addetti, quindi sono rimaste fuori tute le piccole aziende che in Italia rappresentano il 98% delle imprese presenti sul territorio.

Oltre al mancato monitoraggio delle aziende con meno di 20 addetti, la Cgia sottolinea che nella indagine redatta dalla Banca d’Italia non sono incluse neppure le imprese operanti nei servizi sociali e sanitari che, come sottolinea la Relazione stessa, sono attività che intrattengono scambi commerciali intensi con le amministrazioni pubbliche. Inoltre, l’indagine è relativa al 31 dicembre 2011, quindi è presumibile che ad oggi l’importo complessivo del debito sia cresciuto di qualche miliardo.

“In un Paese civile – conclude Bortolussi – che credibilità può avere un debitore se non conosce nemmeno l’ammontare esatto dei soldi che deve ai suoi creditori?”

Intanto però veniamo a scoprire che sale la pressione fiscale. Nel quarto trimestre del 2012 ha toccato il 52%, un valore record assoluto, con un balzo di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat nel conto economico trimestrale della P.a. La media annua, sempre da record, si attesta invece al 44%, +1,4 punti sull’anno precedente.

Ora però sono previste altre tasse come la Tares che dalle prime stime della Uil peserà più di quella sulla casa.

Paghiamo debiti contraendo debiti, sottostimiamo i debiti del Paese non iscrivendo quelli delle imprese con meno di 20 operai e strangoliamo i cittadini con le tasse. Gli esodati ancora non hanno certezze, i disoccupati rinunciano a cercare lavoro, il governo non si forma, il Presidente della Repubblica abbandonerà il suo incarico fra pochi giorni scatenando la bagarre in Parlamento… Cosa resta dell’Italia? I debiti e le tasse?

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Cristina indagata… Juan Carlos abdicherà?

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L’inchiesta giudiziaria per corruzione nei confronti del marito dell’infanta Cristina, secondogenita del re di Spagna Juan Carlos, ora tocca direttamente la famiglia reale. Cristina, 47 anni, infatti è stata indagata dal giudice incaricato dell’inchiesta e dovrà presentarsi in tribunale per essere interrogata il 27 aprile. E’ l’ultimo, potenzialmente dirompente, atto di questa vicenda che potrebbe addirittura portare re Juan Carlos all’abdicazione.

Il tentativo di separare le responsabilità del marito Iñaki Urgangarin dalle sue nel “caso Noos”, l’istituto attraverso il quale l’uomo ha ottenuto pagamenti illeciti da amministrazioni comunali e regionali per eventi mai organizzati grazie a fatture gonfiate, non ha retto, almeno secondo il pm.

Si sbloccano i pagamenti alle imprese… firma anche M5S!

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Risoluzione unica alla Camera in occasione dell’esame dell’aggiornamento dei conti pubblici e quindi del Def (documento di economia e finanza). Superati i dubbi degli ultimi giorni, infatti, anche il M5S ha firmato, insieme agli altri gruppi, la risoluzione che consente di sbloccare i pagamenti dei crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.

A Rapid City… i conti si pagano con un dito!

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Il sogno di una società senza contanti e senza carte plastificate, usando solo impronte di dita o scanner della retina, si potrebbe avverare. Tale sofisticata tecnologia è stata inaugurata da pochi giorni nello stato remoto del Sud Dakota, a Rapid City, in due negozi del college di tecnologia ed estrazione mineraria, dove si paga strisciando un dito. Per ora solo patatine, bibite, penne e quaderni. Si digita la data di nascita, si passa il dito sulla macchinetta e in pochi secondi l’apparecchio della Nexus riconosce l’impronta e verifica che ci sia flusso sanguigno nel soggetto.
Sarebbe uno dei primi esperimenti di biocriptologia, un mix di biometria (lo studio che usa i dati somatici per l’identificazione) e crittologia (codificazione di  informazioni personali). Cinquanta studenti e quattro membri dello staff sono i primi di un programma pilota

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