Rapito in Siria padre Paolo dall’Oglio,

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Il gesuita italiano padre Paolo Dall’Oglio è stato rapito in Siria da islamisti di un gruppo filo-Al Qaeda. Lo riferiscono attivisti anti-regime. Secondo le fonti, il religioso stava camminando per strada a Raqqa quando è stato raggiunto dai sequestratori. Dall’Oglio ha lavorato per anni in Siria adoperandosi per il dialogo interconfessionale ed è stato espulso nel 2012 per aver preso posizione in favore dell’insurrezione contro Bashar Al Assad.

L’immotivata violenza cinese: uomo aggredito e ucciso da passanti

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E’ inspiegabile l’ennesimo episodio di violenza immotivata avvenuta a  Shenzhen, nella Cina meridionale, dove un 41enne è stato improvvisamente aggredito e ucciso tra tre passanti. E’ agghiacciante che questo non sia un episodio isolato, ma l’ultimo di una lunga serie in meno di una settimana. . Giovedì scorso un uomo ha ucciso una bambina di due anni, strappandola dal passeggino e buttandola violentemente a terra , dopo un banale litigio con la madre per ragioni di traffico. Sempre giovedì un altro pazzo ha ucciso a coltellate cinque persone a causa di una disputa di affari, nella provincia dell’Henan. Martedì scorso, nella provincia del Guanxi, due funzionari del locale Dipartimento per la pianificazione familiare sono stati uccisi, sempre a coltellate, da un uomo che voleva protestare contro la legge che impone il figlio unico. La polizia ha arrestato per quest’ultimo episodio di violenza di un uomo che ha partecipato al massacro, ma ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato al gesto.

+++ Immagini adatte a un pubblico adulto +++

Trasfusione assassina. Il sangue era contaminato!

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Dopo una trasfusione all’ospedale di Cosenza un uomo di 75 anni affetto da leucemia è morto. Ora i famigliari hanno presentato denuncia per avviare un’inchiesta che dovrà chiarire se la sacca di sangue trasfuso conteneva germi patogeni. Dalla cartella clinica dell’uomo si evince che la morte è sopraggiunta per “shock settico da serratia marcescens”. I famigliari hanno affermato nella loro denuncia che:

“Non appena iniziata la trasfusione,  nel preciso momento in cui il sangue dalla sacca iniziava a fluire nella vena, nostro padre iniziava improvvisamente a tremare e non riusciva a parlare. E’ stata subito staccata la sacca di sangue e attaccata una flebo di glucosio”. Alcune ore dopo la trasfusione le condizioni dell’uomo sono peggiorate ed il paziente è successivamente deceduto. Nella denuncia viene evidenziato inoltre che “è chiaro come la condotta negligente di chi ha fornito delle sacche di sangue infetto per le emotrasfusioni abbia non solo cagionato la morte improvvisa di nostro padre, ma ha messo in pericolo un’intera collettività sottoponendola a rischio di epidemie”.
 

Denunciato l’uomo che ha lasciato il figlio di un mese sotto il sole

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E’ un padre cinese di 30 anni, l’uomo che è stato denunciato dopo che ha lasciato suo figlio di appena un mese in auto sotto il sole con il ciuccio fissato con lo scotch in bocca. Così è stato trovato il piccolo intorno alle 11 in via Vignolese, accanto a un centro commerciale, a Modena. Glia genti della municipale e il 118 intervenuti sul luogo sono arrivati mentre l’uomo stava tornando verso la sua vettura. Il piccolo aveva 38 di febbre ed è stato portato al pronto soccorso.

“Volevo capire che si prova” e 18enne tenta di uccidere il padre.

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“Volevo capire cosa si prova a uccidere un uomo” questa è stata la confessione shock di Bamboo Flute Blanchard, un 18enne di Gainesville, in Florida, che ha tentato di uccidere il padre con un coltellino a serramanico. Da quanto si è appreso dalla ricostruzione dei fatti, il giovane era in casa con il padre 54enne quando ha estratto il coltellino per uccidersi, ma poi gli è mancato il coraggio e ha rivolto l’arma contro il genitore che  stava guardando la tv sdraiato nella sua camera da letto, e l’ha accoltellato al petto. Inizialmente l’uomo non ha capito di essere stato accoltellato, pensava che il figlio gli avesse sferrato un pugno, solo in un secondo momento si è reso conto di sanguinare. Il 18enne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ma durante l’interrogatorio è emersa la rivelazione shock: “Volevo capire cosa si prova ad uccidere un uomo”.

E’ morto il 16enne che aveva tentato il suicidio a Verbania

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Aveva tentato di togliersi la vita impiccandosi venerdì scorso, il giorno del suo compleanno, un 16enne di Verbania, subito trasportato in ospedale. Appresa la notizia il padre, credendolo già morto, si è suicidato sparandosi nella sua abitazione, doveva abitava da due anni dopo la separazione dalla madre del giovane. Ora i familiari e i medici hanno deciso di staccare i macchinari che lo tenevamo in vita ed è stato autorizzato l’espianto degli organi. Il ragazzo donerà cuore, fegato, pancreas, reni, cornee e cute.

Il figlio tenta il suicidio, il padre si dà la morte

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Prima il figlio 16enne, nel giorno del suo compleanno, poi il padre. E’ finita con una doppia tragedia la giornata di ieri per una famiglia di Intra, paesino a due passi da Verbania. Un ragazzo ha tentato il suicidio, per motivi non ancora chiari, e subito è stato trasportato all’ospedale dove ora è ricoverato, nel reparto di rianimazione, in gravissime condizioni. All’ospedale, però, nessuno riusciva a trovare il padre 50enne del giovane e così un conoscente è andato a cercarlo a casa: qui ha trovato il cadavere dell’uomo, uccisosi con un colpo di pistola. La polizia sta indagando sui due casi e non è ancora chiaro se i due eventi siano in qualche modo collegati e se l’uomo fosse già a conoscenza del gesto del figlio.

Il coraggio di una figlia: denuncia il padre per abusi sessuali

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E’ finito in carcere su ordine del gip di Santa Maria Capua Vetere un uomo di 42 anni del casertano, con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti. Vittime erano le sue due figlie, delle quali ha abusato sessualmente fino a quando la più giovane delle due, una minorenne, ha trovato il coraggio di denunciarlo alla polizia. L’uomo, residente sul litorale domizio insieme alla moglie, alle due ragazze e ai figli maschi, ha già un analogo precedente, anche se la vittima, in quel caso, non apparteneva alla sua famiglia. La vicenda è emersa quasi per caso quando, nel marzo scorso, una volante della polizia ha notato una ragazzina piangere per strada. Avvicinata dagli agenti, racconta di non farcela più a subire le attenzioni sessuali del padre e di essere scappata di casa. L’adolescente, condotta presso gli uffici della Mobile di Caserta alla presenza della funzionaria Rosa Cimmino che si occupa proprio di reati sessuali, viene tranquillizzata, conferma le violenze subite e dichiara che ne è vittima anche la sorella maggiore. Entrambe vengono allontanate dalla casa dei genitori finendo in una casa-famiglia e anche la maggiore trova il coraggio di confessare gli abusi subiti. Con il proseguire delle indagini, viene quindi accertato il profondo degrado sociale e morale in cui vive la famiglia delle due ragazze. Si appura inoltre che l’uomo tenta di orientare le testimonianze della moglie e dei figli maschi per far apparire poco credibili le due figlie.

Alessia Polita: il sostegno corre sul web

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L’incidente occorsole sabato scorso, a Misano, le ha stravolto la vita e Alessia Polita resterà paralizzata dal petto in giù a causa di una frattura da scoppio della dodicesima vertebra, ma supporto, affetto e grinta le arriva dalla rete. Sulla sua pagina Facebook in molti cercano d’incitarla e di manifestare la loro vicinanza in queste giornate difficili. Ecco allora che si leggono frasi come: “Forza Alessia, ho il cuore in lacrime”. “Dai gas, Alessia”. “Continua a lottare”. “I centauri sono con te”.

Dolore a Civitanova: una 26enne si suicida con la pistola del padre

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Si è consumata una tragedia lunedì pomeriggio, in un’abitazione di corso Garibaldi, a Civitanova. Una ragazza di 26 anni, Diletta Marinelli, si è tolta la vita puntandosi alla tempia destra il revolver del padre che, secondo le indagini dei carabinieri, era riposto sopra l’armadio nella sua camera da letto. E’ un amico di famiglia che riferisce che di solito la “pistola era gelosamente custodita in una cassetta, sempre rigorosamente sigillata”. Ma chi non si dà pace è il padre della ragazza, l’ex An Giancarlo Marinelli che in casa aveva anche un fucile da caccia, detenuto legalmente così come la pistola e ora parimenti sequestrato: “Se n’è andato un pezzo di me. Non troverò mai pace, mi sento in colpa per quello che è accaduto, non potevo prevederlo”. Non era la prima volta che la giovane pensava alla morte, già in passato avrebbe tentato il suicidio e da tempo era seguita dalla Asl per problemi legati alla depressione. Viene descritta come introversa, magra, all’apparenza dark e vicina alla musica metal, ma anche dolce e sensibile. “L’impegno era alla base del suo modo di lavorare”, spiega Cristian Lanari, titolare della gelateria Pistacchio Curioso dove la ragazza, che tempo fa aveva lasciato gli studi nonostante l’ottimo profitto, ha lavorato fino a settembre. Poi “ha dovuto interrompere per motivi di salute – continua Lanari – ma sarebbe tornata presto. Eravamo sempre in contatto, c’era un rapporto di fiducia tra noi, lei mi raccontava dei suoi progetti, era autoironica, le piaceva l’arte e voleva seguire un corso di disegno”. Figlia unica, gli amici la ricordano come “Deliziosa, attenta all’abbigliamento e riservata”. Il funerale avrà luogo venerdi alle ore 17 nella chiesa di San Pietro di Civitanova.

Alessia Polita: “Non muovo le gambe ma voglio correre”

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Alessia Polita, reduce da un’intervento chirurgico di allineamento della spina dorsale dopo il gravissimo incidente di sabato scorso a Misano, si è svegliata dalla terapia intensiva, dimostrando una volta di più la sua grinta. Purtroppo i medici non hanno lasciato speranze e la paralisi delle gambe sembra certa. La campionessa, molto probabilmente, dovrà sottoporsi a ulteriori operazioni. Il fratello Alessandro, al risveglio della pilota, ha subito voluto rassicurare tutti coloro che sono preoccupati per le sue condizioni di salute e in Twitter si può leggere: “Alessia si è già svegliata! È un toro! Parla ed è cosciente. Mi ha fatto promettere una cosa che dovrò fare. Siamo ‘pronti’ anche per questa sfida!”. La ragazza, appena sveglia, non ha mancato di far sapere ai familiari che “Non muovo le gambe ma voglio correre”. Nel frattempo, il padre Giancarlo, 53 anni, meccanico di professione, ha chiarito le cause dell’incidente, provocato dalla rottura del potenziamento di un sistema elettronico che controlla l’accelerazione.

Quel mostro di padre che costringe i figli a subire abusi sessuali

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E’ stato arrestato dai carabinieri un 55enne residente nel Salernitano. Con lui anche due suoi amici, un 51enne e un 57enne. L’uomo, padre di tre figli di età compresa tra gli undici e i sedici anni, costringeva la propria prole e subire abusi sessuali. In alcune occasioni, i rapporti sessuali sono anche stati filmati e i video poi immessi nel mercato della pedopornografia. Le indagini avevano preso l’avvio nel marzo scorso.

Parla il padre di Alessia Polita: “ha già capito tutto”

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Ha tagliato dritto una curva del circuito di Misano a causa di un guasto meccanico Alessia Polita, trasportata poi all’Ospedale Bufalini di Cesena. La ragazza, per la quale i medici hanno diagnosticato la frattura da scoppio della dodicesima vertebra dorsale, ora resterà paralizzata a causa di un versamento di midollo. Le ultime notizie dall’ospedale arrivano dal padre Giancarlo, che ha parlato a La Gazzetta dello Sport: “I medici non ci hanno dato speranze e lei ha già capito tutto, anche se scoprirà la verità nei prossimi giorni. È triste ma dovremo abituarci. Alessia rimarrà in ospedale una decina di giorni. Poi andrà in un centro di riabilitazione. Per lei correre in moto era tutto. Aveva grande talento e l’ambizione di mostrarsi alla pari con tanti uomini”. L’uomo ha anche raccontato i tragici momenti dell’incidente: “Ho visto Alessia tagliare dritto la curva 16, prima del rettilineo finale. Mi sono lanciato tra i soccorritori. Lei era vigile. Mi ha detto che stava bene ma non riusciva a muovere le gambe. Ha spiegato che la moto ha avuto un problema meccanico”.

Bimbo disperso in montagna

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Ha appena 10 anni il bambino che è scomparso sulle montagne di Meta, nel frusinate in quella parte laziale del Parco Nazionale D’Abruzzo. Con un comunicato del Soccorso alpino del Lazio si è appresa la notizia che il bimbo si trovava con i familiari e alcuni amici nei boschi sopra Canneto, in provincia di Frosinone, dove la compagnia -partita da Napoli – stava facendo un’escursione. Il bambino, insieme a un componente della compagnia, un cinquantenne anche lui scomparso, si è allontanato dal gruppo. Il padre ha percorso alcuni chilometri per portarsi in una zona coperta dal cellulare, con il quale ha dato l’allarme. I carabinieri hanno allertato il sevizio Alpino e sono iniziate le ricerche che, dopo circa un’ora e mezza, hanno individuato il bambino e l’altro componente  della comitiva napoletana disperso. Nel vicino paese di Settefrati il piccolo ha riabbracciato i genitori.

Padre cerca di affogare il figlio di 7 mesi.

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Probabilmente è un italiano di 30 anni quel padre che oggi alla periferia di Milano, in un appartamento in via San Paolino, ha svegliato la sua compagna dicendo di aver fatto “una cosa tremenda”. La donna si è precipitata in bagno dove ha trovato il figlio di appena 7 mesi tutto bagnato: il padre aveva cercato di annegare il piccolo nel lavandino. A quel punto è corso in aiuto della donna venezuelana, l’ospite amico della coppia. Il piccolo è stato portato d’urgenza in ospedale e dovrebbe essere fuori pericolo. Il padre è in Questura a spiegare il suo gesto folle, mentre proseguono gli accertamenti che possono aver portato l’uomo a compiere il tentato omicidio del figlio.

15enne stuprata dal padre… l’uomo è libero, è giallo!

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A Latina, nella zona di Tor Tre Ponti, una ragazzina di appena 15 anni è stata stuprata dal padre. La giovane poi si è presentata all’ospedale Santa Maria Goretti raccontanto quanto accaduto poco prima. I medici immediatamente hanno avvertito i carabinieri che hanno raggiunto l’uomo portandolo in Procura per interrogarlo. L’uomo avrebbe confessato lo stupro. E qui avviene il giallo, perché  il 38enne nonostante sembrerebbe avere anche dei precedenti, è stato rilasciato. Ci auguriamo che siano in corso delle verifiche in grado di confermare il quadro indiziario, per poi procedere con misure restrittive.

 

Baby 59 potrebbe essere cresciuto dal suo papà: si aspetta il test del DNA

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Sta meglio Baby n.59, nell’ospedale dov’è accudito c’è un via vai di persone che lasciano segni di affetto e anche il web si è attivato. Ma ora la storia sembra prendere una piega inaspettata. Il piccolo, partorito dalla madre e finito nel wc prima di restare bloccato all’interno delle tubature da cui i vigili del fuoco l’hanno estratto, è stato riconsegnato alla madre 22enne, visto che le autorità hanno riconosciuto la sua buona fede, accettando la versione secondo la quale si sarebbe trattato di un incidente. Ma ora un uomo rivendica la paternità, per dimostrare la quale si dice disposto a sottoporsi al test del DNA. In caso di riscontro positivo, sarà lui stesso a crescere il piccolo. Il presunto papà è un funzionario di polizia che ha avuto una breve relazione con la madre del piccolo.

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Ruba per sfamare il figlio: ora lo attende il carcere

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La crisi che riduce gli italiani alla fame, il lavoro che non c’è che obbliga un padre a rubare pur di poter sfamare il figlio. Ormai gli italiani non sognano più, il desiderio più grande sembra non essere neanche più quello di arrivare a fine mese, ma di riuscire a far mangiare un boccone ai propri figli ogni giorno. In uno Stato dove non si è tutelati, però, un piccolo furto per disperazione porta al carcere. E’ quanto è capitato al 34enne romano Filippo, padre di un bimbo di soli quattro anni. Con una giustizia che riesce a far uscire dal carcere un assassino, che ha confessato, per decorrenza dei termini, lui due settimane fa era stato processato per direttissima per essere stato sorpreso a rubare del pane e poco altro. Allora, la pena è stata di cinque mesi con la condizionale. Ma mangiare è una necessità e così l’uomo, disperato da quando ha perso il lavoro, è tornato a rubare. Questa volta si trattava di una fetta di arrosto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. La nuova denuncia ha però fatto salire la condanna a sei mesi, da scontare a Regina Coeli.

Il padre di Twitter è… Confucio!

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Accese discussioni sul web cinese: Confucio è “il padre di Weibo”? In molti sostengono che il grande pensatore cinese potrebbe infatti essere il vero ispiratore di Twitter dopo che un utente ha postato un post dal titolo “Confucio è la prima persona che ha usato Weibo”, ossia un sito cinese di micro-bloggin simile ad un ibrido di Twitter e Facebook e uno dei più popolari in Cina. Sei sono le testimonianze che dimostrano la paternità del grande filosofo cinese vissuto 500 anni prima di Cristo. Innanzitutto, ogni paragrafo dei Dialoghi, contiene meno di 140 caratteri, come il limite imposto dai messaggi di Twitter e anche di Weibo. In secondo luogo, usa sempre parole semplici per dare un messaggio profondo. Inoltre, i vari paragrafi contengono versi, idee che sono il pensiero di Confucio, così come ogni utente del social network posta la sua idea, il suo pensiero, i suoi sentimenti e giudizi. Il quarto motivo è che anche il filosofo aveva oltre 3000 seguaci. Vi è poi il fatto che parlava di una politica della benevolenza, per la quale non c’era spazio. Infine, Lao Zi, il fondatore del taoismo, sarebbe stato un suo seguace.

Leonardo la storia infinita del bambino conteso

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La corte d’Appello di Brescia ha deciso che Leonardo, il bambino conteso torni dal padre viene così nuovamente ribaltato per l’ennesima volta il pronunciamento di marzo della Cassazione che invece aveva affidato il minore alla madre. Il figlio avrà la residenza definitiva presso il padre e la madre potrà comunque vederlo alternativamente al padre. Non c’è pace per Leonardo che più volte aveva invece chiesto invece di essere affidato alla madre. Il padre ha commentato così: “Mi auguro che ora si smorzino gli echi di questa vicenda e che si possa pensare serenamente alla crescita del bambino”.

Resta un video che ormai è impresso nella mente di bambini e degli adulti che vivono il dramma della separazione:

Incidente mortale, un’intera famiglia sterminata nel modenese.

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Padre, madre e le loro due bambine, una di 3 anni e mezzo e l’altra appena di 1 anno e mezzo sono rimaste vittime di un tremendo incidente avvenuto poco prima di mezzanotte a sulla strada Panaria, tra Camposanto e la frazione Cadecoppi, nel modenese. A scontrarsi sono state una Peugeot 107 e una  Volkswagen Golf. Le vittime sono J.C.M., 31 anni, la compagna D.M., 28, e le loro due figlie piccole di tre anni e mezzo e un anno e mezzo. La famiglia, italiana, abitava a Finale Emilia. Sotto shock, ma sostanzialmente senza conseguenze, la donna che guidava l’altra vettura coinvolta. Il fragore dell’impatto è stato udito in un vicino ristorante da cui diverse persone sono uscite.

Accettò la mutilazione per accedere alle superiori!

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Storia del Kenya, ma dovremmo iniziare a pensare che la storia anche di un singolo villaggio è la storia mondiale e che una violazione fatta a un bambino/a in qualsiasi parte del mondo è un crimine che ci riguarda da vicino e dovremmo smettere di girare la testa e dire “ma lì succede sempre così!”

Spesso le storie della mutilazione femminile ci arrivano attraverso i numeri e non le facce. Ma quelle statistiche un volto lo hanno e come.

Il Guardian punta l’obiettivo su Kakenya Ntaiya, la quale a 12 anni siglò un patto con suo padre. Avrebbe accettato di partecipare al rito masai di passaggio all’età adulta da compiersi attraverso la circoncisione femminile solo se poi sarebbe stata libera di andare alla scuola superiore. La ragazza ha spiegato poi che una volta arrivata in America ha scoperto che il rito non è altro che una mutilazione genitale e che in Kenya quello che le è stato fatto è illegale.

Inoltre le organizzazioni umanitarie hanno anche puntato il dito sulla minore età delle vittime. Quindi un doppio crimine perpetrato ai danni delle donne con gravi ripercussioni sulla salute.

Ntaiya è quindi tornata nel suo villaggio natale per costruire anche grazie all’aiuto dei “vecchi” una scuola per ragazze la quale al momento ha salvato la vita e l’integrità sessuale di 125 giovani donne di etnia masai entrate nell’istituto sorto nel suo villaggio.

Scandalo Idi: arrestato padre Franco Decaminada

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L’ex consigliere delegato dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, padre Franco Decaminada, è finito oggi in manette con l’accusa di aver effettuato fatture false e un’appropriazione indebita per circa 4 mln di euro. Con la stessa motivazione, il gip di Roma ha disposto i domiciliari anche due imprenditori: Domenico Temperini e Antonio Nicoletta. L’operazione però non si è conclusa qui: la guardia di Finanza ha infatti sequestrato un immobile in Toscano, acquistato con i fondi dell’Idi e sono state avviate altre 14 perquisizioni. In una nota della GdF si legge: “Sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell’Idi presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi giornalieri dell’intero comparo Idi-Sanità. A titolo di asseriti e non documentati “rimborsi spese” o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione. Padre Decaminada risulta essersi appropriato di oltre 2,1 milioni di euro”. A questi, si aggiungono altri 1,8 milioni giunti a Decaminada da una serie di società che “ne hano schermato la reale destinazione con una serie di fatture false emesse da un’altra società, rappresentata dal responsabile pro tempore del settore commerciale dell’Idi”.

SCOMPARSA UNA 14ENNE A BERGAMO!

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Non si hanno più notizie, da mercoledì pomeriggio, di una ragazzina di Bergamo. Michela Manelli, 14 anni, è uscita di casa per andare a scuola in centro città, ma non ci è mai arrivata. Poco prima di uscire pare abbia avuto una discussione con i suoi genitori per motivi scolastici. Il padre di Michela è intervenuto a “Chi l’ha visto”: “Chiunque abbia notizie ci faccia sapere al più presto qualcosa” e ha lasciato un numero al quale chiamare.

Una brava ragazza, mai un colpo di testa, probabilmente agitata a causa del brutto voto preso a scuola, scrive l’Eco di Bergamo.. Michela si è allontanata da casa intorno alle 14.30: con sè 100 euro, un cellulare probabilmente scarico e l’abbonamento del bus. Michela indossa jeans, scarpe Converse grigie, una felpa grigia, una sciarpa grigia ed un piumino Moncler nero lucido. “Questa non è più la mia vita”, ha scritto in un biglietto che ha lasciato ai genitori.

Fabrizio De Andrè oggi sarebbe grillino, lo dice il figlio.

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Per chi avrebbe votato Fabrizio De Andrè se fosse stato ancora in vita?  “Sono grillino, penso che lo sarebbe stato anche mio padre” ad affermarlo è Cristiano, figlio di De Andrè che prosegue dichiarando “Il Movimento 5 Stelle nasce da un principio anarchico, non è un partito, è un’associazione, una comunità. E poi conosco Beppe da sempre, è uno che non farebbe mai del male a una mosca, non direbbe mai una cosa per un’altra, io sono dalla sua parte”.

Il 31enne che ha ucciso la madre aveva lavorato per la Marini!

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Il giallo di Milano è sempre più complesso. Il 31enne Dario Biolcati in passato si è occupato di pubbliche relazioni, secondo quanto riportato sul suo profilo Facebook avrebbe lavorato anche per Valeria Marini a Milano, e ora si troverebbe in gravi condizioni economiche. Situazione che condivideva con la madre, con la quale viveva in un appartamento nel centro di Milano. Con loro viveva anche un ragazzo bielorusso di 24 anni. Assieme avrebbero deciso di farla finita perché stanchi della propria condizione di indigenza e avrebbero scelto l’albergo Hermitage perché Biolcati aveva alloggiato diverse volte nella struttura.

Bimba contesa… “papà è cattivo”!

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Bimba contesa. Dopo la morte della madre avvenuta in un incidente stradale la bambina è al centro di una battaglia legale tra i nonni materni e il padre. Alla piccola spetta infatti un maxi risarcimento dopo che un auto ha travolto la mamma uccidendola. L’assicurazione, secondo le prime cifre, infatti, dovrebbe risarcire quasi un milione di euro, ma subito dopo il funerale della madre, la piccola è stata affidata al padre, quell’uomo contro il quale, la moglie aveva avviato una pratica di separazione per maltrattamenti prima di morire. Ad avvalorare la tesi c’è il forte rifiuto della bambina che si rifiuta categoricamente di andare con il padre. La bambina però dovrà attendere i tempi lunghi della giustizia italiana, si parla almeno di 7 mesi. Così i nonni hanno iniziato la loro battaglia legale dichiarando «Noi non vogliamo soldi, vogliamo solo il bene di nostra nipote. L’indennizzo se lo prenda il marito di mia figlia. A noi non interessa. Chiediamo alla Corte dei Diritti Umani di intervenire, per il bene di mia nipote ma anche per rispetto nei confronti della mia povera figlia».

Gesti estremi… omicidio-suicidio in un hotel di Milano!

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L’allarme è stato dato dal padre che ha ricevuto una telefonata sul cellulare dal figlio. Il 31enne, ha chiamato il genitore, che risiede a Torino, poco prima delle 23.00, per spiegargli di aver fatto un gesto “insano”. L’uomo allarmato dallo stato confusionale del figlio ha immediatamente avvisato la polizia. Forze dell’ordine, ambulanze e vigili del fuoco hanno quindi cercato madre e figlio prima nella loro abitazione in via San Senatore, nel pieno centro della città, e poi sono risaliti tramite l’utenza del cellulare alla stanza dell’albergo Hermitage, in via Messina. Ed è stato qui che hanno trovato la madre priva di vita, con i polsi tagliati e al fianco della donna il figlio, anche lui con tagli superficiali ai polsi. Probabilmente il figlio ha utilizzato anche un sacchetto di plastica, ritrovato sul luogo del delitto, per soffocare la donna. Le spiegazioni del giovane, probabilmente anche sotto effetto di farmaci e in evidente stato di shock, sono state poche e confuse, ha dichiarato solo di aver aiutato la madre in un gesto estremo. Ora il 31enne è stato ricoverato, non in pericolo di vita, all’ospedale  Niguarda, mentre gli inquirenti stanno indagando sui motivi alla base di questo omicidio-suicidio.

La crudeltà cinese… lo stato fa abortire al 7° mese!

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In Cina si sa, per avere un figlio si deve chiedere il permesso al governo, causa il sovraffollamento della popolazione nazionale. Eppure, una coppia di giovani cinesi, aveva deciso di portare avanti, di nascosto, la loro inaspettata gravidanza, nonostante avessere già un figlio e nonostante fosse loro proibito averne altri.
Ma, la spiata di un vicino di casa, riccamente ricompensato dallo Stato (in Cina funziona così), ha messo in moto la dinamica macchina investigativa cinese. O paghi una multa di 2-3 mila euro, o anche di più, oppure dobbiamo farti abortire forzatamente. Ma la coppia, non particolarmente benestante, non ha potuto accettare di pagare l’ammenda. E venerdi scorso il feto è stato abortito con un’iniezione letale. Era al settimo mese e il bimbo era totalmente formato, tanto che sarebbe stato in grado di sopravvivere già fuori dal ventre materno. Il fatto è avvenuto venerdì 22 marzo a Chuzhou, nella provincia orientale cinese dell’Anhui. Le informazioni sono state poi diffuse da alcune organizzazioni che operano in Cina e all’estero per la tutela dei diritti umani.
Il padre del piccolo, disperato e indignato per il fatto, ha deciso di pubblicare su internet la foto del feto del suo bimbo: “Penso che se abbiamo violato la quota sulle nascite le autorità avrebbero dovuto prendersela con noi che siamo adulti e non con un neonato innocente. Così hanno messo fine alla sua vita”.

Aggiornamento: qualche mese più tardi la Cina si è ancora scandalizzata e indignata per un neonato morto che galleggiava su un fiume. 

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Si suicida 13enne… ad aprile era morto il padre in un incidente stradale!

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Dramma nel trevigiano. Un ragazzo di 13 anni si è tolto la vita in casa sua senza lasciare alcuna spiegazione del gesto. A fare la triste scoperta è stata la madre al suo rientro, la donna ha immediatamente chiamato il 118 che ha tentato il possibile per salvare il ragazzo, ma il 13enne non ce l’ha fatta.
La famiglia, lo scorso aprile, era già stata colpita da un grave lutto: il padre del ragazzo era rimasto vittima di un incidente in motorino insieme a un suo amico. In casa, oltre ai paramedici, sono arrivati anche i carabinieri.

Andrea Casiraghi diventa papà!

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Andrea Casiraghi, primogenito della principessa Carolina di Monaco, e’ diventato papa’ per la prima volta. Lo ha annunciato il principato in un comunicato.

”Sua altezza reale la Principessa di Hannover e Vera Santo Domingo hanno la gioia di annunciare la nascita del loro nipotino nato il 21 marzo 2013. La mamma Tatiana Santo Domingo, e il bambino stanno bene”.

Torna a casa il bimbo conteso!

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E’ già tornato a casa con la madre il bambino di 10 anni di Cittadella al centro di una dura controversia tra i genitori per la quale la Cassazione ha emesso una nuova sentenza che da’ ragione alla donna. ”E’ tornato con me ieri sera – ha detto la donna – Mi ha detto ‘mamma riportami a casa, voglio che finisca questo incubo”’.

La donna, non avendo trovato subito il figlio nella casa-famiglia di Padova dove è ospitato, si è presentata a casa del padre, fino a ieri unico affidatario, mostrando copia della sentenza dei supremi giudici che avevano cassato il decreto della Corte d’Appello di Venezia. “Lui – ha detto, riferendosi all’ex coniuge – ha richiuso subito la porta, ma il bambino ha sentito la mia voce ed è uscito dalla casa, salendo nella mia macchina”.

Il bambino tornerà nella scuola di Cittadella da dove era stato prelevato a forza nell’ottobre 2012. Lo ha confermato la madre, sostenendo che la scuola ha già dato il nulla osta. “Può tornare nella sua classe quando vuole” ha aggiunto. Nei mesi scorsi, quand’era nella casa-famiglia, il ragazzino – compirà 11 anni ad aprile – era stato inserito in una scuola elementare di Padova. “Nonostante il caos – ha detto la donna – ha avuto una pagella con tutti 9 e 10”.

 

LA CASSAZIONE DA’ RAGIONE ALLA MAMMA DEL BIMBO CONTESO

bimbo conteso- mamma- cassazione

Nel suo ricorso, la madre del bambino aveva richiamato le «perplessità» del mondo accademico internazionale sulla sindrome da alienazione parentale, che, invece, i giudici del merito, sulla base di una consulenza tecnica effettuata nel processo, avevano ritenuto centrale nel caso del piccolo, caratterizzato da un «forte conflitto di fedeltà nei confronti della madre» e un «ingiustificato rifiuto di rapporti con il padre». La Corte d’appello di Venezia aveva dunque disposto con un decreto che il bambino venisse affidato al padre e inserito in una casa famiglia, con la programmazione di incontri con entrambi i genitori sulla base di un programma psicoterapeutico. La Cassazione, con una sentenza (l’udienza si è svolta il 6 marzo scorso) ha annullato con rinvio alla Corte d’appello di Brescia il decreto dei giudici di secondo grado di Venezia. Le critiche esposte dalla difesa della mamma nel ricorso sulla “Pas” «non sono state esaminate nel provvedimento impugnato – rilevano gli ermellini – così violandosi il principio secondo cui il giudice del merito non è tenuto a esporre in modo puntuale le ragioni della propria adesione alle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio, potendo limitarsi ad un mero richiamo di esse, soltanto nel caso in cui non siano mosse alla consulenza precise censure, alle quali, pertanto, è tenuto a rispondere per non incorrere nel vizio di motivazione».

Altro principio «disatteso e non meno importante» nel decreto della Corte d’appello di Venezia, riguarda, rilevano i giudici di piazza Cavour, «la necessità che il giudice del merito, ricorrendo alle proprie cognizioni scientifiche, ovvero avvalendosi di idonei esperti, verifichi il fondamento, sul piano scientifico, di una consulenza che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale». Infatti, si legge nella sentenza, «il rilievo secondo cui in materia psicologica, anche a causa della variabilità dei casi e della natura induttiva delle ipotesi diagnostiche, il processo di validazione delle teorie, in senso popperiano, può non risultare agevole, non deve indurre a una rassegnata rinuncia, potendosi ben ricorrere alla comparazione statistica dei casi clinici». Di certo, conclude la Cassazione, «non può ritenersi che, soprattutto in ambito giudiziario, possano adottarsi delle soluzioni prive del necessario conforto scientifico, come tali potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che le teorie ad esse sottese, non prudentemente e rigorosamente verificate, pretendono di scongiurare». Sulla base di questi principi, dunque, la Corte d’appello di Brescia dovrà riesaminare il caso.

Amina, la Femen tunisina che ora rischia la lapidazione!

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Il movimento attivista Femen, di origine ucraina e noto per le manifestazioni pacifiche a seno nudo, lo scorso lunedì ha debuttato in Tunisia. Il volto e il corpo della protesta sono quelli di Amina, una ragazza di 19 anni che ha voluto portare la protesta nel suo paese per la “liberazione” delle donne.
“Scoprii dell’esistenza di Femen lo scorso luglio e mi piacque il messaggio di cambiamento radicale che trasmetteva”, ha raccontato Amina a Ettounsiya Tv. “Se avessi postato una foto di me in t-shirt non avrei suscitato nessuna reazione, invece io voglio che il messaggio sia chiaro: il corpo è mio e non appartiene a nessun altro, né a mio padre, né a mio marito, né a mio fratello”, conclude Amina.
Alla determinazione di Amina si oppongono, però, le ire di chi non comprende la sua protesta. Persino una sua zia ha pubblicato un video su Youtube in cui si dissocia dal comportamento della giovane, e mentre sui social network i pareri sono discordanti, oggi un predicatore islamico, Adel Almi, è arrivato persino a chiederne la lapidazione. La ragazza dovrebbe “ricevere dieci frustate e poi va lapidata finché morte non sopraggiunga”.

Ratzinger non sarà presente alla prima messa del successore!

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Lo afferma padre Lombardi in conferenza stampa. Un incontro con i giornalisti in cui si è parlato delle abitudini dei cardinali durante il conclave (alcuni preferiscono andare a piedi da Santa Marta alla Cappella Sistina, piuttosto che usare il pullman a disposizione) al vino che è presente sulle tavole dei religiosi fino a mostrare la scheda sulla quale viene votato il successore di Pietro. n foglio bianco semplice, 12×14, con la scritta nera in latino ‘Eligo in Summum Pontificem’. In fondo, una riga per scrivere il nome.

Quanto alle Femen padre Lombardi si è espresso così: la gente stava guardando il comignolo non si è accorta di loro. Spero ceh non gli venga un raffreddore!

 

Vita da star: “A 8 anni mi drogavo con papà”

robert downey jr. -droga - tuttacronaca

“In casa girava molta marijuana. Mio padre mi passò il primo spinello quando avevo otto anni, mentre stavo suonando Thelonious Monk al pianoforte. Ci facevamo insieme, era il suo modo per volermi bene, per dimostrarmi amore nell’unica maniera che conosceva”, a raccontare la sua vita di eccessi l’attore Robert Downey Jr. Figlio di un regista indipendente, l’attore è stato un prodigio del grande schermo sin da piccolo, ma ad accompagnarlo c’è sempre stata la droga: “La cosa più importante nella vita di un addicted  è il recupero. Oggi sono orgoglioso di riuscire a mantenere i miei impegni, non solo nei confronti di amici e famiglia, ma anche con il pubblico. Dopo una vita passata a essere inaffidabile ho scoperto quanto sia bello portare a termine un progetto, un’idea, una promessa. La disciplina è una forma di rispetto nei confronti della vita”.
Con il recupero anche il rapporto con i figli è cambiato: “Sono un padre abbastanza severo, presente, soprattutto con Exton, il mio figlio più piccolo. Con lui è tutto nuovo perché questa volta sono sobrio. Riesco persino a cambiargli i pannolini, cosa difficilissima da fare quando sei completamente stonato”.
Ad aiutarlo nella sua battaglia la recitazione: “È qualcosa che amo fare perché ogni volta è nuovo, stimolante e intimidatorio allo stesso tempo. Ci sono poche cose nella vita che rimangono tali dopo averle provate tre volte. Idem per il paracadutismo, adrenalina pura, un rush comparabile solo all’eroina, ma senza la negatività della droga. Scusate l’analogia, ma sono e rimango un tossico, anche se le mie dipendenze sono cambiate. Purtroppo per me i ruoli spesso si confondevano con la realtà in cui vivevo, ero diventato il poster boy della cattiva gestione farmaceutica. Ero convinto che da drogato avrei reso meglio, molto di più. Dall’altra parte, anche con tutti gli errori, non riuscivo a toccare il fondo. E senza essere arrivato in fondo, non puoi cominciare a risalire”.

LA FOTO DELLA TRAGEDIA!

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Una foto drammatica, quella di un padre, Jihad Misharawi che stringe disperato il corpo senza vita del suo figlioletto Omar, morto a soli 11 mesi. Jihad lavora nella Striscia di Gaza per la Bbc: questa foto è diventata presto il simbolo della crudeltà dell’esercito israeliano, considerato come responsabile del bombardamento a tappeto sul quartiere dove viveva Jihad con suo figlio.
Ma ora si scopre che la verità potrebbe essere un’altra, e il suo sapore è più che amaro.
Ad uccidere il piccolo Omar non sarebbe stata una bomba israeliana, bensì un razzo palestinese che mancò Israele.
”La maggior parte dei razzi sparati non sembrano essere stati indirizzati verso bersagli militari – si legge nella relazione dell’ONU – L’aggravante è che questi lanci avvengono da zone popolate e mettono gli abitanti di Gaza in pericolo”. Come è infatti accaduto al piccolo Omar.
omar-gaza-tuttacronaca-Jihad al-Masharawi, Jihad Misharawi,

Il padre di Rembrandt tornerà al museo!

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La polizia serba ha trovato e recuperato nella regione di Sremska Mitrovica un quadro di Rembrandt, rubato nel 2006 dal Museo di Novi Sad. Il quadro, intitolato “Ritratto del padre di Rembrandt”, è del 1630. Nell’operazione quattro persone sono state arrestate. La banda, armata e mascherata, all’epoca aveva neutralizzato il custode del museo, rubando oltre al Rembrandt anche altri tre opere.

Selena Gomez, stella Disney, a 7 anni rimorchiava cameriere per il papà!

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Selena Gomez è cresciuta e diventa ogni giorno più sexy. L’ex stellina Disney, 21 anni, è arrivata al successo grazie alla serie tv per ragazzi “I maghi di Waverly”, ma ora è pronta a mettere in mostra il suo lato più sensuale. Immortalata sulla copertina di “Harper’s Bazaar” da Terry Richardson, Selena racconta al magazine dello strano rapporto con suo padre: “Dopo il divorzio lo aiutavo a rimorchiare le cameriere”.

Sono lontani i tempi in cui vestiva i panni di maghetta in tv. Ora Selena Gomez è consapevole del proprio fascino ed ha imparato a gestire le pressione dei media, specie quando entrano nella vita privata. E sulla sua chiacchieratissima love-story con Justin Bieber ammette “era super importante per noi due avere una relazione normale. E’ così che dovrebbe essere sempre”.

E se la Gomez ora è in cerca del principe azzurro, in passato è stata proprio lei a trovare le fidanzate per papà Ricardo, dopo il divorzio dalla madre. “Quando avevo sette anni mio padre andava spesso da Hooters – catena di ristoranti famosa per le cameriere giovani e avvenenti  – e ha iniziato a notare che le cameriere si avvinavano spesso al nostro tavolo quando io ero con lui – racconta – Alla fine passavamo il tempo insieme con tutte queste fantastiche ragazze intorno”.

QUESTI SONO GLI ESEMPI CHE DIAMO IN PASTO AI NOSTRI FIGLI? SONO QUESTI I MITI DELLE RAGAZZINE DI OGGI E DELLE FUTURE DONEN DI DOMANI?

Giallo Po!

Rossella Besola-po-giallo- tuttacronaca- morte

Ha finalmente un’identità la donna trovata sabato nelle acque del fiume Po a Torino: Rossella Besola aveva 42 anni ed è stato il padre a fare ieri il riconoscimento. La sua morte è tuttavia un giallo. Restano infatti avvolti dal mistero gli ultimi minuti trascorsi dalla donna che in un primo tempo era stata data per morta ma pare avesse dato flebili segni di vita all’arrivo dei soccorritori. Gli inquirenti escluderebbero il suicidio e sarebbero più propensi a credere all’ipotesi di un malore che l’avrebbe fatta cadere in acqua. Resta aperta anche l’ipotesi che qualcuno l’abbia spinta per farla cadere nel fiume.

Il governo tarda ad arrivare… la prima indagata c’è!

Maria Tindara Gullo,

La prima parlamentare indagata è Maria Tindara Gullo, eletta con il Pd in Sicilia. Il suo nome risulta tra quelli degli indagati nell’inchiesta “Fake”, sfociata ieri nell’arresto di sette persone, compreso il padre della deputata, che è accusata di falso ideologico. Le persone coinvolte nella maxi-indagine della polizia sono 156, accusate, a vario titolo, di falso ideologico e soppressione di atti d’ufficio, voto di scambio, associazione a delinquere e truffa aggravata.

Secondo gli inquirenti la Gullo, nel gennaio del 2011, a pochi mesi dalle elezioni amministrative nelle quali era candidata al consiglio comunale, avrebbe falsamente dichiarato di essere residente a Patti, in un’abitazione di proprietà del padre, l’ex vice sindaco Francesco Gullo, uno degli arrestati. Dalle indagini sarebbe emerso, invece, che la Gullo, insieme al marito e alla figlia, anch’essi trasferitisi fittiziamente, non si sarebbe mai mossa dalla sua residenza nel vicino comune di Montagnareale. Anche Luigi Gullo, consigliere provinciale del Pd e candidato sindaco alle amministrative di Patti del 2011, cugino della parlamentare e nipote del vice sindaco, risulta indagato con l’accusa di associazione a delinquere.

Lunedì sono in programma, dinanzi al gip del tribunale di Patti, Messina, Onofrio Laudadio, gli interrogatori di garanzia. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati sottoposti a divieto di dimora due consiglieri comunali di area Pd, mentre un ispettore di polizia municipale, un ex consigliere comunale e un geometra, sono stati sottoposti a obbligo di dimora.

Il Pd ha già sospeso dal partito gli iscritti destinatari dei provvedimenti cautelari. “Nei prossimi giorni – si legge in una nota della segretaria provinciale del Pd di Messina – la segreteria provvederà a nominare un commissario per il circolo del Pd a Patti peraltro, richiesto dallo stesso segretario del circolo. La commissione di garanzia del Pd valuterà nei prossimi giorni se sarà necessario assumere altre decisioni. Il Pd esprime piena fiducia nella magistratura nell’accertamento dei fatti”.

A 100 km all’ora a 8 anni!

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Sul web il video di una ragazzina di 8 anni che guida un’Audi a 100 km l’ora è già un cult, con oltre 500mila visualizzazioni. Accanto a lei il padre, mentre la madre immortala l’impresa dai sedili posteriori prima di consegnarla alla Rete. Nel filmato si vede Karina Mikulcik, questo il nome della piccola, condurre l’auto per cinque minuti lungo una strada costeggiata da una foresta innevata di betulle, nella regione di San Pietroburgo. “Vai, vai, accelera, almeno sino a 100 km/h, non avere paura”, la incoraggia il padre. Il video inquadra con chiarezza anche il tachimetro. La vettura a tratti procede anche sulla corsia opposta. “Se la mia amica Nastia mi vedesse guidare, sverrebbe!”, commenta la bambina. La polizia intanto ha aperto un’inchiesta per violazione del codice della strada e sul comportamento dei genitori.

Hashish a 10 mesi!

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Gattonando sul pavimento, ha trovato e ingoiato un pezzo di hashish perso dal padre nella casa di famiglia a Sant’Omero, nel Teramano, ed è stata colta da una crisi convulsiva: ora la piccola, che ha 10 mesi, è ricoverata in osservazione all’ospedale Mazzini di Teramo, dove i medici stanno cercando di disintossicarla.  Dopo la segnalazione del personale del pronto soccorso dell’ospedale vibratiano, i carabinieri sono intervenuti e hanno perquisito l’abitazione dell’uomo dove hanno trovato alcuni grammi dello stesso stupefacente. Il papà della piccola è stato denunciato per lesioni personali colpose, con segnalazione al tribunale di minorenni dell’Aquila. Il tutto, secondo quanto accertato, si è svolto davanti gli altri figli minorenni.

 

Ritrovamento agghiacciante! 3 bambini sgozzati.

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Un padre, un medico specialista francese ha trovato i suoi tre figli di 9, 11 e 17 anni quando è rientrato a casa dal turno di notte in ospedale.

La madre è ricercata dopo che il padre ha lanciato l’allarme. Quarant’anni circa, la donna è al momento introvabile e irraggiungibile.

Il padre, in stato di profondo shock, è stato affidato a una cellula di soccorso psicologico. Secondo i primi accertamenti, la coppia stava vivendo una crisi coniugale.

Corte di Strasburgo… il partner è partner anche se gay!

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Via libera all’adozione da parte del partner anche nelle coppie gay!

Nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto ad adottare i figli dei compagni, cosi come avviene per le coppie eterosessuali non sposate. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani in una sentenza emessa su un ricorso presentato da una coppia di donne austriache e dal figlio di una di loro.

La sentenza, definitiva perché emessa dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo, riguarda l’Austria, ma i principi valgono per tutti gli altri 46 Stati membri del Consiglio d’Europa. Nella sentenza la Corte afferma che l’Austria ha violato i diritti dei ricorrenti perché li ha discriminati sulla base dell’orientamento sessuale dei partner, visto che in Austria l’adozione dei figli dei compagni è possibile per le coppie eterosessuali non sposate. Il caso in questione è nato da un paradosso: la concessione dell’adozione alla partner avrebbe fatto perdere i diritti alla madre naturale, sua compagna. I giudici di Strasburgo hanno affermato che il governo austriaco non è riuscito a dimostrare che la differenza di trattamento tra coppie gay ed eterosessuali è necessaria per proteggere la famiglia o gli interessi dei minori. Tuttavia la Corte ha nel contempo sottolineato che gli Stati non sono tenuti a riconoscere il diritto all’adozione dei figli dei partner alle coppie non sposate. Il caso su cui la Corte ha stabilito la violazione dell’articolo 14 e 8 della convenzione europea dei diritti umani, che sanciscono la non discriminazione e il diritto al rispetto della vita familiare, riguarda due donne che vivono da anni in una relazione stabile e il figlio che una di esse ha avuto da un uomo con cui non era sposata. Nel 2005 le donne hanno concluso un accordo di adozione per creare un legame legale tra il minore e la compagna della madre. Ma quando si sono rivolte al tribunale per far riconoscere l’accordo, questo ha opposto un rifiuto. In base l’articolo 182.2 del codice civile austriaco la persona che adotta “rimpiazza” il genitore naturale dello stesso sesso, interrompendo quindi il legame con quel genitore. Nel caso in questione quindi l’adozione non avrebbe creato un nuovo legame o rimpiazzato quello con il padre, ma avrebbe reciso quello con la madre naturale del bambino.

2! Hugh Grant diventa di nuovo padre

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La sua compagna cinese Tinglan Hong ha dato alla luce un bambino.Il twitter di annuncio di Hugh è stato ”In risposta ad alcuni giornalisti sono emozionato perche’ mia figlia ora ha un fratello. Li adoro entrambi a un livello imbarazzante. Hanno una mamma favolosa”. In un tweet successivo, Grant ha aggiunto ”E per essere chiaro e cristallino, io sono il papa”’. Nel 2011 era nata la figlia Tabitha.

A San Valentino Steve Martin annuncia di essere padre per la prima volta

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Steve Martin, 67 anni  e la sua seconda moglie, Anne Stringfield,  41 anni, “sono neo genitori e hanno recentemente avuto un bimbo”. Il bambino, di cui al momento non si conosce il sesso, dovrebbe essere nato/a a dicembre. Martin ha presentato ieri a Berlino il suo nuovo film – fuori concorso –  ‘La pantera rosa 2’.

Tentato femminicidio a Roma, ferito anche il padre della vittima

Il femminicidio non si arresta. A Roma una ragazza di 23 anni incinta è stata aggredita dal suo ex, un italiano con precedenti penali. Anche il padre della vittima, un uomo di 60 anni, è stato accoltellato. L’episodio è accaduto questa notte intorno alle 3 nel quartiere della Magliana. Padre e figlia sono stati ricoverati in codice rosso al San Camillo. Versano entrambi in gravissime condizioni. L’uomo poi è stato arrestato dalla polizia.

femminicidio

Uccide il marito, la madre aveva ucciso il padre.

 

Donatella Zucchi ha confessato di aver ucciso il amrito, 22 anni fa era stata la madre a uccidere il padre durante una lite. BeFunky_ViewFinder_3p

Litigi per anni, all’ennesima discussione il figlio lo accoltella. Succede a Treviso

Il ragazzo si è reso conto del gesto compiuto solo durante l’interrogatorio.

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