Letta mette un freno alla “trinità laica”: mai più Mastrapasqua

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Mastrapasqua e quei tre incarichi davvero delicati, quasi una “trinità laica”. Come può un solo uomo ricoprire infatti la carica di direttore generale dell’ospedale israelitico, di  Presidente dell’Inps e vicepresidente di Equitalia?  Ora lo stesso premier Letta interviene: “Per il governo l’incarico di presidente di un ente pubblico nazionale deve essere fatto in esclusiva e non in regime di conflitto di interesse”.  Mastrapasqua ha accumulato un deficit nel bilancio dell’Inpscon l’annessione dell’Inpdap che di anno in anno ha portato a un profondo rosso. Ora chi lo paga? I pensionati che si sono visti bloccare la rivalutazione, coloro che hanno dovuto rinunciare a una quota di un diritto acquisito mediante il contributo di solidarietà e quei cittadini che invece la pensione la sognano, ma non la riescono a ottenere. Il loro diritto alla pensione di anno in anno subisce variazioni, con evidenti ripercussioni sui giovani. Sì, perché il disastro dell’amministrazione Inps non finisce in un anno, ma si ripercuoterà sulle generazioni future quelle che oggi sono in cerca di lavoro e perdono anni importanti che non recupereranno più con evidente danno sulle pensioni.

“Manca la norma sulle incompatibilità” spiega Letta, secondo cui è necessario intervenire per legge perché “per guidare un ente nazionale come l’Inps lo si deve fare in esclusiva”. Questi incarichi, dice ancora, “devono essere svolti in esclusività, così come accade a me e alle persone che lavorano con me nel Governo. Allo stesso modo riteniamo che la stessa cosa debba avvenire per l’Inps e gli altri enti paragonati all’Inps, come l’Istat, l’Inail e altri”.

Poi il premier torna sul caso specifico e ricorda che la nomina di Mastrapasqua è stata decisa per legge, con il decreto Salva-Italia, per cui “una nomina per legge non può che essere cambiata o attraverso una legge o attraverso le dimissioni”.
Letta aggiunge che “stante quella situazione, abbiamo deciso di accelerare un percorso già iniziato dal ministro Giovannini per la nuova governance dell’Inps, a seguito della fusione Inps-Inpdap. C’eravamo dati il mese di marzo come termine, a questo punto accelereremo e contiamo di fare la consultazione dei sindacati e delle forze politiche rapidissimamente nei prossimi giorni’”.

Si parla di tagli… e si buttano 20mila euro al mese per un ufficio fantasma!

gettare-soldi-tuttacronacaA chiedersi se sia giusto che a Napoli si paghino 17mila euro in più al mese per il mantenimento del “parlamentino del quartiere Poggioreale, quarta municipalità” è Luigi Roano che, sul Mattino, parla dello strano caso di un affitto che il Comune paga mensilmente per un ufficio che non viene utilizzato e che costerebbe in realtà 3.100. E “Va bene che le municipalità sono il front-office dell’amministrazione e della democrazia partecipata”, ma “non è giusto, ed è anche contro le regole dettate dalla Corte dei conti per avere aderito alla legge sul predissesto”. E spiega ancora: “Lo è ancora di più perché è un ufficio fantasma da almeno due anni. Il Comune deve pagare perché per legge bisogna restituire il sito nelle condizioni in cui lo si è affittato. Poiché nessuno ha provveduto al «ripristino dei luoghi» si continueranno a pagare 20mila euro al mese senza utilizzare l’immobile fino a quando non ci saranno i lavori.” Ad intascare una simile cifra una congregazione religiosa, “che percepisce un affitto 6 volte maggiore rispetto al prezzo di mercato”.

Dopo l’Imu, tempo di pensare alla riforma elettorale: parla Enrico Letta

enrico-letta-legge-elettorale-tuttacronacaHa parlato ai microfoni di Radio anch’io, su Radio 1, il premier Enrico Letta, e ha affermato: “Io insisto: il ‘porcellum’ è uno dei guai principali del nostro Paese” e sia la parte delle “riforme costituzionali, sia la parte dalla riforma elettorale”, saranno i temi “prioritari dell’autunno”. Il giorno dopo il Consiglio dei ministri, riguardo la vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi, sembra sereno: “Ho sempre detto che non temevo” che potesse incidere sulle sorti del governo “e non temo a maggior ragione adesso che ci sia un’influenza sulla vita del governo, perchè gli italiani hanno bisogno di governo, di risposte, di concretezza nelle risposte, quindi credo che ci sia bisogno di muoversi su questa strada. Quello che abbiamo fatto ieri fa parte di questa filosofia della concretezza delle risposte”. Non è comunque entrato nel merito della questione decadenza visto che “è una decisione che riguarda la Giunta del Senato che si occupa di queste cose, ho sempre separato le due questioni e continuerò a farlo anche adesso”. Ma il Premier ha anche parlato della nuova service tax che entrerà in vigore l’anno prossimo spiegando che quello su cui si concentra principalmente è la situazione degli italiani: “Le famiglie avranno una riduzione fiscale importante e dalla nuova service tax dell’anno prossimo in particolare ci sarà più equità, le famiglie numerose saranno meno penalizzate rispetto a quanto l’Imu faceva oggi. Ho sempre concentrato la mia azione non sulla politica o sul politichese, ma sulle cose concrete che riguardano il rilancio del nostro Paese. Al di là del governo più debole o più forte, delle scadenze, del chiacchiericcio politico che in questo momento non mi interessa e lascio perdere, ci sono sette risultati importanti che riguardano l’Italia e gli italiani.” Infine, parlando della sessione autunnale, ha ricordato che serve guardare “lontano”. “Le risposte di ieri sono risposte importanti su Cig, esodati e lavoratori in difficoltà su mutui casa”, ma sono una “prima risposta” e “sono molto fiducioso nel fatto che la sessione autunnale, questo maggiore respiro che oggi possiamo avere e questo orizzonte più lungo che ci dà la possibilità di guardare più lontano” ci permetterà di “costruire una legge di stabilità con dei pilastri basati sulle riforme strutturali e sulla crescita”.

Nell’Imu ci sono 700 milioni per gli esodati!

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Il Consiglio dei ministri, convocato per le 17 di questo pomeriggio, sarà decisivo per la controversa abolizione definitiva dell’Imu 2013. L’obiettivo del governo è quello di cancellare la tassa sia sulla prima, che sulla seconda casa: per la copertura economica dell’operazione servono 4,6 miliardi, ci saranno aumenti delle accise su alcolici, giochi e tabacchi. Ma alla quadratura dei conti mancherebbe un altro miliardo, ma si sono stanziati 700 milioni per gli esodati. Secondo fonti de La Stampa è stato trovato l’accordo quindi per dare la pensione a 10mila esodati in due anni. Arrivano anche 400 milioni per rifinanziare la cassa in deroga. Insomma si è dati un colpo al cerchio e uno alla botte: il Pdl può sventolare la carta dell’Imu e il Pd risponde con esodati e cassa in deroga… la quadratura politica è perfetta, quella finanziaria meno. Chi pagherà?

Monti e il governo che cede alle pressioni del PdL

mario_monti_imu-tuttacronacaConsiglio dei ministri convocato oggi alle 17 per l’esame, come recita la convocazione, “del seguente ordine del giorno: – Decreto-legge: Disposizioni urgenti in materia di IMU, abitazioni e cassa integrazione guadagni (Presidenza – Vicepresidenza e Interno – Economia e Finanze – Lavoro e politiche sociali – Infrastrutture e Trasporti – Affari regionali e Autonomie); – Leggi regionali; – varie ed eventuali.” E se Brunetta, ai microfoni del Tg1, è apparso soddisfatto, “Finalmente ci sarà la soluzione per l’Imu sulla prima casa e i terreni agricoli. Cancellazione per il 2013 e riforma complessiva della tassazione degli immobili, in termini di service tax, dal 2014. Stiamo definendo le coperture in maniera seria, responsabile, trasparente”, lo stesso non dicasi per Mario Monti. Intervenuto stamattina a Omnibus, ha attaccato la scelta del governo sull’IMU, definendola un “cedimento di Enrico Letta e del Ministro Saccomanni, di cui ho in grandissima stima, e del PD alle pressioni del PDL”. E ha proseguito: “L’Europa chiedeva da tempo che l’Italia introducesse una tassazione per la prima casa, non per un sadico gusto di far pagare di più ai cittadini ma per poter ridurre semmai la tassazione sul lavoro, stimolando la produttività”.  Monti ha poi detto: “Il Governo ha scelto una strada diversa, quella di arrendersi alla forte pressione del PDL. Quindi si avrà, se ho capito bene, un successo politico del PDL, un’apparente soddisfazione per i proprietari di case e tutti i cittadini finiranno a pagare tutto questo con piccoli aumenti a piccole tasse e l’aumento dei tassi d’interesse”. Ha quindi concluso: “Il Governo è guidato da un partito, con il PD pronto ad accondiscendere alle pressioni, anche se non le condivide, del PDL e con Scelta Civica che non ha i numeri per impedire questa evoluzione. Tutto questo dà la sensazione, all’interno e all’esterno del Paese, che anche se c’è un Governo, si accettano pressioni che non hanno molto senso dal punto di vista economico e civile”.

L’Imu sulla prima casa abolita per il 2013: tasse su alcolici, giochi e tabacchi

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Come verranno coperti i 4,8 miliardi a cui lo Stato rinuncerà abolendo l’Imu sull’abitazione principale e sugli immobili agricoli?

Nel menu delle coperture entreranno anche voci che rappresentano di fatto un aumento di imposta: ritocchi delle accise su alcol e tabacchi, interventi sui giochi e forse anche una maggiorazione della stessa Imu a dicembre per gli altri immobili, in particolare le seconde case.

 E potrebbe anche tornare in ballo l’aumento dell’Iva destinato a scattare il primo ottobre, in assenza di un intervento che vale un miliardo per gli ultimi tre mesi dell’anno. Sul piano politico sarebbero così state superate le resistenze del Pd, che ancora ieri al termine di un vertice tra il segretario Epifani e la delegazione governativa, aveva ricordato come tra le proprie priorità figurino altre voci, dalla cassa integrazione in deroga agli esodati.

Sarebbe contraddetto anche, se questa ipotesi si concretizzasse, quanto invocato dal ministro Zanonato e cioé che l’operazione Imu non avrebbe provocato un aumento del prelievo fiscale sotto altra forma.

Da questa operazione dovrebbero essere esclusi prodotti di più ampio uso quali benzina e gasolio, anche se potrebbero poi verificarsi aumenti se le risorse non bastassero nel proseguo dei mesi.

Per il 2014 c’è invece sul tavolo l’ipotesi di una service tax per i servizi da pagare nel Comune o nella circoscrizione di residenza.

Verso una soluzione per l’Imu? Se ne parla…

letta_epifani-tuttacronacaHa avuto luogo l’incontro tra il segretario Epifani e i ministri del PD oggi, in via del Nazareno e al termine è stato diramato il comunicato che spiega come il risanamento del Paese non passi per l’abolizione dell’Imu: “Le priorità riguardano la scuola, il rifinanziamento della Cassa integrazione guadagni, il tema degli esodati. In una fase di drammatico calo dei consumi interni sarebbe utile evitare il previsto aumento dell’aliquota Iva”. Ma la nota prosegue parlando proprio della tassa sulla casa: “Il tema del superamento dell’Imu, come previsto dal programma di governo dovrebbe essere affrontato attraverso soluzioni eque e che siano nel contesto di un riforma federale”. La nota sembra dunque voler sottolineare che i democratici non hanno piegato la testa davanti alle richieste del Pdl, come ha ribadito Epifani: “Non accettiamo ultimatum, non c’è solo l’Imu”. Al riguardo prende la parola anche il ministro dello Sviluppo economico Zanonato:  “Non c’è nessuna ipotesi di aumentare le tasse per coprire l’eventuale mancato gettito dell’Imu”. Ma se non si prevede di aumentare le accise su alcool e tabacchi, come invece era stato prospettato nei giorni scorsi, ci si chiede come sia possibile coprire il mancato introito della tassa sulla prima casa e, di conseguenza, chi potrebbero essere coloro che dovranno pagarla. Un’indicazione era giunta da Delrio che aveva indicato che le abitazioni di lusso sarebbero 73mila, su un totlare di oltre 33milioni ma il PdL vuole stringere il più possibile le persone che potrebbero essere colpite dall’Imu, che per il Pd potrebbero essere troppo poche. Bisognerà quindi capire dove verrà tracciata la linea di demarcazione anche se sembra che, nonostante le incertezze ancora presenti, si possa trovare un accordo: nelle more delle diverse ipotesi ancora al vaglio, l’abolizione (o la sostanziale rimodulazione) riguarderà il solo 2013. L’ostacolo sulla via dell’intesa potrebbe essere rappresentato dalle preoccupazioni del ministro Fabrizio Saccomanni. che però ha avuto un incontro in tarda mattinata con Angelino Alfano e durante il quale sono emersi segnali positivi:

alfano-imu-twitter-tuttacronacaAd essere ancora preoccupata per la questione è l’Anci, che si è riunita questa mattina e alle 17 invierà una delegazione a Palazzo Chigi.

Il CdM dà il via libera a dl e ddl sulla Pubblica Amministrazione

enrico-letta-pubblica-amministrazione-tuttacronacaIl Consiglio dei ministri ha dato il via libera al pacchetto sulla Pubblica amministrazione, che comprende un dl e un ddl. Il premier Letta, annunciando un provvedimento sull’efficienza nel pacchetto di misure sulla P.A. ha spiegato: “Purtroppo non riusciremo a usare in questi sette anni tutte le risorse disponibili” dai fondi strutturali europei. Tra i provvedimenti votati oggi “c’è un ulteriore taglio del 20% delle auto blu; una scelta che continua una direzione di marcia sulla quale dobbiamo fare ancora di più”. Con il dl “si decide di dare una soluzione strutturale al tema del precariato nella Pa” ha aggiunto Letta, che ha anche sottolineato la decisione di “tipizzare e ridurre le forme di lavoro flessibile” e di aver “messo barriere” per evitare le “scorciatoie per le assunzioni”. Il dl sulla P.A. rappresenta anche un “intervento importante di razionalizzazione del sistema per far sì che ci sia concentrazione e rafforzamento della lotta alla corruzione, della sua prevenzione e della trasparenza attraverso una divisione di competenze” che trasforma la Civit nel “soggetto oggi esclusivamente dedicato alla lotta corruzione” togliendole “tutte le altre funzioni” che saranno “allocate all’Aran, in particolare per la valutazione”. Il pacchetto include l’assunzione di 1.000 vigili del fuoco. Un investimento, per il premier, che segnala “un’attenzione profonda rispetto ai problemi del nostro territorio”.

Il ministro della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, ha detto al termine del CdM: “Mai più contratti a termine che non siano eccezionali e temporanei perchè temporanea è la richiesta”. Il ministro ha anche sottolineato che il contratto “tipico” è il contratto a tempo indeterminato. Sono previste “procedure selettive” perchè tra coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque “si scelgano i migliori”, ha aggiunto a proposito delle norme per la stabilizzazione dei precari. Nel dl è prevista la riserva del 50% dei posti a concorso per queste persone. D’Alia ha detto inoltre che con il ministro dell’Interno Angelino Alfano, è stato deciso d’inserire “anche una norma che ci sembra un atto di giustizia: l’assunzione nella pubblica amministrazione di testimoni di giustizia”.

Secondo Monti dobbiamo ringraziare Passera e Grilli…

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«La quota di debiti della Pa non ceduta alle banche era già 61 miliardi di euro, salito a 74 a fine 2010 e a 80 miliardi a fine 2011». Lo ha detto il premier Mario Monti, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm. Ho visto un’«improvvisa voglia di tutti di pagare molto di più alle imprese, compresi coloro che le hanno soffocate in passato», conclude Mario Monti.
«Siccome può essere l’ultima volta che ho a fianco» i ministri Grilli e Passera lasciatemi dire che entrambi fatto un enorme lavoro e quando «la polvere si sarà posata» e il lavoro del governo sarà valutato oggettivamente «è sopratutto a loro due che dovrete dire grazie». Così Mario Monti, in conferenza stampa.

Allora grazie di aver pagato una parte esigua dei debiti che hanno già fatto chiudere aziende, seguiti a volte da suicidi degli imprenditori e che arrivano dopo rinvii e promesse sempre disattese e dopo aver appena appreso che il debito dello stato non è a 91 miliardi ma bensì a 130. Grazie!

Adesso per giorni avremo i titoli sulla grande svolta dell’Italia e dell’ossigeno alle imprese, ma non si penserà a chi, pur avendone diritto, non potrà usufruire di quell’ossigeno. Però grazie di aver iniziato a pagare quello che gli imprenditori attendono da anni… ciò che è dovuto, lavoro che è stato fatto e non è stato retribuito dallo Stato… Debito accumulato verso privati che poi sono stati strangolati dalle tasse a cui è stata negata anche la compensazione… per questo ringraziamo… Grazie a nome di tutti coloro che non ce l’hanno fatto e non ci sono più. GRAZIE!

Si lavora per lo Stato che non paga e non conosce neppure i suoi debiti!

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Oggi arriva la prima tranche della P.A. alle imprese per un ammontare di circa 40 miliardi per il biennio 2012-2013 che sarà coperto dall’emissione di titoli di Stato, quindi il Paese contrarrà un nuovo debito.

Il vero problema è a quanto ammonta il debito?

Secondo la Cgia di Mestre, non sono conteggiati quelli spettanti alle piccole e medie imprese che porterebbero ad un importo complessivo tra i 120-130 miliardi di euro. La Cgia, dopo aver analizzato la Relazione della Banca d’ Italia presentata nei giorni scorsi alla Camera, ha scoperto che i 91 mld di euro che l’Istituto ha stimato in questo rapporto sono stati calcolati attraverso un’indagine campionaria condotta solo sulle imprese con più di 20 addetti, quindi sono rimaste fuori tute le piccole aziende che in Italia rappresentano il 98% delle imprese presenti sul territorio.

Oltre al mancato monitoraggio delle aziende con meno di 20 addetti, la Cgia sottolinea che nella indagine redatta dalla Banca d’Italia non sono incluse neppure le imprese operanti nei servizi sociali e sanitari che, come sottolinea la Relazione stessa, sono attività che intrattengono scambi commerciali intensi con le amministrazioni pubbliche. Inoltre, l’indagine è relativa al 31 dicembre 2011, quindi è presumibile che ad oggi l’importo complessivo del debito sia cresciuto di qualche miliardo.

“In un Paese civile – conclude Bortolussi – che credibilità può avere un debitore se non conosce nemmeno l’ammontare esatto dei soldi che deve ai suoi creditori?”

Intanto però veniamo a scoprire che sale la pressione fiscale. Nel quarto trimestre del 2012 ha toccato il 52%, un valore record assoluto, con un balzo di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat nel conto economico trimestrale della P.a. La media annua, sempre da record, si attesta invece al 44%, +1,4 punti sull’anno precedente.

Ora però sono previste altre tasse come la Tares che dalle prime stime della Uil peserà più di quella sulla casa.

Paghiamo debiti contraendo debiti, sottostimiamo i debiti del Paese non iscrivendo quelli delle imprese con meno di 20 operai e strangoliamo i cittadini con le tasse. Gli esodati ancora non hanno certezze, i disoccupati rinunciano a cercare lavoro, il governo non si forma, il Presidente della Repubblica abbandonerà il suo incarico fra pochi giorni scatenando la bagarre in Parlamento… Cosa resta dell’Italia? I debiti e le tasse?

La risposta del governo all’impresa: CDM rinviato!

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Se pochi giorni fa Giorgio Squinzi aveva parlato della necessità da parte delle imprese di ricevere un segnale forte dal governo, sicuramente è stato ascoltato! Il Cdm che doveva dare il via libera ai pagamenti della P.A. alle imprese è stato rinviato. “Serve un approfondimento”  così si legge nella nota del governo.

Questa mattina Matteo Renzi aveva parlato di “perdita di tempo” e il governo non lo smentisce, anzi rafforza la sua tesi. Il Presidente della Repubblica è impegnato a trovare soluzioni con i saggi, il governo rinvia i pagamenti.

L’industria è al collasso ( e anche oltre), gli imprenditori si suicidano, il governo è inesistente. Tutti filosofeggiano, parlano sui luoghi comuni e nessuno riesce ad avere un’idea per uscire fuori dall’empasse che si è creato.

La P.A. paga le imprese, ma nessun aumento Irpef

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Nel provvedimento per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione non è prevista la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef regionale, anticipando a quest’anno la maggiorazione che scatterà nel 2014. L’ipotesi non è infatti contenuta nel testo in arrivo al Consiglio dei ministri previsto per le 19.

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