Otranto: il naufragio che termina… in bilico sugli scogli!

yatch-molo-tuttacronacaNella tarda serata di ieri un’imbarcazione russa lunga 13 metri si è schiantata sugli scogli all’esterno del porto di Otranto. Le persone a bordo, tre adulti e quattro bambini di nazionalità russa e tedesca, provenienti dal Montenegro e usciti indenni, hanno ricevuto i soccorsi della Guardia costiera di Otranto e degli agenti del locale commissariato di pubblica sicurezza. Ad aiutare anche alcuni pescatori sportivi che si trovavano in zona. Tutti sono poi stati affidati al personale sanitario del 118.

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Il nido-hotel e l’uovo-albergo sono l’ultima frontiera dell’ecosostenibilità

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Si parla di ecosostenibilità in ogni campo, soprattutto nel settore turistico ed è ecco quindi che arriva un hotel che si propone di diventare un “nido” e un uovo che si propone di essere albergo. Un originalissimo albergo diffuso,  completamente biodegradabile, che sarà costruito a partire 20 luglio nel Parco dei Paduli: 5500  ettari di ulivi secolari, pajare, masserie, dolmen menhir tra Lecce, Leuca, Otranto e Gallipoli.

2 progetti, 2 idee e un’unica grande visione di offrire ospitalità rispettando il territorio e valorizzandolo.

Attraverso un bando a cui hanno partecipato 38 progetti ne sono poi stati scelti due da realizzare con l’aiuto di alcuni volontari che dalla prossima settimana si metteranno a lavoro per portare a termine i due rifugi. Il primo classificato è “Lovo”, presentato da un gruppo di architetti under 29 attivi tra Parma e Brindisi. Lovo come suggerisce il nome, rimanda alla circolarità di un uovo: uno spazio luminoso, con tende fatte di rafia naturale, canapa e reti da raccolta delle olive intessute di nylon, una specie di membrane per proteggere dalle zanzare. Il tutto con effetto magico illuminato da lanterne a olio.

Il secondo progetto è “Nido dei Paduli” presentato da un gruppo di studenti dell’Università di Firenze. Anche in questo caso, il rifugio abbraccia l’albero, ma con una struttura più solida fatta di canne, rami potativi e paglia.

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I nostri 7 giorni: una settimana all’insegna del terremoto

7-giorni

Settimana all’insegna delle scosse. E quando raggiungono una simile intensità è difficile non volerne sapere di più, farsi domande, scoprire dove siano avvenute. Talmente tanta curiosità che, in occasione della scossa di venerdì di magnitudo 5.2 il sito dell’Istituto nazionale di vulcanologia e geodinamica è collassato per le troppe visite. Ma non solo la forte scossa in Lunigiana, dove ancora si registrano eventi, in settimana hanno tremato anche l’Umbria e la Basilicata, ha destato paura una scossa nel veronese, così come il Canale di Otranto. E non è solo l’Italia ad essere “vittima” di questi momenti di paura: anche il Cile ha osservato i palazzi tremare e brividi di paura sono scivolati anche sulla Grecia, dove al largo di Creta si è verificata una scossa di magnitudo 6.1. La Terra trema dunque, forse sta provando a lanciarci dei messaggi, forse si sta semplicemente assestando, forse è stato il suo modo di “salutare” la Superluna che abbiamo ammirato nel cielo. E proprio nel mezzo di tutte queste scosse che hanno portato molti a dormire nei rifugi o in auto, a temere il ripetersi di tragedie come quelle degli anni passati (primi tra tutti gli abitanti dell’Emilia, che venerdì si sono riversati in strada temendo che l’incubo stesse ricominciando), un articolo ci ha colpiti in particolar modo. Parla di un terremoto che “potrebbe essere distruttivo” e che minaccia l’Italia. A parlarne è stato  Marco Mucciarelli, direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, laureato in fisica e professore universitario di Sismologia Applicata presso l’Università della Basilicata, che ha spiegato la sua teoria nel suo blog. Ma se ci si preoccupa di quello che accade “nel centro della Terra”, anche dal cielo può arrivare il pericolo che non guarda in faccia nessuno, non risparmia neanche i luoghi di culto. Infatti in questi giorni il santuario di Lourdes ha fatto le spese dell’alluvione che ha colpito la Francia, con tanto di grotta chiusa ai pellegrini. Ora il momento peggiore è passato e, ieri, il luogo dove la Vergine Maria sarebbe apparsa a Bernardette è stata riaperta. A ricordarci che tutto scorre, cambia, si evolve. A volte si ristabilisce la normalità, a volte si evolve, in un modo o nell’altro. E anche chi dorme è destinato a svegliarsi.

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Ma a volte terremoto è anche quella scossa personale che ti fa deviare dai binari della vita che hai sempre conosciuto. Ti colpisce all’improvviso e scombina piani e progetti. A volte si rivela implacabile anche sul piano fisico. E’ il caso della campionessa di motociclismo Alessia Polita, che ora dovrà fare i conti con la sua nuova vita, quella del dopo, quella che segue l’incidente che l’ha lasciata paralizzata. Altre volte, ancora, il terremoto è talmente potente da sbalzarti via dalla strada, dalla pista, dalla tua stessa vita. Com’è accaduto al pilota Allan Simonsen, che ha trovato tragicamente la morte durante la 24 Ore di Le Mans. Ma c’è anche chi quella scossa la provoca, la cerca, la desidera. E vorrebbe fosse l’ultima. Allora prende in mano una pistola e spara, contro se stesso o contro la vittima designata. Può essere un ex marito che non accetta la vita della donna prosegua senza di lui, o due ignoti su uno scooter che mirano al capo degli Irriducibili della Lazio Fabrizio Toffolo. Ma a privare dell’equilibrio immaginato sono anche quegli scossoni da calciomercato, come quello che aveva portato, ancora due anni fa, Neymar ad un passo dalla Juve per poi strapparglielo all’improvviso. Ed è anche quel batticuore che ti coglie quando la squadra per cui tifi potrebbe iniziare ad  avere un aspetto chiaro, le formazioni vengono dichiarate e tutto è pronto per la prossima stagione. E anche se ci saranno dei cambiamenti, tutto è previsto, l’importante è che ci siano quelle 11 magiche maglie in campo. Alla fine, l’importante è non aver paura di andare verso il futuro. E se anche un po’ d’apprensione si facesse sentire… ora Google ci promette l’immortalità. Forse dovremmo ancora aspettare un po’, ma nel frattempo rincuoriamoci: i miracoli sono sempre possibili. Anche quello di Papa Giovanni Paolo II è stato riconosciuto e ora Wojtyla si avvia per la strada della santità. Andiamo avanti senza paura dunque, ricordandoci che… a volte la realtà non è così come appare!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

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