Il fratello di Pistorius in tribunale… fattore genetico?

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Carl Pistorius, fratello dell’ex campione accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, e’ comparso in tribunale per rispondere della morte di una motociclista investita dalla sua auto nel 2008 a Johannesburg.

Anche per il fratello di Oscar l’accusa e’ di omicidio volontario o colposo. Carl e’ arrivato in tribunale accompagnato dalla sorella Aimee. Nessuna traccia invece del ben piu’ celebre fratello, che e’ libero su cauzione e dovra’ tornare in tribunale a giugno.

Italia-Brasile la sfida si rinnova S.T: 2-2

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Si ricomincia a giocare dopo il finale rocambolesco che ha portato il Brasile in vantaggio nel primo tempo per 2 gol a 0. Doppio cambio per l’Italia, fuori Osvaldo e Pirlo, dentro Cerci ed El Shaarawy.  Italia che passa al 4-3-3 con Cerci ed El Shaarawy larghi, De Rossi regista, Giaccherini interno destro. Al 4′ prima azione offensiva dell’Italia con un cross di Cerci per Balotelli, l’attaccante del Milan sbaglia tutto. In questa ripresa sembra che i due gol abbiano tagliato le gambe agli azzurri. C’è stato un tiepido inizio di secondo tempo per la formazione italiana che sembra ancora accusare il colpo di un primo tempo quasi perfetto, in cui ha subito due gol sfortunati. Al 7′ però cambia marcia Balotelli di tacco per El Shaarawy! L’egiziano si inserisce in area, Julio Cesar chiude in angolo. 8′ Il calcio d’angolo, tocco d’esterno di De Rossi in anticipo, Julio Cesar non può nulla. All’11’ palla rubata, Balotelli dal limite dell’area la piazza a giro beffando Julio Cesar che era un po’ fuori dai pali! 2-2 dell’Italia e la partita ricomincia in perfetta parità. 13′ e l’occasione di Hulk tutto solo davanti a Buffon, l’attaccante dello Zenit si dimentica il pallone sul tentativo di saltare il portiere. Al 16′ un cambio anche per i brasiliani  fuori Oscar dentro Kakà. Ancora Italia e ancora Balò, solo, davanti al portiere dal limite dell’area, il numero 9 azzurro conclude male e si fa respingere il pallone dall’uscita disperata del portiere. Occasione che poteva portare al vantaggio. 21′  Altro cambio per l’Italia, fuori Giaccherini, dentro Poli. Siamo al 22′ quando c’è l’ennesima occasione a favore dell’Italia su calcio d’angolo, stacca perfettamente Bonucci che sfiora mandando largo il colpo di testa. Un cambio anche per i brasiliani dentro Diego Costa al posto di Fred. Diego Costa dentro nel Brasile al posto di Fred. 27′ Fallo di Hernanes da dietro ai danni di Balotelli che reagisce a brutto muso. Meritavano entrambi il giallo, l’arbitro sorvola. Il laziale sarebbe stato da espellere. Ancora sotituzioni, questa volta per l’Italia, fuori De Sciglio, dentro Antonelli. 30′ Balotelli a colpo sicuro, Dante devia in angolo! Cerci per Super Mario, l’attaccante del Milan conclude di prima intenzione, il Brasile si salva. Ammonito Maggio, fallo su Marcelo. Sulla punizione seguente di Hulk Buffon para sicuro a terra. Al 33′ brutto scontro tra De Rossi e Buffon, poi si rialzano entrambi. 37′ fuori Balotelli, acclamato dal pubblico, dentro Gilardino. 39′ Cambio nel Brasile, fuori Hulk dentro Jean. Fino ad ora Brasile tutt’altro che letale su punizione, Neymar centra ancora una volta la barriera. Il ritmo della gara si abbassa, ora il Brasile prova a venire fuori, gli azzurri non devono sprecare un secondo tempo molto produttivo e tentare in contropiede. Al 45′ scoccato cambio per il Brasile, fuori Hernanes, dentro Luis Gustavo.

Un inizio di secondo tempo tiepido per l’italia, ma dopo i primi 5′ gli azzurri hanno iniziato a carburare e si sono riportati in pareggio con i gol di De Rossi e di Balotelli. Poi tanta Italia, ma molti colpi imprecisi, sul finale i ritmi si abbassano, bella gara ma l’Italia meritava di vincere.

Italia-Brasile la sfida si rinnova P.T: 0-2

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Prima di iniziare a giocare i 22 giocatori in campo hanno tenuto un lungo striscione con su scritto: ‘No racism’ mentre il centrocampista del Milan Kevin Prince Boateng ha letto un messaggio al pubblico in cui paragona il razzismo alla malaria. Poi un 1′ di silenzio per ricordare Mennea. L’Italia gioca con il lutto al braccio.

Si parte per l’ennesima sfida all’ultimo respiro fra Brasile e Italia.

Al 2′ Subito Brasile, con Hulk che scaglia un pallone da lontano che non impensierisce Buffon. Italia in avanti e ottima occasione per Giaccherini che è andato vicino al gol.  Lo juventino converge e costringe Julio Cesar a chiudere in angolo. un minuto più tardi uno scontro non molto amichevole tra il laziale Hernanes e Osvaldo. Brasile ancora pericoloso. Penetrazione centrale di Neymar, Bonucci non riesce a contenerlo, Buffon costretto a parare in tuffo. Riparte l’Italia con Balotelli che subisce fallo a metà campo da Hulk. La punizione è un lancio lungo per Balò: tiro al volo con David Luiz in ritardo, Julio Cesar con i piedi manda in angolo! Sempre l’Italia che sta provando a premere con Balotelli che dialoga con Maggio e scarica a Pirlo che sbaglia l’assist per Osvaldo. Sulla ripartenza del Brasile è buona la chiusura di De Sciglio su Hulk lanciato sulla destra. E’ l’11 quando Dani Alves sfida De Sciglio sulla destra, al centro per Hernanes che calcia con il sinistro, tiro strozzato che finisce largo. Tensione in campo Balotelli si arrabbia per un fallo non fischiato, l’Italia recupera subito la palla e Super Mario ha l’occasione di tirare dal limite dell’area, David Luiz mette in angolo. Il Brasile fatica a ripartire, Osvaldo spreca una buona occasione calciando male dal limite dell’area, Balotelli ancora arrabbiato, avrebbe voluto il pallone. Al 17′ il Brasile sorprende con la punizione dai 35 metri, tutti si aspettano Hulk, invece prova Fernando che però non trova la porta. L’Italia esce bene dal pressing del Brasile, azione da destra a sinistra con Balotelli che cerca l’assist per Osvaldo, il giallorosso colpisce di testa fra due uomini, la traiettoria finisce alta. Scolari passa al 4-2-3-1 abbassando Hernanes e alzando Oscar sulla linea dei trequartisti. A metà del primo tempo occasione buttata per l’Italia!  Pirlo lotta con Neymar e metà campo, si libera con il brasiliano che si lamenta per un colpo al volto, lo juventino sfodera uno dei suoi lanci per l’inserimento di Maggio che da posizione defilata calcia male, Julio Cesar in uscita respinge. Al 27′ c’è la prima ammonizione, fallo di Fred su De Rossi. 28′ è il momento di Montolivo che calcia dai trenta metri, palla larga. Al 33′ arriva il gol del Brasile! Cross dalla sinistra, Bonucci prolunga la traiettoria, la palla finisce per essere perfetta per Fred che di prima al limite dell’area piccola buca Buffon. 0-1! Un vero peccato perchè l’Italia aveva dominato tutto il primo tempo e si meritava un vantaggio. 37′ Giaccherini ruba palla e serve Balotelli al limite dell’area, il milanista sceglie il tiro invece di allargare per De Rossi, Julio Cesar para in tuffo. Poteva fare meglio Super Mario. 39′ ancora una conclusione azzurra, Giaccherini vede l’inserimento di Pirlo che calcia dal limite dell’area, palla larga. repentino cambio di campo e occasione per il Brasile, De Sciglio d’esperienza con una spallata ferma Dani Alves. Ormai è Brasile! Secondo gol. Con un perfetto contropiede condotto da Neymar che scarica per Oscar, De Sciglio è in ritardo e il giocatore del Chelsea batte ancora Buffon per lo 0-2. Allo scadere del primo tempo occasione per l’Italia. La deviazione volante di Osvaldo non trova la porta, è la quinta possibilità per gli azzurri nitida, ma non arrivano i gol, i brasiliani al contrario sono perfetti.

Hanno giocato un ottima partita glia zzurri peccato per il risultato parziale del primo tempo che vede in vantaggio i Brasiliani, che al contrario hanno giocato poco ma concretizzato di più.

I MITI HOLLYWOODIANI CAMBIANO PELLE! Ora il trend è l’Africa!

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Belli, impegnati, intelligenti, soprattutto buoni e generosi. E con la barba, che non è indispensabile ma aiuta, a giudicare dall’affollamento di barbuti che hanno sfilato sul red carpet agli ultimi Oscar. Sono loro i nuovi padroni di Hollywood: in testa Ben Affleck che quella sera si è portato a casa i premi più prestigiosi sbaragliando la concorrenza. E che pochi giorni dopo parlava sul palco del Ted – la grande conferenza dove le migliori intelligenze dell’era Internet si scambiano le conoscenze  –  per promuovere la causa del Congo orientale: “L’altro mio vero scopo nella vita”, come lui stesso la definisce.

E ora il New York Times battezza la tendenza con un marchio di qualità caro al cinema americano: Ben e i suoi amici sono il nuovo “Rat Pack”, che è come aver vinto un’altra statuetta e sedersi accanto ai mostri sacri della Hollywood in bianco e nero. La definizione è di Lauren Bacall. Una mattina, all’alba, vide rientrare il marito Humphrey Bogart e i suoi amici barcollanti, reduci da una notte di festeggiamenti: whisky, sigarette e belle donne. Lei, splendida, si limitò a sibilare: “Sembrate un branco di ratti”. Rat Pack, appunto. Il testimone poi è passato a Frank Sinatra e alla sua banda di “topi swing”, Dean Martin, Sammy Davis junior, Joe Bishop e Peter Lawford. Poi furono gli Anni Ottanta con i “brat pack”: Emilio Estevez e Demi Moore, Rob Lowe, i ragazzi viziati che però sfumarono in fretta come il loro decennio.

Oggi invece si torna a respirare l’aria del mito. Ma rovesciato: dai vizi alle virtù. Dai night club ai campi profughi. La nuova banda non beve, fuma poco, niente droghe e la notte, invece che sballarsi sui divani dello Chateau Marmont, culla la numerosa prole. Ben Affleck ne è il testimonial principe: felicemente sposato, con l’altrettanto seria Jennifer Garner, tre figli, l’impegno sociale come missione, e, smentita ma non troppo, la voglia di correre per il Senato con i Democratici, ovviamente!

Con lui ci sono Matt Damon, Angelina Jolie, Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Don Cheadle e George Clooney. Che in realtà è il nuovo Frank Sinatra, il capo del gruppo. Tutto parte da lui. La barba, ok. Poi il sostegno entusiasta per Obama, con tanto di partite insieme a pallacanestro e cene per la raccolta fondi. La lotta per il Darfur, con arresto incluso. I film d’autore che gli portano due Oscar: la pellicola sugli intrighi della Cia e dell’industria del petrolio  Syriana e Argo, di cui è produttore. Decisivo il set del primo Ocean, il remake di un famoso  –  guarda caso  –  film di Sinatra e soci. E’ in quei giorni di lavoro assieme che si stringono le prime amicizie, che nasce l’idea di finanziare con i dollari del cinema da botteghino quello d’autore.

Sembra anni luce fa quando Ben Affleck girava video musicali hot con l’allora fidanzata Jennifer Lopez: adesso, per tutti loro, il glamour non fa più rima con Rolls Royce, ma con Africa. E qualcuno  –  sui blog – storce il naso, pensa ad una gigantesca operazione decisa a tavolino: “Usano le cause umane come calze sopra l’obiettivo”. Ma sembra un eccesso di cinismo. Come sembra inutile lo sforzo di cercare un nuovo aggettivo di fronte al nome Pack: “Give Back, The Hack”….  Forse, come conclude il New York Times, Clooney, Affleck e gli altri sono solo banalmente diventati adulti. Ed è questa forse la vera rivoluzione che sconvolge Hollywood, il regno degli eterni Peter Pan.

Cisl dal Vaticano al Lussemburgo. Capitolo 2: Ci si difende come si può.

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Lo staff di Raffaele Bonanni si difende come può e dichiara che lo scandalo emerso tra società lussemburghesi, fiduciarie e partner messicani non rappresentano “questioni strettamente di attualità sindacale, economica e politica”. In una Italia in cui la disoccupazione ha raggiunto i record massimi dal dopoguerra, con oltre 3 milioni dichiarati di disoccupati ( ma chissà quanti ce ne sono non ancora emersi), in un’ Italia travolta dalla crisi economica, dove le previsioni non sono rosee e dove la politica è inabissata in protagonismi e crisi di identità, si preferisce il silenzio alle dichiarazioni. E allora lo staff di Bonanni che fa? Si appella al “nuovo emendamento italiano ” è successo tutto a nostra insaputa e appartiene a precedenti amministrazioni e quindi dichiara di essersi trovato di fronte  “ad assetti societari a dir poco confusi, e che risalgono tra l’altro anche a epoche precedenti” e poi ogni domanda va rivolta ai “responsabili legali delle società, totalmente autonome sul piano della gestione”.

ECCO LE AFFERMAZIONI DI UN SINDACATO CHE DOVREBBE TUTELARE I LAVORATORI ED E’ DIVENTATO UNA HOLDING INTERNAZIONALE! QUOTIAMO LA CISL IN BORSA?

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Scandalo Cisl! Impero finanziario o sindacato? Dal Vaticano al Lussemburgo

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Dopo gli scandali dell’Ama nel Lazio e i 200mila finti iscritti, si apre un nuovo scandalo per la Cisl e il suo segretario Raffaele Bonanni. Da quanto si apprende sembrerebbe che il sindacato sia coinvolto in operazioni finanziarie che coinvolgono il settore informatico, assicurativo, turistico e pubblicitario. Tra i soci ci sarebbero anche finanziatori lussemburghesi, fiduciarie, grandi banche estere e una società messicana. Un sindacato trasformato in società finanziaria e in business privato.

Che cosa è l’Eustema? Una società che in tempo di crisi si arricchisce grazie alla pubblica amministrazione! Sono consulenti tecnologici e produttori di software che nel 2011 aveva fatturato 40,3 milioni di euro. Nel 2012 la società si aggiudica ben 2 maxi appalti per servizi da fornire all’Inail.

Chi possiede Eustema? Naturalmente la Cisl, avendo il controllo della società attraverso le quote di Finlavoro e Innovazione Lavoro che detengono il 35,5% e il 33,6%  della società. Attraverso un sistema di scatole cinesi e di partecipazioni e partecipate si arriva facilmente a scoprire che dietro molte società ci sono banche del calibro di Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca popolare di Sondrio, Banco Popolare, Banca popolare di Milano e Ubi Banca. All’interno di questa ramificazione si trova anche Servizio Italia una società detenuta al 100% da Bnp Paribas francese. Ma come se questo non bastasse qualche mese fa è stato siglato un accordo con una società messicana: la Noris. Siamo di fronte quindi a un sindacato trasformato in una vera e propria Spa a livello internazionale e al cui interno ci sono gruppi bancari e società che mirano ad aggiudicarsi appalti attraverso una forza creditizia e finanziaria che non ha rivali. Insomma attraverso Eustema, la Cisl ha trovato il modo di aggirare le regole burocratiche e di arrivare al “core” dell’albero della cuccagna.

Ma non finisce qui, perchè poi la Cisl può contare anche su Finlavoro, la finanziaria del sindacato. E qui si apre per la Cisl il mondo dell’editoria perchè Finlavoro ha partecipazioni pari al 40% di Edizioni Lavoro. La casa editrice non stampa solo saggi o manuali, ma anche romanzi. Inoltre Edizioni Lavoro ha il 60% di Avagliano Editore che è controllata dalla Repas lunch coupon, ossia una delle società leader nel settore dei buoni pasto in diverse regioni italiane. E ora siamo arrivati alla bella sorpresa… perchè Repas ha come azionista di maggioranza la Dynasty Investments, una società con sede a Lussemburgo che si occupa di investimento e di alta finanza. Ma oltre alla Dynasty abbiamo anche la Fedra, una fiduciaria vicina al Vaticano. Nella scatola cinese poi ci sono anche società che si occupano di turismo e viaggi come la Poker Travel e società invece che si occupano di pubblicità televisiva come Labor Tv.

MA LA CISL E’ UN IMPERO FINANZIARIO O UN SINDACATO?

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Scarlett Johansson e la sua band al femminile!

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Dopo aver ottenuto la nomination agli Oscar per la migliore canzone con ‘Before My Time‘, Scarlett Johansson ha annunciato di aver fondato una band tutta al femminile. Dopo un debutto solista con duetti eccellenti con David Bowie e Tom Waits nel 2008 e un disco con il cantautore Pete Yorn nel 2009, l’attrice ha rivelato ieri al talk show americano ‘Live with Kelly and Michael’ i suoi prossimi progetti musicali: ”ci chiamiamo One and Only Singles”.

Uno sguardo alla… Steak Pie di Judy Garland

La ricetta puoi trovarla QUI!steak pie

Judy Garland sulla scena di… Meet Me In St. Louis di Vincente Minnelli

Judy Garland sulla scena di… Strike Up the Band di Busby Berkeley

Judy Garland sulla scena di… Babes in Arms di Busby Berkeley

Gente di Hollywood… Judy Garland!

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Uno sguardo all’Hollywood di Judy Garland… gli studios!

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Uno sguardo all’Hollywood di Judy Garland… il boulevard!

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Uno sguardo all’… HOLLYWOOD di Judy Garland!

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Censura per Michelle in Iran!

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Michelle Obama, First Lady d’America, è stata “ridisegnata” nella tv iraniana. In particolare le spalle e il decolletè le sono stati coperti in modo da poter essere vista senza che il suo abbigliamento suscitasse scalpore. La first lady, quella sera,  indossava un vestito senza maniche, con spalline che lasciavano intravedere la pelle. Una scelta “inadeguata” per la Repubblica islamica, stando a quanto scrive Al Arabiya online. I media iraniani sono intervenuti con una operazione di sartoria usando photoshop, e le hanno coperto le spalle.

Kristen cammina sui vetri… e si fa male. E’ umana!

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La Bella Swan della saga cinematografica di Twilight è arrivata al Dolby Theatre elegantissima nel suo lungo abito strapless griffato Reem Accra e appunto con l’ausilio delle un po’ meno eleganti stampelle, che come è ovvio limitavano un po’ i suoi movimenti.

Gli invitati alla serata si sono tutti un po’ chiesti quale fosse il motivo. Ma a risolvere il quesito ci ha pensato la stessa Kristen, che prima dello scandalo del tradimento con Rupert Sanders era decisamente avara di dichiarazioni alla stampa: “Ho camminato su un vetro rotto,” ha spiegato, aggiungendo senza mezzi termini: “Che idiota!”

Per le foto ufficiali sul red carpet, però, la Stewart ha velocemente accantonato le stampelle ed è riuscita a farne a meno anche quando è dovuta salire sul palco per consegnare un premio insieme aDaniel Radcliffe, il maghetto Harry Potter ormai cresciuto: agile e scattante, è riuscita a salire gli scalini zompettando, altro che Jennifer Lawrence che inciampa nel vestito da principessa Dior!

Vampira? No ancora troppo umana!  Svelato il mistero.

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Premio Oscar al seno “We saw your boobs!”

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Con la canzone “We saw your boobs” il comico Seth MacFarlane ha dato il via alla 85esima notte degli Oscar. Elencando nome per nome, tra premiate e presentatrici, le attrici che negli anni si sono distinte sul grande schermo per aver mostrato le loro grazie. Da Meryl Streep a Penelope Cruz, da Anne Hathaway a Kristen Stewart, ce n’è davvero per tutti i gusti.

La dura legge dello show! Kristen Stewart criticata anche sulle stampelle

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Un’attrice infortunata agli Oscar non è glamour! Eletta attrice meno sexy di Hollywood, spesso presa di mira per una sua presunta anoressia, ieri è arrivata sul palco con le stampelle a causa di un infortunio. Per questo criticata e irrisa è diventata il bersaglio di stampa e giornalisti che sul suo momentaneo handicap ci hanno riempito le immagini dello show e le pagine dei quotidiani.

L’attrice, infortunata, è entrata zoppicando sul palco per presentare l’Oscar per la miglior scenografia insieme a Daniel Radcliffe, ma la sua prestazione non è stata delle migliori. Kristen infatti non è sembrata coinvolta, con voce svogliata e aria assente (forse solo sofferente), e il social network, non ha risparmiato critiche in tempo reale: “Kristen Stewart stai bene? Dove erano i parrucchieri prima che uscissi sul palco? – ha twittato il comico David Spade – Sembra che sei stata investita da un autobus”. Reazione simile, fra le tante, da parte del collega Joel McHale: “E’ zoppicante perché si è slogata una caviglia per il troppo disinteresse”. La stessa Anne Hathaway, vincitrice dell’Oscar, aveva incontrato la Stewart dietro le quinte con le stampelle: “Ti prego dimmi che stai andando sul palco con quelle”, gli avrebbe raccomandato, ricevendo per risposta un “No entrerò zoppicando”.

Una caduta da Oscar! Jennifer Lawrence inciampa…VIDEO!

US-OSCARS-SHOWL’attrice Jennifer Lawrence cade mentre sta per andare a ritirare l’Oscar come miglior attrice. Si rialza immediatamente e poi sul palco ci scherza. Indica il gradino che l’ha tradita e c’è la standing ovation di tutta la sala che applaude. Un oscar come miglior attrice da ricordare.

 

Iran vs Argo: protesta per l’Oscar al film di Affleck!

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Non è piaciuta in Iran la decisione di assegnare l’Oscar per il miglior film ad “Argo”. L’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars, vicina ai Pasdaran, ha commentato dicendo che la pellicola “non lo meritava”, aggiungendo che il film di Ben Affleck è un’opera “anti-Iran” realizzata da “una casa di produzione sionista”.

Gli Oscar premiano “Argo”, “Vita di Pi” e “Lincoln”

Argo di Ben Affleck ha vinto l’Oscar come migliore film in una edizione in cui ha regnato un grande equilibrio e dove ognuno dei film nominati ha vinto uno o più Oscar importanti. Seppure mancasse un favorito per questa edizione degli Oscar, Ang Lee – premiato per la regia – e il suo Vita di Pi hanno sbaragliato, in termini numerici, la concorrenza degli altri film in gara vincendo la bellezza di quattro Oscar, tra cui migliore regia. In una edizione particolarmente musicale della cerimonia di premiazione più attesa nel mondo del cinema con moltissime esibizioni canore che hanno preso vita sul palco del Dolby Theatre è stato il trionfo anche di Les Misérables, che ha vinto tre statuette, tra cui quella per la migliore attrice non protagonista andata a una commossa Anne Hathaway che ha ringraziato il marito, al momento di ricevere l’ambito premio. A parte Vita Pi, Argo e Les Misérables, nessun film ha toccato quota tre statuette. Solo due quelle assegnate al plurinominato Lincoln, tra cui, come largamente previsto, l’Oscar come migliore attore andato a Daniel Day-Lewis per la sua straordinaria interpretazione. L’attore è l’unico nella storia ad avere vinto tre volte nella categoria più importante. Un Oscar importante anche per Il lato positivo che ha visto trionfare la giovane Jennifer Lawrence, che è anche inciampata al momento di ritirare la statuetta come migliore attrice protagonista.

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L’Oscar per il migliore attore non protagonista invece è andato, per la seconda volta in tre anni, e sempre grazie a un film di Tarantino, a Christoph Waltz, perDjango Unchained, dopo averlo vinto anche per Inglorious Basterds. L’Oscar come migliore sceneggiatura originale è andato a Quentin Tarantino che ha esaltato la qualità dei testi in gara in questa edizione: «È stato l’anno delle grandi sceneggiature». Migliore film d’animazione Brave, migliore film straniero l’austriaco Amour.

«Non avrei mai immaginato di tornare su questo palco». Così Ben Affleck, regista e co-produtture di Argo, ha accolto la statuetta per il miglior film. «Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato. Non succede nulla se si viene buttati giù, quello che conta e sapersi rialzare». La vittoria di Argo segna il grande ritorno dell’attore-regista che aveva vinto un Oscar nel 1997 per Will Hunting come miglior sceneggiatura non originale per poi attraversare una serie di disavventure professionali e personali tanto da venire considerato «finito». Sul palco con Affleck anche George Clooney, co-produttore insieme a Grant Heslov.

 

E’ davvero già tutto deciso all’Oscar?

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Davvero non c’è più nessuna sorpresa? davvero saranno rispettati i pronostici? Argo batterà Lincoln? Quel che sembra veramente sicuro è che Daniel Day-Lewis vincerà l’Oscar come miglior attore protagonista per aver prestato il volto al 16° presidente Usa. Poche sorprese anche per la miglior regia che sembra proprio che sia già stata assegnata a Spielberg. La favorita tra le attrici e la più twittata è  Jennifer Lawrence per ‘Silver Linings Playbook’, mentre sembra più aperta la sfida per la miglior attrice non protagonista, anche se si parla molto di Anne Hathaway per la sua interpretazione, di vago sapore melò, nel musical ‘Les Miserables’. Incerto e senza pronostici attendibili invece è l’Oscar per il miglior attore non protagonista: Robert De Niro o Christoph Waltz?

Da seguire anche le sorti di “Open heart”, il toccante viaggio di 8 bambini malati di cuore dal loro villaggio in Rwanda all’ospedale fondato in Africa da Gino Strada e dalla sua Emergency.

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Aspettando la notte delle stelle… Gli Oscar rispetteranno i pronostici?

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Sarà il comico Seth MacFarlane il padrone di casa di questa 85a edizione della Notte degli Oscar che, durante la serata, celebrerà il 50° anniversario della saga dedicata a James Bond con un tributo. Quest’anno, sono state apportate due modifiche per quello che riguarda le categorie: il premio Oscar per la migliore scenografia è stato rinominato dall’Academy Award Oscar al miglior design, in coincidenza con l’Art Directors Branch dell’AMPAS, mentre il premio Oscar al miglior trucco è stato rinominato Oscar al miglior trucco e acconciatura.

Tra i film in concorso, il Lincoln di Spielberg è il candidato con il maggior numero di nomination (12) seguito da Vita di Pi del regista Lee (11). Non sempre il numero di nomination è sinonimo di vittoria e, in attesa del verdetto finale, non resta che dare il via ai pronostici. Quello su cui si fa maggior affidamento è stato annunciato da Nate Silver, famoso in America per i suoi pronostici sul fronte politico: prima delle elezioni del 2008 aveva predetto i vari stati in cui i candidati sarebbero stati eletti, riuscendo ad individuare correttamente i risultati di 49 stati su 50, nel corso delle ultime elezioni ha superato il suo stesso record: 50 su 50. Per quel che riguarda gli Oscar, riprendendo le sue dichiarazioni al Times: “Diamo più peso ai film che sono in corrispondenza con coloro che hanno vinto l’Oscar anche in passato e che sono stati votati anche da quelle persone che votano per gli Oscar. Noi tralasciamo tutti quei fattori statisti che sono dietro ad essi: se li avessimo conosciuti avremmo avuto una comprensione maggiore”. Prima di riportare i pronostici di Silver però una sottolineatura: i suoi precedenti tentativi di predire gli Oscar – nel 2009 e nel 2011 – hanno avuto solo il 75% di successo. Il suo nuovo, migliore metodo, egli stesso ammette, “non è infallibile”.

Per quel che riguarda le sei categorie principali, Silver, che prevede una nottata magica per Argo di Ben Affleck e Lincoln, dà vincenti: Argo miglior film, Daniel Day-Lewis miglior attore protagonista, Jennifer Lawrence migliore attrice protagonista (con un leggero scarto su Jessica Chastain), mentre se Anne Hathaway sembra non aver rivali per aggiudicarsi la statuetta come miglior attrice non protagonista, Tommy Lee Jones è il più probabile candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista anche se in realtà la gara con Philip Seymour Hoffman e Christoph Waltz è molto serrata. La categoria come miglior regista è forse la più ardua da prevedere, in quanto il vantaggio di Steven Spielberg su Ang Lee è davvero sottile.

C’è però da ricordare che non sempre i pronostici vengono attesi, soprattutto quando alle spalle dei “volti noti” appaiono degli emergenti che hanno saputo conquistare il cuore dell’America: potrebbe essere il caso di Beasts of the Southern Wild, in corsa come miglior film e che presenta la più giovane attrice nominata ad un premio Oscar: la piccola Wallis Quvenzhané.

In attesa di domani sera… da italiani tifiamo per il nostro unico connazionale in gara: Dario Marianelli, compositore della colonna sonora di Anna Karenina.

Con la speranza che sia il cinema di qualità a vincere e non le logiche di mercato… buon Oscar a tutti!

Per non arrivare impreparati domani, queste le nomination delle principali categorie:

MIGLIOR FILM

Beasts of the Southern Wild
Silver Linings Playbook – Il lato positivo
Zero Dark Thirty
Lincoln
Les Misérables
Vita di Pi
Amour
Django Unchained
Argo

MIGLIOR REGISTA

oscarDavid O. Russel (Silver Linings Playbook)
Ang Lee (Vita di Pi)
Steven Spielberg (Lincoln)
Michael Haneke (Amour)
Benh Zeitlin (Beasts of the Southern Wild)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Daniel Day-Lewis (Lincoln)
Denzel Washington (Flight)
Hugh Jackman (Les Misérables)
Bradley Cooper (Silver Linings Playbook)
Joaquin Phoenix (The Master)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Naomi Watts (The Impossible)
Jessica Chastain (Zero Dark Thirty)
Jennifer Lawrence (Silver Linings Playbook)
Emmanuelle Riva (Amour)
Wallis Quvenzhané (Beasts of the Southern Wild)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Christoph Waltz (Django Unchained)
Philip Seymour Hoffman (The Master)
Robert De Niro (Silver Linings Playbook)
Alan Arkin (Argo)
Tommy Lee Jones (Lincoln)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Sally Field (Lincoln)
Anne Hathaway (Les Misérables)
Jacki Weaver (Silver Linings Playbook)
Helen Hunt (The Sessions)
Amy Adams (The Master)

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Frankenweenie
Pirati! Briganti da strapazzo
Ralph Spaccatutto
Paranorman
Ribelle – The Brave

MIGLIOR FILM STRANIERO

Amour
No
War Witch
A Royal Affair
Kon-Tiki

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Flight
Zero Dark Thirty
Django Unchained
Amour
Moonrise Kingdom

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Beasts of the Southern Wild
Argo
Lincoln
Silver Linings Playbook
Vita di Pi

Doppio “match” per Di Caprio: la bionda e la mora!

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Leonardo Di Caprio, dopo aver girato tre film in un anno, ha deciso di prendersi un lungo periodo di riposo, anche per via della poca attenzione che gli riserva l’Academy che assegna i premi Oscar. L’attore si dichiara single, ma a dividere con lui la camera durante la vacanza c’era Aferdita Dreshja, modella kosovara poi diventata cantante dopo la partecipazione a Miss Universo 2011. Il giorno dopo però la bionda sparisce e Leo si concede un bagno a fianco di una mora in rigoroso topless…

Palestinese=terrorista. Peccato che il palestinese è candidato all’Oscar!

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ERRORE GRAVE, GRAVISSIMO DEGLI AGENTI AMERICANI ALL’AEROPORTO DI LOS ANGELES.

Il primo regista palestinese ad essere nominato all’Oscar e forse l’unico ad essere arrestato perchè scambiato per un terrorista. Gli agenti di polizia di Los Angeles, dove era atterrato con la sua famiglia, gli contestano la validità dell’invito agli Academy Awards.

Emad Burnad ci ha messo 5 anni a realizzare il suo “5 Broken Cameras” e per poco rischiava di non poter partecipare alla Notte degli Oscar.

Questo il twitter di Michael Moore indignato per quanto successo: “A quanto pare i funzionari dell’Immigrazione e Dogane non riuscivano a capire come un palestinese poteva essere candidato all’Oscar. Emad mi ha mandato un messaggio chiedendomi aiuto,dopo un’ora e mezza, hanno deciso di liberare lui e la sua famiglia. Ora può restare a Los Angeles per tutta la settimana e partecipare agli Oscar. Benvenuti in America.”

Il tramonto dell’ultimo dandy

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“Se è vero che si vota noi turandosi il naso io me ne vado, domani la direzione nazionale di ‘Fare’ si convocherà per valutare la vicenda, sono disponibile a qualsiasi tipo di soluzione”. Lo ha affermato Oscar Giannino facendo riferimento alla gaffe del master.”Chiedo scusa ai nostri elettori. Il mio è stato un errore gravissimo – ha detto Giannino – Chiedo scusa a tutti. La linea di chiarezza che vogliamo portare avanti è netta e mi sono assunto tutte le responsabilità”.

Giannino ha spiegato di aver frequentato a Chicago negli anni ’90 delle lezioni di inglese tecnico-economico con un insegnante privato. ”Mi sono state attribuite online lauree e master a Chicago e il mio gravissimo errore è stato non essermene accorto. La discussione su questi titoli su Wikipedia andava avanti da tempo, ma io non uso Wikipedia e non me ne ero accorto. L’equivoco è nato perché io sono stato più volte a Chicago e perché la mia scuola economica di riferimento è quella. Anche il curriculum sbagliato sul sito dell’istituto Bruno Leoni è dovuto ad un giovane stagista che ha preso e messo dentro quanto trovato su Wikipedia”. A SUA INSAPUTA? MA ALMENO UNA LAUREA IN ALBANIA SE LA POTEVA COMPR… LA POTEVA CONSEGUIRE!

Quanto all’uscita di Zingales dal partito, Giannino ha detto: “Non faccio illazioni. Non so perché ha detto questa cosa a quattro giorni dalle elezioni, spero che ci ripensi”. “La cosa che mi fa stare peggio è la sofferenza e l’amarezza che ho provocato nella comunità dei nostri sostenitori – ha proseguito Giannino – Se la mia credibilità totale offusca quella di Fare, la mia credibilità si separa da Fare. Sono disposto a sparire nel nulla”. La vicenda, secondo Giannino, “è una testimonianza importante. Se cominciamo da casa nostra a fare chiarezza a quattro giorni dal voto, vuol dire che non ci fermeremo davanti a niente”. ANCHE PERCHE’ A QUESTO PUNTO RESTERA’ SOLO IL NIENTE CHE SI SOSTITUIRA’ AL FARE!

Maggie in corsa per gli Oscar e The longest daycare debutta in Tv!

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Tra i cortometraggi d’animazione in corsa per gli Oscar 2013 c’è anche l’inedito cortometraggio The longest daycare. La piccola Maggie Simpson si trova “prigioniera” per un giorno all’asilo nido, dove il perfido Gerard la mette in difficoltà. Per la prima volta anche in 3D, il cortometraggio verrà trasmesso domani da Sky Cinema Oscar HD, FOX HD e Sky 3D.

“Head Over Heels” la vita è sottosopra!

Ecco il corto d’animazione diretto da Timothy Reckart che potrebbe strappare via la statuetta a Paperman. Head Over Heels, prodotto dalla Disney, è in corsa per la statuetta nella categoria “Best Animated Short Film”.

Anche in questo caso vale la pena seguire dall’inizio alla fine i 10 minuti del corto, fimato in stop-motion e presentato nel 2012 al Festival di Cannes. Alcuni degli elementi di questo breve racconto, a partire dalla casa volante che ospita i due protagonisti, ricordano vagamente UP, il capolavoro della Pixar. La storia è quella di Walter e Madge, prima sposi felici e poi separati in una casa divisa a metà, dove la loro vita “sottosopra” rispecchia alla perfezione la loro diversità e i loro problemi di comunicazione. I due, alla fine, riusciranno comunque a trovare un commovente e sorprendente punto d’incontro.

Asta d’epoca a Parigi, anche la Bugatti guidata da Varzi!

Un’asta di pezzi unici e rari quella di Parigi. Il pezzo centrale è una Bugatti Tipo 54 del 1931, che portò alla vittoria del Gran Premio di Monza il pilota Achille Varzi. Fra i pezzi da assegnare ai migliori offerenti, oltre ad auto che hanno fatto la storia vincendo il Grand Prix, anche il biplano utilizzato nelle riprese del film premio Oscar ‘La mia Africa’. Uno dei pezzi più prestigiosi è la limousine Mercedes-Benz usata dalla regina Elisabetta II durante la sua visita nella Germania Ovest nel 1965. Si stima che potrebbe essere venduta a un prezzo d’asta di 950mila euro. In totale, con la vendita di tutte le auto, dovrebbero essere raccolti fino a 3 milioni e mezzo di euro.
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Nominations per gli Oscar: Lincoln a quota 12, ma attenzione agli outsider

Non solo i pubblicizzati Lincoln (Spileberg), Zero Dark Thirty (Bigelow), Argo (Affleck), Django Unchained (Tarantino), Vita di Pi (Lee)  e il musical Les Miserables tra i possibili candidati ad una statuetta, ma anche la commedia Il lato positivo (‘O Russell) e la maxirivelazione Beasts of the Southern Wild (Zeitlin) e il vincitore di Cannes Amour (Haneke).
L’italiano Cesare deve morire non è riuscito ad entrare nei giochi e l’unico nome che esce dal Belpaese è il musicista Marianelli, compositore delle musiche di Anna Karenina e già candidato per i Bafta.

 

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