Guasta l’obliteratrice di biglietti, i passeggeri lasciano i soldi

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Una scena da film? Se si fosse verificata in Italia sicuramente ci sarebbe stata una macchina da presa posta in qualche lato della fermata metro e un regista pronto a dire “azione!”, invece a Toronto in Canada, dove il senso civico non è solo nei sogni utopistici di qualche scrittore o saggista, se la macchina per obliterare i biglietti è guasta i passeggeri lasciano i soldi incustoditi sopra di essa. Il biglietto non si può fare, ma il servizio si paga e nessuno ruba l’incasso.

La storia la racconta a Il Mattino un napoletano residente da 20 anni in Canada con tanto di foto: “L’onestà degli ormai miei compatrioti canadesi non cessa di sorprendermi” scrive la persona che ha inviato la foto al giornale napoletano. I passeggeri della metro della città canadese lasciano “i soldi incustoditi sull’obliteratrice per poi entrare e prendere il treno”, nonostante non fosse presente nessun controllore o nessun cartello che lo richiedesse.

“Il tutto senza che nessuno si sorprendesse dell’atto di profonda civiltà e nessuno ha toccato un centesimo” racconta sorpreso il napoletano trapiantato in Canada, che conclude: “Se una cosa del genere non l’avessi vista con i miei occhi, non ci avrei mai creduto”.

Ognuno tragga le proprie conclusioni.

A volte anche le bufale aiutano a far riflettere…

Facebook-bufala-tuttacronacaSta girando in rete la notizia di un 26enne francese, Antoine Garrot, giovane infermiere di Rennes, che ha deciso di fare un esperimento: essere sincero in Facebook per 24 ore. In quest’arco di tempo avrebbe commentato tutti i post che apparivano sulla sua bacheca dicendo esattamente quello che gli passava per la testa. Bando alla diplomazia quindi e alle gentilezze di rito. La “notizia” è stata fatta girare con tanto d’immagine che ne attestasse la veridicità. Una foto con i cognomi cancellati e le foto oscurate. A quanto si legge, quello che è accaduto in seguito è anche stato “largamente ritrasmesso dalla stampa locale”. Solo che leggendo qualche commento sui blog francesi che hanno riportato la notizia, il sospetto che sia tutta una montatura ad arte viene. Anche perchè di Antoine Garrot sul social blu se ne trovano, ma nessuno si è visto dimezzare le amicizie dopo un’intera giornata di “sincerità”. Quello che fa riflettere è che la foto riproposta più che a “commenti sinceri” fa pensare a offese gratuite (difficile tenersi gli add in questo modo), e nonostante questo fa riflettere. Quanti di noi sui social, ma anche nella quotidianità, riesce ad essere completamente sincero nell’arco di 24 ore? Quanto diciamo agli altri? Quanto ci facciamo conoscere? A partire dai personaggi pubblici che calibrano e studiano ogni parola e foto pubblicata, fino al ragazzino che cerca quanta più approvazione per ricevere “like” e sentirsi accettato dagli altri. E quanto siamo anche sinceri con noi stessi, riconoscendo quali idee e convinzioni ci appartengono e quali invece abbiamo mutuato da altri, magari per quel senso di protezione che ci dona il “sentirci uguali agli altri”?

Quando essere onesti… ripaga!

Billy-Ray-Harris_tuttacronaca

Gli elementi da favola ci sono tutti, eppure è tutto reale. Billy Ray Harris è un senzatetto di Kansas City che vive di elemosina, ma un giorno ha ritrovato nel suo bicchiere per gli spiccioli un anello di platino con diamante. Inizialmente pensa di farlo valutare in una gioielleria, ma quando scopre che vale quattromila dollari decide che la cifra è troppo alta per approfittarne, così decide di restituirlo. A perderlo è stata Sarah Darling, una giovane donna che aveva fatto l’elemosina a Billy Ray. Sarah è tornata due giorni dopo dal clochard e con suo grande stupore l’ha trovato al suo posto, pronto a restituire il prezioso anello.

Per ringraziare l’onestà di Billy Ray, Sarah e il marito Bill hanno aperto una sottoscrizione online per raccogliere fondi da donare al senzatetto. Grazie al contributo di migliaia di donatori sono stati già raccolti 188mila dollari, e ci sono ancora 50 giorni di tempo per contribuire. Intanto Billy Ray, diventato famoso in tutti gli Stati Uniti grazie all’interessamento di una tv locale, ha trovato molte persone disposte ad aiutarlo, e così ora ha una casa, un lavoro di “roadie” (viaggia con i gruppi musicali trasportando strumenti) e ha ritrovato anche la sua famiglia, che lo credeva morto da 16 anni.

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