Biglietti gratis per tutti on-line: il pasticcio dell’United

united-bigliettigratis-tuttacronacaGiovedì pomeriggio è apparsa sul sito della United un’offerta imperdibile: biglietti di andata e ritorno tra le principali città americane a costo zero. Unica spesa per i passeggeri le tasse aeroportuali, ossia 10 dollari al massimo. Ovvio che in molti ne hanno approfittato. Quando la linea aerea si è accorta di quanto successo, ha subito provveduto a chiudere le prenotazioni on-line confermando che si trattava di un “errore umano”. Conseguenza: ora in centinaia stanno facendo pressioni sulla compagnia aerea perché mantenga l’impegno preso con la prenotazione on-line: le ricevute delle carte di credito confermano infatti l’acquisto. Nel frattempo, non mancano neanche i commenti in Twitter: “Non capisco perché è costato così poco, ma ora dovrete onorare l’impegno” twitta un passeggero che ha comprato un volo Washington-Austin (Texas) a 2 dollari e mezzo. Certo se la United non rispettasse l’impegno, come ha fatto in passato un’altra compagnia che ha dato così l’avvio a delle indagini del Dipartimento di Giustizia, dovrà fare i conti con la pubblicità negativa che ne deriverebbe e forse la perdita del ricavo di qualche centinaio di biglietti si potrebbe rivelare meno dannosa.

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La crisi si batte seduti alla tastiera

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La crisi sicuramente c’è, ma siamo anche negli anni della e-generation, di coloro che hanno un conto on line, una carta di credito per viaggiare in rete e acquistare le offerte dell’ultimo minuto. Dall’affitto di un appartamento all’acquisto di un auto, dalla spesa  alla prenotazione di un ristorante sono sempre più gli italiani che si affidano alla rete per le esigenze quotidiane. Il primo figlio arriva non prima dei 31 anni e 5 mesi, non abbiamo certezze nella pensione, ma in media la vita si è innalzata: oggi si vive 10 anni in più rispetto al 1975. I figli non vanno via di casa prima dei 34 anni e in molti casi non sono autonomi, quindi continuano a pesare sulle spalle dei genitori e delle loro pensioni. Questo è il rapporto Coop  Consumi & distribuzione 2013, presentato oggi a Milano.

Quello che emerge è un’Italia che cambia, tirata da un lato dalle minori disponibilità economiche, e dall’altro dalle modifiche sociali dovute alla rivoluzione digitale. “Non c’è margine per alcun ottimismo”, commenta Marco Pedroni, presidente di Coop Italia. “Diminuisce il potere d’acquisto, si contrae l’occupazione, e la distribuzione del reddito è sempre più sfavorevole per i ceti medi. Serve un intervento del governo per sostenere la domanda. Aumentare l’Iva? Un errore”. Oggi il consumatore è sempre più un giovane adagiato su un divano di casa con una connessione alla rete, spesso cerca un’auto usata, cerca di consumare meno benzina possibile e di riciclare quello che le generazioni prima di lui gli hanno messo a disposizione. Però spende in smartphone, si informa sui forum per gli acquisti  migliori e chiede a sconosciuti per avere un consiglio in rete sui prodotti che vuole acquistare. Spesso anche se vede un prodotto in vetrina non lo compra, attende di connettersi in rete e vedere se esiste di quel prodotto un’offerta on line che possa farlo risparmiare. Quali sono i settori che ne risentono di più? L’abbigliamento sicuramente e anche le calzature. Una contrazione sensibile anche nei viaggi e nelle ferie, un calo vertiginoso nei prodotti alimentari che incidono sui redditi con un livello che fa registrare quello degli anni ’60, intorno al 15%. Gli elettrodomestici non si comprano e neppure l’arredamento. La tecnologia in netto aumento nel 2012 si è invece molto ridimensionata nel 2013. Online poi è possibile il baratto o la condivisione gratuita, la sharing economy è in crescita, semplicemente perchè diventa più importante utilizzare un bene senza spendere nulla che possederlo a caro prezzo. Anche qui quali sono i settori in maggior perdita? Il cinema ad esempio e la cultura in generale.

Quale è la sintesi dei dati? Una vita più lunga, in perenne connessione con il web, pochi svaghi al di fuori di quelli offerti dalla rete e soprattutto un click che permette di viaggiare, acquistare e condividere… forse più reale del reale! Migliore? Forse no, ma vivere la realtà costa molto più del virtuale!

Spillano più di un milione di dollari a donne innamorate spacciandosi per soldati

madre-figlia-truffa-online-tuttacronacaSono state condannate rispettivamente a 15 e a 12 anni una madre e una figlia, Karen e Tracy Vasseur, che utilizzando centinaia di diverse realtà virtuali hanno spillato oltre 1 milione di dollari a 374 vittime negli Stati Uniti, principalmente in Colorado, e ad altre 40 di diversi stati esteri. Le donne, residenti a Brighton, una piccola città del Colorado, avevano studiato degli alter ego fin nei minimi particolari per riuscire a far cadere nella loro trappola le prede: si spacciavano per militari americani dislocati in Afghanistan e in altre aree bollenti del pianeta. Le due donne, di 63 e 42 anni, hanno operato in questo modo tra il 2009 e il 2012, ossia fino alla loro cattura. La loro colpa, oltre alla truffa, è il fatto di aver spezzato cuori. Come ha commentato il procuratore generale del Colorado John Suthers: “Non hanno solo violato la legge ma hanno infranto cuori in tutto il mondo”. Le loro vittime venivano selezionate dai social network tra le persone considerate “vulnerabili”, single, in cerca d’amore, iscritte a siti di incontri, pronte a inviare soldi a un fantomatico agente in Colorado che si sarebbe poi occupato di inviare i soldi al militare. Le prede credevano di aver instaurato una relazione sentimentale con un giovane e coraggioso soldato americano dislocato in un campo militare in Medio Oriente. L’operazione era semplice: Tracy si spacciava per un giovane e, con foto e documenti atti a testimoniare l’identità in divisa, instaurava un rapporto via e-mail, fino a quando la preda non concedeva la sua fiducia. A quel punto arrivava la richiesta di denaro, per fare telefonate con il cellulare satellitare o per fare viaggi negli Usa e raggiungere l’amata. Le Vasseur non erano sole in questa operazione: facevano infatti parte di un’organizzazione con base in Nigeria. A testimonianza di ciò i trasferimenti di denaro verso il Paese africano da parte delle due truffatrici, che per sé tenevano solo il 10% dei soldi spillati. I complici, però, non sono ancora stati trovati.

Slip rosa e profumati per l’uomo 2.0!

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Micro-capsule di profumo incastonate nelle fibre tessili del cotone. Un’innovazione unica al mondo, ad alto tasso tecnologico, che servirà a produrre fragranti mutande da uomo al profumo di rosa. “Basterà camminare affinché l’aroma si sprigioni nei pantaloni” spiega il giovane fondatore del marchio “Slip francais”, Guillaume Gibault, che per finanziare il suo progetto sta ricorrendo a una piattaforma di crowdfounding on-line.

“Abbiamo creato il prodotto per l’uomo elegante e attento al comfort – aggiunge – mettendo insieme la tradizione della profumeria francese alla tecnologia”. Il marchio esiste dal 2011 e commercializza intimo da uomo e donna che vanta come caratterisctica principale la fabbricazione che avviene interamente in Francia.

Per reprire i soldi necessari a lanciare la commercializzazione l’imprenditore ha deciso di non ricorrere a forme di finanziamento tradizionali, preferendo una moderna piattaforma di crowdfounding online. Tutti gli utenti possono effettuare una donazione per vedere realizzato il progetto. Dei 10mila euro necessari, per il momento ne sono stati raccolti la metà.

YOUTUBE VS SPOTIFY!

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Il nuovo fronte della ‘guerra’ on-line si combatte sui servizi di musica a pagamento. Cosi Youtube ha deciso di sfidare Spotify, lanciando un servizio simile. A fronte del pagamento di un abbonamento, YouTube consentirà l’accesso a funzioni supplementari. Già ampiamente usato per accedere a video, Youtube – controllato da Google – cerca di rafforzarsi e di aumentare i ricavi. E gli abbonamenti, che escludono la pubblicità, potrebbero essere una modalità di crescita.

Le Monde ci insulta!!! Questi sono i cugini francesi?

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Quanti altri insulti dovremo ricevere? Perchè nessuno alza la voce? Perchè l’Europa non mette a tacere questi scandalosi politici e giornalisti ceh si permettono di giudicare non capendo nulla della situazione italiana?

«Cari amici italiani, questa volta l’avete combinata grossa», questo il titolo del lungo articolo pubblicato su Le Monde.fr, firmato dal corrispondente da Roma, Philippe Ridet. Ridet è famoso per aver scritto il libro Le Président et moi dove racconta la sua esperienza al seguito delle campagne elettorali di Nicolas Sarkozy, nulla di più, niente degno di nota, al di fuori di un libro che è più un gossip che un analisi profonda del personaggio Sarkò.

Nel pezzo, Ridet sottolinea che dopo il successo del Movimento Cinque Stelle nelle ultime elezioni ora a «condurre le danze sono Beppe Grillo e il suo guru, Gianroberto Casaleggio».
Sul sito di Casaleggio Associati – scrive Le Monde – «un video profetizza l’arrivo, nel 2054 della ‘civiltà di Gaia’, il cui presidente verrà eletto sul web. ‘Un nuovo ordine mondiale senza partiti politici, senza ideologie, senza religionì. Pare una canzone di John Lennon. Ma prima, una guerra (a partire dal 2018) tra le ‘democrazie on-line’ e il resto del mondo avrà ucciso 6 milioni di persone.
Cari italiani, siete pronti all’imbarco?», si chiede dunque Ridet, sottolineando che ai suoi occhi gli italiani «sono un enigma». Proprio come al Festival di Sanremo, dove la canzone per la quale «non spenderei nemmeno 0,99 euro su iTunes finisce sempre nel trio di testa», osserva il giornalista, aggiungendo: «Come tutti, ho ammirato la bellezza dei vostri paesaggi, la vostra cultura, i vostri monumenti, l’incredibile ricchezza e vivacità delle vostre città, la calma di Ferrara e il caos di Napoli, la vostra eleganza – anche se si fà più rara – l’estremo fluidità nei rapporti umani e la vostra gentilezza, anche quando è finta. Tra molti di voi, ho percepito il malessere, per non dire la vergogna, che vi sommerge nella lettura quotidiana degli scandali del berlusconismo al tramonto. Ma questa volta – conclude Ridet – davvero, sono arrabbiato. Ancora una volta mi sfuggite. Anche se me l’aspettavo un pò, il risultato delle elezioni è San Remo moltiplicato per mille. Nessuno ci capisce più niente. E se facessimo venire degli etnologi? Dare le chiavi di un Paese a Beppe Grillo…».

Si evince perfettamente che il giornalista non è stato in grado di fare (o non ha voluto fare per ideologia politica) un’analisi sociologica e politica profonda per avvicinarsi a capire il messaggio elettorale del popolo italiano.

Come è caduto in basso un giornale internazionale e progressista come Le Monde per avere tra i suoi corrispondenti figure di così basso profilo! Anche Le Monde ha finito per appartenere al passato e non avere più un occhio sul futuro.

Dalla teoria alla pratica… 50 sfumature di grigio!

sex-toys_50 sfumature di grigio

Per tutte coloro che hanno amato il romanzo è venuto il tempo di passare dalla teoria alla pratica… 50 sfumature di grigio è diventata la linea ufficiale di sex toys.

Già dopo l’uscita del libro i produttori del settore avevano registrato un sensibile aumento delle vendite nel mercato degli accessori “del piacere”; adesso il kit – da poco approdato in Spagna – porta il marchio ufficiale del romanzo e ha ricevuto persino l’approvazione ufficiale dell’autrice E.L James. Disponibili nei negozi e online, i prezzi dei gadget variano dai 20 ai 70 euro.

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