Omicidio-suicidio causa crisi: le banche vogliono anche le spese funebri

romano_dubrilla-tuttacronacaEra il 25 gennaio 2010 e a Valliera, frazione del Comune di Adria, in provincia di Rovigo, il cadavere di due persone veniva trovato nella loro abitazione. Si trattava dell’impresario edile Romano Borin, di 62 anni, e della moglie, la casalinga 59enne Dubrilla Moschini. Si trattava di un omicidio-suicidio, con l’uomo che aveva ucciso la consorte con un colpo di pistola per poi rivolgere l’arma contro se stesso. Alla base di quel gesto, ci sarebbero le banche. In un memoriale Romano Borin spiega il motivo per il quale vuole farla finita: non vede una via d’uscita dalla situazione finanziaria nella quale la sua attività si trova. La figlia della coppia, Marzia, ha presentato un esposto: “Dal memoriale si evince che Borin fosse conscio che tali operazioni bancarie gli avrebbero impedito il proseguimento di qualsiasi attività. Ultimamente ci è stato chiesto anche di restituire l’oro di famiglia e i pochi soldi lasciati per le spese funebri. Questo non lo accettiamo”.

Dramma della gelosia: uccide la moglie e si toglie la vita

omicidio-suicidio-tuttacronacaUno spettacolo agghiacciante quello davanti al quale si è trovato il 40enne Marco Zarba quando, nella giornata di ieri, è giunto all’abitazione dei genitori a Brugherio, in provincia di Monza e Brianza, alle porte di Milano. Il corpo della madre, la 56enne Lucia Bocci, si trovava atterra accanto al letto, in una pozza di sangue mentre il padre 63enne, Vincenzo, si trovava in cantina. Secondo quanto riscontrato dai carabinieri di Milano e Monza, che si occupano delle indagini, Vincenzo Zarba ha aggredito sua moglie in camera da letto, forse mentre stava dormendo, colpendola ripetutamente all’addome con un coltello da macellaio, per poi finirla con un violento fendente alla testa utilizzando una mazza da carpentiere. L’uomo è quindi sceso in cantina, dove ha scritto un biglietto nel quale avrebbe accusato la moglie di tradimento e poi si è ucciso. L’uomo, ex piccolo imprenditore edile di origine siciliana, aveva conosciuto la moglie a Sesto San Giovanni e i vicini di casa li hanno descritti come persone tranquille, dedite alla famiglia. All’interno del nucleo familiare, invece, secondo indiscrezioni, pare fossero note le crisi di gelosia del marito verso la moglie, soprattutto negli ultimi tempi. Un vicino di casa ha raccontato: “Era sempre dietro alla moglie, non la lasciava mai. Li ho sempre visti uscire di casa perennemente insieme. Credo le volesse davvero molto bene ma sì, forse era geloso. Lei era una donna molto tranquilla: una bella donna, certo, ma pensava a fare la nonna. Mi dispiace immensamente”. Il pm Manuela Massenz, titolare del fascicolo, ha disposto l’autopsia sui corpi delle vittime. marito verso la moglie, soprattutto negli ultimi tempi.

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Strage di Caselle: fermata anche l’ex colf

strage-caselle-tuttacronacaIl tre gennaio erano stati uccisi, nella loro abitazione di Caselle Torinese, Claudio Allione, la moglie Maria Angela Greggio e la suocera dell’uomo Emilia Campo Dall’Orto. Per il triplice delitto, l’otto gennaio, è stato arrestato il 55enne Giorgio Palmieri, che aveva confessato. Ora però i carabinieri hanno fermato un’altra persona. Si tratta di Dorotea De Pippo, 52enne ex colf della famiglia Allione e convivente di Palmieri. Secondo i militari dell’arma, nei suoi confronti sono emersi “gravi e convergenti” elementi di responsabilità nel delitto.

Svolta sul delitto di Caselle: il compagno dell’ex domestica confessa

delitto-caselle-tuttacronacaE’ Giorgio Palmieri, pregiudicato torinese di 56 anni, convivente dell’ex domestica della famiglia, licenziata poco tempo fa perché accusata di aver rubato una collanina, il presunto assassino di Claudio Allione, della moglie, Maria Angela Greggio, e della suocera, Emilia Campo Dall’Orto. Stando a quanto si apprende, l’uomo avrebbe confessato nel corso di un lungo interrogatorio svoltosi nella notte. Gli inquirenti erano sulle tracce di Palmieri già da martedì quando, analizzando il traffico telefonico, avevano rilevato la sua presenza a Caselle, teatro dell’omicidio, nonostante vivesse a Torino. L’uomo è stato trovato nel capoluogo piemontese, a casa di un amico, e sulle mani recava ferite causate con ogni probabilità dall’arma del delitto, forse un punteruolo. Il nome dell’ex collaboratrice domestica, Dorotea De Pippo, era stato fatto dal figlio e nipote delle vittime, Maurizio Allione: “Mia madre l’aveva mandata via per il sospetto del furto di una collanina”, aveva detto agli inquirenti precisando che era stata la sua fidanzata, Milena, a svelarglielo. La De Pippo aveva riferito agli inquirenti di essere certa dell’innocenza di Maurizio Allione, smentendo voci di dissidi tra il 29enne e i genitori per questioni economiche. La Stampa riporta che avrebbe detto: “Ho letto sui giornali tante cose che non sono proprio vere. Ho sentito che ci sarebbero state questioni per dei soldi. Il ragazzo non ha mai avuto questi problemi, anche perché gli Allione sono una famiglia benestante e lui bastava che chiedesse”. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Ora Maurizio Allione, per voce del suo avvocato, Stefano Castrale, ha elogiato il lavoro degli investigatori: “I carabinieri e i magistrati hanno fatto un ottimo lavoro, non ho mai dubitato di loro. Sono sempre stato convinto che credessero nella mia innocenza”.

Delitto di Caselle: il figlio non è indagato. E spunta della refurtiva

delitto-caselle-tuttacronacaProseguono le indagini sul triplice omicidio di Caselle Torinese e il figlio della coppia uccisa, Maurizio Allione, i trova nella caserma con la fidanzata Mirella per essere interrogato nuovamente dal pm Fabio Scevola. Il suo avvocato, Stafano Castrale, ha spiegato che “Il signor Allione si trova in caserma come persona informata dei fatti. Al momento, non ho ricevuto nessun’altra comunicazione”. Nel frattempo i carabineri, su indicazione del giovane, hanno rinvenuto in un fosso poco distante dalla casa del delitto alcuni oggetti appartenenti alle vittime, Claudio Allione, 66 anni, la moglie Maria Angela Greggio, 65 anni, e la suocera, Emilia Campo Dall’Orto. Si tratta di tazzine da caffè, che sono state acquisite dai carabinieri per essere analizzate. Maurizio Allione ha raccontato di averle trovate per caso e di ritenere che appartenessero ai genitori. Nella villa del delitto, intanto, sono arrivati anche gli artificieri dei carabinieri che stanno scandagliando il giardino con un metal detector alla ricerca del coltello usato per il triplice omicidio.

Triplice omicidio di Caselle, interrogato il figlio: “Non sono stato io”

omicidio-caselle-tuttacronacaE’ stato interrogato per 10 ore dai carabinieri Maurizio Allione, figlio dei coniugi trovati uccisi nella loro abitazione di Caselle, nel Torinese, assieme alla madre della donna. Il 29enne ha un alibi di ferro: “Non sono stato io, venerdì ero fuori con alcuni amici e la mia fidanzata”, ha detto il 29enne. L’amico che ha scoperto i cadaveri aggiunge: “Ero al telefono con Maurizio quando ho trovato i loro corpi”. Al momento mancano certezze sul movente del triplice omicidio. “I miei non hanno mai subito minacce, ancora non posso crederci”, ha detto il giovane. “Mesi fa un vicino impresario aveva eseguito dei lavori in casa nostra e pretendeva più soldi del dovuto”, ricorda il figlio delle due vittime. “Sono andato con mia madre da un amico architetto che le ha consigliato di non pagare l’ultima fattura e di far fare una perizia. E’ una storia di qualche mese fa”, dice al quotidiano Repubblica. Tra i vicini di casa “ce n’è uno che ha litigato con mia madre, l’ha insultata. Lei lo ha portato in tribunale. ma lui ha pagato 200 euro e le ha chiesto scusa scrivendo una lettera. Mia madre sospettava anche che lui avesse tentato di bruciare una serra del giardino e ne avesse distrutta un’altra”. L’alibi del ragazzo è stato confermato dalla fidanzata Milena, con cui ha trascorso il Natale insieme alla famiglia: era con lui venerdì sera in un locale di Torino e poi sabato sono andati ad Aosta. E’ da lì che Maurizio ha chiamato Andrea Pagano, amico da una vita, per andare a casa sua, preoccupato perché i suoi genitori non rispondevano al telefono. A lui ha spiegato come poter entrare in casa senza chiavi. Nell’abitazione c’era infatti un “pulsante segreto” per aprire la porta in caso di necessità. “Quando ho trovato i corpi dei suoi genitori eravamo al telefono. L’ho sentito piangere”, dice il coetaneo. “Ho visto i corpi dei genitori di Maurizio riversi a terra. Erano vestiti. In giro non c’era molto sangue”. Nella villetta non c’era nessun segno di effrazione. I Ris sono al lavoro utilizzando anche il luminol per trovare qualsiasi traccia utile alle indagini. Allione, a La Stampa, ha riferito: “Non mi risulta che i miei genitori avessero dei nemici o persone intenzionate a far loro del male, né mi avevano mai detto di avere paura o di aver subito recentemente minacce da qualcuno”. E aggiunge: “Sapevo che nella zona erano avvenuti molti furti, ma la casa era protetta dai cani e dalle misure che avevano adottato i miei genitori”. Gli investigatori attendono ora che l’autopsia faccia luce sull’ora in cui sono morte le tre vittime prima di avanzare nuove ipotesi.

Lo strano caso di Caselle… ormai si parla di triplice omicidio!

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Dall’incidente, all’omicidio-suicidio, all’omicidio questa la strana evoluzione del caso di caselle nel Torinese, dove, intorno all’ora di pranzo del 5 gennaio, è stata uccisa una coppia di coniugi e la madre di uno dei due. L’arma del delitto, una lama che avrebbe ucciso i tre non è stata trovata, mentre il figlio della coppia di coniugi che aveva dato l’allarme, il 29enne Maurizio Allione, è stato denunciato dopo che nella sua abitazione è stata trovata della marijuana. Ora si indaga anche sugli operai che avevano fatto la ristrutturazione della casa. 

 Ieri notte gli investigatori hanno a lungo e ripetutamente ascoltato il figlio dei coniugi uccisi, Maurizio Allione, 26 nni, la sua fidanzata e l’amico cui il giovane aveva telefonato chiedendogli di andare a casa dei suoi genitori.

Sulla Stampa la ricostruzione dei fatti:

A dare l’allarme è stato proprio Maurizio, che ha telefonato a Rita Fornelli, una vicina di casa, una delle poche persone di Caselle che i genitori frequentavano. «Sono in Valle d’Aosta per una vacanza e da due giorni non riesco a mettermi in contatto con mamma e papà». Ma Rita aveva già notato qualcosa di insolito: il garage della villetta, contrariamente alle consuetudini, era stato lasciato aperto, e la luce era rimasta accesa. «Gli ho consigliato di rientrare», racconta la donna. Maurizio è rientrato, ma prima ha chiesto a un amico di dare un’occhiata: il ragazzo ha scavalcato il cancello, è passato per la rimessa, è entrato in casa e ha visto.

L’ipotesi di una rapina non viene trascurata anche se lascia perplessi la presenza, nella casetta degli Allione, di due cani, due pastori tedeschi in grado di scoraggiare qualsiasi malintenzionato. Quello che è certo è che l’aggressore voleva uccidere: ha cercato, braccato e attaccato Claudio, Maria Angela ed Emilia con furia e determinazione. Nell’alloggio non c’era sangue, come se qualcuno avesse deciso di pulire tutto. Al punto che, prima che l’esame dei corpi rivelasse i segni della lama, si era pensato a una fuga di monossido di carbonio.

Omicidio-suicidio? Nel Torinese morti tre anziani

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Sono tre gli anziani trovati morti a Caselle, nel Torinese. La prima ipotesi formulata dagli investigatori parlava di un incidente connesso a una fuga di monossido di carbonio, ma il medico legale intervenuto sul posto ha poi constatato ferite da taglio sui corpi delle due donne e dell’uomo che sono deceduti nella loro abitazione. Si è ipotizzato quindi che possa trattarsi di un caso di omicidio-suicidio.   A dare l’allarme è stato il figlio della coppia, che stamani, non avendo risposta al telefono, si è presentato a casa dei genitori Mariangela Greggio di 65 e Claudio Allione di 66 anni che vivevano con la madre 93enne di quest’ultimo.

Omicidio-suicidio nel Ravennate: muoiono madre e figlio

omicidio suicidio ravenna-tuttacronacaIl corpo di un 52enne a terra, fuori della Fiat 500 parcheggiata su una piazzola di sosta dell’E 45, all’altezza dell’abitato di Casemurate, alle porte di Ravenna. All’interno, quello della madre 75enne. Stando a una prima ricostruzione delle forze dell’ordine, il figlio avrebbe parcheggiato l’auto, estratto l’arma dal baule dell’utilitaria e poi avrebbe aperto il fuoco contro la madre prima di suicidarsi. La donna, centrata da distanza ravvicinata dalla rosa di pallini, è morta sul colpo. A quel punto l’uomo ha puntato il fucile verso il suo mento e si è sparato dal basso verso l’alto, anche lui morendo all’istante e cadendo a ridosso della vettura, lato posteriore. Subito dopo è passata un’auto il cui conducente, vedendo la scena ha rallentato di colpo.  Accanto a lui, il fucile da caccia utilizzato per dare la morte a entrambi. Sul posto Polstrada e squadra mobile, oltre al Pm di turno Isabella Cavallari. Tutta la corsia sud dell’E45 da Ravenna a Casemurate è stata chiusa al traffico.

La biologa senese uccisa in America: si tratta di omicidio-suicidio

omicidio-suicidio-tuttacronacaEra mercoledì sera quando, nella sua casa a New Market, nella contea di Frederick, in Maryland, si è consumata la tragedia: sono morti per ferite da arma da fuoco la biologa senese 42enne Barbara Giomarelli, il marito, Benyamin Asefa, 40 anni, di origine etiope e il piccolo Samuel, il loro bambino di appena tre mesi. A salvarsi, la primogenita di 5 anni. Ora sembra confermata l’ipotesi si omicidio-suicidio. Luigi De Mossi, legale della famiglia Giomarelli, ha fatto sapere: “Dai primi riscontri sembra confermata l’ipotesi iniziale di omicidio suicidio e secondo gli investigatori sarebbe stato l’uomo a premere per primo il grilletto. Ci riserviamo di fare una interlocuzione con il Pm e con il detective”. Riguardo alla bimba: “La bambina è stata affidata momentaneamente ad amici di famiglia italiani residenti a New Market. Per il futuro valuteremo di chiedere l’affido al fratello della vittima”. Fratello che è in arrivo a Washington. “L’interesse del consolato e della Farnesina – aggiunge De Mossi – è stato fin da subito la tutela dei sentimenti e della sensibilità di questa bambina oltremodo provata”. Alla domanda se per caso i familiari avessero in qualche modo avvertito avvisaglie di incomprensioni o litigi tra i due coniugi, il legale ha risposto che “erano una famiglia modello americana, persone estremamente colte e preparate nel loro lavoro e molto attaccate ai figli. E’ stato davvero un fulmine a ciel sereno”. Del fatto si parla anche a Siena, città natale della ricercatrice, e Paolo Neri, priore della contrada del Nicchio, fa sapere: “La bambina se tornerà in Italia sarà sicuramente accolta e protetta dalla contrada. Abbiamo un fondo di solidarietà che ha come obiettivo quello di assistere anche finanziariamente gli orfani dei nicchiaioli, se questo aiuto verrà chiesto non mancherà di certo”. E ricorda: “Barbara aveva molte amicizie anche se era partita da tempo per seguire la sua vocazione in una terra meno avara verso i talenti rispetto alla nostra Italia portandosi dietro sempre nel cuore il Nicchio”.

Strage negli Usa: tra le vittime una biologa senese

italiana-uccisa-tuttacronacaBarbara Giomarelli,biologa ricercatrice di 42 anni nata a Siena e residente nel Maryland ha trovato la morte nella sua abitazione di Baltimora al figlio Samuel, di soli pochi mesi, e al marito 40enne, Benyam Asefa, originario del Kenya. Illesa, solo la primogenita della coppia, una bimba di 5 anni che, spaventata, si era recata poco dopo le 20 alla casa dei vicini per chiedere aiuto affermando che nella sua famiglia erano tutti morti. Secondo lo sceriffo della Contea di Frederick, sembrerebbe un “caso di omicidio-suicidio”. Sulla dinamica, tuttavia, restano ancora diversi dubbi. Lo sceriffo ha raccontato che la figlia ha sentito i genitori litigare e si è nascosta prima che cominciassero gli spari. Questo fa ipotizzare che, all’origine del delitto, ci fosse proprio una lite. Sono stati i vicini ad allertare gli agenti locali che, giunti sul luogo, hanno trovato i corpi senza vita e una pistola. Il capitano della polizia Tim Clarke ha spiegato che la dinamica dell’incidente è ancora confusa poiché per ora l’unica testimone è la bambina di 5 anni. “Stiamo cercando di mettere insieme i dettagli. Il problema è che la bimba è gravemente traumatizzata, quindi stiamo cercando di limitare le domande per non crearle altri traumi”.

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Si reca a casa dell’ex e le spara, poi si toglie la vita. Accade nel Perugino

omicidio-suicudio-perugino-tuttacronacaS’ipotizza possa trattarsi di un omicidio-suicidio quello che è avvenuto la scorsa in un comune del Perugino, San Giustino Umbro, dove una 26enne è stata rinvenuta morta, nella sua abitazione, con accanto l’ex fidanzato, più vecchio di lei di due anni, ferito gravemente e poi morto in ospedale. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Città di Castello, verso l’una di notte il 28enne si sarebbe recato a casa della sua vittima e, dopo aver suonato il campanello, quando lei ha aperto, le avrebbe sparato per poi rivolgere l’arma verso se stesso. La dinamica, però, non è ancora del tutto chiara, così come non è ancora noto quanti colpi siano stati esplosi. Sarebbero stati amici e familiari dell’uomo a dare l’allarme, per alcuni sms e probabilmente anche per un messaggio lasciato dal giovane. Il giovane era incensurato  e finora non erano emersi episodi di violenza con la ex fidanzata.

cristian_alexandra_morti_perugia-tuttacronacaAggiornamento ore 12.40Loro sono Alexandra Buffetti, che lavorava come cameriera in un pub di Sansepolcro, e Cristian Rigucci, disoccupato con un passato nell’esercito. Stando alle prime ricostruzioni di quanto è accaduto, poco dopo la mezzanotte alcuni amici del giovane, allarmati da messaggi ricevuti sul cellulare e temendo un gesto estremo, hanno contattato i carabinieri della compagnia Città di Castello che hanno trovato, presso l’abitazione del giovane, una lettera d’addio nella quale faceva riferimento alla fine della relazione sentimentale con la ex fidanzata. Iniziate le ricerche di Rigucci, poco dopo è stata individuata la sua auto nei pressi dell’abitazione della vittima. I militari, vista la mancanza di risposte dall’interno, hanno forzato una finestra e sono entrati in casa, trovando il cadavere della 26enne. Poco distante il giovane, con una ferita d’arma da fuoco alla testa. L’arma utilizzata dal 28enne era la sua pistola semiautomatica regolarmente detenuta e denunciata. L’arma sarebbe stata trovata non lontano dai corpi.

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Omicidio suicidio, tragedia famigliare ucciso il vicesindaco di Loano

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Paolo Noisello, 55 anni, ha ucciso la moglie Stefania Maritano, nella villetta di Loano, in provincia di Savona dove la coppia risedeva. Poi l’uomo ha rivolto contro di sé la pistola e ha fatto fuoco. La Maritano, 49 anni, era vicesindaco di Borghetto Santo Spirito. Sul posto sono presenti i carabinieri che stanno cercando di ricostruire la causa che ha portato al folle gesto.

Omicidio suicidio: uccide la compagna e si butta sotto un treno

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Ha ucciso la sua compagna di 29 anni e poi si è ucciso gettandosi sotto un treno. Il giovane, protagonista di questo omicidio suicidio avvenuto a Rovereto in trentino, è un colombiano di 28 anni. E’ stata la polizia allertata dalla polfer a ricostruire quanto avvenuto a posteriori, recandosi a casa del giovane per trovare elementi che potessero spiegare il tragico gesto. Qui è stato invece ritrovato il corpo accoltellato della fidanzata. 

 

Omicidio suicidio di una coppia d’anziani… tragedia nel Veronese

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A Zevio un uomo di 79 anni, Vittorio Albiero ha prima sparato, con il fucile da caccia, nello scantinato, al cane di famiglia, poi ha ucciso la moglie Giancarla Bonente di 75 anni e infine si è tolto la vita. A trovare i corpi uno dei cinque figli della coppia. Il movente sarebbe, secondo una prima ricostruzione, da ricercare nei problemi finanziari dei coniugi, ma non si esclude che il coniuge avesse anche paura di un aggravamento di salute della moglie, sottoposta a uan terapia a base di diversi farmaci, e per questo abbia deciso di farla finita.

 

A Verona… Accoltella la moglie e poi si getta sotto un tir

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Erano circa le 9.30 quando è scattata la follia omicida di un uomo di 31 anni romeno che prima  ha accoltellato la moglie  poi è scappato verso l’autostrada del Brennero, dove si è gettato sotto un tir.

La moglie, 29enne anch’essa romena, ferita in più arti del corpo, è riuscita a scappare in una ricevitoria dove ha chiesto aiuto e ha identificato il marito come l’aggressore che le aveva inferto le lesioni. La tragedia si è consumata nei dintorni dell’ufficio postale di via Cavour, a Dossobuono, nel Veronese, e ancora non si conoscono i dettagli della vicenda che ha portato l’uomo a compiere il gesto. Al momento la donna è ricoverata in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico. Da quanto si è appreso da fonti mediche la donna non dovrebbe essere in pericolo di vita.  Pesanti le ripercussioni al traffico tra tra Nogarole Rocca e il nodo con la A4, dove il traffico è rimasto bloccato per ore.“

Tragedia in Sardegna, l’omicidio-suicidio si trasforma in femminicidio

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Nelle intenzioni di Ugo Basilio Lai, 70enne allevatore originario di Desulo (Nuoro), residente a Guspini, nel Medio Campidano, c’era un omicidio suicidio, ma invece si è trasformato in un femminicidio. L’uomo ha accoltellato nella notte, intorno alle 2,30,  la moglie Giuseppina Brodu, di 62 anni, e con la stessa arma ha tentato poi di suicidarsi colpendosi il ventre. L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti che non hanno ancora chiarito le cause che hanno scatenato il raptus, ha inferto alcuni colpi sulla moglie con dei coltelli mentre lei dormiva e poi, raggiunta la veranda della casa, si è accoltellato all’addome e si è accasciato su una panca in legno. Ad accorgersi della tragedia è stato il figlio convivente della coppia, svegliato dal trambusto. Immediata la chiamata alla centrale operativa dei carabinieri della Compagnia di Villacidro, giunti poco dopo sul posto con una pattuglia del Nucleo radiomobile, e l’intervento di un’ambulanza del 118 che ha trasportato Ugo Basilio Lai nell’ospedale di San Gavino dove, dopo l’intervento chirurgico, è piantonato dai militari dell’Arma.

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Omicidio-suicidio, ma la moglie si salva

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Ha tentato di uccidere la moglie con un forte insetticida agricolo e poi, nello stesso modo, si è tolto lavita. Così un pensionato di 69 anni ha tentato l’omicidio-suicidio a Castelnovo Sotto, nel Reggiano. La donna è stata ricoverata all’ospedale di Reggio Emilia in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

 

Dramma in Francia: una famiglia si toglie la vita in hotel

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L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un dramma familiare che ha portato 4 persone a togliersi la vita all’interno di un hotel. Sono stati rinvenuti, infatti,  in una stanza d’albergo di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, i cadaveri di due adulti e di due adolescenti. I due genitori sono stati trovati impiccati mentre i figli, di  13 e 16 anni, erano senza vita nel letto.  L’uomo, 45 anni, e la donna, 43 aveva appeso alla porta della stanza un foglio con l’avvertenza: «non entrate, chiamate la polizia». All’interno, un altro messaggio spiegherebbe in modo piuttosto chiaro le intenzioni suicide dei due adulti. Il sito on line del quotidiano locale Sud-Ouest riferisce che «i genitori avrebbero prima fatto prendere dei farmaci ai figli, poi si sarebbero tolti la vita». Il giornale precisa che la famiglia era di origine bretone e che alloggiava al terzo piano di questo hotel-residence, in un miniappartamento, dall’11 agosto.

 

Duplice omicidio o omicidio suicidio? Padre e figlia morti in casa a Milano

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Padre e figlia sono stati trovati morti a Motta Visconti, in provincia di Milano. Secondo le prime informazioni l’uomo, di circa 80 anni, sarebbe stato colpito da diverse coltellate. La figlia, invece, sarebbe stata trovata impiccata. Sul caso indagano i carabinieri.

Aggiornamento 16 agosto 2013, 22,37:

Si è trattato un omicidio-suicidio. La figlia Maria Grazia Passalacqua, 57 anni, avrebbe accoltellato il padre Luigi, 88 anni e poi si sarebbe tolta la vita impiccandosi a una ringhiera. La figlia viveva con il padre accudendolo in quanto cardiopatico. I due, secondo quanto riferiscono i carabinieri di Milano, erano rimasti soli dopo che era mancata la madre, colpita da una grave malattia. Il cadavere del padre è stato rinvenuto nel suo letto, mentre il coltello utilizzato per l’omicidio è un arnese da cucina. Maria Grazia era in cura per una sindrome depressiva.

Omicidio-suicidio nell’Aretino, rinvenuti due cadaveri

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I corpi di una coppia, lui, un cinquantenne bulgaro, e lei, una 49enne italiana, sono stati ritrovati durante la notte  in un bosco a Loro Ciuffenna, fra Castiglion Fibocchi e Talla, nella zona di Pontenano in Pratomagno, in provincia di Arezzo. Secondo una prima ricostruzione la donna avrebbe sparato all’uomo e poi si sarebbe tolta la vista rivolgendo l’arma contro di  sé. La coppia sembra che sia giunta nel bosco dalla provincia di Pisa. L’omicidio-suicidio, se confermato, dovrebbe risalire a qualche giorno fa.

Aggiornamento 9 agosto 2013, 14,12:

Sembra che la ricostruzione fatta in un primo moemnto sull’omicidio-suicidio di Pratomagno non sia corretta. Secondo le ultime indagini emerge che sia stato l’uomo a uccidere con un colpo di pistola in fronte la donna e poi abbia fatto fuoco contro di lui. Sono emersi anche alcuni biglietti e un video che la coppia aveva lasciato nella vettura.

I due affermano di aver deciso di comune accordo di farla finita per ”una insoddisfazione esistenziale latente da tempo – spiegano i carabinieri – e per una malattia dell’uomo”.

Aggiornamento 10 agosto 2013, 10,50:

Le identificazioni dei due corpi sono state portate a termine ed è emerso che la donna, era una ballerina e si chiamava Barbara Rossi De Rigo, originaria di Schio (Vicenza), molto conosciuta nell’ambiente della danza per le collaborazioni con cantanti del calibro di Zuccchero e Fabio Concato, aveva lavorato anche per il Bagaglino. Lui era un bulgaro che da anni viveva a Livorno e si chiamava Dimitar Ynakiev,

Non sopporta la separazione: spara alla moglie e poi si toglie la vita

lecce-omicidio-suicidio-tuttacronacaNon sono note le generalità dell’uomo che a Taurisano, nel Salento, ha ucciso l’ex moglie con colpi di arma da fuoco per poi togliersi a sua volta la vita. Da quanto emerso, sembrerebbe che l’uomo non abbia mai accettato la separazione della donna tanto da arrivare al gesto estremo che ha avuto luogo nell’appartamento dove viveva la donna con i tre figli, in via 4 Novembre.

Omicidio di gelosia a Massa: uccide la ex moglie e l’amante e si toglie la vita

marina-massa-carrara-sparatoria-femminicidio-tuttacronaca

Tragica domenica d’estate in provincia di Massa Carrara dove un uomo, Marco Loiano, accecato dalla gelosia ha ucciso la sua ex moglie, Cristina Biagi, e un suo amico, Salvatore Gambino, prima di suicidarsi. Nella sparatoria, svoltasi a Marina di Massa, sono rimasti feriti anche due minori che si trovavano davanti al ristorante dove l’uomo ha raggiunto e ucciso la ex moglie. Uno dei ragazzi sarebbe in gravi condizioni ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Pisa.

Aggiornamento 28 luglio 2013,17,24:

L’uomo era stato denunciato. A rivelarlo una vicina di casa dei genitori di Cristina Biagi: «Lei lo aveva denunciato spesso, viveva con i suoi genitori e lui veniva sotto casa a minacciarla». La ex moglie era tornata a vivere dai genitori insieme ai figli.

Marco Loiano sembra che avrebbe pronunciato alcune frasi confuse prima di togliersi la vita: «Salutami tanto i miei, saluta tanto la mia mamma». A dichiararlo Nicoletta Bertini, proprietaria del bagno Maria Pia, che ha tentato invano di impedirgli di suicidarsi. La testimone ha poi dichiarato: «Era pallido, sudato, tremava. Ho provato a fermarlo, gli ho detto ‘Ti prego,non farlo, anch’io sono una mamma ».

Contrariamente a quando affermato in un primo momento dalle agenzie, nessun minore sarebbe stato coinvolto nella sparatoria. I figli della coppia, al momento della tragedia, erano infatti a casa di una nonna e sono stati in seguito rintracciati dai carabinieri.

Aggiornamento 28 luglio 2013, 18,54:

L’amico della donna Salvatore Gambino non sarebbe stato ucciso, ma sarebbe invece ricoverato in gravissime condizioni. I medici stanno cercando di salvargli la vita, ma al momento la prognosi rimane riservata

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Omicidio-suicidio in provincia di Caltanissetta

omicidio-suicidio-tuttacronacaSi è consumato un omicidio-suicidio nelle campagne di Gela, in provincia di Caltanissetta. Un pregiudicato e sorvegliato speciale, il 51enne Salvatore Greco, ha ucciso una donna e, dopo aver avvisato i carabinieri, si è tolto a sua volta la vita. La vittima dell’uomo era una 46enne che lavorava in una pizzeria e con la quale aveva una relazione. I militari li hanno trovati nei pressi di un casolare di campagna.

Omicidio-suicidio: figlio uccide la madre e poi si toglie la vita

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Si è trattato probabilmente di omicidio-suicidio quello che si è consumato nelle ultime ore a Ostiglia, nel Mantovano. Mario Foina, 63 anni, si è lanciato dalle scale di un centro commerciale, ma qualche ora prima avrebbe, secondo i carabinieri, ucciso la madre Iris Merli di 89 anni. L’uomo infatti si era recato in mattinata dall’anziana che era ospite  in una casa di riposo e insieme si erano allontanati per fare una passeggiata. La anziana madre è poi stata ritrovata annegata in un canale.

Carabiniere spara alla moglie e si suicida: prima, scrive in Facebook

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Sei ore prima, sulla sua pagina Facebook, aveva condiviso un link il l’appuntato dei carabinieri 43enne Luigi Chiumento: “Una persona non cambia con il tempo, cambia con le forti delusioni che subisce”. Sei ore dopo, stando alla ricostruzione dei militari dell’arma, ha inseguito con la sua vettura l’auto della moglie, riuscendo a tagliarle la strada bloccandola. Quindi è sceso dalla vettura e ha sparato, attraverso il finestrino, uccidendo Raffaella Ranauro, 41 anni. Dopo di che l’uomo residente a Benevento ma originario di San Leucio del Sannio, si è suicidato. Non sono ancora noti i motivi che hanno portato a questa tragedia familiare che ha lasciato soli tre figli, di 19, 12 e 9 anni. Secondo prime testimonianze, i due avevano qualche problema familiare, ma stavano cercando di risolverlo. La coppia probabilmente si era data un appuntamento: in contrada Colomba sono arrivati a bordo di due auto diverse, lei su una Citroen C3, lui con una Pegeuot 207. Sul posto la polizia con la Squadra mobile e la Scientifica.
Aggiornamento: Poco a poco si stanno ricostruendo la vita di Luigi Chiumento e si sta cercando di capire le cause che sono all’origine del folle gesto. In Questura sono stati anche ascoltati alcuni testimoni. Amici e parenti che hanno confermato che l’uomo era da tempo caduto in depressione e non riusciva ad accettare la separazione dalla moglie.
«Era depresso, ma mi aveva promesso che non avrebbe fatto sciocchezze» ha detto uno dei testi ascoltati ieri mattina. Ma una telefonata con la moglie venerdì mattina deve averlo sconvolto. Sembra che Raffaella Ranauro abbia telefonato all’uomo, ma non per fare gli auguri di buon onomastico (ricorrendo la festa di San Luigi), ma bensì per  contestargli alcuni comportamenti. Dopo la telefonata l’uomo si sarebbe messo alla ricerca della donna e l’avrebbe intercettata a  via Santa Colomba in direzione Casale Maccabei. A questo punto l’uomo con la sua Peugeot ha iniziato a rincorrerla. La donna accortasi della presenza del coniuge ha accelerato cercando di fuggire, ha anche bloccato gli sportelli dell’auto per evitare, probabilmente, che il marito una volta bloccata la Citroen potesse passare a vie di fatto. L’inseguimento è durato alcuni minuti e poi si è concluso con lo speronamento della Citroen da parte della Peugeot. L’auto della donna è finita contro un marciapiede. Pochi secondi e l’uomo con un balzo è sceso dall’auto ed ha fatto fuoco contro la moglie, prima di togliersi la vita.
Un gesto quindi maturato in un clima di tensioni familiari, con motivazioni che, probabilmente, avevano radici negli anni passati.

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Omicidio-suicidio nel milanese: un’altra storia di disagio economico e sociale

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Un marito con problemi d’alcolismo, una moglie che soffre di disagio psichico, una coppia che vive in condizioni molto precarie in un’abitazione che deve lasciare a breve perchè sfrattati. Era questo il quadro di due coniugi trovati morti questa mattina nella loro abitazione di via Matteotti a Besate, in provincia di Milano. Lui, 52 anni, ha strangolato la moglie, di un anno più giovane, e poi si è impiccato. L’ennesimo, drammatico caso di omicidio-suicidio dovuto ad un grave disagio economico e sociale. In un Paese dove lo Stato abbandona i suoi cittadini, lasciando che la famiglia abbia l’intero onere di sobbarcarsi i problemi senza poter contare su un aiuto esterno mentre pochi eletti possono far affidamento su protezioni e raccomandazioni, sembra che ormai sia la morte l’unico modo di poter conservare un po’ di dignità, una fuga estrema da una vita ingestibile.

Omicidio-suicidio nel padovano: un poliziotto spara due volte a Cadoneghe

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Tragedia a Cadoneghe, in provincia di Padova. Gabriele Ghersina, poliziotto del reparto mobile di 38 anni, ha sparato alla moglie Silvana Cassol, madre di due figli avuti in un precedente matrimonio, prima di rivolgere l’arma contro se stesso e fare nuovamente fuoco. A fare il tragico ritrovamento i colleghi dell’uomo che, non vedendolo arrivare al lavoro, si sono recati nella sua abitazione. Dopo aver inutilmente suonato il campanello, hanno deciso di entrare, scoprendo così i due corpi senza vita. Stando alle prime informazioni, il motivo del gesto estremo sarebbe riconducibile a motivi sentimentali anche se, sui problemi tra lui e la moglie, al momento non è trapelato nulla. La prima ricostruzione sul dramma, dunque, rende più probabile l’ipotesi di un omicidio-suicidio e lungo questa linea si stanno muovendo gli inquirenti. Dopo l’allarme, sul posto sono arrivati il questore di Padova e il pm di turno Vartan Giacomelli, mentre la polizia scientifica e un patologo stanno cercando di ricostruire con esattezza la vicenda.

Omicidio-suicidio Bari, l’ipotesi non regge più? Spariti 1000 euro

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Dalla tasca del figlio Claudio sarebbero spariti 1000 euro, l’incasso della farmacia. Troppe ombre sul caso di omicidio-suicidio di Bari. Dalla pistola, arma del delitto con cui Michele Piccolo avrebbe sterminato la sua famiglia prima di gettarsi in piscina e affogare, alla somma sottratta nelle tasche del figlio maggiore. Dalla tragedia famigliare al giallo il caso di Bari continua a non avere una spiegazione.

Bari: Il figlio è in coma irreversibile, la pistola non si trova.

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Dovevano festeggiare il 20esimo compleanno della figlia, ma invece il Michele Piccolo, un farmacista di Sannicandro di Bari ha sterminato la propria famiglia. Questa sera sarebbero dovute arrivare 70 persone nella villa, per festeggiare Letizia… invece della festa c’è lo shock. Un paese che s’interroga e il sindaco che rivela: “Sono stato sul posto anche stanotte, non sono entrato nella villetta dove peraltro sono stato tante volte da amico, a noi resta lo sgomento per una tragedia che ha dell’incomprensibile. Si tratta di persone normali nulla poteva lasciare presagire quello che è successo. La signora, anzi la dottoressa visto che era farmacista come il marito, era stata eletta nella mia lista ed era assessore e vicesindaco, ieri aveva celebrato un matrimonio nel castello. Era una donna che aveva tanta voglia di vivere era un persona molto espansiva, l’ultima volta, l’ho sentita ieri a mezzogiorno poco prima del matrimonio così come sempre ieri mattina avevo incrociato il marito, e ci siamo anche fermati a chiacchierare, mi è sembrato del tutto normale. Il figlio Claudio – ha proseguito – è coetaneo di mio figlio e studiano insieme farmacia “.

Ora Claudio è in coma irreversibile all’ospedale… Una tragedia inspiegabile, come quella pistola, arma dell’omicidio-suicidio che la polizia sta cercando ovunque, ma che non si trova e lascia un velo di mistero sull’accaduto.

Farmacista spara ai familiari: omicidio suicidio nel barese

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Un uomo ha ucciso, a colpi d’arma di fuoco, la moglie e la figlia 19enne Letizia, mentre ha ferito gravemente il figlio prima di suicidarsi annegandosi nella piscina della villetta di famiglia. E’ accaduto a Sannicandro di Bari. A sparare, con un’arma ancora non ritrovata, un farmacista 55enne, Michele Piccolo. La scoperta dei cadaveri, tra i quali quello di Maria Chimienti, 55enne vicesindaco della cittadina, è stata fatta dai carabinieri su segnalazione della fidanzata di Claudio Piccolo, il figlio 24enne che ora è ricoverato in condizioni gravi al Policlinico. La ragazza aveva tentato per ore di mettersi in contatto con il giovane senza esito ed ha quindi temuto fosse accaduto qualcosa di grave. Alcuni amici, da lei contattati e non ricevendo risposte dall’interno, hanno scavalcato il muro di recinzione prima di vedere, da una finestra, il corpo del giovane a terra nel soggiorno. E’ allora che hanno dato l’allarme ma per l’impenditrice Maria, la figlia ed il marito non c’era più nulla da fare. La donna era stata eletta, con una lista civica, consigliere del proprio Comune prima di essere nominata vicesindaco e assessore alla Pubblica istruzione, diritto allo studio, politiche per l’infanzia, pari opportunità, turismo e promozione delle tradizioni locali. L’uomo, che lavorava nella vicina Acquaviva delle Fonti, era stato a sua volta consigliere e assessore nella precedente amministrazione comunale, dal 2007 al 2012.

Il messaggio disperato di Calderoli a sua figlia uccisa dalla madre

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«La vita riserva sicuramente brutte sorprese, l’ho sentito dire da tanti, ora posso confermarlo con un dolore incommensurabile, la follia ha vinto ancora una volta nonostante tutti i tentativi e gli sforzi per ricercare gioia e voglia di vivere, non è comprensibile o accettabile un gesto così assurdo e la distruzione di una vita così meravigliosamente sorprendente e gioiosa come quella di una figlia. Non è giusto, non è comprensibile. Rimarrai sempre nel mio cuore e intorno a me scricciolina, dovunque tu sia andata. Quanto mancheranno tutti i giochi che facevamo e tutte le tue fantastiche espressioni. Spero che tu possa continuare a giocare e divertirti nel tuo nuovo mondo, non smetterò mai di pensarti, buona notte dolce sbirulina».

Sono parole lanciate su Facebook di un padre disperato, Alberto Calderoli che ha trovato la sua famiglia distrutta da un gesto insano della moglie da tempo depressa.

 

Uccide la figlia di 2 anni e si sgozza. Il marito è nipote di Calderoli

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Alberto Calderoli, nipote dell’ex ministro della Lega Roberto Calderoli, medico dentista è distrutto dal dolore dopo che la moglie Alessia Olimpo ha accoltellato a morte la figlia di quasi due anni e poi si è sgozzata. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che soffriva di depressione da diverso tempo, avrebbe ucciso sua figlia in un raptus di follia e poi, dopo che ha ripreso la lucidità, e si è accorta di quello che aveva fatto, ha scelto di sgozzarsi per non vivere con il rimorso del gesto orrendo che aveva compiuto.

Il primo allarme era stato lanciato dal padre di Calderoli, sabato verso le 18. Il suocero e sua moglie avevano pranzato con Alessia. Da tempo la donna non veniva lasciata quasi mai da sola. Ad aggravare poi la sua depressione c’era stata negli ultimi mesi anche la perdita della madre e un problema si salute alla tiroide. Dopo il pranzo i suoceri erano tornati a casa loro, ma verso sera il nonno si è presentato di nuovo a casa di Alessia per vedere come stava. Non ricevendo nessuna risposta, si è immediatamente preoccupato e ha chiamato il figlio che si trovava a un congresso a Riva del Garda. Immediatamente Alberto ha preso l’auto ed è tornato a casa a Viale Giulio Cesare in un appartamento al quinto piano, nel quartiere Monterosso, di Bergamo.   La porta di casa era chiusa dall’interno e temendo il peggio ha chiamato il 118. I soccorsi sono entrati nell’appartamento della famiglia Calderoli attraverso il balcone e li hanno visto la scena dell’omicidio-suicidio. Nessun estraneo è stato fatto entrare nel palazzo e ai residenti non è stato detto nulla di quanto accaduto. Per consentire alla Scientifica di svolgere al meglio i rilievi e mantenere la scena del crimine intatta, i tecnici sono entrati dalla finestra: il corpo della mamma infatti era steso proprio dietro la porta della cameretta. Se gli agenti fossero entrati da lì, aprendola, avrebbero inevitabilmente spostato il corpo e compromesso la scena. I rilievi sono proseguiti per tutta la nottata. La famiglia Calderoli, molto nota a Bergamo, si è trincerata nel dolore e nel silenzio. Alberto non solo è nipote di Calderoli, ma è anche fratello di Paolo, l’attore noto al pubblico con il nome d’arte di Casiraghi.

 
 

Omicidio-suicidio. Una donna uccide la figlia di un anno e mezzo e si toglie la vita

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Morire a un anno e mezzo uccisa dalla propria mamma. Questo è quello che è accaduto in un appartamento di Bergamo. Alessia Olimpo, 36 anni, dentista, ha ucciso la figlia accoltellandola ripetutamente e poi si è levata la vita, tagliandosi la gola. Le ha ritrovate il marito della donna, Alberto Calderoli, dentista anche lui, rientrato in tutta fretta da un congresso medico al quale stava partecipando, dopo che il padre gli aveva riferito di non riuscire a mettersi in contatto con la donna. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di un suicidio-omicidio. Per non alterare però la scena del delitto e non escludere nessuna altra ipotesi la polizia ha deciso di entrare nell’appartamento dalla finestra servendosi dell’auto scala dei vigili del fuoco.

Denise Morello… non doveva andare così!

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E’ finita con un colpo di pistola la vita della 22enne Denise Morello… e non doveva finire così. A sparare è stato il suo ex, Matteo Rossi, l’uomo che per lei aveva comprato un’intera pagina di giornale per cercare una riappacificazione dopo che lei lo aveva lasciato. Aveva inserito un cuore e aveva scritto  «Questa follia per farti capire quanto sono pazzo di te, Denise». Follia… Pazzo. lo aveva dichiarato pubblicamente. Quello che sembrava un gesto d’amore era invece un messaggio, forse inconscio, che suonava come una richiesta d’aiuto. Da alcune dichiarazioni che aveva rilasciato proprio in occasione della pubblicazione del suo messaggio emerge una figura con tratti infantili, anche se spiegava che il rapporto con la ragazza era finito a causa di «una leggerezza che non ha nessunissimo valore. Non pensate però che l’abbia tradita o fatto qualcosa di simile: non ci penserei mai. È la donna della mia vita. Se anche mi sfugge un complimento ad un’altra, è solo perché sono un agente di commercio».

Poi però la rassegnazione non era mai arrivata. La ragazza era diventata un’ossessione e aveva iniziato a perseguitarla. Denise si era rivolta ai carabinieri di Montebelluna. Il 37enne era stata chiamato in caserma; un “rimprovero” e  il consiglio di cambiare registro, di lasciar in pace l’ex fidanzata.

Passa poco tempo e l’uomo chiede il porto d’armi per uso sportivo. La polizia naturalmente lo concede, dimenticando la storia pregressa. Forte del suo porto d’armi, tre settimane fa acquista una Beretta e ieri sera dopo aver pianificato tutto passa all’azione. Attende la ragazza nel parcheggio del supermercato, dove la ragazza era solita parcheggiare l’auto per andare a lavorare nello studio del commercialista che si trova nel complesso e appena la ragazza sale in auto fa fuoco. Un colpo alla nuca che stronca la vita di Denise… poi rivolge la pistola verso di lui e spara un secondo colpo, uccidendosi a sua volta. Due cadaveri vicini, come forse nella sua testa ormai malata era giusto che fosse. Matteo andava aiutato, ma le forze dell’ordine hanno solo lanciato un avviso senza prendere provvedimenti, concedendogli un porto d’armi, mettendolo in condizione di compiere quella follia. Ieri sera Matteo ha sparato e sicuramente ci sono tante responsabilità che pesano su quel proiettile che ha ucciso Denise perchè non si può proprio morire a 22 anni in questo modo, dopo essersi più volte rivolta alla polizia denunciando lo stalker di Matteo… non doveva andare così!  Ora che Matteo Rossi è morto chi pagherà per l’omicidio di Denise?

Il 31enne che ha ucciso la madre aveva lavorato per la Marini!

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Il giallo di Milano è sempre più complesso. Il 31enne Dario Biolcati in passato si è occupato di pubbliche relazioni, secondo quanto riportato sul suo profilo Facebook avrebbe lavorato anche per Valeria Marini a Milano, e ora si troverebbe in gravi condizioni economiche. Situazione che condivideva con la madre, con la quale viveva in un appartamento nel centro di Milano. Con loro viveva anche un ragazzo bielorusso di 24 anni. Assieme avrebbero deciso di farla finita perché stanchi della propria condizione di indigenza e avrebbero scelto l’albergo Hermitage perché Biolcati aveva alloggiato diverse volte nella struttura.

Gesti estremi… omicidio-suicidio in un hotel di Milano!

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L’allarme è stato dato dal padre che ha ricevuto una telefonata sul cellulare dal figlio. Il 31enne, ha chiamato il genitore, che risiede a Torino, poco prima delle 23.00, per spiegargli di aver fatto un gesto “insano”. L’uomo allarmato dallo stato confusionale del figlio ha immediatamente avvisato la polizia. Forze dell’ordine, ambulanze e vigili del fuoco hanno quindi cercato madre e figlio prima nella loro abitazione in via San Senatore, nel pieno centro della città, e poi sono risaliti tramite l’utenza del cellulare alla stanza dell’albergo Hermitage, in via Messina. Ed è stato qui che hanno trovato la madre priva di vita, con i polsi tagliati e al fianco della donna il figlio, anche lui con tagli superficiali ai polsi. Probabilmente il figlio ha utilizzato anche un sacchetto di plastica, ritrovato sul luogo del delitto, per soffocare la donna. Le spiegazioni del giovane, probabilmente anche sotto effetto di farmaci e in evidente stato di shock, sono state poche e confuse, ha dichiarato solo di aver aiutato la madre in un gesto estremo. Ora il 31enne è stato ricoverato, non in pericolo di vita, all’ospedale  Niguarda, mentre gli inquirenti stanno indagando sui motivi alla base di questo omicidio-suicidio.

Nessun rispetto per i morti! Che brutta figura, Vauro!

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Una vignetta che non lo ritrae direttamente ma che esplicitamente parla di David Rossi, il manager del Monte dei Paschi di Siena, morto suicida nella serata di mercoledì 6 marzo. Meno di 24 ore dopo Vauro sceglie di parlare anche del suicidio in una delle sue tante vignette che compaiono alla fine della puntata di Servizio Pubblico.

Applausi timidi e incerti. Qualcuno non gradisce il riferimento e già in rete c’è chi protesta per una scelta giudicata di cattivo gusto.

 

“Il diavolo probabilmente”. Ritrovati i corpi di una coppia in un auto

Probabilmente si tratta di un omicidio-suicidio. La coppia, ritrovata a Valle Soda, vicino Isernia, in un auto non dava più notizie da lunedì. la-locandina-di-il-diavolo-probabilmente-120180

Ancora sangue per passione: uccide il capo della fidanzata prima di suicidarsi

Spari nel pavese! Omicidio-suicidio e muore un dentista

Mirandolo Terme ore 20.30. Sparatoria a via Garibaldi. Ancora da accertare il movente e l’identità delle vittime.

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