Harrods vende l’olio extravergine d’oliva toscano… tarocco!

harrods-tuttacronacaDa Harrods, a Londra, è possibile trovare l’olio extravergine di oliva proveniente dalla Toscana. O meglio, era possibile trovare tale prodotto, perchè in realtà l’olio si è rivelato una contraffazione e per questo motivo Harrds ne ha sospeso la vendita. Il neoministro delle politiche alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato: “La sospensione della commercializzazione da parte di Harrods di un olio extravergine d’oliva venduto come toscano, in violazione delle norme sulle indicazioni geografiche, è la testimonianza del forte impegno che l’Italia porta avanti nella lotta alla contraffazione”. Ha quindi aggiunto: “La tutela e la promozione dell’autentico Made in Italy nel mondo è una priorità assoluta di questo Governo, oltre che una missione strategica per l’economia nazionale. Ringrazio l’Ispettorato repressione frodi del Ministero per la professionalità dimostrata in questo cas e per la difesa quotidiana del patrimonio agroalimentare italiano. Un grazie va anche all’Autorità britannica del Defra, la cui collaborazione è stata rapida ed efficace”.

Miracolo tra Israele e Libano? La Madonna piange olio

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La statuetta di una Madonna , posta nel salotto di una famiglia cristiana avrebbe iniziato a lacrimare una ‘strana’ sostanza oleosa e c’è chi già grida al miracolo a Tarshiha, una piccola cittadina al confine tra Israele e Libano. Ad accorgersi di quello che stava accadendo è stata la moglie del proprietario, Amina, che ha anche confessato di aver sentito le parole della Madonna che le diceva di “non aver paura”. La notizia ha fatto il giro del mondo sul web e sono già 2000 le persone che si sono presentante a casa di Amina per osservare il fenomeno.

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“Il suicidio dell’Extravergine”: il New York accusa Napoli

napoli-olio-oliva-tuttacronacaIl New York Times si scaglia contro l’olio d’oliva italiano tramite un’infografica interattiva curata da Nicholas Blechman, a partire dal testo di un blogger, Tom Mueller. L’articolo che appare sul sito s’intitola “Extra Virgin Suicide” e prende spunto dal film di Sofia Coppola “The Virgin Suicide” (“Il giardino delle vergini suicide”). L’accusa è chiara: l’extravergine d’oliva sarebbe   troppo spesso adulterato e mescolato con olii meno nobili. Spiega il Mattino: Quindi un macabro simbolo del veleno, ma al posto del classico teschio, una oliva, con accanto due ossa incrociate. E poi, come sottotitolo: «L’adulterazione dell’olio d’oliva italiano».  L’infografica sostiene, senza citare alcuna fonte ufficiale, che gran parte dell’olio venduto come italiano viene in realtà da Spagna, Marocco e Tunisia. Quindi che viene ‘tagliatò con olio più scadente e persino con clorofilla per il colore, colorante e beta-carotene per il sapore, e trasportato al porto di Napoli, dove viene mescolato con altri olii scadenti, non di oliva.  Quindi le bottiglie vengono marchiate con il simbolo dell’Extra verginè e del ‘Made in Italy’. In Usa, secondo il Nyt, circa il 69% arriva ‘adulteratò. Il giornale ricorda che esiste un corpo speciale dei Carabinieri specializzato nella lotta alle frodi alimentari. Tuttavia sostiene che i test di laboratorio sono facilmente falsificabili e che la Polizia si basa sul semplice odorato.  «Gli agenti regolarmente fanno dei raid contro queste raffinerie per cercare di mettere a regola il settore, tuttavia – sostiene il giornale – i produttori, grazie alle loro connessioni con politici potenti, sono raramente indagati dalla legge». «Tutte queste frodi – conclude – hanno così fatto precipitare il prezzo dell’olio d’oliva. Produttori corrotti hanno rovinato sè stessi, commettendo di fatto una sorta di suicidio economico».

Il dirigente di Provincia che stappa lo spumante… e buca un quadro del 700

palazzo-isimbardi-tuttacronacaUn quadre del Settecento irrimediabilmente danneggiata alla Provincia di Milano. Il fatto risale a poco prima di Natale, in occasione del brindisi organizzato da Alessandro Papini, direttore della comunicazione. Un anonimo dirigente ha stappato una bottiglia di spumante e il tappo è finito proprio contro una preziosa tela a olio 235×405, raffigurante le eroiche gesta di Capellino Isimbardi che acquistò l’immobile. E che ora è stata “aggiustata” con del nastro adesivo per coprire quel buco. E nonostante tutti sul momento abbiano riso, ora sembra nessuno ricordi chi teneva in mano quella bottiglia. Il Fatto Quotidiano ha raggiunto telefonicamente il direttore Papini, il quale ha assicurato che il foro è stato prontamente tamponato “in maniera professionale, con idoneo ma temporaneo sistema di fissaggio adesivo, per evitare l’ampliamento del danno”. E aggiunge:

“Ma guardi che siamo assicurati eh… in fondo è un incidente come un altro. E poi ho subito mandato una mail a chi di dovere per segnalare il problema e attivare le procedure di restauro, guardi ecco… alle 16.10. Se vuole gliela giro”.

Salvo poi rimangiarsi la parola dopo qualche ora:

“Perché nel frattempo ha sentito un altro direttore che gli ha rappresentato “insormontabili problemi di privacy” in caso di invio all’esterno di una comunicazione interna. Per fugare ogni sospetto invita a chiamare il destinatario della mail, il terzo direttore”.

Tale Giorgio Grandesso, responsabile del settore Patrimonio, che sì ha ricevuto l’email e aggiunge: “Del resto il quadro con la smagliatura è collocato in un’area di passaggio non coperta da telecamere…”. E neppure conosce l’esatta entità del danno, riparato alla meno peggio da improvvisati restauratori di cancelleria.

Carne di agnello pompata con… acqua putrida di stagno. Dove? In Cina!

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Cosa non si fa per il guadagno. Il mondo forse è paese, ma la Cina è sempre più vicina, quanto a sofisticazioni alimentari. Sette persone sono state fermate nella provincia meridionale del Guangdong per aver iniettato acqua sporca di stagno nella carne di agnello, allo scopo di aumentarne il peso e quindi il prezzo. Ad annunciarlo è la TV di stato China Central Television, riferisce Reuters.
In quello che è solo l’ultima in una lunga serie di frodi alimentari, le sette persone fermate sono sospettate di aver fatto le loro iniezioni di acqua sporca al centinaio di agnelli che macellavano ogni giorno, carne destinata ai mercati, ma anche ai ristoranti di grandi città, tra cui Guangzhou – vale a dire l’antica Canton — e Foshan.
A quanto pare, i sette, che si erano muniti anche di timbri sanitari falsi,  immettevano fino a 6 chili di acqua in ciascuna carcassa prima di commercializzarle.
In Cina, quasi il 40 percento della popolazione considera la sicurezza alimentare un grosso problema. Non hanno proprio tutti i torti: la lista delle frodi è piuttosto lunga, e va da prodotti chimici letali trovati nei latticini, alla carne di volpe trovata negli snack che dovevano invece contenere carne d’asino, all’olio di risulta utilizzato per cucinare. Nè sono indenni i grandi marchi internazionali del settore: McDonald’s, Wal-Mart, Carrefour, Yum Brands (che controlla KFC), sono tutte state trovate – a loro insaputa o meno – con le mani nel sacco.

Dove finisce l’olio delle patatine fritte? La scelta green!

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Dove finisce l’olio delle patatine fritte? Sono sempre più le società che si occupano della raccolta degli olii esausti, quegli olii usati per friggere le patatine e che sono un vero e proprio veleno per l’ambiente. Cosa farne? A esempio usarli come biocarburante. Oltre che tutelare l’ambiente, riciclare l’olio aiuta anche i ristoratori che altrimenti dovrebbero pagare per smaltirlo:

“E’ una soluzione vantaggiosa per tutti perché noi vogliamo fare del nostro meglio per essere green, fare qualsiasi cosa per l’ambiente – spiega Larry Keane partner di un fast food – non ci costa niente in più anzi…” La ditta Grease Lightning si occupa di raccogliere e trasformare gli oli esausti in biocarburante.”Negli ultimi 4 anni – spiega un manager dell’azienda, Jamie Hutson – c’è stata una vera e propria guerra nell’offerta tra ristoranti e società che raccoglievano l’olio che ha dato valore a questi rifiuti” Il valore di quest’olio, che viene sottoposto a un processo di raffinazione prima di finire nei serbatoi delle auto, è cresciuto a tal punto da diventare l’obiettivo di molti ladri”. Abbiamo serbatoi d’acciaio con spesse grate di metallo ma noi abbiamo visto dei saldatori entrare e tagliare le grate per rubarci l’olio”. Questa società raffina circa 12mila barili al giorno ritirando l’olio da 3mila ristoranti di Manhattan.”Ci piace dire che in un colpo solo salviamo il mondo e le patatine fritte”.

La margarina è potenzialmente cancerogena per bambini e anziani

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La margarina, cioè il grasso, succedaneo del burro, usato in molte preparazioni e che si trova all’interno di molti prodotti alimentari confezionati, può essere cancerogeno su bambini e anziani. La sostanza incriminata è il  3-Monochloropropane-1,2-diol (3-MCPD). Il 3-MCPD è un contaminante che si sviluppa durante la trasformazione di prodotti alimentari, contenenti grassi e sale, quando vengono esposti ad alte temperature di produzione.  Fu rinvenuto per la prima volta una quarantina di anni fa in alimenti come le proteine idrolizzate e la salsa di soia e, non poco tempo dopo, fu classificato, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), come “possibilmente cancerogeno per l’uomo”.

Nella maggior parte degli alimenti tale sostanza è in quantità trascurabili mentre è a livelli alti tra i “grassi e oli vegetali/animali“.

Come sottolinea il Fatto Quotidiano si trova in particolar modo nelle “margarine vegetali e affini”, a cui è dovuto il 70% dell’assunzione del contaminante, e nei “grassi e oli vegetali”, a cui è dovuto il 28% dell’assunzione (ad eccezione dell’olio di noci). Tale assunzione è risultata al sotto dei livelli raccomandati per la maggior parte della popolazione europea, tranne che per alcuni gruppi: i bambini da 1 a 3 anni e gli anziani oltre i 64 anni di età. Dunque per tali fasce di popolazione sarebbe potenzialmente cancerogeno il consumo abituale di prodotti contenenti margarina, largamente usata nell’industria alimentare. In particolare per prodotti da forno dolci e salati, e il consumo di prodotti contenti oli e grassi vegetali, non meno diffusi.

L’incubo dei benzinai… coppia di rumeni svaligiava le pompe di benzina

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“Mi controlli acqua e olio” poi mentre il benzinaio era impegnato, con la testa nel motore, i due romeni, con svariati precedenti penali, si dividevano i compiti. Uno distraeva il benzinaio, l’altro entrava nel gabbiotto e rubava l’incasso. Poi ripartivano verso una nuova pompa di benzina. Ora i due romeni sono stati arrestati dopo essere stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza e sono accusati di 3 furti, anche se sarebbero almeno una decina quelli messi a segno con la solita tecnica.   Ad arrestare la coppia di ladri seriali sono stati i militari della Stazione di Rivoli (Torino) che hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per furto aggravato, ai due romeni di 32 e 36 anni, entrambi residenti a Torino.

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L’Aquila Made In, quando i prodotti del territorio arrivano in America

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Vino, olio, legumi, zafferano, tartufo,dolci, mieli, marmellate e pasta pronta, cucinata secondo la migliore tradizione regionale il tutto pronto per essere imbarcato sul primo aereo diretto in America. Sono una ventina le aziende agroalimentari, aderenti al marchio “L’Aquila Made In”, che distribuiranno i loro prodotti sul mercato statunitense, grazie alla società “Cortellessa e Telli”, promotrice di una catena di punti vendita solidali in America. Una vetrina di eccezione per le imprese alimentari aquilane e per il rilancio della città colpita dal sisma del 2009.

“L’associazione L’Aquila Made In, a cui hanno aderito Confindustria, il Consorzio per lo Sviluppo del Nucleo Industriale, Confcommercio, CNA, Coldiretti e One Group”, dichiara il presidente, Lorenzo Di Marzio, “è sorta nel 2011 allo scopo di favorire la ripresa economia del territorio nella fase post-sisma, creando un marchio collettivo che potesse identificare i prodotti tipici locali e favorirne la promozione e la diffusione sui mercati internazionali. L’accordo con la società newyorkese è frutto di mesi e mesi di lavoro e incontri con i produttori e gli importatori americani e asiatici”.

Prenditi cura della tua pelle con l’Olio di Sesamo

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Utilizzati principalmente in Asia per la preparazione di numerosi piatti, dai semi di sesamo si estrae un olio dal sapore gradvole che gode di molte proprietà benefiche che ne permettono l’impiego anche nella medicina tradizionale. Ricco di acido oleico e linoleico, assicura la salute della pelle grazie anche alla presenza dell’antiossidante vitamina E. L’olio di sesamo è inoltre ricco di proteine, con un’alta percentuale di triptofano e metionina, ed è presente una buona quantità di ferro, fosforo e calcio, ed alcune vitamine. A livello farmaceutico viene utilizzato principalmente per medicamenti liposolubili e come leggero lassativo. Svolge inoltre un’azione benefica nei confronti del sangue visto che aiuta la formazione sia delle piastrine che dell’emoglobina. Quest’olio ha la capacità di rafforzare tutto il sistema immunitario e, grazie alla presenza di calcio, combatte dolori articolari e osteoporosi. Ancora, ottimo ricostituente, l’olio di sesamo è indicato nell’età della crescita tanto quanto in caso di spossatezza fisica o psichica. Per uso topico, è indicato come anti-infiammante e, grazie alla sua capacità di donare elasticità alla pelle, viene utilizzato in caso di ustioni e come rapido cicatrizzante in presenza di ferite. A livello cosmetico, i benefici che derivano alla pelle in caso di secchezza e fragilità lo rendono un ingrediente base per la preparazione di saponi, shampoo e creme solari. L’olio di sesamo è infine considerato uno dei migliori prodotti per effettuare qualsiasi tipo di massaggio e la medicina ayurvedica lo utilizza ampiamente.

L’amico della pelle: l’Olio di Neem!

olio di neem

Quest’olio, rinomato per le sue proprietà idratanti, vanta un’alta percentuale di aminoacidi essenziali che lo rendono adatto all’azione terapeutica contro malattie della pelle come gli eczemi, è inoltre capace di scacciare pidocchi e zecche sia dagli esseri umani che dagli animali. In soluzione spray agisce da repellente per mosche, zanzare e vermi della farina. Il fatto che controlla l’equilibrio dello iodio lo rende poi un ottimo alleato contro le macchie ostinate della pelle se nebulizzato sulla cute. Utilizzato per i prodotti cosmetici, quest’olio trova impiego anche nella medicina tradizionale per curare infezioni della pelle, eczemi, dermatiti, infezioni parassitarie così come patologie più gravi tipo malaria e tubercolosi ma anche dolori reumatici, oftalmia e stati febbrili. Attualmente sta prendendo inoltre piede come contraccettivo e viene sconsigliato l’uso di foglie e corteccia dell’Azadirachta indica, la pianta da cui viene estratto, sotto forma di the per le donne in stato di gravidanza perchè i nascituri potrebbero avere gravi conseguenze come danni epatici.

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