Buon compleanno Goldrake!

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Era il 4 aprile 1978 quando, su Rete 2, debuttò la serie animata che ha segnato il cambiamento più profondo nella storia della televisione italiana. Sono gli anni di piombo, telegiornali e quotidiani propongono notizie giorno per giorno sempre più allarmanti e drammatiche. Le Brigate Rosse impazzano e importanti personaggi politici come Aldo Moro vengono sequestrati, le stragi si susseguono in tutto il Paese e Bologna piange le sue vittime del 2 agosto, la cronaca è sempre più nera e l’eroina miete sempre più giovani vittime come racconta Cristiane F. nel suo “Noi i ragazzi dello zoo di Berlino”. La droga si diffonde perchè i giovani sono delusi dal mondo in cui vivono, sono senza aspirazioni o sogni che li aiutino a credere in qualcosa per cui lottare e impegnarsi. Serve qualcosa che li smuova, servono novità ed innovazioni che dettino il nuovo passo rispetto ai programmi semplici ed edulcorati che fino al 1978 riempivano il palinsesto della “tv dei ragazzi”. Si deve allora ringraziare Nicoletta Artom che, ad una mostra-mercato dedicata ai programmi televisivi, scopre casualmente Goldrake e fa pressione ai dirigenti Rai per trasmetterlo. Quel 4 aprile 1978, dopo alcune revisioni, il primo grande eroe giapponese giunto in Italia fa la sua prima apparizione con il nome che la Rai, all’epoca, sceglie per lui: Atlas Ufo Robot. E’ stato il primo a mostrare ai giovani che si possono affrontare e vincere le difficoltà della vita senza mai arrendersi nè perdere la fiducia in sè stessi. Il resto… è storia!

Auguri, Goldrake!

“Offshoreleaks”: lo scandalo fiscale di rilevanza mondiale

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Lo “scandalo fiscale planetario”, come lo definiscono alcune fonti giornalistiche francesi, coinvolge personaggi di vertice in tutto il mondo, Italia inclusa. Se le rivelazioni sui conti esteri di alcuni politici francesi sono stati resi noti, questa è solo la punta dell’iceberg di Offshoreleaks, e già i potenti tremano. Alcuni giorni fa l’ex ministro del Bilancio francese, Jerome Cahuzac, aveva ammesso, durante un interrogatorio davanti ai giudici, di avere trasferito fondi ‘neri’ per 600mila euro circa su un conto in Svizzera. Ora il quotidiano d’oltralpe Le Monde ha già reso noto che Jean-Marc Augier, uomo d’affari nel mondo dell’editoria nonchè tesoriere di Hollanda durante l’ultima campagna elettorale, è azionista di due società offshore alle isole Cayman. Nel frattempo, nel rapporto del consorzio investigativo Icij sui paradisi fiscali si legge che che ”Funzionari governativi e loro familiari e associati in Azerbaijan, Russia, Canada, Pakistan, Filippine, Thailandia, Canada, Mongolia e altri Paesi si sono uniti per l’uso di compagnie private e account bancari”. E ancora: “I super-ricchi hanno usato strutture offshore per possedere ville, yacht, capolavori artistici e altri beni guadagnando vantaggi fiscali nell’anonimato non disponibile per la gente comune”. Sempre grazie alle prime indicazioni dell’Icij, si scopre anche che “Molte delle grandi banche – incluse Ubs, Clariden (Credit Suisse) e Deutsche Bank – hanno lavorato aggressivamente per fornire ai propri clienti compagnie coperte dal segreto alle Virgin Islands e altri paradisi fiscali”.

Se nei prossimi giorni verranno pubblicati i risultati dell’investigazione, in Italia L’Espresso renderà noti venerdì duecento nome di italiani a cui appartengono conti bancari sospetti in Paesi fiscalmente opachi e “clementi” con i propri correntisti. La prima parte dell’inchiesta del settimanale vede al centro del mirino Gaetano Terrin, ex commercialista dello studio Tremonti; Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom; un sistema finanziario che coinvolge tre famiglie di imprenditori e gioiellieri lombardi e un trust diretto da Oreste e Carlo Severgnini, i commercialisti milanesi che hanno incarichi professionali nei principali gruppi italiani.

E’ stato il quotidiano svizzero Le Matin a ricostruire la genesi dell’inchiesta, che ha coinvolto anche 86 giornalisti di tutto il mondo, iniziata quando l’Icij di Washington è entrato in possesso di oltre 2,5 milioni di file che rivelano i conti segreti e le transazioni nascoste nei “forzieri” dei grandi ricchi del mondo tra cui 4mila americani, ma anche oligarchi russi, uomini d’affari orientali e politici di tutto il mondo. Alcuni nomi presenti nelle liste sono quelli del presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev e sua moglie Mehriban, la moglie del vicepremier russo Igor Shuvalov e due top executive di Gazprom, la ex first lady filippina Imelda Marcos nonchè collezionista d’arte spagnola baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, oltre a decine di americani, tedeschi e svizzeri.

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