“Serie preoccupazioni sulla sicurezza”: Nature e il metodo Stamina

stamina_tuttacronacaE’ la rivista Nature a scrivere che, sulla base di documenti giunti in loro possesso, sorgono seri e profondi dubbi e preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia del metodo Stamina. Dai verbali del Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina, esaminati da Nature, emergono “serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”. Tra queste, “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali”. Gli esperti avevano inoltre indicato “errori concettuali” nel protocollo, “alcune sezioni del quale sono state copiate da Wikipedia”.

“Ci si approfitta della disperazione di famiglie e malati”: De Luca su Stamina

Stamina_approvazione-tuttacronacaMichele De Luca, ricercatore che guida il centro di medicina rigenerativa “Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, intervistato da La Stampa parla del metodo Stamina: “Nel mondo, e purtroppo anche in Italia, vengono proposti ciclicamente presunti trattamenti miracolosi per malattie gravi, privi di razionale e assolutamente senza alcuna efficacia. Basta pensare al caso di Di Bella. Questa volta è il turno di Stamina, un presunto metodo a base di staminali che non ha dimostrato di avere alcuna valenza scientifica e terapeutica. Ci si sta approfittando della disperazione delle famiglie dei malati gravi, infischiandosene dei limiti e delle regole della scienza”. Le staminali non sono una panacea di tutti i mali, spiega, “anche se negli ultimi tempi, purtroppo, molte persone hanno iniziato a crederci. Vorrei anch’io che fosse così, ma la ricerca sulle staminali ha ancora bisogno di molto tempo prima di rivelarsi utile”. E aggiunge: “Le uniche staminali che hanno dimostrato di avere una reale efficacia in un contesto clinico sono quelle ematopoietiche e quelle epiteliali. Le prime usate nel trattamento di patologie quali la leucemia, le seconda per la terapia di gravi ustioni. Per il resto si tratta di un campo di studi ancora aperto su cui non si hanno certezze”.  Prima che una terapia a base di staminali arrivi in clinica “si fa una ricerca di base solida – precisa -. Dopo la pubblicazione dei risultati, si raccolgono evidenze precliniche con studi sugli animali. E solo dopo si passa alla sperimentazione sull’uomo, che prevede tre fasi ben distinte, e i cui risultati vanno resi pubblici. Praticamente tutto quello che Stamina non ha fatto”.

“Siamo vittime di lobby dei farmaci, burocrazia e politica”: così Vannoni

vannoni-stamina-tuttacronacaConcede una lunga intervista a Repubblica Davide Vannoni, l’ideatore del controverso metodo Stamina di cui tanto si discute in questo periodo e respinge l’accusa di non essere un medico ma un ciarlatano, avendo conseguito una laurea in lettere e filosofia invece che in medicina. “Sono un presidente di fondazione, come Montezemolo per Telethon. Mai preso una siringa in mano, mai curato nessuno, ci mancherebbe. A quello pensano i nostri specialisti”. Niente imbrogli, quindi, a suo dire: “Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro e a San Marino pagava solo chi poteva”. Si vede quindi vittima di una diversa battaglia: “Siamo certamente vittime della lobby dei farmaci, della burocrazia e della politica. Tutto sulla pelle di chi sta morendo”. E spiega: “Una persona colpita da malattie neurodegenerative costa circa 300 mila euro all’anno allo Stato. Un ciclo di iniezioni mensili tradizionali, per lo più inefficaci, costa 28 mila euro. L’industria farmaceutica non ha certo interesse a incoraggiare altri soggetti e altri farmaci”. Per quel che riguarda l’idea che si tratti di una truffa, ribatte: “Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro”. Dopo che un paziente è morto a Trieste Vannoni rischia pure un’accusa per omicidio colposo, anche se per ora lui esclude l’ipotesi: “Quella persona è morta di polmonite dopo essere stata costretta a interrompere le cure, mentre i suoi familiari ci imploravano di proseguire. Associazione a delinquere? Con due direttori sanitari e venti medici dalla nostra parte? Per favore, non scherziamo”. Se è tutto così sicuro, perché allora la Fondazione non rende pubblica la metodica praticata? “Perché – spiega il presidente – il sistema non è brevettato e per evitare che in Israele oppure a Hong Kong qualcuno lo metta in pratica copiandolo, e chiedendo 30 mila euro a iniezione”. Ma non esclude di trasferire il suo team all’estero: “Abbiamo individuato una clinica a Capo Verde, attualmente inutilizzata. È già stata costituita una cooperativa di pazienti, senza fini di lucro, massimo una quota a testa. Queste persone apriranno un laboratorio con i propri soldi, pagheranno gli stipendi ai nostri biologi e noi li cureremo. Per la sanità sarà una vera rivoluzione, un’innovazione mondiale”.

Il Comitato boccia Stamina: pazienti e genitori non si fermano

 

caso_stamina_tuttacronacaIl Comitato scientifico scrive nella relazione al ministro della Salute Lorenzin: “Gravi incongruenze tra il metodo presentato da Stamina e quanto riportato a sostegno dei protocolli clinici proposti”. Non solo, c’è anche la “mancanza di un ‘metodo Stamina’ perché la metodica non presenta caratteristiche di originalità”, aggiunge il comitato. Il giudizio del Comitato è contenuto nella relazione tecnica e nella nota di accompagnamento per il ministro della Salute, lavoro ultimato alla fine di settembre. Il Comitato afferma che la metodica fornita “riguarda la semplice messa in coltura di cellule di origine midollare, che sarebbero poi iniettate come tali sia per via endovenosa che endorachidea (iniezioni di farmaci nella colonna vertebrale, ndr), e pertanto oltre a non presentare alcun carattere di originalità risulta incoerente con il presupposto stesso del metodo”. Riferendosi alla descrizione del metodo, viene inoltre rilevata “la mancanza della parte riguardante il differenziamento in senso neuronale delle cellule”. Tale fase, sottolinea, “viene invece richiamata nei protocolli di sperimentazione clinica presentati da Stamina come elemento fondante del metodo e base razionale della sua efficacia”. La risposta che arriva da pazienti e genitori dei piccoli pazienti in cura con il Metodo Stamina presso gli Ospedali Civili di Brescia è una conferenza stampa, organizzata per il 28 dicembre, nel corso della quale mostreranno “i certificati medici e gli esami strumentali, in loro possesso, attestanti l’assenza di effetti collaterali e i miglioramenti conseguiti dagli stessi pazienti a seguito delle infusioni con il trattamento Stamina”,come si legge in una nota diffusa. Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, ha assicurato la sua presenza per quel giorno: “anche io e Andolina saremo con i nostri pazienti e mostreremo i loro esami strumentali e i dati sulla sicurezza dei nostri prodotti, compresa la caratterizzazione delle linee cellulari paziente per paziente”. In seguito, Vannoni si recherà in America, a Miami, dove incontrerà l’immunologo italiano Camillo Ricordi “insieme alla nostra biologa più esperta, Erica Molino. Andremo solo in due. Prima dovremo fare il percorso per avere l’autorizzazione al trasporto controllato dei campioni di cellule, donate da pazienti già in cura agli Spedali Civili di Brescia che hanno prodotto più cellule di quanto necessario per le cinque infusioni, e credo che il ministero non ce la negherà”. A Miami, spiega, “ripeteremo le valutazioni già fatte a Brescia e approfondiremo alcuni aspetti sulle linee cellulari”. Nel frattempo continua l’indagine della procura di Torino sul metodo Stamina. Oltre alle dodici persone che hanno già ricevuto la notifica della chiusura delle indagini, ne sarebbero coinvolte anche altre a Brescia. Negli Spedali Civili della città lombarda erano state intraprese terapie con cellule staminali “a uso compassionevole”.

Stamina “pericolosa e scadente”. Lorenzin incontra il padre di Noemi

stamina-tuttacronacaE’ l’Ansa che parla dei verbali dello scorso anno stilati dal tavolo tecnico composto da Nas, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti e Agenzia del Farmaco (Aifa) che aveva giudicato la tecnica Stamina “Pericolosa e scadente”. Vengono anche rivelate le conclusioni: “Non esiste documentata efficacia del metodo Stamina Foundation”. Non solo. “Preoccupante – si legge nei verbali del tavolo tecnico – la pratica di utilizzare cellule provenienti da un paziente e infuse in un altro paziente”. “Per quanto riguarda la dose di infusione, la si potrebbe definire “omeopatica”, si legge ancora nei verbali. Nei documenti si avanza anche il sospetto che il metodo Stamina “farebbe presupporre l’uso di siero fetale bovino nei terreni di coltura”. Il ministro Lorenzin aveva ribadito lo stesso concetto questa mattina, in occasione dell’incontro con il padre di Noemi, la bimba abruzzese di 18 mesi per cui il giudice ha autorizzato la cura: “Il metodo Stamina non esiste dal punto di vista scientifico, non abbiamo ancora le prove. Vediamo quando sarà provato o non provato. In realtà – ha aggiunto il ministro della Salute  – l’altro comitato aveva già dato il verdetto, vediamo cosa farà il secondo”. Il nuovo Comitato scientifico verrà nominato, tramite decreto, nei prossimi giorni. Suo compito sarà valutare la possibilità di sperimentazione del metodo Stamina, ha confermato il ministro. Il nuovo decreto arriva dopo la decisione del Tar del Lazio. “Potevo fare appello al Consiglio di Stato o fare un nuovo Comitato. Ho scelto questa seconda strada”. Un nuovo Comitato e nuovi risultati “qualsiasi siano”, ha detto il ministro, accorciano i tempi rispetto a quelli di un appello. L’agenzia Ansa ha potuto visionare le carte dell’inchiesta di Torino condotta dal pm Raffaele Guariniello già l’anno scorso e di fatto quasi subito riaperta e integrata con altri elementi. I dati emersi sono preoccupanti. L’elenco dei rischi potenziali  è particolarmente lungo ed è suddiviso in base agli step del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i “medicinali imperfetti”, viste anche le condizioni di lavoro, non erano esenti da controindicazioni anche gravissime: si parte da “nausea e cefalea” per arrivare alle meningiti batteriche, dagli ematomi ai traumi midollari, fino alle “localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate” e al “rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione/trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro”. Ancora, stando all’inchiesta di Guarinello, sono stati gli scantinati di edifici di varie località italiane, e anche a San Marino, a tenere a battesimo la terapia Stamina. L’associazione presieduta da Vannoni operava in “più strutture, alcune palesemente inidonee e ricavate da scantinati”. In altri casi le sedi erano state “nascoste a San Marino nel palese intento di sfuggire ai controlli istituzionali previsti in Italia”. A Torino, peraltro, c’era già stato, il 27 marzo 2008, un “parere negativo” formulato dall’Ordine dei medici. Riguardo al caso di Noemi, quando il ministro Lorenzin ha potuto visitare il Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia mentre si trovava oggi in visita all’ospedale clinicizzato di Chieti, ha detto: “La politica  deve fare la politica e deve rispettare la scienza e il metodo scientifico”. Le dichiarazioni sul metodo Stamina traggono origine dalla vicenda di Noemi. “Il servizio sanitario nazionale non può permettersi di autorizzare cure che non siano considerate tali secondo la scienza. Da questa storia difficilissima vengono fuori insegnamenti: rivedere l’assistenza ai malati e riflettere sulla necessità di rafforzare le istituzioni scientifiche. Credo che il Parlamento dovrà affrontare questi temi. Se le istituzioni prendono un abbaglio devono pagare per questo. Da parte mia, mi sento di esprimere tutta la mia comprensione che però non può diventare irrazionalità”, ha concluso il ministro. Il padre di Noemi ha poi dichiarato: “E’ stato un lungo colloquio nel corso del quale ho chiesto al ministro di far sbloccare le liste di attesa perché le persone muoiono. Se domani si scoprisse che un trattamento è efficace, chi si prenderà la responsabilità delle morti di tante persone che non vi hanno potuto accedere? Sicuramente ora torno a casa senza poter dare una risposta a Noemi. L’ordinanza del Tar c’è ma non viene rispettata. Auspichiamo che venga chiamata al più presto in modo che Noemi possa raccontare al ministro i miglioramenti che ha avuto grazie al trattamento”. Come spiega Repubblica, il ministro Lorenzin ha preso il numero di cellulare di Andrea e il papà di Noemi ha messo a disposizione i numeri di pediatri. “Ho detto al ministro – ha riferito Andrea al termine del colloquio – tutte le mancanze che ci sono state in questa storia come il Tar del Lazio che ha detto che le cartelle cliniche non ci sono. Lei – secondo le parole di Andrea – ha affermato che le ha viste, ma il Tar dice qualcos’altro”. Quindi le liste d’attesa: “ho chiesto chiaramente di farle sbloccare. Non è possibile – ha detto Andrea – che dopo aver speso 6-7 mila euro di avvocati sono ferme e le persone muoiono. Il ministro mi ha risposto che non è sua competenza sbloccare le liste d’attesa, io le ho rinnovato l’appello anche prima di salutarci”.

14 big in gara: Fazio annuncia i cantanti di Sanremo 2014

fabio-fazio-sanremo-tuttacronacaIn diretta al Tg1 Fabio Fazio ha annunciato i nomi dei 14 big che si sfideranno a suon di note durante la prossima edizione del festival della canzone. Si tratta di Arisa, Noemi, Raphael Gualazzi con Bloody Beetroots, Perturbazione, Cristiano De Andrè, Renzo Rubino, Ron, Frankie Hi-Nrg, Giuliano Palma, Riccardo Sinigallia, Francesco Renga, Antonella Ruggiero, Giusy Ferreri e Francesco Sarcina. Ognuno di loro eseguirà due canzoni, come nell’edizione precedente in occasione delle prime due serate e sarà scelto subito quale dei due andrà in finale. Se non cambia la formula, non cambiano neanche gli aggettivi e infatti ieri, in un Tweet, il presentatore ha rispolverato l’aggettivo “contemporaneo” per parlare dell’edizione dell’anno scorso. E oggi lo ha ribadito parlando di scelte “non televisive”, ma che rispettano “il senso della musica di oggi”. Questi i brani che gli artisti proporranno: Arisa con Lentamente e Controvento; Noemi con Bagnati dal sole e Un uomo è un albero; Raphael Gualazzi feat. Bloody Beetroots con Liberi o no e Tanto ci sei; Perturbazione con L’Unica e L’Italia vista dal bar; Cristiano De Andrè con Invisibili e Il cielo è vuoto; Renzo Rubino Ora e Per sempre e poi basta; Frankie Hi-Nrg con Pedala e Un uomo è vivo; Giuliano Palma con Così lontano e Un bacio crudele; Riccardo Sinigallia con Prima di andare via e Una rigenerazione; Antonella Ruggiero con Quando balliamo e Da lontano; Giusy Ferreri con L’amore possiede il bene e Ti porto a cena con me; Francesco Renga con A un isolato da te e Vivendo adesso; Francesco Sarcina con Nel tuo sorriso e In questa città; Ron con Un abbraccio unico e Sing in the rain.

The Voice of Italy incorona Elhaida Dani

 

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L’Italia ha la sua “The Voice”: viene dall’Albania e con il suo inedito When Love Calls your Name ha stregato il pubblico. Festeggia quindi il successo il Team Cocciante, partito in sordina ma che, grazie a Elhaida Dani, si può ora godere il titolo della prima edizione dello show. Il secondo posto va invece all’unico ragazzo arrivato in finale, quel rocker bello e buono che è rapidamente diventato il pupillo di Pelù: Timothy Cavicchini. Terzo posto per Veronica De Simone, del Team Carrà, mentre è uscita alla prima votazione Silvia Capasso, la protetta di Noemi. Una serata ricca di emozioni, che si è aperta con un omaggio dei quattro diudici con l’omaggio a Lettle Tony e la sua Cuore matto. Un format “nuovo” in Italia per il semplice fatto che tutti sono andati “d’amore e d’accordo”: protettivi i coach con i membri del loro gruppo e, soprattutto, educati, gentili e complici tra loro. Tra tutti Pelù è spiccato grazie alla sua verve toscana e una travolgente simpatia. Accanto a lui l’intramontabile Raffaella Carrà, che ancora riesce a scatenarsi sul palco come ha sempre fatto.

Ospiti della serata Psy e i Modà, con i quali i concorrenti hanno duettato nel corso delle sfide. La tensione per la finale c’era, si è notata anche in qualche stecca presa, ma Pelù ha trovato il modo per allentarla indossando parrucche con le capigliature dei suoi compagni di avventura: da Raffaella Carrà a Noemi, fino a un comico casco riccio ‘simil Cocciante‘. Così spiazzante da strappare un commento ‘scorretto’ a Raffa: “Questa parrucca l’hai comprata dai cinesi perché fa schifo”. Altra caratteristica del format, lo stretto contatto con la rete, che non solo ha influito sul voto dell’ultima puntata, ma è stata parte attiva dello show, con i commenti riportati dalla veejay Carolina di Domenico “leggitrice di tweet”. Proprio da Internet sono arrivate le critiche maggiori al conduttore, l’attore Fabio Troiano, unico punto debole di una trasmissione per il resto perfettamente calibrata. Infatti, in vista della prossima stagione, il suo è l’unico nome che non appare certo, mentre si pronuncia sempre più di frequente quello di Francesco Facchinetti, già testato per anni con X-Factor, come possibile sostituto.

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The Voice of Italy: Panorama svela il (probabile) vincitore!

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Fabio Troiano conduce stasera l’ultima puntata di The Voice, che ospiterà Psy, fresco di fischi all’Olimpico in occasione della finale-derby, e i Modà. A giocarsi la vittoria finale quattro cantanti, i migliori di ogni team: Veronica De Simone (Massa Carrara) per il team di Raffaella Carrà, Elhaida Dani (Tirana – Albania) per il team di Riccardo Cocciante, Silvia Capasso (Anzio – Roma) per il team di Noemi e Timothy Cavicchini (Verona) per il team di Piero Pelù. Tutti si esibiranno accompagnati dal vivo dai dodici musicisti, mentre le  performance del corpo di ballo riempiranno di inedite emozioni il palco. Inoltre, nel corso della serata, si esibiranno anche con i Moda’. Tutto sta nelle mani del pubblico: con il televoto e scaricando canzoni, infatti, sanciranno chi proseguirà nel percorso. Un classifica iniziale arriverà al termine della prima, sancendo il primo escluso. Poi si ricomincerà a cantare, e sarà la volta, per un altro concorrente, di lasciare la competizione. La finalissima, che proclamerà il vincitore, vedrà la somma dei punteggi fino là ottenuti sommarsi con l’ultima votazione tramite televoto. Panorama, basandosi su dei calcoli, ha già stilato una probabile classifica: “Secondo i nostri calcoli su cinque parametri, a vincere The Voice of Italy potrebbe essere (di misura) Elhaida Dani, la seconda Veronica De Simone, il terzo Timothy Cavicchini e quarta Silvia Capasso. In questi fattori dobbiamo sempre calcolare anche l’influenza dell’ultima puntata e soprattutto quella dei relativi coach che potebbe cambiare (e non poco) le carte in tavola.” Ma su cosa si basano questi calcoli? Sono stati presi in considerazione Youtube, Facebook, Google, iTunes e Twittter, per capire chi sono i cantanti più apprezzati, ascoltati, scaricati, commentati o, comunque, tenuti sotto osservazione. La matematica sarà o meno un’opinione? Nel frattempo.. che la musica abbia inizio!

La confessione inconfessabile, l’agente di Noemi Letizia.

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Francesco Soprani Chiesa: l’ho conosciuta perchè avevo l’ufficio in via monza 16. Io ho portato a Emilio Fede “le meteorine”.  Il direttore mi disse che:  ” la Sicula (Ruby) l’aveva conosciuta a un concorso di bellezza e sta qui per divertimento”. Le dico queste cose perché ci sono state tante situazioni che mi hanno stancato. Se io volevo essere pagato trovavo qualcuno che mi pagava per stare zitto. Quando ho visto Ruby davanti al tribunale non ce l’ho più fatta.

Dal 2007 io ho preso le distanze da vallettopoli perché ero inquisito. Con Maristel ho un rapporto di amicizia così stretto che me lo ha detto. Mi hanno detto che facevano il Bunga Bunga e avevano rapporti sessuali con Berlusconi.

Ero l’agente di Noemi Letizia e lei mi ha detto che ha avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi da minorenne. Il padre mi disse che non aveva bisogno di guadagnare perché già ci aveva pensato Silvio Berlusconi. Io sto tradendo la fiducia di una persona che mi ha raccontato un segreto… Questo segreto non fa male a Noemi, ma agli italiani… Berlusconi non era amico del padre.

I Corazzieri con le tette!

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Marco Travaglio: Se Berlusconi va al Quirinale abbiamo finito con il problema delle donne al Colle, lui ci porta i corazzieri con le tette! Poi si può dare anche la grazia da solo e rendere disoccupato Ghedini!

Ma chi è Zazà?

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Come ha comprato Berlusconi il silenzio Ruby e Noemi?

Ghedini dice che Chiesa Soprani è stato querelato, ma a Servizio Pubblico non risulta, soprattutto non risulta la condanna per diffamazione e come diritto di cronaca, l’intervista sarà mandata in onda!

C’è chi su Twitter accusa la trasmissione di non occuparsi della crisi economica, delle fabbriche chiudono, della gente che si ammazza. Ma da dove è partita la crisi italiana, forse non è causa anche delle “distrazioni del Bunga Bunga”?

Rivelazione shock… parla l’agente di Noemi e Ruby!

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Domani andrà in onda, a Servizio Pubblico, l’intervista che  Sandro Ruotolo ha fatto a Francesco Chiesa Soprani, l’agente di Noemi Letizia.  Lo shock è venuto dalle parole dell’uomo che ai microfoni ha denunciato:

«Noemi e Ruby hanno avuto rapporti sessuali con Berlusconi, quando erano minorenni».

 

Se questa è la tv pubblica… aboliamola!

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Escluso dal nuovo talent di Rai 2, “The Voice of Italy”, perché avrebbe la voce “troppo femminile”. Fa discutere la scelta dei giudici di penalizzare l’aspirante concorrente Francesco Zoffoli, cantante romano di 22 anni“. Fatale la scelta di interpretare “Don’t know why” di Norah Jones. All’inizio era stato scambiato per una donna. “E’ un uomo o una donna?”, chiede Noemi, uno dei “coach” del programma. L’interrogativo contagia gli altri. Nessuno dei quattro insegnanti che, da regolamento, in questa fase di provini, rivolge le spalle al candidato, senza poterlo vedere in faccia lo sceglie e, quindi, la sua esperienza nel nuovo programma può dirsi conclusa.

Sui social network è scoppiata la polemica. C’è chi parla di una vera e propria “discriminazione canora”. Così come non è piaciuto il commento di Piero Pelù, l’altro giudice-big, insieme a Raffaella Carrà e Riccardo Cocciante, che ha detto: “Hai una voce femminile e un aspetto fisico che non corrispondono alla tua anagrafe”. Francesco, per nulla imbarazzato, ha fatto spallucce, forse abituato a quel tipo di considerazioni.
“L’esclusione l’ho presa bene”, commenta il giorno dopo la puntata. Ma non nasconde di essere rimasto deluso per le motivazioni fornite dal quartetto di coach vocali: “Mi hanno fatto sorridere. Uomo, donna, voce o non voce. Alla fine il senso di The Voice è ‘la voce’ a prescindere da tutto”, fa notare. E prosegue, con un pizzico di polemica: “Se ne saranno dimenticati in quel momento. Di questo sono un po’ deluso. Credevo che qui si puntasse davvero sulla voce”. Di orientamento sessuale non vuol parlare: “Non c’entra nulla col programma”, taglia corto. In queste ore, comunque, sta ricevendo molti messaggi di incoraggiamento, da quanti hanno apprezzato la sua esibizione e lo avrebbero voluto vedere andare avanti.

Paghiamo il canone per vedere insultate le persone? Già programmi come talent show su una televisione pubblica, che dovrebbe anche avere il compito di educare, sono semplicemente scandalosi. Sono programmi  che istigano al giudizio, che condannano gratuitamente le persone e le umiliano davanti alel telecamere… emozioni forti? No, solo cattivo gusto!

The Voice sbarca in Italia…

Record in 35 paesi riuscirà a tenere incollati allo schermo anche i telespettatori italiani?

Guardando la giuria scelta i dubbi sorgono: Piero Pelù (odiava i talent e alla fine ha ceduto), Riccardo Cocciante (non lo vogliono più a fare musical a livello internazionale? Lo dobbiamo riprendere? La Francia non lo vuole? Troppe tasse?), Noemi (da X Factor a The Voice… un passo indietro?), e infine un salto nel passato con Raffaella Carrà.

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Cosentino non ci sta e attacca Berlusconi “L’ho salvato con Noemi!”

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