Roma-Napoli diventerà Napoli-Roma?

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Inversione di campo questa l’ipotesi più probabile per far disputare Roma Napoli che diventerebbe Napoli Roma, questa è la soluzione alla quale si sta lavorando nelle ultime ore nella Lega di serie A. Questo per evitare problemi di ordine pubblico a Roma dove il 19 ottobre è prevista la manifestazione dei No Tav. D’altra parte fino a dicembre non ci sarebbero altre finestre disponibili ed entrambe le società hanno fatto sapere che non gradirebbero un lungo posticipo.

Scoppia la polemica: perquisita la casa del leader del Movimento No Tav

Alberto-Perino-perquisizione-tuttacronacaE’ indagato per istigazione a delinquele Alberto Perino, leader No Tav, la cui abitazione a Condove, in Val Susa, è stata perquisita dalla digos di Torino dipo che la procura del capoluogo piemontese aveva disposto la misura. La vicenda è legata alla diffusione online (tra i siti che possono essere ricondotti al movimento che si batte contro la realizzazione dell’infrastruttura) di informazioni sui mezzi e le imprese impegnate nei lavori dell’Alta velocità Torino-Lione, al cantiere di Chiomonte. Perino è accusato per aver invitato gli attivisti a praticare forme di sabotaggio nei confronti delle stesse aziende le targhe dei mezzi delle quali erano state pubblicate in rete. I mezzi pesanti circolavano sull’autostrada del Frejus e secondo i NoTav erano responsabili di trasportare materiale utilizzato dalla “talpa” per il cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte. L’abitazione era stata perquisita precedentemente nel 2011, con il leader sempre accusato di istigazione a delinquere. Le prime reazioni da parte degli esponenti politici sono arrivate in seguito  alla pubblicazione della notizia da parte di diverse agenzie di stampa. Tra questi Roberta Lombardi, ex capogruppo alla Camera del M5S, che si è scagliata contro la perquisizione sia in Twitter che in Facebook:

lombardi-facebookE’ iniziato tre giorni fa, a Torino, il processo per “invasione di terreni” che vede imputato lo stesso leader No Tav, Alberto Perino, e altri 9 attivisti, compresi due amministratori dei Comuni della valle. Il fatto risale al 12 gennaio 2010 quando, a Traduerivi a Susa, alcuni manifestanti tentarono di ostacolare un lavoro preliminare legato all’Alta velocità. Ad avviare la causa civile la società Ltf, che si occupa dei lavori per il Tav in Valsusa, che chiese il risarcimento dei danni. Il leader ha replicato contro quelle che ha definito azioni condotte per delegittimare il Movimento No Tav e ha denunciato: “Nelle azioni dei magistrati nei nostri confronti non c’è più una motivazione. Riteniamo che sia un accanimento che va al di là di ogni senso giudiziario. La situazione si è talmente incattivita che stiamo valutando, assieme al nostro team di legali, di denunciare la magistratura per stalking. Perché di questo si tratta; non è più una situazione normale”. Nel frattempo, la tensione in Val di Susa resta alta.

Disoccupati Val di Susa contro i No Tav: strumentalizzazione?

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Un volantino contro gli attivisti del movimento No Tav “Agiremo nella stessa maniera in cui agite voi: da vigliacchi. Vi daremo filo da torcere. Colpiremo le menti di questa organizzazione terroristica”,  firmato da sedicenti “Disoccupati Val di Susa“. Il messaggio è arrivato proprio nel giorno in cui sono cominciati gli scavi per il tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.  I sindaci della Valle di Susa  sono accusati di essere complici di quelli definiti come “deliquenti” e poi ancora accuse verso il movimento di protesta:

“Siamo stufi e incazzati come bestie per le continue proteste contro il cantiere Tav e i continui attentati alle forze dell’ordine”.

Il biglietto prosegue accusando: le proteste “stanno distruggendo la valle”, molte aziende ormai hanno chiuso i battenti e il turismo è entrato in crisi.

Criticato anche Erri de Luca, poi il messaggio i conclude  ”Appoggeremo le forze dell’ordine. Il popolo della Valle è con voi e siamo pronti a combattere al vostro fianco. Faremo di tutto per difendere la nostra libertà, la nostra famiglia, la nostra valle e il nostro lavoro. Il lavoro è la vita e quindi ben vengano le grandi e le piccole opere”.

Più che un opinione sembra una strumentalizzazione per portare avanti determinati interessi economici di pochi in un clima di tensione sociale. Si cerca quindi di far leva sulla popolazione ormai contesa da troppo tempo da un’opera monumentale che procede a rilento e una protesta dilagante che incalza.

Alfano e il ritorno dei “cattivi maestri”

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Duro attacco del ministro dell’Interno a Stefano Rodotà che aveva affermato:

Atti come la lettera delle nuove Brigate Rosse, in cui si auspica che il movimento no Tav ‘faccia uno scatto politico – organizzativo’, sono deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico. In Italia dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull’infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un’impresa che rischia di rimanere sospesa.

In sostanza Stefano Rodotà, aveva fatto una riflessione su come la Francia dichiarando di pubblica utilità i lavori del cantiere Tav, ma non dando certezze sullo stanziamento finanziario per l’opera di fatto aveva rinviato i lavori della Torino – Lione. Secondo Rodotà era possibile che tale decisione fosse equivalente a una rinuncia a costruire il tratto pertinente alla Francia.

Nel frattempo il Popolo delle Libertà sembra aver trovato un nuovo nemico: «Cosa c’e’ da comprendere nella violenza contro le forze dell’ordine e gli operai che lavorano alla Tav? Che cosa c’e’ da comprendere nei ripetuti danneggiamenti dolosi all’opera? Che cosa c’e’ da comprendere nel fatto che delinquenti abbiano trasformato un cantiere in un campo di battaglia? Le parole di Rodotà sono gravissime e irresponsabili», affermava la deputata del Pdl Elvira Savino. “Chi è stato candidato alla presidenza della Repubblica non può fare certe affermazioni: le smentisca. Lo Stato non deve indietreggiare di un millimetro e non deve mostrare alcun cedimento dinanzi alla violenza e alle minacce dei terroristi”, aveva anche concluso in un concitato intervento l’esponente del centrodestra.

Poi oggi a sguainare la spada è stato proprio Angelino Alfano secondo cui le parole di Stefano Rodotà, che oggi ha definito deprecabili ma comprensibili le affermazioni delle Nuove Br, «sono gravissime, inquietanti. Le condanno duramente, mi auguro che Rodotà le rettifichi. Mi chiedo – dice sempre il vicepremier – se non ci sia da temere per il ritorno dei cattivi maestri».

Forse con i cattivi maestri la politica dovrebbe confrontarsi più spesso. Forse anche un cattivo maestro non avrebbe mai fatto trovare l’Italia in una imbarazzante diatriba internazionale con il rinvio in patria della moglie e della figlia minorenne di un rifugiato politico. Forse ci si dimentica troppo facilmente dei propri “epic fail” e si punta il dito dritto a chi ha solo espresso un’opinione personale.

Rodotà comunque è intervenuto per rispondere ad Alfano: «Ho detto che quelle delle Br sono parole inaccettabile, la mia storia politica è totalmente estranea al terrorismo rosso, sono stato frainteso» e poi ha aggiunto «Le parole usate dalle nuove Br “non sono ‘comprensibili’ nel senso che siano giustificabili in alcun modo; significa invece che purtroppo esiste ancora qualche persona che continua a usare un linguaggio pericoloso e inaccettabile».

E ancora per sgombrare il campo dai dubbi:

Non ho la minima idea di giustificare, anzi dico che sono minacce e vengono da un mondo che continua a comportarsi come ha sempre fatto. Questo e’ il dato che voglio mettere in evidenza, dico che cosa vi aspettate visto che purtroppo quella cultura non e’ stata ancora completamente sgominata. Ogni manifestazione violenta ha da parte mia il più assoluto dissenso”

Ma Alfano, quasi con toni presi in prestito da altre stagioni politiche, ha comunque  sottolineato duramente «siamo lo Stato e lo Stato farà fino in fondo il proprio mestiere». L’opinione dei cittadini forse ha smesso da tempo di essere ascoltata dai rappresentati politici?

E persino nel Partito Democratico c’è chi si è schierato contro a Rodotà:

“Rodota’ ci ripensi. E corregga le sue parole. Se il suo pronunciamento e’ vero, allora ha commesso un errore gravissimo. Niente di cio’ che dicono i terroristi delle Brigate Rosse puo’ essere comprensibile”. Cosi’ Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza e Difesa del Pd. “La storia delle Br ce lo ha insegnato e ce lo dicono le decine e decine di vittime innocenti, tra i magistrati, gli operai, i semplici cittadini, le forze dell’ordine. Nessuna comprensione – aggiunge – e’ possibile per cio’ che viene dall’ideologia di morte dei brigatisti. Per questo, a Stefano Rodota’ diciamo che continueremo a difendere il diritto al dissenso democratico e pacifico, ma nessuno potra’ mai portarci a considerare ammissibile la violenza. Chi non accetta questo ragionamento, la legittima”, conclude Fiano.

Mentre il PdL continua la gara: «E’ davvero impressionante leggere dichiarazioni come quelle del professor Rodota’ in merito al contenuto delle lettere delle nuove Br. Parlare di espressioni deprecabili ma comprensibili è un linguaggio proprio di quella fascia di intellettuali che purtroppo giustifico’ e copri’ movimenti che dettero vita agli anni bui della nostra Repubblica», afferma Jole Santelli. «Se gli italiani pensano che Stefano Rodotà poteva dire le bestialità che ha detto stando al Quirinale e da li esprimere la sua comprensione per le affermazioni delle Brigate Rosse, beh, credo che in molti avranno un brivido lungo la schiena», dichiara invece Osvaldo Napoli, vice presidente dell’Osservatorio sulla Tav. «Rodotà – aggiunge – è stato candidato, e per questo si è detto lusingato, dal M5s alla più alta magistratura dello Stato. Pensare che 35 anni dopo l’assassinio di Aldo Moro un “cattivo maestro” poteva ritrovarsi a guidare il Paese e’ qualcosa di terribile che dovrebbe indurre tutti alla riflessione. Anch’io spero, come il ministro Alfano, che Rodota’ smentisca quelle parole. Ma dispero che non le pronunci ancora». «Mi permetto di suggerire al Pd, nelle cui fila militano molti vecchi comunisti che il terrorismo lo hanno combattuto a viso aperto, di riflettere ancora sulla natura del grillismo e sulle biografie di alcuni personaggi prima di essere travolto dall’antipolitica».

 

No Tav tra nuove Brigate Rosse ed esercito

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Altri militari in val di Susa, ben 200. Ma ai No Tav, oltre ai militari,  arrivano anche proposte delle nuove Brigate Rosse che chiedono agli attivisti un passo in avanti, ma sembra proprio che il movimento non abbia intenzione di allearsi con le nuove BR. Intanto però il livello di tensione si amplia anche per quel documento postato sul web da parte dei brigatisti  Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi:

Ci sono delle “simpatiche consonanze” fra i No Tav imputati nel maxi processo di Torino e “la nostra dimensione di prigionieri rivoluzionari e dei nostri processi politici”.

Il documento si intitola ‘Contro la repressione, nuova determinazione”: Davanzo e Sisi, arrestati nel 2007 con l’accusa di far parte del Pcpm – Partito comunista politico-militare, sostengono che il movimento No Tav deve “compiere un altro salto in avanti, politico organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”.

Ma arriva secca la risposta del leader del Movimento No Tav, Alberto Perino:

“Il movimento No tav non ha un portavoce per cui io parlo a titolo personale, ma respingo al mittente un messaggio del genere perché non ho nulla da spartire con questa gente e creando neanche il movimento”.

 

Notte di fuoco e fiamme contro la Tav, incidenti in Valsusa

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Dopo la confessione di Erri De Luca e dopo gli arresti per gli attivisti della No Tav, questa notte si è vissuta l’ennesima protesta con tre betoniere di un’azienda impegnata nei lavori della Torino-Lione che sono state date alle fiamme. Il fuoco a  Salbertrand si è esteso alla vicina officina e per precauzione è stata chiusa anche un tratto dell’autostrada del Frejus. Le proteste si sono verificate a distanza di poche ore dalla visita che ieri aveva effettuato il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi a Torino a cui era seguito anche un incontro con una delegazione di imprenditori impegnati nei lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione. Questa mattina è stato il senatore Pd, Stefano Esposito, vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, a riferire che le tre betoniere date alle fiamme si trovavano vicino a una cisterna di gasolio.

Il coraggio di Erri De Luca e la coerenza delle idee.

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In un mondo in cui la coerenza sembra essere una virtù dimenticata c’è chi ancora lotta per le sue idee. Qualsiasi sia l’idea sulla Tav e comunque si vogliano considerare le iniziative No Tav, bisogna sicuramente elogiare De Luca per aver avuto il coraggio, pubblicamente di affermare in un intervista a La Repubblica:

“Anch’io ho partecipato a forme di sabotaggio in val di Susa. Ho partecipato ai blocchi dell’autostrada insieme a maestri elementari, vigili urbani, madri di famiglia. Il blocco stradale è certamente un atto di ostruzionismo, una forma di sabotaggio alla libera circolazione”.

In Val di Susa, secondo lo scrittore, “le parole non bastano”:

“Nei regimi dittatoriali dove la parola è impedita, lì una piccola voce pubblica può essere decisiva. Penso alla metafora del ciabattino. Che cosa può fare un ciabattino che sa fare bene le scarpe? Può impegnarsi, al di là del suo lavoro, per far sì che tutti possano avere scarpe. Ecco, l’impegno e la responsabilità dell’intellettuale è simile: occuparsi della libertà di parola per tutti”.

Nonostante l’Italia non sia un regime, secondo De Luca non vi esiste libertà di parola:

“Da noi la libertà di parola esiste, parlano tutti, parlano tanti. Da noi non è un problema di quantità di parole, semmai di qualità”.

“La Tav va sabotata”, parola di Erri De Luca.

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Lo scrittore Erri De Luca ha scelto l’HuffPost per rilasciare la sua intervista contro il procuratore Giancarlo Caselli che, qualche giorno fa, aveva paventato dei “conniventi” fra gli  intellettuali che a sinistra “sottovalutano pericolosamente l’allarme terrorismo” in Val di Susa.

La risposta di De Luca è chiara:

Erri De Luca, ha ragione il procuratore capo di Torino quando paventa il terrorismo No Tav?
Caselli esagera.

Forse esagera, ma in macchina i due ragazzi arrestati avevano caricato molotov…
(sorride ironicamente) …Sì, pericoloso materiale da ferramenta. Proprio quello che normalmente viene dato in dotazione ai terroristi. Mi spiego meglio: la Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo.

Dunque sabotaggi e vandalismi sono leciti?
Sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile.

In un’altra parte dell’intervista lo scrittore alla dichiara come la decisione presa sulla Tav non sia una decisione politica, ma bensì ” una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di una intera valle. La politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera”.

 

Tav: bloccata l’autostrada per mezz’ora

NoTav-blocco-tuttacronacaHanno occupato per circa mezz’ora l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia all’altezza di Vernetto, frazione di Chianocco, una cinquantina di No Tav. Il blocco aveva lo scopo di fermare due trasporti eccezionali che i manifestanti pensavano essere diretti al cantiere di Chiomonte. La protesta ha avuto fine dopo che hanno scoperto che i tir trasportavano materiale verso la Francia, e non pezzi per la nuova fresa che dovrà continuare lo scavo del tunnel.

No Tav la contestazione è ora assimilata ad attentato terroristico

attacco-terroristico-val-di-susa-no-tav-tuttacronacaPugno duro contro gli attivisti No Tav. Ai manifestanti ora viene contestata l’accusa di attentato per finalità terroristiche o di eversione e per questa ragione i pm hanno disposto nella mattina di oggi, 29 luglio, una serie di perquisizioni nelle abitazioni di alcuni dimostranti. L’accusa fa riferimento all’assalto al cantiere dello scorso 10 luglio, quando gli appartenenti alle forze dell’ordine furono costretti a uscire dalle reti del cantiere per poi essere presi di mira con bombe carta, petardi e pietre lanciati ad altezza d’uomo. In quell’occasione fuorno fermati 9 attivisti, si registrarono 15 agenti contusi e l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia bloccata per ore a causa di un violento incendio. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati pc e telefoni cellulari.

“La tua vita non vale niente”: minacce al senatore pro-Tav

notav-minacce-tuttacronacaIl senatore del Pd Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della linea ad alta velocità Torino-Lione ha ricevuto nuove minacce. Al parlamentare è stata infatti recapitata una lettera in cui vengono utilizzati toni intimidatori nei confronti sia suoi che della sua famiglia. Un passaggio del testo recita: “Ormai la tua vita non vale più niente”. La missiva è firmata con la stella a cinque punte che ricorda quella delle Brigate Rosse.

La calda notte dei No Tav: attacco al cantiere

no-tav-scontri-tuttacronacaUna lunga notte quella dei No Tav il cui corteo, partito da Giaglione, contava circa 350-400 persone che si sono divise: un gruppo si è diretto verso il cantiere di Chiomonte, l’altro verso le montagne. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata chiusa al traffico in direzione del capoluogo piemontese nella zona della galleria di Giaglione, in provincia di Torino, dove alcuni attivisti del movimento No Tav che stavano manifestando hanno bruciato alcuni copertoni. Intorno alla mezzanotte gli attivisti, incapucciati, hanno sferrato da più punti un violento attacco con razzi, fuochi d’artificio, bombe carta, pietre e corpi contundenti. Immediata la reazione delle forze dell’ordine con lacrimogeni e azioni di alleggerimento. La Questura ha parlato di 15 appartenenti alle forze dell’ordine contusi o leggermente feriti mentre nove sarebbero i fermati, che hanno riportato ferite lacero-contuse: uno di loro è stato trasportato in ospedale.  La Questura ha anche precisato che i manifestanti sono stati tenuti lontano dalle recinzioni del cantiere. In seguito, durante la bonifica dei boschi, le forze dell’ordine hanno trovato residui di molotov, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un’ascia, maschere antigas, cappucci, caschi, sacchetti di pietre, anche all’interno di zaini, scudi artigianali, abbandonati dagli attivisti durante la fuga. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata bonificata e riaperta dopo alcune ore.

Escalation No Tav: è guerriglia!

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“Il procuratore Caselli ha ragione: il salto di qualità c’è stato, eccome. Questa ormai è guerriglia, non sono più semplici dimostrazioni.” Lo dichiara un assistente del reparto mobile della Polizia di Torino che conosce perfettamente la situazione in Val di Susa e intorno al cantiere della Tav.

L’ultimo attacco notturno, ripreso da un video del Movimento che documenta l’azione, non lo sorprende. “Va sempre così, durante l’estate gli attacchi aumentano. E aumentano soprattutto il fine settimana”. Ma qualcosa, rispetto al passato, sta cambiando: “I nuovi attacchi sono opera di professionisti, con una certa preparazione fisica e che si muovono con un tecniche paramilitari. Sono ottimi conoscitori del territorio e sanno benissimo come e quando muoversi”. Affiancano, in teoria, il presidio di protesta permanente degli abitanti della zona. Ma, vista da dentro, una cosa sembra chiara: “C’è moltissima gente che viene fuori, con una fortissima presenza di stranieri. Greci, tedeschi, francesi. Non sono certo persone del luogo. L’impressione, a volte, è che alcune azioni sfuggano di mano allo stesso Movimento”.

L’area si è estesa ora non riguarda più Ciomonte. Le proteste ore vanno oltre il cantiere, mirano ai mezzi che portano materie prime o macchinari che servono per proseguire i lavori della Tav.

Il cambiamento in corso è stato avvertito anche dalla politica. Anche per questo l’allarme lanciato dal senatore Pd Stefano Esposito, che ha parlato di “50 delinquenti che cercano il morto”, non gli sembra per nulla esagerato. “È una trincea permanente, chi lavora lì ha paura”. E il pericolo che da una di questi azioni si arrivi a un’incidente fatale è sempre più concreto. “L’altra sera un collega ha rischiato di essere colpito perché alcune bombe carta sono state lanciate ad altezza uomo . Qualcuno, di questo passo, rischia di farsi molto male. E le conseguenze a quel punto potrebbero essere molto pesanti”.

Perché per un attimo la politica non si piega e ascolta i cittadini e le loro esigenze? Perché la Francia ha sospeso i lavori mentre l’Italia, nonostante le proteste, va avanti incurante di chi in quel territorio ci vive e non lo vuole sfregiato da un opera costosa e megalomane?

Addio alla Tav Torino-Lione?

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La Francia ha deciso e giovedì sarà ufficiale: la Tav Torino Lione non è più una priorità. L’Italia può smettere di sognare gli appalti e finire di gettare denaro nel buco di 50 km sotto le Alpi. L’anticipazione è stata data da Le Figaro e la cartina sotto il titolo evidenzia in grigio le linee ferroviarie ad alta velocità (LGV) già esistenti o già in costruzione; in giallo le linee ferroviarie (non necessariamente ad alta velocità) da realizzare entro il 2030; in rosso quelle a cui pensare fra il 2030 e il 2050. La Lione-Torino è in rosso.

A Le Figaro risulta che prima del 2030 verrà avviata una sola nuova linea ferroviaria ad alta velocità, la Bordeaux-Tolosa, ed una seconda linea ad alta velocità potrebbe essere ripescata e considerata come prioritaria, ma solo a determinate e non meglio definite condizioni.

Dovevano arrivare i francesi? Ora l’Italia continuerà a scavare? Certo c’è tempo fino a giovedì… ma ormai il buco è senza speranza!

Manette in tutta Italia per degli appartenenti al gruppo Anonymous

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Tango down, è questo il nome dell’operazione della polizia postale, coordinata dalla procura di Roma, che ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta Italia contro presunti appartenenti al gruppo hacker Anonymous, i cui membri attacccano i sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e importanti aziende. Quattro provvedimenti agli arresti ed una decina di perquisizioni sono stati disposti per i responsabili anche di attacchi ai siti del governo, del Vaticano e del Parlamento. Stando alle indagini, le persone arrestate facevano parte del movimento e sfruttavano il logo di Anonymous per interessi personali. In precedenza, il 23 otttobre dello scorso anno, era stato preso di mira anche il sito della Polizia di cui alcuni documenti sensibili, tra i quali un dossier sui manifestanti No-Tav e schermate del sistema mail interno della polizia con credenziali d’accesso per i sistemi riservati, sono stati messi a disposizione sul sito del gruppo. Tra gli altri files, erano stati hackerati anche quelli contenenti indicazioni risalenti al 2007 per la concessione del permesso di soggiorno per fini sociali, circolari del 2012 che indicano su quali fattispecie criminose si possono disporre operazioni sotto copertura, sopratutto rispetto alla criminalità informatica. Oltra a questo, sul sito della Polizia Anonymoous aveva pubblicato un manifesto satirico: “Polizia battuta e scoperta”.

Inferno No Tav, assalti nella notte con molotov.

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Assalto al cantiere della Tav. Una trentina incappucciati questa notte hanno attaccato l’area in cui si sta costruendo l’opera, con bombe carta e bombe incendiarie. Immediata è arrivata la condanna del gesto da parte del ministro dell’Infrastutture Lupi: “I teppisti non ci fermeranno, l’opera andrà avanti”. E’ questo il dialogo che si apre con i cittadini? Ancora una volta la politica si distacca dalle esigenze comuni, non ascolta i problemi di un territorio come quello  con equilibrio florofaunistico del tutto particolare, non investe in ambiente ma preferisce (nonostante la crisi) destinare soldi solo alle infrastrutture inutili… E poi perchè liquidare dei cittadini che protestano, a torto o a ragione, con l’epiteto di teppisti? Si può chiamare teppista chi vuole una tutela ambientale?

Oggi pomeriggio alle 18 si terrà un vertice del  Comitato provinciale per l’ordine pubblico presso la prefettura di Torino a cui parteciperanno anche  il ministro degli Interni Angelino Alfano e quello delle Infrastrutture Maurizio Lupi e i magistrati Caselli e Maddalena.

Visibilmente preoccupato il procuratore capo di Torino il quale ha spiegato “Ieri notte c’è stato un salto di qualità preoccupante: si è assistito a una vera azione di guerra. Un’azione militarmente organizzata nei dettagli, con un lancio di una quantita industriale di molotov. Non si può far finta di niente. Solo per un caso non c’è scappato il ferito o addirittura il morto. Bisogna intervenire, non può essere solo un problema della magistratura. Devono essere messi in campo interventi adeguati”.

Facebook diventa il ring di Fassina con i renziani! Trema il Pd.

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Bersani non vuole le larghe intese e preferisce invece la Lega (dopo aver corteggiato inutilmente il M5S). Questa linea apre il dibattito interno al Pd dove alcuni esponenti di primo piano giudicano quella del segretario una missione impossibile. Tanto da indurre Stefano Fassina, responsabile economico del partito, ad intervenire sul suo profilo Facebook: “E’ grave che, in ore decisive per la costruzione di un governo adeguato alle sfide di fronte all’Italia, una parte del Pd intervenga per indebolire il tentativo del Presidente incaricato Bersani prospettando una possibile maggioranza con il Pdl per un dovere del presidente. I cittadini italiani alle elezioni hanno chiesto inequivocabilmente cambiamento, sia sul terreno dell’etica pubblica sia sul terreno della politica economica”.

Quindi Fassina attacca il Pdl: “Un partito guidato da chi per venti anni ha praticato un uso proprietario e personalistico delle istituzioni e delle risorse pubbliche e ha portato l’Italia sull’orlo del baratro non può essere interlocutore di un governo di cambiamento. Oggi, senso di responsabilità vuol dire cambiamento. Qualunque compagine governativa, in qualunque forma presentata, sarebbe impossibilitata dal sostegno del Pdl a realizzare il cambiamento. Non sarebbe tanto un problema del Pd. Sarebbe un danno enorme per la residua credibilità delle istituzioni democratiche perchè non si riuscirebbero a affrontare le emergenze politiche e economiche. Gli obiettivi di parte, di una parte del Pd, almeno in una fase così delicata, non dovrebbero essere anteposti all’interesse del Paese. Indebolire il tentativo di Bersani vuol dire avvicinare le elezioni”.

Pronta la risposta della deputata Pd Simona Bonafè, una delle più strette collaboratrici di Matteo Renzi: “Non so a chi si riferisca Fassina. La strada che ha intrapreso Bersani è in salita e lo sapevamo anche prima del mandato esplorativo. E’ difficile ma legittimo il tentativo di Bersani e speriamo vivamente che vada a buon fine. Prima è, meglio è per il Paese. Io qualche perplessità ce l’ho e se il tentativo di Bersani dovesse fallire allora tutto si rimanderebbe a Napolitano. Se tornare alle elezioni lo deciderà il Presidente della Repubblica, ma dobbiamo usciere dallo stallo il più presto possibile. Io non sono pregiudizialmente ostile. Sul rapporto con i parlamentari del M5S ha aggiunto:  Non ho ancora avuto l’occasione di confrontarmi con i colleghi del M5S, certo è che se le loro proposte sono No Tav e referendum sull’euro, allora non ci siamo”.

“Visita” per Grasso e “ispezione” per Crimi al cantiere della Tav!

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Inizia la visita dei parlamentari 5 Stelle e Sel al cantiere della Tav a Chiomonte. Si tratta di circa 70 tra deputati e senatori e 50 “assistenti” (tra cui alcuni leader del movimento contrario alla Torino-Lione). Dieci di loro, però, sono stati respinti ai cancelli. I politici e i loro ospiti entreranno a gruppi di 20. Con loro c’è anche il senatore “Sì Tav” Stefano Esposito. Crimi, capogruppo M5S al Senato:  “Abbiamo risposto al presidente Pietro Grasso, che ha definito ‘visita’ questo nostro accesso al cantiere di Chiomonte, spiegandogli che il 70% dell’area recintata è un’area militare, e lì entreremo con le funzioni ispettive previste dal nostro mandato parlamentare, e non solo come visitatori”. E poi il capo dei senatori 5 Stelle annuncia: “Commissione d’inchiesta sulla Tav”. Il commissario per la Torino-Lione, Virano: “Bene la visita, ma le ragioni dell’opera non saranno messe in discussione”. E ancora: “Presto partirà l’iter per la valutazione d’impatto ambientale”. In contemporanea a Susa si svolge un convegno sull’opera con diversi amministratori locali, cui prende parte anche la parlamentare pd Laura Puppato: “Ho letto i documenti di Virano e ho molti dubbi”.

Fate il vostro gioco… la roulette del Pd, ora Grasso e Boldrini

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E’ stallo in Parlamento: venerdì 5 fumate nere per le elezioni dei presidenti delle camere. Vota praticamente solo M5s, che debutta tra cravatte no-Tav e apriscatole, sedendo in alto alla Camera. Stamattina nuovo round. Berlusconi chiama fuori il Pdl: colpa di un Pd irresponsabile, accusa. Resta confermata per questa mattina la riunione di deputati e senatori di Scelta Civica, ma sulle presidenze di Camera e Senato, dopo il vertice notturno con Mario Monti seguito all’incontro del premier con Giorgio Napolitano al Quirinale, l’indicazione è quella di votare scheda bianca. Tramontate le ipotesi circolate ieri di una presidenza del senato per lo stesso Monti o di un’intesa con il Pd per un montiano a Montecitorio (erano circolati i nomi di Dellai e Balduzzi). E saltata la trattativa con i montiani il Pd punterebbe su due candidature nuove alla Camera e al Senato e i due saranno Laura Boldrini, di Sel, a Montecitorio, e Piero Grasso al Senato.

Beppe vs vertici del Pd! MPS è il più grande scandalo della storia!

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Beppe Grillo chiede una commissione “per mettere sotto inchiesta tutti i vertici del Pd dal ’95 a oggi” per il caso Mps. “Il Pd – ha aggiunto – non ha votato lo scudo fiscale e adesso capisci perché. Potevano fare cadere Berlusconi”. Poi, parlando di Giorgio Napolitano, ha detto: “Quello di Mps è il più grande scandalo della storia della Repubblica. Io ho detto, ‘il presidente interverrà’. Invece ha accarezzato la scrivania e ha detto: ‘privacy'”.

53 no Tav! In aula bunker inizia il processo a le Vallette

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Monti a Torino e in piazza manifestano No Tav e Cub

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Torino: 80% dell’ordine pubblico è stato impiegato per placare proteste Tav

Magari basterebbe solo non seguitare i lavori… ma troppi interessi economici! Perché ascoltare una protesta popolare?

In qualsiasi paese democratico il popolo si ascolta da noi si “spende” 80% della pubblica sicurezza di una Regione per arrestare gli ambientalisti! 

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Polso duro della Cancellieri: sulla Tav non si torna indietro

SPERIAMO CHE UN TRENO NON LE PASSI SOPRA.

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Scontri 1 maggio. Al via le prime misure cautelari.

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Ambiente o sviluppo? Ambiente o speculazione? Proteste contro 3° valico

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Tribunale del riesame: tolti domiciliari ai No Tav, 9 attivisti di nuovo liberi

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TAV inarrestabile: riunione tra vertici aziendali e amministratori

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Weekend alle pietre per il cantiere della Tav: nuove proteste!

Disordini presso il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte. Un gruppo di 200 attivisti No Tav ha lanciato pietre e petardi contro le forze dell’ordine.

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No Tav: liberi gli ultimi due attivisti, divieto di risiedere in Piemonte

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Rientrati alle prime ore dell’alba i pullman NO TAV italiani

Dopo gli scontri a Lione, i pullman italiani sono rientrati.

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Protesta No-Tav vietata a Lione a 600 italiani e 300 francesi. Polizia usa spray urticanti

Napoli: No Tav protestano alla presentazione del nuovo Frecciarossa

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No Tav. Monti e Holland in cerca di soluzioni, mentre si alleano No tav italiani e francesi.

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Vietato l’ingresso in Francia: stop alla frontiera di un gruppo di 65 enni “NO TAV”.

Ma non c’era la libera circolazione delle persone in Europa?

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Manifestazione No Tav in corso a Chiomonte (To)

Soldi buttati sotto terra: Tav verso il cunicolo esplorativo

Ecco dove vanno i soldi se non entrano nelle tasche dei politici!

No Tav. aggressione a troupe del Corriere e irruzione in studio d’ingegneri: arresti

No Tav: la protesta non si placa

Genitori denunciati ai servizi sociali: i figli partecipano alle manifestazioni No Tav

L’accusa sarebbe che vivono in contesti sociali che spingono i minori all’illegalità. E cosa succede se non si portano a Messa?

Benvenuti nella dittatura Italia!

Processo scontri No Tav 2011: manifestanti al palazzo di giustizia di Torino

No Tav o Sì Tav?

Circa un centinaio di attivisti del movimento No Tav ha raggiunto, nel pomeriggio in Valsusa, le reti del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione, e ha dato vita a una protesta abbattendo una recizione, lanciando petardi e tagliando il filo spinato della zona interdetta ai non addetti ai lavori. La polizia ha risposto allontanandoli con l’uso di idranti.

L’iniziativa e’ avvenuta in occasione dell’inaugurazione del nuovo presidio del movimento a Chiomonte (Torino), sulle sponde del fiume Dora Riparia.

Voi siete a favore o contro?

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