Massimo e le sue catalanate… ci mancheranno!

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C’era una volta “Quelli della notte”… c’era una volta il varietà intelligente… c’era una volta la buona musica… c’era una volta il jazz di Renzo Arbore… c’era ora non c’è più, oggi poi muore anche Massimo Catalano, trombettista e viveur di Quelli della notte, morto la notte scorsa dopo una lunga malattia nella sua villa ad Amelia, in Umbria. Ma chi era Catalano? Il re dell’ovvio… quell’ovvio che diventava surreale, di quella banalità talmente evidente che sapeva strappare la risata.

«Siamo tutti mobilitati, noi appassionati vecchi musicisti del jazz. La perdita di Massimo è importante. Rimarrà nel nostro lessico, resta il re della banalità. Ormai è diventato un must dire ‘è una catalanata», così lo ricorda Renzo Arbore, che lo aveva scoperto e lanciato dopo averlo conosciuto a Napoli «quando venne a fare una serata. Entrambi venivamo dal jazz tradizionale e quando sono venuto a Roma abbiamo suonato insieme e trascorso delle nottate meravigliose a casa mia. A Quelli della notte era spiritoso. Mi disse ‘non vorrei solo suonare la tromba’ e così gli domandai ‘sai dire delle banalità?’. Cominciammo a scherzare e vennero fuori frasi come ‘è meglio essere ricchi e sani che poveri e malati’, ‘è molto meglio essere giovani, belli e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malati’. Così quando ho fatto Quelli della notte, dopo un po’ è diventato uno specialista. Tanto è vero che nelle mie tournee degli inizi, me lo portavo con me e lui faceva dei piccoli numeri parlati. La sua eclissi non era dovuta a un calo di popolarità. Si era volutamente ritirato, preferiva vivere in campagna, con la moglie e gli amici». Poi era sopraggiunta la malattia che lo ha portato la notte scorsa alla morte.

«Massimo era la simpatia in persona anche fuori scena», ricorda Nino Frassica, altro protagonista di Quelli della Notte. «All’epoca – racconta l’attore – mi chiamò Minoli per condurre un programma su Rai2, ‘Ritira il premio’. Volli Massimo con me. Con lui il divertimento era assicurato e continuo. Massimo era l’unico di noi che nel programma di Arbore aveva un doppio ruolo: si alzava dal divano e diceva le sue ‘catalanate’. Poi andava a suonare la tromba nell’orchestra che si chiamava ‘Senza vergogna’».
Sconvolta dalla notizia anche Marisa Laurito: «Massimo era uno di noi in un periodo davvero fortunato. Una persona cara che non c’è più, un testimone di tempi meravigliosi dello spettacolo. Quest’anno c’è stata un’ecatombe: è andata via Mariangela Melato e poi il giornalista Aldo De Luca, anche lui un caro amico di noi tutti».

Massimo Catalano sarà cremato. Non sono previsti funerali, secondo le sue volontà.

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