Nigeria shock: il ristorante che serve carne umana

carne-umana-ristorante-tuttacronacaSicuramente un ristorante che Hannibal Lecter consiglierebbe, se solo i sospetti si dovessero rivelare fondati. In Nigeria il ristorante di un hotel di Anambra, nel sud est del Paese, è stato chiuso per il sospetto che i piatti venissero in parte preparati con carne umana. La chiusura è avvenuta dopo che, grazie a una soffiata che ha fatto scattare il blitz della polizia, sono state rinvenute in un frigo due teste umane avvolte nel celophane. Il fatto è stato riportato dal sito nigeriano in lingua inglese “The Osun Defender” che spiega anche che il proprietario del resort e altre 10 persone sono state arrestate.

I due bambini di tre anni ostaggio degli sfruttatori della prostituzione

bimbi-ostaggio-tuttacronacaE’ il quotidiano spagnolo El Paìs che porta alla luce una storia di povertà e sfruttamento, una pagina buia della cronaca venuta allo scoperto grazie alla polizia di Toledo. Degli uomini che avevano aiutato due madri nigeriane ad entrare clandestinamente in Spagna, le facevano prostituire in Francia affinchè ripagassero il loro debito, di 30 e 40mila euro. Gli sfruttatori trattenevano i figli  delle donne, due bimbi di tre anni, come ‘garanzia’ del loro debito. I piccoli sono stati trovati in un appartamento a Valmojado: secondo gli agenti erano denutriti e imbottiti di sonniferi e tranquillanti, in modo da essere controllati più facilmente.

240mila birre distrutte da un bulldozer…

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In Nigeria, la polizia religiosa, per combattere l’ “immoralità” ha distrutto 240mila bottiglie di birra, 320mila sigarette e 8mila litri di alcol. Il tutto svolto durante una cerimonia a Kano a cui ha assistito una folla di spettatori.

Una lotta contro le “cattive abitudini anti-islamiche” condotta dalla polizia religiosa nel rispetto della sharia, scrive Elmar Burchia sul Corriere della Sera:

“L’alcol era stato confiscato dai camion entrati in città nelle ultime settimane. Durante la cerimonia sono stati distrutti anche fusti contenenti 8 mila litri di alcol di produzione locale, il «burukutu», e 320 mila sigarette. Ora abbiamo «l’ardente speranza che questo porterà fine al consumo di tali sostanze proibite», ha detto il capo di Hisbah, Aminu Daurawa. Da settembre la Hisbah, che conta circa 9 mila agenti e rappresenta un organismo parallelo alla polizia dello Stato nigeriano, ha proceduto, a Kano, a centinaia di arresti per «comportamenti immorali». La sharia è stata introdotta nel 2001 nel nord della Nigeria in un paese spaccato in due sotto il profilo religioso. Nel sud del paese, infatti, a prevalere è la componente cristiana”.

Le spose bambine hanno diritto all’accoglienza in Italia

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Corte di Cassazione ha dato ragione a una ragazza nigeriana che il ministero dell’Interno invece avrebbe voluto rimpatriare. Secondo i giudici della Suprema Corte “E’ certo, in diritto, che la costrizione di una donna a un matrimonio forzato costituisce grave violazione della sua dignità”. La giovane nigeriana, fuggita dai parenti che le volevano imporre di sposare un uomo di 72 anni e di lasciare il fidanzato, stava per essere rimpatriata dal ministero dell’Interno perché “avrebbe dovuto denunciare” tutto alla polizia del suo Paese che “con ogni probabilità” avrebbe perseguito i colpevoli. La Corte di Appello di Trieste prima di negare la protezione alla giovane avrebbe dovuto informarsi bene sulla situazione sociale e politica della Nigeria perché l’accoglienza deve essere accordata anche quando la violenza denunciata non proviene dalle autorità statuali ma da soggetti privati, come i familiari, ed inoltre occorre verificare se, in concreto, le istituzioni di quel Paese sono in grado di assistere e proteggere chi si sottrae a un matrimonio sgradito.

 

Cesare Prandelli e l’ossessione del calcio italiano di oggi

cesare-prandelli-tuttacronacaCesare Prandelli, allenatore della Nazionale italiana che si sta preparando alle amichevoli contro Germania e Nigeria, non può ignorare quanto accaduto all’ultima partita della Nocerina nè i cori durante Juventus-Napoli: “Nel calcio italiano ora non c’è pressione, c’è ossessione – spiega -. Ogni volta che parli con colleghi all’estero, ti raccontano un calcio diverso, una vita diversa, un approccio differente dei tifosi. E’ importante dare tutto in campo e i sostenitori sono contenti. Noi dobbiamo migliorare da questo punto di vista. Prima si diceva che in Italia ci fosse tantissima pressione. Ora non c’è pressione, c’è ossessione. La situazione è complicata e io non sono tanto fiducioso sul futuro”. Per quel che riguarda il ricatto degli ultras della Nocerina: “Abbiamo perso tutti, col senno del poi dovevamo gestirla meglio. Delle riflessioni vanno fatte, riflessioni che il calcio, la società, Nocera deve fare. Penso che certe persone si mettono la maglia da ultras ma non lo sono. Sono delinquenti, quindi diventa un problema sociale”. Per quel che riguarda i tifosi che mettono in atto comportamenti per provocare la chiusura delle curve: “Non mi fa impressione, ormai da qualche anno ci illudiamo di avere il calcio migliore ma non è così. Non è solo una provocazione, ma qualcosa di più”. Ma il ct non può scordare che venerdì li attende la Germania, match valido come esame in vista dei Mondiali in Brasile: “Nella mia testa c’è di provare Balotelli-Rossi venerdì, anche se Rossi è arrivato ed ha la febbre”. Prandelli parla anche del momento che sta vivendo Balotelli: “Sono d’accordo con Allegri, i grandi campioni devono fare vincere la squadra assieme, non da soli. Per reggere tre gare a settimana devi arrivare bene, preparato mentalmente, conoscendo gli avversari. Mario sta vivendo un momento strano, particolare, ma se hai orgoglio e carattere questi momenti ti possono fortificare ancora di più. Deve ritrovare fiducia, serenità, a calcio sa giocare. Pressione? Penso debba conviverci”. Ma non dimentica quello che è stato il match-evento della 12a giornata di campionato, Juve-Napoli: “No, la squadra di Conte non mi ha colpito. Ci ha abituati a grandissime prestazioni ed ho rivisto la Juve degli ultimi due anni, non solo nel carattere ma anche nell’intensità. Sarà la squadra da battere”.

Massacrata a colpi di macete, una missionaria laica di 78 anni

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Aveva dedicato 30 anni della sua vita all’Africa. Afra Martinelli, missionaria laica originaria di Ciliverghe, nel Bresciano, fondatrice di una scuola d’informatica, è stata aggredita a colpi di machete nella sua abitazione nel cuore della foresta nigeriana il 26 settembre. Solo oggi è trapelata la notizia della morte pubblicata sulle pagine de Il Giornale di Brescia.  A uccidere la Martinelli sarebbero stati dei ladri che le avrebbero rubato le chiavi della scuola di informatica per rubare computer e materiale didattico. A trovarla in una pozza di sangue, con una profonda ferita di machete alla nuca la mattina del 26 settembre, sono stati i suoi più stretti collaboratori che l’attendevano al Centro Regina Mundi, sede della scuola. Afra Martinelli è morta dopo dodici giorni di coma. La testimonianza del fratello Enrico, che vive a Botticino.

Strage all’Università, almeno 26 studenti uccisi

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Strage all’Università, torna la paura in Nigeria con l’ennesima mattanza che sconvolge l’intero Paese. Il sangue oggi è stato fatto scorrere nelle camere degli studenti di un college della facoltà di Agricoltura di Gujba, nello stato di Yobe. Un commando di uomini armati ha fatto irruzione e ha colpito i ragazzi che stavano dormendo. Ancora una volta gli uomini artefici di questo atto di terrorismo sono affiliati alla fazione fondamentalista di Boko Haram.

Italiani che trovano il successo all’estero: il caso del marchio Kinabuti

kinabuti-moda-italia-tuttacronacaCaterina Bortolussi e Francesca Rosset, entrambe poco più che trentenni, sono arrivate in Nigeria alcuni anni fa e proprio nella capitale del Paese, Lagos, hanno creato il loro marchio di abbigliamento: Kinabuti. Come loro spiegano: “pensiamo di essere al posto giusto nel momento giusto”. La società risponde alla domanda di prodotti di “lusso” che sta sorgendo in alcune fasce di una popolazione che sta vivendo una progressiva crescita del benessere: la Nigeria è infatti uno dei paesi africani più ricchi di petrolio e il suo Pil aumenta al ritmo del 7-8% annuo. Qui ci si rivolge non solo ai prodotti importati dall’estero, ma anche a quelli realizzati in loro, che consentono di rispondere in modo più rapido ed efficace alle richieste della clientela valorizzando contemporaneamente le capacità artigianali del territorio. Si creano inoltre nuovi posti di lavoro e infatti l’azienda delle due italiane ha finanziato un programma di formazione che si rivolge a giovani donne che vivono nelle aree più degradate del paese.

Da qui sono uscite 21 ragazze che ora, a un anno e mezzo dall’avvio del progetto, lavorano stabilmente come modelle professioniste: le loro storie sono state raccontate dal regista svedese Marcus Wemer Hed nel docu-film “In our ghetto”.

15 donne della comunità di Rumolumeni, nel delta del Niger, stanno inoltre seguendo un corso di cucito e confezione per imparare a tagliare e cucire gli abiti secondo i canoni internazionali. Caterina racconta: “Ci sono i talenti, la voglia di fare ma non le competenze. Mancano le scuole di formazione, un sistema distributivo definito e una supply chain sicura”. E poi ci sono i problemi logistici, tipici di un paese in via di sviluppo (“le strade non funzionano, manca l’elettricità”).

Anche per questo i quantitativi prodotti attualmente da Kinabuti sono ancora limitati, ma – promettono le due socie – “non appena riusciamo ad aumentare la produzione, puntiamo ad esportare i nostri abiti anche in altri paesi”.

Lampedusa al collasso, il centro di prima accoglienza non ce la fa più

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Gli ultimi ad arrivare sull’isola siciliana sono stati 22 superstiti di un gruppo di migranti provenienti dalla Nigeria, Gambia, Benin e Senegal. Il gommone su cui viaggiavano si è rovesciato dopo tre giorni che aveva lasciato la costa libica. Nell’incidente sarebbero morte circa 31 persone, tra cui 9 donne. L’allarme era scattato venerdì pomeriggio con una telefonata ricevuta dalla Guardia Costiera di Palermo che ha allertato poi le Capitanerie a Roma che hanno localizzato il satellitare a 29 miglia dalle coste libiche. Dopo aver allertato anche le autorità di Tripoli, sono state dirottate sul luogo dell’incidente due navi mercantili battenti bandiera panamense. I profughi recuperati dalle due navi sono poi stati trasferiti i sulla nave Kornati, battente bandiera maltese, che li ha portati a Lampedusa. Ma oltre ai 22 superstiti  ieri sono approdati  nell’isola siciliana circa 450 migranti soccorsi nel giro di 24 ore. Il centro di prima accoglienza dell’isola è così nuovamente al collasso, con circa 1100 presenze a fronte di una capienza massima di 350 posti.

 Mentre si parla di integrazione, bisogna anche adeguare le strutture per dare un accoglienza civile a queste persone che dopo un “viaggio della speranza” si trovano spesso di fronte a una realtà italiana tragica e in crisi che non riesce ad assorbire il numero dei migranti neppure nelle apposite strutture e che sicuramente non garantisce più futuro né ai cittadini italiani né agli stranieri. Chi ci guadagna con gli immigrati?

Naufragio in Nigeria… 45 morti! Le fonti ufficiali non confermano.

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Un barcone che trasportava 166 persone nel Golfo di Guinea, al largo delle coste della Nigeria è affondato. Il bilancio è di 45 morti. Secondo gli armatori la nave era salpata venerdì dalla città di Oron, nel Cross Rivers state, ed era diretta in Gabon. Il portavoce dell’agenzia dei servizi di emergenza nazionale, Yushua Shuaib, ha confermato solo nove vittime, nonostante gli ospedali diano un bilancio di 45.

 

Morto Trevisan… si sarebbe potuto fare di più?

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Sarebbe stato ucciso Silvano Trevisan, l’ingegnere italiano sequestrato in Nigeria insieme ad altri sei colleghi lo scorso 18 febbraio. L’annuncio è stato dato dai rapitori, fondamentalisti islamici appartenenti al gruppo Ansaru. La Farnesina sta «facendo le verifiche». «L’unità di crisi -aggiungono fonti della Farnesina- è al lavoro con tutte le strutture dello stato coinvolte».

La società di costruzioni e ingegneria civile presa di mira a Jama è la libanese Setraco. Altre vicende simili, negli anni scorsi, si erano concluse nel sangue. Tre persone rapite nella Nigeria settentrionale – un britannico e l’italiano Franco Lamolinara nel 2011 e un tedesco nel 2012 – erano state tutte uccise durante blitz delle forze di sicurezza locali e straniere che tentavano di liberarle. Intanto, nel Paese, prosegue l’offensiva contro gli islamisti.

L’esercito nigeriano ha annunciato di avere condotto un’ operazione a Maiduguri, roccaforte della setta islamica dei Boko Haram nel nord-est della Nigeria, nel corso della quale sono stati uccisi una ventina di presunti militanti del gruppo fondamentalista, oltre a due soldati.

Ieri «abbiamo assaltato una zona a Maiduguri dove si trovavano uomini dei Boko Haram – ha affermato Sagir Musa, portavoce dell’esercito nigeriano -. Dopo vari scambi di colpi di arma da fuoco sono morti una ventina» di militanti e «noi abbiamo perso due soldati, mentre altri tre sono rimasti feriti». La stessa fonte ha riferito di avere arrestato 25 terroristi dei Boko Haram.

Altre fonti hanno poi fatto sapere di avere udito diverse esplosioni ieri a Maiduguri, in concomitanza con la partenza del presidente Goodluck Jonathan, che ha effettuato una visita di 48 ore in quest’area del Paese, la prima dalla sua elezione nel 2011. I locali non hanno però fatto sapere se nelle esplosioni vi siano state delle vittime.

La Francia lascia una famiglia nelle mani dei terroristi!

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“Non si tratta su quelle basi, con quei gruppi”. E’ netta la chiusura del governo di Parigi a qualsiasi ipotesi di negoziato con gli estremisti islamici del gruppo Boko Haram che in Camerun hanno sequestrato una famiglia composta da sette cittadini francesi, tre adulti e quattro bambini. Il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian è stato chiaro nel rispondere alla radio privata Rtl a una domanda sul video degli ostaggi attorniati dai loro rapitori diffuso ieri su YouTube: “Faremo tutto il possibile per il loro rilascio, ma non staremo al loro gioco, perché si tratta di terrorismo”.

La famiglia francese, residente in Camerun per via del lavoro del padre, è stata sequestrata il 19 febbraio scorso dopo un safari in un parco nazionale del nord del Paese e trasportata, con ogni probabilità, in Nigeria, dove ora è tenuta prigioniera. I rapitori chiedono il rilascio dei jihadisti detenuti in Nigeria e in Camerun in cambio della libertà degli ostaggi.

E’ questo il messaggio che lancia la Francia in aiuto di una famiglia? E’ questa la tutela che dà il governo ai propri cittadini? 4 bambini e due adulti lasciati nelle mani dei rapitori? Chi sono i veri terroristi la Francia o Boko Haram?

RAPIMENTI IN NIGERIA: anche un italiano!

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Sei dipendenti di una azienda di costruzioni libanese, tra cui due stranieri, sono stati rapiti da uomini armati e la loro guardia del corpo uccisa, in un attacco avvenuto a Jama, nel nord della Nigeria. Lo riferisce la polizia. «C«e stato un attacco nella sede dell’impresa di costruzioni Setraco, in un quartiere della città di Jama (200km da Bauchi) da parte di uomini armati non identificati. Sei dipendenti della compagnia, tra cui due stranieri, sono stati rapiti», ha detto il capo della polizia dello Stato di Bauchi, Mohammed Ladan. Uno dei due stranieri è un italiano.

Nigeria in finale nella Coppa d’Africa… se vince sesso gratis per una settimana!

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Terroristi nigeriani minacciano francesi per intervento in Mali

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In Nigeria 5 decapitazioni!

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Vengono a galla! 15 morti nel fiume Ezu in Nigeria

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Attentato in Nigeria: leader islamico ne esce indenne, morte 4 guardie al seguito

Ancora guerra! Iraq, Yemen e Nigeria

Baghdad: 13 sciiti uccisi da autobomba nel sud della città

Yemen: Uccisi 3 membri di al Qaida da drone Usa

Nigeria: Quattro vittime in uno scontro nel Nord-Est

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Ancora morte! In Nigeria gruppo armato spara e uccide 5 persone

Nigeria, il Natale tra rapimenti e sangue!

Gli italiani rapiti sono il capitano Emiliano Astarita, 37 anni, di Piano di Sorrento, poi il marinaio Salvatore Mastellone, di Sant’Agnello(Napoli) e Giuseppe D’Alessio, 30 anni di Pompei.

In una chiesa a nord invece sono stati uccisi 6 cristiani dopo che un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione ha aperto il fuoco sul sacerdote e sui fedeli.

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Nigeria, una parola pronunciata male ed è offesa… A Maometto. 4 cristiani morti a Kano

Nigeria a fuoco e fiamme

La Nigeria in queste ore è sotto assedio. Esplosioni vicino una stazione di polizia,  una scuola  e due torri per le telecomunicazioni. I sospetti ricadono sui fondamentalisti islamici dei Boko Haram. Ancora non si è fatto il conto preciso delle vittime anche se sembra accertatoc he fra i morti possano esserci anche i corpi di due poliziotti. Nelle prossime ora sicuramente il bilancio sarà aggiornato.

 

Nigeria: l’esercito dei “giustizieri”

 

Secondo le affermazioni dei residenti di quattro quartieri musulmani a Maidugori, nel nordest del Paese, l’esercito nigeriano avrebbe “giustiziato” almeno 40 giovani nel corso di un blitz. Arrivati sul luogo hanno ordinato alla gente di uscire e diviso giovani da anziani. In seguito si sono sentiti colpi di arma da fuoco. Fonti ospedaliere confermano l’arrivo di 39 cadaveri. Da parte di Amnesty c’è stata ieri una denuncia contro gli abusi dei militari nigeriani.

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