Il ritorno di Sting: da venerdì in radio il nuovo singolo, And yet

sting-thelastship-tuttacronacaCompirà 62 anni a ottobre, ma ha quel carisma da rockstar che non invecchia mai. E’ Sting, al secolo Gordon Sumner, con il suo bottino di 16 Grammy e cento milioni di dischi venduti in 25 anni di carriera. Fino al 2003. In quell’anno uscì l’album Sacred Love. Poi, il silenzio. Eccezion fatta per la riunione dei Police nel 2007 e qualche raccolta. Ma ora le note riprendono il sopravvento: il 24 settembre uscirà il concept album The last ship, anticipato dal singolo And yet, da venerdì in radio, che è anche un musical che debutterà a Broadway l’anno prossimo. Si tratta di una quarantina di canzoni, a cui l’artista sta ancora lavorando, che ci riportano nella periferia di Newcastle, a Wallsend, dove l’allora Gordon ha trascorso la sua infanzia e da dove è partito a 16 anni per fare musica. Qui il cantiere Swan Hunters ha chiuso negli anni ’80, proprio quel luogo che dava da lavorare a tutti. L’industria del settore è crollata ma The last ship racconta di chi non si arrende e vuole compiere un’ultima impresa: riaprire la fabbrica per costruire l’ultima nave. Ha spiegato Sting al Gazzettino: “La nave è una splendida allegoria. Rappresenta speranza, ma anche morte. La uso come un simbolo per parlare di ciò che mi sta a cuore: l’esilio, i rapporti familiari, l’importanza della comunità e del lavoro, l’alienazione e la redenzione. Mi è venuta l’idea quando ho letto la storia di un gruppo di operai polacchi che avevano occupato il loro cantiere. E allora sono andato indietro con la memoria. Ho lasciato parlare i miei personaggi, ho dato spazio non al mio punto di vista, ma a quello degli altri. Così il tappo è saltato e le canzoni sono uscite. Come se fossero state intrappolate dentro di me”. Sono i suoi ricordi quelli che ha messo in musica, con un protagonista che ricorda suo padre: “Con lui era una lotta continua. Voleva che restassi lì ma io vedevo il destino da un’altra parte. Così me ne sono andato. Lui non capiva, diceva che ero pazzo. Forse aveva ragione”. Del resto, è lo stesso artista a spiegare di non aver ancora fatto pace con il suo passato, perchè “Quando sei giovane vorresti scappare da tutto. E quando sei adulto cerchi di tornare indietro e capire il perché. È quello che sto facendo. Sto esplorando la mia infanzia. Lavorare a questo disco è stato come entrare in terapia”. Ma questo racconto, pur essendo ambientato nel passato, è quanto mai attuale, con disoccupazione e fabbriche che chiudono: “In una società giusta dovrebbe esserci un equilibrio, invece oggi si dà la priorità all’economia, al profitto, e la comunità soffre. Per questo c’è la crisi. Nell’album affronto proprio questo tema”. Ma per questo “ritorno a casa”, Sting ha anche rinunciato al rock, non solo perchè non lo reputa adatto a un musical ma anche perchè “volevo riflettere le tradizioni melodiche della mia terra. Per questo ho ingaggiato alcuni musicisti locali. E ho anche cantato con l’accento geordie, dell’Inghilterra del nord”.

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Esce New, il nuovo singolo di Paul McCartney. A ottobre arriva l’album!

paul-mccartney-new-tuttacronacaE’ finita l’attesa: dopo sei anni, il 14 ottobre uscirà il nuovo album di Paul McCartney, “New”. In occasione della presentazione del nuovo singolo, dallo stesso titolo, è stato lo stesso baronetto a parlare del nuovo lavoro: “Possiamo fare quello che vogliamo, possiamo vivere come scegliamo”. Il nuovo album, prodotto da Mark Ronson, contiene esclusivamente materiale inedito e il singolo estratto sembrerebbe fornire una chiara indicazione di quello che ci possiamo aspettare. In tutto, si tratta di 12 canzoni che McCartney ha elaborato assieme al suo nuovo team di collaboratori.

Il nuovo look di Facebook? Solo per fidelizzare la pubblicità!

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Facebook e la sua faccia nuova, ma di sicuro non pulita! Il social network più famoso al mondo ridisegna il ‘news feed’, il flusso di aggiornamenti che ogni utente riceve dai propri “amici”, per fidelizzare ancora di più i visitatori del social network e aumentare l’appeal per gli inserzionisti pubblicitari.

Facebook vuole rendere il ‘feed’, la prima pagina che l’utente apre una volta effettuato l’accesso, più rilevante, interessante da un punto di vista visivo e con varie parti correlate le une alle altre. “Stiamo cercando di dare alle persone il migliore giornale personalizzato possibile”, ha detto l’amministratore delegato Mark Zuckerberg, durante un evento al quartier generale di Menlo park. Mentre Mark Zuckerberg, conia anche un nuovo motto “condividere tutto con tutti”!

In realtà sembra solo  l’ennesimo tentativo di Facebook di capire i gusti personali e poi rivederli alle aziende. Capire i gusti musicali, avere dei veri e propri gruppi già formati, con amici e amici di amici che parlano dell’ultimo video virale o del singolo del cantante appena uscito. Vedere cosa mangiamo a pranzo e che leggiamo prima di addormentarci. Quello che indossiamo e a cosa aspiriamo. E-bay, shopping on line e pizza a domicilio. Tutto emerge dalle nostre foto, frasi e video che postiamo sul “grande fratello” Una campionatura che è meglio di un indice Istat, meglio di qualsiasi statistica. I dati sono lì a portata delle aziende che analizzanno i nostri gusti e ci preparano il prodotto proprio secondo i nostri desideri… salvo il prezzo! Insomma siamo in vendita, ma i soldi li prende solo Facebook!

Facebook si fa il lifting!

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Cambia il look, quindi, del più popolare social network del mondo. Tre le novità presentate: una nuova grafica della news feed, la “home page” di Facebook, nella quale ci sarà più risalto alle foto, si potrà scegliere a cosa dare precedenza (post di amici, di pagine o altro) e soprattutto un miglioramento dell’esperienza mobile di Facebook, uno dei vecchi talloni di achille di Fb.

«Le modalità con cui condividiamo stanno cambiando e News Feed deve riflettere questi cambiamenti». Lo afferma l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, annunciando il nuovo look di News Feed.
«News Feed è la cosa più importante che facciamo» aggiunge Zuckerberg. News Feed è la pagina che gli utenti di Facebook si trovano davanti accedendo al social: una sorta di home page dove si trovano informazioni sullo status degli amici e di tutte le pagine seguite. «Riteniamo che il miglior giornale personalizzato sia quello che abbia un’ampia varietà di contenuti» mette in evidenza Zuckerberg.

News Feed si rifà il look, dando più spazio alle Immagini. Prima era soprattutto testo ora – afferma l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg – «tutti abbiamo una macchina fotografica in tasca e il 50% del contenuto di News Feed è fatto di foto e immagini»: è «un giornale personalizzato». Il nuovo look sarà disponibile da oggi e concederà più spazio alle immagini. Il design del nuovo News Feed è ispirato al mobile e consente di vedere subito i contenuti più condivisi. Il nuovo News Feed incorpora direttamente elementi della Timeline, incluse foto e quanti amici le hanno promosse con Mi piace. Con il nuovo News Feed gli utenti sperimenteranno la stessa esperienza sia sul mobile sia sul desktop. «È un passo nella direzione in cui vogliamo muoverci» mette in evidenza Facebook. Per assicurare che gli utenti vedano subito tutte le storie che vogliono Facebook ha introdotto nel nuovo News Feed un «feed che mostra tutto quello che gli amici convidono, uno con solo foto» e altre funzioni più personalizzate.

Se questi sono eroi…

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Alla Draper University of Heroes gli startupper di domani impareranno come fare affari sparando. Tra una lezione di economia e un corso sui social network, gli studenti si riuniranno nel poligono dell’ateneo per esercitarsi a fare centro con il fucile. L’eccentrica scuola, fondata dal venture capitalist Tim Draper, aprirà i battenti alla fine di questo mese. Lo slogan sulla homepage dell’università parla chiaro: «La Draper University, aperta ai giovani imprenditori che sognano di trasformare il mondo, è una scuola unica nel suo genere, dove gli innovatori verranno trasformati in autentici eroi». A colpi di arma da fuoco, ma non solo.

Siamo a San Mateo, in California. La scuola ha sede in quello che una volta era il Benjamin Franklin Hotel. E le giornate qui si svolgeranno più o meno così: la mattina presto i ragazzi della Draper University of Heroes incontreranno i fondatori delle start-up che ultimamente hanno riscosso maggiore successo, da Tony Hsieh di Zappos a Kevin Systrom di Instagram, dopodiché gli Steve Jobs del futuro studieranno finanza, viral marketing e altre materie convenzionali. Per poi seguire corsi di sopravvivenza urbana, joga, go-kart. Oltre, come detto, a fare pratica con la carabina.

«Alla Draper University», recita il programma dell’ateneo più pazzo d’America, «le persone svolgeranno attività molto diverse tra loro e le sorprese saranno all’ordine del giorno. Affinché sviluppino al meglio il loro spirito imprenditoriale e imparino l’arte della negoziazione in ogni sua sfaccettatura faremo in modo che sperimentino ogni giorno cose nuove».

Previste guerre di uova, partite a pallavolo con due palloni, sessioni di karaoke. È così, secondo Tim Draper, che si allarga la mente degli imprenditori in erba. Ma non prendetelo per pazzo. Chi ha frequentato il programma pilota si è detto entusiasta, affermando di aver acquisito sicurezza nei propri mezzi.

Dando ragione così al venture capitalist, uno dei primi ad avere scommesso (milioni) su Skype, che nel progetto ha investito circa 20 milioni di dollari. I corsi dureranno in tutto otto settimane. Costo dell’iscrizione? Circa 7500 dollari. L’università di Tim Draper però non è un posto per secchioni. «Non cerchiamo gente che prenda buoni voti», ha messo subito in chiaro il fondatore, «ma persone che non abbiano paura di commettere errori. Per avere successo bisogna prima fare degli sbagli. Degli sbagli a volte anche madornali».

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