Qatar shock: quanti operai-schiavi perderanno la vita per i Mondiali del 2022?

mondiali-qatar-tuttacronacaL’associazione per i diritti umani “Prevasi Nepali Co-ordination Committee” ha puntato il dito contro i Mondiali di calcio 2022, che si terranno in Qatar, affermando che oltre 400 operai schiavi hanno trovato la morte nei cantieri per la realizzazione degli stadi. Il rapporto, anticipato dall’Observer, elenca tutti gli operai che hanno perso la vita: la lista è stata compilata dopo aver fatto ricordo a fonti ufficiali a Doha. Al momento non ci sono state reazioni ufficiali da parte della Fifa ma il tedesco Die Welt cita un ”alto dirigente” dell’organizzazione secondo cui il clamore suscitato da questo tipo di rivelazioni fa riflettere sulla possibilità di spostare l’evento in un altro Paese. Al momento si tratta di voci, ma fanno capire le preoccupazioni dell’ambiente, con l’International Trade Union Confederation che spiega che si temono quattromila vittime nei cantieri da qui all’inaugurazione del campionato. Ad essere maggiormente a rischio sarebbero proprio i lavoratori nepalesi, che rappresentano il 20% della manodopera impiegata per la costruzione degli stadi. Molti altri arrivano da India, Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka. Ancora, nel rapporto che il giornale britannico Observer ha anticipato, si fa riferimento anche alle terribili condizioni di lavoro cui sarebbero sottoposti gli operai-schiavi. Nei prossimi giorni il principe Carlo farà visita proprio al Qatar e ci si aspetta un acuirsi delle polemiche. Nel frattempo, il deputato laburista Jim Murphy ha scritto un intervento sul Guardian in cui ha condannato la tragedia degli operai e ricordato che nessun lavoratore è morto nei cantieri per le Olimpiadi di Londra 2012.

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Giallo in Nepal: morti due turisti italiani

turisti-italiani-morti-nepal-tuttacronacaGiallo in Nepal, a Lagan, Kathmandu, dove una coppia di turisti italiani, il 53enne Luciano Trezza e la 48enne Rita Melorio, è stata trovata morta in una stanza d’albergo. A darne notizia la stampa locale, che cita fonti di polizia. I due erano giunti alla guest house l’11 dicembre e sono stati visti l’ultima volta dallo staff dell’albergo martedì mattina. Ancora ignote le cause del decesso: le prime ipotesi parlano di morte per asfissia o soffocamento. L’allarme è stato lanciato dal personale della struttura che, non vedendoli, ha allertato la polizia. Nella stanza gli agenti hanno trovato tre bombole del gas e utensili per cucinare. Secondo gli impiegati dell’albergo la coppia, che era cliente abituale della guest house, era solita cucinarsi i pasti in camera. Tutte le finestre e le prese d’aria nella camera erano chiuse o ostruite da fogli di carta.

Dove è nato Buddha? Ecco il tempio scoperto in Nepal

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Dove è nato Buddha? Ora si è scoperto il tempio in Nepal dove, secondo alcuni archeologi, sarebbe nato. E’ la rivista Antiquity a mostrare le foto di un tempio che risale al sesto secolo avanti Cristo ed è il primo materiale archeologico che collega la vita di Buddha, e quindi la prima fioritura del buddismo, ad uno specifico secolo. A portare alla luce questa struttura, interamente in legno, è stato il gruppo internazionale coordinato dall’archeologo Robin Coningham, dell’università britannica di Durham, e da Kosh Prasad Acharya, dell’Ente per lo sviluppo dell’area nepalese del Pashupati. Gli archeologi hanno scavato all’interno del tempio Maya Devi a Lumbini, da sempre identificato come il luogo di nascita di Buddha e che l’Unesco ha definito patrimonio di interesse mondiale. Hanno scoperto così una struttura del sesto secolo avanti Cristo, in legno e con un ampio spazio aperto centrale, nascosta sotto una serie di templi in mattoni che hanno tutti la stessa forma. Fino ad oggi i ritrovamenti archeologici di strutture buddiste a Lumbini erano stati fatte risalire al massimo al terzo secolo avanti Cristo, come il tempio dell’imperatore Asoka, che aveva promosso la diffusione della religione buddista dall’Afghanistan al Bangladesh.

Il patrimonio dell’umanità a rischio estinzione!

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Quanta cultura perdiamo? Quante tradizioni, dialetti e abilità sono a rischio estinzione? Da questa domanda è partito il fotografo inglese Jimmy Nelson che ha incontrato 35 tribù dall’Etiopia al Nepal, dalla Papua Nuova Guinea alla Siberia per portare a termine il suo fotoprogetto o Before They Pass Away  che è poi stato raccolto e inserito nell’omonimo libro.  Ecco la gallery che illustra il progetto del fotografo inglese:

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Ecco Pika il termometro del mondo

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Il Pika è un piccolo mammifero, imparentato con il coniglio e la lepre, che vive essenzialmente sull’Himalaya. Il Pika dal 1999 è considerato il “termometro del mondo”, perché ogni volta che la temperatura si alza, lui si sposta più in alto e raggiunte vette sempre maggiori. Secondo gli esperti esistono ben 30 specie di Pika di cui 28 vivono in Asia e si trovano ad altitudini comprese tra i 2300 e i 6400 metri.

Katie Solari, collaboratrice nel Langtang National Park, in Nepal, commenta: ”Il Pika è capace di mantenere una temperatura interna relativamente alta, attorno ai 40 °C, anche nel freddo più rigido, e non va in letargo, grazie alle caratteristiche uniche del suo metabolismo e ad un particolare sistema di regolazione della temperatura che gli consente di produrre il calore di cui ha bisogno all’interno di un tipo speciale di tessuto adiposo chiamato ‘grasso marrone’. Non sappiamo ancora con esattezza dove risieda il segreto genetico del Pika, forse nei meccanismi di respirazione cellulare oppure nella sua emoglobina”.

 

Le donne del Nepal tra riti e tradizioni!

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A Bhaktapur, in Nepal, le donne, in abito rosso si immergono sul fiume Hanumante per avere un buon marito. L’acqua, elemento della riproduzione, che si lega al rosso del vestito che richiama il sangue. Un rito lungo millenni che viene tramandato di generazione in generazione. Il bagno come simbolo di purificazione e di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Nella stessa acqua gli uomini, che pregano, che osservano, che fanno parte dello stesso rituale. Poi loro entreranno in contatto con la terra, rotoleranno su di essa per ritrovare la radice, il punto d’inizio e di fine di tutto il percorso umano.

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Bus nella scarpata! 30 vittime in Nepal.

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Al via l’olimpiade degli elefanti in Nepal. Che vinca il miglior…pachiderma!

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Nepal: leopardo assassino

Secondo la Cnn, il distretto di Baitadi, a 600 km a ovest di Kathmandu, è immerso nel terrore da due mesi. Un feroce leopardo si aggira in quella zona ed ha già divorato 15 persone, per lo più bambini sotto i 10 anni. L’ultima vittima è un bambino di 4 anni, trascinato nella foresta mentre giocava nel cortile di casa, di cui è stata ritrovata solo la testa. In tutta la zona vige ormai il coprifuoco notturno.

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