Il nuovo carburante? L’auto andrà a urina?

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Quale sarà il nuovo carburante del futuro? Forse l’urina! Per andare le auto, le barche, ma anche solo per accendere un computer o gli elettrodomestici il carburante 2.0 potrebbe davvero essere l’urina. L’innovazione arriva dalla Sardegna anche se è stata già sperimentata in varie parti del mondo, ma ora sembra davvero che il nuovo “carburante” sia perfezionato e  l’imprenditore di Gonnosfanadiga, Franco Lisci sia pronto a portare sul mercato la sua idea rivoluzionaria già presentata ad Alghero in occasione  di un convegno-mostra di Legambiente sulle innovazioni verdi.

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7 mld della Legge di Stabilità per navi da guerra. Sul Vesuvio con le navi?

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Sette miliardi per le nuove navi da guerra. Dopo il rifinanziamento della Tav e gli F35, il Governo Letta mette nuove risorse finanziarie per “adeguare” l’apparato militare italiano.  Nella Legge di Stabilità infatti è previsto al momento un contributo ventennale da 6,8 miliardi a carico del Ministero dello Sviluppo Economico per il rinnovo della flotta navale della Marina militare. In particolare il denaro sarà speso per acquisire dodici nuovi pattugliatori d’altura ‘dual-use’ chiesti a gran voce nei mesi scorsi dal capo di stato maggiore, ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Quindi nessuna  novità  nelle scelte  di politica economica che con quei sette miliardi sommati ai dieci già stanziati per il cuneo fiscale sarebbe potuta ripartire meglio, Invece la politica ancora una volta  sembra  ancorata a una politica di guerra…

Come sottolinea il Fatto Quotidiano:

“Se questo contributo verrà confermato dal Parlamento – commentano dalla sede triestina di Fincantieri – si tratta di un provvedimento molto importante per il futuro del lavoro dei nostri cantieri e per quello della Marina militare, che come ha più volte ricordato il capo di stato maggiore, ammiraglio De Giorgi, altrimenti rischiava l’estinzione, e che per questo aveva chiesto al governo uno stanziamento di 10 miliardi. Questa decisione del governo è frutto delle forte pressioni esercitate dai sindacati e degli esponenti liguri del Pd più sensibili al futuro dei cantieri regionali: il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il senatore ed ex sindaco di Sarzana Massimo Caleo, il senatore membro della commissione Difesa Vito Vattuone e ovviamente il sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti“.

Per giustificare queste nuove spese militari tutti tirano in ballo l’emergenza immigrazione e l’operazione umanitaria ‘Mare Nostrum’. “Si tratta di risorse economiche importanti per il riordino della flotta della Marina militare – ha commentato il senatore Vattuone – che potrà così dotarsi di navi moderne da utilizzare nella protezione civile e per far fronte all’annoso problema dell’immigrazione, causa di tante tragedia umanitarie”.

Il sottosegretario Pinotti, rispondendo a un nuovo appello del capo di stato maggiore De Giorgi – che ieri ha alzato ulteriormente la posta chiedendo non più 10 ma addirittura 12 miliardi – lo ha rassicurato dicendo che “questo governo è attento alle richieste della Difesa che, come abbiamo visto nel caso di Lampedusa, ha un’esigenza sempre più forte di presenza della Marina nel nostro mare”. “Piena condivisione” delle richieste della Marina anche da Burlando: “Un paese moderno non può fare a meno di una flotta come si deve. Quanto successo a Lampedusa continuerà a succedere”.

Lo stesso amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha aperto la sua audizione in commissione Difesa, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, parlando di “controllo delle frontiere” e di “interesse strategico delle problematiche migratorie”. Accennando poi all’instabilità dei paesi nordafricani, l’ad Bono, vestendo i panni del suo committente militare, ha sottolineato la necessità di “fronteggiare tutto questo con un presidio del Mediterraneo molto più forte di quanto sia stato fatto finora: il mare Mediterraneo è mare nostro e lo dobbiamo presidiare, quindi l’Italia deve dotarsi di una Marina che possa assolvere questo compito. Ci auguriamo che l’esigenze della Marina vengano tenute in conto dal governo con molta attenzione”.

Esigenze operative presentate sempre come urgentissime e imprescindibili, ma che in passato hanno portato a scelte costose e discutibili. Il caso più emblematico è quello della portaerei Cavour, l’ammiraglia della nostra flotta navale, costata 1,5 miliardi di euro. “Una delle più belle navi del mondo, destinata a ospitare i famosi F-35 ma dotata anche di straordinarie capacità polivalenti, come l’ospedale di bordo, che la rendono ideale per impieghi umanitari”, ha detto ieri l’ad di Fincantieri. Peccato che abbia un costo d’esercizio così esorbitante (200 mila euro al giorno) da averla resa di fatto inutilizzabile: da quando è entrata in servizio nel 2009, questo mastodonte viene usato solo per missioni di promozione commerciale pagate dalle aziende italiane (Fincantieri, Finmeccanica, Eni) che se ne servono come fiera galleggiante del ‘made in Italy‘, una prima volta in Brasile nel 2010 (con una puntata umanitaria ad Haiti) e ora in Medio Oreinte e in Africa, partenza prevista tra poche settimane.

“I pattugliatori di De Giorgi – ha spiegato l’amministratore delegato di Fincantieri concludendo la sua audizione in commissione Difesa – sono navi polivalenti che potranno essere usate non solo per il contrasto all’immigrazione, ma anche in caso di calamità naturali: pensiamo solo a quanto sarebbero utili se eruttasse il Vesuvio”.

Sul Vesuvio ci andiamo con le navi?

Insomma Fincantieri è salva e l’Italia repubblicana che ripudia la guerra investe ancora in industria pesante e mezzi militari… dove è il cambiamento? Dove una visione a lungo raggio per l’economia? Si taglia la banda larga,- la più utile infrastruttura per guardare con più serenità  al futuro,- per produrre navi da guerra polivalenti?

Fincantieri si aggiudica un ordine da 1,1 mld: le navi le costruiscono all’estero

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C’è già chi stava esultando per quel contratto da 1,1 miliardi di dollari che Fincantieri, attraverso la propria controllata norvegese Vard, si è aggiudicata  per la realizzazione di 4 navi posatubi e natanti di supporto alle costruzioni offshore. Ma la gioia si è fermata in gola quando si è appreso che 2 delle quattro navi verranno costruite nel cantiere rumeno di Tulcea e allestite in quello norvegese di Soviknes, mentre le restanti 2 saranno realizzate nel cantiere brasiliano di Promar. E’ questa la ripresa di cui parla Letta? 

 

Navi di Sea Shepherd speronate nell’Antartide

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Alcune navi giapponesi avrebbero speronato le navi degli attivisti della Sea Shepherd. Gli attivisti erano in zona per evitare la caccia alle balene. Durante un’operazione di disturbo alle barche giapponesi sembra che ci stata la collisione. Le navi coinvolte secondo la Sea Shepherd sarebbero 2.

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