Vogliono fare il giro del mondo… e si trovano a salvare dei naufraghi

naufragio-tuttacronacaIl comandante della Costa Deliziosa era in navigazione per fare il giro del mondo in 100 giorni quando è giunto l’sos di una barca a vela che stava affondando nell’Oceano Atlantico. A quel punto è stata abbandonata la rotta verso Antigua, nei Caraibi, e proseguendo verso sud-est la nave ha raggiunto il “Buccanier”, che stava imbarcando acqua, traendo in salvo sei cittadini di nazionalità spagnola, una argentina e una belga. Per ricordare la dissaventura, i naufraghi hanno poi posato per la foto insieme agli ufficiali della Costa.

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A Lampedusa i militari chiedono l’affidamento dei piccoli migranti

immigrati-bambini-tuttacronacaCatia Pellegrini, comandante della nave militare Libra, ha preso parte alle operazioni di sbarco di alcuni profughi che, salvati dal naufragio della loro imbarcazione al largo di Lampedusa, sono giunti a Porto Empledocle. Tra i sopravvissuti anche 4 bambini, rimasti orfani a seguito della tregia. Racconta il comandante: “alcuni dei miei uomini hanno chiesto se potevano dare il loro nominativo per chiederli in affidamento” e poter così offrire un futuro migliore a questi piccoli. Da parte sua, la Pellegrini ha vissuto così quei momenti: “Io non sono madre, però devo dire che, soprattutto in questa circostanza, dopo il salvataggio in mare, vedendo quei bambini che all’inizio non parlavano, erano scioccati, e poi piano piano, dopo le carezze, e le coccole, sembrava avessero dimenticato la tragedia, la commozione ti pervade”.

Nuovi migranti a Lampedusa, ma ancora non è terminata la conta dei morti

naufragio-lampedusa-tuttacronacaAncora non sono stati celebrati i funerali per i 359 eritrei annegati nel naufragio del 3 ottobre davanti alle coste di Lampedusa, con 150 bare che questa mattina sono salpate questa mattina a bordo della nave della Marina Militare con destinazione Porto Empedocle, e già altri morti vengono trasportati sull’isola. Per quel che rugarda l’ultima tragedia, attualmente si contano 21 vittime ma ci si attende un bilancio maggiore. Sono 150 i dispersi a fronte di 211 superstiti. Ma il numero è ancora incerto: stando ai racconti di alcuni testimoni, infatti, a bordo ci sarebbero state almeno 400 persone. Nel frattempo, come si apprende da fonti della Marina, ieri sera 87 migranti sono stati soccorsi e portati a bordo di nave Libra, che si trovavano a bordo del gommone che aveva lanciato l’Sos. Lo si apprende da fonti della Marina militare.

50 MORTI, 10 BAMBINI. La speranza naufraga per i migranti

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Una nuova speranza che naufraga e il viaggio che porta solo alla morte. La disperazione che cessa in fondo al mare e i corpi senza vita che chiedono solo sepoltura. L’orrore torna e sembra un tragico replay di quello a cui abbiamo già assistito. A quelle immagini che avremmo voluto solo ricordare come un emergenza umanitaria che invece si è trasformata in tragedia mondiale, che tornano invece prepotentemente nei nostri occhi e ci ricordano che quelle vite continuano a spezzarsi. Il bilancio sale e sono già 50 i cadaveri dell’ultimo naufragio, fra questi anche una decina di bambini. Il Canale si Sicilia che diventa un cimitero che chiede giustizia e Letta che afferma: “Il nuovo naufragio conferma una drammatica emergenza”.

Ma da quanto tempo i lampedusani invocano sostegno e parlano di emergenza? Quanti morti già ci sono su quel fondale marino? Quanti, ignorati dagli obiettivi sono già negli anni passati andati a fondo? Ora le larghe intese troveranno una “rete umanitaria”? E’ il tempo ancora delle dichiarazioni, degli annunci, delle speranze o il tempo è scaduto?

Morte in mare: sono 12 i cadaveri del naufragio a sud di Lampedusa

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Morti in mare, altri cadaveri sono stati recuperati nel nuovo naufragio avvenuto a sud di Lampedusa, in acque maltesi al confine con quelle libiche a circa 65 miglia dall’isola siciliana. A dare l’allarme sarebbe stato un velivolo maltese che ha visto letteralmente affondare l’imbarcazione carica di migranti. Immediati i soccorsi grazie al dispositivo potenziato proprio ieri. Oltre a due unità della Marina si sono recati in zona un velivolo della Capitaneria di Porto e una motovedetta maltese. Da Lampedusa poi sono salpate due motovedette della Guardia Costiera, due della Guardia di finanza e un elicottero della Guardia di finanza. A bordo del barcone si stima che ci fossero almeno 250 persone e 12 corpi sono stati già recuperati, ma il bilancio è destinato a crescere.

Nuovo naufragio di un barcone nel Canale di Sicilia, altri morti

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Dobbiamo ancora seppellire i cadaveri della strage di Lampedusa e già nelle acque affiorano nuovi cadaveri. E’ stato infatti avvistato un barcone con circa 250 immigrati a bordo. Il naufragio è avvenuto a circa 70 miglia a Sud Est di Malta. Sul posto stanno operando due navi della Marina militare, con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili. Secondo quanto si apprende, circa 200 persone sarebbero cadute in acqua e l’imbarcazione potrebbe essersi capovolta: avvistati alcuni cadaveri.

 

Salva il compagno dopo il naufragio del peschereccio

naufragio-peschereccio-tuttacronacaPoteva concludersi nel peggiore dei modi il naufragio di un peschereccio di sette metri avvenuto ieri sera davanti a Voltri, in provincia di Genova. Uno dei due occupanti dell’imbarcazione ha però percorso un miglio a nuoto, sfidando il mare agitato, per arrivare a riva. Toccata terra, ha lanciato l’allarme che ha permesso di salvare il compagno, che è stato recuperato dopo aver trascorso sei ore in acqua, aggrappato a un piccolo salvagente. A effettuare il recupero la guardia costiera e i vigili del fuoco. Il salvataggio è avvenuto grazie all’impiego di un elicottero dotato di un dispositivo a raggi infrarossi, che ha permesso di individuare il naufrago al buio. Il pescatore è stato poi ricoverato per ipotermia.

Il marito di una dispersa della Concordia e l’immersione al Giglio

marito-dispersa-concordia-tuttacronacaE’ trascorso più di un anno da quando la Costa Concordia naufragò davanti all’Isola del Giglio e due persone risultano ancora disperse. Tra loro, Maria Grazia Trecarichi. Oggi il marito, Elio Vincenzi, è andato a immergersi nel sito de Le Scole, là dove impattò l’imbarcazione. L’uomo, che ha deposto un bouquet di fiori ai piedi dello scoglio, ha spiegato:  “Ho promesso a mia moglie di venire a trovarla qualche volta. E di questa stagione è preferibile rispetto alla prima immersione. L’acqua era così limpida che si vedeva la targa affissa sullo scoglio anche senza immergersi”.

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Otranto: il naufragio che termina… in bilico sugli scogli!

yatch-molo-tuttacronacaNella tarda serata di ieri un’imbarcazione russa lunga 13 metri si è schiantata sugli scogli all’esterno del porto di Otranto. Le persone a bordo, tre adulti e quattro bambini di nazionalità russa e tedesca, provenienti dal Montenegro e usciti indenni, hanno ricevuto i soccorsi della Guardia costiera di Otranto e degli agenti del locale commissariato di pubblica sicurezza. Ad aiutare anche alcuni pescatori sportivi che si trovavano in zona. Tutti sono poi stati affidati al personale sanitario del 118.

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I tedeschi accusano: la Concordia si sta arrugginendo…

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Troppi rinvii, troppe promesse e quello scheletro che giace davanti all’isola del Giglio. Una carcassa che doveva essere rimossa entro la fine del 2012, poi entro maggio 2013 e ora non prima del 2014. La ruggine si sta impossessando dell’imbarcazione con gravi conseguenze all’ambiente e a dirlo stavolta è un quotidiano tedesco: Bild. Prima l’interesse (macabro) di andare a vedere il luogo della tragedia, poi il disinteresse dei turisti ora come dice il sindaco del Giglio nell’intervista al Bild:  “Sembra che ci sia una leggera ripresa, ma si parla di pochi punti percentuali”. Ma la peggior minaccia ora è quella ambientale: quello scafo che lentamente, ma inesorabilmente viene mangiato dalla ruggine. Se mai verrà realizzato, il recupero della costa sarà da guiness dei primati. Una grande operazione che vedrà impegnati 400 tecnici, tra cui 100 subacquei con il compito di recuperare il gigante da 600 tonnellate. Il costo dell’operazione naturalmente lievita e ormai si è arrivati a circa 400 milioni di euro, cioè poco meno di quanto è costato costruire la nave. L’ennesima vergogna italiana?

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La maglietta della tragedia… L’Isola del Giglio si indigna

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Ennesima caduta di stile ed ennesima speculazione sulla tragedia. Le polemiche sono scoppiate per una maglietta con la stampa che ritrae l’incidente della Costa Concordia. I cittadini gigliesi si sono immediatamente  indignati di fronte a quella T-shirt che ritrae la nave inclinata e spiaggiata davanti all’Isola del Giglio, un orrendo souvenir della tragedia. Il sito Giglionews ha riportato la furente condanna da parte dei cittadini dell’isola che sono insorti alla vista di quel gadgets davvero fuori luogo: «Non si discute la libertà di vendere ciò che si vuole quello che meraviglia ed infastidisce è la mancanza di rispetto nei confronti di chi in questa tragedia ha perso la vita o un proprio caro».

ma non è la prima volta che si cerca di speculare sulla Costa Concordia. Subito dopo la tragedia, infatti, circolò una cartolina che raffigurava l’immagine della nave. Dovette intervenire il sindaco a vietare la vendita richiamando il  principio del rispetto per le vittime. Ora arriva la maglietta e ancora una volta il primo cittadino  dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha telefonato al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani, per metterlo al corrente della situazione e trovare il modo affinché quelle magliette siano ritirate dalla vendita.

 

Il naufragio della Costa Concordia: Domnica e la difesa di Schettino

domnica-cemortan-concordia-tuttacronacaE’ intervenuta alla trasmissione Pomeriggio 5 Domnica Cemortan, la ballerina moldava che, la notte in cui naufragò la nave Costa Concordia, si trovava a bordo della plancia dell’imbarcazione. Le sue parole sono in difesa del capitano Schettino: “Non fu lui a sbagliare, i suoi ordini erano stati chiari. L’ultimo ufficiale della catena di comando comprese male l’ordine di Schettino, che dovette ripeterlo. Ma dopo pochi secondi urtammo contro le rocce del Giglio”. Dopo aver negato di esser stata l’amante del capitano, la Cemortan ricorda di quando l’uomo la invitò a salire in plancia: “Ero l’unica ospite perché il capitano ci aveva invitato a vedere il panorama del Giglio mentre eravamo a tavola”. Da lì non sentirono l’urto contro le rocce “perché eravamo a prua”. E continua: “Ricordo che il capitano disse che bisognava capire la situazione, cosa fosse successo”. E ancora in difesa di Schettino: “Il capitano si mise a dare ordini e i marinai ripetevano gli ordini impartiti. Qualcuno però sbagliò la sequenza degli ordini, perché credo che Schettino sapesse esattamente cosa stesse facendo. Un ufficiale ripetè erroneamente l’ordine di Schettino e lui si arrabbiò tantissimo, poi ci fu l’impatto con la roccia. Credo che l’errore si stato fatto dall’ultimo ufficiale della catena. Se non avesse sbagliato, forse non ci sarebbero stati tanti morti”.

La Costa Concordia… fa parte del paesaggio

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Mai provato a digitare “Isola del Giglio” su Google e osservare cosa appare nelle mappe satellitari del colosso di Coupertino? Immediatamente lo sguardo cade su un relitto che ormai sembra letteralmente entrato a far parte del panorama. Si tratta della nave Costa Concordia, ormai parte integrante del paesaggio dell’isola da quando è naufragata il 13 gennaio 2012.

Naufragio in Nigeria… 45 morti! Le fonti ufficiali non confermano.

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Un barcone che trasportava 166 persone nel Golfo di Guinea, al largo delle coste della Nigeria è affondato. Il bilancio è di 45 morti. Secondo gli armatori la nave era salpata venerdì dalla città di Oron, nel Cross Rivers state, ed era diretta in Gabon. Il portavoce dell’agenzia dei servizi di emergenza nazionale, Yushua Shuaib, ha confermato solo nove vittime, nonostante gli ospedali diano un bilancio di 45.

 

Concordia: De Falco ricorda la telefonata e afferma di non essere un eroe

Ai microfoni di Tgcom24 l’ufficiale ha oggi affermato: “Noi dobbiamo fare il nostro compito. La nostra funzione è salvare le vite umane fino a che è umanamente possibile farlo”.

E’ trascorso un anno dalla tregedia: vedi qui

Migranti naufragati: tre morti

 

Sono ancora in corso le ricerche di eventuali superstiti del naufragio di un gommone di migranti. Fino ad ora sono state salvate 70 persone, mentre in tre hanno perso la vita. Salme e superstiti sono a bordo di una nave della Marina Militare che arriverà a Lampedusa nel primo pomeriggio.

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