Basta il cinema sui poveri, l’Italia è piena di ricchi! Dove vive la Aspesi?

Natalia+Aspesi+tuttacronaca

Il cinema italiano porta a casa il Leone d’Oro di Venezia con “Sacro Gra” un film vero, sincero, documentaristico, che per la prima volta, dopo tanto tempo, ha echi al suo interno di quello spaccato di finzione-realtà dei grandi capolavori del neorealismo e di quel free cinema inglese che andava a indagare sugli individui e sull significato della quotidianità. Una vittoria, una pagina nuova che ci fa cambiare aria da quei film borghesi, statici, icone di un passato che troppo a lungo ha raccontato  storie da  vecchi telefoni bianchi. Ma sembra chi oggi ci sia ancora che ha  voglia di quell’aria stantia: “Si vorrebbe sapere perché il cinema ha smesso di raccontarci belle storie di gente ricca, bella, con belle case e belle vite: e sì che solo in Italia ce ne è tantissima e nessuno ne sa niente. Suggerimento al vincitore Rosi: il prossimo documentario lo faccia sul MMM, il Misterioso Mondo Miliardario“, così oggi sulle pagine di Repubblica leggiamo la delusione di Natalia Aspesi che poi conclude il suo pensiero sul cinema italiano parlando di immagini afflitte da una “valanga di disgrazie, atrocità, miserie, assassini, alcolizzati, famiglie orribili e stupratori di cadaveri”.

Forse Marisela Federici fa proseliti! 

“Scrivere per ricominciare”, inizia la Repubblica delle idee

repubblica-tuttacronaca

“Pronti a immaginare un nuovo futuro con La Repubblica delle Idee”. Questo lo slogan con cui oggi parte , a Firenze, in piazza Signoria, il festival de La Repubblica delle Idee “Scrivere per ricominciare”. Una grande R bianca per 70 incontri workshop, dibattiti, interviste e mostre in programma fino a domenica nelle piazze e nei palazzi del centro storico. Le tematiche dei dibattiti saranno: il futuro e le soluzioni per lasciarsi  la crisi alle spalle, inoltre progettare una ripresa con nuove idee per la politica, per la cultura, per la gente e per l’ambiente. Quale sfondo migliore della capitale del Rinascimento, la città che i Medici hanno reso unica al mondo per arte e cultura?

Repubblica delle Idee 2013 si inaugura con “La bellezza ci salverà” (ore 16 in collaborazione con Enel) al salone dei Cinquecento dove Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, dialogherà con l’inviata di Repubblica Natalia Aspesi e con Daniela Hamaui, prima direttrice di D La Repubblica delle donne, il settimanale che ha inventato un nuovo linguaggio per parlare della moda, ma anche di tendenze e culture nel senso più ampio che si può dare a questa parola.

Si continuerà alle 18 sempre al salone dei Cinquecento il saluto di apertura del Festival con gli interventi di Carlo De Benedetti, presidente del gruppo editoriale l’Espresso, Ezio Mauro direttore di Repubblica e Riccardo Luna. A seguire uno degli scrittori più celebri nel mondo, Dan Brown che risponderà a Vittorio Zucconi sul tema: “Il nostro bisogno di mistero”.

L’autore del “Codice da Vinci” ha appena firmato il nuovo romanzo “Inferno” ambientato proprio a Firenze, fra i segreti cifrati della Divina Commedia e gli scenari classici del thriller. Edito dalla Mondadori è in cima alle classifiche di vendita e già si parla di una traduzione cinematografica.

Alle 21, nello stesso posto, cioè al salone dei Cinquecento, tocca a uno degli scrittori italiani più amati e letti, Alessandro Baricco con “Le parole esatte da cui ricominciare: educazione, cittadinanza, cattiveria, speranza”. Un viaggio, un assolo, per parlare di umanità e nuovi modelli, di chi ha voglia di mettersi in gioco per gli altri.

Infine a chiudere la prima giornata fiorentina della Repubblica delle Idee, alle 23 in piazza della Signoria, Paolo Rumiz e Alfredo Lacosegliaz con “La cotogna di Istanbul”, reading musicale a cura di Franco Però.

DITE NO AL GHETTO DEI GAY!

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I gay di San Pietroburgo possono manifestare, ma lontano dalle vie del centro. Più precisamente, in un piccolo villaggio della periferia. È la decisione del sindaco della città russa che per due volte ha negato il permesso alle associazioni omosessuali che avevano chiesto di manifestare lo scorso weekend contro la legge in via di approvazione alla Duma, il parlamento russo, che vuole vietare la “propaganda gay” in pubblico con la scusa di proteggere i bambini dai “comportamenti devianti”.Secondo la giunta di San Pietroburgo, gli attivisti potrebbero utilizzare un’area riservata appositamente per le proteste a Novoselki Vyborg, paesino-satellite raggiungibile soltanto in treno.

Si tratta dell’ennesimo sopruso delle istituzioni russe a danno della comunità lgtbq, mobilitata contro una normativa che dovrebbe entrare in vigore a fine maggio e che consegnerà la Russia all’oscurantismo medievale contro i gay a vent’anni dalla depenalizzazione dell’omosessualità,avvenuta nel 1993. Sarà infatti vietato parlare di omosessualità in pubblico, dunque saranno bandite proteste, articoli di giornale, dibattiti, convegni. Un noto presentatore tv, Anton Krasovski, caporedattore di una emittente del Cremlino, a fine gennaio ha voluto sfidare il governo annunciando pubblicamente di essere gay davanti alle telecamere. È stato licenziato. In una intervista al Los Angeles Times ha però puntato il dito contro le associazioni omosessuali del suo Paese: «Non vedo nessun Harvey Milk russo. La comunità gay è troppo tranquilla, non hanno il coraggio di lottare per i propri diritti in una nazione dove è più appropriato e onorevole essere un ladro che essere gay».

In realtà uno dei leader della minoranza omosessuale, Nikolai Alekseev, nei giorni scorsi ha chiesto l’aiuto del Consiglio d’Europa affinché vigili sull’applicazione delle sentenze della Corte di Strasburgo, che nel 2010 aveva condannato la Russia poiché Mosca non aveva dato il permesso allo svolgimento del Gay pride nel 2006, 2007 e 2009. Molte associazioni si stanno muovendo a livello internazionale per fare pressione sul Cremlino. In Italia i consigli comunali di Venezia e Milano hanno sospeso il gemellaggio e i rapporti con San Pietroburgo per protesta contro la legge omofoba in discussione al Parlamento russo. Equality Italia, associazione in difesa dei diritti umani, ha promosso una petizione al governo italiano perché chieda alla Federazione russa di ritirare la normativa anti-gay. Tra gli altri finora hanno aderito Lucia Annunziata, Natalia Aspesi, Stefano Rodotà, Ritanna Armeni, Alessandro Gassman, Anna Paola Concia, Aldo Nove, Michela Murgia, le associazioni lgbtq e molti esponenti politici locali.

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