Corpo carbonizzato trovato in un’auto nel Napoletano: quinto caso in un mese

corpo-auto-carbonizzata-tuttacronacaSi trovava a Casandrino, nel Napoletano, l’auto rinvenuta con all’interno un cadavere carbonizzato di un uomo la cui l’identita non è ancora nota. La Fiat Punto era ancora fumante quando sul luogo sono giunti i carabinieri. Il corpo si trovava sul sedile posteriore, con la faccia rivolta verso il basso. Si tratta del quinto episodio del genere in meno di un mese tra i comuni napoletani di Giugliano in Campania, Caivano, Grumo Nevano e Casandrino. Il primo caso risale al 6 febbraio, con un’auto rinvenuta a Giugliano, dove fu trovato un corpo nel bagagliaio di una Renault Megane. Il 17 dello stesso mese sono stati invece trovati due cadaveri in un’auto divorata dalle fiamme a Caivano. La quarta vittima invece è stata trovata a Grumo Nevano il 21 febbraio all’interno di una Fiat Multipla.

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Vincenzo Ferrante: ucciso perchè si trovava nel posto sbagliato

agguato-arzano_tuttacronacaMercoledì sera, in un centro estetico di Arzano, in provincia di Napoli, venivano uccisi due uomini. Le vittime sono Ciro Cascone, gregario del clan Moccia, e l’operaio 39enne Vincenzo Ferrante. L’agguato è stato organizzato da due sicari entrati in azione con il volto coperto da un casco e i carabinieri sono sulle loro tracce. La tragica verità di quei momenti di sangue è che Vincenzo Ferrante non aveva alcun tipo di rapporto con la malavita organizzata: si era trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. I killer, infatti, avrebbero avuto come obiettivi Cascone e il suo guardaspalle: proprio per questt’ultimo, scampato all’agguato, è stato scambiato l’innocente operaio.

Sparatoria nel solarium: due morti nel Napoletano

sparatoria-solarium-tuttacronacaSpari ad Arzano, nel Napoletano, dov’è stato aperto il fuoco in un centro estetico in via Luigi Rocco, al civico 40. Due uomini, si tratterebbe di Ciro Casone e Vincenzo Ferrante, ritenuti vicini al clan Moccia, si trovavano nel solarium e si stavano sottoponendo a un trattamento quando sono stati uccisi. Casone è considerato un elemento di spessore della criminalità organizzata. Sul posto i carabinieri della compagnia di Casoria e del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna.

La nuova arma della camorra: le donne killer

donne-killer-tuttacronacaLunedì scorso due corpi carbonizzati erano stati rinvenuti all’interno di un’auto data alle fiamme a Caivano, nel Napoletano. Indagando sul duplice delitto, gli investigatori hanno fatto una clamorosa scoperta: ora i clan della camorra assoldano anche donne killer per portare a termine le proprie vendette. La scoperta è avvenuta mentre gli inquirenti analizzavano le immagini delle telecamere di sorveglianza, nelle quali hanno scorto i profili degli assassini: due donne. Il Mattino racconta che le due sono state riprese mentre scendevano dalla Fiat Punto nella quale erano stati appena uccisi Aniello Ambrosio e Vincenzo Montino, boss del clan Cennamo di Crispano; poco dopo l’auto è stata data alle fiamme. Le telecamere hanno registrato solo l’apparizione di due ombre, niente più, ma dalle analisi risulta chiaro che i killer dei due fossero donne per via della silhouette, del portamento, dell’andatura. E ciò, secondo il quotidiano partenopeo, spiega anche come mai i due pregiudicati uccisi si siano fatti cogliere con le difese abbassate: mai si sarebbero appartati in auto con altri elementi del clan, mentre avrebbero tranquillamente accettato un’avventura con due donne. Che invece si sono rivelate essere altrettanto pericolose.

Giustiziati e poi bruciati in un’auto: orrore nel Napoletano

caivano-auto-bruciata-tuttacronacaMacabra scoperta a Caivano, nel Napoletano, dove sono stati rinvenuti due cadaveri in un’auto data alle fiamme. Il ritrovamento è avvenuto in via Palmieri, località Casolla, e l’identificazione delle vittime risulta essere complessa per le condizioni in cui sono stati trovati i corpi. Al momento non è chiaro neppure il sesso e non sono stati trovati documenti. Stando ai primi accertamenti, si sarebbe trattato di un’esecuzione, con diversi bossoli rinvenuti attorno a una Fiat Punto risultata rubata ad Aversa tre giorni fa. I carabinieri di Castello di Cisterna, giunti sul posto, conducono le indagini.

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Cadavere in un cantiere nel napoletano: è di un imprenditore scomparso nel 2012

ferrara-cadavere-tuttacronacaSono stati rinvenuti oggi, nello scavo della zona industriale di Palma Campania carabinieri della compagnia di Nola, resti di ossa umane che sono risultati appartenere ad Antonio Ferrara, l’imprenditore scomparso il 9 dicembre del 2012. Il ritrovamento è avvenuto nella nuova zona industriale del Comune in provincia di Napoli, nei pressi dell’ex cava D’Ascoli, in località Novesche. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli specialisti della Scientifica.  Fin dall’inizio si era pensato potesse trattarsi del cadavere dell’imprenditore la cui auto, tra l’altro, fu trovata nelle campagne tra San Gennaro Vesuviana e Palma Campania a circa un chilometro dal luogo dove sono stati rivenuti i suoi resti. Al corpo di Ferrara i carabinieri diretti dal capitano Michele Capurso sono arrivato dopo una serie di indagini.

Lite tra fratelli termina in accoltellamento

accoltellamento-tuttacronacaViolenta lite tra fratelli a Qualiano, nel Napoletano, la notte di Natale. Il più giovane dei due, un 37enne, durante un’accesa discussione per futili motivi ha afferrato un grosso coltello da cucina colpendo ripetutamente il fratello maggiore di 39 anni.L’aggressore è stato disarmato e bloccato dai carabinieri della stazione di Villaricca, allertati da una richiesta d’aiuto pervenuta al 112.  La vittima è stata trasportata urgentemente al più vicino pronto soccorso, dove si trovaancora ricoverato in prognosi riservata dopo aver riportato ferite nella regione epogastrica ed emitoracica.  L’arma dell’aggressione, di circa 20 cm, è stata posta sotto sequestro. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato portato al carcere Poggioreale.

La battuta di pesca subacquea che termina in tragedia: muore un 35enne

sub-napoletano-morto-tuttacronacaDoveva essere una battuta di pesca subacquea ma si è risolta in tragedia: oggi è stato recuperato il cadavere di un 35enne napoletano che si era immerso ieri nelle acque di Matera, in provincia di Potenza. Il sub si trovava in vacanza a casa di amici in compagnia della moglie e della figlia e ieri sera aveva deciso di immergersi per pescare. Dopo qualche ora la moglie, preoccupata perchè non tornava, ha lanciato l’allarme. Le ricerche sono state eseguite stamani da personale della Guardia costiera e da un elicottero: il cadavere è stato avvistato e recuperato nella zona di Acquafredda. Stando a una prima ipotesi, l’uomo potrebbe essere rimasto incastrato con l’attrezzatura fra le rocce della zona, non riuscendo più a liberarsi e a risalire.

Esplode una bomba nel Napoletano!

bomba-carta-napoli-tuttacronacaA Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli, è stata fatta esplodere una bomba carta nella zona di via Cicerone, vicino al supermercato A&O, la cui serranda ha riportato danni. Danneggiate nell’esplosione anche le abitazioni sovrastanti e due auto parcheggiate. Non ci sono feriti. I vigili del fuoco e la polizia sono giunti sul posto. Il proprietario del supermercato ha riferito di non aver mai ricevuto richieste estorsive.

Mercato appassito… a Roma i fiori sono in mano alle cosche!

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I fiori partono dall’Olanda per poi arrivare al mercato dei fiori dove vengono gestite da due società del napoletano, questa è la denuncia che oggi si legge in un articolo a firma di Raffaella Troilli su Il Messaggero:

Salvatore Petracca, presidente di Ascofiori Confcommercio, l’aveva segnalato con un esposto alla Procura a luglio 2012. «Propaggini di clan camorristici gestiscono su Roma il sistema di vendita al dettaglio». Ne scaturì un blitz da parte degli agenti della polizia municipale guidati da Antonio Di Maggio; successivamente Petracca e un suo responsabile dell’abusivismo subirono minacce, gli autori identificati, scattò un’integrazione della denuncia dove si parlava più chiaramente di abusivismo commerciale in mano alla criminalità organizzata. Ma nulla cambia. Anzi: i fiorai, quelli veri, dal 2011 al 2012 sono passati da 1.300 a 950 su Roma. «Purtroppo non possiamo essere competitivi specie in momenti di crisi con chi non paga le tasse, moltissime aziende hanno chiuso, altre lo faranno».(…)

Dall’Olanda – il più grande mercato dei fiori del mondo che distribuisce ovunque – alle stradine di Roma, anzi alle rose vendute specie dagli indiani nei locali, passando per il Mercato dei Fiori a Trionfale. Duecento euro minimo al giorno, porta a casa, ciascun furgoncino; un affare da almeno 20 milioni di euro l’anno, il sospetto che nasconda la vendita di altra merce e il controllo del territorio. In Olanda voli appositi e navi container scaricano fiori da ogni parte del mondo, specie da Sud Africa e Sud America. Una volta in Italia la merce prende due strade parallele, toccando i mercati ufficiali ma ramificandosi dove le regole son più morbide. (…)

Basta affacciarsi nella notte intorno ai mercati principali, vedi a Trionfale: grossi Tir venuti da lontano circondano le aree, riforniscono poco e niente i grossisti all’interno, aspettano i furgoni. Sono questi a portare anche durante il giorno la merce alle apette. Un lavoro scrupoloso, municipio per municipio, nei posti migliori, piazze, luoghi di passaggio «e i vigili possono solo far loro un verbale». Nel frattempo i tir hanno già lasciato la città, diretti a Napoli, Pompei, Terlizzi. Restano le apette, dall’Aurelio a Portuense, dalla Tuscolana alla via Flaminia. E restano due vedette al mercato dei fiori pronte a rifornire i mezzi. (…)

Operai al lavoro a Capri: aperta una voragine in strada

capri-voragine-tuttacronacaUn antico passaggio pedonale cancellato da una voragine. E’ quanto successo a Capri, dove in via San Francesco, che collega il porto di Marina Grande con la Piazzetta, si è aperta una voragine questa mattina per cause ancora in fase di accertamento, anche se s’ipotizzano infiltrazioni d’acqua nel sottosuolo. La voragine, larga alcuni metri, non ha fatto registrare nessun ferito.  Sul posto sono intervenuti i tecnici del Comune che hanno transennato la zona mentre degli operai sono al lavoro per provvedere alla messa in sicurezza dell’area. Al lavoro, sulla rete idrica e fognaria, anche i tecnici e operai specializzati. Nessun disagio per i cittadini della zona, dove acqua ed elettricità sono erogate regolarmente.

Rissa al mercato, un accoltellato nel Napoletano

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Nel mercato rionale di Bacoli è scoppiata, in tarda mattinata, una rissa tra due ambulanti,  e un ambulante è rimasto ferito a una mano per un arma da taglio. Da una  prima ricostruzione sembra che la lite sia scoppiata per motivi di viabilità. Dalle urla alle mani, infine il colpo. Immediato il trasporto del ferito all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. L’aggressore invece, identificato da chi ha assistito allo scontro, è scappato.

 

Un robot al servizio della pizza!

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Lui si chiama RoDyMan, acronimo di Robotic Dynamic Manipulation, ovvero manipolazione robotica dinamica. Al di là dei termini difficili, si sta parlando di una cosa all’apparenza davvero rivoluzionaria, che non era mai stata tentata e cioè affidare la pizza nei bracci meccanici esperti di un robot capace di effettuare davvero tutte le operazioni: da impastare, stendere, condire e quindi cuocere la pizza secondo la vera tradizione napoletana. Il progetto parte proprio da un partenopeo, Bruno Siciliano, esperto di robotica e a capo del laboratorio di Robotica noto in tutto il mondo ‘Prisma Lab.’ «…è un robot di servizio che sarà in grado di replicare attività umane con un livello di destrezza e mobilità mai visto prima – ha spiegato il professor Siciliano in occasione della Giornata informativa del Consiglio Europeo della Ricerca in corso a Napoli – Finora la manipolazione di oggetti non rigidi e deformabili, come cibo e abiti nella vita di tutti i giorni, oppure tessuti molli come i muscoli e la pelle negli interventi chirurgici, non è stata studiata in modo approfondito e rappresenta una sfida per il settore della robotica». RoDyMan avrà un torso, due braccia leggere e mani con dita multiple. Privo di gambe, sarà invece montato su una piattaforma omnidirezionale su ruote. Il capo sarà dotato di videocamera stereoscopica e di un sistema strutturato di luci. Avrà sensori di prossimità e di campo e sensori tattili. «L’interazione con gli umani è al centro del progetto. Per questo la sicurezza è un aspetto fondamentale del nuovo sistema – afferma Siciliano – Questo robot autonomo deve essere in grado di controllare il flusso degli eventi in una data attività, reagire e imparare dall’ambiente circostante. Sarà in grado di affrontare rapidamente situazioni inaspettate, come la presenza di umani o di ostacoli».

Ma le pizze saranno buone come quelle fatte dagli esperti pizzaioli napoletani?

«È quasi impossibile! Però coinvolgeremo uno dei migliori pizzaioli della città per imparare direttamente da lui l’arte di questi abilissimi movimenti. Come? Gli faremo indossare una tuta biocinetica dotata di sensori e di un sistema di cattura del movimento 3D».

Buon appettito!

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A rischio la raccolta rifiuti in 62 comuni napoletani, nuova emergenza

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Antonio Mascolo, il sindaco di Tufino chiude lo stir e mette a rischio la raccolta rifiuti in 62 Comuni della provincia e in parte della città di Napoli.

Che cosa è lo stir?

L’impianto di tritovagliatura come indica ChimiciOnLine è:

Un operazione di trattamento dei rifiuti costituita da due parti separate ma complementari: la triturazione e la vagliatura.

La prima fase, quella di triturazione, serve essenzialmente per ridurre il volume dei rifiuti e deve essere eseguita sia nella fase di selezione dei rifiuti che in quella di post-trattamento meccanico.

La seconda, invece, quella di vagliatura ha lo scopo di separare i diversi tipi di materiale che compongono un determinato rifiuto. Ad esempio se si sta procedendo alla vagliatura di rifiuti indifferenziati grazie alla vagliatura è possibile dividere la parte più pesante, come metalli, legno, inerti e vetro, da quella più pesante come la carta , la plastica o le sostanze organiche.

Con l’ordinanza di oggi Mascolo di fatto impedisce quest’operazione “a tempo indeterminato”.

Il Consiglio provinciale di Napoli ha approvato un ordine del giorno in cui chiede al prefetto di Napoli di riaprire, con i suoi poteri, l’impianto. I consiglieri provinciali Mimmo Giorgiano (Pd) e Giorgio Carcaterra (Sel), promotori dell’ordine del giorno condiviso anche dal presidente della Giunta Pentangelo, dall’assessore all’ambiente Caliendo e dagli altri consiglieri, definiscono ”gravissima” la situazione, che “potrebbe precipitare rapidamente se non ci saranno gli interventi necessari”. La chiusura dello stir potrebbe determinare “una nuova e devastante emergenza per i 62 comuni che sversano ogni giorno nell’impianto di Tufino”. All’interno dell’impianto di tritovagliatura di Tufino- chiuso oggi a tempo indeterminato dal sindaco con un’apposita ordinanza – un gruppo di operai sta attendendo novità dai sindacati e da parte dei vertici della SapNa, società della Provincia di Napoli che gestisce l’impianto. Ai camion con i rifiuti indifferenziati giunti stamattina nella struttura non è stato consentito l’ingresso nella struttura. Successivamente ne è stato disposto il trasferimento nell’altro impianto stir di Caivano (Napoli). “Abbiamo rilevato delle anomalie – ha detto all’ANSA il sindaco di Tufino, Antonio Mascolo – come la mancata sostituzione di alcuni filtri e la presenza di bidoni che, a nostro parere, non dovevano essere portati in quell’impianto”. “La nostra – dice ancora Mascolo – è una decisione volta a tutelare la salute dei cittadini e degli operai che lavorano nell’impianto”. “Non credo sia giusto che l’amministrazione comunale, o i suoi delegati, – conclude Mascolo – possano accedere all’impianto solo dietro autorizzazione da parte dei vertici della SapNa a cui ricordiamo che la struttura è sul nostro territorio”.

Ed è nuova emergenza rifiuti nel Napoletano.

Grillo e il duro attacco al Capo dello Stato

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«Le lacrime napulitane versate per coloro che sono detenuti sono sospette da parte di chi è parte fondante di questa classe politica». Grillo ricorda al Presidente della Repubblica il piano carceri che il Movimento aveva presentato a luglio e torna a sferrare un duro attacco a Napolitano:

«Nessuna risposta. C’erano le vacanze in Alto Adige, signor Presidente?» poi il Semplice Portavoce del M5S aggiunge «Ieri il presidente dei partiti (in quanto eletto dai loro nominati) Giorgio Napolitano ha detto che il M5S ha un chiodo fisso e se ne frega dei problemi della gente» ricorda Grillo che allora chiede al Capo dello Stato: «Cosa ha fatto su questi punti, signor Presidente? Con quale urgenza si è mosso in questi anni? Si è svegliato ora con una soluzione che non risolve nulla perché la maggior parte di chi verrà scarcerato in pochi mesi tornerà in galera, ruberà ancora, minaccerà ancora, si macchierà degli stessi reati». Per Grillo, in questo modo, «il richiamo per i delinquenti degli altri Paesi diventerà una sirena irresistibile». Oltre al piano carceri, ricorda Grillo, «il blog ha denunciato con filmati, inchieste, interviste le morti in carcere in questi anni. Lei dov’era, signor Presidente? Il blog ha prodotto un libro sugli orrori delle carceri italiane, lei lo ha letto, signor Presidente? Sa per caso chi è Niki Gatti, il ragazzo morto in carcere, signor Presidente? Il M5S ha chiesto più volte l’introduzione del reato di tortura non previsto nel codice penale, unico caso tra le nazioni occidentali, ne era a conoscenza, signor Presidente?». Insomma, «Lei sa meglio di chiunque che l’amnistia e l’indulto non risolvono il problema delle carceri e aggraveranno i conflitti sociali. Perchè lo fa allora, signor Presidente?».

Sulla proposta di Napolitano per l’amnistia e l’indulto «il sospetto che l’appello avvenga per salvare Berlusconi e una miriade di colletti bianchi è lecito», scrive Beppe Grillo sul suo blog dove accusa anche il capo dello Stato di non essere super partes. «Lei dovrebbe esserlo e non lo è quando attacca il M5S, che rappresenta otto milioni e mezzo di italiani». Noi, continua, «abbiamo un chiodo fisso, l’onestà, e non lo baratteremo con nessuno. Noi non molleremo, si metta l’animo in pace. Ccà nisciuno è fesso».

Dopo la marea di commenti degli attivisti sul suo blog, Beppe Grillo torna a chiedere al ‘popolò Cinque Stelle di esprimersi sul ‘caso Napolitano’. E rinnova l’invito alla cautela. «Esprimete il vostro pensiero in maniera corretta. Evitate il vilipendio al capo dello Stato» avverte in un post scriptum al suo post.

Pane e camorra, la denuncia dei verdi e di Unipan

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Denuncia inquietante da parte dei Verdi, con il coordinatore Francesco Emilio Borrelli, e del presidente Unipan, ovvero l’Unione panificatori Campani, Mimmo Filosa che hanno fatto emergere la difficile situazione dell’alimentare nel territorio napoletano:

“La camorra dall’inizio della crisi economica ha messo nuovamente e prepotentemente le mani sul mercato alimentare del napoletano e casertano. In particolare stanno proliferando forni abusivi di pane ovunque. Solo tra Napoli e provincia ce ne sono oramai oltre 1500 ed il numero è in crescita – continuano Borrelli e Filosa – Forni in condizioni igienico-sanitarie pericolosissime, che realizzano un prodotto anche tossico: usano gusci di nocciole trattati con agenti chimici e quindi nocivi, se non legni trattati con vernici e solventi tossici. Il problema più grave e che oltre alla filiera totalmente illegale che parte dal forno abusivo e arriva alla vendita illegale per strada spesso ancora nei cofani delle macchine o con bancarelle improvvisate il pane della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali. D’altronde i clan hanno capito che in un momento economicamente drammatico come quello attuale i cittadini possono rinunciare a tutto ma non al cibo. Per questo invochiamo un intervento drastico da parte dello Stato con la istituzione di un tavolo permanente in Prefettura tra Asl, comuni e forze dell’ordine e l’ applicazione della legge regionale sulla tracciabilità del pane”.

Nei prossimi giorni sarà presentato un dossier sui nuovi forni abusivi curato da Verdi e Unipan per mostrare la grave situazione nel Napoletano.

Il mistero tossico riportato alla luce nel Napoletano

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Sono riemersi i rifiuti tossici sotterrati nell’ex discarica Campanile di masseria della Grotte, a Qualiano. La vista di tutti quei materiali pericolosi che sono stati rinvenuti spaventa e pone domande. Quanti ce ne saranno in altri siti ancora inesplorati? L’area al momento è moto estesa e i militari dell’Arma hanno sequestrato anche una cava naturale, denominata «alveo del grottone», vicina all’appezzamento di terreno dove si sta scavando, perché piena di materiale inerte frutto di abbattimenti di edifici e del rifacimento del manto stradale. Ma vicino al degrado e ai rifiuti edilizi, nel sottosuolo di quei terreni sono stati riportati alla luce:  rifiuti ospedalieri, parti meccaniche di automobili, pneumatici. Fino a poco fa questa zona era utilizzata dagli allevatori locali per portare al pascolo il bestiame.

 

Disseppelliti rifiuti tossici a Qualiano, la mappa delle ecomafie si delinea?

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Tassello dopo tassello, le ruspe fanno emergere quei rifiuti speciali sotterrati nel Napoletano. Inquinamento ambientale che si mescola con i rischi per la salute, ma che è anche sinonimo di business per le ecomafie. Oggi da ore si sta scavando a Qualiano,  lungo la circumvallazione esterna, a ridosso di Giugliano e della zona di Ponte Riccio, dove dovrebbe nascere l’inceneritore per bruciare le ecoballe.  Qui negli anni ’70 fu dismessa una discarica, poi il luogo è diventato “terreno fertile” per i rifiuti tossici.  Data la pericolosità del ritrovamento, i militari hanno chiuso la strada di accesso e chiesto a tutti di allontanarsi.

Napoletani sotto stangata, l’irpef sale al massimo

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Saranno esentati solo i redditi fino a 18mila euro, mentre per tutti gli altri napoletani arriverà la stangata dell’Irpef a 0,8. Una misura resa necessaria dal dissesto dei conti dell’Amministrazione comunale. Ancora una volta gli errori politici ricadono sui cittadini, in un territorio già provato dalla disoccupazione e dal degrado ambientale. La delibera è stata approvata con il voto contrario di Pd, Pietro Rinaldi e Marco Nonno e l’astensione di Ricostruzione democratica, Vittorio Vasquez, Domenico Palmieri e il presidente del Consiglio comunale, Raimondo Pasquino.

 

“Il Napoletano… una sorta di Chernobyl premeditata” così la Boldrini

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Il territorio a nord di Napoli, nell’area del Giuglianese secondo il presidente della Camera, Laura Boldrini è  «un fatto imperdonabile, una sorta di Chernobyl premeditata. Si tratta  di un crimine contro quella popolazione» i cui responsabili devono essere individuati.

La Boldrini ha poi aggiunto in merito alla richiesta giunta nei giorni scorsi di desecretare le dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone sul traffico illecito di rifiuti nocivi in alcune aree della Campania «In Italia troppo spesso si è messo il segreto per nascondere situazioni che non erano proprio nell’interesse dei cittadini»

Boldrini ha detto che è stata aperta l’istruttoria e l’incarico è stato affidato al vicepresidente Sereni. «Ci sono però due esigenze – ha aggiunto – quella di dare risposte ai cittadini ma anche quella di non interferire nel lavoro della magistratura».

Nel Napoletano i bambini giocano in discarica a cielo aperto

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Una brutta storia di degrado urbano. Il teatro è via delle Brecce a Sant’Erasmo, frazione nel comune di Saviano dove per l’ennesima volta l’Asia ha demolito la discarica a cielo aperto dove napoletani e stranieri depositano di tutto: dai divani ai pneumatici, dai frigo alle bottiglie di plastica, dai fili di rame agli avanzi di lavorazione delle imprese fuori legge. E nei cumuli trovano anche vecchi faldoni della Regione Campania e di quella lucana.

Le operazioni si svolgono sotto lo sguardo divertito dei bambini che cercano di passare nella zona delimitata dai nastri e si avventurano a giocare tra i rifiuti, mentre gli uomini dell’azienda partecipata del Comune al lavoro, coperti da tute, tentano di separare e rimuove i rifiuti sotto gli occhi dell’amministratore delegato Daniele Fortini e del vicesindaco Tommaso Sodano.

Panico nel Napoletano: uomo minaccia due assistenti sociali

uomoarmatonapoli-tuttacronacaPanico nel Comune di Quarto, nel Napoletano, dove un 50enne, dopo aver ottenuto un rifiuto alla sua richiesta di essere incluso nelle liste sociali, ha estratto una pistola puntandola contro le due assistenti sociali che non l’avevano accolta. Le due donne sono poi riuscite ad avvertire una collega, che a sua volta ha allertato i carabinieri. Intervenuti, i militari hanno bloccato e disarmato l’uomo. La pistola si è rivelata essere un giocattolo.

Napoli: incidente mortale nel weekend dell’esodo

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Al km 22 della strada statale 7 bis ‘di Terra di Lavoro’ in direzione nord, nel territorio di Melito di Napoli, questa mattina si è verificato un incidente mortale.  Lo ha comunicato l’Anas, raccomandando agli automobilisti la massima prudenza in questo fine settimana da bollino nero. L’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione ‘Vai Anas Plus’.

Dalle prove al concerto la gallery di Marco Carta nel napoletano

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Marco Carta, ex allievo di Amici non si è certo risparmiato per le sue fan che erano corse numerose per assistere alle prove e al concerto a Polvica di Nola, in provincia di Napoli. Una piazza gremita e urlante che non ha mai perso la voce per far sentire il proprio sostegno al cantante.

Se non è solo una leggenda metropolitana c’è anche chi sostiene che un gruppetto di fan abbia prestato il disco di “Necessita’ lunatica” al bar di fronte la piazza, per poter far risuonare le note dei brani di Mister Paper fin dalle prime ore della mattina.  Anche quanto il caldo torrido si è abbattuto sulla piazza Carta non si è trovato mai solo. Dalle prove al concerto il successo è stato indiscutibile…

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Si apre voragine nel napoletano, evacuato un prozio di Insigne

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Una voragine che ha coinvolto il cuore del centro storico di Grumo Nevano, nel napoletano. Almeno 7 nuclei familiari (circa 20 persone) sono stati sgomberati da via Toti.

Tra questi, Filippo Insigne, un prozio di Lorenzo Insigne calciatore del Napoli e della nazionale, la cui abitazione è stata letteralmente inghiottiva dalla voragine. “Ho visto sparire la cucina e il frigorifero in un attimo – racconta Anna Cristiano, moglie di Filippo Insigne – seguito da un rumore simile a quando grandina. Ci siamo salvati perché siamo riusciti a camminare sul piccolo orlo della voragine ancora integro”.
il crollo è avvenuto questa mattina poco prima delle sei e trenta quando tutti gli inquilini stavano ancora dormendo. Per i vigili del fuoco e i carabinieri, intervenuti dopo poco minuti, il fatto che nessuno si sia ferito, o peggio sia stato inghiottito dalla voragine è da considerasi un vero miracolo.

Via Toti, poco più che un vicolo che taglia vecchie costruzioni di tufo marcito, è stata chiusa con un doppio muro. Da decidere ancora chi e dove ospitare le sette famiglie. In tutta la zona, inevitabile, è scattata la psicosi.

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Napoli in delirio per Sofia: tra acqua, spintoni e grida il mito si rinnova

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Ritrova l’atmosfera verace di Napoli Sofia Loren che sta girando nella città partenopea, alcune scene de “La Voce umana”, il corto diretto dal figlio Edoardo Ponti. Nonostante la pioggia, dai bordi della strada e dai balconi, infatti, gli abitanti hanno gridato ripetutamente «Sofia, Sofia», «sei ‘o cor’ ‘e Napule». In particolare le grida si sono sollevate vicino a Via Solitaria, a poca distanza dal Pallonetto di Santa Lucia, proprio nel centro antico della città. Anche alcuni attimi di tensione si sono registrati quando la folle per cercare di poter vedere da vicino l’attrice ha iniziato a spintonarsi e a urlare nel quartiere popolare di San Ferdinando, poi però tutto si è placato con un lungo applauso alla Loren. Sofia ha ringraziato ed è poi entrata in un portone.

Il ritorno della Loren sul set diretta dal figlio

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Classe ’34 ma icona senza tempo Sofia Loren torna sul set in un progetto di cui nessuno conosce i dettagli – con tanto di set blindato – ma di cui tutti parlano. Dietro la macchina da presa de “La voce umana” – tratto dal famoso testo teatrale scritto da Cocteau nel 1930 – c’è il secondogenito dell’attrice, Edoardo che già l’aveva diretta 11 anni fa in ” Cuori estranei”.

Il testo è stato riadattato e verrà recitato interamente in napoletano. Una vera e propria sfida che già era nelle intenzioni di Ponti, che avrebbe voluto realizzarlo anni fa.  A renderlo concreto è il produttore trentacinquenne Massimiliano Di Lodovico che ha realizzato il corto di Edoardo e mette ora a disposizione del regista collaboratori di primo piano: il direttore della fotografia Rodrigo Prieto, il costumista Mario Lupano, lo scenografo Maurizio Sabatini.

Le riprese avranno durata di 3 settimane e  si svolgeranno tra Roma (gli interni), Napoli (gli esterni) e Ostia, nello stabilimento La Vecchia Pineta che per l’occasione è stato chiuso al pubblico e recintato dalle forze dell’ordine per tenere alla larga curiosi e fotografi dal set che la produzione e il cast tecnico artistico vuole tenere blindato.  Qui si è svolta una sequenza del film in cui Sofia, abito bianco e rosso anni Cinquanta e sciarpa di chiffon al collo, passeggia lungo la passerella dello stabilimento.

 Sicuramente corraggiosa la scelta di usare il dialetto napoletano per il  famoso testo di  Cocteau anche se il rischio di provincializzare un prodotto cinematografico e renderlo difficilmente distribuibile all’estero fa riflettere. Dopo anni di assenza dal cinema, la Loren torna e potrebbe davvero dare una spinta positiva al cinema italiano, invece preferisce recitare in un ruolo studiato e modellato sul suo personaggio piuttosto che intraprendere una nuova avventura. Sicuramente in Italia il progetto riscuoterà successo, ma sembra un’occasione mancata di superare ancora una volta i confini nazionali.

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26enne accoltellato allo stadio di Acerra, durante saggio di danza.

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Antonio Papa, già noto alle forze dell’ordine, è stato accoltellato la notte scorsa, verso le 23.30, allo stadio comunale di Acerra, nel napoletano, mentre stava assistendo a un saggio di danza. Un uomo gli si sarebbe avvicinato e lo avrebbe colpito al petto. L’aggressore poi si sarebbe dato alla fuga facendo perdere le tracce. Il cadavere è stato portato al Secondo Policlinico di Napoli dove sarà eseguita l’autopsia.

Prima accoltella il convivente, poi tenta il suicidio: fermata

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La 41enne Maria Carmela Panariello, di Torre del Greco, nel Napoletano, durante una lite avvenuta nell’abitazione della coppia in via Calastro, davanti ai figli adolescenti, ha ucciso il convivente, il 57enne Tommaso Egger pugnalandolo al petto con un grosso coltello da cucina. Il fatto è avvenuto poco prima delle quattro. Questo è quanto risulta dai primi accertamenti e dalla prima ricostruzione dei fatti da parte degli investigatori del Commissariato di Torre del Greco, diretto da Paolo Esposito. La donna, che si trova ora in stato di fermo, ha quindi aperto il gas tentando di dar fuoco alla casa per poi salire al sesto piano dell’edificio, situato nella zona a ridosso dell’area portuale, e ha tentato di lanciarsi nel vuoto, ma e’ stata bloccata. Le fiamme hanno danneggiato la cucina dell’abitazione e hanno interessato anche alcune parti del palazzo, prima di essere spente dai vigili del fuoco.

Schianto fatale dopo una serata fuori: morti due ventenni

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E’ costato la vita a due ventenni un incidente stradale avvenuto poco dopo le 5.30 di questa mattina, a seguito di una nottata in giro per locali. Nello schianto, avvenuto in una strada interpoderale di campagna tra Acerra e Caivano, è rimasto ferito anche il terzo passeggero, un 17enne. Per cause da accertare, l’auto, che i genitori dei ragazzi non sapevano fosse stata presa, ha perso il controllo finendo in un canale di scarico. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia. Indagini della Polizia stradale. Ricoverato in ospedale ma fuori pericolo l’unico superstite, proveniente dalla provincia di Avellino così come i suoi amici, che ha fornito alcuni dettagli alla polizia stradale. I tre giovani avevano trascorso la serata in giro. Anche se la dinamica esatta è ancora in fase di accertamento, sembra che il conducente dell’auto, lungo la strada dissestata, abbia perso il controllo dopo essere andato a finire in una cunetta. Subito dopo avrebbe sbattuto contro un albero e l’auto si sarebbe catapultata nel canale di scarico. Non si sa se abbia o meno potuto incidere la velocità o se il conducente dell’auto abbia assunto o meno alcol o droghe: aspetto, quest’ultimo, che potrà essere accertato solo con l’autopsia.

Litiga con i genitori e s’impicca… tragedia nel napoletano

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Una tragedia che non ha un perché e che ha gettato nella disperazione la comunità di Roccarainola, nel napoletano. Un ragazzo di tredici anni si è impiccato ieri sera a un albero. Il corpo e’ stato trovato intorno alla mezzanotte dai carabinieri in Via Cirillo. Sia i rilievi dei militari dell’Arma sia le prime valutazioni del medico legale escludono qualsiasi altra causa della morte eccetto il suicidio. L’albero cui si e’ impiccato era poco distante dalla sua casa. Ancora non chiaro il motivo del gesto.
Il corpo del ragazzo è stato trovato dal papà che era uscito per cercarlo. Secondo gli accertamenti dei carabinieri, l’adolescente si era allontanato da casa, ieri sera, dopo un litigio con i genitori che, comunque, a parere degli investigatori, non sarebbe la causa all’origine del gesto. Il ragazzo, secondo quanto accertato fino ad ora, non ha lasciato alcun biglietto.

Troppo tragica la vita per due fratelli di Napoli… s’impiccano!

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Tragedia familiare nel napoletano. Due fratelli, Giuseppe e Salvatore P., rispettivamente di 31 e 26 anni si sono tolti la vita impiccandosi con una corda mentre si trovavano nella loro abitazione a Villaricca, nel napoletano. I due ragazzi hanno lasciato un biglietto, dove hanno spiegato i motivi del loro gesto: «Non ce la facciamo più a vivere».

NON FARTI PRENDERE LA MANO!

Manifesti shock contro i fuochi d’artificio illegali!

SPERIAMO CHE ANCHE GLI IRRIDUCIBILI CI RIFLETTINO!

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Camorra: mariti in prigione, mogli al potere

 

Blitz dei carabinieri nel napoletano, arrestate 48 persone ritenute affiliate a clan camorristici.

Precipita imprenditore dal tetto a Nola

Nola, 2 NOV – L’imprenditore, Giovanni Palladoro, 64 anni, e’ morto a Nola. Era salito sul tetto della sua azienda, forse per controllare i danni del maltempo; la struttura non ha retto al suo peso e lui e’ precipitato giu’.
Al momento dell’incidente era da solo; la sua azienda, che produce banconi frigorifero, era oggi chiusa. Sul posto si sono recati i carabinieri di Nola

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