Addio a Joan Fontaine, la star premio Oscar di Hitchcock

joan-fontaine-tuttacronacaE’ morta all’età di 96 anni la star di Hollywood degli anni 40 Joan Fontaine. L’attrice Oscar nel 1942 per il film “Il sospetto” di Alfred Hitchcock si è spenta per cause naturali nella sua casa di Carmel, in California.

Nata il 22 ottobre 1917 a Tokyo, cittadina britannica naturalizzata americana nel 1943, era la sorella minore di Olivia de Havilland, con cui visse una grande rivalità artistica. Dopo un’infanzia segnata da problemi di salute e dalla separazione dei genitori, si trasferì negli Stati Uniti con la madre, della quale adottò il cognome d’arte, e la sorella Olivia. Il suo debutto sul grande schermo risale al 1935 e nel 1941 fu voluta da Alfred Hitchcock accanto a Laurence Olivier per il suo film d’esordio americano, ‘Rebecca, la prima moglie’ che le valse la prima nomination all’Oscar.

Molti furono i grandi registi con i quali lavorò, tra questi: Billy Wilder (“Il valzer dell’imperatore”), Fritz Lang (“L’alibi era perfetto”), George Cukor (“Donne”) e Nicholas Ray (“La seduttrice”). Sposata quattro volte, ha avuto due figlie. Il suo nome è iscritto nella Hollywood Walk of Fame di Los Angeles. L’Oscar vinto per “Il sospetto”, film nel quale recitava accanto a Cary Grant, la rese l’unico interprete di un’opera del regista inglese, donna o uomo, a ottenere l’ambita statuetta. Nello stesso anno, riuscì a battere la sorella, a sua volta candidata con “La porta d’oro” di Mitchell Leisen. Olivia De Havilland si sarebbe poi rifatta nel 1946, imponendosi con “A ciascuno il suo destino”, sempre per la regia di Leisen, e doppiando il successo tre anni dopo con “L’ereditiera” di William Wyler.

Una terza candidatura per la Fontaine risale al 1943, per “Il fiore che non colsi” diretto da Edmund Goulding. Dai suoi quattro matrimoni, si sono sempre conclusi con un divorzio, Fontaine ebbe una figlia, Deborah Leslie, e nel 1952 ne adottò una seconda, Martina, di origini peruviane, che però se ne andò di casa già nel 1963. Una delle vicende più dolorose per l’artista, come lei stessa raccontò nell’autobiografia data alle stampe nel 1978: “No Bed of Roses”, nessun letto di rose per lei.

Musical mortale: esplosione durante le prove di 1789 Les Amants de la Bastille

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Terrore sul palco. Al Palasport di Parigi venerdì sera, durante le prove del musical più popolare del momento «1789 Les Amants de la Bastille», c’è stata un’esplosione accidentale di un congegno pirotecnico usato durante lo spettacolo. L’esplosione è costata la vita a una persona e ne ha ferite 14, di cui 4 versano in condizioni gravi. Il pubblico non era ancora entrato e a rimanere feriti sono stati quasi tutti i tecnici che lavoravano all’allestimento dello spettacolo. Lo scoppio è stato talmente devastante da far  crollare un tramezzo e una parte del soffitto.

Come racconta Il Messaggero:

L’inchiesta della scientifica dovrà stabilire le cause dell’esplosione, mentre ancora in serata gli artificieri accorsi sul posto con una decina di veicoli dei pompieri stanno mettendo in sicurezza gli altri congegni simili a quello esploso. Cinque persone ferite, in modo particolarmente grave, sono state evacuate e ricoverate in ospedale, un’altra decina lamenta danni più leggeri, soprattutto ai timpani investiti dal boato. «I muri hanno tremato» ha detto un testimone, confermando che nessuno degli spettatori era ancora entrato in platea. Ingente lo spiegamento di uomini (oltre un centinaio di pompieri) e mezzi, con il blocco della circolazione sui boulevard attorno al Palasport e all’area circostante, interamente transennata. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, si è recato immediatamente sul posto e per una mezz’ora è rimasto accanto al comandante dei pompieri che dirigeva le operazioni.

Un «messaggio di solidarietà» è arrivato dal ministro della Cultura, Aurelie Filippetti, a uno dei produttori dello show. «1789 Gli amanti della Bastiglia» è una commedia musicale prodotta da Dove Attia e Albert Cohen, ormai specialisti nel genere dopo i successi di «Re Sole» e «I dieci comandamenti». Il musical è andato in scena per la prima volta a Parigi nel 2012, poi ha percorso la Francia in una lunga tournèe. I protagonisti sono notissimi ai francesi: Caroline Rose, vincitrice della prima edizione del reality musicale tv «The Voice» e il comico Willy Rovelli. Alcune decine di spettatori che si erano già messi in fila per entrare, hanno fatto dietrofront e sono tornati a casa. Almeno per stasera, spettacolo cancellato.

Il ritorno di Sting: da venerdì in radio il nuovo singolo, And yet

sting-thelastship-tuttacronacaCompirà 62 anni a ottobre, ma ha quel carisma da rockstar che non invecchia mai. E’ Sting, al secolo Gordon Sumner, con il suo bottino di 16 Grammy e cento milioni di dischi venduti in 25 anni di carriera. Fino al 2003. In quell’anno uscì l’album Sacred Love. Poi, il silenzio. Eccezion fatta per la riunione dei Police nel 2007 e qualche raccolta. Ma ora le note riprendono il sopravvento: il 24 settembre uscirà il concept album The last ship, anticipato dal singolo And yet, da venerdì in radio, che è anche un musical che debutterà a Broadway l’anno prossimo. Si tratta di una quarantina di canzoni, a cui l’artista sta ancora lavorando, che ci riportano nella periferia di Newcastle, a Wallsend, dove l’allora Gordon ha trascorso la sua infanzia e da dove è partito a 16 anni per fare musica. Qui il cantiere Swan Hunters ha chiuso negli anni ’80, proprio quel luogo che dava da lavorare a tutti. L’industria del settore è crollata ma The last ship racconta di chi non si arrende e vuole compiere un’ultima impresa: riaprire la fabbrica per costruire l’ultima nave. Ha spiegato Sting al Gazzettino: “La nave è una splendida allegoria. Rappresenta speranza, ma anche morte. La uso come un simbolo per parlare di ciò che mi sta a cuore: l’esilio, i rapporti familiari, l’importanza della comunità e del lavoro, l’alienazione e la redenzione. Mi è venuta l’idea quando ho letto la storia di un gruppo di operai polacchi che avevano occupato il loro cantiere. E allora sono andato indietro con la memoria. Ho lasciato parlare i miei personaggi, ho dato spazio non al mio punto di vista, ma a quello degli altri. Così il tappo è saltato e le canzoni sono uscite. Come se fossero state intrappolate dentro di me”. Sono i suoi ricordi quelli che ha messo in musica, con un protagonista che ricorda suo padre: “Con lui era una lotta continua. Voleva che restassi lì ma io vedevo il destino da un’altra parte. Così me ne sono andato. Lui non capiva, diceva che ero pazzo. Forse aveva ragione”. Del resto, è lo stesso artista a spiegare di non aver ancora fatto pace con il suo passato, perchè “Quando sei giovane vorresti scappare da tutto. E quando sei adulto cerchi di tornare indietro e capire il perché. È quello che sto facendo. Sto esplorando la mia infanzia. Lavorare a questo disco è stato come entrare in terapia”. Ma questo racconto, pur essendo ambientato nel passato, è quanto mai attuale, con disoccupazione e fabbriche che chiudono: “In una società giusta dovrebbe esserci un equilibrio, invece oggi si dà la priorità all’economia, al profitto, e la comunità soffre. Per questo c’è la crisi. Nell’album affronto proprio questo tema”. Ma per questo “ritorno a casa”, Sting ha anche rinunciato al rock, non solo perchè non lo reputa adatto a un musical ma anche perchè “volevo riflettere le tradizioni melodiche della mia terra. Per questo ho ingaggiato alcuni musicisti locali. E ho anche cantato con l’accento geordie, dell’Inghilterra del nord”.

Travolta e Newton-John dopo 35 anni ancora insieme per beneficenza!

John Travolta e Olivia Newton-John hanno inciso un album dal titolo “This Christmas” i cui proventi sono destinati alle fondazioni Jeff Travolta Foundation e all’Olivia Newton-John Cancer and Wellness Centre di Melboune. Dopo 35 anni da Grease, il duo torna alla ribalta proprio grazie a questa iniziativa benefica. Insieme a loro hanno partecipato alla realizzazione del cd grandi nomi del calibro di  Barbra Streisand, Tony Bennett e James Taylor.

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