Quando la street art… si tinge d’amore!

alex-senna-tuttacronacaParla d’amore, amicizia ed emozioni la street art del brasiliano Alex Senna, che porta i suoi cuori in giro per i muri del mondo. Coppie che si baciano, abbracciano, tengono per mano, momenti tra amici o di relax. Questi sono i temi preferiti dell’artista che ha realizzato nuove e romantiche illustrazioni a Miami in occasione dell’Art Basel 2013.

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Imbrattata Milano con scritte offensive contro Manganelli!

manganelli-scritte-milano

Una serie di scritte offensive che inneggiano alla morte del Capo della Polizia, Antonio Manganelli, sono state trovate tra la scorsa notte e stamani, a Milano. Lo ha comunicato la Questura. In via Pomposa una frase vergata con una A cerchiata riportava la frase «+ Manganelli morti! + sbirri morti»; un altro imbrattamento riportava la frase «Manganelli, uno di meno». Altre scritte invece non sarebbero direttamente collegate alla morte dell’alto dirigente ma a una recente manifestazione.

L’arte della follia negli scatti di un atleta!

luca tesconi - tuttacronaca-mostra-manicomi

Luca Tesconi non è solo il primo italiano che ha conquistato una medaglia alle Olimpiadi di Londra (argento nel tiro a segno, gara di pistola 10 m. aria compressa), ma anche un artista a 360 gradi dedito in particolare alla fotografia. Sabato si inaugura nella sua Pietrasanta la prima mostra personale, ospitata dal 9 al 31 marzo a Palazzo Panichi, in collaborazione con la Gestalt Gallery. Si chiama ‘Non Luogo’ e affronta un argomento decisamente forte: è quello che Tesconi definisce “un viaggio negli stati della mente” perché tratta di pazzia, demenza, di quelli che una volta venivano chiamati manicomi e sono stati chiusi dalle legge 180, la ‘Basaglia’ che ha affidato la cura dei malati psichiatrici alle strutture territoriali. Tesconi è andato in giro a fotografare sei di queste strutture ormai dismesse, “che in certi casi la natura si sta già riprendendo”, in Toscana, Lazio, Emilia e Lombardia, ripercorrendo la solitudine “di un mondo scomparso che però ancora c’é”.

TIRO: TESCONI SPARA CON IL FLASH, ECCO DOLORE EX MANICOMI

All’interno di questi che lui chiama “non luoghi della mente, e da qui il nome della mostra”, ha girato per ore, anche al buio, trovando, e immortalando con la macchina fotografica, “tracce di solitudine, del male di vivere e di disperazione, espresse attraverso scritte, disegni, schizzi di sangue e graffi sui muri. Le pareti di certe stanze raccontano storie terrificanti”. Voleva farlo da tempo, “perché ho sempre sognato di esplorare questi luoghi: fin da bambino sono rimasto colpito dai racconti di mio padre, rappresentante di psico-farmaci del manicomio di Maggiano.

TIRO: TESCONI SPARA CON IL FLASH, ECCO DOLORE EX MANICOMI

Il prossimo lavoro di Tesconi? “Voglio raccontare la storia di uno scultore delle mie parti fatto rinchiudere dal padre benché sano, dopo un violento litigio perché il vecchio, anche lui scultore, era dedito all’arte sacra e il figlio a uno stile futurista o ‘alla Modigliani’. Voglio raccontare di “Palla” perchè lui da una di queste strutture non è più uscito: il mio prossimo lavoro sarà dedicato proprio a lui, che passava il tempo a scrivere e a disegnare momenti di vita e scene degli altri ricoverati”.

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Vivere in una bolla!

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Ha soli 35 anni, non è ancora finito ma già è stato dichiarato monumento storico. Stiamo parlando della “bubble house”, un’abitazione a Tourrettes-sur-Loup, francia. Progettata negli anni ’70 dall’architetto ungherese Antti Lovag per lo stilista Pierre Cardin, la “bubble” è sicuramente una casa fuori dal comune, dal design futuristico che ricorda quasi una navicella spaziale. Con soffitti convessi, che si snodano in un percorso di curve che si rincorrono fra loro, la particolarità di questa abitazione è senza dubbio anche dovuto alla posizione geografica in cui si trova: Costa Azzurra. Le finestre quindi possono fornire una splendida vista sul Mediterraneo.

 

L’orto metropolitano!

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Gli architetti Andrea Dalmasso e Juliana Macarena Gonzalez Ricaurte si aggiudicano il primo posto ex-aequo al concorso Hortocontest, lanciato da Lanificio Factory per la progettazione di un orto metropolitano sulla terrazza della sua sede di Via di Pietralata 159 A a Roma. La terrazza è dunque quella del Lanificio 159, cittadella dell’arte e dell’architettura, situata nel complesso post industriale del Lanificio Luciani, una ex fabbrica di lana immersa nella riserva naturale dell’Aniene.

Il concept nasce dall’idea di osservare la natura con un duplice obiettivo: trarne insegnamenti e contemplarne i mutamenti stagionali, godendo della sua bellezza. Dalla scansione dei ritmi della natura si comprende infatti come poter gestire un orto e dalla trasformazione del verde, ad opera dei cicli stagionali, si può osservare come muta lo spazio al cambiare dei colori.

La terrazza viene così concepita come un “orto in cornice” e la duplice valenza dell’osservare si sdoppia in due diversi modi di vivere l’orto. L’orto occupa infatti solo una parte della terrazza e il suo spazio è delimitato da un muro verde che lo divide dalla restante copertura; si può essere dunque dentro e fuori dall’orto. Dall’interno lo si vive coltivandolo, dall’esterno lo si osserva attraverso delle cornici praticate nel divisorio verde. Si crea così una vera e propria galleria d’arte, dove le opere esposte diventano i colori dell’orto che cambiano a seconda della stagione.

muri verdi sono composti da telai metallici e cavetti in acciaio che permettono la rapida crescita di piante rampicanti mimetizzando il progetto con il contesto circostante. All’interno dell’orto pallet e cassoni in legno sono impilati raggiungendo diverse altezze, in questo modo oltre a riproporre i terrazzamenti tipici delle zone collinari, vengono create superfici adatte ad usi differenziati a seconda della quota raggiunta. Su di esse si può sostare, sedersi e coltivare.

Al centro dell’area di intervento è posizionato un padiglione, una struttura ecologica e dinamica, interamente costruita in legno. Tre facce sono rivestite completamente in pallet mentre dieci moduli rivestiti in policarbonato, sono posizionati sui due lati che si aprono completamente all’orto. Come porte scorrevoli possono impacchettarsi al lato della struttura e aprire o chiudere completamente il padiglione. Una struttura flessibile, che può cambiare a seconda delle diverse esigenze dell’orto e dei suoi eventi.

L’intervento prevede la suddivisione dello spazio in 3 settori, tesa ad organizzare la rotazione dei coltivi; si prevede infatti di variare la coltivazione delle specie per cicli produttivi. Dietro il padiglione trova invece posto il settore delle erbe aromatiche, caratterizzate da bassi consumi di sostanze nutritive e quindi ripiantabili nella stessa zona. I vasi si immaginano diversificati a seconda del settore a cui appartengono con dei semplici numeri applicati tramite stencil; lo scopo è evitare di confondere il settore e quindi rovinare il processo di rotazione.

 

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