Il leone… volante!

FlyingLion-tuttacronacaCi manca poco che muoia di paura questo giovane leone che, ignaro del pericolo che stava per correre, ha attaccato un bufalo. Ma subito un secondo è corso in soccorso della vittima, attaccando il “leone volante”, com’è stato intitolato un viodeo che, pubblicato il 13 dicembre in Youtube, ha già ricevuto 25 milioni di visite. La scena è stata ripresa in Sudafrica, da dei turisti che si stavano godendo un safari nel Parco Nazionale Kruger, nella riserva Mjejane.

Buddy Lego: i Bros catapultati nel mondo dei mattoncini

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Creatività, tecnica e tanta pazienza, questa la base per realizzare il remake dei Blues Brothers attraverso i mattoncini. Il buddy Lego, vero e proprio atto d’amore nei confronti di un film cult degli anni ’70, non è l’unico, ma sicuramente il più memorabile visto che la scena è di quelle davvero mitiche: l’inseguimento dei Blues Brothers all’interno del centro commerciale.

Questo il video che catapulta Jake ed Elwood nel mondo Lego:

Questa la scena originale del film:

 

Il Tff e “l’ironia come lo strumento più adeguato per leggere la realtà”

paolo-virzì-tff-tuttacronacaSi è conclusa ieri sera, con il film fuori concorso “Grand Piano” dello spagnolo Eugenio Mira, la 31ma edizione del Torino Film Festival, la prima diretta da Paolo Virzì, erede della gestione di Gianni Amelio e Nanni Moretti. A vincere il Concorso Internazionale Lungometraggi come miglior film è stato “Club Sándwich” di Fernando Eimbcke (Messico, 2013) premiato dalla giuria composta da Guillermo Arriaga, Stephen Amidon, Aida Begic, Francesca Marciano e Jorge Perugorría. Il verdetto conclusivo ha soddisfatto il neo direttore, entusiasta di questa esperienza, che si è goduto una selezione lontana dalle cupezze dei cinefili. Tanto che a vincere è stata proprio una commedia mentre il Gran Premio della Giuria se lo sono aggiudicate le disavventure sentimentali dei francesi di “2 automnes 3 hivers” e il premio del pubblico “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.

Al Tff vince la commedia e “non per fare gli scemi”, spiega Virzì, né per reagire in modo facilone a un momento storico particolarmente buio: “A volte l’ironia è lo strumento più adeguato per leggere la realtà, anche quella drammatica”, perchè “È tipico dei subalterni, del proletariato, e di noi gente dello spettacolo, che poi siamo degli straccioni, reagire alla tragedia con una risata, col sarcasmo, magari con dei versi irriverenti”. Riguardo alla selezione, in una lunga intervista rilasciata a La Stampa, il regista spiega: “Non è stata una decisione programmatica, ma evidentemente ci guida un gusto, che non è solo mio. Quello di apprezzare chi, nell’arte del racconto, sa mettere l’elemento ironico e tenerlo insieme a quello drammatico”. Per quel che concerne invece la presentazione dei film, con il tappeto rosso sostituito dalla banda e dai protagonisti del mondo del circo, è stato a sua volta un voler riflettere questa volontà: “il clima festoso non vuole negare la drammaticità del momento, ma serve ad augurarsi la possibilità di una riscossa”. In questi giorni lei è stato bersaglio di fotografi, calamita di proteste, fulcro di polemiche, manco fosse un possibile alter ego del sindaco Fassino. Come è andata? “Dopo otto giorni di programmazione, abbiamo registrato un più 34% di incassi, pari a 254mila euro contro i 189mila della passata edizione che pure era in crescita. Sull’anno prossimo non c’è ancora certezza, ho bisogno della classica pausa di riflessione”. Oltre alle soddisfazioni, l’esperienza appena conclusa gli ha regalato molto altro: “Sicuramente la possibilità di mettere il naso in anteprima in tante opere che non avrei avuto modo di conoscere. Regista e direttore di festival sono due professioni diverse, in comune hanno il fatto che bisogna tenere insieme una squadra. Ho cercato di comportarmi come quando sono sul set, con tutti i collaboratori, ma anche con gli attori e i registi ospiti che ho trattato ogni volta come se fossero il cast di un mio film”. Il Tff offre una vetrina sul cinema di domani. Che cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi autori?  “Ho riscontrato diverse tendenze comuni. Si accentua per tutti quella di marcare l’identità delle narrazioni, come se il cinema contemporaneo avvertisse la necessità fisiologica di reagire alla globalizzazione in questo modo. Poi, sempre più spesso, nei cast si mescolano attori e non attori, come per accentuare la ricerca della verità. Crollano anche, sempre di più, i confini tra finzione e cinema del reale e sono superate le barriere tra i generi”. Comunque la vittoria di una commedia è un evento raro nelle rassegne cinematografiche.  “È vero, nell’elenco dei premi di quest’anno, non c’è il ‘tipico film da festival’ che di solito guadagna il riconoscimento più importante. E comunque sì, non c’è dubbio sul fatto che le principali rassegne tendano a non selezionare commedie, forse anche perchè le strategie per lanciarle non puntano su questo tipo di appuntamenti”. Virzì, nell’occasione, ha parlato anche della funzione del Tff: “Tradizionalmente il Tff serviva a esplorare il futuro del cinema. Negli ultimi anni ha ampliato i suoi orizzonti, con una proposta a 360°, che dia modo al pubblico di avvicinarsi a un ventaglio di stili e di generi il più variegato possibile. Il Tff serve a mettere in moto, sia negli spettatori che negli autori in cartellone, idee, energie. È come una biblioteca che si arricchisce di volumi”. Una polemica che ancora non si è spenta, tuttavia, è quella della guerra delle date: già l’anno scorso Muller, nuovo direttore del Festival Internazionale del Film di Roma aveva posticipato la rassegna Capitolina e ora Roma minaccia lo spostamento in avanti a tutto danno del Tff. Lei che ne pensa?  “Ci sono riflessioni e anche idee, ma da adesso ho in programma qualche giornata di stacco, e sarebbe improprio parlare della prossima edizione. Per me questo è un anno straordinario, c’è stata la mia terza paternità, c’è stato un film complesso come Il capitale umano, che uscirà il 9 gennaio… ora prenderei un po’ di pausa”.

Torino Film Festival al via: quest’anno anche la Rai se n’è accorta!

torino-film-festival-2013-tuttacronacaSi parte oggi, alle 16, con “Le démantèlement” di Sébastien Pilote. Alle 17, Astrid Whettnall e Lionel Jadot presenteranno la pellicola belga”Au nom du fils”. Apre così il Torino Film Festival, il festival che ha pochi mezzi ma ogni anno ottiene grandi risultati e che per questa edizione è riuscito anche ad aggiudicarsi uno spot firmato Rai. Il merito, come spiega La Stampa, va dato a quella letterina che qualche giorno fa l’assessore alla Cultura Michele Coppola ha inviato al direttore generale della Rai Luigi Gubitosi: “Così com’è stata al fianco del Festival del Cinema di Roma sia anche vicina a Torino”. Ufficiamennte, il festival diretto da Paolo Virzì  partirà stasera con la grande festa del Lingotto. La Rai, che segue altri eventi simili in Italia ma non si era mai avvicinata a questa realtà torinese che pure rappresenta un ottimo trampolino di lancio per i giovani, promette anche “un’attenzione e una copertura costanti” per tutta la sua durata. Il primo a rallegrarsene, prorpio l’assessore Coppola: “E’ la bella risposta che ci aspettavamo. Una dimostrazione di attenzione oltre al riconoscimento del Tff come festival italiano del cinema. Il successo del cinema piemontese a Roma con i premi di Film Commission e la partnership con Rai sono la miglior premessa per la nostra rassegna”. Ovviamente va dato merito anche a Virzì, messosi in moto con i vertici Rai. Commento più che soddisfatto anche da parte di Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema: “Dopo 30 anni è una soddisfazione scoprire che è diventato ‘inevitabile’ dare una giusta vetrina nazionale a un grande evento come il Torino Film Festival che cresce per importanza ad ogni edizione”.

La ragazza con l’orecchino di perla a Bologna: le mostre “monoquadro”

ragazza-con-orecchino-di-perla-tuttacronacaLa ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer verrà esposta a Bologna a partire dall’8 febbraio 2014 e già sono previsti migliaia di visitatori. Il dubbio che sorge è che si tratti, per molte persone, del richiamo di un’opera famosa molto più che una vera e propria cultura artistica. Fenomeno che accomuna l’arte mondiale ma che forse è più duro da digerire in un Paese che dell’Arte è stato culla e che pure ha eliminato dalle scuole l’insegnamento della Storia dell’Arte. Un evento quindi, come spiega La Repubblica:

A volte di opera ne basta una sola ed è un evento. Il San Giovanni Battista di Leonardo, a fine 2009, partì dal Louvre per arrivare a Milano. In un mese appena, il risultato furono 182mila visitatori. L’anno dopo, la Velata di Raffaello lasciò il fiorentino Palazzo Pitti per un tour americano on the road: Portland, Reno, Milwaukee. Come tappe del concerto di una stella pop. Nel 2011 il Narciso, che una parte della critica non attribuisce più a Caravaggio, si divise con mostre flash tra Montenegro (20mila biglietti in 13 giorni) e Cuba, dove ad aspettarlo erano in 60mila. In questo momento a Gerusalemme la star è l’Annunciazione di Botticelli, arrivata dagli Uffizi su un cargo. E c’è ancora chi raccoglie firme per “rimpatriare” per poco la Gioconda, sognando il grande happening. Il Vermeer di New York, che dall’8 febbraio 2014 sarà esposto a Bologna (a Palazzo Fava), è solo l’ultimo caso dell’opera d’arte nell’epoca della sua riduzione a feticcio.

E’ il critico d’arte Achille Bonito Oliva a spiegare: “Il pubblico ha bisogno di icone da cui partire. La ragazza con l’orecchino di perla è un’opera “interattiva”, una “acchiappasguardi” per visitatori che non necessitano di autorizzazione culturale. Vederla per loro è un atto liberatorio. Questo Vermeer sintetizza tutto il senso della luce dell’arte fiamminga, restituisce una visione tersa del mondo che il contemporaneo ha scompaginato e messo in crisi. Serve a sedare il nostro caos, ripristina un ordine visivo e psicologico. Facendo la fila per visitarla, si esprime il desiderio di trovare un rifugio mentre si vive in un’epoca opaca, controluce, ambigua”. Si cerca quindi un porto sicuro in un’epoca caratterizzata dall’incertezza, ma l’arte non dovrebbe essere solo questo, come precisa Gabriella Belli, direttore dei Musei Civici Veneziani che quest’anno ha portato a Palazzo Ducale l’Olympia di Manet per una mostra dedicata al pittore francese e al suo rapporto con l’arte italiana: “Le mostre devono essere occasioni di esperienza emozionale sì, ma anche di crescita culturale”. Riguardo all’Olympia: “In quel caso, l’opera ha trovato nuova vita perché innestata in una storia mai raccontata prima: era esposta per la prima volta con il suo modello di riferimento, la Venere di Urbino di Tiziano. Estrapolare un dipinto per “iconizzarlo” a me non interessa. Cristallizzarlo significa farlo morire, adorando il feticcio. Può essere divertente per qualcuno, ma il rischio è confinare l’arte in un’urna tombale. Un rischio, per altro, che in Italia si corre troppo spesso. Questo stile di mostra ha rovinato la storiografia e la museografia italiana”. E anche Tomaso Montanari, professore alla Federico II di Napoli, tiene a sottolineare come possa essere nocivo il creare dei feticci: “Dovremmo educare i cittadini a una dimensione contestuale e ambientale dell’opera d’arte. Ogni opera nasce da una relazione. Qui, invece, si distrugge il contesto e si tirano fuori i feticci. Che poi sono sempre quelli: un canone di 12 nomi con cui mettere in scena lo spettacolo. Così la missione dello storico dell’arte viene tradita. Per organizzare questo tipo di mostre-show basta una buona ditta di traslochi”.

Incidente mortale in pista: perde la vita Sean Edwards

Sean-Edwards-tuttacronacaEra al comando del campionato Porsche Supercup il pilota britannico Sean Edwards, che ha trovato la morte oggi in un incidente in Australia. Il 26enne si è schiantato contro le barriere protettive del Queensland Raceway di Willowbank mentre si trovava a bordo di una Porsche in qualità di istruttore. Il pilota era il figlio del settantenne Guy Edwards, il pilota che salvò Niki Lauda estraendolo dalla sua Ferrari in fiamme al Nürburgring nel 1976: Sean ha interpretato il padre nella pellicola Rush, per volere del regista Ron Howard.

L’impatto in cui è rimasto coinvolto oggi è stato violentissimo, con l’auto che ha preso fuoco prima che i soccorritori potessero intervenire per estrarre il corpo di Edwards. Nell’incidente di martedì mattina è rimasto gravemente ferito il conducente, un ventenne di Brisbane, estratto dalle macerie e trasportato d’urgenza in ospedale.

Sbirciando oltre lo schermo: sul set de Il Padrino

ilpadrino-set-tuttacronacaE’ il fotografo Steve Shapiro il privilegiato che ha avuto la fortuna d’introdursi sul set del film Il padrino di Francis Ford Coppola e immortalare alcuni momenti delle riprese, permettendoci così di sbirciare oltre quello che si vede al cinema. Shapiro ha colto l’opportunità per ritrarre tanto momenti che sono vere e proprie icone della cinematografia che squarci di “vita reale” del cast, come una sessione di trucco di Marlon Brando o lo stesso che ringrazia i presenti che lo applaudono al termine di una scena. Vi presentiamo 10 delle immagini che il fotografo ha raccolto nel volume edito da Taschen The Godfather Family Album, e pubblicate dall’HuffPost Arts.

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A Treviso aperta la caccia alla volpe: ce ne sono troppe

volpe-treviso-tuttacronacaLa Provincia di Treviso ha deciso di riavviare un programma triennale per tenere sotto controllo il numero delle volpi che si aggirano in quelle zone, creando danni nei campi e compiendo, sporadicamente, stragi di galline. Il piano prevede di abbattere gli animali che, con i loro circa 4mila esemplari, sono troppi, nonostante non siano inseriti nella lista delle specie protette. La normale stagione di caccia non sarebbe infatti sufficiente per tenere sotto controllo il numero della popolazioni delle volpi. Il progetto è di uccidere 350 esemplari all’anno all’interno delle zone di ripopolamento e cattura, dove maggiore è la concentrazione, anche se in caso di necessità si potrà uscire dai confini pur non superando il raggio di mezzo chilometro. Gli animali potranno essere uccisi sparando direttamente nella loro tana con l’aiuto di cani appositamente addestrati. Arriverà una qualche Mary Poppins a salvarle?

Scarlett Johansson cade… nella rete! I mille volti di uno scivolone

scarlett-johansson-caduta-tuttacronacaAnche Scarlett Johansson è finita nel mirino degli utenti del web. Tutto è partito da una caduta dell’attrice sul set di Under the Skin, il film in uscita in questi giorni che la vede nelle vesti di un’aliena la cui arma è la capacità di seduzione. L’immagine, che ha fatto il giro della rete, ha scatenato la fantasia degli utenti che si sono sbizzarriti in divertenti montaggi. Eccone una carrellata:

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“Se avessi fatto, se non avessi fatto, …

rimpianto-tuttacronaca… andando avanti così avrà mille passati e nessun futuro!”

-Ricardo Morales- (Il segreto dei suoi occhi, 2009)

“Se c’è una cosa su cui Tom avrebbe potuto giurare …

500-days-of-summer-tuttacronaca… è che non si possono attribuire dei grandi significati cosmici a dei banali eventi terrestri. Coincidenze: era di questo che si trattava. Pure coincidenze, e nient’altro. Tom aveva finalmente imparato che i miracoli non avvengono, che non esiste il fato, e nulla è predestinato. Lo sapeva. Ormai ne era sicuro. Anzi…”

-Narratore- (500 giorni insieme, 2009)

“Sono un setaccia sassi, …

sassi-citazione-tuttacronaca… ho un setaccio di sassi setacciati ed uno di sassi non setacciati, perché sono un setaccia sassi.”

-Lionel Logue- (Il discorso del re, 2010)

Alla Mostra del Cinema di Venezia si parla d’integrazione

kyenge-venezia-integrazione-tuttacronacaE’ arrivata a Venezia in compagnia delle figlie il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge che all’ANSA ha detto: ”Il cinema, con il suo linguaggio capace così tanto di coinvolgere e toccare nel profondo, è fondamentale per l’integrazione e i cambiamenti culturali sui migranti”. Tra i suoi impegni al lido, dopo l’incontro con il Garante per l’infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora, un convegno su cinema, diversità e integrazione in occasione della presentazione del nuovo film di Ettore Pasculli ‘Italy amore mio’.

Ma il ministro ha incontrato anche Vladimir Luxuria: entrambe sono presenti per la campagna lanciata dall’Authority per l’Infanzia e l’Adolescenza contro razzismo e omofobia. Spiega la Kyenge: “Sento il dovere e la responsabilità di fare le cose giuste. Tutto il resto non conta. Con i nostri figli, dovviamo essere bravi a sostenere l’ingenuità dei bambini che non sanno che cosa sono le differenze”. Valdimir Luxuria, prima transgender eletta al Parlamento di uno Stato europeo, dice: “Nei confronti delle coppie omosessuali, c’è oggi lo stesso scetticismo che c’era nei confronti delle coppie miste. Omofobia e xenofobia vanno combattute con un solo cuore e un solo cervello”.

“Si alza il vento”: l’ultimo volo nel cinema di Hayao Miyazaki

hayao-miyazaki-ritiro-tuttacronacaHa ritirato il Leone D’Oro alla carriera nel 2005 il mastro giapponese dell’animazione Hayao Miyazi, che quest’anno concorre alla Mostra del Cinema di Venezia con Si alza il vento (Kaze Tachinu). Ma assieme alla sua opera arriva al lido anche una notizia, annunciata dal presidente dello studio Ghibli, Koji Hashino: si tratta del suo ultimo film. E per questo lavoro l’autore ha preso spunto da quello che l’ha sempre affascinato, l’idea del volo e degli aerei, a cui si uniscono le preoccupazioni per le ombre di un mondo belligerante. Il titolo deriva una un verso di Paul Valèry che recita: “Le vent se lève, il faut tenter de vivre” utilizzato in un suo racconto da Tatsuo Hori, scrittore, poeta e traduttore giapponese degli anni Cinquanta, che all’epoca si faceva carico del peso della Storia nipponica del dopoguerra.

Con la sua opera, Miyazaki ci racconta la storia di Jiro Horikoshi, ragazzo di campagna con un sogno: diventare un grande progettista aeronautico seguendo le imprese del suo mito italiano, l’ingegnere Giovanni Caproni. Il regista ha unito spirito e vita di due persone reali, Jiro Horikoshi e Tatsuo Hori, creando il suo film più intimo e soggettivo, immergendosi nello spirito di un mondo in bilico tra guerre e speranze più che limitarsi a ripercorrere la vita di uno dei grandi ingegneri dell’aeronautica moderna giapponese (inventore anche del caccia Mitsubishi chiamato Zero). Si alza il vento racconta della capacità di sognare e amare, in equilibrio tra la Storia dell’umanità e la vita di un uomo che rincorre il suo desiderio e lo vede prigioniero di un incubo. Jiro cresce in campagna ma sogna i cieli e l’amore per gli aerei lo porta a Tokyo, dove studia e si trova ad afforntare il terremoto e l’incendio del 1923. Dopo l’assunzione alla Mitsubishi inizia a girare in un mondo che è preda di opposti imperialismi che vogliono assumere il dominio dei cieli. E mentre il suo sogno continua a librarsi, conosce la magia dell’amore, che lo unisce a  Naoko, giovane artista affetta da tubercolosi che sarà la compagna dei suoi anni più creativi, immagine di leggerezza che si contrappone agli eventi (il terremoto, le guerre) che si frappongono tra Jiro e il suo sogno.

Il volo, i sogni, l’amore. L’avere uno scopo da raggiungere. Miyazaki ci ha raccontato tutto questo con le sue opere. E ci ha ricordato anche l’importanza del credere.

Oggi e per un solo giorno: torna in sala Akira!

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Torna al cinema solo per oggi, in occasione del suo 25° anniversario la pellicola Akira, il capolavoro anime di Tetsuo Otomo, uno tra i maggiori esponenti del fumetto nipponico. La storia è ambientata nella Tokyo del 2019, devastata dalla Terza Guerra Mondiale e in cui regna il caos: bande di motociclisti si fronteggiano, gruppi di terroristi e di ribelli mettono la città a ferro e fuoco, sette religiose proliferano in attesa della seconda venuta del leggendario Akira.  E’ in questo contesto che vive il giovane Kaneda, ragazzo altruista e leader rispettatissimo di un gruppo di motociclisti. Il merito del film è di aver rivoluzionato il cinema da un punto di vista sia linguistico che sociale, utilizzando la computer grafica già nel 1988, riprendendo temi, personaggi e generi tipici del post punk ambientando la storia in un futuro post atomico, come poco prima aveva fatto Blade Runner, con il quale ha diverse somiglianze da un punto di vista di immaginario scenografico. Akira, che la rivista Wired ha inserito tra i 20 migliori rappresentanti del genere, è un ottimo esempio di cartone animato adulto, un’ottimo spunto per tuffarsi nella storia dell’animazione giapponese. 

Uno sguardo a… la pasta con le zucchine

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La ricetta la trovi QUI!

Audrey Hepburn sul set di… Wait Until Dark di Terence Young

Audrey Hepburn sul set di… Charade di Stanley Donen

Audrey Hepburn sul set di… The Children’s Hour di William Wyler

Gente di Tolochenaz… Audrey Hepburn!

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Uno sguardo a Tolochenaz… la scultura!

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Uno sguardo a Tolochenaz… la casa!

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Uno sguardo a… TOLOCHENAZ, Svizzera!

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Godzilla… ciak, si gira!

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Aaron Taylor-Johnson e’ il protagonista di Godzilla, il nuovo film sul mostro creato da Toho Co, le cui riprese partono oggi a Vancouver. Il film e’ stato annunciato ufficialmente da Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures. Nel cast, oltre all’attore inglese tra i piu’ richiesti a Hollywood, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen e Juliette Binoche con David Strathairn e Bryan Cranston.

E’ in sala! Il Grande e Potente Oz

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E’ arrivato! Il nuovo film dell’autore della trilogia di Spider-Man, Sam Reimi, è nelle notre sale. Magia, illusioni, stregoneria e fantasia formano il tessuto di quella che è, secondo il suo regista, “la storia di un uomo mediocre ed egoista, che si trasforma in un grande mago altruista”. James Franco è il prestigiatore Oscar Diggs che per caso si ritrova a percorrere la Strada di Mattoni Gialli che conduce alla Città di Smeraldo diversi anni prima che la piccola Dorothy segua i suoi passi. Anche lui incontrerà personaggi straordinari, coadiuvanti ed oppositori, che lo condurranno attraverso l’avventura di diventare un uomo migliore. L’operazione è stata curata nel dettaglio e porta, grazie anche al 3D, lo spettatore ad immergersi in un luogo senza tempo. Il Grande e Potente Oz  è una storia che parla di altruismo, amore ed amicizia e riunisce alcuni tra i migliori attori di questi anni: oltre al candidato all’Oscar Franco, che interpreta colui che diventerà il famoso Mago di Oz, Mila Kunis, il premio Oscar Rachel Weisz, e la tre volte candidata all’Oscar Michelle Williams nel ruolo della strega buona Glinda.

Uno sguardo su… Beaufort Stew aka Frogmore Stew

La ricetta puoi trovarla QUIfrogmorestew

La White House sulla scena di… “Lincoln” di Steven Spielberg

La White House sulla scena di… “W.” di Oliver Stone

La White House sulla scena di… “Mars Attack” di Tim Burton!

Gente della White House… Michelle Obama!

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Un sguardo alla White House… Obama’s Family!

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Uno sguardo alla White House… una visione particolare!

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Uno sguardo alla… WHITE HOUSE!

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La scuola di Potter diventa un set di Lego!

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Un’esperta di LEGO ha impiegato più di 12 mesi per completare la sua ricostruzione della scuola di magia di Hogwarts completo di decorazioni e addirittura di interni. Prima di iniziare l’impresa Alice Finch si è documentata attentamente analizzando i particolari del castello riportati nei libri della  J. K. Rowling, ha effettuato diversi sopralluoghi a Oxford, ha visto decine di volte i film ed è andata a visitare gli studi di Harry Potter. Poi ha ordinato, facendoli arrivare da tutto il mondo 400mila pezzi di lego e si è messa all’opera. nel video si può vedere il risultato:

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Un sogno in disfacimento simbolo della crisi americana!

dirty dancing

“Dirty Dancing”, il film cult del 1987 che tutti conoscono, era ambientato in una località di vacanza dello Stato di New York, le Catskill Mountains, nel 1963. Un luogo simbolo delle vacanze a stelle e strisce che, negli ultimi tempi, ha conosciuto un completo declino: ecco le immagini dell’ultima struttura rimasta, il Catskill Resort, ormai in rovina.

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Politica horror? E’ solo un film! Ma sarà un film?

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In vista del rush finale, prima del voto che siamo chiamati a dare nel prossimo week end, ‘sinistri’ manifesti ‘se lo voti niente potra’ salvartì appaiono sul web, con le immagini ‘horror’ di tutti i candidati, Mario Monti, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Mario Monti e Beppe Grillo.

Faranno parte delle campagne elettorali che tutti i contendenti politici si apprestano a chiudere in questi giorni? Sarà l’ultimo tentativo per attirare l’attenzione? E’ l’ultima campagna provocatoria per il lancio di Sinister, il film di Scott Derrickson con Ethan Hawke e Vincent D’Onofrio che ha sbancato il botteghino Usa ad Halloween, totalizzando nel solo week-end più di 18 milioni di dollari d’incasso.

Già paragonato a The Ring considerato da molti il miglior horror della stagione 2012 con un box office pari a 48 milioni di dollari nei soli Stati Uniti, in Italia sarà distribuito da Koch Media dal 14 marzo

Si spengono le luci in sala a Berlino: consegnati gli Orsi d’Oro

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Si è conclusa la premiazione alla Berlinale, con non pochi colpi di scena, ad iniziare dall’Orso d’Oro al miglior film: Child’s pose del rumeno Calin Peter Netzer. David Gordon Green si è aggiudicato il Premio per la regia con il suo Prince avalanche mentre tra gli attori premiati Paulina Garcia (Gloria di Sebastian Lelio) e Nazif Mujic (Un episodio della vita di un cacciatore di Ferraglia di Danis Tanovic) che si è aggiudicato anche il Premio Gran Giuria. A Closed Curtain, dell’iraniano Jaraf Panahi, il Premio Miglior Sceneggiatura.

Uno sguardo a … LA CHEESECAKE DI NEW YORK!

La ricetta la trovi QUI!!!

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Amare è condividere con una persona ciò che non si ha voglia di condividere con nessun altro.
(Jacques Bénigne Bossuet)

Taylor & Burton sulla scena di… Boom! La scogliera dei desideri di J. Losey

boom! la scogliera dei desideri '68

Taylor & Burton sulla scena di… The V.I.P.s di Anthony Asquith

aka Hotel International. 

The V

Taylor & Burton sulla scena di… Cleopatra di J. L. Mankiewicz.

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Gente dell’Hotel Hilton di NY… Liz Taylor e Richard Burton!

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Uno sguardo all’Hotel Hilton di NY… Il piano!

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Uno sguardo all’Hotel Hilton di NY… Il ristorante!

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Uno sguardo all’… HOTEL HILTON, New York

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Tarantino ha “ucciso” circa 560 persone nei suoi film

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Esce “l’anagrafica” delle vittime nei film di Tarantino. Vanity Fair infatti ha pubblicato una grafica in grado di ricostruire chi è morto e come è morto in ciascun film… ma come la stessa rivista ammette “ci sono delle imprecisioni” in quanto è impossibile a volte ricostruire il numero esatto di persone uccise, come i ninja decapitati in Kill Bill 1. Quel che è certo è che ce ne è di tutti i gusti dall’incendio, alle armi da fuoco, fino alle ferite della katana o per il morso di un serpente. Buona visione a tutti!

Flashmob a Roma per Warm Bodies

La promozione dei film ora si fa a suon di flash mob e Youtube.

Prime immagini dell’evento che si è tenuto il 7 febbraio a Roma a Piazza del Popolo. La Lucky Red e Fazi Editori hanno sponsorizzato l’evento per spingere i giovani al botteghino. Risultato centrato Warm Bodies è primo!

Warm Bodies è primo al box office, ma incassi in calo!

warms bodies box office

Ancora in sala Les Miserables: la storia del 1862 riuscirà a soppiantare Looper?

Nello scorso week-end il film indipendente da “soli” 30 milioni di dollari aveva trionfato al botteghino contro la nuova opera del regista de Il discorso del Re, Tom Hooper. Il musical, candidato a 8 premi Oscar, annovera nel cast gli ottimi attori Hugh Jackman, Russel Crowe, Amanda Seyfried e Anne Hathaway.

Zombie forever! Amore 2.0: arrivano i morti viventi.

Da domani 380 copie nelle sale italiane.

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