Il video del toro che incorna… un motociclista!

Toro-motociclista-tuttacronacaDi incidenti stradali ne accadono quotidianamente anche troppi ma questo è decisamente particolare. E’ avvenuto a Suining, nel sud-ovest della Cina, dove un toro, appena fuggito da un macello, raggiunta la strada, ha assalito un motociclista scaraventandolo a terra scappando via subito dopo. Il motociclista, un po’ stordito, ha ripreso il suo viaggio dopo l’insolito frontale.

Trabocchetto in gara? Muore il campione Kurt Caselli

kurt-caselli-tuttacronacaCadendo ha riportato un forte trauma cranico, che si è rivelato mortale, il campione statunitense di enduro Kurt Caselli. Il pilota trentenne ha perso la vita in gara, mentre correva la Baja 1000, una storica competizione che ha luogo nella Penisola della Bassa California, in Messico. Caselli era considerato tra i piloti più talentuosi degli Stati Uniti e ora tra le le ipotesi che hanno portato alla sua morte c’è n’è una agghiacciante. Sembra infatti che questa gara sia famosa a causa del suo pubblico che trova divertente filmare incidenti provocati da trabocchetti messi volontariamente dai fan sul percorso.  E proprio uno di questi avrebbe causato il tragico incidente costato la vita al motociclista.

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Investito autista Atac che stava prestando soccorso a una donna

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Terrore nel cuore di Roma che si è trasformato in teatro di un tentato omicidio quando un autista dell’Atac in servizio sulla linea 119, alle 3 di notte, a Piazza Venezia, si è accorto che un motociclista aveva gettato sulla strada la sua passeggera dandosi poi alla fuga. L’autista ha immediatamente fermato il mezzo e poi insieme a un altro autista appena sopraggiunto in piazza si è immediatamente operato per dare soccorso alla donna che era rimasta a terra dopo la brusca caduta. Quando il motociclista si è accorto che i due autisti stavano prestando soccorso è tornato indietro e ha investito il primo autista, ferendolo. A questo punto è intervenuta una pattuglia delle forze dell’ordine che ha arrestato il centauro-aggressore. L’autista Atac è stato portato in ospedale dove gli sono state riscontrate diverse contusioni e gli sono stati dati sette giorni di prognosi.

Centauro contro guard rail, perde un braccio

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Ennesimo incidente sulla Statale 195 nel Cagliaritano, dove un motociclista di 43 anni, di Iglesias,  ha perso un braccio dopo che la sua moto è andata contro il guard rail. Immediata la richiesta di soccorsi e l’arrivo del 118. L’uomo è stato portato in ospedale dove le sue condizioni sono state dichiarate gravi.

I nostri 7 giorni: una settimana all’insegna del terremoto

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Settimana all’insegna delle scosse. E quando raggiungono una simile intensità è difficile non volerne sapere di più, farsi domande, scoprire dove siano avvenute. Talmente tanta curiosità che, in occasione della scossa di venerdì di magnitudo 5.2 il sito dell’Istituto nazionale di vulcanologia e geodinamica è collassato per le troppe visite. Ma non solo la forte scossa in Lunigiana, dove ancora si registrano eventi, in settimana hanno tremato anche l’Umbria e la Basilicata, ha destato paura una scossa nel veronese, così come il Canale di Otranto. E non è solo l’Italia ad essere “vittima” di questi momenti di paura: anche il Cile ha osservato i palazzi tremare e brividi di paura sono scivolati anche sulla Grecia, dove al largo di Creta si è verificata una scossa di magnitudo 6.1. La Terra trema dunque, forse sta provando a lanciarci dei messaggi, forse si sta semplicemente assestando, forse è stato il suo modo di “salutare” la Superluna che abbiamo ammirato nel cielo. E proprio nel mezzo di tutte queste scosse che hanno portato molti a dormire nei rifugi o in auto, a temere il ripetersi di tragedie come quelle degli anni passati (primi tra tutti gli abitanti dell’Emilia, che venerdì si sono riversati in strada temendo che l’incubo stesse ricominciando), un articolo ci ha colpiti in particolar modo. Parla di un terremoto che “potrebbe essere distruttivo” e che minaccia l’Italia. A parlarne è stato  Marco Mucciarelli, direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, laureato in fisica e professore universitario di Sismologia Applicata presso l’Università della Basilicata, che ha spiegato la sua teoria nel suo blog. Ma se ci si preoccupa di quello che accade “nel centro della Terra”, anche dal cielo può arrivare il pericolo che non guarda in faccia nessuno, non risparmia neanche i luoghi di culto. Infatti in questi giorni il santuario di Lourdes ha fatto le spese dell’alluvione che ha colpito la Francia, con tanto di grotta chiusa ai pellegrini. Ora il momento peggiore è passato e, ieri, il luogo dove la Vergine Maria sarebbe apparsa a Bernardette è stata riaperta. A ricordarci che tutto scorre, cambia, si evolve. A volte si ristabilisce la normalità, a volte si evolve, in un modo o nell’altro. E anche chi dorme è destinato a svegliarsi.

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Ma a volte terremoto è anche quella scossa personale che ti fa deviare dai binari della vita che hai sempre conosciuto. Ti colpisce all’improvviso e scombina piani e progetti. A volte si rivela implacabile anche sul piano fisico. E’ il caso della campionessa di motociclismo Alessia Polita, che ora dovrà fare i conti con la sua nuova vita, quella del dopo, quella che segue l’incidente che l’ha lasciata paralizzata. Altre volte, ancora, il terremoto è talmente potente da sbalzarti via dalla strada, dalla pista, dalla tua stessa vita. Com’è accaduto al pilota Allan Simonsen, che ha trovato tragicamente la morte durante la 24 Ore di Le Mans. Ma c’è anche chi quella scossa la provoca, la cerca, la desidera. E vorrebbe fosse l’ultima. Allora prende in mano una pistola e spara, contro se stesso o contro la vittima designata. Può essere un ex marito che non accetta la vita della donna prosegua senza di lui, o due ignoti su uno scooter che mirano al capo degli Irriducibili della Lazio Fabrizio Toffolo. Ma a privare dell’equilibrio immaginato sono anche quegli scossoni da calciomercato, come quello che aveva portato, ancora due anni fa, Neymar ad un passo dalla Juve per poi strapparglielo all’improvviso. Ed è anche quel batticuore che ti coglie quando la squadra per cui tifi potrebbe iniziare ad  avere un aspetto chiaro, le formazioni vengono dichiarate e tutto è pronto per la prossima stagione. E anche se ci saranno dei cambiamenti, tutto è previsto, l’importante è che ci siano quelle 11 magiche maglie in campo. Alla fine, l’importante è non aver paura di andare verso il futuro. E se anche un po’ d’apprensione si facesse sentire… ora Google ci promette l’immortalità. Forse dovremmo ancora aspettare un po’, ma nel frattempo rincuoriamoci: i miracoli sono sempre possibili. Anche quello di Papa Giovanni Paolo II è stato riconosciuto e ora Wojtyla si avvia per la strada della santità. Andiamo avanti senza paura dunque, ricordandoci che… a volte la realtà non è così come appare!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

Davide Grillo: morire dopo aver rifiutato un’offerta di aiuto

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Aveva appena 22 anni Davide Grillo, quando l’ha morte l’ha colpito con la forza di uno scooter che si schianta contro un albero. E’ accaduto questa notte, attorno alle due. Il ragazzo stava percorrendo via Mazzini, a Baronissi, in provincia di Salerno, sulla sua Honda assieme ad un amico quando ha perso il controllo del mezzo in una curva: per lui non c’è stato nulla da fare. Probabilmente i ragazzi stavano tornando a Salerno, come dimostrerebbe il fatto che si trovassero già a Saragnano e procedessero in direzione Pellezzano. Alcuni testimoni hanno raccontato che, prima della tragedia, si fossero fermati in alcuni locali, forse per incontrare altri amici e bere qualcosa insieme. Che ci abbia messo la mano la notte, il senso di onnipotenza della giovinezza o il fato, non sarà mai dato saperlo, quello che si conosce è che i ragazzi erano già caduti 500 metri prima e che un automobilista è intervenuto per chiedere solo se avessero bisogno di aiuto. Hanno preferito correre incontro al loro destino: fatale per Davide, clemente con il suo amico che si è rialzato illeso. Grillo è morto sul colpo, dopo aver battuto la testa contro l’albero che ha investito, un trauma troppo invasivo perchè gli lasciasse scampo, nonostante portasse il casco, uno di quelli aperti, a forma di padella: troppo poco per poterlo salvare. Sul posto sono giunti subito i soccorsi, visto che i giovani sono stati raggiunti da una pattuglia dei carabinieri che stava effettuando un giro di perlustrazione. E c’è chi afferma che i giovani avessero intravisto in lontananza i militari e avessero accelerato per evitare di imbattersi in eventuali controlli. Ma siamo nell’ambito delle ipotesi, la dinamica dell’incidente dev’essere ancora ricostruita. Quello che si conosce è il dolore di Antonietta ed Eduardo, i genitori di un figlio che, da una notte fuori, non tornerà più.

Incidente mortale tra centauri in provincia di Imola

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In provincia di Imola, a Castel San Pietro Terme, nella serata di ieri ha avuto luogo un incidente stradale che ha coinvolto tre moto di grossa cilindrata. In via Scania, poco prima dell’incrocio con via Caduti di Cefalonia, per un ragazzo di 22 anni non c’è stato nulla da fare: il ragazzo ha perso la vita mentre gli altri due centauri coinvolti sono stati soccorsi dagli operatori del 118. Gli agenti della polizia municipale, dopo aver avvisato il pm di turno, hanno effettuato i rilievi di rito e sequestrato le tre motocliclette.

Travolge un centauro dopo aver compiuto un furto: morte nel comasco

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Un ladro, a bordo di un furgone rubato Renault Kangoo che procedeva contromano, ha investito e ucciso, nella notte, un motociclista 51enne. Dopo lo schianto, l’uomo ha abbandonato la vettura fuggendo a piedi e lasciando a terra la vittima, morta sul colpo. Il centauro era un esercente di Cantù che gestiva un’attività a Cucciago, nel comasco, dov’è avvenuto lo scontro. Il malvivente stava invece fuggendo a seguito di un furto compiuto in un’azienda della zona. 

Rapina negozio indossando un casco… personalizzato con il suo nome!

Clive Bunyan ha rapinato un negozio inglese dandosi alla fuga in sella alla sua moto prima dell’arrivo della polizia che però non c’ha impiegato molto ad arrestarlo: il rapinatore aveva sì il volto coperto da un casco con la visiera oscurata, ma l’aveva personalizzato scrivendoci a chiare lettere il suo nome!

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