Video shock! Ucciso da 5 poliziotti che lo schiacciano a terra

poliziotti-uccidono-uomo-tuttacronacaE’ morto a 44 anni Louis Rodriguez, tra le urla disperate della moglie che nel sobborgo di Moore, a Oklahoma City, che riempivano l’aria. A nulla sono servite le suppliche della donna: cinque poliziotti hanno ammanettato l’uomo e gli sono saliti sopra, premendogli la testa e il corpo sul manto stradale. Il video pubblicato negli Usa mostra una scena di una violenza inaudita, nel quale la vittima è ormai immobilizzato e inoffensivo. “Per favore qualcono mi dica che mio marito è vivo!”, urla la donna, quando al marito già hanno spruzzato anche lo spray al peperoncino.  La moglie ha ripreso l’intera scena con il suo telefonino e si sentono le sue grida: “Lo state ammazzando, così uccidete mio marito!”. Su tre dei cinque agenti è stato disposto il fermo amministrativo dopo il fatto accaduto di fronte a un cinema del quartiere.  Michael Brooks-Jimenez, legale della famiglia Rodriguez, ha detto che la vittima non aveva fatto nulla per scatenare gli agenti: “Louis non aveva commesso reati, non era armato, non aveva né armi né pistole, eppure qualla notte ha perso la vita”. Jerry Stillings, capo del dipartimento di polizia di Moore, ha dichiarato che gli agenti sono intervenuti in seguito a una chiamata per lite domestica e che l’uomo non si era dimostrato collaborativo con i poliziotti. Nel video si può ascoltare come la moglie dica agli agenti che il marito non è un tipo violento e che la lite che ha fatto scattare la chiamata degli agenti era stata tra lei e la figlia 19enne.

Tim Samaras: ucciso da uno di quegli stessi tornadi che “cacciava”

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Era un ingengere il cacciatore di tornado Tim Samaras, con trent’anni di studio alle spalle che l’hanno messo in grado di costruire strumenti che permettessero, per la prima volta in assoluto, la visione all’interno di una tromba d’aria, utilizzando sei telecamere ad alta risoluzione disposte a raggio per registrare immagini a 360 gradi. Ma sua è anche la macchina fotografica in grado di riprendere un milione di fotogrammi al secondo, per ‘catturare’ i fulmini. E oggi la natura, forse stanca di “essere spiata”, l’ha preso con sè. Samaras, insieme al figlio 24enne Paul e al collaboratore Carl Young, 45 anni, è stato travolto oggi da uno dei cinque ‘twister’ che hanno devastato diverse zone dell’Oklahoma. La lista delle vittime si allunga e non risparmia nessuno.

La furia della natura che non perdona: cresce il numero dei morti in Oklahoma

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Non c’è tregua per l’America, con il bilancio delle vittime provocate dalla furia del tornado che aumenta. Il bilancio è ora di 14 morti, con 11 decessi nello stato dell’Oklahoma, più tre morti nel confinante Missouri a causa delle inondazioni. Cercando di prevenire ulteriori tragedie Jay Nixon, il governatore del Missouri, ha lanciato un appello alla popolazione di evitare di recarsi nelle zone alluvionate. Stando alle stime, sarebbero almeno 75 le persone rimaste ferite in Oklahoma.

Il tornado torna a mietere vittime in Oklahoma

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Si sta ora spostando verso il Missouri l’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’area di Oklahoma City sferzando la zona con diversi tornadi. Almeno cinque persone, tra cui una madre con suo figlio, hanno perso la vita, mentre sarebbero 70 i feriti. Problemi anche per la circolazione, con migliaia di automobilisti intrappolati su alcune delle arterie principali dell’area. Le autorità hanno dato ordine di abbandonare le auto e di mettersi al riparo, ma non ce l’hanno fatta due persone che stavano viaggiando su un Suv che si è capovolto improvvisamente a causa della furia del vento. Tra le altre zone, è stato nuovamente colpito anche il sobborgo di Moore, che già il 20 maggio era stato devastato da un precedente tornado che fece 24 vittime, tra cui 9 bambini. Resta critica la situazione sulle strade, dove si sono verificati decine di incidenti e migliaia di automobilisti sono rimasti intrappolati sulle principale arterie che circondano Oklahoma City. “E’ una situazione da incubo”, fa sapere la polizia stradale. In tutto il Midwest, oltre 190mila persone sono rimaste senza corrente elettrica. Tre sono inoltre le vittime delle numerose inondazioni che si sono verificate in Arkansas.

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Il coraggio di una maestra salva i suoi allievi. Prendiamo esempio?

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Rhonda Crosswhite, maestra alla Plaza Tower Elementary a Moore, sobborgo di Oklahoma City, ha solo pochi graffi che lei stessa definisce «irrilevanti, considerando quello che sarebbe potuto succedere. Non ho mai pensato che stessi per morire – ha detto -. Per tutto il tempo ho continuato a urlare ai ragazzi: “Smettetela di preoccuparvi, stiamo bene, stiamo bene. Gridavo per tranquillizzarli, cercavo di superare con la mia voce quel frastuono orribile, sperando che mi potessero sentire. Una ragazza singhiozzava e le ho detto: “Va tutto bene, va tutto bene, ti proteggo io”. E poi ho detto qualche preghiera: “Dio, ti prego di prenderti cura dei miei figli”. E noi stiamo bene».

In questa scuola sono morti 9 bambini, ma nessuno della sua classe. Lei li ha protetti tutti, alcuni anche con il suo corpo. «Quando tutto è iniziato a venire giù, mi sono messa su di loro. Tutto qui. Uno dei miei ragazzini mi diceva: “Ti amo, ti amo, ti prego non morire con me…”». Con queste parole semplici racconta il suo gesto d’amore verso la sua classe, verso quei bambini che le devono la vita. Ma per lei è stato normale, è nell’ordine delle cose… è questo lo spirito americano. Ci sono dei ruoli nella società che richiedono coraggio, ci sono le insegnanti che per i loro bambini morirebbero, perché è quella solidarietà innata, è quella spinta che ti porta a essere un eroe per caso. E’ successo a Newton dove un’insegnante è morta per proteggere i suoi allievi dalla follia omicida di Lanza… succede durante il tornado con l’insegnante Crosswhite che non ci pensa due volte e si sdraia sui suoi allievi , li protegge. Cosa succede in queste menti? Succede che le insegnanti sanno proteggere il futuro, sono a contatto quotidianamente con quelli che saranno gli uomini e le donne del domani… sanno quanto sia importante non rubare a nessuna generazione quel domani… forse sanno quello che i nostri politici dovrebbero imparare… a tutelare i loro cittadini, a proteggerli… dovrebbero pensare che ogni individuo, da quello che nascerà fra qualche mese a quello che ha 90 e più anni, è un bene prezioso, ognuno è indispensabile (perchè nel bene o nel male è un esempio) e ognuno ha diritto a vivere e a farlo dignitosamente… Ognuno ha bisogno di essere tutelato, sostenuto quando porta avanti un progetto che può essere utile alla comunità… proprio come un bambino che cresce, l’imprenditore ha bisogno di essere supportato nel suo sviluppo, non castigato con tasse sempre più insostenibili, con una burocrazia kafkiana o con l’indifferenza. Se poi sbaglia allora la punizione deve arrivare e deve essere esemplare, in modo da far capire che lo Stato punisce i criminali e premia gli onesti… oggi in Italia sembra che sta succedendo il contrario, perciò la storia di Rhonda, oggi è più importante che mai!

Uno sguardo a… le rose del deserto

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Michael Moore documenta… Fahrenheit 9/11

Michael Moore documenta… Bowling a Columbine

Michael Moore documenta… Roger & Me

Gente di Flint… Michael Moore.

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Uno sguardo a Flint… com’è!

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Uno sguardo a Flint… come era!

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Uno sguardo a… FLINT, Michigan!

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E venne il giorno che Moore appoggiò la Bigelow…

“Non promuove la tortura, la condanna”

E’ nata una protesta contro il film ‘Zero Dark Thirty’ di Bigelow perchè secondo alcuni attivisti di sinistra la regista avrebbe promosso e perdonato la tortura.

ANCHE MOORE NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA?

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Uno sguardo all’Austria! “Tutto ciò che la filosofia può fare è distruggere idoli”

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Un’intelligenza brillante sicuramente stimolata da un ambiente familiare che lo avvicinò alla tecnica e alla musica. Ludwig Wittgenstein è un personaggio controverso del’900, intorno al quale si è creato un alone di stravaganza. Sicuramente un uomo eccentrico, con la fobia degli insetti, che amava lavare i piatti nella vasca da bagno e pulire il pavimento cospargendolo di foglie di tè bagnate, che poi scopava via. Difficilmente riusciva a star fermo, camminava a passi rapidi ed era violento al punto che, in un famoso alterco filosofico,   avrebbe minacciato Karl Popper, filosofo anch’esso, con un attizzatoio e l’avrebbe sicuramente colpito se non l’avesse trattenuto Russell.

Nato 26 aprile del 1889 in una famiglia di industriali austriaci e ultimo di 8 figli, Ludwig studiò fino a 14 anni con un precettore e poi fu inviato per 3 anni alla Realschule a Linz, prima di approdare al Trinity College di Cambridge per studiare matematica. Qui incontrò Bertrand Russell.

Improvvisamente si isolò sui fiordi norvegesi per più d’un anno, ma appena scoppiò la prima guerra mondiale si arruolò come soldato semplice nell’esercito austriaco, poi divenne ufficiale e nel 1918 venne imprigionato a Trento. Alla fine della guerra si fece operare di calcoli da sveglio perché non si fidava dei medici e volle seguire l’operazione con un sistema di specchi.

Se non si fidava dei medici, si fidava ancor meno delle donne e affermava che tutte quelle che aveva conosciuto erano idiote. Si stupì solo dell’intelligenza di Elizabeth Anscombe, tanto che iniziò a chiamarla “vecchio mio!”

In tutti i suoi rapporti di amicizia arrivò ben presto a un punto di rottura. Ci furono lunghi periodi che si allontanò dai suoi amici, anche quelli di lunga data come Russell, Moore, Ramsey, Keynes, Waismann, Carnap, Popper. Lunatico e attaccabrighe, permaloso e umorale finiva spesso per allontanare le persone.

Anche in amore aveva gusti difficili e non tanto perché omosessuale, ma perché preferiva immaginarsi gli amori più che viverli. Spesso non dichiarava il suo sentimento e preferiva tenere lontano, dai suoi rapporti, il sesso. Arrivò a dedicare, il Tractatus, la sua unica opera scritta, a David Pinsent, l’uomo di cui era innamorato, come gesto estremo d’amore.

Nel “Tractatus logico-philosophicus” esprimeva 7 concetti fondamentali. Un elenco dei suoi “comandamenti” tanto che Russell, ironizzando sull’amico, affermò “Wittgenstein si comporta come un oracolo e proclama la sua opinione come se si trattasse di un ukase dello zar”.

La sua filosofia può essere riassunta in:

Visione del mondo. 

Il mondo è una serie di fatti. Spazio e tempo non sono due unità divise, come non esistono oggetti o cose, ma è corretto parlare di eventi che avvengono lungo l’asse spazio-temporale.

Il linguaggio.

Il linguaggio assume una formula matematica. Serve a descrivere un fatto che avviene nel mondo, e qui riavvicinandosi ad Aristotele, dichiarò che “una proposizione è vera nel linguaggio se il fatto da essa rappresentato è vero nel mondo”.

In un secondo momento, dopo aver insegnato in una scuola elementare ed essere entrato  a contatto con i bambini, il filosofo, rivide la sua teoria sul linguaggio. Nelle “Ricerche filosofiche”, il linguaggio raffigurativo diventa uno dei possibili linguaggi esistenti nella quotidianità. Esso si trova sullo stesso livello dei linguaggi con cui non si denomina nulla, ad esempio le esclamazioni, le preghiere, le implorazioni, e sullo stesso livello di miriadi di atti (cantare, raccontare, inventare storie, imitare) con cui l’uomo svolge le funzioni più varie. Ripudiando la teoria di un linguaggio dotato di essenza logica, strutturalmente simile a un mondo logico, l’autore giunge a pensare che la comprensione dei significati del linguaggio risieda nei suoi svariati modi d’uso nei diversi ambiti della vita quotidiana. L’osservazione di come una frase viene utilizzata in pratica permette di coglierne il senso. Il significato di una parola varia in relazione al contesto in cui è inserita, i suoi significati sono quindi “posizionali” e non “essenziali”, generati da presupposti pratici e non teoretici.

La logica 

Conia la definizione “atomismo logico”. Come i termini  suggeriscono, questa idea era mutuata dall’atomismo chimico, che riduce la materia a combinazioni di atomi. E la sua plausibilità per un’analisi logica del linguaggio era suggerita dall’allora recente successo dell’analisi chimica della materia. Tutti i fatti atomici possono essere espressi in un linguaggio con equivalenti proposizioni atomiche, che potranno essere individuate come “vere” o “false” mediante un confronto con la realtà sensibile dei fatti atomici.

Il misticismo

Ma Wittgenstein si scontra con il misticismo e deve abbandonare la riflessione intorno a quei problemi (come, ad esempio, l’esistenza di Dio) che non hanno riscontro empirico. Una sua famosa sentenza, infatti, recita che “Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.”

Ma Wittgenstein non fu solo filosofo. Divenne progettista di aquiloni per meteorologia nel 1908 e di motori a reazione e propellenti fino al 1911. Poi fu mecenate di artisti austriaci poveri, tra cui Rilke, nel 1914. Si distinse come combattente volontario, nella prima guerra mondiale. Divenne erede di una enorme fortuna, a cui rinunciò nel 1919 e per un periodo fece il giardiniere in un monastero. Soprattutto fu un insegnante eclettico e stravagante che si rifiutò di far lezione a troppi studenti, preferendo dettare a pochi di essi   appunti che gli altri potevano leggere.  Così, in questo modo, si formò il celebre “Libro blu” a cui seguì nel 1934-1935 il “Libro Marrone”.

La casa in cui Wittgenstein si spense il 29 aprile 1951 apparteneva al suo medico, il dottor Edward Bevan, che aveva acconsentito ad accoglierlo già alla fine di gennaio, dopo aver constatato il rapido avanzamento del tumore alla prostata, per evitargli il ricovero in ospedale. Gli ultimi giorni del filosofo fino alla sua morte, avvenuta a Cambridge esattamente cinquanta anni fa, sono anch’essi ricchi di aneddoti, a cominciare dalle ultime parole, confidate alla padrona di casa e destinate al gruppo fedele di amici e discepoli raccolti nella stanza attigua: “Dite loro che ho avuto una vita meravigliosa”.

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