Il benzinaio si suicida e l’avvocato fa causa al Governo

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La crisi non ha lasciato scampo a Giovanni Zampieri, benzinaio di 56 anni suicidatosi mercoledì scorso lasciando un biglietto «La crisi mi ha tolto il sorriso», ma ora l’avvocato Gian Mario Balduin, del Coordinamento micro imprese per la tutela e lo sviluppo, ha presentato ai carabinieri di Abano una denuncia «per istigazione al suicidio» contro l’attuale Governo e quello precedente.  Un’azione clamorosa. Balduin se l’è presa in modo particolare con il presidente del Consiglio Enrico Letta e il suo Esecutivo. Oltre che con l’ex premier Mario Monti. «Anche i deputati e i senatori hanno assistito incuranti al volgere della crisi – spiega lo stesso avvocato – . Le conseguenze sono drammatiche».  La Procura di Padova viene invitata «a procedere alla individuazione delle persone che si sono suicidate o hanno tentato di farlo in Italia negli ultimi tre anni. Da quando cioè si è sviluppata in maniera virulenta una crisi economica senza precedenti con politiche recessive dei Governi».  Secondo Balduin «i suicidi per crisi negli ultimi anni sono stati una vera e propria strage silenziosa. Questo tema è finito al centro del dibattito politico, ma non si è giunti ad una conclusione. I nostri governanti si sono dimostrati sordi e insensibili a quanto successo». E non è finita qui.  «Purtroppo le croci aumentano giorno dopo giorno – continua l’esponente del Comitas – I politici non hanno fatto alcunché per arginare questo fenomeno».  Zampieri si è buttato mercoledì mattina dal decimo piano dell’ospedale di Padova. «La crisi mi ha tolto il sorriso» ha lasciato scritto in un biglietto rinvenuto nel suo ufficio, al distributore Eni di via Gattamelata della città. Il funerale di Zampieri verrà celebrato domani alle 10 nella chiesa parrocchiale di Cornegliana. Oggi alle 19, sempre nella chiesa della frazione, verrà recitato un rosario in suo ricordo.  Zampieri era conosciutissimo a Due Carrare. Fra le altre attività, è stato presidente del patronato di Carrara San Giorgio. Aveva sempre una buona parola e un incoraggiamento per tutti. Viene descritto come una persona dal cuore d’oro. L’intera comunità si sta stringendo attorno alla sua famiglia. Le origini del tragico gesto sarebbero da imputare a dei crediti non ancora riscossi. In realtà, non avrebbe mai parlato con nessuno delle sue difficoltà economiche. Nemmeno con gli amici di sempre. «Lunedì scorso, per la prima volta nella vita, non mi aveva sorriso – racconta un suo coetaneo – Non ero al corrente di particolari problemi in termini di soldi avanzati. In questo momento non sappiamo cosa pensare. Si tratta di un fatto inspiegabile». Ieri al suo distributore dell’Eni sono comparsi dei fiori. Sono stati portati dai suoi amici. Hanno anche esposto un cartellone con tutte le indicazioni riguardanti una manifestazione di protesta in programma dal prossimo 10 febbraio in piazza Montecitorio a Roma. «Per la sovranità popolare e per i nostri figli – recita lo stesso cartellone – Uniti sotto un’unica bandiera, senza simboli né violenza». E poi ancora: «Uniti si può e uniti vinceremo. Anche per te Giovanni e per il tuo sorriso».

Dal mare ai Monti tutti eravamo spiati, anche la fine del governo

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Nessuno l’avrebbe mai sospettato, neppure se fosse stato inserito in un film di 007 il pubblico lo avrebbe accettato, ma purtroppo invece, la potente centrale di spionaggio sembrerebbe proprio esistere e sarebbe nascosta a Milano tra parabole satellitari e impianti di aria condizionata. Il sistema è automatizzato e cattura telefonate che poi vengono immediatamente ritrasmesse negli Usa.  Almeno questo è quello che c’è scritto nei documenti di Snowden dove la centrale risulta essere attiva dal 13 agosto 2010. C’è quindi una data a cui far riferimento, c’è un luogo fisico da cui il meccanismo di intercettazione è partito, c’è un punto localizzabile che sembrerebbe essere il responsabile di quelle intercettazioni che hanno messo in “imbarazzo” Barack Obama quando ha dovuto rispondere al governo tedesco di quelle attività di spionaggio che potrebbero essere state compiute sui telefoni di Angela Merkel. Sembra proprio che a Milano e Roma siano state installate quelle strumentazioni capaci di captare ignari cittadini, così come i capi di stato.

Quando ci sono stati però il record dei controlli? Secondo l’Espresso:

Il record di controlli avviene nelle settimane delle dimissioni di Mario Monti da Palazzo Chigi, annunciate l’8 dicembre e formalizzate il 21: l’inizio della campagna elettorale più incerta della Seconda Repubblica. In questo periodo lo spionaggio quotidiano in Italia supera quello in Francia ed è inferiore in Europa solo a quello nei confronti della Germania.
Le priorità di Washington nella sorveglianza sono indicate in un altro file di Snowden: al primo posto ci sono “le intenzioni della leadership”, poi la “stabilità economica”, quindi le “minacce alla stabilità finanziaria” e gli “obiettivi di politica estera”. Ossia tutto quello che in quei giorni era messo in discussione dallo scioglimento delle Camere. Se anche lo spionaggio si fosse limitato al censimento di massa delle conversazioni – chi chiama chi, con quale sim e da quale cellulare – si tratterebbe di una grave intromissione nella vita democratica del paese. Ma non si può escludere che siano stati pure registrati i colloqui e seguiti i movimenti degli apparecchi. Le regole Usa vietano infatti l’ascolto e la tracciatura degli spostamenti solo nei confronti di cittadini statunitensi.

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Due cortei all’Esquilino, tensione in città per la pedonalizzazione

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«Smog, traffico, declino, caos. Ecco l’effetto Marino. No alla finta pedonalizzazione». Questo è lo striscione d’apertura del corteo, promosso da diversi comitati dei Rioni Esquilino e Monti.

Il rione Esquilino è sceso a protestare contro la  limitazione al traffico di via dei Fori Imperiali decisa dal sindaco Ignazio Marino e contro il degrado del quartiere più multietnico della Capitale. In pochi minuti il traffico è andato in tilt. Per due ore, dopo le 17, il sit-in dei comitati dei commercianti dell’Esquilino ha bloccato l’incrocio tra via Merulana, via Labicana e viale Manzoni: uno snodo fondamentale per il traffico del quadrante. Poi è sfilato anche il corteo dei militanti di Casapound che da piazza Vittorio ha raggiunto il sit-in dei Comitati.

La presidente dell’associazione via Merulana per l’Esquilino, Luciana Gasparini, spiega: «Ci troviamo in una strada altamente pericolosa, dopo la pedonalizzazione dei Fori: tra via Merulana e via Labicana c’è un ‘tappo’ che a volte inizia addirittura dal Teatro Brancaccio, con ripercussioni fino alla Stazione Termini». Alessandra Catitti, della stessa associazione, le fa eco: «Il traffico che da Santa Maria Maggiore scende su via Merulana è lento, stagnante, bloccato. Invece sulle due corsie a salire verso San Giovanni le macchine verso troppo veloci, non si fermano più alle strisce pedonali e la nuova corsia è diventata di fatto una corsia di sorpasso. In più è aumentato lo smog e l’inquinamento acustico alle stelle».

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Contestato il minisindaco Alfonsi. «Non stiamo, io perlomeno, bocciando o ripensando il progetto finale di una pedonalizzazione intorno ai grandi monumenti come il Colosseo. Ma stiamo cercando di far sì che questo progetto possa essere attuato senza che ci sia una parte della città, di commercianti e residenti, che lo debbano subire mentre tutti gli altri lo possono fruire». Lo ha detto la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, che questo pomeriggio è intervenuta alla manifestazione di protesta all’incrocio tra via Labicana e via Merulana. Il minisindaco ha preso la parola al megafono prima che arrivasse il corteo di Casapound, ma mentre parlava è stata contestata da alcuni partecipanti alla manifestazione. Qualcuno le ha gridato «Buffona» qualcun altro «Vivici tu in via Labicana». Proprio parlando di via Merulana Alfonsi ha detto che «a quanto mi dicono, mi scrivono, ho verificato, c’è una corsia diventata quasi un’autostrada, ad alto scorrimento. L’altra, al contrario, subisce un rallentamento costante. Questo è quello che ho scritto anche all’assessore Improta, al quale ho chiesto di rifare lo studio complessivo della mobilità nei rioni Esquilino, Monti e Celio».

 

La Chiesa “beneficiaria” di 4 miliardi dal Governo Monti

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Lo scrive Valentina Conte su La Repubblica. Sono 4 miliardi quelli che Mario Monti avrebbe “regalato” alla Chiesa rinunciando ai soldi dell’Ici da parte degli edifici ecclesiastici. Tutto inizia quando l’Unione europea fa notare all’Italia che l‘esenzione dall’Ici per gli immobili non di culto era un aiuto di Stato. La tassa va pagata anche dalla Chiesa, ma il governo Monti spiega che calcolare quanto dovuto tra il 2006 e il 2011 era impossibile.

Non essendo facile il calcolo del quanto dovuto in passato, la tassa semplicemente è stata ignorata, spiega la Conte:

“Proprio perché la presunta “impossibilità assoluta” di riavere le somme di fatto «non è stata mai provata». Chi l’ha detto e dov’è scritto che non si può calcolare e recuperare l’Ici pregressa, si chiedono in pratica i due? La questione non è di poco conto. Stime Anci valutavano gli introiti Ici su quegli immobili, riferibili ad enti non profit e per lo più alla Chiesa, pari a 600- 800 milioni l’anno. Moltiplicati per sei annualità, fanno una cifra astronomica, attorno ai 4 miliardi. Una manna dal cielo, se confrontata con la caccia affannosa alle risorse di queste ore per evitare il rincaro Iva (serve un miliardo). O per cancellare la rata di Natale dell’Imu (2,3 miliardi). O ancora quanto basta (circa 1,6 miliardi) per riportare nei ranghi il rapporto tra deficit e Pil (leggermente tracimato al 3,1%), non ripiombare nella procedura di infrazione europea e sbloccare altri soldi (12 miliardi) da usare l’anno prossimo per fare investimenti e occupazione”.

E se la vecchia Ici non è stata pagata, anche i soldi dell’Imu potrebbero non arrivare mai, spiega la Conte:

“Il governo Monti che di fatto ha messo in campo l’Imu e ne ha definito i nuovi contorni anche per questi enti non profit — proprio per avere il via libera di Bruxelles, intascato appunto il 19 dicembre scorso — non ne ha mai ultimato le procedure attuative. In un anno e mezzo, né Monti né in seguito Letta sono riusciti ad ottenere dal ministero dell’Economia quel regolamento così indispensabile per calcolare concretamente le porzioni commerciali da quelle non commerciali dei singoli immobili. In Via Venti Settembre assicurano che arriverà entro dicembre. Intanto, nel 2012 e nel 2013, vista la confusione e le circolari criptiche, nessuno ha pagato l’Imu. O meglio: ha pagato chi già versava l’Ici a suo tempo. Gli altri sono in attesa della burocrazia, pigra o pilotata, che arriva sempre dopo, a volte tardi. Con grandi pasticci per il Paese, come il recente caso Telecom insegna, neppure in grado di difendere la propria rete telefonica perché nessun decreto attuativo l’ha ancora definita strategica”.

 

Monti e il governo che cede alle pressioni del PdL

mario_monti_imu-tuttacronacaConsiglio dei ministri convocato oggi alle 17 per l’esame, come recita la convocazione, “del seguente ordine del giorno: – Decreto-legge: Disposizioni urgenti in materia di IMU, abitazioni e cassa integrazione guadagni (Presidenza – Vicepresidenza e Interno – Economia e Finanze – Lavoro e politiche sociali – Infrastrutture e Trasporti – Affari regionali e Autonomie); – Leggi regionali; – varie ed eventuali.” E se Brunetta, ai microfoni del Tg1, è apparso soddisfatto, “Finalmente ci sarà la soluzione per l’Imu sulla prima casa e i terreni agricoli. Cancellazione per il 2013 e riforma complessiva della tassazione degli immobili, in termini di service tax, dal 2014. Stiamo definendo le coperture in maniera seria, responsabile, trasparente”, lo stesso non dicasi per Mario Monti. Intervenuto stamattina a Omnibus, ha attaccato la scelta del governo sull’IMU, definendola un “cedimento di Enrico Letta e del Ministro Saccomanni, di cui ho in grandissima stima, e del PD alle pressioni del PDL”. E ha proseguito: “L’Europa chiedeva da tempo che l’Italia introducesse una tassazione per la prima casa, non per un sadico gusto di far pagare di più ai cittadini ma per poter ridurre semmai la tassazione sul lavoro, stimolando la produttività”.  Monti ha poi detto: “Il Governo ha scelto una strada diversa, quella di arrendersi alla forte pressione del PDL. Quindi si avrà, se ho capito bene, un successo politico del PDL, un’apparente soddisfazione per i proprietari di case e tutti i cittadini finiranno a pagare tutto questo con piccoli aumenti a piccole tasse e l’aumento dei tassi d’interesse”. Ha quindi concluso: “Il Governo è guidato da un partito, con il PD pronto ad accondiscendere alle pressioni, anche se non le condivide, del PDL e con Scelta Civica che non ha i numeri per impedire questa evoluzione. Tutto questo dà la sensazione, all’interno e all’esterno del Paese, che anche se c’è un Governo, si accettano pressioni che non hanno molto senso dal punto di vista economico e civile”.

Arresti a Roma, maxi operazione antidroga nelle strade della Movida

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Controlli di Ferragosto e 25 persone, tra cui 12 pusher, nella Capitale arrestate dai carabinieri nelle strade della movida romana: San Lorenzo, Testaccio, Monti e Trastevere. Sequestrate centinaia di dosi di droga e almeno 10 persone segnalate  all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di stupefacenti. L’indagine speriamo che porti a ricostruire il traffico e la provenienza, così da poter arrestare anche i boss che, a quanto sembra dalle notizie riportate dai media, rimangono ancora nell’ombra.

Francesco De Gregori e quella sinistra che non c’è più

Francesco De Gregori-tuttacronacaRilascia un’intervista fiume al Corriere della Sera il cantautore Francesco De Gregori che spiega come il suo interesse per la politica sia “molto scemato” rispetto al passato. “Ha presente il principio fondativo delle rivoluzioni liberali, ‘no taxation without representation?’. Ecco, lo rovescerei: pago le tasse, sono felice di farlo, partecipo al gioco. Però, per favore, tassatemi quanto volete, ma non pretendete di rappresentarmi”. E’ lui stesso a raccontare di aver votato ” Monti alla Camera e Bersani al Senato. Mi pareva che Monti avesse governato in modo consapevole in un momento difficile. Sono contento di com’è andata? No. Oggi non so cosa farei. Probabilmente non voterei. Con questo sistema, tanto vale scegliere i parlamentari sull’elenco del telefono”. Il cantautore politico per eccellenza spiega: “Continuo a pensarmi di sinistra. Sono nato lì. Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani che magari oggi nemmeno sanno cos’è il Pd. Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica, delle pari opportunità, della meritocrazia. Tutto questo sta più nell’orizzonte culturale della sinistra che in quello della destra. Ma secondo lei cos’è oggi la sinistra italiana?”. E spiega: “È un arco cangiante che va dall’idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo, novecentesco, a tratti incompatibile con la modernità. Che agita in continuazione i feticci del ‘politicamente corretto’, una moda americana di trent’anni fa, e della ‘Costituzione più bella del mondo’. Che si commuove per lo slow food e poi magari, “en passant”, strizza l’occhio ai No Tav per provare a fare scouting con i grillini. Tutto questo non è facile da capire, almeno per me”. Ma di questa situazione è stanco: “Questo governo non piace a nessuno. Ma credo fosse l’unico possibile. Ringrazio Dio che non si sia fatto un governo con Grillo e magari un referendum per uscire dall’euro. Se poi molti nel Pd volevano governare con Grillo e io non sono d’accordo non è un dramma. Ora il Pd è di moda occuparlo, prendere la tessera per poi stracciarla. Non ne posso più di queste spiritosaggini”.

Neanche su Letta ha un parere preciso: “Le ho detto che seguo poco. Se mi chiede chi è ministro di cosa, magari non lo so. Quando viaggio compro sei giornali, ma dopo dieci minuti li poso e comincio a guardare fuori dal finestrino…”. Ma da cosa deriva un simile atteggiamento? “Magari è colpa mia. Mi sento, mischiando Prezzolini e Togliatti, un ‘inutile apota’. Comunque nutro un certo rispetto per il lavoro non facile di Letta e di Alfano. Sono stufo del fatto che, appena si cerca un accordo su una riforma, subito da sinistra si gridi all”inciucio’, al tradimento. Basta con queste sciocchezze. Basta con l’ansia di non avere nemici a sinistra; io ho sempre avuto nemici a sinistra, e non me ne sono mai occupato. Ho votato Pci quando era comunista anche Napolitano. Ma viene il momento in cui la realtà cambia le cose, bisogna distaccarsi da alcune vecchie certezze, lasciare la ciambella di salvataggio ed essere liberi di nuotare, non abbandonando per questo la tua terra d’origine. Non ce la faccio più a sentir recitare la solita solfa “Dì qualcosa di sinistra”. Era la bellissima battuta di un vecchio film, non può diventare l’unica bandiera delle anime belle di oggi. Proviamo piuttosto a dire qualcosa di sensato, di importante, di nuovo. Magari scopriremo che è anche di sinistra”. E non poteva mancare una riflessione su Berlusconi: “Berlusconi è stato fondamentalmente un uomo d’azienda. Nel suo campo e nel suo tempo una persona molto abile, non un vecchio padrone delle ferriere. Ha fatto politica solo per proteggere i suoi interessi, senza avere nessun senso dello Stato, nessun rispetto per le regole e, credo, con alle spalle una scarsa cultura generale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. È imputato di reati gravi e si è difeso dai processi più che nei processi. Che altro vuole sapere? Aveva ragione l’Economist : Berlusconi era inadatto a governare l’Italia. Mi chiedo però anche se l’Italia sia adatta a essere governata da qualcuno”. Un premier non telefona in questura per far liberare un’arrestata dicendo che è la nipote di Mubarak, non crede? “Certo. Andreotti non si sarebbe mai esposto così. Però, guardi, ho seguito con crescente fastidio e disinteresse l’accanimento sulla sua vita privata. Forse potevamo farci qualche domanda in meno su Noemi e qualcuna di più sull’Ilva di Taranto? Pensare di eliminare Berlusconi per via giudiziaria credo sia stato il più grande errore di questa sinistra. Meglio sarebbe stato elaborare un progetto credibile di riforma della società e competere con lui su temi concreti, invece di gingillarsi a chiamarlo Caimano e coltivare l’ossessione di vederlo in galera. Non condivido nulla dell’etica e dell’estetica berlusconiana, ma mi irrita sentir parlare di ‘regime berlusconiano’: è una falsa rappresentazione, oltre che una mancanza di rispetto per gli oppositori di Castro o di Putin che stanno in carcere. E ho trovato anche ridicolo che si sia appiccicata una lettera scarlatta al sindaco di Firenze per un suo incontro col premier”. E riguardo al sindaco fiorentino, che appare l’uomo del futuro: “Renzi è uno che ha sparigliato. Se il Pd avesse candidato lui probabilmente avrebbe vinto. Ma la scelta del termine rottamazione non mi è mai piaciuta, mi è sempre parsa volgare e violenta. E poi non sono più disposto a seguire nessuno a scatola chiusa”. Non crede quindi molto in lui e sembra non abbia intenzione di votare alle primarie: “Il verbo ‘credere’ non dovrebbe appartenere alla politica. Non basta promettere bene e saper comunicare. E poi penso di non votare alle secondarie, si figuri se voterò alle primarie. Il Pd sta passando l’estate a litigare. E magari anche Renzi ne uscirà logorato”. Ma De Gregori non è convinto neanche dei metodi utilizzati da Grillo: “Ho trovato inquietante la campagna di Grillo, il suo modo di essere e di porsi, il rifiuto del confronto, le adunate oceaniche. Condivido i tagli ai costi della politica e la richiesta di moralizzazione che viene da molti e che Grillo ha saputo ben intercettare. Molti elettori e molti eletti del M5S sono sicuramente persone degne e capaci di fare politica. Ma questa idea della Rete come palingenesi e istituzione iperdemocratica mi ricorda i romanzi di Urania”. E se in passato aveva criticato Veltroni, ora qualcuno che gli piace c’è: “Papa Francesco, la più bella notizia degli ultimi anni. Ma mi piaceva anche Ratzinger. Intellettuale di altissimo livello, all’apparenza nemico del mondo moderno e in realtà avanzatissimo, grande teologo e per questo forse distante dalla gente. Magari i fedeli in piazza San Pietro non lo capivano. Ma il suo discorso di Ratisbona fu un discorso importante”. Ma De Gregori, Viva l’Italia è una canzone che sente ancora adatta al momento: “Sono convinto che l’Italia abbia grandi chance per il futuro. E ogni volta che canto quella canzone sento che ogni parola di quel testo continua ad avere un peso. ‘L’Italia che resiste’, ad esempio; e solo le anime semplici potevano pensare che c’entrasse qualcosa con lo slogan giustizialista ‘resistere resistere resistere’. ‘L’Italia che si dispera e l’Italia che s’innamora’. L’Italia che ogni tanto s’innamora delle persone sbagliate, da Mussolini a Berlusconi. Ma il mio amore per l’Italia, e per gli italiani, non è in discussione. Sono stato berlusconiano solo per trenta secondi in vita mia: quando ho visto i sorrisi di scherno di Merkel e Sarkozy”.

Io nel dubbio mollo! Crozza e la politica quotidiana!

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“Io nel dubbio mollo!” Inizia così il monologo  di Maurizio Crozza nei panni di Giorgio Napolitano, ma dopo poche battute il comico passa al tema caldo del Datagate:  «Ma davvero gli americani spiano le cose che si dicono i nostri politici in privato? Non gli bastano le m*******e che dicono in pubblico?». Non risparmia Monti: «Spiano anche lui? Ma se non lo invitano più neanche alle riunioni di condominio» né Letta: «Letta? Non lo sente nessuno, figuriamo se lo intercettano». L’ultimo colpo è per la Santanchè: «È un volto nuovo? Certo lo cambia dal chirurgo ogni mese».

Scelta civica vuole la verifica della maggioranza! Coltello alla gola per Letta?

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Ieri la polemica di Monti, oggi lo smorzamento dei toni da parte di Napolitano che intervenendo da Zagabria aveva affermato in merito alle dichiarazioni di ieri del leader di Scelta Civica: «Faccio molta fatica a prestare al professor Monti un volto minaccioso. Penso che voglia giocare un ruolo di stimolo… Vedremo cosa risponderanno adesso i partner» ha aggiunto il presidente della Repubblica, «l’importante è operare con serenità, prescindendo dalle polemiche politiche che, tra l’altro, si svolgono al di fuori del governo. Lo coinvolgono come oggetto ma non caratterizzano i rapporti» fra le forze politiche che lo sostengono.

Ben presto però il Capo dello Stato ha dovuto prendere atto che la frase di ieri di Monti non era una provocazione per stimolare il governo ma un vero e proprio percorso di verifica della maggioranza. La coltellata al cuore del governo sembrerebbe arrivare con i capigruppo di Camera e Senato di Scelta Civica che hanno affermato:

“Proprio perche’ Scelta Civica, prima di altri, ha ritenuto che un momento di tregua nella contesa politica potesse recuperare l’indispensabile coesione per affrontare le grandi difficolta’ che abbiamo ancora di fronte, e proprio perche’ riteniamo che questo clima di collaborazione debba continuare in presenza di una frammentazione politica non superata, chiediamo di organizzare una serie d’incontri politici tra le forze parlamentari che sostengono il governo da te presieduto per precisare nei dettagli il ‘patto di governo’ che ci lega in questa maggioranza”.

Lorenzo Dellai e Gianluca Susta, nella lettera inviata al presidente del consiglio Enrico Letta hanno affermato anche:

 “Siamo certi che l’alto profilo che hai voluto conferire a questo comune sforzo fin dalla sua presentazione alle Camere, seguendo anche le indicazioni del Capo dello Stato, che mantengono interamente la loro validita’, debba essere il punto di riferimento per le prossime decisioni della maggioranza… Per questo  confidiamo che vorrai accogliere questa nostra richiesta, che ha lo scopo di rafforzare e non certo di mettere in discussione il governo che anche Scelta Civica ha contribuito a far nascere… L’eccezionalità di questa maggioranza e la responsabilita’ dimostrata dalle principali forze politiche nei confronti del Paese, non possono   essere vanificate ne’ da un protagonismo esasperato, generatore di continue e spesso inutili fibrillazioni, ne’ da un clima di campagna elettorale permanente che rischia di riportare velocemente a elezioni che, verosimilmente, riproporrebbero condizioni di difficile governabilità, a scapito, nuovamente, del Paese”.

Lo strano asse Monti-Renzi?

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Affida a Facebook, il leader di Scelta Civica, Mario Monti la sua proposta di un «contratto di coalizione» per rafforzare gli impegni dei partiti che sostengono Letta.

L’ex premier scrive:

«Devo affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità».

E aggiunge:

«Ha ragione Matteo Renzi ‘Piccoli passi non bastano’. Il Governo Letta ha iniziato bene, ma la sua missione – trasformare l’Italia in un Paese competitivo e capace di crescere, mantenendo la ritrovata disciplina di bilancio – richiede riforme radicali. Queste non potranno essere decise e realizzate senza una grande e genuina unità di intenti, non solo all’interno del Governo ma anche fra i partiti che hanno dato vita alla grande coalizione».

Monti ricorda anche:

«Scelta Civica, il primo partito ad avere proposto, già prima delle elezioni, un governo di grande coalizione… Con altrettanta chiarezza, però, mi sento in dovere di affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità».

E prosegue:

«L’ambiguità proviene dai due partiti maggiori», l’uno impegnato nel congresso, l’altro che «sta affrontando una situazione difficile, anche per le vicende di Silvio Berlusconi, al quale va peraltro dato atto di essersi finora lealmente astenuto dal farne pesare le conseguenze sul governo».

E specifica:

 

«Non è comunque accettabile che singoli partiti, nel partecipare all’attività di un governo che dovrebbe durare per anni, si posizionino quotidianamente come se fossero già in campagna elettorale».

Poi Monti conclude:

 

«In Germania, le grandi coalizioni  nascono sulla base di un ‘Koalitionsvertrag’, un vero e proprio contratto, scritto e molto dettagliato, che i partiti devono rispettare. La grande coalizione che appoggia il governo Letta ha, come sola base, le brevi dichiarazioni programmatiche del Presidente dèl Consiglio alle Camere del 29 aprile. Troppo poco. Enrico Letta dovrebbe ora proporsi di dare solidità e slancio riformatore al suo governo, e di metterlo al riparo da possibili insidie provenienti dai travagli dei partiti, proponendo presto un testo di ‘contratto di coalizionè. Esso dovrebbe contenere, oltre ad un quadro preciso delle linee politiche e dei provvedimenti, anche un breve ‘codice di condottà, con elementari regole di comportamento per chi vuole partecipare in buona fede ad uno sforzo comune per risollevare il Paese, dimenticando per qualche tempo gli interessi elettorali».

Eutanasia istituzionale: così il governo uccide i Comuni

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Il sindaco di un piccolo comune di Cosenza, Acquaformosa, ha pubblicato un manifesto a lutto per la morte del suo paese. Giovanni Manoccio, primo cittadino, parla di “assassinio premeditato”, a opera dei governi Berlusconi, Monti e Letta, rei dell’aumento delle tasse. “Il sindaco, nel dare la triste notizia -si legge- informa i cittadini che, con l’applicazione della Tares, si pagherà oltre il cento per cento di aumento per il servizio di igiene urbana, nonostante da otto anni si effettua la raccolta differenziata porta a porta”. Inoltre, “con l’applicazione del patto di stabilità il comune dovrà trovare risorse aggiuntive per un ammontare di 110mila euro”. La data del funerale si terrà “il giorno dell’approvazione del bilancio”. Quanti altri “cadaveri” ci attendono?

Letta taglia le ali ai voli di stato…

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Il governo al servizio dei cittadini taglia le ali ai voli di stato… ma non l’aveva già fatto Prodi? Non l’aveva detto anche Monti? Monti arrivò a dire “Tagliati del 92 per cento i voli di stato”. Tanto che l’allora sottosegretario Catricalà annunciava “I ministri viaggeranno in treno, l’aereo verrà usato soltanto per le destinazioni irraggiungibili con altri mezzi, come il treno o l’auto o per destinazioni come Madrid e Bruxelles, coperte dalle compagnie”.

Ma quindi non avvenne nulla neppure con le forbiciate di Monti? Eppure Prodi ci aveva provato veramente…

Era il lontano 2007 e sul televideo si leggeva: “Giro di vite sull’utilizzo degli aerei di Stato da parte di esponenti politici Lo prevede una direttiva, pubblicata sulla Gazzetta Ufficile, emanata dal presidente del Consiglio, Prodi. Il trasporto aereo di Stato è riservato alle alte cariche di Stato per motivi istituzionali. Tra queste, il capo dello Stato, i presidenti di Camera e Senato, il presidente della Consulta, il premier e i presidenti emeriti della Repubblica”.

Ma adesso con la stretta di Letta cambia tutto perché è stata diramata una circolare che prevede l’uso di velivoli solo quando “indispensabili” o per circostanze “eccezionali” quali “inderogabilità, sicurezza, urgenza, motivazioni istituzionali, mancanza di mezzi di trasporto alternativi”.

Le solite grida manzoniane?

 

Monti: la crisi è colpa delle imprese e dei sindacati

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Se Bersani ha problemi di premiership all’interno del partito, Monti ha il problema del suo ruolo in politica. Scelta Civica è stata un fallimento, i suoi sostenitori sono stati i primi ad abbandonarlo dopo il deludente risultato delle urne e il premier  si è trovato a gestire il più grande vuoto istituzionale della storia della nostra Repubblica. Un Presidente a fine mandato, un governo impossibile da formare a causa dei protagonismi individuali di alcuni politici che hanno prevalso sul bene comune italiano e una crisi che ha divorato le imprese. Ma che risposta dà Monti al Paese?

«Se l’Italia non cresce cio è dovuto a lacune della politica, ma moltissimo anche a sindacati e imprese». Lo ha detto il premier Mario Monti durante la registrazione di ‘Che tempo che fà. Secondo Monti sindacati e imprese «devono cambiare, non possono chiamarsi fuori.  Il mondo del capitalismo non ha saputo ammodernarsi e il mondo dei sindacati ha responsabilità storiche nell’arretratezza. Mi fa piacere che ora sindacati e Confindustria prendano posizioni comuni – ha proseguito – ho dedicato buona parte del 2012 a ottenere questo». Nelle parole di Monti si nota uno scarico totale di responsabilità, un essersi adoperato perché i sindacati e Confindustria prendessero posizioni comuni, cioè aver facilitato la morte stessa dell’idea di sindacato che deve difendere i lavoratori e non allearsi con gli imprenditori. L’arretratezza attribuita ai sindacati invece che alla voragine del debito pubblico nei confronti dell’impresa è veramente negare l’evidenza di una politica che ha pensato solo ai propri privilegi incurante della sofferenza di un paese intero. L’incapacita di Monti di contrattare con l’Europa, la volontà di piegare la testa a una politica che se ci ha salvato dal baratro ci ha portato dritti sull’orlo del precipizio, nell’immobilità istituzionale e nel ricatto costante dell’Alta finanza. Dove sono finite le agenzie di rating che ci dovevano declassare se non facevamo un governo? Scomparse nel nulla quando il governo non si è fatto! Quindi era solo una “minaccia” per facilitare tattiche politiche e sacrificare ancor di più gli italiani con un ulteriore manovra? Stritolarci con la paura della Greciao di Cipro? Ma il “gioco al massacro” non è riuscito perchè l’Italia, quella degli imprenditori o dei ceti più piccoli, ha protestato in silenzio, con dignità, levandosi la vita. Ancora dobbiamo ascoltare l’illuminazione degli economisti che devono far quadrare il bilancio sulla pelle degli italiani?

Ecatombe di suicidi ieri… oggi Crimi lancia l’idea del microfondo.

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Dopo i tre suicidi di ieri (che puoi leggere qui) l’M5S lancia l’allarme e chiede a tutti i parlamentari di rinunciare ai rimborsi elettorali e di istituire un microfondo. Attraverso la pagina del suo profilo Facebook, Vito Crimi, lancia la proposta: «Non possiamo che ribadire la necessità di un’azione urgente a favore dei ceti produttivi e dei lavoratori, schiacciati dalla crisi e da uno Stato troppe volte cieco e sordo. Non c’è bisogno di attendere un nuovo governo – osserva – c’è bisogno di esempi e di un Parlamento subito operativo e sovrano dal punto di vista legislativo, come prevedono la Costituzione ed i regolamenti parlamentari. Tutti i partiti rinuncino da subito ai rimborsi elettorali, come ha fatto il Movimento 5 Stelle che ha lasciato allo Stato 42 milioni di euro. Basta una firma. I parlamentari si autoriducano lo stipendio creando un fondo per il microcredito per lavoratori e piccole e medie imprese in crisi. Il Parlamento ritorni sovrano in maniera decisiva, come prevede la Costituzione. Si costituiscano subito le Commissioni permanenti». In questo modo si possono mettere al primo punto all’ordine del giorno «il Reddito di Cittadinanza, le misure a favore delle piccole e medie imprese, i tagli alla Casta dello Stato».

Mentre M5S, cerca soluzioni, Bersani pensa alle poltrone? Berlusconi è impegnato in qualche pranzo? Monti sta attendendo l’apertura dei mercati asiatici per monitorare i suoi investimenti?  

Dorme di notte la Fornero?

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«Non so come faccia a dormire la notte, non li vede i morti che le passano davanti agli occhi?». Gianna Dionisi, sorella gemella di quel Romeo suicidatosi insieme alla moglie Anna Maria, perché non ce la facevano più ad andare avanti con le spese. L’uomo era un muratore e aveva aperto una partita Iva per versare i contributi all’Inps dopo che aveva perso il lavoro. I versamenti erano pesanti e l’uomo aveva fatto un prestito e si era indebitato. In casa entravano i 600 euro della pensione sociale della moglie e i 900 del fratello Giuseppe. Levato l’affitto di 500 euro, le rate del prestito e le spese correnti, non rimanevano che 400 euro per vivere.

«Erano disperati – ricorda Gianna -. Lui qualche volta diceva “mi butto a mare”, ma sembrava una di quelle frasi che si dicono così, tanto per dire».
Un suicidio preparato nei dettagli con l’ultima cena di giovedì notte. Poi Anna che prepara il tè al fratello e tutti vanno a letto. Ma in realtà i due coniugi scendono in garage e s’impiccano.

La fanno finita con una vita che ha solo da offrire sofferenza e miseria, la fanno finita con quell’ansia di non riuscire a sdebitarsi, la fanno finita con uno stato che ha solo saputo chiedere ai cittadini senza capire che stava andando oltre il sostenibile. Con i costi e le tasse che si sono abbattuti su chi non poteva pagare. Eppure il governo che ha permesso tutto questo è al suo posto, per questo vuoto istituzionale che si è creato, che le forze politiche non hanno voluto superare per i propri protagonismi ed egocentrismi. Gli imprenditori chiudono le imprese e s’impiccano… probabilmente sono tutti evasori? Sono evasori coloro che emigrano alla ricerca di un posto di lavoro? Sono evasori coloro che chiedono una rateizzazione ad Equitalia?  Che l’evasione ci sia in Italia nessuno lo mette in dubbio, che ci sono stati anni in cui tutto è stato permesso e nessuno si è preoccupato di fare una politica di rientro delle imposte è fuori dubbio… ma ora chi ci deve andare di mezzo sono i ceti più poveri o chi nel frattempo si è impoverito? E’ questa la giustizia sociale?

Dopo 8 punti Pd, 8 proposte PdL, agenda Monti… ora arriva la “memoria” di Barca!

fabrizio barca - tuttacronaca

Fabrizio Barca, intervenuto alla trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata, ha annunciato la sua volontà di entrare a far parte della dirigenza del Pd: “Non ambisco a fare il segretario del Pd, ambisco essere parte del gruppo dirigente”. E già si è messo all’opera al riguardo. La settimana prossima, infatti, presenterà la sua agenda: la sua “memoria”. “Il Pd, la sinistra e Sel hanno bisogno di fare squadra, non ovviamente a costo di un compromesso, non se non c’è un ‘sentimento’ di squadra”, ha spiegato, aggiungendo che è necessario superare l’idea tecnocratica, ossia il “pensare che ‘il cosa fare’ lo sappiano 15-20 persone” così come va lasciata alle spalle la convinzione “secondo la quale ‘ormai siamo in un mondo in cui tutti sanno cosa fare e veniamo convocati tutti davanti al computer e basta fare un referendum’. Si tratta di due visioni sbagliate”. L’intervista di Barca, arrivata in un momento delicato per un Pd scisso tra il rifiuto e la volontà di aprire al PdL, è servita al ministro per la Coesione territoriale per ribadire il suo punto di vista circa la centralità dei partiti.  “Le parti economiche sono importantissime, ma il partito è il crogiolo dove i bisogni delle persone, e soprattutto le soluzioni, arrivano a una decisione”. “Ad una macchina dello Stato riformata deve corrispondere un sistema dei partiti che funzioni bene”.

Pierferdinando scarica Monti!

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“Non sono deluso da Monti, ma da una scelta cui anche io ho concorso e che si e’ rivelata sbagliata. Abbiamo cambiato noi stessi i connotati di Monti: da servitore dello Stato, da Cincinnato che era, abbiamo pensato potesse essere l’uomo della Provvidenza per l’affermazione del centro. Ora comincia una nuova stagione. E’ evidente che la prossima volta dovremo schierarci. Misureremo le alleanze sul grado di affinita’ che avremo nel processo costituente”. Lo sostiene il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Secondo Monti dobbiamo ringraziare Passera e Grilli…

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«La quota di debiti della Pa non ceduta alle banche era già 61 miliardi di euro, salito a 74 a fine 2010 e a 80 miliardi a fine 2011». Lo ha detto il premier Mario Monti, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm. Ho visto un’«improvvisa voglia di tutti di pagare molto di più alle imprese, compresi coloro che le hanno soffocate in passato», conclude Mario Monti.
«Siccome può essere l’ultima volta che ho a fianco» i ministri Grilli e Passera lasciatemi dire che entrambi fatto un enorme lavoro e quando «la polvere si sarà posata» e il lavoro del governo sarà valutato oggettivamente «è sopratutto a loro due che dovrete dire grazie». Così Mario Monti, in conferenza stampa.

Allora grazie di aver pagato una parte esigua dei debiti che hanno già fatto chiudere aziende, seguiti a volte da suicidi degli imprenditori e che arrivano dopo rinvii e promesse sempre disattese e dopo aver appena appreso che il debito dello stato non è a 91 miliardi ma bensì a 130. Grazie!

Adesso per giorni avremo i titoli sulla grande svolta dell’Italia e dell’ossigeno alle imprese, ma non si penserà a chi, pur avendone diritto, non potrà usufruire di quell’ossigeno. Però grazie di aver iniziato a pagare quello che gli imprenditori attendono da anni… ciò che è dovuto, lavoro che è stato fatto e non è stato retribuito dallo Stato… Debito accumulato verso privati che poi sono stati strangolati dalle tasse a cui è stata negata anche la compensazione… per questo ringraziamo… Grazie a nome di tutti coloro che non ce l’hanno fatto e non ci sono più. GRAZIE!

Boldrini sconvolta dal triplice suicidio di Civitanova Marche!

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E’ una notizia sconvolgente quella che arriva da Civitanova Marche, il segno della disperazione e della solitudine in cui la crisi può far sprofondare le persone”. Così Laura Boldrini ha commentato il duplice suicidio dei coniugi Dionisi. La presidente della Camera, che domani parteciperà ai funerali, ha aggiunto: “E’ una tragedia che colpisce l’intera comunità nazionale e che mi ferisce ancor più perché è avvenuta nella mia regione”.

Di Pietro “i suicidi di Civitanova sono le vittime del governo Monti!”

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”Si dira’ che sono vittime della crisi, ma non e’ vero. Sono vittime delle leggi sbagliate con cui la crisi e’ stata resa piu’ feroce dal governo Monti e dalla ministra Fornero”. Lo afferma Antonio Di Pietro commentando la vicenda dei suicidi di Civitanova Marche.

«Mi prenderanno l’auto?»: era questa la paura di Anna Maria Sopranzi, la donna di 68 anni che si è tolta la vita insieme al marito Romeo Dionisi perchè, a corto di denaro, non riuscivano più ad andare avanti. Paura dei pignoramenti, che per persone come loro, vissute sempre modestamente ma con dignità, erano un vero spauracchio. Anche se l’auto era «una vecchia Panda di 20 anni fa». Lo racconta un vicino della coppia, Ivo Costamagna, che è anche il presidente del consiglio comunale di Civitanova Marche, l’ultima e forse unica persona alla quale i Dionisi, molto riservati, si erano rivolti per avere un consiglio, stretti com’erano ormai in una «tenaglia mortale».
L’uomo, infatti, che aveva lavorato come muratore per 35 anni, con la crisi dell’edilizia era rimasto a spasso, ma continuava tenere aperta la sua posizione all’Inps. Negli ultimi tempi, però, non riusciva a far fronte ai versamenti e si era indebitato con banche o finanziarie: «Una decina di migliaia di euro», dice Costamagna, tanti quanti Dionisi avrebbe dovuto riscuotere da un’impresa edile per la quale aveva lavorato in nero, anch’essa travolta dalla crisi.
Una situazione difficile, che si trascinava ormai da un anno e mezzo: «Lei, soprattutto, mi è sembrata depressa, mentre lui ancora lottava», l’ultima impressione ricevuta da Costamagna. Ma di rivolgersi ai servizi sociali i Dionisi non ne volevano sapere, e continuavano a soffrire di quella dignità lesa, a fronte di quel poco che si erano costruiti in una vita.
Il fratello di Anna Maria, Giuseppe, era andato a vivere con loro. Stanotte, quanto Romeo e la moglie sono scesi in garage per farla finita, lui dormiva. Questa mattina, al suo risveglio, non li ha trovati in casa ma non si è preoccupato. È andato a prendere il giornale come faceva tutti i giorni in un’edicola vicina.
Al ritorno ha visto gente, carabinieri, ambulanze davanti casa. Quando ha scoperto quello che era successo ha perso la testa: se n’è andato e l’ha fatta finita pure lui gettandosi in mare. Tre vite distrutte. I corpi di Anna Maria e Romeo erano vicini: l’ultimo passo lo hanno fatto insieme.

Il sindaco di Civitanova Marche Claudio Corvatta ha proclamato per domani il lutto cittadino dopo la tragedia che ha sconvolto la città per il triplice suicidio dei due coniugi in difficoltà economiche e del fratello di lei che non ha retto alla disperazione. I Teatri di Civitanova e l’Amat, aderendo alla giornata di lutto, hanno rinviato al 21 aprile la manifestazione ‘Sotto a chi danza!’ in programma domani al Teatro Annibal Caro.

I decreti dell’ultima ora… per sistemare amici, conoscenti e casta?

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E’ un governo tecnico specializzato in decreti dell’ultima ora. Nonostante sia ormai esangue l’esecutivo Monti non smette di dispensare ed erogare soldi! Dopo il decreto di dicembre che innalzava le tasse aeroportuali, ora arriva quello del ministro Corrado Passera, con 80 milioni di euro che entreranno nelle casse di alcune Autorità Portuali. Ma se pensate veramente che sia l’ultimo scandalo, vi sbagliate, perché non più tardi di dicembre scorso la bagarre era scoppiata sull’assegnazione di 100 milioni per lo sviluppo del Porto offshore di Venezia. Ora invece la “torta” spetta a Genova, Savona, Civitavecchia, Gioia Tauro e Cagliari. Naturalmente sia a Venezia sia nel recente caso nessuna strategia è alla base dell’erogazione e non vi è stata nessuna spiegazione a correlare l’urgenza del decreto.

La Ciociaria torna a tremare… la paura non passa!

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Ancora una scossa di terremoto e’ stata registrata in Ciociaria dopo lo sciame sismico delle scorse settimane nel comprensorio di Sora che aveva creato paura e danni. Il sisma di magnitudo 2.4 e’ stato registrato la notte scorsa alle 00.31. Il terremoto e’ stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nel distretto sismico Monti Ernici-Simbruini. La scossa non ha causato danni a cose o persone.

ECCO L’AFRICA DEL PD. MPS E LA BENEFICIENZA AI…POLITICI!

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Da una parte, c’era il Monte dei Paschi di Siena che garantiva “sconti” a mutui e conti correnti per Pd, Cgil e Arci. Dall’altra, e lo rivela  c’era la Fondazione Mps che elargiva finanziamenti alle più svariate associazioni ed enti: 10 mila euro all’Accademia di studi storici Aldo Moro di Roma,30mila all’associazione Audax Randonneur di Parabiago per “la creazione di una rete stradale a elevata ciclabilità”; 10mila all’associazione “amici del Guatemala” di Siena; 20mila all’associazione “amici onlus” di Roma per “la realizzazione della Baobab University college in Ghana”; 20mila per la progettazione e l’allestimento di mostre al Meeting di Cl a Rimini; 30mila alla Fondazione Etica di Brescia (presieduta dall’avvocato Gregorio Gitti, genero di Giovanni Bazoli e candidato nella lista Monti alle prossime elezioni) per “la costruzione di un indice di sostenibilità della Pubblica amministrazione”; 10mila alla Fondazione “Alcide De Gasperi” presieduta da Franco Frattini, per la pubblicazione dei “quaderni degasperiani”; 50mila alla fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano, per “lo studio prospettico comparativo tra prostatectomia radicale nerve-sparing versus laparoscopica” e poi soldi ai circoli Arci di mezza Toscana, a botte di 20-25mila euro ciascuno, associazioni operaiste, bande musicali e associazioni sportive… Un giro d’affari che sembra esser andato a far beneficienza direttamente nelle tasche dei politici che attraverso Fondazioni e Associazioni per l’Africa in realtà ottenevano finanziamenti a pioggia e sconti sui mutui. Una storia tutta italiano e uno scandalo che sta allargandosi a dismisura.

Firme false per Monti e Albertini!

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La Procura di Cremona ha aperto un’inchiesta – l’ipotesi di reato è falso in atto pubblico materiale e ideologico – in relazione a una trentina di presunte firme false raccolte a sostegno della lista Albertini e della lista Monti in vista delle prossime elezioni regionali. La notizia, anticipata dal sito ‘Cremona oggi’ è stata confermata da fonti investigative.

In Procura è arrivato nei giorni scorsi un rapporto firmato dalla Digos di Cremona dal quale emergerebbero doppie firme per la lista Monti e la lista Albertini, poi disconosciute davanti agli inquirenti dagli stessi firmatari. Gli elenchi contenenti le presunte firme fasulle sono stati sequestrati: sarebbero cittadini che hanno apposto la firma per la presentazione della lista Monti e poi si sarebbero trovati anche tra i firmatari di quella di Gabriele Albertini, candidato al Pirellone. Al momento c’è un solo indagato: non è escluso che l’indagine si allarghi.

“La vicenda riguarderebbe irregolarità per 30 firme su un totale di 641 raccolte nella provincia di Cremona”, fa sapere Albertini attraverso una nota. “Una volta di più esprimo tutta la mia fiducia sugli accertamenti che Digos e magistratura stanno compiendo. Qualora dovessero ravvisarsi responsabilità di ogni tipo, saremo inflessibili con tutti coloro che dovessero essere coinvolti  in questa vicenda. Mai come in questo momento lo slogan della mia campagna, ‘zerocompromessi’, deve rispondere alla domanda di serietà che i cittadini richiedono. Lo abbiamo promesso agli elettori, lo abbiamo chiesto ai candidati che hanno sottoscritto un codice etico, lo abbiamo richiesto con forza a chiunque ha deciso di sostenere il nostro cammino. Non transigerò in nulla da quest’impegno”.

 

Politica al presepe! A Napoli il confronto c’è…

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Niente confronto tv tra i leader politici? Il face to face si materializza allora nelle botteghe del presepe di San Gregorio Armeno, a Napoli.

Monti, Bersani, Berlusconi, Ingroia, Grillo, Giannino, tutti in versione terracotta, da oggi sono in mostra nella bottega del maestro Genny Di Virgilio, nella strada del centro storico della citta’: vestiti ed accessori riprendono fedelmente quelli reali.

ECCO LE FACCE DELLA SOFFERENZA: Prodi (l’antico) e Bersani (il nuovo?)

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Tra i toni di Pierluigi Bersani e la faccia a “sorpresa” di Romano Prodi si sono consumate oggi in Piazza Duomo le illusioni degli italiani. La solita vecchia politica, le solite vecchie facce dell’Ulivo, poi diventato Pd che urlano il cambiamento, lasciando il finanziamento ai partiti e gli stipendi stratosferici ai manager. Tra privilegi e cene, tra sperpero di denaro pubblico e aumento delle tasse, la sinistra senza idee e senza un programma, promette, attacca e cerca consenso a meno di una settimana dal voto, mentre l’obiettivo da raggiungere sembra sempre più sfuggirle di mano. E’ questo il mondo di sinistra che abbiamo sognato tanti anni? La faccia di un Prodi e di Bersani che snocciolano idee che sono già superate? Una visione della politica vecchia maniera, che si ripiega su se stessa per non innovare, perchè incapace di uscire fuori dai vecchi stereotipi?

“Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro”: con queste parole, fra gli applausi, Pier Luigi Bersani ha iniziato il suo intervento alla manifestazione del centrosinistra in piazza Duomo a Milano.

“Faccio una scommessa, le loro coalizioni si frantumeranno”, ha assicurato Bersani, nello scommettere che l’alleanza di centrosinistra resisterà, parlando delle coalizioni legate al centrodestra e a Monti. “Chi si diverte a sfrugugliare nella nostra coalizione – ha avvertito – si riposi. Noi il nostro patto l’abbiamo fatto con 3,2 milioni di notai. Ci siamo presentati con la nostra foto di gruppo. Lo facciano gli altri. Non ho visto una foto di Berlusconi, Maroni e Storace o Fini, Casini e Monti”.

“Partiremo con una lenzuolata di norme contro la corruzione, che premino gli onesti e non i furbi”. Il candidato premier del Pd, tra le priorità, ha citato quella di norme che possano contrastare il falso in bilancio, i reati finanziari e il voto di scambio mafioso.

Perché la politica torni ad essere credibile con i cittadini bisogna avviare “una grande stagione sui diritti e sulla moralità”, ha affermato Bersani, elencando tra i diritti quello allo studio e quello “delle coppie omosessuali ad avere le unioni civili”. Bersani ha parlato anche di una legge sul femminicidio e dell’importanza della parità di genere. “Noi porteremo in Parlamento il 40% di donne – ha spiegato – e saranno loro a dire a Berlusconi come si parla alle donne”.

“Dalla Lombardia partirà la svolta, e da qui chiuderemo questa fase e volteremo una pagina ventennale”. Con queste parole il candidato premier del centrosinistra ha concluso il suo comizio in piazza Duomo. “Noi tireremo fuori dal buio la Lombardia e l’Italia – ha aggiunto – e fra sette giorni un arcobaleno colorerà il bel cielo lombardo”. MA NON ERA IL SOLE DELL’AVVENIRE ORA ABBIAMO L’ARCOBALENO???

Bersani ha ribadito che “in Lombardia si gioca la partita decisiva perché è sempre stato il luogo da dove è partita una svolta, sia nel bene sia nel male”.

“4 milioni di posti di lavoro!” Chi offre di più?

Berlusconi promette  4mln di posti di lavoro.

Monti taglia ancora… stavolta tocca alle tasse!

Bersani “è un insulto all’Italia!”
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Monti, Hollande e Rajoy la vedono uguale!

E stiamo messi bene in Europa… Tra il guerrafondaio Hollande e il ladro Rajoy… un’intesa in Europa è quanto di più auspicabile!
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Bersani apre a Monti e da Berlino lancia l’sos Ue

“Se l’Europa non si riequilibra ci scoppia in mano”.bersani_urss

Monti terrorizza gli italiani con l’alta finanza!

Monti: “Quella sembra essere una bella promessa e una polpetta avvelenata, perche’ poi ci sarebbero conseguenze finanziarie che sono quelle che gia’ oggi determinano qualche primo segnale di turbolenza nei mercati”.

E poi rincara la dose su Sel-Pd “valutino gli altri se sono credibili” monti politica italiana

Berlusconi compra i voti, Monti i mercati finanziari. COLONIZZATECI!

ITALIA IN VENDITA… ANZI IN SVENDITA! SCANDALO MPS, BORSE IN CALO, SPREAD IN SALITA, CONDONI IN VISTA E IMU DA RESTITUIRE, IL TUTTO IN “SALSA” CAMPAGNA TELEVISIVA PIU’ CHE ELETTORALE. TRA UNA MINACCIA ECONOMICA DI MONTI E UNA SHOCK DI BERLUSCONI SEMBRA DI ESSERE NELL’ARENA DI HUNGER GAMES… IL POPOLO CHE SI SCANNA TRA UNA CLASSE MEDIA STRANGOLATA, LA CLASSE POVERA MORIBONDA E UNA SCHIERA DI BANCHIERI E POLITICI CHE BANCHETTANO SUGLI SCHELETRI…

BENVENUTI IN ITALIA! COLONIZZATECI! 

politica italiana 2013

Il vuoto politico riempito da parole!

Monti: “E’ Vendola che ripete ogni ‘x’ giorni che io e l’agenda che porta il mio nome siamo incompatibili con un governo di cui lui faccia parte”, ma ”credo che dicendo questo ponga piu’ un problema al capo della sua coalizione, Bersani, che a me”.

Vendola si sente alternativo… ”Monti si candida a realizzare il programma di Berlusconi del 1994. Io mi sento alternativo. Il programma di Monti, presentato peraltro con una certa supponenza  e’ piuttosto modesto e non affronta nel merito le vere questioni”. E aggiunge  “Non è possibile mutilare il centrosinistra. Non sono un problema per Bersani, bensi’ una risorsa per il centrosinistra. Non sono frutto di un balletto di Palazzo e soprattutto non sono stato calato dall’alto. Se Monti volesse restituire la generosita’ del Pd, nessuno potrebbe impedirgli di sostenere il nostro governo gratuitamente”.

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TERRORISMO DELL’ILLUMINATO: Se vince Berlusconi su lo spread

Monti terrorizza gli italiani con minacce e vendette… Se Berlusconi vince lo spread salirà. Avendo Monti contatti e amicizie presso l’alta finanza e potendo influire quindi sui mercati è probabile che accadrà veramente. Le deviazioni della finanza che controlla la politica attraverso l’economia è la nuova forma di Dittatura moderna!

Aggiornamento 11:19 – Monti sulla proposta di Berlusconi: “Credo sia la prima volta che qualcuno tenta di comprare il voto degli italiani con i soldi degli italiani per tappare i buchi di bilancio lasciati da lui. C’è poi qualche elemento di usura perché poi gli italiani dovranno pagare più tasse.” (Quelle che Monti contratterà con la Merkel?)

BENVENUTI IN ITALIA!

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Meno tasse, aumento dell’ età pensionabile effettiva, lavoro flessibile

QUESTA L’AGENDA MONTI!

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Renzi e Bersani sul palco insieme a Firenze!

Renzi lo accoglie come futuro Premier del Paese e Bersani critica la battuta di Monti: ”O girano promesse o aggressioni, un po’ di bastonate come suggeriscono i guru. In un anno Monti non ci ha mai trovato un difetto e ora da 15 giorni ce ne trova uno al giorno. Quella di oggi sul Pd nato nel ’21 e’ veramente infelice. Si può dire di tutto ma non ferire un progetto di cui non ha neanche una vaga idea”.

MA NON ERABERSANI A DIRE “VI SBRANIAMO TUTTI?”

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“I Banchieri del Pd”, calo in borsa per MPS: 9,46%

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Vedi la situazione in Borsa di stamattina.

“La Stangata”: Bankitalia e Consob finiscono in Procura

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“Inside Job” per MPS. Monti: nascosti documenti a vigilanza

Vendola a Monti sulla MPS:  ” La nazionalizzazione può essere quasi uno sbocco naturale. Con la trasformazione dei titoli in azioni, laddove la banca non riuscisse a sostenere quel ritmo di percentuali sul debito, il rischio, o meglio l’esito, potrebbe essere questo. Il sindaco del Pd ha scoperchiato quella pentola e chi invece proteggeva Mussari si è candidato nelle liste con Mario Monti. Qui il più pulito ha la rogna”

E NOI DOBBIAMO VOTARE PER VOI CHE AVETE TUTTI LA ROGNA? IL SINDACO DEL PD E’ UN EROE? POTEVA PARLARE PRIMA, MAGARI NON SERVIVA STRANGOLARE GLI ITALIANI CON LE TASSE PER POI DARE ATTRAVERSO LA FINANZIARIA I SOLDI ALLA MPS!

Alfano su Mps “L’atteggiamento da ‘gnorri’ del Pd nei confronti della vicenda del Monte dei Paschi di Siena non convince nessuno, anche perchè non esiste in Italia un’altra banca controllata così direttamente da un partito. Quello di Mps è uno scandalo paragonabile a quello della Banca Romana. Non può non avere dei responsabili perchè Mps è controllata da una fondazione a sua volta controllata dagli enti locali governati dal centrosinistra”.

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“Le paludi della morte”. Vendola spaventato da Monti

Vendola su Monti: “Il rischio è la palude e l’ingovernabilità. Non è Sel il rischio per la stabilità del governo. Il rischio è che vinca la palude. Non sopporto la supponenza del partito delle elite, di una etnia votata al comando: la supponenza è un pericolo per la democrazia”.

MA FORSE VENDOLA INTENDEVA LA SUPPONENZA DI BERSANI E LA DITTATURA IMPOSTA DAL PD SU MPS???

CHI E’ NELLA PALUDE DELLA MORTE SONO GLI ITALIANI CHE NON SANNO PIU’ PER CHI VOTARE TRA LA SINISTRA E LA DESTRA. ODI E LIVORI IN NOME DELLA SPARTIZIONE DELLA TORTA ALLE SPALLE DEGLI ITALIANI STROZZATI DALLA CRISI E DA GOVERNI INCOMPETENTI E CORROTTI.

Monti risponde con lo spauracchio “Spread”: Vendola al governo? Si alza lo spread!

ITALIANI AVVISATI E TERRORIZZATI DAL MONTI PREVEGGENTE!

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La Grande Corsa… Adesso anche Monti vuole la riduzione delle tasse!

“So che questo irrita alcuni politici, perchè io dovrei essere crocefisso per sempre come la persona che ha imposto le tasse agli italiani, peraltro dando puntuale esecuzione a programmi che il mio predecessore aveva già stabilito con l’Ue”.Monti_autosospeso

La tattica politica di Monti o incursione europea nella politica italiana?

4Rehn, Commissario Ue agli affari economici: “Nell’autunno 2011 il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare piu’ gli impegni su riforme e risanamento dei conti presi con l’Ue e il risultato e’ stato il prosciugarsi dei finanziamenti al paese, con lo schizzare dello spread. Portando poi alla crisi politica e al governo Monti”.

E’ possibile che in piena campagna elettorale la Ue s’inserisca in tal modo nella politica italiana? Berlusconi sicuramente avrà le sue colpe, ma le frasi di Rehn suonano molto sospette. L’europa vuole Monti, ma gli italiani hanno il diritto di votare chi vogliono?

 

 

Manovra sì, manovra no… la terra dei cachi!

 

CHI TARTASSERA’ CHI? CHI METTERA’ LA TASSA PIU’ ALTA? CHI UCCIDERA’ I CERVELLI IN FUGA PER EVITARE LA DIASPORA?

TRA IMU CHE SI TOGLIE E MANOVRA CHE SI FA… BENVENUTI IN ITALIA, LA TERRA DEI CACHI!
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Monti criticato e contestato nel modenese. Il prof bocciato da FT e dai terremotati!

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Ombre sul Pd per la vicenda MPS, Vendola attacca Monti

”Monti e’ nostro avversario, la sua apertura al Pdl e’ emblematica e ha rivelato il suo sentimento genuino di uomo di destra.”Monti si deve rassegnare – ha proseguito – perdera’ queste elezioni e non riuscira’ a diventare la badante di Bersani”.

Si può usare un linguaggio più consono ai VALORI DELLA POLITICA (non agli uomini politici che i valori li hanno persi molti milleni fa in Italia)? Quando smetteremo di avere un livore becero e riporteremo le istituzioni a una dignità ormai perduta? Sono settimane che si parla di stampelle e di badanti… man mano che le elezioni si avvicinano i toni diventano sempre più volgari!

MA FORSE E’ SOLO TATTICISMO PER CERCARE DI SVIARE L’ATTENZIONE DA MPS!

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Vendola-Monti, abbraccio mortale secondo Ingroia… non lo vedremo mai!

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“Senza Berlusconi il Pdl non è!” così Alfano. Discesa libera per Monti?

Pdl rifiuta la proposta Monti?

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Monti apre a PDL, l’accordo è possibile senza il Cav.

 

Il Pdl “magari – afferma a ‘Radio Anch’io’ – non sarà sempre guidato dall’on. Berlusconi” e si “potrebbe benissimo immaginare una collaborazione con quella parte una volta mondata ed emendata dal tappo che impedisce le riforme”. Quanto ad una alleanza con il Pd, dipenderà dalle politiche di Bersani: “Se sono quelle che vengono espresse con piena legittimità dalle componenti più massimaliste non ci sarà possibilità”.

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“Per gli esodati stiamo integrando l’agenda!” Il Prof prende lezioni da Bersani?

Per il momento gli esodati però restino comodamente in bilico!!!

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Monti bacchetta Bersani “non parli di polvere sotto i tappeti, spaventa i mercati”

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Monti “giudizio positivo sull’Italia”! Il Prof ha superato l’esame.

E si dice pronto a riferire in parlamento sulla questione MPS, mentre lancia una fune a Bersani “Mps non sia oggetto di fantasie elettorali”

No, ma quali fantasie? Solo realtà oggettive! A quando la manovra per salvare Mps? Aprile o arriviamo a maggio?

BENVENUTI IN ITALIA!

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