Imprenditore picchia convivente: il pranzo non era pronto!

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Violenza contro la convivente da parte di un piccolo imprenditore edile 56enne di Montebelluna (Treviso) aggravato dai futili motivi: sembra infatti che l’uomo al rientro dal lavoro non abbia trovato il pranzo pronto in tavola. Questo fatto, insieme a una buona dose di alcol avrebbe mandato in escandescenza l’uomo che avrebbe pesantemente insultato, schiaffeggiato e sbattuto contro un muro la compagna di 32 anni. Ma questo sarebbe stato, secondo il racconto della vittima solo l’atto finale di una serie di violenze già subite dalla donna. I due erano andati a convivere lo scorso anno, e subito erano iniziate le liti. Alcuni mesi fa la 32enne poi aveva ricevuto una telefonata da una donna che l’informava di avere una relazione con il 56enne. Così la donna aveva interrotto il rapporto ed era tornata dai genitori. L’uomo si era presentato dando in escandescenze e  alla fine, aveva   convinto la compagna a ritornare insieme. Lo scorso giugno, un nuovo eccesso d’ira: il 56enne afferra la partner al collo e la prende a schiaffi. La 32enne lo abbandona una seconda volta. Una decina di giorni fa, però, di fronte alle promesse di cambiamento acconsente a riprendere la convivenza. Ora l’uomo è stato arrestato grazie alle nuove norme contro la violenza su le donne.

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Fino a 50mila euro a chi lascia “di sua volontà”: raggiunto l’accordo a Geox

geox-incentivi-tuttacronacaTrovato l’accordo tra i vertici della Geox e i sindacati: ” Ai lavoratori cassintegrati e in contratto di solidarietà che, al termine dei due anni di ammortizzatore sociale, accetteranno di accedere volontariamente alla mobilità andranno dai 30 ai 50mila euro, a seconda dell’inquadramento attuale.” E’ questo il risultato finale dopo che, la settimana scorsa, era stato raggiunto l’accordo che definiva il numero del personale in esubero: 71 su 560 addetti. Per 44 di loro sarà chiesto un periodo di 12 + 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, mentre per gli altri 27 sarà adottato il criterio dei contratti di solidarietà. L’intesa raggiunta prevede che, per i primi, il trattamento di Cigs venga integrato dall’azienda di Montebelluna fino al raggiungimento del 75% della retribuzione lorda (circa l’83% della busta paga netta, data la diversa tassazione alla quale sono soggette le somme dedicate ad incentivo). Trascorsi i due anni tutti loro, se accetteranno la mobilità e quindi non impugneranno il licenziamento, avranno diritto a riscuotere una somma compresa fra i 30mila euro (fino al quarto livello) ed i 50mila euro (settimo livello e quadri). Il colosso veneto si è anche reso disponibile al finanziamento di corsi di formazione a vantaggio dei dipendenti in Cigs e finalizzati ad un’eventuale ricollocazione interna o, attraverso agenzie specializzate, in mansioni richieste dal mercato del lavoro esterno. “Si tratta – hanno commentato le organizzazioni sindacali – delle condizioni incentivanti più alte mai conseguite per questa categoria”.

La gru è troppo alta per superare il cavalcavia: tragedia nel Modenese

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Simone Peraro, 38enne di Signoressa di Trevignano, ha trovato ieri una tragica morte a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, ieri mattina attorno alle 11. L’uomo è rimasto stritolato nella cabina del camion che stava guidando quando, passato sotto un cavalcavia, la gru si è accartocciata sul mezzo perchè troppo alta. Dipendente della Sartor Montaggi di Montebelluna, Simone doveva recarsi nei pressi della zona industriale La Graziosa per recuperare una piattaforma e spostarla in un cantiere vicino. Tutto va nel migliore dei modi e, verso le 11, si prepara a rientrare. Prende allora la tangenziale, così come aveva fatto in passato e consapevole che il ponte era troppo basso per permettere alla gru di passare, ma lui ha proseguito. Un uomo, in sella al suo scooter, si rende conto che il camion di Simone non può farcela e inizia a inseguirlo, tentando di avvisarlo dell’impossibilità di proseguire. “Ma non ce l’ho fatta”, spiegherà dopo. Simone non si accorge di nulla e basta un attimo perchè la tragedia si consumi: la gru sbatte contro la spalletta in cemento armato e poi crolla sopra la cabina, senza lasciare scampo all’uomo che muore sul colpo, incastrato tra l’ammasso di lamiere. Ci vorrà un’ora ai vigili del fuoco per estrarre il suo corpo mentre un testimone racconterà di aver incontrato l’uomo in precedenza: Simone appariva disorientato mentre si guardava attorno cercando una “via di uscita” verso Modena. Il testimone aggiunge che, una volta ottenute le informazioni, avrebbe imboccato la tangenziale ad alta velocità sbagliando di nuovo direzione: verso Bologna anziché Modena. Originario di Zero Bianco, nel 2004 Simone si era trasferito a Signoressa in via Risorgimento con la moglie Jessica e le due figliolette.

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