Paolini ai domiciliari e Pomeriggio 5 gli dedica un servizio: è polemica

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Gli autori di Pomeriggio Cinque hanno dedicato un servizio esclusivo a Gabriele Paolini, tornato a casa dopo 18 giorni di carcere: il gip ha infatti concesso al 40enne disturbatore televisivo, accusato di prostituzione minorile, gli arresti domiciliari. Il popolo del web non poteva non far sentire la propria voce, a partire da Selvaggia Lucarelli, che ha dedicato un lungo post su Facebook alla trasmissione.

gabriele-paolini-selvaggia-lucarelli-tuttacronacaLa Lucarelli ha espresso la sua indignazione per il servizio dedicato a una persona accusata di prostituzione minorile e che, dal suo punto di vista, non meriterebbe l’attenzione morbosa che i giornalisti della trasmissione Mediaset gli hanno riservato.

Io sono allibita. A Pomeriggio 5 sta andando in onda un teatrino allucinante. Un’inviata di fronte a casa di Gabriele Paolini è in compagnia di due suoi cari amici modello fenomeni da baraccone e che dicono quant’è caro e quanto gli manca. Poi uno dice che Paolini gli ha lasciato una lettera per la conduttrice, la quale dice “Come a C’è Posta per te, come la De Filippi!”, poi inviati che citofonano ai genitori di Paolini, le immagini di Paolini scarcerato il quale dice assurdità su Ratzinger e il tutto mentre si ribadisce che è una loro esclusiva. Ma questi l’hanno capito che stiamo parlando di minorenni e pedopornografia? Ma stare zitti e lasciare che cada l’oblio su questo soggetto? E soprattutto: quando era solo un mitomane che cercava l’inquadratura, si stringeva la telecamera per non riprenderlo, ora che è accusato di prostituzione minorile gli si dedicano primi piani e servizi?

Anche in Twitter il servizio ha fatto molto discutere, con gli utenti che hanno puntato i riflettori sulla scarcerazione di Paolini e dell’attenzione di Pomeriggio Cinque e di Studio Aperto:

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Il fidanzatino di Paolini: “La prima volta non mi pagò. Ero io che decidevo”

paolini-domiciliari-tuttacronacaIeri il tribunale del Riesame, presieduto da Guglielmo Muntoni, accogliendo parzialmente l’istanza presentata dai difensori di Gabriele Paolini, gli avvocati Massimiliano Kornmuller e Lorenzo La Marca, che chiedevano la scarcerazione o in subordine la concessione dei domiciliari, ha deciso che il disturbatore tv andà ai domiciliari. Paolini fu arrestato il 10 novembre per prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Il Riesame, che giudica attutite le esigenze cautelari, ha individuato nella casa dei genitori di Paolini il luogo dove far proseguire la detenzione. Nel frattempo il fidanzatino di Paolini lo difende: si trattava di sesso spontaneo, fatto per amore e non per soldi. “Quando con Paolini ho avuto il primo rapporto in auto non mi ha pagato. Non ho mai fatto questo con altri uomini in cambio di soldi”. Proprio sulla base di questa testimonianza il giudice ha concesso i domiciliari. Rita Cavallaro, su Libero, spiega  che secondo il ragazzo la loro era una storia d’amore.

La prima volta è iniziato con la richiesta di Paolini di massaggiarmi i piedi. Questo è avvenuto a casa sua. Durante il massaggio ho avuto un’erezione, ero vestito, avevo i pantaloni corti. Paolini ha scoperto che ero bisex. Questo è avvenuto prima del rapporto in auto.

E ancora:

Ero io che decidevo quello che volevo fare con Paolini e il rapporto non era del tipo tu mi fai questo ed io ti do i soldi.

Anche di fronte alle contestazioni del pm, che punta l’attenzione sulle pretese economiche del minorenne nel video del tassametro, il fidanzato dice che “era un momento scherzoso. Quando Paolini mi chiedeva di fare le cose, lo faceva sempre con gentilezza, non come una put***a”.

L’allarme rosso di telefono azzurro!

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Troppi tagli nella finanziaria e Telefono Azzurro lancia l’allarme! La finanziaria taglierà sino al 30% ai fondi e questa manovra potrebbe tradursi in diritti violati e grave mancanza di applicazione dei principi fondamentali previsti dalla Convenzione Onu siglata nel 1989. Lo scenario preoccupa, anche perché in Italia si è sollevato il velo e d è sotto gli occhi di tutti il problema delle baby-squillo o di maltrattamenti perpetrati a danni di minori. Tra abusi e sfruttamento i bambini nel nostro Paese sono a rischio. Per questo Sos Telefono Azzurro, in vista della Giornata Mondiale dei Diritti e dell’Infanzia lancia l’allarme affinché «il Paese si desti da un’indifferenza che potrebbe avere conseguenze sempre più drammatiche» e un appello alla comunità, alle istituzioni e ai media.

L’appello, «a nome dei bambini italiani» in 14 punti, «per tornare ad accompagnare bambini e adolescenti» avanza una serie di richieste. Fra queste: l’istituzione di un dipartimento interno al Consiglio dei Ministri responsabile delle scelte strategiche e politiche che incidono sulla vita dei bambini; la disposizione di maggiori fondi per la loro tutela; la predisposizione di un sistema centrale in grado di coordinare efficacemente la lotta al bullismo; il riconoscimento della cittadinanza a tutti i bambini nati in Italia e la tutela dei minori extracomunitari non accompagnati; la lotta alla spettacolarizzazione di casi relativi a minori da parte dei media.

Governo al servizio dei cittadini quello che taglia i fondi all’infanzia e mantiene in piedi il rimborso ai partiti?

Baby squillo, altre minori coinvolte al sud

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Che Paese sta diventando l’Italia? Disoccupazione alle stelle, Pil in caduta libera e l’unico mercato che non conosce la crisi sembra essere quello della criminalità e della prostituzione. Tutti coloro che erano rimasti sorpresi dalle due baby squillo di Roma per l’atteggiamento e le frasi che erano uscite dai verbali, ora dovranno di nuovo stupirsi per la dimensione del fenomeno. Sembrerebbe che quello delle due baby squillo dei Parioli non sia un caso isolato, ma un giro più largo che si sta ricostruendo ora dopo ora grazie ai tabulati telefonici e dai pc degli indagati. Altre minorenni si troverebbero nel Sud d’Italia e quasi tutte avevano a che fare con Riccardo Sbarra, l’uomo finito in carcere il 28 ottobre insieme con gli altri indagati. Ad arrestare il commercialista nella sua abitazione sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, e lui, non appena ha visto i militari, ha lanciato dalla finestra i computer per tentare di distruggere eventuali prove a suo carico. In realtà l’hard disk qualche elemento utile alle indagini lo avrebbe conservato e ora gli esperti dell’Arma stanno scaricando le informazioni che sembrano aggravare la posizione dell’indagato. Davanti al gip che lo ha interrogato subito dopo l’arresto, i suoi avvocati Augusto Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi hanno preferito non farlo rispondere. La posizione processuale è sembrata subito parecchio compromessa: tanti gli sms tra Sbarra e le due ragazzine, tante le proposte oscene, seguite da incontri e da denaro sborsato per la prestazione.

Come racconta Il Messaggero:

L’uomo chiedeva sempre di più, cercava incontri a tre. Agnese e Angela erano state a casa sua, spesso insieme. Lo racconta la più grande nel verbale di interrogatorio davanti al pm. «Sono stata da lui un paio di volte – dice – Sapevo che si chiamava Riccardo Sbarra perché l’ho incontrato anche in discoteca durante l’estate. Riccardo ha incontrato una volta anche Agnese. C’ero pure io con lei, è venuta con me a casa sua. Sapeva che io dovevo andare per avere un rapporto sessuale con lui, e siccome lei aveva bisogno di soldi, io le ho detto che poteva averlo pure lei. Eravamo presenti entrambe. In quell’occasione ci ha dato 150 euro complessive». La stessa circostanza viene confermata dall’altra ragazzina.

È sempre Angela, poi, a parlare di Sbarra in toni sprezzanti. Pm: «Lo hai visto in discoteca, ma perché lui lavora lì?. E lei: «E che ne so, è un cretino. Sta ancora lì a ballare, a fare il pischello in discoteca…». Pm: «Perché invece è grande?». Angela replica: «C’avrà trentacinque anni, trenta anni…ce li avrà».
Il gip respinge la richiesta di domiciliari avanzata dai legali e, nel farlo, sottolinea che la reiterazione del reato esiste perché esistono nei confronti di Sbarra «condotte dello stesso tipo di quelle descritte nell’imputazione». Condotte riferibili ad altre minori che l’uomo definiva nei suoi messaggi «lolitine». Rischia quindi di allargarsi ulteriormente il fronte delle indagini. Gli accertamenti puntano ora all’individuazione di queste nuove baby squillo, ma anche di tutti quei clienti che avrebbero avuto rapporti con Angela e Agnese. La loro posizione diventa sempre più delicata dopo che il Tribunale del riesame ha confermato per il commercialista solo il reato previsto dai rapporti sessuali con una minorenne, facendogli decadere l’induzione alla prostituzione e la pedopornografia. E questo potrebbe voler dire che anche gli altri clienti rischiano il carcere.

Sara Tommasi: “Paolini è una persona che sta male psicologicamente”

gabriele-paolini-sara-tommasi-tuttacronacaSara Tommasi nei giorni scorsi aveva già detto di non aver mai preso le difese del disturbatore tv Gabriele Paolini, che anzi la sfruttava. Oggi è intervenuta a Domenica Live per ribadire il concetto: “Mi faceva mille complimenti, mi adulava, come se tramite me potesse avere i riflettori addosso. Mi sono sentita usata in quel momento e anche in altri”. E ancora: “Non immaginavo avesse fatto tanto baccano durante il mio ricovero. Un pochino mi sono sentita usata. Non vorrei che il suo modo di essere così carino con me fosse solo perché ero Sara Tommasi e potevo spingere anche lui. Mi adulava come se fossi la star più ambita del mondo. In quel periodo non stavo bene, tendevo a spogliarmi sempre, facevo scelte estreme, ero molto su di giri anche io. Ricordo quel periodo in modo offuscato”. A Barbara D’Urso, e agli spettatori, ha raccontato anche di un episodio particolare: “La sera del mio compleanno si è spogliato in strada, ha fatto tutte queste cose, grande clamore. Io non stavo bene e ci ridevo. Oggi ripensandoci…”. E ancora, “Sapeva di poter spendere il fatto che era mio amico. Aveva detto che ero incinta, che aveva avuto il test dal dottore, anche lì si è fatto gli affari miei. Io lo chiamavo, lui registrava la telefonata e la metteva su internet, quindi ho cambiato numero”. Se i ricordi sono sbiaditi, i giudizi sono netti. La showgirl ha spiegato che secondo lei Paolini “non stava bene, affetto da bipolarità, è una persona che sta male psicologicamente”. Non solo sensazioni ma confessioni nate da un rapporto di amicizia. E che non è mai spinto oltre. “Non abbiamo mai avuto un rapporto sessuale. Ci sentivamo spesso, lui mi chiamava, frequentavamo lo stesso entourage. Mi disse che era affetto dalla bipolarità, un disturbo dell’umore molto comune che purtroppo porta a fare anche cose inaudite. L’ho sempre visto molto su di giri. Lui stesso diceva che non stava bene, che io ero come lui e che ci dovevamo curare”.

Sara Tommasi prende le distanze: “Mai difeso Paolini. Mi sfruttava”

paolini-tommasi-tuttacronacaPrende la parola su Facebook Sara Tommasi, a favore della quale in passato Paolini, ora in carcere per sfruttamento e induzione alla prostituzione minorile, aveva lanciato diversi appelli e prende le distanze dal ‘disturbatore’ tv: ” …..Ma io mi chiedo come mai alcuni giornalisti devono riprendere le notizie interpretando le interviste travisando la verità dei fatti…. Avranno qualche problemino di comprensione? Bah…… – ha scritto la Tommasi sul social – Vorrei dichiarare apertamente e lo vorrei fare SOTTOLINEANDOLO, che io NON HO MAI e poi MAI difeso PAOLINI…anzi se devo essere sincera sino in fondo posso dire che mi frequentava solo per approfittare della mia immagine e avere più visualizzazioni sulle sue pagine dei social network. Nell’ intervista fatta per Pomeriggio 5 ho semplicemente detto (a dire dello stesso Paolini) che è una persona bipolare e che probabilmente ha agito per i reati per il quale è stato arrestato non in piena lucidità mentale. Non siamo mai stati amici, lo frequentai nel periodo che non stavo bene nell’ ambito delle persone che mi hanno coinvolto nel mondo dell’ hard, essendo lui stesso un pornoattore“.

Paolini interrogato: “video solo per uso personale”

gabriele-paolini-tuttacronacaGabriele Paolini, arrestato domenica per sfruttamento e induzione alla prostituzione minorile, è stato sottoposto oggi a interrogatorio di garanzia, durante il quale ha riferito: “Non ho mai preso parte a orge con minori, i video erano solo per uso personale. Per spirito narcisistico ho sempre amato documentare la mia vita per poi vedere e condividere le immagini con i miei amici”. Paolini ha anche descritto tutti i luoghi nei quali si è incontrato “a titolo amichevole” con i suoi amici. Al termine è stata inoltrata al gip, dall’avvocato Kornmuller, la richiesta di revocare la misura cautelare in carcere e di concedere a Paolini gli arresti domiciliari: la famiglia si è detta disponibile ad ospitarlo in casa. Il pm ha espresso parere negativo; il gip si è riservato di decidere. Durante l’interrogatorio, durato tre ore, il ‘disturbatore’ ha inoltre affermato: “Sapevo che era minorenne, il rapporto era consenziente. Mai mercimonio, solo un profondo affetto”. Riguardo la sua relazione con il 17enne, ha spiegato che è nata “perchè entrambi ci siamo confessati i drammi della nostra vita”. Per quel che riguarda gli altri due minori che per la procura sarebbero stati adescati in cambio di soldi, “ci furono solo rapporti affettuosi di amicizia, poi finiti dopo che mi sono innamorato di lui”.

Gabriele Paolini: uno dei due 17enni è il mio fidanzato

paolini-tuttacronacaSono Lorenzo La Marca e Massimiliano Kormmuller, gli avvocati di Gabriele Paolini, che riferiscono quando il ‘disturbatore tv’ avrebbe detto loro nel carcere di Regina Coeli, dov’è detenuto con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. “Ci amiamo. Stiamo insieme da otto mesi alla luce del sole. Siamo andati anche insieme alla piscina del Circolo ufficiali dell’esercito. Il nostro è amore. Ho anche conosciuto sua madre e lui i miei genitori. Nessuno sfruttamento della prostituzione”. Il 39 è dietro le sbarre da domenica per aver avuto rapporti con due minorenni, il secondo dei quali, avrebbe riferito, l’ha incontrato per caso per strada. Il ragazzino gli avrebbe chiesto un autografo e di lì sarebbe iniziata un’amicizia. Proprio questo 17enne gli avrebbe presentato il presunto fidanzato ed anche un terzo minore, uno studente romeno. I legali di Paolini  presenteranno un ricorso al tribunale del Riesame per la scarcerazione. Gli avvocati Lorenzo La Marca e Massimiliano Kornmuller intendono infatti contestare l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Alessandrina Tudino su richiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Claudia Terracina.  Secondo i penalisti, infatti, Paolini “non ha mai pagato i due minorenni per avere rapporti sessuali. Uno è il suo fidanzato, l’altro la persona che li ha fatti conoscere. Anzi, proprio quest’ultimo gli avrebbe offerto, scherzosamente, del danaro per fare sesso. Quella del tassametro è solo una battuta. Comunque con quest’ultimo non ha mai avuto alcun momento di intimità, ma solo con il suo fidanzato”.   “Consensualmente hanno avuto rapporti, hanno fatto l’amore, filmando anche alcuni dei loro incontri. Quei video erano per uso personale e non sono mai stati messi in commercio, né vi era tale intenzione. In un filmato c’è anche una reciproca dichiarazione d’amore. Paolini è dispiaciuto per l’attacco mediatico che ha subito ma è convinto tutto si chiarirà perché è innocente”.

I minorenni e il disturbatore: “Quello che facevamo con Paolini ci sembrava normale”

paolini-arresto-tuttacronacaSi trova in cella d’isolamento il disturbatore tv Gabriele Paolini, accusato d’induzione minorile e produzione di materiale pedopornografico dopo che i militari del nucleo investigativo di via In Selci hanno recuperato alcune foto dove il personaggio televisivo sarebbe ritratto con minorenni mentre compie atti sessuali. E proprio due 17enni romani, studenti figli di impiegati, sono stati interrogati dal pm Claudia Terracina, alla quale hanno raccontato che “Per noi lui era un personaggio famoso che era diventato amico nostro. Ci portava in giro in macchina, ci faceva divertire, ci comprava jeans e ricariche. Quello che facevamo con lui ci sembrava normale. E ci pagava per fare sesso con noi”. E ancora, interrogati in Procura con l’assistenza di uno psicologo, spiegano: “potevamo vantarci con gli amici perché lo conoscevamo”. Paolini non era visto come una minaccia, anzi, quello che facavano, sapendo di essere ripresi, era per togliersi qualche sfizio: “Con lui andavano a giocare a bowling, oppure dai suoi parenti a prendere il tè. Suo padre ci ha anche insegnato un gioco da vecchi, la briscola”. Nel frattempo la cantina nei pressi di piazza Bologna dove Paolini aveva i suoi incontri sessuali è stata messa sotto sequestro e gli investigatori credono che i ragazzi siano stati adescati su Internet e sospettano che il “disturbatore” abbia avuti incontri hard anche con altri ragazzini. Finora sono stati trovati 180 file tra foto e video, e comparirebbero anche un adolescenti romeno e altri ragazzini. In alcune registrazioni audio, inoltre, si ascoltano le trattative tra i ragazzi e il “profeta del condom”, come si faceva chiamare il disturbatore: “Vuoi 15 euro? Ok. Fidati! Non ti faccio nulla, cosa pensi”. A un altro che gli faceva notare che il tempo stabilito era finito replica: “Hai messo il tassametro? Ecco altri 30 euro”. La prossima persona che verrà ascoltata sarà lo stesso Paolini, che verrà interrogato mercoledì.

I 6 ragazzi rinchiusi in una stanza, un disabile e 4 minorenni

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Non si sa da quanto tempo erano rinchiusi e non si conosce il motivo di un tale gesto, ma oggi 6 ragazzi sono stati liberati dai carabinieri di Gioia Tauro, in Calabria. I 6 erano imprigionati in una stanza di un campo rom che è composto da sette palazzine.  La scoperta è stata del tutto causale, i carabinieri erano nel campo rom infatti alla ricerca del bottino di una rapina e si sono trovati di fronte una porta chiusa che hanno aperto: all’interno i 6 ragazzi, di cui uno disabile e 4 minorenni. I ragazzi, fatti uscire dalla stanza avevano problemi motori  e insofferenza alla luce, tutti sintomi che fanno supporre che si trovassero all’interno di quella “prigione” da molto tempo. La nonna dei bambini, Fiorina Amato, 60 anni, invece  ha detto che si erano nascosti nella stanza di loro volontà per sfuggire ai controlli dei carabinieri.

 

I bambini malati: droga e alcol in aumento!

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Hanno meno di 11 anni e vengono ricoverati in ospedale per abuso di alcol o droghe. Il fenomeno è in netto aumento in Gran Bretagna: nel 2012, per abuso di alcol, si è calcolato almeno un terzo in più rispetto al 2011 mentre l’incremento di ricoveri nei minori di 11 anni  per abuso di stupefacenti ha fatto segnare un +14%. I minori con problemi di alcolismo consumano in media 7 pinte di birra a settimana. Un dato importante da rilevare è che spesso si tratta di famiglie povere dove i bambini spesso non vengono seguiti in famiglia.

Vita dura per i paparazzi: la California dice basta ai flash

paparazzi-california-tuttacronacaUn anno fa le attrici Halle Berry e Jennifer Garner iniziarono una crociata affinchè venisse limitata l’invedenza dei fotografi nella vita dei figli delle star californiane, per lo più hollywoodiane, ma anche appartenenti al mondo della politica e dell’economia. Ora Jerry Brown, governatore della California, ha promulgato il “Bill 606”, una nuova legge che eleva a un anno di prigione la pena per i fotografi che “molestano un minore a causa della professione di uno dei genitori”. Oltre a questo, arrivano le sanzioni finanziarie in cresita: 10 mila dollari alla prima violazione, 20 mila alla seconda, 30 mila alla terza. Inoltre i “genitori famosi” potranno chiedere al “paparazzo molestatore” risarcimenti civili per i danni causati con i suoi scatti. A seguito della promulgazione della legge, Halle Berry ha dichiarato: “Ho incominciato a battermi in difesa della piaga inflitta ai bambini a causa della celebrità dei genitori ma ora mi rendo conto che questo è l’inizio della fine dell’aggressività dei paparazzi”. Infatti ora i fotografi si troveranno ad aver a che fare con una ridotta capacità d’inseguire i vip non potendosi più avvicinarsi ai loro figli e, essendo la definizione di “intrusione” alquanto ambigua, possono rientrare nel novero anche le stesse foto scattate. Proprio per questo motivo le organizzazioni che rappresentano i fotografi americani, i network della California e i produttori cinematografici si sono opposte alla nuova legge. Secondo tali organizzazioni, infatti, si tratterebbe di una “limitazione della libertà di espressione” tutelata dal Primo Emendamento Costituzione. La legge, che è passata perchè “alla fine ha prevalso la necessità di tutelare i bambini da comportamenti estremi da parte di estranei” come ha spiegato il senatore Kevin de Leon, entrerà in vigore il primo gennaio 2014 e per molte star rappresena una prima vittoria in vista della riconquista della loro privacy.

L’infanzia oltraggiata dei 168 milioni di minori al lavoro

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Il rapporto dell’Ilo sul lavoro minorile presenta dati positivi, in riduzione del 32% rispetto al 2000.  Nel 2012 sono stati, infatti, registrati 168 milioni di minori a lavoro (il 10,6% della fascia di età tra i 5 e i 17 anni). 73 milioni poi hanno meno di 11 anni.

«Il contrasto al lavoro minorile è sulla strada giusta – segnala l’organizzazione internazionale del Lavoro – ma di questo passo l’obiettivo dell’eliminazione delle sue peggiori forme entro il 2016 non sarà raggiunto. La direzione è giusta ma ci stiamo muovendo troppo lentamente – ha dichiarato il direttore generale Guy Rider – se vogliamo porre fine a questo flagello nel prossimo futuro dobbiamo raddoppiare gli sforzi».

I progressi più consistenti si sono avuti tra il 2008 e il 2012 con il calo da 215 (il 13,6% delle persone tra i 5 e 17 anni) a 168 milioni (il 10,6%).

La situazione più drammatica è nell’Africa sub sahariana con il 21,4% dei bambini al lavoro (oltre 59 milioni) mentre nell’area Asia Pacifico il numero dei bambini al lavoro è più alto (77,7 milioni) ma la percentuale sul totale dei minori è al 9,3%.

In America latina e Caraibi lavorano l’8,8% dei bambini tra i 5 e i 17 anni (12,5 milioni) mentre in medio Oriente e Nord Africa lavora l’8,4% dei minori (9,2 milioni). Tra i bambini più piccoli (tra i 5 e gli 11 anni) lavorano in 73 milioni, l’8,5% delle persone in questa fascia di età. Per 18,5 milioni di bambini con meno di 11 anni il lavoro consiste in una attività pericolosa.

Tra i 12 e i 14 anni lavorano oltre 47,3 milioni di bambini (il 13,1%) mentre tra i 15 e i 17 anni lavorano il 13% dei minori (47,5 milioni di persone). Il 58% dei minori è utilizzato in agricoltura, il 7,2% nell’industria e il 32,3% nei servizi (in forte aumento rispetto al 25,6% del 2008). La maggioranza dei bambini lavoratori è maschio (99,7 milioni a fronte di 68,2 milioni di femmine). Ma le differenze di genere si annullano tra i bambini più piccoli con 36,3 milioni di bambini maschi e 36,7 milioni di bambine al lavoro. Tra i 15 e i 17 anni l’80% dei minori lavoratori è maschio (38,7 milioni) e appena il 19% femmina (8,8 milioni). Secondo il rapporto Ilo tra i minori al lavoro ci sono 5,5 milioni di bambini in «lavoro forzato», un quarto delle vittime totali del lavoro forzato. Tra questi 960.000 sono coinvolti in situazione di sfruttamento sessuale.

Bimba di 3 anni violentata: si sospetta di un 15enne

bimba-violentata-tuttacronacaLa procura presso il Tribunale dei Minori di Genova sta coordinando le indagini della polizia di La Spezia al fine di scoprire la verità su un’orribile vicenda. Una bimba di 3 anni, straniera ma residente in Italia, è stata ricoverata all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia dopo essere stata vittima di violenza sessuale. Il principale sospettato dell’atroce azione è un ragazzino di appena 15 anni, amico di famiglia e connazionale, al quale la madre della piccola l’aveva affidata. La donna ha raccontato alla polizia che, dopo essersi intrattenuta con la madre del 15enne è rientrata a casa e qui ha trovato la bimba in lacrime. La squadra mobile della questura della Spezia sta lavorando incessantemente per trovare riscontri a questa testimonianza.

Niente elemosina davanti alla Santa Casa, il sindaco di Loreto lo vieta

Niente elemosina davanti alla Santa Casa, il sindaco di Loreto lo vieta-tuttacronaca

Il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti, ha messo un freno al dilagante fenomento dell’accattonaggio «con l’impiego di minori, anziani, disabili o simulando disabilità». Niccoletti  si è detto preoccupato per «l’ampia dimensione assunta dal fenomeno dell’accattonaggio nel territorio comunale, spesso praticato in modo ripugnante, insistente o vessatorio, simulando deformità o malattie, o adoperando altri mezzi fraudolenti, come ad esempio gli animali, per suscitare pietà». Il divieto vale in ogni spazio pubblico o aperto al pubblico del territorio comunale. Fatti salvi eventuali profili penali, chiunque viola le norme rischia una sanzione amministrativa che va da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro. Naturalmente uno dei luoghi preferiti da coloro che sfruttano anziani, minori e disabili è lo spazio di fronte alla Santa Casa, luogo di culto frequentato da migliaia di fedeli e turisti nel corso dell’anno. L’ordinanza recita anche che a volte l’accattonaggio diventa «un diversivo per agevolare borseggi, scippi e furti in genere». Nicoletti vuole valorizzare invece la città e, soprattutto la Santa Casa,  per poterne usufruire senza subire vessazioni o furti. Nell’ordinanza è prevista anche una pena accessoria: il «sequestro cautelare del denaro e delle attrezzature impiegate nell’attività di accattonaggio».

 

Bimba di 11 anni violentata e uccisa da 22enne.

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La violenza contro le donne in India sembra inarrestabile. Stavolta a pagare con la vita è stata una bimba di appena 11 anni violentata e uccisa da un ragazzo di 22. L’episodio è accaduto giovedì nel villaggio di Galandewadi, a 100 km da Pune. La ragazzina, che aveva compiuto gli anni il 15 agosto, stava rientrando a casa da scuola quando il violentatore l’ha aggredita e trascinata in un campo. Dopo averla violentata, l’ha strangolata con una corda. Il cadavere della giovane vittima è stato ritrovato giovedì notte. La polizia sta dando la caccia all’assassino.

 

Bambini oggetto abusati dal sacerdote cileno Pinuer.

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Bambini e adolescenti di strada affidati al sacerdote Orlando Rogel Pinuer nella speranza di salvarli dalla strada e potergli assicurare un futuro. Invece hanno conosciuto l’inferno diventando schiavi di un religioso che in realtà era un pedofilo seriale che ha violentato e abusato sessualmente di moltissimi giovani. Orlando Rogel Pinuer non ha rispettato neppure i luoghi sacri, abusando dei ragazzi anche  tra la sacrestia e l’altare della chiesa di Temuco, nel Cile meridionale.  Proprio oggi, dopo le numerose denunce, il sacerdote è stato condannato: riconosciuto colpevole di abusi sessuali ai danni di almeno 4 giovani tra i 14 e i 16 anni, tra il 2006 e il 2011. C’erano anche altri casi di violenze, ma sono finiti in prescrizione per la scarsità di prove. Domenica si saprà con certezza la pena che il sacerdote dovrà scontare.

 

La mamma seduta al bar con l’amica e la figlia a mendicare

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Sembrerebbe impossibile e invece a Santa Margherita Ligure i vigili urbani hanno dovuto segnalare alla Procura dei Minori di Genova un strano episodio. Una bambina di soli 3 anni chiedeva l’elemosina camminando in strada con un bicchiere di carta e un cartellino, mentre la mamma, con un’amica, erano al bar a scambiarsi quattro chiacchiere. La donna e la bambina sono già ripartite per Milano, luogo in cui risiedono,  mentre il giudice dei minori si  è riservato ogni decisione in merito.

 

Tre ragazzi minorenni sono scomparsi nell’Adige. Ore di ansia

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Tre ragazzi minorenni, di nazionalità straniera, sono stati visti scomparire questo pomeriggio nelle acque dell’Adige, a Cavarzere, Venezia. Da una prima ricostruzione uno dei ragazzi si sarebbe trovato in difficoltà e i due amici si sarebbero tuffati per aiutarlo, ma nessuno dei tre è più emerso.

Aggiornamento 12 agosto, 19.08: il corpo di uno dei tre ragazzi marocchini, di 15, 16 e 17 anni, è stato ritrovato privo di vita. Dei 3 amici solo uno, il più grande, sapeva nuotare. Erano scesi in acqua per cercare refrigerio dalla calura estiva.

Droga-party: 16enne rischia la vita, 8 minori coinvolti

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Una bravata che poteva diventare tragedia per una giovanissima leccese di appena 16 anni che, in stato di shock, è stata ricoverata all’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) per una presunta intossicazione da stupefacenti dopo un droga-party. Durante l’indagine investigativa sono stati ascoltati dai carabinieri anche otto minori, amici della giovane, tutti ospiti di un campeggio in zona, dove si sarebbe improvvisata la notte brava. Le forze dell’ordine vogliono accertare chi abbia approvvigionato il gruppo di ragazzi per risalire alla fonte.  La ragazza, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita, ma è  stata segnalata alla Prefettura come assuntrice di stupefacenti e affidata ai genitori, anch’essi presenti in zona per trascorrere le ferie, ma ignari degli eccessi della figlia.

Omicidio di gelosia a Massa: uccide la ex moglie e l’amante e si toglie la vita

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Tragica domenica d’estate in provincia di Massa Carrara dove un uomo, Marco Loiano, accecato dalla gelosia ha ucciso la sua ex moglie, Cristina Biagi, e un suo amico, Salvatore Gambino, prima di suicidarsi. Nella sparatoria, svoltasi a Marina di Massa, sono rimasti feriti anche due minori che si trovavano davanti al ristorante dove l’uomo ha raggiunto e ucciso la ex moglie. Uno dei ragazzi sarebbe in gravi condizioni ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Pisa.

Aggiornamento 28 luglio 2013,17,24:

L’uomo era stato denunciato. A rivelarlo una vicina di casa dei genitori di Cristina Biagi: «Lei lo aveva denunciato spesso, viveva con i suoi genitori e lui veniva sotto casa a minacciarla». La ex moglie era tornata a vivere dai genitori insieme ai figli.

Marco Loiano sembra che avrebbe pronunciato alcune frasi confuse prima di togliersi la vita: «Salutami tanto i miei, saluta tanto la mia mamma». A dichiararlo Nicoletta Bertini, proprietaria del bagno Maria Pia, che ha tentato invano di impedirgli di suicidarsi. La testimone ha poi dichiarato: «Era pallido, sudato, tremava. Ho provato a fermarlo, gli ho detto ‘Ti prego,non farlo, anch’io sono una mamma ».

Contrariamente a quando affermato in un primo momento dalle agenzie, nessun minore sarebbe stato coinvolto nella sparatoria. I figli della coppia, al momento della tragedia, erano infatti a casa di una nonna e sono stati in seguito rintracciati dai carabinieri.

Aggiornamento 28 luglio 2013, 18,54:

L’amico della donna Salvatore Gambino non sarebbe stato ucciso, ma sarebbe invece ricoverato in gravissime condizioni. I medici stanno cercando di salvargli la vita, ma al momento la prognosi rimane riservata

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Il giro di vite di Papa Francesco sui reati su minori

papa-francesco-i-tuttacronacaE’ stato pubblicato il Motu proprio con il quale Papa Francesco ha effettuato una piccola rivoluzione del sistema penale della Santa Sede. Il principale giro di vite riguarda i delitti sui minori come vendita di minori, prostituzione minorile, violenza sessuale su minori atti sessuali su minore, pedopornografia, detenzione di materiale pornografico, arruolamento di minore. Vengono anche affiancate tre nuove leggi con cui la Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano legifera su norme complementari in materia penale, modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e su norme generali in tema di sanzioni amministrative. Altro cambiamento radicale riguarda l’ergastolo, che verrà abolito a partire dal primo settembre. Al riguardo Giuseppe La Torre, presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, ha precisato, riguardo le conseguenze della abolizione dell’ergastolo su eventuali richieste di estradizione, che il problema viene generalmente posto nella legislazione internazionale per i Paesi in cui si applica la pena di morte e non per quelli in cui si commina l’ergastolo. Ma dopo lo scandalo Vatileaks, non potevano mancare novità anche riguardo il furto di documenti: si prevede ora l’aumento delle pene per la sottrazione di documenti riservati dagli uffici vaticani, qualora i documenti abbiano particolare rilievo. Ma con il nuovo provvedimento il Papa ha anche stabilito che gli organi giudiziari del Vaticano possano esercitare la giurisdizione penale anche su reati commessi contro la sicurezza, gli interessi fondamentali o il patrimonio della Santa Sede e contro ogni reato la cui repressione è richiesta da un accordo internazionale ratificato dalla Santa Sede, se l’autore si trova nello Stato della Città del Vaticano e non è estradato all’estero.

Luci rosse in Vaticano… orge con minori?

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I video che incastrano il Vaticano sarebbero nelle mani di un notaio di Lugano, questa è la notizia shock di Francesco Zanardi, presidente di “Rete Abuso”, sulle presunte orge nella Santa Sede. Nei video, girati dalle vittime degli abusi, ci sarebbero alti prelati che molesterebbero i minorenni. Francesco Zanardi, noto blogger in lotta contro la pedofilia, essendo lui stesso stato vittima di molestie sessuali da piccolo, ha “confessato” la sua verità al settimanale ticinese “Il Caffè”.

 

Orge gay con minori in Vaticano?

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E’ il Fatto Quotidiano con un articolo a firma di Marco Lillo e Ferruccio Sansa a rivelare le orge gay in Vaticano a cui avrebbero, secondo le dichiarazioni di un manager di una multinazionale (che racconta anche di avere prove fotografate e video), partecipato anche minori.  Alcuni degli incontri, sempre secondo la fonte, sarebbero avvenuti proprio tra le mura della Santa Sede:

“In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”.

L’uomo avrebbe anche alcuni numeri di cellulare che sarebbero serviti per organizzare questi incontri.

 

La confessione inconfessabile, l’agente di Noemi Letizia.

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Francesco Soprani Chiesa: l’ho conosciuta perchè avevo l’ufficio in via monza 16. Io ho portato a Emilio Fede “le meteorine”.  Il direttore mi disse che:  ” la Sicula (Ruby) l’aveva conosciuta a un concorso di bellezza e sta qui per divertimento”. Le dico queste cose perché ci sono state tante situazioni che mi hanno stancato. Se io volevo essere pagato trovavo qualcuno che mi pagava per stare zitto. Quando ho visto Ruby davanti al tribunale non ce l’ho più fatta.

Dal 2007 io ho preso le distanze da vallettopoli perché ero inquisito. Con Maristel ho un rapporto di amicizia così stretto che me lo ha detto. Mi hanno detto che facevano il Bunga Bunga e avevano rapporti sessuali con Berlusconi.

Ero l’agente di Noemi Letizia e lei mi ha detto che ha avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi da minorenne. Il padre mi disse che non aveva bisogno di guadagnare perché già ci aveva pensato Silvio Berlusconi. Io sto tradendo la fiducia di una persona che mi ha raccontato un segreto… Questo segreto non fa male a Noemi, ma agli italiani… Berlusconi non era amico del padre.

I Corazzieri con le tette!

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Marco Travaglio: Se Berlusconi va al Quirinale abbiamo finito con il problema delle donne al Colle, lui ci porta i corazzieri con le tette! Poi si può dare anche la grazia da solo e rendere disoccupato Ghedini!

Ma chi è Zazà?

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Come ha comprato Berlusconi il silenzio Ruby e Noemi?

Ghedini dice che Chiesa Soprani è stato querelato, ma a Servizio Pubblico non risulta, soprattutto non risulta la condanna per diffamazione e come diritto di cronaca, l’intervista sarà mandata in onda!

C’è chi su Twitter accusa la trasmissione di non occuparsi della crisi economica, delle fabbriche chiudono, della gente che si ammazza. Ma da dove è partita la crisi italiana, forse non è causa anche delle “distrazioni del Bunga Bunga”?

Rivelazione shock… parla l’agente di Noemi e Ruby!

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Domani andrà in onda, a Servizio Pubblico, l’intervista che  Sandro Ruotolo ha fatto a Francesco Chiesa Soprani, l’agente di Noemi Letizia.  Lo shock è venuto dalle parole dell’uomo che ai microfoni ha denunciato:

«Noemi e Ruby hanno avuto rapporti sessuali con Berlusconi, quando erano minorenni».

 

Violenza sessuale… le 15enni lo uccidono!

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Aveva tentato una violenza sessuale ai danni di due 15enni e per questo è stato ucciso. Poi le due ragazzine si sarebbero allontanate sull’auto dell’uomo dal luogo del delitto. Qualche ora dopo si sono andate a costituire dai carabinieri della zona. Il corpo dell’uomo era stato ritrovato da un passante che portava a spasso il cane e che in precedenza aveva visto l’uomo con le due ragazze. La vittima, che non aveva addosso nè soldi nè documenti, è stata oggi identificata anche se non ne è stato reso noto il nome.

Lite fra ragazzi… accoltellato a morte un 15enne!

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Quella che era nata come una banale rissa fra adolescenti finisce in tragedia. Ad Aversa, provincia di Caserta un 15enne ha perso la vita dopo che è stato raggiunto da una coltellata sferrata da un ragazzo di 17 anni. Lo scontro è avvenuto vicino all’ufficio postale e insieme alla giovane vittima c’erano altri cinque minori, quattro dei quali sono stati feriti. Poco dopo la mezzanotte, è scoppiata la lite che ha portato poi alla tragedia Due ragazzi sono stati già dimessi dall’ospedale, mentre altri due sono stati trattenuti anche se le loro condizioni non sono preoccupanti.

La sigaretta elettronica è solo per adulti!

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Renato Balduzzi, ha firmato oggi un’ordinanza con la quale si è innalzato il divieto di vendita delle sigarette elettroniche: dai 16 anni siamo passati ai 18!

Il Ministro Balduzzi aveva chiesto all’Istituto Superiore di Sanità un parere sul rischio legato all’utilizzo delle sigarette elettroniche, in particolare sui minori, sulla base degli ultimi aggiornamenti scientifici, dai quali erano emersi possibili pericoli, soprattutto per i giovani. L’Istituto superiore di sanità ha fornito le proprie valutazioni il 20 dicembre 2012: anche per i prodotti a bassa concentrazione, la dose quotidiana accettabile di nicotina – come determinata dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – è superata anche solo con un uso moderato delle sigarette elettroniche. Ciò appariva ancora più evidente negli adolescenti. «Quindi – si legge nella nota del ministero – non si possono escludere effetti dannosi per la salute». Il Ministro Balduzzi ha chiesto in seguito un ulteriore parere al Consiglio Superiore di sanità. In particolare, il Consiglio superiore di sanità dovrà valutare lo studio condotto dall’Istituto superiore di sanità in merito alla pericolosità delle sigarette elettroniche nonchè stabilire se le sigarette elettroniche, e le ricariche contenenti nicotina o altre sostanze, possano ricadere nella definizione di «medicinale per funzione», pur in assenza di un’esplicita destinazione d’uso in tal senso da parte del responsabile dell’immissione in commercio. Il CSS ha iniziato l’esame della questione in 19 marzo scorso.

Un senegalese frusta con un cavo d’acciaio il figlio!

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Prima il rumore fragoroso delle frustate, poi le urla strazianti di un bambino. Sono questi suoni che hanno permesso ai carabinieri di Reggio Emilia di scoprire, grazie alle richieste di intervento giunte dai vicini di casa, una storia di violenza familiare in un paese della provincia: il padre senegalese – come riferisce il ‘Resto del Carlino’ – ha preso a frustate il figlioletto, otto anni, con un cavo elettrico causandogli lesioni e ferite in tutto il corpo. Il bimbo è stato ricoverato all’ospedale e giudicato guaribili in trenta giorni. È accaduto la sera di Pasqua. Al loro arrivo nell’abitazione i carabinieri sono stati accolti dall’uomo che ha giustificato le urla parlando di un litigio avvenuto poco prima tra la moglie ed il bimbo, poi uscito per andare a giocare a pallone con gli amici. I militari, non convinti, sono entrati in casa e hanno scoperto il piccolo, in lacrime, ferito e rannicchiato nella vasca da bagno. È stato chiamato il 118, mentre il padre – 45 anni, operaio – e la madre sono stati portati in caserma per accertamenti. L’uomo – che ha detto di aver agito così per «educare» il bambino – è stato arrestato per abuso di mezzi di correzione e disciplina, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Nel cesto della biancheria da lavare i Cc hanno trovato il cavo elettrico, lungo circa un metro e del diametro di 1,5 cm, utilizzato per frustare il piccolo.

Bimba contesa… “papà è cattivo”!

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Bimba contesa. Dopo la morte della madre avvenuta in un incidente stradale la bambina è al centro di una battaglia legale tra i nonni materni e il padre. Alla piccola spetta infatti un maxi risarcimento dopo che un auto ha travolto la mamma uccidendola. L’assicurazione, secondo le prime cifre, infatti, dovrebbe risarcire quasi un milione di euro, ma subito dopo il funerale della madre, la piccola è stata affidata al padre, quell’uomo contro il quale, la moglie aveva avviato una pratica di separazione per maltrattamenti prima di morire. Ad avvalorare la tesi c’è il forte rifiuto della bambina che si rifiuta categoricamente di andare con il padre. La bambina però dovrà attendere i tempi lunghi della giustizia italiana, si parla almeno di 7 mesi. Così i nonni hanno iniziato la loro battaglia legale dichiarando «Noi non vogliamo soldi, vogliamo solo il bene di nostra nipote. L’indennizzo se lo prenda il marito di mia figlia. A noi non interessa. Chiediamo alla Corte dei Diritti Umani di intervenire, per il bene di mia nipote ma anche per rispetto nei confronti della mia povera figlia».

BELLISSIMA… L’agghiacciante dietro le quinte nei concorsi di bellezza under 14!

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Chi si ricorda il film Bellissima di Luchino Visconti con Anna Magnani e Walter Chiari? Ieri sera la puntata delle Iene è andata a indagare nel mondo dei concorsi di bellezza under 14. Fasce, coroncine, frasi da leggere, coraggio di abbattere la timidezza… il tutto per accontentare mamma e papà. La scelta naturalmente, secondo i genitori, è dei bambini, che la prendono come un gioco, in realtà c’è una vera e propria violenza da parte dei famigliari a far partecipare i loro figli. In questi meccanismi perversi entrano a volte anche le nonne, anche loro in prima linea ad applaudire i nipotini.

Storie agghiaccianti dove dietro si scopre esserci non solo la notorietà ma anche un lauto compenso in denaro: dai 200 euro in su. Le Mamme ambiziosissime sperano che la  figlia “che ha vinto 7 premi a soli 9 mesi” possa arrivare molto lontano, ma dove non lo sanno neanche loro. Intanto si assiste a scene consuete di bimbi stanchi e annoiati, talvolta in lacrime durante i concorsi, una scelta presa tutt’altro che autonomamente e con la massima competizione, altro che “gioco“.

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Abusi su minore… condannato parroco a 9 anni!

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I giudici della Corte d’appello di Genova hanno confermato la condanna a 9 anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione di carcere per Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina. E stata invece ridotta (da 5 anni a 4 anni e 8 mesi) la pena per l’ex seminarista Emanuele Alfano, che era accusato di induzione alla prostituzione minorile.

Arrestato il “grossista” della pedopornografia, era un banchiere!

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Arrestato il più grande grossista di filmati pedopornografici: un “anonimo” impiegato bancario, S. A., che aveva una collezione di 105mila filmati pedopornografici, tra cui anche immagini di neonati. Il 52enne sposato ma senza figli , custodiva il materiale nei suoi due pc, in numerosi cd e dvd. Otteneva i file con il “peer to peer” per mantenere alta la qualità dell’immagine. Le indagini erano partite nel 2011, con perquisizioni anche nella banca in cui lavorava l’uomo, ma sembra al momento non esserci nessuna correlazione con l’ambiente lavorativo. I minori dei filmati erano soprattutto stranieri e, ora, dopo l’arresto dell’uomo, si cercherà tramite un’indagine internazionale di raggiungere le vittime degli abusi.

 

MEA MAXIMA CULPA: il documentario shock sui preti pedofili!

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La Chiesa cattolica trema con questo docu-shock sui casi di pedofilia perpetrati in tutto il mondo da alcuni sacerdoti: è Mea Maxima Culpa: silenzio nella casa di Dio‘ di Alex Gibney. In questo film, la Chiesa non fa altro che negare, minimizzare e censurare, a partire dal Milwaukee dove quattro non udenti denunciano gli abusi subiti. Ma nel film, in sala il 20 distribuito da Feltrinelli Real Cinema (stasera in prima a Firenze e domani a Milano), anche le responsabilità del Papa emerito Ratzinger e dello stesso Papa Wojtyla e la speranza nel nuovo, ovvero in Papa Francesco. Intanto nel filmato le testimonianze di Terry Kohut, Gary Smith, Pat Kuehn e Arthur Budzinski, ormai adulti, vittime da ragazzi degli abusi sessuali di Padre Lawrence Murphy, direttore della St. John’s School di Milwaukee nel Wisconsin. Un sacerdote che, tra il 1950 e il 1974, ha abusato sessualmente di circa duecento bambini audiolesi senza subire alcun processo canonico e morendo da prete. Muovendo dalle accorate testimonianze di questi quattro personaggi, vittime sacrificali anche grazie al loro disagio, altri casi di pedofilia in America e in Europa sempre nel silenzio della Chiesa. Si parla dell’irlandese padre Walsh, del messicano di Marcial Maciel, amico di Wojtyla e inviso a Ratzinger, dando voce alle pagine presentate alla Corte penale internazionale dell’Aja dalla SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) e dalla Ong americana Center for Costitutional rights. Joseph Ratzinger sarebbe responsabile per essere stato per 25 anni a capo dalla Confederazione della fede e, dunque, a conoscenza dei fatti. Lo stesso Papa avrebbe poi ribadito il vincolo del segreto da mantenere durante la procedura investigativa e processuale. Papa Wojtyla, invece sarebbe colpevole, oltre che della conoscenza di questi crimini, dell’amicizia appunto con Maciel. Ovvero il sacerdote messicano colpito dalla pena della rinuncia a ogni ministero pubblico per atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione solo nel 2006, decisione approvata dall’allora papa Benedetto XVI.
«Papa Ratzinger ha fatto molto per queste vicende di pedofilia, ma non ha creato vera trasparenza e non ha aperto gli archivi diocesani, cosa invece accaduta in Germania, Belgio e Stati Uniti. Una cosa, quest’ultima, che potrebbe fare Papa Francesco» dice il vaticanista Marco Politi. E aggiunge:«il nuovo Papa si troverà sul tavolo anche questo problema. In Italia si possono calcolare circa 3000 casi nascosti valutando che ci sono 200 diocesi e nessuna ha mai fatto un’inchiesta, a parte quella di Bressanone che ha denunciato quindici casi». Spiega invece il regista premio Oscar per ‘Taxi to the Dark Side’: «i numeri sono impressionanti, ma va detto che al centro del film ci sono i miei quattro eroi che, con coraggio, hanno parlato mentre la Chiesa non li ha voluti ascoltare. Ratzinger – ribadisce il regista – era il responsabile della Dottrina della Fede e la sua responsabilità è quella di non aver fatto nulla. Non solo, dal 2001 aveva chiesto che ogni caso di questo tipo dovesse comunque passare prima dalla sua scrivania». Le sue dimissioni? «Sono l’atto più potente del suo pontificato – ha sottolineato oggi Gibney -. In questa maniera ha dimostrato di non essere in grado di affrontare queste cose, di essere davvero un uomo. Speriamo che Papa Francesco sia quello adatto». Il vaticanista Robert Mickens evidenzia invece:«I vescovi sono stati responsabili in Italia di non affrontare la cosa e di aver lasciato sole queste vittime innocenti che sono davvero i più poveri di tutti, doppiamente abusati, sessualmente e per essere non udenti».

Karate e sesso… abusi sessuali in una scuola spagnola

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Fernando Torres Baena, 56 anni, ex campione di karate spagnolo, è stato condannato a 302 ani di carcere per aver abusato sessualmente di allievi della sua scuola di arti marziali, tra cui minorenni, per quasi 20 anni. Il giudice di Las Palmas, nelle isole Canarie, nel pronunciare la sentenza, ha parlato di “vere e proprie orge, con ragazzi costretti ad avere rapporti sessuali con lui, ma anche fra di loro, senza distinzione di sesso, età o numero”.

L’uomo è stato giudicato colpevole di un “crimine continuato di abuso sessuale senza precedenti”. Condannate anche la moglie di Torres Baena, Maria Josè Gonzales, a 148 anni, e un’altra istruttrice di karate, Yvonne Gonzales, a 126 anni di prigione. Le due donne sono colpevoli di aver partecipato all’organizzazione degli incontri sessuali e delle orge. Le vittime saranno risarcite con cifre che vanno dai 10.000 ai 50.000 euro.

Il quadro terribile che è emerso dal processo ha mostrato, secondo il giudice, “un caso senza precedenti nella storia” della Spagna, mentre la scuola di arti marziali è stata descritta come “quasi una setta sessuale”.
La storia agghiacciante venne allo scoperto nel 2010 quando, a febbraio, Fernando Torres Baena fu arrestato dopo la denuncia di una sua allieva. Schioccante la testimonianza di un’altra sua vittima, un bambino che ha detto che il maestro abusava di lui quando aveva 9 anni e mentre la madre stava morendo per una malattia. Secondo gli psichiatri nominati dal tribunale, l’uomo non soffre di nessuna malattia mentale, ma è un manipolatore con un ego smisurato.

Al Pio X bambini maltrattati e picchiati dalle suore. 1 arresto.

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Una suora, Teresa Mandirà, è stata arrestata dalla squadra mobile di Trapani, su disposizione del gip; è accusata di maltrattamenti e lesioni personali nei confronti di bambini. La religiosa dell’Istituto “Pio X” di Valderice è ai domiciliari. Nell’inchiesta sono coinvolti un’altra suora e quattro dipendenti dell’Istituto. A tutti è stato imposto il divieto di avvicinarsi ai bambini, che, nelle scorse settimane, in via cautelativa, erano stati trasferiti in altri centri.
L’indagine è cominciata dopo la denuncia dei genitori di un bambino di 8 anni affidato – su provvedimento del Tribunale dei Minorenni di Palermo – all’ istituto. La coppia aveva segnalato che il figlio era stato picchiato da alcuni istruttori del Pio X e in particolare da suor Teresa. Il bambino aveva ecchimosi sul corpo. Un altro bambino aveva ripreso col proprio cellulare una scena in cui si vedeva la suora picchiare il minore: il video è stato consegnato ai genitori che l’hanno dato alla polizia.
Gli inquirenti hanno interrogato i bambini con l’ausilio di personale specializzato in ambiente protetto e con sostegno psicologico, e hanno raccontato di numerosi episodi di violenza fisica e psicologica. Le percosse a volte erano accompagnate da vessazioni: alimenti in cattivo stato di conservazione, riscaldamenti spenti, docce con acqua fredda.
Alcuni minori hanno anche raccontato di essere stati dileggiati e offesi dagli indagati che spesso li accusavano di appartenere a famiglie di pregiudicati.

Il divieto di avvicinamento è stato applicato nei confronti dei dipendenti dell’istituto Maria Mazzara 50 anni, Carlo Cammarata di 49, Laura Milana di 34, Giuseppa Ruggeri di 74 anni, e J. Yvonne Noah cittadina Camerunense, religiosa nel Pio X.

La casa rotta e le famiglie abominevoli!

casa rotta

Otto bambini venivano portati alla «casa rotta», un edificiodiroccato nel quartiere palermitano di Ballarò, lì venivano violentati e minacciati da alcuni familiari.
Un uomo e una donna – A.G. e L.G -, padre e madre di tre delle piccole vittime sono stati condannati dalla quinta sezione del tribunale di Palermo, rispettivamente a 9 anni e mezzo e a 9anni per violenza sessuale e maltrattamenti su minori. Quello che si è concluso oggi è una delle tranche di un’agghiacciante vicenda, durata mesi, che ha portato alla condanna in abbreviato a14 anni di due donne – madre e nonna – di altre tre piccole vittime.
A svelare gli orrori di abusi mascherati da giochi è stata una bambina che ha raccontato le violenze subite agli psicologi della casa famiglia alla quale era stata affidata. A mettere in allerta gli psicologi e gli insegnanti del centro era stato il rifiuto della piccola nei confronti della madre.
Da lì le indagini condotte dal pm Alessia Sinatra si sono spinte agli altri minori violentati(alcuni erano compagni di scuola della bambina) che hanno raccontato i «giochi» erotici in cui venivano coinvolti nella «casa rotta», mentre gli adulti, tra uno spinello e l’altro, abusavano di loro. Gli imputati avrebbero fatto partecipare agli abusi anche i fratelli maggiori – tutti più piccoli di 14 anni – anche loro persone offese nel processo. Il Tribunale ha anche risarcito le parti civili, rappresentate da un curatore speciale, l’avvocato Francesco Crescimanno, rappresentato in giudizio dal difensore, Roberta Pezzano: a ciascuna vittima sono andati 25mila euro. Le vittime sono state tutte tolte alle famiglie e date in adozione.

SENZA PAROLE

L’orrore indiano: 3 bambine stuprate e uccise

rape - indian - girls

Ennesimo, orribile caso di violenza nei confronti del sesso femminile in India: tre sorelline di 6, 9 e 11 anni sono state rapite, stuprate e infine assassinate nel distretto di Bhandara, una zona rurale nello Stato occidentale del Maharashtra.

Erano scomparse dal loro villaggio giovedì scorso, e due giorni dopo i loro corpi “sono stati trovati in un pozzo, insieme alle cartelle e alle scarpe”. Lo ha riferito soltanto oggi un portavoce della polizia locale, Aarti Singh, secondo cui l’autopsia ha confermato per tutte le vittime la violenza carnale prima dell’uccisione.

Le bambine erano uscite di casa per andare in cerca della madre, e da allora nessuno ne aveva più saputo nulla. Singh ha precisato che finora non sono stati effettuati arresti formali, ma che quattro sospetti sono stati fermati per essere sottoposti a interrogatorio mentre le indagini proseguono. Gli abitanti del villaggio hanno inscenato manifestazioni di protesta una volta emersa la tragica verità.

Il Paese è ancora sotto choc per la vicenda di Jyoti Singh Pandey: la 23enne studentessa di fisioterapia che il 16 dicembre scorso a New Delhi fu aggredita da sei balordi a bordo di un autobus, violentata, picchiata e seviziata per 40 minuti, e infine gettata fuori dal veicolo insieme al fidanzato, anch’egli pesantemente malmenato. La ragazza morì in un ospedale di Singapore dopo tredici giorni di agonia. Il processo ai cinque dei suoi aguzzini, che se riconosciuti colpevoli rischiano la pena di morte, è attualmente in corso. Il sesto, essendo risultato minorenne dal test del Dna, sara’ invece giudicato separatamente.

Dall’altare alla cella!

Daniel Richards, Kymberly Frederic

Daniel Richards e Kymberly Frederick sono convolati prima a nozze e poi in prigione. Sicuramente uno strano modo di festeggiare!

I due, già conviventi da qualche anno, hanno lasciato i loro figli di 1, di 2 e di 3 anni soli a casa per andare a celebrare il loro matrimonio. Su un auto prestata da un vicino, non si sono preoccupati minimamente dei loro tre figli lasciati a casa da soli. Poi a qualcuno dei due, durante il viaggio, forse è venuto in mente che era il caso di avvisare la vicina di casa e di pregarla di dare un’occhiata ai figli. La donna sconvolta, ha chiamato la polizia denunciando che 3 bambini erano stati abbandonati da soli all’interno di un’abitazione.  Così appena finita la cerimonia Rick e Kim sono fini dietro le sbarre con l’accusa di maltrattamenti e abbandono di minori.

 Tanti auguri!

Si dà fuoco in aula… shock a Cagliari!

tribunale minori

Shock nel cagliaritano per il disperato gesto di un uomo che si è dato fuoco questa mattina in un‘aula del Tribunale per i minorenni a Cagliari. Non si conoscono altri particolari sul fatto nè le motivazioni del gesto. Sul luogo sono intervenuti il personale del 118 ed i carabinieri.

Minore affidato ai servizi sociali… la famiglia è mafiosa!

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a Catanzaro si è deliberato per concedere la cittadinanza ai minori figli degli immigrati stranieri nati in città

 

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