I nostri 7 giorni: chi sarà il nostro prossimo passeggero?

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Questa settimana abbiamo fatto un viaggio alla ricerca di chiarimenti. Siamo quindi saliti “in carrozza” e, addentrandoci nell’annoso problema dei vaccini, ci siamo posti domande davanti a quelle dichiarazioni che rilasciò il Dr Hilleman nella sua storica intervista. Da una branca della medicina all’altra abbiamo riportato anche il caso del presunto autismo di Lionel Messi e, per stemperare un po’ l’atmosfera, ci siamo interessati anche dello strano caso delle infermiere cinesi un po’ “sui generis”, per poi svelare che era solo l’ennesimo fake. Cavalcando l’onda dell’ironia è tornato anche Crozza a ironizzare sul Cavaliere, così che si sono stemperate anche le 50 sfumature di… Silvio! E mentre il nostro treno attraversava la settimana c’era Maxi Rodrìguez che metteva a segno tre tunnel in 40 secondi, mentre Balotelli dormiva sogni d’oro e Gilardino si tatuava Peppa Pig. Sono molti i “passeggeri” che sono saliti in vettura con noi, che ci hanno seguito in questo viaggio, che ci hanno raccontato i loro punti di vista, che ci hanno ricordato che un’intera montagna di ricordi non uguaglierà mai una piccola speranza e poi la speranza è diventata certezza grazie a un tweet e abbiamo festeggiato il ritorno di Quirico in Italia. C’è invece ancora un tunnel di dubbi davanti a quanti si domandano cosa accadrebbe ai pensionati, agli esodati o ai cassaintegrati se cadesse il governo e c’è chi la sicurezza ormai l’ha avuta e ha detto Bella Ciao alla pensione.

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Il nostro treno ha poi incrociato il set di una commedia all’italiana con Letta in “una notte da sconosciuto”, mentre un giallo è in preparazione: Lavitola ha già scritto la sceneggiatura “I fondi neri del Cavaliere”. D’altra parte anche per i politici sono tempi duri, sempre a combattere la concorrenza di Uomini e Donne, chiamati a movimentare un talk show, ma in ansia per la poltrona. Ma c’è anche chi ha vuoti di memoria e corteggia una donna che poi scopre di aver sposato! C’è anche chi invece un prete non lo trova e alimenta il gossip. Il nostro treno corre veloce fino alla fine del mondo, ma un attimo prima che accada torna indietro… c’è ancora tempo per stupirsi dell’Ufo sui cieli di Vancouver, per danzare sulle scale infinite di Londra, per il Lego che diventa Thriller! Noi siamo ancora in viaggio e cammino… e siamo curiosi di scoprire chi diventerà il nostro prossimo compagno di viaggio!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Balotelli non si sveglia e manca l’incontro con la Kyenge!

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Non suona la sveglia e i cellualri di Mario Balotelli sono staccati così l’attaccante dell’Italia, manca il tanto atteso appuntamento con Cecile Kyenge che ieri ha visitato la nazionale di calcio presso l’hotel Principi di Piemonte. Di certo, Balotelli non ha disertato apposta l’incontro, tanto che nel pomeriggio ha chiamato la Kyenge per scusarsi. Un vero peccato visto che qualche mese fa il ministro dell’integrazione lo aveva designato come un modello per l’Italia che cambia e lo avrebbe voluto usare come testimonial.

L’integrazione deve partire dal calcio secondo la Kyenge! E la cultura?

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«La Nazionale di calcio è un modello di quella che dovrebbe essere l’Italia di domani», così il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, a margine dell’incontro con una delegazione degli azzurri in ritiro a Torino dove martedì incontreranno la Repubblica Ceca.

Ci dimentichiamo l’arte, la cultura, le radici profonde di ogni regione italiana in virtù di uno sport che spesso è stato teatro di scandali (basta vedere il calcio scommesse) o di violenze? Vogliamo ancora dare all’estero l’idea di un’Italia a base di pizza, calcio, mafia e mandolino?

L’integrazione deve passare per lo sport e non per una cultura multietnica? E’ questo il modello che dobbiamo avere per l’Italia del futuro? Il calcio dove il razzismo è ancora elevato e dove i giocatori non possono neppure esprimere la propria omosessualità per non essere discriminati? Questa è l’Italia che sogniamo?

«Razzismo? C’è ancora tanto da fare -prosegue il ministro ai microfoni di Sky sport dopo aver incontrato il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, il ct Cesare Prandelli e diversi calciatori tra cui Balotelli, Ogbonna, El Shaarawy e Buffon che ha fatto dono al ministro di una maglia autografata da tutti i calciatori azzurri-. Ho sempre chiamato lo sport per camminare e per lavorare insieme nel percorso di cambiamento culturale contro ogni forma di razzismo e per compiere un percorso di integrazione. Questa squadra, lo sport sono dei terreni utili per camminare insieme».

Il terreno utile dovrebbe essere la possibilità di far esprimere gli italiani del domani in ogni forma, non esaltando come spesso accade su culture basate sul maschilismo e sulla forza fisica, ma su uno scambio culturale. Perché discriminare chi sogna di poter avviarsi a un’attività artistica, politica, imprenditoriale? Il calcio deve essere il punto di partenza? Non può essere la scultura, la letteratura, la medicina…

«C’è ancora tanto da fare ma lo dobbiamo fare tutti, ciascuno per la sua parte di responsabilità. Proprio per questo -prosegue la Kyenge- ringrazio la Federcalcio per il lavoro che sta facendo per controllare e sanzionare comportamenti razzisti. E ringrazio la squadra che porta avanti valori e una formazione contro ogni discriminazione. Per le istituzioni, per le scuole e per altri settori, bisogna aumentare l’informazione e la formazione a livello di Paese e nei diversi luoghi».

 Sicuramente c’è molto da fare, ma prima di tutto bisogna capire che modelli abbiamo e quali sono gli obiettivi.

Il ministro Kyenge ha parlato anche dei calciatori che lasciano il campo perché vittima di insulti. «Non bisogna soltanto guardare al comportamento del giocatore, ma a tutto, al clima in cui gioca, al clima di stress di per sé e di prestazione cui è sottoposto, considerando che non tutti abbiamo lo stesso carattere», sottolinea il ministro per l’Integrazione. «Non è facile per nessuno – conclude Kyenge – lavorare in condizioni di difficoltà, di attacchi e questo succede anche per i giocatori. In Parlamento spetta alle istituzioni andare avanti: ognuno di noi deve portare un contributo nella lotta al razzismo».

In ogni lavoro ci sono delle difficoltà, quante donne vengono discriminate? Non ci sono forme di razzismo oltre al colore della pelle? Non c’è forse bisogno di integrazione anche tra tutte quelle persone che continuano a far indossare veli e a maltrattare le donne, umiliandole e aggredendole? Non esiste il razzismo che porta molte minorenni a essere schiave del sesso da parte dei loro connazionali? Ci dobbiamo preoccupare degli insulti a un giocatore, sicuramente da sanzionare, e non del dramma di milioni di persone che ogni giorno subiscono la violenza di uomini che per “cultura e tradizione” riducono in schiavitù le donne? Da dove partire quindi per l’Italia del domani? Siamo sicuri che il calcio, cioè quel mondo dorato dove c’è chi viaggia in Ferrari, sia il punto di partenza?

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Alla Mostra del Cinema di Venezia si parla d’integrazione

kyenge-venezia-integrazione-tuttacronacaE’ arrivata a Venezia in compagnia delle figlie il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge che all’ANSA ha detto: ”Il cinema, con il suo linguaggio capace così tanto di coinvolgere e toccare nel profondo, è fondamentale per l’integrazione e i cambiamenti culturali sui migranti”. Tra i suoi impegni al lido, dopo l’incontro con il Garante per l’infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora, un convegno su cinema, diversità e integrazione in occasione della presentazione del nuovo film di Ettore Pasculli ‘Italy amore mio’.

Ma il ministro ha incontrato anche Vladimir Luxuria: entrambe sono presenti per la campagna lanciata dall’Authority per l’Infanzia e l’Adolescenza contro razzismo e omofobia. Spiega la Kyenge: “Sento il dovere e la responsabilità di fare le cose giuste. Tutto il resto non conta. Con i nostri figli, dovviamo essere bravi a sostenere l’ingenuità dei bambini che non sanno che cosa sono le differenze”. Valdimir Luxuria, prima transgender eletta al Parlamento di uno Stato europeo, dice: “Nei confronti delle coppie omosessuali, c’è oggi lo stesso scetticismo che c’era nei confronti delle coppie miste. Omofobia e xenofobia vanno combattute con un solo cuore e un solo cervello”.

Follia d’agosto: Milani vuole la morte di Cécile Kyenge. Shock sul Facebook.

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Non attribuiamolo al caldo o all’afa di agosto. Non cerchiamo giustificazioni perché non ci possono essere su un fatto così grave. Le parole folli di Vittorio Milani, ex veneto stato, su Facebook sono solo agghiaccianti. Il testo integrale è violento e il messaggio di morte è brutale: «La Kyenge dice che se vogliamo eliminare il burqa anche le suore si devono togliere il velo. Siamo all’assurdo, qualcuno uccida questa p… idiota e inutile». La frase non è certo passata inosservata e il consigliere comunale Antonella Tocchetto – che ha posto il problema della necessità di aprire una moschea nella Marca – ha deciso di denunciare il fatto alla polizia. La consigliera è stata oggetto delle “attenzioni” di Milani, anche con lei non è andato per il sottile dandole della «deficiente», della «idiota», di «fare schifo come donna», di «essere feccia». Così – riferisce il consigliere – «mi sono ritrovata sulla mia pagina di Facebook un paio di messaggi inviati di Milani pieni di improperi e insulti anche a sfondo sessuale». Offese per le quali la donna, avvocato civilista, sta valutando gli estremi di una denuncia, dopo aver intanto informato le parlamentari trevigiane del Pd dei messaggi ancora più violenti indirizzati dall’uomo nei confronti del ministro dell’integrazione. Vittorio Milani era stato candidato – poi non eletto – per il gruppo autonomista Veneto Stato alle elezioni comunali di Silea (Treviso), nel 2012. Come si può tollerare un tale atteggiamento? Cosa aspettiamo a fermare questa violenza verbale? Perché queste inutili volgarità e atrocità da deboli che trovano sfogo solo sul web invece di cercare, per chi non è d’accordo con la Kyenge, una strada istituzionale diversa?

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La protesta dei pentastellati contro il finanziamento ai partiti: soldi finti in aula

finanziamento-protesta-tuttacronacaBocciata alla Camera la mozione con cui il M5S chiedeva la sospensione della rata dei rimborsi di luglio in attesa dell’approvazione della nuova legge di riforma del sistema di finanziamento pubblico ai partiti. A votare la mozione sono stati solo i pentastellati supportati dai leghisti. Bocciatura anche per la mozione di Sel, con cui si chiedeva di istituire una commissione di studio sul tema. Passata invece la mozione di maggioranza sul finanziamento indiretto ai partiti, con i contributi volontari dei cittadini. Dopo la bocciatura della mozione, i deputati 5 stelle hanno protestato lasciando l’Aula della Camera, non attendendo il voto sulle altre mozioni. Nell’uscire, passando davanti ai banchi del governo vi hanno depositato finte banconote da 500 euro obbligando la presidente di turno, Marina Sereni, a lanciare un appello: “Non depositare carta sui banchi del governo”. Riguardo la votazione, pronto l’attacco di Manlio Di stefano: “Pd, Pdl e Sel hanno confermato che sui soldi sono sempre uniti. Insieme hanno votato contro la sospensione della tranche di luglio schierandosi dietro la promessa di un ddl che dovrebbe convertire il tipo di finanziamento da diretto ad indiretto, ma dal 2017. Il paese però è in crisi oggi”. Mentre Grillo ha commentato: “I partiti si tengono i soldi: 91.354.339 euro”.

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Letta salva Alfano, ma sacrifica Calderoli

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Tutti vogliono il cambiamento, ma tutti lo auspicano in modo diverso. Letta, che aveva fatto dimettere la Idem dopo lo scandalo dell’IMU, sembra “graziare” Alfano, ma poi condanna il vicepresidente del Senato e in una intervista appena rilasciata alla Cnn afferma “Calderoli se ne deve andare, deve lasciare l’incarico. Gli ho chiesto di dimettersi»  Il premier ha definito l’accaduto «una vergogna» e ribadito che continuerà a chiedere le dimissioni di Calderoli. « La mia scelta di chiedere a Cecile Kyenge di essere ministro è stata una scelta molto chiara per il Paese. Gli italiani devono comprendere che l’integrazione interna è una delle maggiori questioni per il futuro e il messaggio era molto chiaro».

E che le frasi di Calderoli possano essere un choc per l’Italia non ci sono dubbi, ma se è vile e scandaloso offendere il ministro Kyenge non è altrettanto vile e scandaloso rimpatriare la moglie e la figlia di un dissidente  che godevano del diritto di asilo politico nel nostro paese?  E’ del tutto improbabile che il Capo di Gabinetto, proprio per i compiti a lui  assegnati, di supporto al Ministro, possa agire indipendentemente dal ministro dell’Interno. Perché indignarsi per Calderoli e salvare Alfano? Potrebbe essere perché la Lega non ha il potere di far cadere il governo e il Pdl invece potrebbe farlo saltare in pochi minuti? L’attacco a Calderoli potrebbe essere l’ennesima mossa per far deviare l’attenzione dal caso kazako?

Indagine su Calderoli per il caso Kyenge. Nessuna pacificazione?

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Se tra Kyenge e Calderoli pace era stata fatta, quella pacificazione non è valsa per la Procura della Repubblica di Bergamo che sta indagando il vicepresidente per “Diffamazione aggravata dall’odio razziale”, per le sue frasi pronunciate a Treviglio sul ministro Cècile Kyenge.

D’altra parte la polemica era continuata tra il premier e  il segretario della Lega Nord. Proprio Enrico Letta ieri aveva definito Roberto Maroni correo degli insulti del vicepresidente del Senato. Oggi la risposta del segretario della Lega suonava come un nuovo attacco: “Per me la questione è chiusa Calderoli si è scusato e Letta farebbe meglio a occuparsi di altre cose” e lo invitava ad approfondire il  kazako.

Dopo le offese di Calderoli alla Kyenge ora un assessore rincara la dose

orango-kyenge-calderoli-tuttacronacaRoberto Calderoli aveva dichiarato che il ministro Cecile Kyenge gli ricorda un orango e dal momento della dichiarazione le polemiche non si sono ancora raffreddate. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato ora l’assessore regionale alla protezione civile del Veneto, Daniele Stival che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in cui appare un orango che si dichiara offeso dal paragone.

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Calderoli e i nuovi insulti al ministro Cecile Kyenge

calderoli-kyenge-tuttacronacaLa lega è in festa a Treviglio, nel Bergamasco, e l’ex ministro per la semplificazione Roberto Calderoli approfitta dell’occasione per lanciare nuovi insulti a Cecile Kyenge: “Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango”. Nulla a che vedere con la politica quindi, ma un attacco personale al seguito del quale il deputato Pd Khalid Chaouki, deputato Pd ha chiesto che Calderoli si dimetta dalla presidenza Senato. Ma il leghista ha rincarato la dose: “Kyenge bene a fare il ministro, ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l’America a tanti clandestini che arrivano qui”. Il ministro dell’Integrazione, in settimana, si era recata proprio a Bergamo, dov’è stata accolta da un piccolo aereo che ha sorvolato la città con la scritta “Stop ai clandestini”. Il tutto pagato dai leghisti.

Razzismo a Padova… scritte contro il ministro Kyenge

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Cosa significa essere oggi italiani? Che prospettive si hanno nel futuro? Come vogliamo che sia l’Italia tra 20 anni? Forse quello che non vogliamo è seguitare a leggere scritte come quella apparsa nella notte a Padova sul muro del liceo scientifico Cornaro: «L’Italia non è meticcia, Kyenge rimpatriata subito».

Lo spray che diventa un arma con cui attaccare chi è diverso.

D’altra parte il processo d’integrazione non è facile, non lo è mai stato. Significa comunque perdere un po’ della propria identità per arricchirsi della cultura degli altri. Significa essere capaci di accogliere un universo nuovo, senza sradicare il proprio.

Integrazione dovrebbe essere sempre sinonimo di arricchimento, ma il più delle volte diventa condivisione di una povertà di ideali e di una lotta alla sopravvivenza tra poveri. Avere un ministro di colore potrebbe essere un passo in avanti, una visione diversa, il superamento dell’individualismo… ma purtroppo la linea che si vuole imporre è quella ancora una volta una scelta “calata dall’alto”. E’ deplorevole chi ha rivolto offese prive di significato contro Cécile Kyenge, ma è assurdo pensare oggi, in una crisi profonda come quella italiana, di poter dare la cittadinanza a chi nasce sul nostro territorio. Non perchè non sia giusto, anzi è inacettabile non farlo, ma non si può operare una scelta dall’alto che ricada principalmente sulle classi più disagiate. S’innesca immediatamente un odio verso gli stranieri che a quel punto avrebbero pieno diritto di chiedere al pari di un italiano scuole, lavoro, case, sanità pubblica. Sono costi che oggi non possiamo sostenere. Il problema è che prima di dare una cittadinanza bisogna creare un sentimento di patria in queste persone… insegnare che l’Italia non è la terra delle grandi opportunità,  è un Paese che non riesce a mantenere i propri cittadini, che essere italiani oggi significa per molti lottare contro il disagio economico e la difficoltà di occupazione.

Essere italiani significa avere o tendere ad avere una parità tra uomo e donna (cosa che molte loro culture rifiutano profondamente), essere italiani significa avere un passato fatto di fascismo e di liberazione… essere italiani è complicato e complesso… è stare al centro del mondo e sentirsi schiacciati dall’Asia e dall’America.

Allora c’è qualcuno tra gli stranieri che sinceramente, nel profondo vuole iniziare a lottare per migliorare il paese? Dare la cittadinanza non è solo avere più diritti, ma anche avere dei doveri morali ed etici verso un altro paese… una terra che difficilmente si sentirà come patria, ma molti la sentiranno come luogo da “sfruttare”, proprio perchè non si sentono radicati su un territorio se prima non insegniamo cosa comporta essere nostri cittadini.

Gli italiani stessi stanno perdendo il sentimento di Patria. Come possiamo aspirare a insegnare agli altri quello che noi stiamo disimparando? Forse è più logico ora iniziare ad avviare un processo d’integrazione che parti proprio dai valori che possiamo condividere insieme, un dialogo per capire cosa possiamo arricchire tra culture così diverse e cosa a cui ognuno deve rinunciare. Poi saremo pronti ad accogliere, senza scritte e senza pregiudizi, coloro che vorranno partecipare attivamente a creare una nuova Italia.

Solidarietà per Cécile

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L’Unar – l’Ufficio nazionale antidiscriminazione del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio – ha già avviato un’istruttoria sul caso Kyenge. E’ il neo ministro alle pari opportunità  Josefa Idem, che conferma «forte solidarietà alla collega Cécile Kyenge per i vili epiteti razzisti che le sono stati rivolti sulla rete in alcuni siti web. Ho già attivato l’Unar, che ha prontamente avviato un’istruttoria sulla fattispecie che costituisce un reato ai sensi della legge Mancino per l’istigazione all’odio razziale. E’ stato anche chiesto alla Polizia postale la rimozione dal Web delle espressioni razziste che nulla hanno a che vedere con la libera espressione del pensiero».

Si apre quindi la procedura contro gli autori di frasi razziste nei confronti di Cécile Kyenge, l’ennesima pagina di intolleranza in Italia, alimentata soprattutto da alcune forze politiche che incitano alla discriminazione con frasi che suonano vecchie, stantie e odorano di qualunquismo becero e sterile. La fragilità umana davanti al “diverso” è un male incurabile. Tutti i maggiori genii ne hanno sofferto, perchè professori idioti non erano in grado di comprenderli. Tutti i cervelli in fuga per il mondo ne sono una conferma, l’Italia è solo per i mediocri. Così Cécil Keynge, primo ministro italiano di colore, non può aspirare a essere compresa… spaventa per la sua determinazione, per il suo curriculum e per la sua storia politica e culturale. Ecco quindi che i mediocri attaccano sul colore della pelle per non ammettere i loro limiti, per non sentirsi inferiori, si fingono superiori per razza vista che per testa dimostrano solo la loro inadeguatezza più assoluta. Fa compassione il povero Borghezio, un leghista ipodotato mentalmente, condannato a pagare nel 1993 una multa per  violenza privata su un minore poiché aveva trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino di 12 anni. Condannato anche in via definitiva dalla Cassazione nel 2005 per aver nel 2000 dato fuoco, durante una fiaccolata, ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Può essere quindi solo un sollievo che costui possa rivolgere frasi di senso compiuto che vanno da “Scimmia congolese“ a ”Zulù“ e da “Governante puzzolente” a ”Negra anti italiana” e si concludono con un bel “Faccetta nera“. Chi avrebbe mai sospettato che Borghezio avesse questo vocabolario così ricco di frasi da poter scagliare contro qualcuno? Addirittura arrivando a formulare anche “paroloni” del calibro “un ministro Bonga Bonga”, “una scelta del c***o” con “l’aria da casalinga, modesta e inadeguata”.

Invece di valutare se fosse stato il caso di appoggiare un’iniziativa come quella della cittadinanza per tutti gli stranieri nati sul nostro territorio provvedimento che in se sarebbe quanto di più giusto e adeguato ma che forse non è il momento di promuovere poiché ci sono fin troppi italiani che stanno soffrendo la crisi economica e non è il caso di aumentare il numero di disperati, la lega schiera i suoi personaggi clowneschi più ridicoli e imbarazzanti, che riescono solo a far aumentare il consenso nei confronti di una riforma per l’immigrazione che può costare veramente un prezzo non sostenibile per l’Italia in ginocchio. Un costo che parte dagli asili d’infanzia, che si riflette sulle scuole di ogni ordine e grado, che pesa sui servizi sociali già al collasso e che, a lungo termine, avrà ripercussioni sulle case di cura per anziani e sul sistema pensionistico.

 

Cecile Kyenge, la prima neo ministro di colore in Italia.

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Cecile Kyenge è la neo Ministro per l’Integrazione che ha appena dichiarato che “la priorità è la cittadinanza: chi nasce in Italia è italiano”. Siamo fieri di avere finalmente un ministro di colore e che sia anche una donna. Fieri perchè è davvero il simbolo dell’Italia che cambia, s’integra e vuole fare passi avanti importanti.

La cittadinanza non è solo un atto giusto e dovuto in un Paese civile, ma il problema è che uno stato per dare la cittadinanza a chi nasce sul proprio territorio deve dare prima di tutto le speranze di un futuro dignitoso e certo. Non è l’italia in questo momento di crisi a potersi permettere questo passo, che pur volendolo dal profondo del cuore è un salto nel baratro sia per gli italiani, ma soprattutto per gli stranieri che meriterebbero davvero di poter avere davanti a loro una nazione che gli possa garantire dei diritti che invece in questo momento non può garantire neppure agli italiani. 

Aumenteremmo solamente la lotta fra i disperati, alimentando l’odio razziale che prepotentemente già sta emergendo in questa nazione. Spesso è stato alimentato dal disastro economico che ha incitare gli animi e ha scatenato la rabbia dei deboli sui più deboli, dei poveri sui più poveri, degli emarginati che si sentono costantemente minacciati dall’esercito di migranti che tentano una vita che i loro Paesi gli hanno negato. Sarebbe giusto e umano concederla, ma è disumano e ingiusto farlo in questo momento… Non sempre quello che è giusto è possibile! Perchè non chiedere all’UE per tutti una cittadinanza europea?

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