
Lucia Bellucci, 31 anni, originaria di Pergola (Pesaro-Urbino), avrebbe cenato in compagnia di un ex fidanzato, Vittorio Ciccolini, 44 anni di Verona, avvocato, nel ristorante “Mezzo Soldo” a Spiazzo Rendena e poi sarebbe scomparsa. Gli uomini dell’arma cercano anche l’uomo, visto che anche di Ciccolini si sono perse le tracce. La coppia si è probabilmente allontanata a bordo di una Bmw serie 1 cabrio grigia.
Aggiornamento 12 agosto 2013, 15.40:
In seguito, in un garage di Verona è stato trovato il corpo di una donna che potrebbe essere la Bellucci. Ora si cerca l’ex compagno. E’ forse l’ennesimo femminicidio?
Aggiornamento 12 agosto 2013, 16,40:
Lucia Bellucci, il cui corpo è stato ritrovato nell’auto dell’ex fidanzato a Verona, nel garage della madre di Ciccolini, sarebbe stata uccisa con due coltellate. L’uomo avrebbe anche lasciato alcuni messaggi, di cui uno nello studio legale, con la parola «perdonatemi». Alla vista dei carabinieri che lo cercavano Vittorio Ciccolini si è messo a correre – da qui la prima versione, secondo la quale pareva stesse facendo jogging – ma è stato fermato. La vittima aveva fatto recentemente una denuncia per stalking.
Aggiornamento 12 agosto 2013, 21,12:
Emergono nuovi raccapriccianti particolari su questo femminicidio che ancora una volta ribadisce, che nonostante l’inasprimento delle pene, voluto dal Governo Letta, il problema è purtroppo molto lontano da una risoluzione. Ciccolini, dopo aver ucciso con due coltellate al cuore la sua ex, ha cercato di spostare il corpo nel bagagliaio, ma non essendoci riuscito, ha coperto il cadavere con un telo e poi ha guidato con il corpo della donna accanto fino a Verona.
Rino Lorenzi, titolare del ristorante “Mezzo Soldo”, a Spiazzo Rendena, dove Lucia Bellucci ha cenato per l’ultima volta prima di essere uccisa, ricorda molto bene quella cena. “Erano entrambi molto eleganti, sono arrivati verso le 19 e la cosa che più mi ha colpito erano le premure che lui usava verso lei: l’ha consigliata sulla scelta dei piatti e una volta ha richiamato l’attenzione di un nostro cameriere per sollecitare un piatto di verdure che aveva ordinato la povera signora”. Una cena descritta come “normalissima” e l’uomo con l’atteggiamento “di uno che volesse corteggiare la povera ragazza o che cercasse di riconquistarla”. Lorenzi parla di una “discussione pacata per tutta la serata, come in una cena romantica”.
Ultimamente Lucia aveva cambiato casa e si era installata in un paese della val Rendena. Era infatti stata assunta dall’hotel Chalet del Brenta a Pinzolo, non lontano da Madonna di Campiglio. Avrebbe quindi dovuto prendere servizio come addetta al centro benessere.
“Sapevamo che Vittorio aveva sofferto per la fine di quel rapporto, ma nessuno poteva immaginare quello che poi è successo”. Anche i colleghi e gli amici del circolo tennistico di Verona sono sotto shock per la vicenda. Campione italiano di tennis a squadre per avvocati, andava spesso all’Associazione Tennis Verona, prestigioso circolo della “Verona bene”. “Però si vedeva che non era sereno. Quella storia finita lo tormentava. Era molto bravo, ma ultimamente giocava male perché non stava bene”, racconta un socio.
Shock anche per il sindaco di Pergola, Francesco Baldelli: “Conoscevamo bene Lucia, una ragazza che qui era amata da tutti. E’ una tragedia che ha colpito al cuore la città”. Lucia Bellucci era figlia del medico di base di Pergola, Giuseppe.
Aggiornamento 13 agosto 2013, 13:05
Vittorio Ciccolini, noto avvocato veronese di 45 anni, ha raccontato ieri ai magistrati di aver convinto Lucia Bellucci, sua ex fidanzata, ad uscire a cena con lui, poi l’ha portata in una stradina di montagna che costeggia la via tra Pinzolo e Madonna di Campiglio e l’ha strangolata. Con la donna, aveva avuto una relazione e continuava ad avere un rapporto tormentato. L’uomo avrebbe manifestato in alcune lettere, datate 7 agosto, l’intenzione di ammazzare l’ex fidanzata. Giuseppe Amato, il pm che coordina l’inchiesta ha detto: “Le lettere sono scritte con estrema lucidità”. In un passaggio Ciccolini evoca “l’omicidio morale” che sarebbe stato commesso dalla giovane donna nei suoi confronti. Poi l’avvocato accenna ad un secondo omicidio, senza indicare di che cosa stia parlando. Secondo il Pm, potrebbe essere questo l’annuncio dell’intenzione di compiere il fatto di sangue. Nelle lettere – ha detto Amato – ci sarebbero poi delle minacce rivolte all’ex fidanzata. Che cosa sia scattato nella mente di un uomo “di successo”, almeno così viene descritto da amici e conoscenti, non è ancora chiaro. Ciccolini ai magistrati ha detto di aver ammazzato Lucia, certo, ma sono ancora molte le ombre su questo delitto. Una su tutte che cosa abbia fatto l’avvocato durante le 48 ore della fuga, dopo aver parcheggiato l’auto con dentro il corpo di Lucia nel garage di casa della madre: l’avvocato è provato e in stato confusionale. Intanto l’uomo è stato accusato di omicidio volontario premeditato. Decisive, per la premeditazione, le lettere ritrovate dagli inquirenti, che il 45enne aveva scritto a Lucia. Ancora top secret il contenuto. Sembra invece essere tramontata l’ipotesi di una denuncia di stalking nei confronti dell’avvocato: gli investigatori stanno cercando di capire se e quando Lucia l’avesse presentata, ma per ora non è stato trovato niente. Dopo l’interrogatorio Vittorio Ciccolini è stato portato in carcere a Trento. Ceccolini ha dichiarato di aver ucciso, strangolandola, Lucia in una stradina di montagna, eppure, sembrerebbe che ad insospettire gli inquirenti siano state alcune macchie di sangue ritrovate nella camera d’albergo della 31enne. Sarebbero state proprio quelle tracce a far scattare le ricerche della donna e a far pensare subito al peggio. Inoltre, a quale scopo le coltellate al cuore della vittima quando già era, secondo l’assassino, morta per strangolamento? Ovunque sia stata uccisa Lucia, resta il fatto che il suo corpo senza vita è stato trasportato da Ceccolini da Madonna di Campiglio fino a Verona, in via Verde da Salizzole, nella casa della madre dell’assassino. Centosessanta chilometri circa percorsi con al fianco una donna morta, e senza che nessuno si accorgesse di niente.
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