Due morti in Messico per il passaggio dell’uragano Barbara

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Sono due le persone morte a causa dell’uragano Barbara, che ha colpito le coste meridionali le Messico. Le vittime sono un surfista mericano di 61 anni, annegato mentre si trovava sulla sua tavalo, e un ragazzo 26enne messicano, morto mentre tentava di di attraversare un fiume. I media locali hanno riferito anche che 14 pescatori dello Stato di Oaxaca risultano attualmente dispersi. L’uragano, che ha allagato le strade e abbattuto gli alberi, si è poi indebolita a tempesta tropicale e spostarsi nell’interno.

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Ucciso in Messico Alex Bertoli, cuoco triestino

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Alex Bertoli, cuoco triestino di 28enne, si era trasferito sei mesi fa a Mazunte, un piccolo villaggio nello stato di Oaxaca de Juàrez, in Messico, per realizzare il suo sogno di costruirsi una vita nella natura. Partito con la moglie, una ragazza veneta, aveva trovato lavoro in un ristorante nella località lontana dalle mete turistiche. Venerdì sera, vedendo che il marito non rientrava a casa alla fine del turno, la donna ha chiamato i soccorsi. Dopo 24 ore di ricerca, il corpo del giovane è stato ritrovato, carbonizzato. Secondo gli investigatori, dietro l’omicidio potrebbero esserci le gang locali pronte a uccidere per pochi spiccioli. Esclusa la pista della criminalità legata al narcotraffico, lontana dalla regione dove ha avuto luogo l’omicidio.

Italiana stuprata da polizia messicana…

polizia messicana

Una turista italiana e’ stata violentata da due agenti della polizia di Playa del Carmen, località turistica dello Yucatan e la Procura locale ha già annunciato l’arresto dei presunti colpevoli. La donna – riferiscono i media locali – e’ stata aggredita giorni fa dopo essersi rifiutata di pagare una ‘bustarella’ da 240 dollari che gli agenti avevano chiesto a lei ed a un amico, sempre italiano, per evitare l’arresto essendo stati sorpresi a urinare in un vicolo.

 

TREMA IL MESSICO! MAGNITUDO 5.6

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Una scossa di terremoto di magnitudo 5.6 è stata registrata nello Stato messicano di Colima sulla costa del Pacifico ed è stata avvertita anche nella capitale Città del Messico a oltre 400 km di distanza. Lo ha reso noto in serata il servizio messicano di sismologia (Ssn). L’epicentro è stato localizzato vicino ad Armeria. Secondo le prime informazioni, non si registrano vittime o danni.

L’odissea della Carnival Triumph

Da strumento di morte a strumento musicale!

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Le armi che hanno causato morti e sofferenza nel nord del Messico si sono trasformate ora in strumento musicale. Artefice dell’opera, dove le canne di fucile tagliate con diverse lunghezze suonano come marimbas, e parti di pistole creano suoni sincopati, è lo scultore Pedro Reyes. “E’ importante – spiega l’artista – considerare che molte vite sono state tolte con queste armi, ed è come se stesse avvenendo una sorta di esorcismo”. Quando questi strumenti di morte vengono suonati, aggiunge, “la musica espelle i demoni che essi trattengono, come se fosse un requiem per le vite perse”. Per il progetto, intitolato ‘Disarmo’, Reyes sottolinea di essere riuscito a realizzare i suoi strumenti con circa 6.700 armi sequestrate dalla polizia e dall’esercito a Ciudad Juarez, dove vivono 1,3 milioni di persone, e che ha registrato una media di circa dieci omicidi al giorno nel picco delle violenze. Reyes era già noto per un progetto del 2008 dal titolo ‘Palas por Pistolas’ in cui fuse 1.527 armi per produrre altrettante pale per piantare lo stesso numero di alberi.

Incendio in sala motori e nave alla deriva nel Golfo del Messico

nave alla deriva nel golfo del messico

Partorisce a 9 anni… ora è caccia al 17enne che l’ha violentata!

Ma in questi casi non si fa abortire una ragazzina di appena 9 anni che ha già subito una violenza sessuale? Procuriamo altri traumi con la gestazione e il parto? Spezziamo l’infanzia a una bambina di 9 anni? Devastiamo la futura adolescenza?

BENVENUTI IN MEXICO!

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Street food… Mexico!

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Uno sguardo al Messico… pollo al cioccolato!

La storia e la ricetta le trovate qui! Buon appetito!

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Uno sguardo al Messico con gli occhi di Frida Kahlo

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“Eravamo saliti da poco sull’autobus quando ci fu lo scontro. Prima avevamo preso un altro autobus, solo che io avevo perso un ombrellino. Scendemmo a cercarlo e fu così che salimmo su quell’autobus che mi rovinò. L’incidente avvenne su un angolo, di fronte al mercato di San Juan, esattamente di fronte. Il tram procedeva con lentezza, ma il nostro autista era un ragazzo giovane, molto nervoso. Il tram, nella curva, trascinò l’autobus contro il muro”.
Era il 1925 e Frida Kahlo aveva 17 anni quando  rimase vittima dell’incidente che le cambiò la vita per sempre.
“Non è vero che ci si rende conto dell’urto, non è vero che si piange. Io non versai una lacrima. L’urto ci spinse in avanti e il corrimano mi trafisse come la spada trafigge un toro. Un uomo si accorse che avevo una tremenda emorragia, mi sollevò e mi depose su un tavolo da biliardo finché la croce rossa non venne a prendermi”.
La vita di Frida non è stata facile, dimessa dall’ospedale fu costretta ad anni di riposo nel suo letto di casa. Ed è ora che Frida può dedicarsi ai libri e alla pittura. La sua prima opera è un autoritratto che poi regalerà al suo amore dell’epoca. Vista la sua vena artistica i genitori l’assecondano regalandole un letto a  baldacchino con uno specchio sul soffitto per continuare a fare autoritratti. Quando finalmente le fu rimosso il gesso e potè tornare a camminare, portò i suoi ritratti da Diego Rivera, all’epoca già famoso artista di murales, per avere un suo parere. Stupito dalla bravura della Kahlo, la introdusse  nella società culturale messicana e nella vita politica del paese.E’ il 1928 quando Frida diventa attivista del partito comunista messicano. L’anno successivo invece si sposa con il suo “maestro-guida”: Diego Rivera.Tra viaggi a New York, rientri in Messico e  una vita sentimentale molto movimentata, Frida dipinse nella sua vita numerose tele e soprattutto abbracciò diverse correnti pittoriche pur sempre mantenendo il suo ineguagliabile stile. Ci fu anche il periodo surrealista che culminò con una mostra a Parigi nel 1938. Di questo periodo il quadro più famoso che ricordiamo è “Ciò che l’acqua mi ha dato”:o-matic

Curisità! Il titolo dell’album della band Britannica dei Coldplay del 2009 intitolato Viva la Vida or Death and All His Friends si ispira ad una celebre frase che la Kahlo scrisse su il suo ultimo quadro 8 giorni prima della sua morte. Il frontman della band Chris Martin commentò così la scelta del titolo: « Lei è sopravvissuta alla poliomielite, ad una spina dorsale rotta e un male cronico per decenni. Ha avuto un sacco di problemi e poi ha iniziato questo grande quadro a casa sua che diceva Viva La Vida. Mi è piaciuta questa audacia. »

Uno sguardo al Messico…. Japòn di Carlos Reygadas

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Nelle prime scene c’è solo l’on the road. Strade, tunnels e campagne. Alla guida dell’auto che si lascia alle spalle la civiltà c’è un uomo sofferente. Nella tasca ha una pistola e nello zaino un libro di arte e un walkman. Tutto è pronto per la morte… ma ad attenderlo c’è invece una vecchia indiana che vive in un canyon isolato. Qui imparerà a guardare il mondo con occhi diversi, qui riacquisterà la sua voglia di vita.

Sicuramente strano, a tratti allucinato e sempre reale, quasi a sfiorare il documentario. Il Messico dei paesaggi incontaminati, la vita nel deserto e una stanchezza esistenziale ci portano all’interno di una storia dal finale struggente. Il Messico è nei colori, nei “sapori”, ma soprattutto nelle parole dell’anziana meticcia Ascen che ci porta a conoscere la forza vitale celata dietro al dolore.

Uno sguardo al Messico.. “Il mondo illuminato” di Angeles Mastretta

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Piccoli o grandi gesti che illuminano la vita. Amicizie, fugaci amori, problemi etici, memorie di paesaggi o di letture, commenti ironici e  battute fulminee, insomma l’umanità vista nel suo lato luminoso. Un percorso attraverso la pagina che ci porta incontro a dei personaggi che vogliono solo raccontarsi e farci vivere le loro emozioni trascinandoci nella storia. Una vitalità che si sprigiona e che tende a migliorare le situazioni, ci infonde positivismo e forza per operare un cambiamento anche nella nostra vita.

Frammenti di vita divertenti che vogliono strapparci una risata. “Il mondo illuminato” diventa quindi un ottima medicina contro la depressione e non ci sono dosi consigliate… potete leggerlo tutto d’un fiato o una storia a sera!

Uno sguardo al… MESSICO!

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Il Chiapas manifesta ricordando il massacro di Acteal

L’episodio risale a 15 anni fa, quando un commando paramilitare attaccò un gruppo in preghiera uccidendo 45 indios.

Halloween – Cap XI – El dia de los muertos

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Zucche e streghe? In Messico non sono l’immagine di Halloween. Qui le figure chiave sono lo scheletro ed il teschio, come ricordano anche i dolci tipici, i giocattoli, le statue e le decorazioni. La festa inizia la notte del 31 ottobre, conosciuto come il Giorno dei Bambini Morti, per continuare il 1° novembre, Giorno dei Morti Adulti. E’ l’occasione per giocare con la morte e riunirsi attorno alle tombe di famiglia, per decorarle, seguire i servizi religiosi e terminare con un pic-nic in onore dei defunti. Altari domestici adornati con icone religiose, pani speciali e cibo per i morti. Scheletri sommersi da un diluvio di fiori. L’immagine tipica? La commistione di vita e morte!

ET in Mexico?

 

Il cratere del vulcano Popocatepeti offre rifugio ad un ufo?
Lo scorso 25 ottobre, alle 20.45 ora locale, una delle telecamere che vengono usate per monitorare l’attività del vulcano che sorge non lontano da Città del Messico ha immortalato quello che sembra essere un ufo. L’immagine dell’oggetto cilindrico, probabilmente metallico, di grandi dimensioni e che sembra muoversi ad enorme velocità, è stata poi trasmessa durante il telegiornale della sera dal canale Televisa. Lo sconcerto e la confusione della popolazione locale non si sono placati neanche dopo reiterate manifestazioni di scetticismo da parte della comunità scientifica che mette in dubbio la reale esistenza dell’oggetto parlando di un possibile effetto ottico. A supportare questa tesi William Lee, membro dell’Accademia messicana delle scienze: «Secondo me si tratta di un effetto ingannevole del video, perchè non si vede nessuna interazione dell’oggetto con l’atmosfera o i gas e il fumo che s’innalzano dal vulcano». L’astronoma Julieta Fierro ha tenuto a segnalare che, in base al filmato, «è impossibile determinare se quello che si vede è un oggetto in caduta nel cratere o il riflesso di un qualcosa che sta avvenendo magari a milioni di anni luce dalla Terra».

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