Niente Strasburgo, la crisi politica non lo consente! così Napolitano.

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ringraziandolo insieme alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi per l’invito rivoltogli a prendere nuovamente la parola nell’Assemblea il prossimo 13 marzo, e rammaricandosi che i tempi stretti e la complessità del processo di formazione di un nuovo governo in Italia non gli consentano di intervenire a Strasburgo. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.

“Desidero vivamente assicurare lei e tutti i deputati al Parlamento Europeo – ha scritto Napolitano a Schulz – che, anche nel ruolo riservatomi dalla Costituzione italiana, dopo la conclusione del mio mandato presidenziale, di Senatore a vita, resterò fedele al mio rapporto col Parlamento Europeo, istituzione alla quale mi sono dedicato nel corso di lunghi anni. E mi farò ancora attivo sostenitore, nei limiti delle mie forze, della causa europea e del ruolo decisivo, in seno all’Unione, della principale fonte di legittimazione della costruzione europea e cioè della rappresentanza dei cittadini incarnata nel Parlamento”.

Le società di Grillo in Costa Rica… Fango o scandalo?

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Tredici società aperte dall’autista di Grillo in Costa Rica e dalla cognata del leader di M5S. Per compiere investimenti e operazioni immobiliari, incluso un resort di lusso. In un Paese inserito nella lista nera dei paradisi fiscali». Il settimanale L’Espresso «ricostruisce l’attività parallela dell’autista di Beppe Grillo, Walter Vezzoli, 43 anni, che da oltre dieci segue come un’ombra il fondatore del Movimento Cinque Stelle».
«In piazza San Giovanni, il comico genovese lo ha presentato cos alla folla: ‘Sta con me, fa la logistica, mi protegge, ha tutto sotto controllo. Un ragazzo formidabile», scrive L’Espresso. «Quattro di queste società risultano immatricolate con la formula della ‘sociedad anonima’, uno schermo giuridico che consente di proteggere l’identità degli azionisti – scrive L’Espresso, nell’anticipazione diffusa oggi – Non è dato sapere, quindi, chi abbia finanziato queste iniziative. Dalle carte che ‘l’Espresso’ ha potuto consultare emerge però che tra gli amministratori compare, insieme a Vezzoli, Nadereh Tadjik, ovvero la cognata di Grillo, la sorella di sua moglie Parvin, di origini iraniane».
«Nella Armonia Parvin sa, guarda caso stesso nome della signora Grillo, la presidente Nadereh Tadijk e il segretario Vezzoli sono affiancati da un terzo amministratore, un italiano residente in Costa Rica che si chiama Enrico Cungi – prosegue – Cungi nel 1996 venne coinvolto in un’indagine per narcotraffico. Arrestato in Costa Rica e poi estradato in Italia ha passato tre mesi nel carcere di Rebibbia, ma non risultano condanne a suo carico».
«A che cosa serve questa costellazione di società, dotate per altro di capitali sociali minimi, non più di 10 mila dollari ciascuna? – si domanda L’Espresso – Difficile dare una risposta precisa, visto che l’oggetto sociale indicato nelle carte appare a dir poco ampio. Ad aumentare la difficoltà c’è poi il fatto che il livello di trasparenza delle informazioni societarie in Costa Rica è tra i più bassi al mondo. Non per niente il Paese del Centroamerica è inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro italiano».
«Almeno una delle società targate Vezzoli-Tadijk ha però in cantiere un progetto ben preciso. Ecofeudo, infatti, è il nome di un resort extra lusso da 30 ettari da costruire sulle colline della baia Papagayo – conclude – A giudicare dalle foto pubblicate Ecofeudo non sarà un villaggio popolare. La zona è considerata una delle più promettenti per chi vuole investire nel turismo. Nel resort le ville saranno di alto livello: ‘potranno avere una superficie fino a 750 metri quadri coperti su un’area propria di 5000 metri quadrì».

L’intervista di Grillo al Time!

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“Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20% o il 25 o il 30%”: è una delle frasi a effetto che Beppe Grillo sfoggia in un’intervista a Time. Il magazine Usa presenta ai suoi lettori “il comico canaglia diventato kingmaker”. “Il più grande vincitore delle elezioni italiane”, scrive Time, “si è rifiutato di negoziare con la vecchia guardia che considera alla radice dei problemi dell’Italia”. Nell’intervista parla di “dissoluzione dei partiti”. Dà il merito del suo successo a Internet. E non manca di scherzare sul papato.

Grillo dice di volere sostituire i partiti con “cittadini, informati, onesti, cittadini trasparenti, che fanno il loro lavoro con passione”. E che vanno a casa dopo due mandati. “Non ci sono soldi né carriere in questo movimento”. Il Movimento Cinque Stelle ha avuto più voti di ogni altro partito, 8,7 milioni. Ma Grillo ripete di non volere cooperare con i partiti politici: “Fanno mostra di essere l’uno contro l’altro, ma sotto sotto, sono la stessa cosa. Destra e sinistra in Italia hanno sempre fatto finta di combattersi. Ora gli accordi che hanno fatto nell’ombra per 20 anni devono farli alla luce del sole. E se lo fanno sono morti. Politicamente morti. E così scaricano su di me la loro infelicità politica, la loro disintegrazione, dicendo che sono io che non formo il governo, che creo instabilità. Ma io non posso discutere con loro”. Time chiede a Grillo perché non accetta l’offerta del Pd di lavorare a misure contro la corruzione e i costi della politica. “Loro parlano di trasparenza dei partiti. Noi parliamo di dissoluzione dei partiti. E’ differente. Wellington e Napoleone non possono trovare modo di cooperare. Noi siamo qualcosa di diverso”.

“Cosa le dà l’autorità per negoziare o no con il Partito Democratico?”, chiede Time, ricordando le accuse di essere antidemocratico e di fare scelte senza consultare i neoeletti. “c’è una regola nel nostro movimento. Non facciamo accordi con i partiti. Chiunque abbia aderito al nostro movimento ha accettato questo… Non c’è niente da decidere”. Per rilanciare l’Italia, Grillo dice che c’è bisogno di “un forte segnale”: “Mandateli tutti a casa. Chiudete i partiti, prendetegli i soldi, immediatamente. Il lancio d’urgenza di un reddito minimo garantito. Due o tre operazioni, leggi contro la corruzione i conflitti d’interesse, separare le società finanziarie dalle banche”.

Time chiede come mai le proposte di cui più si parla – la nazionalizzazione delle banche, il referendum sull’euro, il fare default sul debito – non sono nella piattaforma del partito. “Dobbiamo ancora discuterne. Poi le scriveremo nel programma. Dateci tempo. Io propongo un’idea di base. Nonè un piano politico. E’ una visione del mondo. Non si tratta di sostituire una classe politica con un’altra. Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20% o il 25 o il 30%. Quando il movimento arriverà al 100%, quando i cittadini diventeranno Stato, il movimento non avrà più bisogno di esistere. L’obiettivo è di auto-estinguerci”.

Sull’euro, Grillo dice: “Non ho mai detto di volere essere dentro o fuori dall’euro. Ho detto che voglio un’informazione corretta. Voglio un piano B per la sopravvivenza nei prossimi dieci anni. E poi, con un referendum decideremo. Dobbiamo sapere quali sono i costi e i benefici”. E sul rischio di risvegliare “forze oscure”, Grillo afferma: “Tutto ha avuto inizio in Italia: il fascismo, le banche; noi abbiamo inventato il debito. Anche la mafia. Se non scoppia la violenza è perché c’è il movimento. Se noi falliamo andiamo verso la violenza nelle strade perché metà della popolazione non ce la fa più”.

Beppe Grillo: Attenti al Lupo!

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“Le Sette Sorellastre televisive non fanno informazione, ma propaganda. E’ indispensabile creare una sola televisione pubblica, senza alcun legame con i partiti e con la politica e senza pubblicità. Le due rimanenti possono essere vendute al mercato. È necessario rivedere anche i contratti di concessione per le televisioni private e definire un codice deontologico al quale devono attenersi”. Ecco la proposta di Beppe Grillo per la riforma del mercato televisivo.

Poi si scaglia contro i conduttori televisivi: “Il loro obiettivo è, con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni simpatizzante o eletto del M5S e dimostrare al pubblico a casa che l’intervistato è, nell’ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente. Oppure va dimostrato il teorema che l’intervistato è vicino al pdmenoelle, governativo, ribelle alla linea sconclusionata di Grillo, assennato, bersaniano. In entrambi i casi, il conduttore si succhia come un ghiacciolo il movimentista a cinque stelle”

Detto da un comico che ha lavorato per tanti anni alla Rai che conosce i meccanismi del sistema, quanto meno è un’idea su cui riflettere… poi considerato ormai il palinsesto Rai degli ultimi anni, può solo che migliorare!

CHE VERGOGNA IL PD! E poi chiedono anche il voto?

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”Una sentenza che ristabilisce verita’ e giustizia e conferma come intorno a una espressione ironica sia stata costruita consapevolmente, per anni, una campagna di denigrazione e delegittimazione politica”. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, commenta cosi’ la condanna di Silvio Berlusconi e del fratello Paolo per la vicenda Unipol.

Per l’ex segretario Ds la condanna e’ anche ”la conferma di quanto la politica italiana sia stata in questi anni fortemente inquinata da pratiche illecite”.

Non andava fatta pulizia al Pd? Con un sindaco che pronuncia certe frasi è fatta giustizia? E’ questa la faccia pulita del partito di Bersani? Espressione ironica??? Tutto era meno che l’espressione ironica era una domanda specifica per sapere se un partito politico era diventato proprietario di una banca. Come può certa gente comprendere il disagio economico di un giovane disoccupato o di un operaio in cassa integrazione, o di un lavoratore al call center?

“Abbiamo una banca!” costa caro ai fratelli Berlusconi… CONDANNATI

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Gli scandali Ds costano cari ai Berlusconi. I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano hanno condannato a un anno Silvio Berlusconi e a due anni e tre mesi Paolo Berlusconi, imputati per la vicenda con al centro intercettazione della telefonata Fassino-Consorte, all’epoca della tentata scalata di Unipol a BNL e che venne pubblica su Il Giornale quando era ancora coperta da segreto istruttorio.

Quale era la vicenda? Piero Fassino, allora segretario Ds, e Giovanni Consorte, numero uno di Unipol ebbero la seguente conversazione : “Allora abbiamo una banca?”. La telefonata non poteva essere pubblicata perché all’epoca era ancora coperta da segreto istruttorio. Il riferimento era alla scalata del colosso assicurativo a Bnl nel 2005.

Intanto Silvio Berlusconi, attraverso i suoi legali Piero Longo e Niccolò Ghedini, ha presentato un’istanza di legittimo impedimento per l’udienza di domani del processo Ruby, nella quale é prevista la richiesta di condanna da parte dei pm di Milano. Lo ha comunicato uno dei legali del Cavaliere, l’avvocato Piero Longo. La richiesta di impedimento riguarda alcuni impegni dell’ex premier, tra cui un incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti e l’ufficio di presidenza del Pdl convocato per domani.

La salute della nostra politica… i nuovi sondaggi!

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Secondo Renato Mannheimer se si tornasse alle urne il popolo dei grillini crescerebbe ancora. Gli ultimi sondaggi danno un ulteriore aumento, pari al 3%, a favore del M5S. Il che significa che il partito di Grillo arriverebbe quasi al 29% e supererebbe il Pdl. Ma Mannheimer non è l’unico a credere nell’aumento del M5S anche l’Ipsos valuta un incremento e addirittura colloca i grillini al 29,4%. E il Pd? Secondo gli ultimi sondaggi avrebbe forse preso un 1%. Insomma il Grillo vola in alto e gli altri partiti strisciano a terra!

 

Berlusconi torna a cavallo: prosciolto per Mediatrade!

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La terza sezione penale della Cassazione ha giudicato inammissibile un ricorso della Procura di Roma ed ha cosi’ definitivamente prosciolto Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio ed alcuni altri imputati che erano coinvolti nell’inchiesta Mediatrade su presunte irregolarita’ nella compravendita dei diritti tv. La decisione e’ giunta dopo quasi 6 ore di camera di consiglio. Ora si guarda ai processi di Milano.

Bersani, 8 punti e una pillola che va giù!

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La direzione del Pd ha approvato, con un solo astenuto, la proposta di Pier Luigi Bersani di un governo di minoranza sugli 8 punti proposti dal segretario del partito. Noi abbiamo fatto la nostra proposta, «dopodichè c’è il capo dello Stato. Ho sentito governo del presidente… Per definizione non tocca a noi decidere e poi bisognerà intendersi su cosa vuol dire» ha spiegato Bersani nella sua replica.

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Bersani conclude con la smentita dell’ipotesi B e l’iniziativa A!

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”Da questa riunione non ho sentito ipotesi B, ma iniziativa A. Dopodiche e’ legittimo vedere le difficolta’, non e’ proibito. E’ un sentiero stretto, o lo si supera o almeno sgombreremo il sentiero dalla nebbia”. Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, concludendo la Direzione del partito. Per quanto riguarda invece l’ipotesi di un ‘governo del presidente’, Bersani rimanda al Capo dello Stato: ”non spetta a noi” dirlo. APPROVATA LA LINEA BERSANI, UN SOLO ASTENUTO! SE QUESTO E’ UN PARTITO DI SINISTRA…

E NOI ASPETTIAMO L’INIZIATIVA “A”?! COSI’ ADESSO ABBIAMO TUTTI LE IDEE PIU’ CHIARE, GRAZIE SOTTOSEGRETARIO.

Orfini invoca il Congresso!!!

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Matteo Orfini, 35 anni, responsabile delle relazioni istituzionali della Fondazione Italiani Europei, prendendo la parola alla Direzione Generale del Pd, ha invocato il Congresso. Rinnovamento sì, ma non quello dettato da Bersani. Nelle parole di Matteo Orfini si respira voglia di cambiare radicalmente pagina, di voler sconfiggere l’M5S non sul piano personale, ma piuttosto con una fattiva proposta di risposta alle esigenze del paese. Orfini considerato uno dei fedelissimi di Bersani, mette in discussione il proprio leader. Anche i “giovani turchi”, corrente di sinistra antiblariana e antiliberista, alla quale appartiene Orfini si oppongono a questa linea politica portata avanti dal pd. Anche chi lo ha sempre appoggiato ora scende dalla nave Bersani che affonda?

Veltroni non parlerà alla Direzione del Pd.

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Pare proprio che Walter Veltroni abbia deciso di non parlare alla Direzione del Pd.

Mentre ancora sono in corso i lavori della Direzione appare ormai chiara la linea guida: no a un governissimo con il Pdl, 8 punti di un programma che sono solo di buoni intenti per il futuro e tante parole sul rinnovamento, cambiamento e trasformazione…

Parole su parole, chi ringrazia Bersani e chi lamenta una certa distanza, soprattutto nelle regioni lontane da Roma, del partito che dovrebbe unire i giovani, le classi più disagiate e gli intellettuali. Si parla molto di riforme, a partire dalla scuola, ma non si parla di cultura. Si parla di ripresa ma non della crisi delle piccole e medie imprese che soffrono. Si parla di finanza, ma non delle banche che dovrebbero erogare il credito agli imprenditori. Forse pesa ancora troppo lo scandalo Mps e siamo solo all’inizio!

Così Matteo Renzi resiste pochi minuti, poi lascia la Direzione del partito senza parlare. Veltroni è lì, ma quasi sicuramente preferirà “non dire” piuttosto che aprire una frattura all’interno di un partito già confuso e allibito davanti al risultato elettorale.

Silenzi, ringraziamenti e parole. Buoni propositi tanti, concretezza nulla!

D’Alema e l’attentato alla democrazia da parte della corruzione!

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Rinnovamento sì, ma non quello che si è fatto. Un Pd che deve cambiare, ma non nella direzione che ha preso. Poi parla dell’attentato alla democrazia operato dalla corruzione, di cui sicuramente il Pd è stato parte lesa, ma comunque è un fattore da considerare. E poi l’inciucio è percepito come debolezza.

Renzi se ne va… lascia la direzione generale senza parlare! No comment!

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Chiarisce che l’obiettivo non è corteggiare Grillo ma capire il malessere della società civile. Cosa che, ammette, il Pd non è riuscito a interpretare in maniera adeguata. Pier Luigi Bersani ha aperto la direzione nazionale del partito e, nel suo intervento dal palco, ha sottoposto la sua linea politica alla platea. Un «governo di cambiamento» con un programma articolato in otto punti chiave: dalla correzione «irrinuciabile» delle politiche europee di stabilità alle misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro, alla riforma della politica (im primis nuova legge elettorale, sulla linea del doppio turni di collegio), alla cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri. Il segretario ha proposto di cercare un’intesa con il Movimento 5 Stelle («chi ha avuto un consenso di 8 milioni elettori e ha scelto la via parlamentare deve dire cosa vuole fare») e ha chiuso all’ipotesi di un “governissimo” con il Pdl. Matteo Renzi ha lasciato la direzione, secondo quanto si apprende non interverrà.

Franceschini e la sua visione del Pd

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“Siamo dentro una bufera. La prima cosa che non possiamo fare è regalare ad altri le nostre divisioni. Non apriamo dibattiti su subordinate, ci fermiamo su questa proposta, sapendo che la gestione collegiale fa sì che in caso la situazione muti ci riuniamo e capiamo che fare”. Così Dario Franceschini, intervenendo in direzione, invita all’unità del Pd, consigliando “di allargarci e di non rinchiuderci” visto che il risultato elettorale e’ stato condizionato da scelte di esclusione.

Tra avvii e revisioni… la guerra di Bersani a Grillo e Berlusconi. E l’Italia?

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La direzione generle del Pd si apre con Rosy Bindi che dà la parola a Bersani e si scusa per non poter seguire i lavori a causa di impegni parlamentari. Una riunione che si doveva svolgere ieri, ma all’ultimo istante è stata rinviata ad oggi. Forse la Bindi non vuole incontrare Renzi? Ritornerà a seguire i lavori appena Renzi abbandonerà la sala?

Bersani: “Quale è l’ordine di grandezza di questa fase? Per me è di dimensione storica, è in corso da anni una fase di transizionee le elzioni sono state un termometro. E’ una dimensione Europea soprattutto dei Paesi del Mediterraneo, Spagna, Portogallo e Grecia.” e continua “lo sciame sismico muove le democrazie europee… la politica senza credibilità e prestigio perde aderenza con la realtà…”

La prima parte del discorso di Bersani è solo un analisi storica, un excursus degli ultimi anni e un’analisi che poco ha che vedere con l’economia reale e il momento attuale vissuto dall’Italia. Si parla di riforme e di transizione, come in una lezione universitaria.

Bersani “bucare il muro dell’autoreferenzialità del sistema perchè sta collassando…” poi riconosce la sconfitta con M5S perchè non c’è stata una buona risposta al malcontento popolare. L’elettorato di M5S è soprattutto giovani e ceti sociali più colpiti dalla crisi e dalle tasse… CIOE’ L’ELETTORATO CHE DOVREBBE ESSERE DEL PD!

“L’idea che non ci fosse l’avversario ci ha danneggiato, discutiamone se è colpa nostra!” Adesso è colpa degli elettori??? Un partito che si è sentito vittorioso ancor prima di andare alle urne? una sicurezza ostentata dal leader del Pd che in televisione parlava come Capo del Consiglio? Non è colpa della direzione del Partito?

“Qui si apre un bivio, non solo per le prossime settimane…” Ma il bivio, quale è? Bersani si perde e cambia discorso senza indicare il bivio.

“Non c’è sicura governabilità con il nostro risultato al di sotto delle aspettative”

“Non c’è cambiamento senza responsabilità. Tocca a noi ribaltare lo schema… Noi parliamo chiaramente al Paese e gli altri parlassero così chiaramente. Programma essenziale per rimuovere le barriere tra istituzioni e elettori”

Una serie di misure che si avviano a politiche sociali.

1) Meno austerity e più crescita

2)Misure urgenti sul lavoro

3) Riforma della politica e della vita pubblica. Una serie di revisioni ma non abolizione del finanziamento pubblico

4) Legge sulla corruzione e sul falso in bilancio.

5) Legge sui conflitti d’interesse.

6) Economia verde.

7) Prime norme sui diritti. Stranieri e coppie di fatto.

8) Istruzione e ricerca.

Sono punti che se praticati possono dare energia al paese e sono punti irrinunciabili.

Il Pd deve mettersi da un lato di cambiamento, ma non far un’avventura. Bisogna fare quello ceh si deve non quello che si vuole sopratutto a iniziare da me.

Gli otto punti appaiono da subito come una serie di avvi e revisioni, parole che c’è ricorrono spesso nelle parole di Bersani soprattutto quando si parla di lavoro e di costi della politica. Una serie di punti da avviare per il sussidio di disoccupazione, menter il apese ha bisogno di uan risposta immediata. Una serie di riduzioni dei costi della politica, ma non di abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Una guerra insomma che Bersani vuole giocare contro i suoi avversari Grillo e Berlusconi. Un piano quindi per spianare la strada per quando si tornerà alle urne. La legge del conflitto d’interesse per eliminare il leader del Pdl e una falsa riforma sui costi della politica per battere sullo stesso terreno il M5S. Un piano che parla di “facciamo finta di cambiare, ma non cambiamo nulla”. Un piano che non tocca i privilegi di “casta”. Sulla green economy, Bersani espone un programma già vecchio, con una politica ecosostenibile che non trova riscontri immediati. A livello di crescita non fa riferimento alla “banda larga”, ma si attiene a un economia di ripresa che potrebbe essere utile intraprendere in tempi di “normale amministrazione”, non di “emergenza sociale”. Il problema degli immigrati, giusto dare la cittadinanza, ma poi li teniamo disoccupati? Disoccupati su disoccupati? Italiani che lottano contro “italiani”? Dove abbiamo le risorse economiche per sostenere anche la cittadinanza agli stranieri? Creiamo false illusioni anche presso di loro? E’ solo per ottenere il voto se si torna alle elezioni? E’ solo un esempio da dare a livello internazionale che inevitabilmente si ripercuoterà sul popolo italiano? Gli “italiani” prenderanno le case popolari agli italiani? I sussidi? Le scuole? E’ così che si genera razzismo, volendo fare una politica populista verso gli stranieri senza avere un “onesto” futuro da offrirgli… illudendoli che l’Italia può provvedere a loro quando non può provvedere neppure al suo popolo!

Unioni di fatto, ma non matrimonio gay. Un compromesso che è una vergogna per chi si dichiara di sinistra. Un mettere a tacere alcune forze politiche senza risolvere il problema di fondo, senza lasciare la possibilità alle persone di vivere liberamente la propria sessualità anche attraverso un matrimonio (che fra l’altro ha sempre maggior tutela di un’unione di fatto)

Un programma quindi che è  contraddittorio, confuso e soprattutto non è la risposta che sta cercando il popolo italiano. E’ come la diretta della direzione generale… costretti a farla perchè Grillo lo ha fatto!

E’ un dispiacere profondo vedere un partito ( al di là di come la si pensa politicamente) che ha una storia profonda e radicata in Italia, ondeggiare come una canna al vento parlando di cambiamento e non avendo idea da dove iniziare!

 

 

 

Vediamo chi è il peggiore! Rabbia e volgarità di Crosetto a Radio24

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Dove sta naufragando la politica italiana? Che linguaggio usano i nostri politici? Quanti titoli universitari si inventano? Sembra proprio che ci stiamo lasciando naufragare,  ci stiamo consegnando a braccia aperte alla crisi e permettiamo alla Germania di strangolarci con il pareggio di bilancio… Ma se questo è il livello di chi ci rappresenta non possiamo ambire a nulla… Non ci può essere credibilità o atti di responsabilità, c’è solo becerismo e sensazionalismo condito con disonestà e bugie. L’unica soluzione è la fuga!

Un Guido Crosetto così non si era mai sentito. Sono parole cariche di ira quelle lasciate al programma La Zanzara, su Radio24: «Uno che nella vita non ha mai fatto un ca**o di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una cagata che non ha nemmeno fatto, gli girano i co*****i. In un mondo della politica dove c’è gente che ruba, mangiano ostriche e champagne, portano le p****e in Parlamento». La vicenda a cui si riferisce Crosetto è quella relativa alla laurea mai conseguita, ma regolarmente pubblicata sul sito della Camera: «Il titolo è rimasto a lungo sul sito? Io non l’ho mai compilato e non l’ho mai dichiarato». Poi la polemica coinvolge anche i conduttori Cruciani e Parenzo: «Ora mi rompete i c******i anche voi? Vabbè, chiederò scusa anche per questo. Comunque vale di più il mio sito che quello della Camera. In conclusione parla della differenza tra la sua vicenda e quella di Oscar Giannino: «Rimane un mio amico, ma sono due cose diverse. Lui l’ha sbandierata in giro».

Berlusconi incontrerà Monti nella festa delle donne!

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Incontro fra i due ex-Premier ci sarà e sarà proprio 8 marzo. Ufficialmente si parlerà di Europa, poi sarà un occasione di confronto anche in vista della nuova formazione del governo. Molti scenari sul tavolo “che scotta” e tante decisioni che potrebbero davvero avere un nuovo volto…

 

LA TV AL POTERE! Santoro e il “suo” governo!

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La trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro ha lanciato una proposta, che si chiama «Un governo da approvare», su un governo istituzionale, con figure terze, che trovi l’appoggio del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.
I nomi dell’esecutivo, contenuti nella proposta, sarebbero Rodotà premier, Cancellieri al Viminale, Zingales all’Economia. E ancora, tra i ministri, Strada, Settis, Gabanelli, Landini, Barca, Davigo, Tinagli, Boldrini, Mini, Batioli e Petrini.

Ecco la squadra di governo, proposta da Michele Santoro, che sarà pubblicata sul sito di Servizio Pubblico: premier Stefano Rodotà, all’Interno Anna Maria Cancellieri, alla Sanità Gino Strada, alla Cultura Salvatore Settis, alla Difesa Fabio Mini, agli Esteri Laura Boldrini, all’Istruzione Milena Gabanelli, al Welfare Maurizio Landini, alle Politiche agricole Carlo Petrini, all’Ambiente Catia Batioli, allo Sviluppo Economico Fabrizio Barca, all’Economia Luigi Zingales, alla Giustizia Piercamillo Davigo, alle Pari Opportunità Irene Tinagli.

In cattive acque… Scilipoti e Razzi iscritti come indagati a Roma!

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I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010 quando lasciarono l’Idv in coincidenza con un voto di fiducia al governo Berlusconi. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento e’ stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

Cosa succederebbe se si andasse al voto? ECCO I SONDAGGI!

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In caso di nuove elezioni il Movimento Cinque Stelle otterrebbe il 28,5%. Un ritorno alle urne a breve sancirebbe, quindi, per il movimento di Beppe Grillo nuovi consensi. Il primo sondaggio post voto è stato realizzato dall’istituto Lorien Consulting e non lascia dubbi: Pd e Pdl si rafforzerebbero. Il Pdl cresce di ben 4,9 punti volando al 26,5% e trascinando la coalizione di centrodestra al 31%. Il Partito Democratico incrementa del 3,6% il proprio consenso, salendo al 29%. La coalizione di centrosinistra sale così al 31,9%.

I partiti minori perdono tra il mezzo punto e il punto e mezzo. Cala anche la Lega Nord. Soprattutto si evidenza il crollo netto della coalizione centrista che passa dal 10,6% conquistato alle elezioni al 5,6% attuale. Scelta civica (5%) perde il 3,3%, l’Udc (0,5%) l’1,3% e Fli (0,1%) lo 0,4%.

RENZI A PALAZZO CHIGI INCONTRERA’ MONTI!

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Si accendono i riflettori sulla direzione del Pd convocata per domani che, come già avvenuto in altre occasioni, sarà trasmessa in diretta streaming sul web. La palla è nelle mani di Pier Luigi Bersani, che tenterà di strappare l’approvazione all’unanimità della sua linea: provare, cioè, a formare un governo di minoranza per “stanare” i 5 Stelle e costringerli ad assuemersi la responsabilità di votare un programma snello fatto di otto punti, molti dei quali vicini ai loro.

E’ ancora un giallo la partecipazione al vertice di domani di Matteo Renzi, che intanto è arrivato a Palazzo Chigi per incontrare il premier uscente Mario Monti. Questa sera il sindaco di Firenze sarà ospite del programma Ballarò. Per domani è attesa una sua visita a Torino, ed è mistero se farà in tempo a ritornare a Roma per partecipare alla direzione del partito.

Certo è che l’attenzione è crescente attorno al sindaco di Firenze, considerato il naturale successore di Bersani come candidato premier se si dovesse tornare presto alle urne.

Nessuno “sconto”, nè “anticipo”… le Camere convocate per il 15/3

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“Al momento non c’è nemmeno stata la proclamazione degli eletti in Parlamento. E’ già stata fissata la data del 15 marzo per l’insediamento e si devono costituire i gruppi parlamentari perchè io possa consultarli. Non vedo in questo momento quali siano le possibilità di un’accelerazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo l’incontro con il presidente tedesco Joachim Gauck,  rispondendo a una domanda su una possibile accelerazione delle procedure per la formazione del nuovo governo.

No e poi no. Niente governo tecnico per i grillini!

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Nei giorni scorsi si era parlato di una apertura del M5S al governo tecnico, oggi arriva la secca smentita di Vito Crimi, neo capogruppo al Senato dei grillini, che nega qualsiasi ipotesi in merito a un Monti bis: “L’unica soluzione è un governo del M5S” scrive sulla sua pagina Fb. Torna sui suoi passi anche Roberta Lombardi, “capogruppo” alla Camera, dopo le accuse di filofascismo per un post sul suo blog: “Condanno il fascismo, la mia era solo un’analisi storica”.

Roberta Lombardi: “Allibita, io condanno il fascismo” – Insomma, oltre a negare qualsiasi apertura a governi tecnici, gli esponenti M5S puntualizzano anche le loro parole. E così la Lombardi, accusata di aver elogiato il fascismo sul suo blog in un post pubblicato il 21 gennaio, ribatte: “Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent’anni”. E ancora, sottolinea di aver fatto riferimento al programma Pnf del ’19 e invita a pensare all’oggi, al 2013.Il post “incriminato” – “Da quello che conosco di Casapound – scriveva in quel post di gennaio – del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia”.

Ma adesso la Lombardi spiega: “Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura. Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall’anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni. La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l’unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico. Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra. Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell’esperienza”.

Il testo di San Sepolcro. Nella sua “rettifica”, la Lombardi rimanda a una pagina del Circolo Bertrand Russel di Treviso, dove viene riportato il testo del cosiddetto programma di San Sepolcro del partito fascista, presentato a Milano il 23 marzo 1919. “Questo programma venne interamente rovesciato da Mussolini prima di arrivare al potere. Può sembrare incredibile – si legge a premessa del documento – ma l’atto costitutivo del fascismo, letto oggi, sembra scritto da un comunista rivoluzionario. Lo potremmo spacciare anche per il programma redatto da Lenin prima della rivoluzione”.

Monti convoca i leader! Europeo a marzo o governo tecnico?

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In vista del Consiglio europeo di marzo, Mario Monti ha invitato a palazzo Chigi, separatamente, i leader politici, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Motivo della convocazione è uno “scambio di opinioni” per trovare “elementi di consenso, accanto a possibili divergenze, sulle tematiche all’ordine del giorno” del vertice.

E venne il giorno che il Pd si convertì alla rete!!!

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La direzione di mercoledi’ del Pd sara’ con molta probabilita’, a quanto si apprende, sarà ‘aperta’ attraverso la diretta streaming sul sito del Pd e su Youdem tv. Il Pd apre e si converte… i primi risultati Grillo li ha ottenuti!

“Tutti in piazza contro i pm”, Alfano conferma manifestazione.

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”Il Pdl sara’ in piazza a Roma il 23 marzo per ribadire le nostre posizioni politiche e contro l’aggressione di parte della magistratura. Continueremo a stare in piazza in una mobilitazione continua”. Lo afferma il Angelino Alfano, durante una conferenza stampa a Palermo. ”Annuncio anche – aggiunge il segretario pidiellino – l’impegno di Berlusconi a stare al nostro fianco in testa a questa battaglia”.

Ecco nei dettagli il BUNGA BUNGA!

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Erano tre le fasi che scandivano le serate ad Arcore secondo la ricostruzione del pm Sangermano: “La cena, che talora vedeva già contatti di natura sessuale tra Berlusconi, Fede che era presente e intermediario, e le ragazze; il bunga bunga, che non è un’invenzione ma è stato così definito dalle ragazze, dove i momenti di natura sessuale diventavano più espliciti con spogliarelli e atti di natura erotica; la terza fase in cui alcune ospiti s’intrattenevano nella villa di Berlusconi, ottenendo un quid pluris economico, tanto da scatenare una competizione tra loro”.

Ruby, per la procura, “era parte integrante del sistema prostitutivo”. Il magistrato ha anche definito il ruolo di Nicole Minetti come “protagonista attiva delle serate di Arcore” e “che svolgeva un ruolo particolarmente delicato nell’ambito del procedimento compiendo ella personalmente atti prostitutivi prendendo denaro da Berlusconi” e “svolgendo un ruolo fondamentale ovvero l’attività di intermediatrice e agevolatrice dell’altrui prostituzione”.

CAPIGRUPPO DEL M5S: CRIMI E LOMBARDI!

Saranno Vito Crimi e Roberta Lombardi i parlamentari del M5S indicato per il `primo turno´ come capigruppo del M5S alla Camera e al Senato. È stato annunciato in occasione della riunione a Roma all’hotel Universo dei neoeletti M5S.

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Il capogruppo al Senato dell’M5S Vito Crimi ha 40 anni, è assistente giudiziario alla Corte d’Appello di Brescia ed è stati il primo degli eletti in Lombardia nelle “Parlamentarie” del Movimento 5 stelle, in cui è entrato 7 anni fa. Vive a Brescia dopo aver vinto un concorso pubblico. Figlio di impiegati, è cresciuto a Palermo, nel quartiere popolare di Brancaccio. E’ stato scout. Come lui stesso ha spiegato nel video che accompagnava la candidatura alle Parlamentarie, «l’incontro con questa banda di matti», e cioè con il Movimento Cinque Stelle, «è avvenuta alcuni anni fa, in occasione del primo V-Day. Nessuno, allora, avrebbe immaginato che saremmo arrivati fino a questo punto, che avremmo portato una rivoluzione in questo Paese, che avremmo dato una spallata e una scrollata in modo da scrostare questi partiti che da anni governano questo paese curando più i propri interessi che non quelli dei cittadini».

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Anche Roberta Lombardi, eletta capogruppo alla Camera, è nel movimento fin dai “vaffa day”. Ha 39 anni, è romana, è nel Movimento 5 Stelle da circa 6 anni. Laureata in Giurisprudenza con tesi in Diritto Commerciale Internazionale all’Università La Sapienza di Roma ed un corso post laurea in Sviluppo Manageriale. Da circa 9 anni lavora per un’azienda romana che si occupa di arredamento d’interni. È entrato nel Movimento 5 Stelle nel gennaio del 2007 e ha organizzato anche due Vday.“

Governo tecnico? Il terrore corre sui fili del Colle

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Telefonate per cercare una soluzione politica allo stallo in cui versa da quando il voto non ha espresso chiaramente una maggioranza politica. Così Napolitano sta cercando strade diverse, mentre Bersani si ostina a voler un governo di minoranza o il ritorno alle urne. Anche se non dichiarato apertamente, il presidente della Repubblica è preoccupato di affidare l’incarico a Bersani poichè se il leader del Pd fallisse, ed è a questo punto molto probabile che avvenga, l’affidabilità del Paese ne risentirebbe fortemente. I mercati sarebbero esposti a rischi di speculazione finanziaria e l’Italia si troverebbe a dover subire un brutto contraccolpo. Molte sono le ipotesi prese in considerazione in questi giorni, ma diventa sempre più probabile che Napolitano scelga di nuovo un governo tecnico che avrebbe il compito di fare poche riforme sostanziali e quindi permettere al popolo italiano di tornare alle urne, probababilmente con una nuova legge elettorale. Ecco che rispunta il nome di Mario Monti, anche perchè sul sito web dei grillini, l’ex premier ha una folta schiera di sostenitori. In questo modo le forze politiche in campo manterebbero la loro immacolata immagine e si preparerebberoa una nuova campagna elettorale. Insomma prepariamoci a sentire altre promesse, programmi e parole… per i fatti sembra che non ci sia spazio in questo momento. Hanno vinto gli individualismi e non il bene della collettività.

ABBIAMO DETTO NO A MONTI E ORA LO RITROVEREMO DI NUOVO PREMIER? Questa è la politica!

CONDANNATO LAVITOLA: ESTORSIONE A BERLUSCONI. 2 ANNI!

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Ricatto a Silvio Berlusconi, Valter Lavitola condannato a 2 anni e 8 mesi. Lo ha deciso il giudice di Napoli Francesco Cananzi, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Lavitola, ex editore dell’Avanti, era imputato di tentata estorsione per la somma di cinque milioni chiesta all’ex premier durante la latitanza in America Latina.

Le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sono state condotte dai pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco.

Commenta l’avvocato Gaetano Balice, legale di Lavitola: «Non condividiamo la sentenza, anche se rispetto alla pena di 4 anni chiesta dal pubblico ministero la decisione ridimensiona il fatto entro limiti molto meno allarmanti rispetto a quelli prospettati dall’accusa. Resta una contestazione a mio avviso fantasiosa priva di qualsiasi ancoraggio nella realta’ e nel tenore dei rapporti tra Lavitola e Berlusconi».

Nell’ambito dello stesso procedimento è stato assolto con la formula «perche’ il fatto non costituisce reato» l’imprenditore italo argentino Carmelo Pintabona, accusato di aver fatto da intermediario tra Lavitola e Berlusconi, difeso dagli avvocati Mario Papa e Alfredo Serra, che affermano: «Eravamo certi che il ruolo attribuito a Pintabona non potesse avere alcun rilievo penale».

MARONI MENTI’ IN AULA? Giallo al processo Ruby.

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La pm Fiorello è convinta che MARONI MENTI’ IN AULA. Quando l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni «andò in Parlamento a dire che la polizia aveva affidato» a Nicole Minetti la minorenne Ruby «secondo le mie disposizioni» riferì «cose non vere». Lo ha detto oggi in aula il pm minorile Annamaria Fiorillo sentita come testimone al processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, parlando del procedimento aperto nei suoi confronti davanti al Csm. «È stato un attacco alla mia onorabilità – ha spiegato il pm – perchè in una situazione simile nessun magistrato avrebbe preso una decisione diversa dalla mia», cioè la comunità.
Per il pm minorile Annamaria Fiorillo, sentita come testimone al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, il commissario di polizia Giorgia Iafrate, alla quale aveva dato indicazioni di affidare la minore a una comunità, fu «una telefonata indimenticabile perchè non è mai successo che dall’altra parte ci fosse una persona che non voleva ascoltarmi». Lo ha detto in Aula lo stesso pm nella sua ricostruzione di quanto accadde nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando Ruby venne portata in Questura.
Il pm ha spiegato in aula che dopo la mezzanotte di quella sera ricevette la terza telefonata e questa volta parlò con il commissario Iafrate, la quale le disse che «non c’erano posti in comunità e che si era presentata una consigliera ministeriale, tale Minetti, e che si era offerta di prendere in affido la minore». Il magistrato ha riferito ai giudici di aver risposto al commissario di Polizia che quella di consigliera ministeriale era «una carica che non conosco e avevo anche chiesto a che titolo quella persona si era offerta di prendere in affido la ragazza».
Il pm Fiorillo ha quindi proseguito spiegando al collegio che la poliziotta al telefono le aveva poi spiegato che Nicole Minetti aveva fatto sapere «che era stata incaricata perchè si trattava della nipote di Mubarak. Rimasi incredula – ha proseguito il pm minorile – feci alcuni commenti e osservai ‘se mi avete detto che è marocchina, tutt’al più è figlia del re del Marocco».
Durante la sua deposizione il pubblico ministero dei minori ha spiegato che Giorgia Iafrate «faceva fatica ad ascoltarmi, parlava come se fosse un monologo e io avevo difficoltà ad inserirmi nel suo discorso. Sembrava che il suo fine fosse, come poi si è rivelato, affidare la ragazza» alla persona che si era presentata in Questura. «Ebbi con lei – ha continuato ancora Annamaria Fiorillo riferendosi al commissario di polizia – un tono deciso perchè la minorenne si trovava in una situazione di difficoltà. E le dissi che se non intendeva comprendere se ne sarebbe assunta ogni responsabilità. Fu una telefonata indimenticabile. Non mi è mai successo che dall’altra parte ci fosse una persona che non voleva ascoltarmi».

I giudici del tribunale di Milano, dopo aver respinto la richiesta di prove aggiuntive avanzate dalla difesa di Silvio Berlusconi, hanno chiuso l’istruttoria dibattimentale del processo Ruby. Per le 14, salvo imprevisti, dovrebbe cominciare la requisitoria.

Grillo dribbla i giornalisti!

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Grillo dribbla i giornalisti con la morte del suocero. Il leader del M5S dichiara di dover correre a Genova per un lutto famigliare, poi arriva nella capitale con Casaleggio per prendere parte al Summit che si sta svolgendo a Roma all’Hotel Saint John.

LUTTO PER GRILLO. SALTA IL SUMMIT

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Beppe Grillo non parteciperà al summit di Roma del M5S. Il leader è stato colpito da un grave lutto di famiglia: è morto il padre di sua moglie Parvin. Beppe Grillo ha fatto sapere ceh ritornerà immediatamente a Genova e non si recherà a Roma. In questi giorni era nella sua villa di Marina di Bibbona, in Toscana, per passare qualche giorno con i suoi più stretti collaboratori e rilasciare interviste ai giornalisti stranieri.

Grillo prospetta il premier: CORRADO PASSERA!

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“Destra e sinistra erano già alleati prima con Monti. Lo saranno ancora con un altro presidente del Consiglio: Corrado Passera”. Così Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, in una intervista pubblicata oggi in esclusiva sul sito di Wired Italia e sulla versione iPad del numero di marzo del mensile.

Dilemma Renzi… sì, no, forse. Lo zoccolo duro vuole Bersani!

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Novità in vista per Matteo Renzi. Domani il sindaco incontrerà i cinquantuno parlamentari a lui vicini in una saletta di convegni a Firenze in un vertice post elezioni ed è probabile che, dopo aver spalleggiato Bersani in campagna elettorale, decida di rientrare attivamente in campo, stando quotidianamente «dentro» la vicenda politica.
In molti pensano che se la situazione dovesse precipitare l’unica soluzione per il Pd possa essere presentarsi alle elezioni con Renzi come candidato premier. Per ora il primo cittadino di Firenze si limita ad ascoltare e a motivare i suoi e ad avanzare proposte per superare l’impasse.
Un’eventuale incoronazione, tuttavia, incontrerebbe resistenze dentro la squadra bersaniana: l’ala sinistra fa sapere, infatti, che una campagna elettorale-bis dovrebbe essere guidata sempre dal segretario e Stefano Fassina ieri lo ha detto chiaro e tondo: «Per quanto mi riguarda, Bersani rimane la figura più forte per la campagna elettorale». Bersani, davanti ad una domanda su Renzi a “Che tempo che fa”, ha risposto con queste parole: «Deciderà lui, che ruolo avrà, quando vorrà, con la direzione del partito. Ma sicuramente un ruolo lo avrà».

Sicuramente tanto forte di aver fatto crollare i consensi per il Pd che aveva una vittoria assicurata con il Pdl che era a pezzi e la lista Monti inesistente!

BERSANI NON RINUNCIA AI PRIVILEGI DELLA CASTA!

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Bersani è favorevole a ridiscutere la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, ma si è detto convinto che “la politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo”. “Anche fosse per un solo euro – ha detto – non sono disposto a rinunciare al principio che da Clistene in poi è un principio collegato alla democrazia: la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, altrimenti la fanno solo gli ottimati e i miliardari”.

E SPERIAMO CHE QUALCUNO CI SALVI DA QUESTO DITTATORE MASCHERATO DA UOMO DI SINISTRA! L’ITALIA E’ SULL’ORLO DEL COLLASSO E A LUI INTERESSA SOLO UN PRIVILEGIO DI CASTA… TUTTI POSSONO FARE POLITICA ANCHE SENZA SOLDI PUBBLICI, MA CON IL SOSTEGNO DEGLI SPONSOR COME AVVIENE IN TUTTO IL MONDO!!! E FINIAMOLA CON GLI IMBROGLI AGLI ITALIANI C’E’ UNA LEGGE CHE LI HA ABOLITI E SEGUITANO A EROGARLI… E’ FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI!

Bersani apre a Renzi!

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Bersani non ha più nulla da perdere, dato che tutto ciò ceh poteva perdere lo ha perso. Lo abbiamo visto passare dalla faccia di chi ha la vittoria in tasca a quella funebre di chi ha vinto, ma si trova sconfitto. E’ sotto pressione dal M5S che incalza, stretto nelle promesse che aveva fatto in campagna elettorale che ora naufragano in nome di un accordo per trovare un governo all’Italia e contrastato dai membri del suo partito che lo rimproverano per aver portato il Pd sull’orlo del baratro. Ora apre a Renzi, lo invita a sedersi insieme  a lui e cercare insieme delle soluzioni. Cerca chi aveva ecclissato, malmenato e allontano… colui ceh aveva irriso potrebbe diventare il suo salvatore. Ironie della politica 2.0!

E’ ufficiale: partito il summit dei grillini all’Hotel Saint John!

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Il summit si terrà all’Hotel Saint John a via Matteo Boiardo, nel quartiere San Giovanni in Roma. L’Hotel fa parte del complesso dell’Istituto Santa Maria, nota scuola privata romana.  Grillo e Casaleggio sono attesi per domani.

L’albergo è praticamente blindato per la stampa.

Grillo è rientrato in casa dopo la passeggiata sulla spiaggia. Ed è nella sua  villla a Marina di Bibbona.  L’ex comico rifugge la stampa italiana mentre continua a rilasciare interviste a quella straniera. Ma si fa vivo come sempre sul blog. Stavolta dice: ”L’articolo 67 della Costituzione recita: ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. Questo consente la liberta’ piu’ assoluta ai parlamentari che non sono vincolati ne’ verso il partito in cui si sono candidati, ne’ verso il programma elettorale, ne’ verso gli elettori. Insomma, l’eletto puo’ fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”. Il pezzo è titolato ”Circonvenzione di elettore”.

L’inceneritore di Parma e la guerra aperta tra M5S e Pd

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Pizzarotti a Parma era stato eletto per un inceneritore. Oggi quell’inceneritore è campo di lotta politica… Chi si è dimenticato delle promesse del M5S che appena vinte le elezioni di sindaco nella città emiliana prometteva «Abbiamo già ottenuto una grande vittoria senza neanche entrare in Comune: a Parma l’inceneritore non si farà più»?

Le ipotesi in campagna elettorale erano state molte e tutte convincenti affinchè quella cicatrice all’ambiente non venisse fatta. Si era ipotizzato di tutto anche di mandare i rifiuti in Olanda, smontare il forno e venderlo ai cinesi… E sono ora queste le armi che utilizzano i democrats per inscenare lo  scandalo dell’inceneritore di Ugozzolo. E’ di pochi giorni fa la notizia che la multiutility Iren ha annunciato l’avvio della fase preliminare «con lo svolgimento di attività tecniche complementari alla messa a punto del sistema impiantistico che verranno effettuate a caldo attraverso la combustione di solo gas metano». Il tutto durerà circa una trentina di giorni sotto l’occhio di 4 centraline di monitoraggio delle emissioni collocate a Parma e in altri Comuni. Se non ci saranno intoppi, i camini dell’inceneritore cominceranno a sbuffare in aprile.

Una battaglia persa. Spesso accade di lottare e di perdere, ma l’imbarazzo viene dalle contrastate mezze frasi del sindaco Pizzarotti, che per inesperienza o per disattenzione, non ha trovato le parole giuste per contrastare l’attacco del Pd, rabbioso, della sconfitta elettorale alle politiche. Così che il sindaco M5S si è trovato prima a dire che lui non aveva mai detto nulla sull’inceneritore «Mai fatto promesse che non si potevano mantenere». Forse l’aveva fatto Grillo a sua insaputa? E poi si è visto costretto a correggere il tiro cadendo definitivamente nelle bocche fameliche del Pd con la dichiarazione «Ci abbiamo provato, sono insoddisfatto, certo, ma continueremo a tenere alte le antenne: non si fanno solo le battaglie che si è sicuri di vincere». In realtà ancora in piedi vi è la possibilità che quell’inceneritore non si metta in funzione (193 milioni buttati nel nulla se ciò accadesse) perchè la Procura di Parma, riscontrando una serie di inadempienze, aveva chiesto il sequestro dell’inceneritore, ma il Tribunale del Riesame in novembre l’ha bocciato, così l’amministrazione si è rivolta alla Cassazione, che dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi. Intanto Iren va avanti senza problemi… Forse sicura che la Cassazione non appoggerà, mai la lotta dei grillini!

 

Invadete la Camera… e lasciateci in pace al summit?

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Può essere stata una mossa tattica quella di Beppe Grillo? Distogliere l’attenzione di giornalisti e fotografi dal summit del M5S con un invasione di visite al Parlamento? Il luogo della convention resta segreto e inespugnabile anche se iniziano a circolare diverse indiscrezioni in rete. La più accreditata è quella dell’Hotel Saint John a Roma alle 14.00.

Ma intanto dilaga anche il movimento scissionista grillino…

E’ lo stesso leader del M5S denuncia che “fantomatici cittadini a cinque stelle” hanno convocato in questi giorni a Rimini una due giorni a nome del Movimento 5 stelle, con un ordine del giorno “degno della migliore partitocrazia con la proposta finale di un leader del M5s”. Non solo. Grillo decide di pubblicare una chat privata tra consiglieri eletti per il Movimento a cinque stelle.

Un’operazione di denuncia dei traditori che però è molto indicativa dello stato dei rapporti interni tra una parte dei grillini e il loro (ex) leader. La chat è uno sfogatoio sulla “leggerezza con cui si affronta il tema dell’organizzazione”, scrive uno dei participanti, sul “caos, anche culturale, che ci circonda”. Perchè, risponde l’altro, “la mancanza di organizzazione sta facendo implodere il Movimento”. E ancora: “Mi convinco sempre più che la volontà di Casaleggio e Grillo sia sempre più rivolta all’implosione del Movimento in barba a tanti bravi ragazzi che nel progetto c’hanno messo il cuore…”. E qui il riferimento è a Gianroberto Casaleggio, guru della comunicazione dei grillini, fondatore della Casaleggio Associati che cura tutte le pubblicazioni del comico genovese. “E’ ora di chiedere la testa editoriale di Casaleggio”, scrive un altro.

Nella chat i consiglieri ammettono di sentirsi “cavie in vitro” di “un esperimento”, perchè “un esercito di formiche è la perfetta organizzazione, senza che neanche lo sappiano. Sono nate per farlo. Questa doveva essere la famosa rete. Che fine ha fatto? Persa nelle nebbie…?”. E’ da questo disagio che nasce la due giorni di Rimini, che si terrà domani e dopodomani e potrebbe sancire la rottura definitiva tra i grillini.

Perchè agli scissionisti mancherà il carisma del leader ma sulla rete si sono ben organizzati. Hanno un loro sito (http://www.incontrom5s.altervista.org/joomla/) sul quale hanno gestito ogni passo dell’organizzazione della convention: dal luogo al programma, tutto rigorosamente deciso da una consultazione degli iscritti. A Rimini si parlerà di “metodi decisionali e democrazia interna al movimento”, nonchè di “elezioni nazionali”. Naturalmente l’evento potrà essere seguito in streaming.

Scelte che “mi hanno fatto cadere le palle”, commenta senza veli Grillo sul suo blog. Il Movimento “non è un partito, non vuole esserlo. Non ha sedi, non ha soldi, né li vuole. Ha un programma, un ‘non Statuto’. Chi li condivide può usare il suo simbolo per la creazione di liste e avere il mio supporto nelle piazze e attraverso il blog. Chi non li condivide non si capisce per quale motivo voglia far parte del M5S. Nessuno lo obbliga”. Ai suoi chiede “massima trasparenza: se un consigliere è stanco, può passare il testimone a un altro presente nella lista”. Ma la conclusione del leader è amara: “Se non cambiamo, è meglio scordarci le politiche”.

L’Italia che non vorremmo vedere!

 

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L’Italia della compravendita dei deputati dove chiunque ha un prezzo ed è acquistabile. Oggi chi troviamo sul banco dell’ortofrutta? Chi è imbalsamato dentro la confezione di lasagne Findus insieme alla carne di cavallo? Un Lavitola? Un De Gregorio?

Ed è proprio il senatore reo confesso a gridare la sua rabbia “Io non sono l’omino Michelin della barzelletta che raccontava il senatore Pasquale Giuliano, il puffetto grasso che aveva avuto una fortuna spaziale”. Il Cavaliere lo ha  “deluso, amareggiato, ma non ho rancore”. Solo una nuova visione. Così lancia un’esortazione agli “altri”: parlate anche voi.  “Il mondo è cambiato, la valanga è solo agli inizi. Mi auguro che altri facciano la loro operazione di verità”. Chi? “Lavitola. Il suo sacrificio, il suo silenzio sono inutili”.

Berlusconi li ha delusi, ma non si rendono conto di quanto loro hanno ucciso il popolo italiano? Di quanti sogni hanno infranto per i loro sporchi interessi? Di come abbiano spezzato la vita a molti cittadini con le loro decisioni a favore di una casta? Ci può essere una pena commisurata per aver strappato un sogno, una casa, una famiglia? Ci può essere una pena commisurata per chi, grazie alle loro decisioni, ora si trova disoccupato?

Ancora una volta loro pensano per loro! Non sono l’omino Michelin della barzeletta? No, non lo puoi essere perchè c’è molta più dignità in un pneumatico che in un uomo politico che si vende… un pneumatico è gonfiato con aria pulita, non con aria marcia come quella contenuta nel corpo di De Gregorio!

Tutti a casa!

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“Tutti in Parlamento, la casa dei cittadini!”. L’appuntamento è stato lanciato dal Movimento 5 Stelle e prevede di trasformare l’apertura mensile al pubblico della Camera dei deputati in un “happening” grillino. Per il Movimento 5 Stelle la visita guidata a Montecitorio, prevista per oggi, si trasforma infatti nell’occasione per “conoscere il luogo che tornerà finalmente ad essere familiare ai loro reali proprietari: i cittadini italiani”. All’adunata romana parteciperanno ovviamente anche Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio.

SCANDALOSO! MA LO SAPETE QUANTE VOLTE PAGHIAMO UN PARLAMENTARE?

parlamentari-stipendi- tuttacronaca - civati

I parlamentari del M5S restituiranno allo stato part dello stipendio percepito, in base al regolamento imposto dal Movimento. Questo dimezzamento andrà a influire sull’indennità di base che è pari a 10 mila euro. I grillini percepiranno solo 5 mila euro lordi. La quota dei parlamentari di Beppe Grillo andrà, probabilmente, a confluire in un fondo attraverso il quale è possibile finanziare le microimprese come già avviene in Sicilia. Inoltre i grillini restituiranno anche i 784 euro al mese che ogni deputato versa nel Tfr. Lo stipendio dei grillini però sarà di oltre i 10mila euro visto che non rinunceranno ai benefit. Sarà accettata anche la diaria, ovvero una copertura pari a 3.503 euro al mese (che può diminuire solo nel caso di assenza dai lavori parlamentari). Inoltre percepiranno anche le spese di esercizio del mandato pari a 3690 euro (che per metà vengono concesse forfettariamente e l’altra metà è concessa su presentazione della fattura).

Naturalmente sono gratuite tutte le spese di viaggio quindi avranno tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è inoltre previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per le spese telefoniche riceveranno infine, 3.098,74 euro l’anno.

LA PROPOSTA DI CIVATI.

Pippo Civati del Pd ha condannato aspramente i grillini dicendo che si tratta solo di una diminuzione di 2500 euro al mese, mentre ” i parlamentari del Pd guadagnano già  di meno, perché sono tenuti a versare 3-4000 euro al proprio partito”

AL PROPRIO PARTITO? E PERCHE’ NON LE LASCIANO NELLE CASSE DELLO STATO? IL PARTITO E’ UN ASSOCIAZIONE PRIVATA NON PUBBLICA QUINDI INDIRETTAMENTE RIFINANZIANO IL PROPRIO ORTO PRIVATO?

COMUNQUE SIA E’ SEMPLICEMENTE SCANDALOSO!

Gabriele Paolini da Grillo… grazie di esistere !

gabriele paolini- beppe grillo- tuttacronaca

Gabriele Paolini, il disturbatore televisivo per antonomasia, arriva alla villa al mare di Beppe Grillo, gli urla il suo grazie con un megafono dopo un mini spogliarello, ma resta fuori dal cancello. Paolini si è presentato a sorpresa all’ingresso della villa dove il leader del M5s è chiuso da stamane: dopo essersi tolto tutti i vestiti tranne un costume da bagno, ha preso un megafono e ha iniziato a urlare al comico “Grazie, in tanti credono in te”. E dopo aver chiesto le dimissioni di Bersani da segretario del Pd, si è buttato per terra per “baciare la terra” che prima o poi sarà calpestata da Beppe Grillo. Il disturbatore si è avviato quindi verso la spiaggia, dove, sfidando il freddo si è fatto un bagno, non prima di aver deposto una bandiera sul cancello.

L’assedio di Roma… domani la convention dell’M5S. Top secret il luogo.

topsecret - tuttacronaca -beppe grillo- convention

E’ fissata per domani la convention a Roma dell’M5S.Anche se alcune fonti dicono che già da questo pomeriggio inizieranno gli incontri. Non è ancora chiaro se Beppe Grillo, che è nella sua casa al mare a Marina di Bibbona, sarà presente sin da subito o se si unirà ai suoi direttamente lunedì.

Al vaglio veranno prese decisioni importanti su come gestire la complessa situazione politica.  Il luogo resta un segreto.

FINANZIAMENTO PUBBLICO O CASE PER 10.000 FAMIGLIE?

matteo renzi -tuttacronaca - case popolari

Il sindaco di Firenze all’attacco… per una volta si vogliono affrontare i problemi reali delle persone e non parlare in astratto. Mentre il governo ragiona per dictat e detta regole e cerca alleanze, Matteo renzi incontra i responsabili delle case popolari. Stamattina dopo la riunione ha affermato che “Se i partiti rinunciano al finanziamento pubblico sistemiamo SUBITO 10.000 famiglie”. E’ più importante una casa per una famiglia bisognosa o il finanziamento pubblico da usare per discoteche, nutella o qualche bel party a tema?

Un sabato politico! “No” di Grillo a ogni tipo di Governo.

napolitano-bersani - pd-pdl- tuttacronaca

“Per quanto mi riguarda, lo ripeto per l’ultima volta, il M5S non darà la fiducia a nessun governo, tanto meno a un governo Pd-Pdl”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, in un post scriptum, smentendo così l’apertura al governissimo ventilata da lui stesso in un’intervista al settimanale tedesco Focus. Il Movimento 5 Stelle, puntualizza il comico genovese, “voterà legge per legge in accordo con il suo programma”.

Napolitano si appella ai partiti “Mi permetto di raccomandare a qualsiasi soggetto politico misura, realismo, senso di responsabilità anche in questi giorni dedicati a riflessioni preparatorie”. E’ il monito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ricorda ai partiti “il dovere di salvaguardare l’interesse generale e l’immagine internazionale, evitando premature categoriche determinazioni di parte”. Il Presidente della Repubblica ribadisce “attenzione e rispetto per ogni libero dibattito” e, soprattutto, si riserva “ogni autonoma valutazione nella fase delle previste consultazioni formali con le forze politiche rappresentate in Parlamento”.

Troppe gaffe… i grillini vanno a scuola? E’ GIALLO!

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La neo senatrice Enza Blundo ospite a un programma radiofonico  non sa rispondere sul numero esatto di deputati (630) e senatori (315)… però asseriva che era necessario dimezzare tale numero. Il deputato Carlo Sibilia, invece, ha dichiarato di non essere preoccupato dalla ingovernabilità perché tanto la Costituzione – secondo la sua personale e  sbagliata interpretazione – non obbligherebbe il Governo a ricevere la fiducia delle Camere. Il senatore Bartolomeo Pepe, infine, ha ammesso di non sapere dove si trovi il Senato. E quando i conduttori lo hanno incalzato chiedendogli di spiegare come si elegge il presidente della Repubblica ha troncato la conversazione: “Non mi va di essere preso per i fondelli. Studieremo e vi faremo sapere”.

Il Sole 24 Ore il 27 febbraio riportava la notizia che la nota università Luiss, in un centro alle porte di Roma, stava organizzando corsi di “diritto costituzionale con focus sulle evenienze più comuni nella vita parlamentare” per i neoeletti delle file M5S.

Contattata la Luiss, la risposta è stata secca: nessun corso per i grillini.

Il direttore generale dell’università  Pier Luigi Celli, si dice disponibile, ma smentisce categoricamente che ci siano corsi in atto per i grillini: ”È una notizia che abbiamo letto sui giornali anche noi. Ci ha molto incuriosito perché nella realtà a noi non risulta nulla. Che mi risulti non c’è mai stato alcun contatto né con Grillo né con Casaleggio. Se ci venisse chiesto di organizzare questi corsi deciderà il Senato accademico. Per noi non c’è alcun controsenso nel formare persone che prima si sono candidate e poi studiano per fare quello per cui si sono candidate perché non sarebbero attività universitarie, ma attinenti alla business school che riguarda le esigenze di imprese, associazioni e istituzioni”.

Il gillo s’infittisce quando viene contattata Confindustria, che di fatto controlla l’univerità Luiss. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, in un’intervista risponde seccamente “Se applicassimo il programma di Grillo l’industria italiana sarebbe finita. Diventeremmo un paese tra l’agreste e il bucolico. Grillo vuole bloccare le infrastrutture, noi pensiamo che si debbe colmare un grave ritardo infrastrutturale”.  E’ evidente quindi che Confindustria non avrebbe mai permesso alla “propria” università di organizzare corsi per il M5S. Probabilmente il contatto c’è stato, ma poi si è dovuto annullare tutto per la posizione del presidente di Confindustria.

Abbandonata la strada di una collaborazione ufficiale tra M5S e Luiss  si è iniziato a lavorare in modo “segreto” e nella massima riservatezza. Così la Luiss come istituzione ha fatto un passo indietro lasciando gestire ai singoli docenti  i rapporti con il Movimento. Anche se i nomi restano top secret, sembra sempre più probabile che alcuni docenti avrebbero effettuato alcune videoconferenze in Skype per fornire le nozioni di base e approfondimenti ai neoeletti del M5S sul diritto costituzionale, su i meccanismi di approvazione delle leggi e sui procedimenti di  elezione  del Presidente della Repubblica. Un corso accelerato per evitare ulteriori figuracce davanti ai microfoni.
Gli enigmi restano a questo punto due: la committenza di questo corso che pare si farà davvero via Skype e il costo complessivo dell’operazione. I contatti con la Luiss e poi con i tre docenti che seguiranno le lezioni sono stati avviati da una misteriosa società che non è la Casaleggio e Associati, ma che ha posto condizioni precise sugli argomenti da affrontare durante le 60 ore di aula e non solo. Secondo indiscrezioni, i docenti che seguiranno le 60 ore di formazione per i neoeletti saranno contrattualizzati individualmente e individualmente accetteranno stringenti clausole di privacy.

Ma la voglia dei grillini di colmare le proprie lacune culturali e politiche comincia prima delle elezioni. Il 19 gennaio si è tenuta una giornata di studio riservata a 16 candidati emiliani presso la Casa sul fiume di Borgo di Tossignano. A tenere la lezione è stato Fabrizio Cotza, blogger e amministratore delegato di All Winners. Argomento: tecniche di comunicazione, stress e gestione dei conflitti. Contattato da Tgcom24, Fabrizio Cotza ammette: “Con una battuta, potrei dire che ho insegnato come un parlamentare deve rispondere ai giornalisti. Ho cercato di spiegare come parlare in maniera diversa, evitando cioè il politichese. La cosa fondamentale è prendersi la responsabilità di quello che si dice e di quello che si fa, senza scaricare le colpe su altri”. Ogni candidato ha pagato di tasca proprio la quota di partecipazione di 80 euro.Sul web è circolata voce che a tenere le lezioni per i candidati grillini ci fossero anche l’economista Loretta Napoleoni e il professor Paolo Mottona.  Ma entrambi hanno smentito tale voce.

Pizzarotti apre al pd… ma è una mannaia!

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C’è un solo modo per avvicinarsi al Movimento 5 Stelle, che è cosa diversa dal fare un’alleanza: leggere il programma e sottoscriverne i punti principali. Nuova legge elettorale con preferenze e divieto di candidatura dei condannati, lotta serrata e senza sconti al conflitto d’interesse e riduzione tassativa dei costi della politica. Non ci sono grandi discussioni da portare avanti, non c’è incertezza nelle nostre scelte: tutto è chiaro e fin troppo semplice. Si tratta soltanto di capire cosa vuole fare, e in che modo, il Partito Democratico, perché è dalle decisioni che prenderà la dimostrazione di quanto questa classe dirigente abbia realmente intenzione di lasciarsi alle spalle la sua ventennale stagione conservatrice. Il cambiamento è radicale per definizione. Allora si cominci subito con un atto di forte discontinuità col passato: si rinunci ai rimborsi elettorali, lasciando decine di milioni di euro nelle casse dello Stato, in un momento di profonda difficoltà economica.

Dal nostro punto di vista non c’è nessun tentennamento sulle posizioni da prendere, non faremo accordi a scatola chiusa, non daremo fiducie in bianco, non ci faremo bastare le promesse prive di ogni garanzia. Insomma, non ci appartiene niente di tutto quello che ha fatto parte dell’azione politica della Seconda Repubblica. Dicano allora cosa intendano fare, perché il Movimento non voterà la Fiducia a prescindere dalla proposta. Sarà come abbiamo sempre sostenuto: è sulle idee, e non sulle ideologie, che ci piace il confronto, indipendentemente dal colore politico di chi le propone.

Così Pizzarotti apre la strada al Pd.

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