Renzi sugli spalti… e l’ironia su Twitter! Grazie “presidente”

Renzi-Fiorentina-Inter-tuttacronacaC’era anche Matteo Renzi, ieri sera, ad assistere all’anticipo della 24esima giornata di campionato che ha visto affrontarsi al Franchi la Fiorentina e l’Inter. E proprio su quello che potrebbe diventare il prossimo presidente del Consiglio hanno indugiato le telecamere. La partita, tuttavia, è sembrata essere l’unica “nota stonata” della settimana del sindaco fiorentino, visto che i viola, dopo aver recuperato lo svantaggio, hanno perso a causa di un gol di Mauro Icardi (vittoria arrivata ai nerazzurri grazie a un errore arbitrale che non ha segnalato il fuorigioco dell’argentino). Ma i tifosi dell’Inter non hanno mancato di far dell’ironia su quanto accaduto davanti agli occhi di Renzi, a partire da Fiorello che su Twitter ha scritto: “Porta bene Renzi! Grazie ‘presidente'”.

Schermata 2014-02-16 alle 10A lui ha risposto subito un altro showman, Nicola Savino, che citando l’utente @chedisagio ha scritto “Palacio Chigi”, dal nome di uno dei marcatori interisti. Per il segretario dem, tuttavia, l’accoglienza dei tifosi è stata calda e poco importa se è stato spesso distratto dall’incontro, impegnato in telefonate e sms: incoraggiamenti, pacche sulle spalle e foto in sua compagnia gli hanno tenuto compagnia sia prima che dopo la partita.

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Fiorentina-Inter: e in tribuna… gli ospiti d’onore!

fiorentina-inter-renzi-tuttacronacaPotrebbe essere l’ultima volta che il sindaco di Firenze e segretario del Pd Matteo Renzi assiste a una partita dei suoi adorati viola in veste di “non-ancora-premier”. Il primo cittadino del capoluogo toscano ha infatti in agenda la sua presenza al Franchi per assistere all’anticipo della quinta di ritorno, mentre resta in attesa della quasi certa convocazione nelle prossime ore del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. Sembra che Renzi abbia infatti confermato ad alcuni dirigenti del club gigliato la sua presenza in tribuna autorità dove, tra l’altro, non sarà solo. Questa sera è infatti atteso anche l’azionista di maggioranza viola Diego Della Valle. Spiega l’AGI che il proprietario del gruppo Tod’s e Matteo Renzi avrebbero in programma anche un colloquio per definire i dettagli di un’offerta che dovrebbe presentare nelle prossime settimane il club viola per la costruzione di un nuovo stadio in città in zona Nord.

Arrigo Sacchi “bacchetta” gli azzurri di Benitez

arrigo-sacchi-tuttacronacaE’ stato Il Mattino ad intervistare Arrigo Sacchi, che nell’occasione ha tenuto una sorta di lezione tattica evidenziando gli errori che il Napoli ha commesso nelle ultime tre gare, con particolare riferimento al match contro il Borussia, che potrebbe rivelarsi fatale per gli azzurri di Benitez.

Il Napoli non è quello di due mesi fa. Non riconosco la squadra di inizio stagione, gli azzurri hanno bisogno di invertire la rotta prima che questa strada diventi senza uscita. Mercoledì sera ci sono delle cose che hanno funzionato ma tante altre non sono andate nel verso giusto. L’avvio mi è piaciuto, nessun timore reverenziale, grande compattezza in campo, possesso palla e giusta mentalità. Ma tutto è durato appena dieci minuti: dopo il rigore non s’è più vista la stessa squadra.

Quello di cui avrebbe bisogno il Napoli, secondo l’ex ct della nazionale italiana, sarebbero maggiori cure da parte dell’allenatore al reparto difensivo:

Ho visto giocatori in grande difficoltà nell’interpretazione della zona, non so se è una questione di posizionamento sbagliato ma è evidente che si tratta di errori gravi che si ripetono frequentemente. Forse parliamo di giocatori che non sono adatti al tipo di gioco che ha in mente Benitez. È la fase difensiva che mi lascia molto perplesso.

Ma non solo: serve lavorare sull’atteggiamento da tenere di fronte alle ripartenze degli avversari, con gli esterni che dovrebbero farsi trovare più puntualmente in linea con la difesa. Ma anche gli attaccanti non sono esenti da colpe:

La seconda rete subìta è pazzesca, in quattro corrono dietro il portatore di palla e nessuno segue l’inserimento del centrocampista tedesco che poi va a segnare. Interpretare male la fase difensiva non significa che a sbagliare sono soltanto i quattro difensori, la fase passiva inizia dagli attaccanti. I due esterni alti rientravano poco e male lasciando scoperta la difesa, Pandev che è rimasto sempre davanti, più di lui ha difeso addirittura Higuain.

Una dura critica, Sacchi l’ha riservata a Lorenzo Insigne:

Insigne va a sprazzi, è come se giocasse con il freno a mano tirato. Lo consideravo il giovane più interessante del nostro campionato, ha perso inventiva e linearità, non so cosa gli stia accadendo.

Se anche le parole sono dure, non sorprendono: già in estate il giudizio complessivo di Sacchi sul club azzurro non era stato particolarmente entusiasta, ritenendo che il Napoli fosse uscito indebolito dalla cessione di Cavani.

Chiellini e “la partita della vita”

chiellini-tuttacronacaI bianconeri ieri, allo Juventus Stadium, hanno fatto un importante passo in avanti in Champions League, battendo il Copenaghen, per tre reti a una, ma uno scoglio maggiore è all’orizzonte: il Galatasaray di Roberto Mancini. E’ il difensore Giorgio Chiellini a parlare del prossimo match definendolo “la partita della vita”: “Tra quindici giorni giocheremo la partita della vita – le parole del difensore toscano riportate da juventus.com – Potevamo portare a casa più punti nelle altre partite, ora ci giocheremo tutto in Turchia. Oggi abbiamo fatto una buona prova ma niente di eccezionale, anche perché, loro ci hanno limitato e non c’è stato il tiro al bersaglio dell’andata. Dietro però non abbiamo concesso nulla, anche se abbiamo subito gol su palla inattiva, in una situazione nella quale i danesi sono pericolosi perché possono far valere la loro fisicità. In ogni caso siamo stati bravi a rialzarci subito”.

Tripletta di Vidal! La Juve infligge tre reti… e ne subisce una dall’ex!

vidal-tuttacronacaPartita in cui si gioca tutto questa per la Juve, con i giocatori che ne son ben consapevoli. Vincere è indispensabile per avere una speranza di passare il girone, nonostante al momento sia il fanalino di coda del gruppo B. Per raggiungere lo scopo, Conte schiera un 3-5-2 con Buffon; Bonucci, Caceres, Chiellini; Padoin, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente: un team che, stando alle previsioni di Gianluca Vialli ai microfoni di Sky, dovrebbe battere i danesi per 4 reti a 0. Il Copenaghen risponde con un 4-4-1-1 che vede in campo Wiland; Jacobsen, Mellberg,  Sigurdsson, Bengtsson; Gislason, Claudemir, Delaney, Bolanos; Jorgensen; Toutouh.

juve-copenaghen-tuttacronacaNei primi minuti del match è subito la Juve a pressare, con i giocatori che provano qualche tiro in porta in maniera non convincente ma continuando con il gioco di pressing. Al 9′, quando i danesi riescono a conquistare la sfera, provano immediatamente ad abbassare il ritmo, ma devono stare attenti alla pressione effettuata dai bianconeri. Al 10′ Tevez di prima e al volo ha tirato in porta di piatto e la palla è stata deviata, ma l’arbitro non ha concesso il corner. Attorno alla metà del primo tempo ancora non ci sono state grandi azioni ma si capisce che i bianconeri sono determinati a conquistare tre, fondamentali, punti. Al 28′, arriva la svolta: fallo di mano in area di Jacobsen che viene ammonito ed è rigore per la Juventus. Vidal dal dischetto non sbaglia: 1-0!

Al 32′ arriva un secondo giallo per i danesi: Sigurdsson fa fallo su Llorente. Cinque minuti e Vidal cerca la doppietta: tiro in porta da fuori area sul secondo palo, ma Wiland riesce a bloccare il pallone. Al minuto successivo, Pirlo spreca una punizione battendo direttamente in mano al portiere avversario mentre al 41′ è Pogba che sfiora il raddoppio: tiro sul primo palo ma la sfera non entra. Negli ultimi minuti i bianconeri non cedono, ma il raddoppio non arriva: le squadre tornano agli spogliatoi con i padroni di casa in vantaggio.

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Alla ripresa i danesi si rendono subito pericolosi approfittando di un po’ di confusione nell’area bianconera con Sigurdsson che arriva a due passi da Buffon. I bianconeri non impiegano molto a rispondere, ma  Tevez spara alto sopra la traversa mentre i tentativi di consecutivi di Llorente e Asamoah vengono intercettati dalla difesa del Copenaghen, che si motra più aggressivo in questi primi frangenti. Al 9′ ci riprova Vidal servito da Llorente, ma il cileno è in fuorigioco. All’11 pareggia il Copenaghen proprio con l’ex bianconero (stagione 2008-09) Mellberg, oggi 36enne: va in rete con un’azione da centravanti, girandosi nell’area affollata e insaccando alle spalle di Buffon. 1-1 ma il giocatore non esulta.

4 minuti e proprio il realizzatore del gol del pareggio viene ammonito per una vistosa trattenuta che regala un rigore per la Juve. Ancora una volta Vidal si presenta sul dischetto e per la seconda volta non sbaglia: 2-1!

Al 16′ nel Copenaghen entra Kristensen per Bolanos mentre due minuti dopo Pirlo serve Pogba sulla sinistra, il francese controlla la palla e crossa sul primo palo, Vidal di testa devia in porta siglando la sua personale tripletta! 3-1!

Tre minuti e prima sostituzione tra le fila bianconere: Marchisio entra al posto di Padoin. Al 24′ Jorgensen pericoloso nell’area della Juve, ne consegue un corner battuto da Jacobsen, ma i bianconeri spazzano via. Poco dopo, le squadre restano con il gioco bloccato a centrocampo. Al 31′ seconda sostituzione per i danesi: entra Amankwaa al posto di Thomas Delaney. A 10 dal termine nuovi cambi, uno per formazione. Per il Copenaghen esce Toutouh che lascia il posto a Pourie mentre per la Juve Tevez cede il campo a Vucinic. Atri due minuti e Ogbonna sostituisce Vidal: potrà giocarsela anche contro i turchi del Galatasaray perché non è stato ammonito in questa partita (era diffidato). Negli ultimi minuti gli 11 di Conte continuano a pressare e a cercare la rete, anche se senza successo. I bianconeri hanno comunque raggiunto il loro obiettivo di conquistare i tre punti e finalmente hanno rotto la maledizione che non li vedeva vincere dal marzo di quest’anno. Bisognerà tuttavia attendere per esultare per una rete di Tevez in Champios. Nel frattempo il Galatasaray ha ceduto di nuovo al Real Madrid. Per i bianconeri la strada verso la qualificazione è in discesa.

Juve-Copenaghen: “Non ci sarà un domani”

juve-copenaghen-tuttacronacaVincere, a tutti i costi. E’ obbligatorio per i bianconeri questa sera se voglio restare in corsa per la Champions. Tre punti per avere poi due risultati a disposizione a Istanbul in occasione dell’ultima partita di questa fase a gironi contro il Galatasaray di Mancini, oggi impegnato contro il Real Madrid di Ancelotti. Conte è stato chiaro: “Non ci sarà un domani”. L’ultimo successo juventino in Champions risale al 6 marzo, quando vinse per 2-0 in casa con il Celtic agli ottavi, per poi essere eliminata ai quarti con due sconfitte dal Bayern Monaco. Al momento il club è all’ultimo posto del girone B, a soli tre punti, ma va messo in conto che sta vivendo un momento d’oro: cinque vittorie consecutive in campionato senza subire neanche una rete e portandosi in vetta alla classifica. Scopo quindi è riuscire a incantare in Champions come riesce a fare con le sfide italiane. Del resto anche il Copenaghen sta vivendo una fase positiva: quattro vittorie in cinque partite uscendo così dalla zona retrocessione del proprio campionato. Per quel che riguarda  i precedenti, arridono alla Juve che non ha mai perso contro i danesi. Per quel che riguarda gli uomini che Conte schiererà di certezze ce ne sono due: Carlos Tevez e il rinato Fernando Llorente, coppia sinonimo di spettacolo nelle ultime partite. L’argentino non segna in Europa da 19 partite, con l’ultima rete che risale ai quarti di finale della Champions 2008-2009 (2-2 del suo Manchester United con il Porto) e non vince una partita dal 17 marzo 2011 (era al Manchester City che vinse per 1-0 contro la Dinamo Kiev in Europa League). Per quel che riguarda El Rey Leon, è diventato, dopo un difficile rodaggio, una garanzia per la squadra, sia che segni sia che manovri la squadra. Per quel che riguarda la difesa, infortunato Barzagli, la scelta restano tra Caceres e Ogbonna. Nel caso opti per il primo, in centrocampo si potrebbe trovare Padoin mentre se Ogbonna scendesse in difesa lo accompagnerebbero Bonucci e Chiellini mentre al centro si troverebbero Caceres, Vidal, Pirlo, Pogba e Asamoah. Ma l’incognita è anche quella se il diffidato Vidal giocherà o meno: in caso venisse ammonito, infatti, perderebbe proprio il match contro il Galatasaray. Conte potrebbe quindi decidere per  Marchisio nel reparto centrale, allargando Pogba sulla destra.

Il Milan ritrova la via per la vittoria: spazzato il Celtic 3-0!

celtic-milan-tuttacronacaTorna in campo il Milan e questa sera è importante mostri di avere ancora molto da dare nel rettangolo di gioco. In questa edizione della Champions i rossoneri non hanno brillato ma sono riusciti a nascondere dignitosamente tutti problemi emersi in campionato. La squadra di Allegri è attualmente seconda in classifica nel Girone H, con cinque punti, dietro al Barcellona ormai imprendibile (10) e davanti ad Ajax (4) e Celtic (3). L’impegno di stasera, tuttavia, non è di quelli semplici, con il Celtic che diventa sempre ostico quando gioca in casa. Per gli scozzesi, Lennon schiera un 4-2-3-1 con Forster; Lustig, Van Dijk, Ambrose, Izaguirre; Mulgrew, Kayal; Forrest, Commons, Boerrigter; Samaras. Risponde Allegri con lo stesso modulo, i giocatori in campo sono Abbiati; Abate, Zapata, Bonera, Emanuelson; de Jong, Montolivo, Poli; Kakà, Birsa; Balotelli.

celtic-milanBalotelli si mostra subito determinato ma i primi a sfiorare il gol sono gli scozzesi: Kayal si trova il pallone tra i piedi davanti ad Abbiati, dopo un tiro di un compagno, ma Zapata riesce a salvare in maniera provvidenziale. Al 12′ è però il Milan a passare in vantaggio grazoe a Kakà che arriva di testa, dopo essersi portato indisturbato a centro area, su un calcio d’angolo dalla destra. Forster è battuto, 1-0 per i rossoneri!

Il Celtic prova a reagire ma non riesce ad impensierire mentre al 26′ il brasiliano ha un’altra possibilità: va via in velocità in contropiede e serve Balotelli su lato destro dell’area scozzese, l’attaccante della Nazionale tira forte di destro, ma il pallone termina alto! Mentre i rossoneri si fanno sempre più pericolosi, al 31′ arriva il primo cambio tra le fila del Celtic: Ledley prende il posto di Kayal in campo. Sei minuti e Mulgrew spreca una buona occasione, anche se abbastanza casuale, tirando addosso ad Abbiati, il Milan deve stare più attento in difesa. Al 39′ annullato il gol di Balotelli: fuorigioco millimetrico per lui. Il primo tempo a Glasgow termina dopo due minuti di recupero e i rossoneri tornano agli spogliatoi in vantaggio grazie alla rete di Kakà, il migliore in campo.

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Alla ripresa, subito pericoloso il Celtic con una punizione a favore. Batte Mulgrew ma la sfera viene deviata dalla barriera, poi palla scodellata in area dove van Dijk spara addosso ad Abbiati da due passi. Due minuti ed è però il Milan a raddoppiare, sempre approfittando di un calcio d’angolo: calcia Nocerino in area di rigore, la sfera arriva a Zapata che da un metro non può sbagliare, 2-0 per il Milan!

Due minuti ancora e rete anche per il Celtic che però viene annullata: fuorigioco netto di van Diyk al momento del cross. All’11’ cartellino giallo per Commons per fallo su de Jong. Tre minuti e Balotelli a sua volta trova il gol. Montolivo Verticalizza e trova il compagno sul filo del fuorigioco, pronto a entrare in area di rigore e battere Forster con un diagonale destro, 3-0 per il Milan!

Al 18′ ci prova Forrest ad accorciare le distanze ma il suo diagonale scheggia il palo della porta difesa da Abbiati. Subito dopo ammoniti nel giro di due minuti due scozzesi, van Dijk e Izaguirre. Bruttisimo il fallo di quest’ultimo su Balotelli, entrata a forbice. Al 26′ cambio tra le fila rossonere: entra Constant ed esce Birsa. A 10′ dal termine cambio per il Celtic, fuori Forrest e dentro Rogic, poco dopo sostituzione anche per Allegri: tra lgi applausi esce Kakà che cede il posto a Robinho. Il Celtic prova ad avanzare ma non è coordinato in attacco e trova una difesa pronta a placcarlo. Dopo tre minuti di recupero, il popolo rossonero può finalmente esultare. Ammirevoli i tifosi scozzesi che hanno inneggiato la loro squadra fino alla fine!

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Ancora giornata no per il Napoli: il Borussia lo travolge

borussia-napoli_tuttacronacaServe vincere al Napoli di Benitez, reduce da due match non brillanti in campionato. La squadra di Benitez ha vinto tre delle quattro partite giocate fino ad ora in Champions League, ma paradossalmente deve ancora sudarsi la qualificazione. Fondamentale non perdere contro il Borussia, certo, e un pareggio potrebbe comunque bastare. Se dovesse perdere, tuttavia, si giocherà l’ultima chance contro l’Arsenal nell’ultimo impegno di questi gironi. Benitez schera un 4-2-3-1 con Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Behrami, Dzemaili; Callejon, Dzemaili, Mertens; Higuain. Risponde Klopp mandando in campo, con lo stesso modulo, Weidenfeller; Grosskreutz, Sokratis, Bender, Durm; Kehl, Sahin; Blaszczykowski, Mkhitaryan, Reus; Lewandowski.

borussia-napoliAl 9′ di gioco, a causa di una trattenuta di Fernandez su Lewandowski, viene concesso il rigore al Borussia mentre viene ammonito anche Higuain per proteste. Giallo anche per l’autore del fallo. Marco Reus dalla bandierina non sbaglia: 1-0!

Il Napoli risponde rapidamente e dopo soli due minuti arriva il cross di Callejon, non ci arriva nessuno, alla fine tira Armero ma la conclusione viene ribattuta.  Altri due minuti e il Borussia sfiora il raddoppio con Lewandowski che da buona posizione non inquadra la porta. Al 18′ ci pensa Reina a salvare lo specchio azzurro, deviando in angolo la punizione battuta da Reus. Gli uomini di Benitez cercano il pareggio ma Pandev, pur sfruttando un’indecisione della difesa, tenta un tiro strozzato che Weidenfeller blocca a terra. Al 27′ problemi per Bender, al centrocampista sanguina il naso ed è costretto a stare fuori dal campo, lasciando i compagni in dieci rientrando poco dopo. Al 29′ Bender scivola e ne approfitta Callejon che va fino in fondo e poi trova il diagonale ma colpisce il palo. Tira anche Behrami ma para Weidenfeller. Reina è molto impegnato a fermare le incursioni degli uomini di Klopp, salvnado in questo modo la partita. Al 36′ giallo anche per Albiol per un intervento durissimo su Mkhitaryan a centrocampo mentre al 38′ la stessa sorte tocca a Kehl e a Pandev. Al 42′, pasticciano ancora i tedeschi in difesa. Grosskreutz perde un brutto pallone in area, Pandev trova lo spazio per il tiro, la palla va di poco al lato senza che Higuain riesca a deviarla. Negli ultimi minuti sono gli uomini di Koll ad attaccare, ma senza esito. Il primo tempo termina sull’1-0 per i padroni di casa.

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Nei primi minuti della ripresa, torna a rendersi pericoloso il Borussia che tuttavia non riesce a giungere a conclusione. Al 13′ ennesima occasione sprecata per i tedeschi: Mkhitaryan si divora un gol, avrebbe potuta passarla ma decide di fare tutto da solo e alla fine non riesce a superare Reina. Higuain non riesce a battere Weidenfeller e i tedeschi ne approfittano per ripartire, Reus si invola sulla sinistra e serve Blaszczykowski che supera Reina con un tunnel: raddoppiano i tedeschi! 2-0.

Benitez tenta di correre ai ripari approfittando delle sostituzioni: entrano Inler e Insigne, escono Dzemaili e Callejon. Al 24′ cambio anche tra le fila del Borussia: esce l’autore del 2-0 Blaszczykowski, entra Aubameyang. Al 26′ gli azzurri accorciano le distanze: il Borussia perde palla nella propria tre quarti, Higuain serve Insigne che indovina il diagonale che beffa Weidenfeller. 2-1!

Cinque minuti dopo arriva l’ultima sostituzione per Benitez: Zapata al posto di Pandev ma al 32′ il Borussia torna a ferire: Aubameyang servito da Lewandowski beffa Reina con un tocco da sotto. 3-1!

Cinque minuti più tardi cambio per i tedeschi: esce Reus, autore del primo gol su rigore, ed entra Piszczek. Nonostante il vantaggio, il Borussia non demorde e continua a farsi pericoloso fino agli ultimi minuti di gioco. A un minuto dal termine, Klopp effettua l’ultimo cambio: Schieber prende il posto di Lewandowski. Al primo di recupero, tiro di Insigne ma si distende Weidenfeller. Altri due minuti e arriva il triplo fischio: il Napoli è tenuto a battere l’Arsenal con tre gol di scarto se vuole continuare a sognare la Champions.

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Il Milan non ce la fa contro il Barcellona… e Crudeli si dispera!

crudeli-milan-barca-tuttacronacaAl Camp Nou il Barcellona ha messo in ginocchio i rossoneri ottenendo la qualificazione. Il sollievo per il Milan arriva dal fatto che l’Ajax, battendo il Celtic, ha aiutato la squadra di Allegri per la quale il secondo posto è ancora raggiungibile. Un rigore realizzato da Messi e il raddoppio di Busquets sembravano aver chiuso ogni possibilità ai rossoneri che però si sono ritrovati in partita grazie all’autogol di Piquè. Una “riapertura” alla quale però, nella ripresa, non sono stati in grado di dare seguito. Terza rete per gli spagnoli, firmata Messi, e l’incontro è praticamente chiuso. Per la disperazione di Crudeli che, su 7Gold, era tornato ad esultare grazie proprio a Piquè. Al termine del match, queste le parole di Allegri ai microfoni di Premium Calcio:

“Abbiamo tenuta testa all’avversario fino a sette minuti dalla fine” si consola l’allenatore del Milan. Balotelli? Le sue ultime partite sono state brutte, per questo ho preferito Robinho. Mario deve abituarsi a giocare una volta ogni tre giorni. Del resto prima di venire al Milan, era una riserva, sia all’Inter che al City. Ha subìto anche un infortunio in Nazionale: ho preferito Robinho e Kakà come all’andata, lasciando Mario in panchina. Balotelli non è un problema, quando è entrato ha fatto benissimo: ha qualità straordinarie ma ha molto da migliorare nel contesto di una squadra. Il futuro? Sarà la società a valutare ma io alla squadra non ho nulla da rimproverare sulla prova di stasera. Un allenatore dipenda dai risultati. La querelle societaria ci ha distratto? Noi dobbiamo pensare a giocare”.

Da parte sua Tata Martino ha affermato:

“Vinto bene una partita difficile, abbiamo fatto una partita a due facce e commesso un errore nel finale del primo che ha tenuto il Milan in partita, tanto dal cercare di contenere i rossoneri nella ripresa. Messi? Non mi sono mai preoccupato della sua astinenza, in passato gli è capitato ma stato bello vedere tramutare questa attesa in gol. Noi eravamo sicuri che ci avrebbe portato alla vittoria”.

In campo vince il Napoli, fuori dal rettangolo trionfa la violenza

scontri_stadio-tuttacronacaIl Napoli festeggia la vittoria sul Marsiglia per tre reti a due, ma ieri il capoluogo partenopeo è stato anche luogo di scontri. Se già la notte precedente la polizia aveva fermato otto persone, ieri gli scontri sono proseguiti, con l’autobus su cui viaggiavano i calciatori fancesi che è stato colpito da una bottiglia nei pressi del San Paolo. L’episodio è avvenuto in via Giambattista Marino, dove l’autobus transitava per portare i francesi allo stadio per la partita di Champions contro il Napoli. La bottiglia ha danneggiato un vetro del veicolo senza provocare altri danni. Altri bus, questa volta con a bordo una cinquantina di tifosi del Marsiglia. Qui la polizia ha trovato armi tra cui accette, martelli e anche dei machete. Attorno allo stadio e nelle zone limitrofe, inoltre, ci sono stati scontri tra tifosi e lanci di pietre, fumogeni e bombe carta contro la polizia. Ma i supporter azzurri hanno anche divelto i pali della segnaletica stradale prima di subire la carica delle forze dell’ordine che li ha dispersi verso piazzale Tecchio, dove però è proseguito il lancio di petardi mentre famiglie e tifosi del Napoli non violenti stavano raggiungendo a piedi lo stadio. Il folto gruppo di facinorosi è stato poi disperso. A far le spese della violenza anche l’ultimo bus di tifosi francesi giunto al San Paolo: bersagliato da un fitto lancio di fumogeni lungo via Marconi, ha riportato la distruzione del parabrezza frontale di destra e di tutta la fiancata destra. Ma non ne è uscito indenne neanche un militare americano della Nato, simpatizzante del Napoli ma scambiato per un tifoso del Marsiglia. Nei pressi dello stadio è stato colpito alla testa durante un lancio di pietre. Alcuni testimoni hanno inoltre raccontato che l’uomo è stato spogliato della maglia del Napoli che indossava da alcuni giovani che si sono dati alla fuga. Il giovane ha fatto poi il suo ingresso nel settore ospiti a torso nudo e scortato dalla polizia fino al presidio medico dove gli sono state prestate le prime cure. Le sue condizioni non sono gravi.

Gol della bandiera per il Milan contro il Barça… ed è autogol! Termina 3-1

barca-milan-tuttacronacaIl Milan è in trasferta per una partita che è un banco di prova per Allegri, la cui panchina è seriamente in discussione. Nonostante le prime voci volessero Balotelli titolare fin dal primo minuto, a lui è stato preferito Robinho. Ecco quindi la formazione rossonera, che scende in campo con un modulo 4-4-1-1: Abbiati; Abate, Mexes, Zapata, Emanuelson; Poli, Montolivo, De Jong, Muntari; Kakà; Robinho. Opta invece per un 4-3-3 Tata Martino che manda in campo Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Neymar.

barcellona-milanParte subito all’attacco il Barcellona che prova a schiacciare i rossoneri nella loro metà campo, trovandosi però a fare i conti con una difesa ben organizzata. Al 17′ si fa pricoloso Dani Alvares: Abbiati è costretto a intervenire con i pugni per rispondere al suo cross pericoloso. Al 21′ ghiotta occasione per gli spagnoli: Adriano mette in mezzo dalla sinistra, Sanchez non ci arriva per un soffio. Tre minuti e arriva la risposta rossonera con Mexes che mette in mezzo con una rovesciata, Muntari lo imita e cerca la porta in acrobazia ma non colpisce bene. Al 29′ Abate atterra Neymar: cartellino giallo per lui e rigore per il Barça anche se le immagini non mostrano un contatto: sembra che il brasiliano abbia accentuato la caduta. Messi da dischetto non sbaglia: 1-0!

Al 39′ raddoppia il Barcellona che approfitta di una punizione dalla sinistra battuta da Xavi, ci arriva Busquets di testa anticipa tutti ma su posizione dubbia. 0-2!

A riportare in corsa il Milan sono gli stessi avversari: Kakà scende sulla sinistra, entra in area e mette il pallone al centro, arriva Piqué che trova una deviazione sfortunata e beffa Valdez infliggendo ai suoi un autogol! 1-2!

Senza minuti di recupero, le squadre tornano negli spogliatoi.

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Alla ripresa, Robinho resta in panchina e cede il posto in campo a Balotelli che si mette in mostra già al 5′ quando costringe Valdez alla parata a terra. Al 7′ annullato un gol al Barça a causa della posizione fuorigioco di Messi. Quattro minuti e cartellino giallo per De Jong che ha atterrato Busquets. Al 14′ tenta il tiro Iniesta ma Abbiati si distende e manda in angolo. Tre minuti e arriva il terzo cartellino giallo del match, prima ammonizione per gli spagnoli: Sanchez per fallo su Mexes. Al 19′ Balotelli scende sulla destra, salta due uomini e poi mette in mezzo per Kakà che però non inquadra lo specchio. Al 29′ Poli cede il posto a Birsa mentre al minuto successivo Messi serve Sanchez che tira a colpo sicuro, ma trova Abbiati pronto a compiere il miracolo. Tra le fila spagnole Fabregas rileva Iniesta e a sette minuti dal termine il Barcellona sigla la terza rete: Messi solo davanti ad Abbiati e lo supera con un pallonetto. 3-1!

Nei minuti successivi Neymar e Xavi cedono il posto a Pedro e Song mentre Matri entra al posto di Kakà. Nulla di fatto nei due minuti di recupero: schiacciante sconfitta per i rossoneri la cui unica rete è stato un autogol di Piquè.

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Nuova vittoria per gli uomini di Benitez: 3-2 contro il Marsiglia!

napoli-marsiglia-tuttacronacaLa squadra di Benitez è pronta per accogliere i francesi al San Paolo dove il tecnico schiera un 4-2-3-1 con Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Inler, Dzemaili; Callejon, Pandev, Mertens; Higuain. Supportato da un migliaio di tifosi, l’Olympique Marsiglia scende in campo con una modulo 4-2-3-1 che vede in campo Mandanda; Abdallah, N’Koulou, Diawara, Morel; Romao, Cheyrou; Thauvin, Valbuena, J.Ayew; A.Ayew.

napoli-marsigliaAl 6′ i partenopei vanno vicini al gol con una ripartenza di Callejon che serve l’accorrente Mertens il cui destro di prima finisce al lato. Solo tre minuti ed è il Marsiglia a passare in vantaggio grazie a un colpo di testa di A. Ayew su calcio d’angolo. 0-1!

Riparte subito il Napoli che per qualche minuto riesce ad avanzare salvo poi venire nuovamente schiacchiato nella propria metà campo dai francesi: sembra abbiano troppa fretta di agguantare il vantaggio per riuscire a coordinare bene il gioco. Al 22′ finalmente raggiunge l’obiettivo: su calcio d’angolo respinta di Mandanda sul colpo di testa di Fernandez, quindi stop di petto di Inler che tira al volo ad incrociare portando la squadra al pareggio. 1-1!

Solo tre minuti e arriva il raddoppio in contropiede: parte Inler, Pandev prova di testa ma viene deviato da Diawara, la sfera finisce sui piedi di Higuain che al volo col destro non sbaglia. 2-1!

Al 35′ cartellino giallo per Fernandez falloso su Ayew. Nei minuti conclusivi del primo tempo i ritmi calano con il Marsiglia che non riesce a preoccupare seriamente gli uomini di Benitez. Dopo un minuto di recupero, le squadre tornano agli spogliatoi con i padroni di casa in vantaggio.

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Nella ripresa batte il calcio d’inizio il Napoli ma poi è subito il Marsiglia a pressare. I francesi però rischiano al 6′ quando il retropassaggio di Abdallah per Mandanda è corto. Fortunatamente per loro Higuain non ci arriva. Al 12′ cambio tra le fila francesi: entra Payet per Valbuena. Al 18′ pareggia il Marsiglia grazie anche ad Armero che si addormenta: Thauvin lo anticipa di sinistro e la palla s’insacca: 2-2!

Tre minuti e Benitez opta per un cambio: esce Pandev, entra Hamsik. Altra sostituzione anche per Baup che sostituisce J. Ayew con Gignac. Al 29′ torna in vantaggio il Napoli: lancio lungo di Fernandez per Mertens che serve Higuain solo in area piccola: 3-2!

Al 35′ Romao ammonito e punizione per i partenopei: il destro di Callejon si spegne a fondo campo. Poco dopo Lemina sostituisce Romao per i francesi mentre Benitez manda in campo Insigne al posto di Mertens: appena entrato, il napoletato colpisce un palo. Nel frattempo anche cartellino giallo per Payet, falloso su Callejon. A un minuto dal termine si lancia Armero, supera Thauvin, mette a sedere il portiere ma non inquadra la porta! Allo scoccare del 45′ terzo cambio per Benitez: fuori Callejon, dentro Behrami. E’ rassegnato il Marsiglia negli ultimi minuti. Il Napoli trionfa per 3 reti a 2.

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Napoli-Marsiglia: inizia a surriscaldarsi l’aria in città. 8 ultrà fermati

napoli-marsiglia-tuttacronacaLa partita tra Napoli e Olympique Marsiglia si svolgerà solo questa sera ma già la scorsa notte la polizia ha bloccato e denunciato otto ultrà azzurri, tutti di età compresa tra i 21 e i 39 anni. I tifosi sono stati sorpresi mentre, nel centro antico della città, si stavano avvicinando a un gruppetto di francesi. Perquisiti, si è scoperto che erano in possesso di due coltelli a serramanico. Nel frattempo, nel quartiere Fuorigrotta altri quattro tifosi sono stati aggrediti verbalmente da un gruppo di giovani napoletani. Anche in questo caso è intervenuta una volante che ha fatto sì che la lite non degenerasse dopo che un francese era stato colpito da un pugno. La stessa polizia ha poi accompagnato i supporters dell’Olympique in albergo. Da ieri, la Questura di Napoli ha predisposto uno specifico dispositivo di prevenzione a largo raggio in vista del match valido per la Champions.

La Juve ringrazia il Copenaghen e si prepara alle nuove sfide

juventus_real_madrid_tuttacronacaIl Copenaghen, quella che si pensava essere la squadra-Cenerentola del giro, ha battuto il Galatasaray dando nuova speranza agli uomini di Conte che, nonostate si siano fermati al pareggio, possono ancora mirare alla qualificazione. Il tecnico bianconero è comunque soddisfatto del 2-2 rimediato contro il Real Madrid: “Abbiamo giocato alla pari contro una squadra galattica costruita per vincere tutto, Champions compresa”. La conferma arriva proprio dallo scontro contro i madrileni: “Questo risultato è più importante del 3-0 dell’anno scorso sul Chelsea  perché questo Real è molto più forte di quella squadra. Usciamo da questa partita con grande convinzione e con il futuro della Champions nelle nostre mani”. La Juve ha dimostrato non solo di essere tornate in piena forma, ma di avere un carattere forte, tanto da non cedere neanche quando in svantaggio, sotto di una rete: “Una botta che avrebbe buttato giù un toro, invece i miei ragazzi hanno dimostrato di avere carattere e orgoglio. E complimenti ai tifosi, che ci hanno sempre spinto, durante tutta la partita”. Conte ha poi analizzato la parte tecnica del match: “Alla Juve do un voto molto alto, non può essere altrimenti. Penso che la squadra abbia disputato una grandissima partita: il primo tempo è stato perfetto sotto tutti i punti di vista, sia nell’organizzazione, in quello che avevamo preparato, sia nella qualità delle giocate e nell’intensità. Poi è inevitabile che nella ripresa, dopo che nel primo tempo avevamo portato dei ritmi fortissimi, qualcosa calasse. E quando calano ritmo e intensità contro calciatori come quelli del Real, è normale che rischi di pagare dazio, soprattutto se la palla nelle ripartenze capita a gente come Ronaldo e Bale, giusto per fare due nomi”. Ma i bianconeri non hanno mollato: “C’è stata grande voglia e determinazione di ribaltare di nuovo la partita. Penso che Casillas sia stato il migliore in campo per il Real Madrid, noi abbiamo fatto molto bene”.  La fiducia nel futuro deriva dal fatto di essere stati in grado di tener testa contro una squadra che è costata oltre trecento milioni di euro, tre volte quanto sono stati pagati gli undici titolari di Conte. “La squadra, come già era successo a Madrid, ha dimostrato di potersela comunque giocare E dopo un anno di esperienza sono convinto che se dovessimo passare il girone eliminatorio, questa Juve può dire la sua in Champions”. Il tecnico ha quindi concluso: “In campo, tramite organizzazione, intensità e voglia dobbiamo sopperire a qualche gap tecnico, e non potrebbe essere altrimenti rispetto a squadre come il Real Madrid e il Bayern Monaco, solo per dirne due. Avversari che sono forti e avvantaggiate da aspetti economici e di mercato: ma poi c’è il campo, che dev’essere quello che deve parlare per noi”.

Allegri cambia modulo contro il Barcellona. Le probabili formazioni

barca-milan-tuttacronacaSfida difficile al Camp Nou questa sera per un Milan che deve ritrovarsi e dal quale si aspettano risposte. Contro il Barcellona del Tata Martino si cerca almeno un pareggio, per uscire dalla crisi in cui sta naufragando la squadra. E proprio nel tentativo di invertire la rotta Massimiliano Allegri, a cui è stata, per ora, rinnovata la fiducia, cerca di cambiare le carte in tavola. E lo fa iniziando con il rivedere il modulo. Le probabili formazioni, secondo quanto riporta la Gazzetta dello sport, vedono i rossoneri schierati con un 4-4-1-1 con Kakà dietro l’unica punta Balotelli. Centrocampo folto con Muntari e Poli esterni, De Jong e Montolivo centrali. In difesa Abate e Constant terzini con Zapata e Mexes centrali di difesa mentre ritorna Abbiati in porta. Nel Barcellona, schierato in un 4-3-3, tridente d’attacco con Neymar, Messi e Sanchez. Alle loro spalle torna, probabilmente, Iniesta con Xavi e Busquets. In difesa Dani Alves, Piqué, Puyol e Adriano. Tra i pali, Valdes.

Bellissima partita, ma non basta! Juve-Real Madrid 2-2

juve-realmadrid-tuttacronacaForti della vittoria ritrovata in campionato nelle ultime tre giornate, la Juve ha un unico obiettivo: battere il Real per rimanere in corsa per la Champions, soprattutto dopo la discussa sconfitta al Bernabeu. E Carlo Ancelotti questo lo sa e si è preparato ad affrontare una sifda allo Juventus Stadium che si presenta infuocata. Antonio Conte per l’occasione torna a sfoderare i recenti acquistia Tevez e Llorente, con Marchisio a completare il tridente. Il modulo è il 4-3-3 composto da Buffon; Caceres, Barzagli, Bonucci, Asamoah; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio, Llorente, Tevez. Il Real, in formazione 4-3-3, vede in campo Casillas; Sergio Ramos, Varane, Pepe, Marcelo; Khedira, Xabi Alonso, Modric; Bale, Benzema, C. Ronaldo.

juve-realLa Juve parte subito all’attacco e al 5′ arriva il primo tiro in porta: ci prova Pogba ma la palla finisce lontanissima, fuori di circa due metri. Dopo 4 minuti è il Real ad avanzare con Ronaldo che va via sulla destra e tira da posizione difficilissima. La diagonale esce di poco ma comunque Buffon era sulla traiettoria. Sfiora il gol anche Llorente al 12′ e subito dopo riparte il Real ed è Bale a liberarsi per il tiro ma Buffon blocca. Altri cinque minuti ed è ancora avanti Pogba: cross in area di rigore con l’esterno, deviazione di Pepe che per poco non combina la frittata, si salvano Casillas e la difesa madrilena. Poco dopo ci provano anche Vidal e Pirlo, ma senza esito. Al 28′ ancora un’ottima occasione per i bianconeri: assist di Tevez che serve Marchisio che ci prova di testa ma Casillas devia miracolosamente di piede. Fatica un po’ il Real che comunque riesce ad avvicinarsi all’area dei torinesi al 33′ con Bale che non inquadra lo specchio. Al 35′ primo giallo del match: ammonito Modric per un brutto fallo su Pogba. Tre minuti e sono ancora gli uomini di Conte ad avvicinarsi al gol: tiro pericoloso dalla distanza di Vidal, respinge Casillas sui piedi di Tevez, ma l’argentino cerca un improbabile passaggio in area di rigore. Al 40′ Varane falloso su Pogba in area. Webb concede il rigore e Vidal dal dischetto non sbaglia: 1-0!

Il Real reagisce immediatamente. Al 44′ Ronaldo in area di rigore manda alle stelle il pallone dopo un cross basso di Modric mentre arriva la seconda ammonizione: Pirlo per fallo su Xabi Alonso. Dopo solo un minuto di recupero le squadre tornano agli spogliatoi. La Juve è passata in vantaggio grazie a un rigore, ma il risultato è più che meritato.

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Solo sette minuti nella ripresa e il Real agguanta il pareggio: Caceres sbaglia un retropassaggio, Benzema recupera palla e serve Ronaldo in area che non si lascia sfuggire l’occasione: 1-1!

Non mollano i bianconeri e al 13′ arriva un cross basso di Pogba, Marchisio devia prima sotto porta trovando la parata di Casillas, poi prova il destro al volo ma viene bloccato sulla linea da Varane. Passa in vantaggio il Real al 15′: Ronaldo serve Bale che entra in area di rigore e fulmina Buffon: 1-2!

Ma gli uomini di Conte non si lasciano intimidire: cinque minuti e Caceres fa partire un cross dalla destra, la sfera arriva a Llorente che di testaanticipa Varane e batte Casillas: 2-2!

Al 26′ primo cambio per Ancellotti: esce Xabi Alonso ed entra Illarramendi. Un minuto e cartellino giallo a colpire Bonucci che ha atterrato Ramos al limite dell’area di rigore. Raèide sostituzioni: per il Real escono Bale e Benzema ed entrano Di Maria e Rodríguez. Tra le fila bianconere Tevez cede il posto a Quagliarella che dopo due minuti si presenta già davanti a Casillas che non tentenna e ne ferma la corsa. Poco dopo Giovinco sostituisce Llorente. Dopo tre minuti di recupero, arriva il triplo fischio. La partita è stata di quelle da ricordare, ma non possono certo dirsi soddisfatti del risultato i bianconeri. La Champions si fa sempre più ardua.

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Per la Juve si avvicina la sfida con il Real: “Possiamo fargli male”

marchisio-tuttacronacaMancano tre giorni al match in casa contro il Real Madrid valido per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League e Marchisio sprona i suoi: “Con il Real Madrid dovremo giocare come se fosse l’ultima partita del girone, i calcoli si possono fare solo alla fine, non prima. Dobbiamo pensare alla partita di andata, dove abbiamo visto che possibilità per fargli male ci sono. Al Bernabeu è successo non solo nel primo tempo, ma anche nella ripresa quando avevamo un uomo in meno. Nel complesso abbiamo fatto ottima partita per attenzione, gioco e organizzazione”. Del resto i bianconeri arrivano da tre successi in campionato e sembrano essere rientrati in fase positiva. Proprio per l’accavallarsi degli impegni il tecnico Conte ha fatto rifiatare tutti i suoi: “Era necessario, viste le tante gare ravvicinate, ma la squadra ha risposto bene e anche ieri sono arrivati tre punti d’oro”. Parlando del campionato, non si può non pensare alla Roma: “Nessuno si aspettava una partenza così forte. La rosa è importante e oltre al record italiano potrà fare anche quello europeo. Ci sono giocatori che non erano più tenuti in considerazione, ma grazie al lavoro dell’allenatore stanno facendo benissimo. Noi non dobbiamo mollare ed essere pronti ad approfittare di eventuali errori. Noi siamo sereni, la squadra ha risposto sempre bene e sta facendo un ottimo campionato. Quando si ha davanti una squadra come la Roma che non ha ancora sbagliato nulla, tutto passa in secondo piano, ma un inizio di stagione del genere ce lo si augura ogni anno”.

C’era tutto! Il video che mostra il fallo da rigore su Vidal

fallo-su-vidal-tuttacronacaIn un primo momento, seguendo la diretta, sembrava che quella brutta caduta di Arturo Vidal nell’area di rigore del Real Madrid potesse essere colpa di una zolla di terreno che il giocatore aveva zappato mettendo male il piede. Poi però non si capiva come mai il bianconero continuasse a indicare gli avversari e se la prendesse con loro. Ma basta osservare il replay per accorgersi come Illaramendi abbia toccato inizialmente il piede del cileno, scoordinandolo al momento del tiro in porta.

Fermate quell’arbitro! Anche Nesta e Materazzi vs Grafe durante Real-Juve

Cristiano-Ronaldo-pantomima-tuttacronacaGaleotto fu l’arbitro che regalò la partita al Real Madrid… A dir poco infelice, per usare un eufemismo, l’arbitraggio visto ieri sera al Bernabeu in occasione della sfida tra i padroni di casa del Real Madrid e gli uomini di Conte. I bianconeri sono usciti sconfitti per 2 reti a 1 ma è difficile non notare come gli spagnoli abbiano avuto un “uomo in più”. E non solo perchè tra le fila juvetine è stato espulso Chiellini. Come ad ogni appuntamento importante, il popolo della rete era pronto a commentare la partita e in molti hanno festeggiato l’espulsione del difensore, con gli anti-Juve riuniti sotto la bandiera del “ben gli sta, in Italia randella impunemente”. Ma questa è Europa e il tedesco Grafe ha preso degli abbagli clamorosi. E se anche l’ex milanista Alessandro Nesta, che ha recentemente annunciato il ritiro dal campo, twitta contro di lui, che il cartellino rosso fosse fuori luogo è evidente.

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E ancora:nesta2Ma se vogliamo la definitiva conferma, anche Marco Materazzi ha detto la sua:

materazziAmmettiamo che il rigore fischiato su Sergio Ramos ci potesse essere: in Italia c’è una maggior tolleranza per simili trattenute ma, appunto, la sfida era europea. La certezza che Ramos non “se lo sia cercato” mettendo il braccio attono alla vita di Chiellini non la possiamo avere, ma concediamo il rigore… Più difficile chiudere entrambi gli occhi per quel che riguarda tutti i falli fischiati ai bianconeri, con Ronaldo e Marcelo che più che una partita di calcio hanno messo in scena una gara a chi riuscisse a tuffarsi di più e meglio. L’ha vinta il portoghese, per la sceneggiata da premio che gli vale l’espulsione di Chiellini. Ma quanto meritata dal bianconero? Sicuramente ha aperto cercando di tagliarli la corsa, il braccio è un po’ alto. Vada per il fallo, ma il rosso non s’è mai sentito, anche perchè la chiara occasione gol non c’era e stavano rientrando anche altri difensori. Insomma, Grafe vede una gomitata che nessun altro, neppure il guardialinee, nota. Sarebbe stato impossibile del resto: non c’era! Ma appunto, si è voluto premiare l’interpretazione di Ronaldo. A questo punto non meraviglia neanche che non sia stato riconosciuto il rigore su Vidal dopo che Illaramendi l’ha toccato sul piede in corsa, sbilanciandolo e facendogli scalciare male il terreno di gioco. Non sarà un fallo violento, ma l’azione era da gol e quindi c’era danno procurato. Insomma, il linciaggio mediatico ci sta tutto e chapeau agli spagnoli se hanno il coraggio di festeggiare una simile vittoria.

Cade la Juve al Bernabeu: 2-1 per il Real Madrid

realmadrid-juve-tuttacronacaL’arbitro tedesco Grafe dirige il match al Bernabeu che vede schierate in campo Real Madrid e Juventus: due squadre legate da un rapporto forte, visto che sulla panchina spagnola siede Ancelotti, in passato allenatore dei bianconeri (subentrò a Marcello Lippi) e di Antonio Conte. Per quel che riguarda i precedenti, l’ultima vittoria della Juve al Bernabeu risale al 2008: 2-0 grazie a una doppietta di Alex Del Piero. Dei quattordici precedenti, nove sono relativi alla Champions League e gli ultimi tre sono stati vinti tutti dalla Juventus. Nessun incontro tra le due squadre è terminato in pareggio.

realIl Real scende in campo con un modulo 4-3-3 con Casillas; Arbeloa, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Benzema,  Illarramendi, Khedira, Modric; Di Maria, Cristiano Ronaldo. Conte ha scelto lo stesso schieramento, inedito per lui, mandando in campo Buffon; Barzagli, Chiellini, Caceres, Ogbonna; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio; Tevez, Llorente.

juveParte subito all’attacco la Juventus con Marchisio che tenta il tiro già al 2′: Casillas si tuffa e para. Passano solo due minuti e Di Maria serve Ronaldo che si decentra e tira di destro battendo Buffon: 1-0!

Gli uomini di Ancelotti gestiscono l’incontro e al 9′ arriva un fallo di Chiellini su Ronaldo che fa guadagnare agli spagnoli una punizione: batte Di Maria, ma Pogba di testa allontana dall’area juventina. Al 13′ Llorente, su cross di Pogba, prova a colpire di testa: Casillas lo anticipa. Due minuti di gioco e la Juve guadagna a sua volta una punizione: batte Pirlo da 31 metri che passa a un compagno che poi perde palla, Tevez tenta il tiro da lontano, ma non inquadra bene la porta. Ancora un minuto e Caceres fa partire un cross che Sergio Ramos mette in calcio d’angolo. Continuano a provarci i bianconeri: al 17′ passaggio di Pogba, Llorente di testa fa da sponda, la palla arriva a Tevez ma ancora una volta è presente Casillas che anticipa. Ancora un minuto e arriva il primo cartellino giallo: Illarramendi falloso su Tevez. L’argentino ci prova ancora 2 minuti dopo, ma spara sopra la traversa. Al 22′ arriva il pareggio: Pogba colpisce di testa, Casillas respinge, arriva Llorente che colpisce al volo: 1-1!

Al 27′ Chiellini falloso su Sergio Ramos regala un rigore al Real: Ronaldo da dischetto non sbaglia: 2-1! Nel frattempo Vidal viene ammonito per proteste.

Al 32′ è Pirlo a cercare il gol, ma non inquadra la porta. Al minuto successivo ci prova Tevez, ma Marchisio è in fuorigioco. Tre minuti e Pirlo commette fallo su Khedira: punizione per gli spagnoli ma la porta è distante.  Al minuto successivo Ronaldo torna all’attacco: palla centrale facile per Buffon e fallo su Chiellini. Torna a farsi pericoloso poco dopo: fuori per un soffio. Non ci sono grandi emozioni negli ultimi minuti del primo tempo. Grafe concede due minuti di recupero prima di mandare le squadre negli spogliatoi con i padroni di casa in vantaggio grazie a un rigore. Nel frattempo Vidal ha accusato dolore alla gamba destra a seguito di uno scontro con un avversario.

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Alla ripresa partono subito all’attaco i bianconeri ma al 3′ arriva una doccia fredda: Chiellini colpisce con una gomitata Ronaldo che esagera con la sceneggiata: cartellino rosso per il difensore che assolutamente non se lo meritava. Subito dopo il portoghese batte la punizione che s’infrange contro la barriera. L’espulsione obbliga a una sostituzione Conte: esce l’autore del gol Llorente con Bonucci. I bianconeri appaiono demoralizzati e Vidal inizia ad essere eccessivamente falloso. Al 13′ altra sostituzione tra le fila bianconere: il pubblico del Bernabeu si alza in piedi per salutare Pirlo. In campo entra Asamoah. Due minuti e Benzema sbaglia clamorosamente a due passi da Buffon: prende la palla di stinco e non riesce a deviarla in rete su assist di un compagno. Sospiro di sollievo per la Juve. Al 17′ Vidal litiga con una zolla di campo che lo fa cadere in area: se la prende con i difensori, ma non c’era fallo. Quattro minuti e primo cambio per Ancelotti: esce Benzema ed entra Bale. Poco dopo arriva anche la terza sostituzione per Conte che schiera Giovinco al posto di Ogbonna: il giocatore costringe subito Casillas a respingere in corner. Al 25′ Khedira falloso su Asamoah, ma l’arbitro non fischia e al minuto successivo arriva il secondo cambio per gli spagnoli: Isco entra al posto di Illarramend. Ancora un minuto e Buffon riesce a parare Khedira che tenta il pallonetto davanti allo specchio. Subito Giovinco guadagna una punizione: alta sopra la traversa. Al 31′ prova a dir la sua Bale che trova l’esterno della rete. Poco dopo arrivano due cartellini gialli: colpiscono Caceres per proteste e Modric per fallo: regala una punizione ma Giovinco la fa infrangere contro la barriera. Al 34′ entra Morata per Di Maria che esce tra gli applausi. Al minuto successivo ancora impegnato Buffon: para un sinistro di Morata. Quattro minuti ancora ed è Giovinco a sprecare la palla: tentenna e Sergio Ramos ne approfitta per impossessarsi della sfera. Poco dopo è Marchisio che, a corto d’ossigeno, non arriva sul passaggio di Pogba. Ci prova ancora Morata: alta sopra la traversa. A due minuti dal termine dei minuti regolamentari, ammonito Sergio Ramos: fallo su Asamoah. Ancora un minuto e arriva un fallo di mano di Vidal: il bianconero arriva scomposto sulla palla e si fa anche male a una gamba. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplo fischio: la vittoria se l’aggiudica il Real Madrid, ma i bianconeri meritavano di più. Furioso Ancelotti e anche il pubblico che ha fischiato gli spagnoli durante il recupero: hanno fatto melina. C’è molto da recriminare: il rigore non era chiaro e Ronaldo ha mostrato appieno la sua scarsa conoscenza del concetto di “atteggiamento sportivo” che è valso l’espulsione di Chiellini.

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Buffon tra i pali al Bernabeu: torna a farci sognare ancora Gigi!

buffon-gianluigi-buffon-tuttacronacaLa Juve sfida la squadra del suo ex allenatore, Ancelotti, questa sera al Bernabeu e per l’occasione Antonio Conte potrebbe rivoluzionare il suo modulo, schierando una difesa a quattro, provata ieri sul campo dell’Atletico Madrid. Il tecnico ha schierato Caceres, finalmente recuperato, e Chiellini nel ruolo di terzini con Barzagli e Bonucci al centro. Marchisio, spostato qualche metro più avanti, dovrebbe giocare alle spalle del tandem offensivo che anche in questo caso sarà composto da Tevez e Llorente. Queste le probabili formazioni:

Real Madrid (4-3-3) Casillas; Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo; Khedira, Illarramendi, Modric; Di Maria, Benzema, Cristiano Ronaldo.

Juventus (4-3-1-2) Buffon; Caceres, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio; Tevez, Llorente.

Buffon in porta dunque. E una riflessione sul portierone bianconero e Nazionale forse è opportuno farla. Perchè se è vero che in molti lo considerano il portiere più forte di tutti i tempi e meritevole del Pallone d’Oro è il miglior estremo difensore della Juve dai tempi di Tacconi, ultimamente i suoi errori sono molti. A volte clamorosi, altre meno, ma che comunque saltano agli occhi rispetto ai suoi standard. Se ne parla a causa di quei 10 minuti di caos avuti durante la sfida contro la Fiorentina. Una sconfitta non totalmente attribuibile a Buffon, certo, ma esimerlo completamente non fa bene, in primis, al club. E forse neanche agli azzurri di Prandelli, visto che il ct ha già assicurato la sua presenza ai Mondiali di Brasile. Al Franchi, il gol di Rossi, quello del pareggio, era angolato, ma non eccessivamente, e l’errore di valutazione sulla traiettoria di tiro era evidente. Ai tifosi juventini non può non essere tornato alla memoria il gol di Salas a Van der Sar: all’epoca ci fu chi si chiese se l’olandese non soffrisse di qualche disturbo alla vista.

Il fatto è che Buffon in squadra è sempre stata una certezza per i suoi compagni: lui a spronare, lui a rimproverare gli errori, lui a salvare l’insalvabile. Ora, contro Lazio e Chievo, ha respinto male due volte, servendo palla agli avversari che non c’hanno pensato due volte a buttarla in rete. Petkovic sembrava quasi aver preparato la partita proprio per sfruttare questo punto debole della Vecchia Signora. A far guadagnare i tre punti ci hanno pensato poi gli attaccanti, ma tant’è: gli errori restano. E non è solo questo: il fatto è che a fronte dei gol subiti non ci sono effettive parate, se consideriamo come eccezione la punizione battuta da Matri. Insomma, gli avversari possono segnare. Lo si è visto in campionato, lo si è visto con la Nazionale. E questo è il cruccio di Conte e del club, che comunque sia non ha nessuno all’altezza di Buffon (o quello che era fino a poco tempo fa). In fin dei conti Storari ha un anno più di lui, Leali, attualmente in prestito allo Spezia, è il miglior prospetto in circolazione: ma è in grado di ereditare una maglia così pesante? Quella che attualmente indossa il campione del mondo 2006? Del resto nessuno vorrebbe mai veder messo da parte proprio il portiere che tanto ha regalato alla sua squadra e ai suoi tifosi. Quelli che lui ha amato talmente da preferire retrocedere in B, piuttosto che spezzare un simile, fruttuoso matrimonio. Il popolo bianconero lo adora, sarebbe impossibile il contrario. Per la squadra è un faro. Ora sta per tornare in campo, in una partita che vale se non tutto, quasi. I suoi pali questa sera, al Bernabeu, devono restare inviolati. Come dev’essere l’ammirazione per lui. Quindi c’è solo una speranza: che faccia quello che ha sempre dimostrato di essere in grado di fare. Che reagisca alle critiche e cancelli ogni dubbio. Buffon è sempre stato un campione in questo: nel mettere tutti a tacere e far scattare le ovazioni. Oggi è il giorno perfetto per farlo.

Guerriglia urbana a Marsiglia prima del match: grave un napoletano

scontri-marsiglia-napoli-tuttacronacaNella notte sono giunte dagli ospedali di Marsiglia le informazioni delle persone soccorse a seguito degli incidenti che hanno avuto luogo prima del match che ha visto contrapposte Marsiglia e Napoli. I feriti, stando ad alcuni organi di informazione della Provenza, sarebbero una ventina tra poliziotti e tifosi. Tra questi sarebbe grave, anche se non in pericolo di vita, un tifoso del Napoli che sarebbe stato raggiunto da una coltellata alla schiena. Gli scontri erano iniziati attorno alle 18.30, nei dintorni del Velodrome. Sono stati i poliziotti, presenti in assetto anti-sommossa, a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente dopo il primo, violentissimo scontro. Le forze dell’ordine sono intervenute con lanci di fumogeni e manganellate. Ad iniziare i tifosi della squadra di casa, imitati poi dai supporters azzurri che hanno risposto con un lancio di petardi. Dopo venti minuti di scontri la polizia è riuscita a disperdere gli assalitori. La tensione, tuttavia, si è percepita anche durante l’incontro, con la curva marsigliese impegnata in cori e insulti: da qui, nel’intervallo, è partito il tentativo d’incursione nel settore occupato dai tifosi del Napoli: gli stewarts hanno faticosamente respinto i francesi. Altri scontri si sono registrati nel dopo partita. I bus dei tifosi azzurri hanno lasciato il Velodrome scortati dalla polizia solo verso 24. Intorno alle 2 del mattino la polizia ha reso noto di aver arrestato nove partecipanti agli incidenti: tutti, a quanto pare, tifosi del Marsiglia.

Festa in casa Napoli: battuto il Marsiglia per 2 reti a 1

marsiglia-napoli-tuttacronacaLa terza partita del Gruppo F vede schierati in campo, allo “Stade Vélodrome” di Marsiglia, gli uomini di Baup pronti ad affrontare gli 11 di Benitez. Il Marsiglia si presenta con un modulo 4-2-3-1 con Mandanda, N’Koulou, Morel, Diawara, Fanni, Cheyrou, Payet, Romao, Valbuena, Gignac, A Ayew. Il Napoli, in assetto 4-2-3-1, risponde con: Reina, Maggio, Fernández, Armero, Albiol, Callejón, Hamšík, Behrami, Inler, Higuaín, Mertens.

martens-tuttacronacaNei primi minuti di gioco è il Napoli a farsi in avanti, con Martens pronto a dirigere le azioni: già al secondo minuto guadagna una punizione che lui stesso batte: Mandanda salva la sua rete. All’8′, su assist di Hamsik, il belga calcia la sfera sopra la traversa. Altri tre minuti e sempre Martens crea la giocata: cede il pallone a Callejon che a sua volta serve Higuain: l’argentino è in fuorigioco. Bisogna attendere altri due minuti perchè il Marsiglia avanzi: Benoit Cheyrou manda a lato il pallone con una deviazione al volo. Al minuto successivo ancora un’azione per gli azzurri, ma Armero tira sull’esterno della rete. Al 25′ pericoloso il Marsiglia: Reina anticipa Gignac lanciato a rete di testa. Al 31′ Hamsik non riesce a servire Mertens dal limite dell’area di rigore: gli azzurri continuano a pungere anche se ancora non hanno avuto esito. Al 35′ Higuain spreca una palla in maniera clamorosa mentre si trova faccia a facca con Mandanda. Il Marsiglia soffre mentre i partenopei insistono con l’asse Hamsik-Mertens. Al 43′ il risultato si sblocca: assist di Higuain per Callejon, lo spagnolo in area di rigore finta il tiro di sinistro, inganna il difensore e beffa l’estremo difensore avversario con un destro preciso. 0-1! Negli ultimi due minuti di gioco arrivano due cartellini gialli che colpiscono Cheyrou e Payet, entrambi per fallo su Behrami.

Le squadre tornano in campo invariate alla ripresa. E’ subito il Marsiglia ad avanzare con Gignac che con un paio di dribbling mette in difficoltà la difesa poartenopea e guadagnando un angolo: sugli sviluppi dell’azione successiva Payet manda fuori di testa. Al 7′ arriva la prima sostituzione: Baup manda in campo Kassim Abdallah al posto di Rod Fanni. Subito dopo arrivano due episodi dubbi in area marsigliese: un tocco di mano di un difensore francese che sembra involontario e poco dopo Mertens viene agganciato da dietro e cade a terra. L’arbitro non concede il rigore. Dopo tre minuti anche Benitez cambia le carte: dentro Zapata e fuori Higuain. Ci prova Callejon al 20′, ma la posizione portiere francese para senza problemi. Due minuti e arriva il raddoppio degli uomini di Benitez: tacco di Mertens per Zapata che lascia partire un tiro a giro, pallone nel sette. 2-0!

Sei minuti dopo cambio per i francesi: esce Dimitri Payet, entra Florian Thauvin. Serie di cambi in rapida successione: per il Marsiglia Dimitri Payet e Gignac cedono il campo a Florian Thauvin Jordan Ayew. Anche Benitez opta per un cambio: Insigne prende il posto di Hamsik. Al 41′ accorcia le distanze il Marsiglia: Andrè Ayew  batte Reina con un gran tiro dal limite dell’area. 1-2!

Dopo due minuti l’autore del gol francese viene ammonito: fallo su Behrami. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplo fischio: gli uomini di Benitez portano a casa tre punti preziosi dopo aver resistito agli ultimi, pericolosi attacchi dei francesi.

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Al Meazza arriva il triplo fischio: dignitoso pareggio del Milan

milan-barcellona-tuttacronacaI rossoneri ospitano i blaugrana per la gara valida per il terzo turno del girone eliminatorio di Champions League. Nota dolente per Allegri avere Balotelli in panchina: SuperMario entrerà in campo solo in caso di necessità se le cose dovessero mettersi male per il Milan. I padroni di casa scendono con la formazione che era stata preannunciata nel pomeriggio: Amelia; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Montolivo, De Jong, Muntari; Birsa, Robinho, Kakà. Per il Barcellona, Martino schiera Valdes; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Neymar.

champions-tuttacronacaParte subito all’attacco il Milan che spiazza gli spagnoli: già al 2′ Kakà guadagna un angolo mentre cinque minuti dopo viene annullato un gol a Muntari per fuorigioco. Al 9′ rossoneri in vantaggio: Robinho lotta con Piquè sulla trequarti, scambia con Kakà e mette il pallone in rete. 1-0!

Il Barcellona tenta la risposta ma i padroni di casa riescono a gestire bene gli spazi e a controllare gli avversari. Al 19′ punzione per Messi da posizione defilata sull’esterno della rete. Al minuto successivo Amelia arriva un un cross dell’argentino che però dopo tre minuti lo batte servito da un assist di Iniesta. 1-1!

Al 27′ si fa pericoloso Mexes con un colpo di testa che termina fuori di pochissimo. Stessa sorte per un tiro di Neymar che arriva cinque minuti più tardi: sono equilibrate le squadre in campo. La prima ammonizione arriva al 33′ e colpisce Sanchez per fallo su Kakà. Al 36′ ancora Neymar pericoloso, ma la palla schizza sopra la traversa. Al minuto successivo spreca clamorosamente Sanchez che tira tra le braccia di Amelia. Al 41′ arriva il primo cartellino giallo per i rossoneri: ammonito Montolivo per un fallo su Neymar. Altri due minuti e torna a farsi pericoloso Messi: ci pensa Zapata a chiuderlo in area. Ancora un minuto e Montolivo tenta il tiro: la palla finisce in tribuna. Brivi per il Milan al primo minuto di recupero: Neymar sfoggia uno splendido destro al volo ma la sfera è fuori per un soffio. Le squadre tornano agli spogliatoi sull’1-1.

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Alla ripresa, il Barcellona si mostra subito aggressivo ma al 6′ è Robinho a provarci. Incredibile errore per il brasiliano che liscia la sfera davanti a Valdes. Due minuti di gioco e Amelia fa un gran salvataggio su una conclusione ravvicinata di Iniesta. Subito dopo ancora chiamato in causa il portiere rossonero: in tuffo para un tiro da fuori di Xavi. Al 12′ pericoloso Kakà che però viene fermato al limite dell’area di rigore. Al 19′ è l’ora di Balotelli di entrare in campo: sostituisce Robinho. Al 22′ Constant tenta il tiro dalla lunga distanza: Balotelli per poco non è riuscito a mettere il piede sulla traiettoria. Subito dopo ci prova Kakà: tra le braccia di Tiro di Valdas. Risponde Adriano: svirgolato da pochi passi. Cambio per entrambe le squadre: per i rossoneri fuori Kakà e dentro Emanuelson, per gli spagnoli Sanchez lascia il posto a Fabregas. Al 33′ giallo per Muntari: falloso sulla metà campo. In questa fase è più il Barcellona ad avanzare ma il Milan difende bene nella sua metà. A 9′ dal termine ultimo cambio per Allegri: Poli al posto di Birsa. Anche gli spagnoli approfittano di una sostituzione: Pedro cede il campo a Neymar. Al minuto successivo giallo per Fabregas: un fallo in gioco pericoloso. Al 43′ batte una punizione Messi: la sfera s’infrange sulla barriera. Al primo minuto di recupero Mexes riesce a togliere la palla dalla testa di Fabregas e deviare in angolo: era una posizione pericolosa. Subito dopo Amelia salva ancora la sua porta: parata in due tempi su un tiro di Dani Alves. Termina in parità la partita dopo tre minuti di recupero: risultato più che equo per le due squadre che si sono tenute testa.

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Pioggia di sassi sul bus dei tifosi napoletani a Marsiglia…

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Pioggia di sassi a poche ore di Napoli Olympique a Marsiglia. La tensione sale e alcuni autobus che portavano i tifosi napoletani allo stadio Velodrome sono stati colpiti da sassi. Un brutto gesto e alcuni finestrini rotti, oltre alla paura dei tifosi che erano sui mezzi. Ora si teme che ci possano essere ulteriori scontri.

Allegri ritrova Kakà: in campo stasera dal primo minuto

allegri-milan-champions-tuttacronacaArrivano i blaugrana questa sera allo stadio Meazza e Massimiliano Allegri potrebbe testare sul campo un modulo diverso: “Kakà? Sono contento di come si è mosso contro l’Udinese, ma ha ancora pochi minuti nelle gambe”, ha riferito il tecnico nella conferenza stampa di ieri. Oggi però il cambio di direttive: il brasiliano partirà titolare a discapito di Matri. A restare in panchina Balotelli, che potrebbe entrare però se la situazione precipitasse. In casa rossonera si respira comunque aria ottimista e sicuramente si sente più sereno anche il ct, che ieri ha ricevuto una telefonata di Berlusconi durante la quale è stato tranquillizzato sulla sua posizione. Il presidente, però, ha comunque avanzato una richiesta: che sia una gara offensiva. Queste le probabili formazioni:

Milan (4-3-3): Amelia; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Montolivo, De Jong, Muntari; Birsa, Robinho, Kakà. A disposizioni: Coppola, Silvestre, Emanuelson, Poli, Nocerino, Matri, Balotelli. All.: Allegri

Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Neymar. A disposizione: Pinto, Montoya, Puyol, Fabregas, Song, Pedro, Tello. All.: Martino

Napoli in campo contro il Marsiglia: una partita per lasciarsi alle spalle la Roma

Napoli-champions-tuttacronaca“In Champions con 12 punti sei qualificato, altre volte ne bastano 10. Non sappiamo quale è la nostra quota. Importante è vincere. Dobbiamo vincere! Questa deve essere la nostra idea.” E’ quanto diceva ieri Rafa Benitez, alla vigilia dell’incontro contro il Marsiglia che si giocherà questa sera allo “Stade Vélodrome” . I padroni di casa ha perso le prime due gare, contro Arsenal e Borussia Dortmund, mentre il Napoli ha totalizzato tre punti e occupa il secondo posto della classifica. Ma i partenopei sono anche reduci da una bruciante sconfitta all’Olimpico contro la Roma e cercano il riscatto sul campo. La grande incognita per quel che riguarda gli azzurri è lo stato di forma di Gonzalo Higuain, tenuto precauzionalmente in panchina contro la Roma ed entrato solo al 23′ della ripresa. L’argentino non ha ancora recuperato del tutto dall’infortunio alla coscia destra. Queste le probabili formazioni che vedremo scendere in campo: 

Marsiglia (4-2-3-1): Mandanda; Fanni, Diawara, N’Koulou, Mendy; Imbula, Romao; Payet, Ayew, Valbuena; Gignac. A disposizione: Samba, Morel, Abdallah, Lemina, Cheyrou, Thauvin, J. Ayew. All. Baup

Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Behrami, Inler; Insigne, Hamsik, Callejon; Pandev. A disposizione: Rafael, Cannavaro, Mesto, Dzemaili, Mertens, Higuain, Zapata. All. Benitez

Quel tifoso alticcio che cade dagli spalti…

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Il tonfo è stato talmente forte che il battitore dei St. Louis Cardinals si è voltato per capire cosa stava accadendo sugli spalti alle sue spalle. Tutto, più o meno, sotto controllo: un tifoso che forse ha alzato un po’ troppo il gomito, durante una partita di baseball trasmessa in diretta tv, ha perso l’equilibrio ed è caduto rovinosamente dalla scalinata dello stadio. Il ragazzo è rimasto steso per un po’, mentre i giocatori tornavano a concentrarsi sul gioco.

Nulla si può contro Serena Williams: dopo 11 anni, il Roland Garros è ancora suo

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Dopo 11 anni, Serena Williams torna a vincere il Roland Garros e conquista il sedicesimo grande Slam. Maria Sharapova, che la scorsa edizione aveva battuto in finale la nostra Sara Errani, non ha potuto nulla contro la numero 1 del tennis femminile. E’ durato un’ora e 47 minuti l’incontro sulla terra di Parigi, con il primo set in cui la tennista americana ha sofferto un po’ all’inizio andando sotto 2-0 e 15-40. Ha poi recuperato il break di svantaggio e infilato 4 game di seguito portandosi sul 4-2 salvo poi subire il ritorno della siberiana fino al 4-4 e chiudendo poi 6-4 dopo 51′ di gioco. Stesso risultato anche nel secondo set, con la Sharapova che non ha potuto far nulla se non inchinarsi allo strapotere della Williams che nei precedenti incontri vantava 13 vittorie e due sole sconfitte. Serena ha poi commentato: “È incredibile tornare al successo dopo undici anni, sono molto emozionata”. E prosegue: “È stato un incontro molto difficile, ero nervosa. Vincere è incredibile, l’anno prossimo sarò di sicuro ancora qui”. Per lei si tratta dell’ennesimo record: nessuna tennista in precedenza era riuscita ad aggiudicarsi il Roland Garros a distanza di undici anni.

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Razzismo in campo. Lo chiama “gorilla”: denunciata dal campione!

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Il miglior giocatore aborigeno del football australiano, Adam Goodes, stava disputando la sua partita quando una sentito una ragazzina 13enne urlargli “gorilla!”. Il campione è tornato sui puoi passi e, indicandola, l’ha denunciata sotto gli occhi di tutti i presenti che seguivano l’incontro tra i Sydney Swans e la squadra di Collingwood. La giovane è apparsa imbarazzata e si è scusata per qullo che in Australia è considerato un grave insulto razzista che potrebbe fruttarle anche grane con la giustizia. Goodes ha scusato la ragazzina affermando di sperare che un simile errore potesse diventare un insegnamento per tutto il Paese. Ma dopo un simile gesto è apparso ancora più fuori luogo che la famiglia della 13enne si sia lamentata di essere stata trattata rudemente dagli uomini predisposti alla sicurezza.

El Pistolero, Luis Suarez, colpisce ancora: morde in campo!

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La partita che ieri ha visto contrapposte Chelsea e Liverpool, è finita 2-2 con un gol di Suarez a tempo scaduto. Ma non è questo quello che colpisce, conoscendo le qualità del giocatore. Quello che rimarrà impresso è il morso che, lo stesso, ha inflitto a Ivanovic, scusandosi con l’avversario solo a match terminato. Il calciatore uruguaiano del Liverpool, noto anche con il soprannome El Pistolero, non è nuovo a guai del genere: già nel 2010, tra le fila dell’Ajax, aveva compiuto lo stesso gesto a discapito di un giocatore del PSV Eindhoven. Ai mondiali in Sudafrica, ha impedito al Ghana di far gol toccando volontariamente la palla con la mano. Nel 2011, durante una partita contro il Manchester United, ha definito sette volte del “nigger” al terzino francese Patrick Evra guadagnandosi 8 giornate di squalifica. Più volte accusato di essere un simulatore e di tuffarsi spesso in area di rigore, in occasione dell’ennesima critica arrivatagli prima di una partita contro l’Everton dall’allenatore avversario David Moyes, dopo aver segnato è andato a esultare tuffandosi a terra proprio davanti alla panchina dei rivali. Ma non è tutto: ha passeggiato su un suo avversario, ha segnato un gol con la mano baciandosi l’arto quando l’arbitro non guardava, si è ritrovato a festeggiare un gol da solo perché i suoi compagni si sono rifiutati di unirsi a lui. A seguito di questo ultimo fatto, che probabilmente gli varrà una squalifica, l’associazione britannica ha intenzione di proporgli di frequentare un corso sul controllo della rabbia. Basterà per un giocatore che, nonostante tutto, resta uno dei calciatori più amati dai tifosi del Liverpool?

Il rigore sbagliato di Del Piero… fa il giro del mondo!

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Una giornata nera può capitare a tutti, anche se ti chiami Alessandro Del Piero. Fa tutto tranne che segnare l’ex capitano della Juventus, nella partita pareggiata 1-1 in casa, in rimonta, dal suo Sydney contro il Melbourne Victory. Il “Pinturicchio” sbaglia un rigore, colpisce una traversa, si produce in una serie infinita di corner e punizioni, ma non riesce a segnare il suo 13/o gol in terra d’Australia. Il risultato è buono a metà per gli Sky Blues, che comunque restano in corsa per i playoff. Si mette subito male per la squadra allenata da Frank Farina, che al 3′ subisce il gol di Milligan, un ex. Seguiranno 82 minuti di assedio, inframezzati da sporadici attacchi degli ospiti, con i portieri Necevski e Coe in evidenza, in un match che il Daily Telegraph definisce un mix di «attacchi ispirati e difese suicide» in una «notte epica all’Allianz Stadium». Un match che secondo il tecnico del Victory, Ange Postecoglou, sarebbe potuto finire 10-5. Verso il quarto d’ora della ripresa, fallo di mano di Morlane e rigore per gli Sky Blues: ma Coe sventa il tiro dell’ex bianconero. Che poi, su punizione dal limite, colpisce la traversa; per calciare infine, al 40′, il corner all’origine della rete dell’1-1, realizzata da Yau. Con il quarto pareggio in 25 partite di A-League, che si aggiunge a nove vittorie, il Sydney sale a 31 punti. E sabato prossimo, peuniltimo turno del campionato regolare, sarà derby contro la capolista, i ‘cuginì del Western Sydney.

PINTURUCCHIO… PARATO!

Il calcio incontra la città… della scienza! Cannavaro torna in campo!

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Il rogo che ha distrutto la Città della Scienza di Napoli lo scorso 4 marzo non lascia indifferente l’ex Pallone d’Oro e campione mondiale del 2006 Fabio Cannavaro, che nella città partenopea c’è nato ed ha iniziato a giocare. Come l’ex difensore della Juventus ha spiegato nel suo profilo Facebook: «La Città della Scienza è bruciata e noi giochiamo, per ricostruirla!» E aggiunge: «Ci sarà una partita al San Paolo una sera del mese di maggio con tanti amici che hanno giocato con me e contro di me». Appuntamento quindi con “Cannavaro e Friendds per la Città della Scienza” per un ultimo saluto al campione e un’avvincente partita. Lo sport, per fortuna, è anche questo!

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