Storia dell’Arte eliminata dai programmi scolastici: arriva la petizione

storia-arte-scuola-tuttacronacaPer (de)merito della Riforma Gelmini del 2010, in un Paese come l’Italia, patria dei Beni Culturali, l’insegnamento della Storia dell’Arte è stata cancellata, da tutti i programmi, anche da quelli di istituti a vocazione artistica quali il liceo classico e l’istituto tecnico per il turismo, che dovrebbe formare coloro che un domani dovrebbero far conoscere l’Italia all’estero. L’indignazione dilaga e sono gli stessi storici dell’arte a chiedere il ripristino della materia. Una petizione sul sito firmiamo.it, “Ripristiniamo storia dell’arte nelle scuole“, ha già raccolto 2321 firme. Scopo, reindirizzare poi la richiesta al ministro Carrozza. Il testo spiega: “Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa ostacolare una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura”. A seguito delle numerose proteste, levatesi anche dall’associazione Anisa degli insegnanti della storia dell’arte e da Italia Nostra, hanno aderito all’appello anche l’attuale ministro Massimo Bray, Salvatore Settis, Adriano La Regina, Cesare De Seta e Rosi Fontana.

Sorpresa: il ministro Bray agli uffizi!

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C’è chi fa le telefonate a sorpresa e commuove il mondo e chi come il ministro Bray “a insaputa di tutti” arriva nei luoghi dell’arte italiana. Dopo Pompei e la Reggia di Caserta, oggi il ministro si è presentato agli Uffizi di Firenze accompagnato da cinque persone del suo staff e da due guardie del corpo. Dopo aver acquistato i biglietti si è recato all’interno della galleria. Qui si è incontrato con la direttrice dei Beni culturali toscani Isabella Lapi Ballerini e con le sovrintendenti Alessandra Marino e Cristina  Acidini. Bray si è soffermato a vedere gli spazi recentemente restaurati della Galleria, ra cui anche la Tribuna del Buontalenti.

A quando il prossimo blitz?

“Inchino” pericoloso a Venezia? La nave che sembra entrare a piazza San Marco

sanmarco-grandi-navi-venezia-tuttacronacaVenezia continua ad essere “minacciata” dalle grandi navi, come testimonia una foto che mostra un’imbarcazione della Msc pericolosamente vicina a San Marco. Lo scatto è stato fatto da un vaporetto e sembra quasi la nave da crociera voglia entrare sulla famosa piazza. Impossibile non andare con la memoria a quanto accaduto lo scorso 27 luglio quando la Carnival Sunhine era passata vicinissima a Riva dei Sette Martiri. Allora, l’assessore all’Ambiente di Venezia Gianfranco Bettin aveva detto: “Secondo i testimoni si sarebbe trattato di un errore di manovra. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un ‘inchino’, assomiglia a uno ‘struscio’ molesto quanto rischioso. L’ennesima prova che il decreto Clini-Passera va applicato al più presto”. La Capitaneria di Porto aveva però minimizzato affermando: “È tutto regolare”, mentre la compagnia americana aveva aggiunto: “La notizia è completamente falsa: la nostra nave è passata a 72 metri dalla riva”. Sul tema grandi navi era intervenuto anche Adriano Celentano. Nel frattempo, oggi il comitato contro le navi da crociera in laguna ‘No Grandi Navi’ è tornato a farsi sentire oggi chiedendo un incontro, che sarebbe facilitato dalla presenza del ministro a Venezia lunedì in visita ufficiale per la Mostra del Cinema, con il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray. “Il naufragio della Costa Concordia e l’incidente al porto di Genova dimostrano quanti rischi corra Venezia, umiliata e minacciata dal passaggio di veri e propri mastodonti del mare a poche decine di metri dalle rive di Piazza San Marco e dell’isola di San Giorgio” dice Silvio Testa, portavoce del Comitato, chiedendo l’incontro con il ministro: “Pensiamo che lei e il suo ministero dobbiate rompere il silenzio (francamente assordante) che sinora avete mantenuto in merito alla questione delle grandi navi”.

Auguri Presidente da parte di…

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Gli 88 anni del Presidente Giorgio Napolitano sono stati festeggiati con un concerto in piazza nel quartiere dove il Capo di Stato  ha vissuto a lungo prima di trasferirsi al Quirinale e dove ha ancora casa.

«Alle 18 in piazza della Madonna dei Monti, con il patrocinio del Comune di Roma e del I Municipio e di tutte le associazioni culturali, nel primo Rione di Roma, vogliamo celebrare i festeggiamenti per il compleanno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – spiega l’architetto Cesare Esposito, noto nella capitale per la scenografia del “Miracolo della Madonna della neve” -. Siamo grati per la illustre figura che ci dà fiducia per il futuro e ci unisce in questo momento difficile. Il suo patrimonio culturale umano è di esempio a tutto il mondo. Noi monticiani gli vogliamo bene e gli facciamo tanti auguri. Gli auguriamo la serenità e che questo concerto in suo onore unirà ancora noi tutti nella speranza. Abbiamo altresì allestito sulla piazza un manifesto celebrativo in suo onore, da me ideato. Tanti auguri Presidente da tutta Roma».

Massimo Bray, il ministro dei Beni culturali: «Buon compleanno al nostro presidente #GiorgioNapolitano, con tutta la mia stima e il mio affetto #AuguriPresidente».

Ignazio Marino, neo sindaco di Roma: «Questa mattina, alle 8, ho avuto un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fargli gli auguri di compleanno… Napolitano ha ricambiato facendomi gli auguri per la festa patronale di San Pietro e Paolo»

Vasco Errani: Il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha ricordato nel suo messaggio d’auguri “l’alto ruolo di garante delle istituzioni democratiche” e ha espresso “un sentimento di riconoscenza per la vicinanza particolare che il Quirinale ha riservato all’Emilia-Romagna e ai territori colpiti dal terremoto, nel corso dei mesi trascorsi dagli eventi del maggio 2012”.

Franco Epifani, segretario del Pd: «Caro Presidente, a nome di tutto il Partito democratico le giungano i più sinceri auguri in occasione del suo 88esimo compleanno. Le siamo grati per l’esempio che continua a rappresentare offrendo a tutti noi un insostituibile punto di riferimento e di difesa dei valori costituzionali del nostro Paese».

Napolitano e il discorso per i David di Donatello

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“Ritengo che abbiamo le carte in regola per guardare al futuro del cinema italiano con ottimismo e senza lamentazioni”, così il Presidente della Repubblica si è espresso nel suo discorso per i premi David per il cinema al Quirinale e poi ha aggiunto che  “sappiamo che le competenze del ministro Bray non sono le stesse di chi ha i cordoni della borsa” e quando ci sono poche risorse “scegliere è difficile”. Lo ha detto Napolitano auspicando, per il rilancio del settore, un’azione congiunta del ministro della Cultura Massimo Bray e di quello dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

Ci è stata anche la standing ovation a Bertolucci, quando, nella sala dei Corazzieri in cui si è svolto l’evento, è risuonata la sua candidatura al Donatello per la miglior sceneggiatura con il suo ultimo film ‘Io e te’, insieme a Umberto Contarello e Francesca Marciano.

All’evento ha partecipato anche il ministro Bray che ha tenuto a sottolineare: “Dobbiamo individuare tutte le risorse possibili per il fondo dello spettacolo. Credere nel cinema italiano è credere nella sua peculiarità e nella peculiarità della nostra cultura. Il cinema italiano ha sempre saputo reagire nei momenti difficili. E comunque va difeso anche il binomio cultura e turismo che e’ un’enorme opportunità per il nostro paese”.

Ora si attendono i fatti…

Il Ministro Bray visita la Reggia di Caserta e il sindaco protesta.

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Visita a sorpresa, come era avvenuto a Pompei, per il neo ministro per i Beni e le attività culturali e il turismo, Massimo Bray, che questa mattina si è presentato da “turista” sul sellino di una bicicletta noleggiata presso Palazzo Reale di Caserta, dichiarato dal 1997 Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Alla notizia che il Ministro si trovasse a Caserta, Pio Del Gaudio, sindaco della città, ha reagito così: “Apprendo, perplesso e meravigliato, che il ministro Bray ha visitato oggi la Reggia e il Parco Reale. Immagino che questa visita abbia avuto un carattere ispettivo e mi auguro pertanto che voglia convocarmi al più presto al ministero per i Beni culturali come gli ho richiesto, per discutere con urgenza delle problematiche relative alla situazione della Reggia e delle richieste da tempo avanzate a nome della Città alla direzione regionale e alla soprintendenza. Il  ministro avrà potuto verificare con i suoi occhi quanto io stesso, quasi quotidianamente, a piedi e in bicicletta ho potuto finora constatare. Sarà pertanto sicuramente più efficace il confronto urgente da me richiesto”.

Inoltre proprio oggi, la Reggia è stata visitata anche dal critico d’arte Philippe Daverio, che ha lanciato un allarme: “Intollerabile il degrado di questi luoghi, bisogna intervenire”

Ministeri bloccati i Viceministri e i Sottosegretari sono senza delega.

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I Viceministri e i Sottosegretari hanno ottenuto la loro poltrona, ma non la delega. E’ passato quasi un mese, il Paese è allo stremo davanti a una crisi che miete suicidi di disoccupati e strappa il futuro ai giovani, ma loro non sono in grado di firmare nessun atto. Un assurdo alla Brecht in un dramma kafkiano! Solo venerdì prossimo il Consiglio dei ministri approverà infatti il decreto con il quale il premier delegherà formalmente i ministri senza portafoglio all’esercizio di alcune sue funzioni. Cosa hanno fatto dal 28 aprile a oggi i ministri senza portafoglio? Un viaggio in abbazia, il silenzio stampa, interviste, buoni propositi e tanti progetti… ma presto i ministri Enzo Moavero Milanesi (Affari europei), Carlo Trigila (Coesione territoriale), Dario Franceschini (Rapporti col Parlamento), Gaetano Quagliariello (Riforme costituzionali), Cécile Kyenge (Integrazione), Josefa Idem (Pari Opportunità, sport e politiche giovanili) e Giampiero D’Alia (Pubblica amministrazione e semplificazione) potranno finalmente mettersi a lavoro.

Forse dovrà ancora attendere il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray a cui era stata promessa la delega al Turismo… speriamo che avvenga almeno per la stagione invernale, mentre chi ha avuto subito il via libera è stato il sottosegretario alle Politiche Agricole Maurizio Martina, che ha ricevuto direttamente da Palazzo Chigi la pesante delega all’Expo, ma lì i tempi brevi erano d’obbligo dato il richiamo internazionale dell’evento.

Il Palazzo minimizza, è una situazione normale, la macchina politico-burocratica è lenta e i tempi d’attesa non sono maggiori alle volte precedenti. Il problema è che questo doveva essere un governo di servizio e di emergenza… ma si vede che il tecnicismo burocratico non si smuove neppure davanti a un Paese in ginocchio… l’estate è alla porte e ancora non c’è la delega per il Turismo, gli affari europei sono bloccati dalla mancata delega a Milanesi e così anche le Pari Opportunità, lo sport e le politiche giovani dove l’emergenza per la disoccupazione fra i giovani riempie ogni giorno pagine e pagine di quotidiani, ma lo Stato sta arrivando… con le deleghe! E per i fatti?

Insorge Rimini contro i manifesti svedesi e prega Bray d’intervenire.

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Una campagna pubblicitaria come quella svedese del parco Liseberg non poteva certo passare inosservata dagli albergatori e dai ristoratori  riminesi. Sicuramente il settore turismo italiano può ricevere danni ingenti da una campagna così denigratoria. Gli stessi svedesi hanno commentato su Facebook che trovavano di pessimo gusto quella pubblicità soprattutto nei confronti di tutti quei bambini che non si possono permettere nemmeno una giornata al luna park.

Viktor Ragnemar, regista freelance di Göteborg, ha realizzato un contro-manifesto sulla falsa riga di quelli affissi della città: sulla faccia della bimba in lacrime campeggia la scritta: “242.000 bambini svedesi non possono neanche andare a Liseberg: a chi importa il divertimento garantito?”.

 Alla fine Liseberg ha deciso di ritirare tutti i manifesti. In Italia poi si è mosso Fabio Galli, assessore provinciale di Rimini che ha immediatamente scritto al neoministro  del Turismo Massimo Bray per invitarlo a prendere una posizione a riguardo. Secondo Galli si tratta, oltre che di un’offesa, anche di concorrenza sleale e prega il ministro di associarsi alle dichiarazioni di sdegno della Spagna che ha immediatamente reagito con vigore a questa provocazione.  Galli nella sua nota ha sottolineato anche come ci sia da parte dell’Italia una inadeguatezza a promuovere il proprio territorio tanto da lasciare che gli altri lo possano discriminare e denigrare:

“Se l’essere di fatto scomparsi da alcuni mercati, quello scandinavo, appunto è già di per sé una sciagura in termini economici e d’immagine, la beffa si aggiunge con simili episodi per i quali, comunque, gli altri due Paesi danneggiati in qualche modo si sono già mossi a difesa – si legge nella missiva a Bray – La scelta, percorsa più o meno coscientemente negli ultimi due decenni, di non provvedere ad alcuna promozione all’estero del marchio Italia a favore di uno ‘spezzatino’ regionale a volte contraddittorio va senz’altro radicalmente e tempestivamente mutata. Certo, campagne folli come questa sono difficilmente parabili ma un Paese con una barra forte, dritta e riconoscibile sul fronte della promozione saprebbe difendersi al meglio e meglio. Mi auguro che il Ministro Bray possa intervenire”.

Forse non siamo stati gli unici a non trovare nulla di ironico e di divertente in una pubblicità che discrimina le spiagge del Sud Europa, mostra bambini disperati e inneggia a un divertimento privo di ogni stimolo culturale e storico cosa che invece possono regalare le città della Spagna, della Grecia e dell’Italia. 

 

Il ministro Bray… “beccato e bloccato” sul treno!

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Massimo Bray, neo ministro dei Beni culturali e del turismo, aveva intenzione di trascorrere il 1 maggio visitando gli scavi archeologici di Pompei ma è incappato nel peggior incubo dei pendolari: l’arresto del treno prima dell’arrivo. Bray ha comunicato subito l’accaduto via twitter: “La circumvesuviana purtroppo si è fermato all’altezza di Torre del Greco. Arriveremo a Pompei grazie a un passaggio”. Ma un ministro che viaggia sui mezzi pubblici è davvero uno scoop, tanto che una passeggera gli ha scattato una foto con il suo telefonino e non era neanche certa potesse essere lui. A sua volta ha postato la foto e Bray ha tenuto a rassicurare la sua “compagna di sventura” comfermandole la sua presenza sul treno e aggiornandola sulla musica che stava ascoltando, Asaf Avidan. Considerata l’illustre presenza, la direzione della Circumvesuviana ha subito inciato un messaggio: “Ci scusiamo con il ministro e con i viaggiatori – afferma la direzione – ma il danneggiamento di alcuni treni ad opera di teppisti, unito all’afflusso straordinario di viaggiatori per la giornata festiva ed il bel tempo – ha avuto ripercussioni sulla rete”. Bray è comunque riuscito a raggiungere Pompei ed è stato accompagnato dal direttore degli Scavi archeologici Grete Stefani in una visita alla Casa dei Vettii, Domus romana del primo secolo avanti Cristo, è attualmente chiusa per restauri.

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