Gli Usa controllavano in Italia 4 milioni di telefonate al giorno

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L’agenzia statunitense per la sicurezza nazionale (NSA) è arrivata a controllare in Italia fino a quattro milioni di conversazioni telefoniche al giorno nel periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013. Lo rivela un grafico pubblicato sull’ultimo numero dello Spiegel.

L’ultimo grafico pubblicato da Der Spielgel non lascia dubbi: la NSA ( Agenzia statunitense per la Sicurezza Nazionale) è arrivata a controllare fino 4 milioni di conversazioni telefoniche al giorno nel periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013.

Il settimanale tedesco ha preso visione di alcuni documenti in possesso di Edward Snowden e da essi emerge che gli Usa hanno sicuramente controllato la Germania, sul web e sulle telefonate, ma l’influenza del controllo è arrivata anche su Francia e Italia.

Il grafico mostra ad esempio che il 19 dicembre dello scorso anno la NSA ha controllato, attraverso il software “Boundless Informant”, 4 milioni di telefonate in Italia, 3 milioni in Francia e circa 16 milioni in Germania. Dal 21 dicembre in poi le attività di sorveglianza telefonica in Italia calano drasticamente: il 7 gennaio, ad esempio, le telefonate spiate sono state 49 milioni in Germania, 7 milioni in Francia e praticamente zero in Italia. La NSA non ha controllato i contenuti delle telefonate, bensì i metadati, cioè le informazioni relative ad esempio al numero di telefono selezionato e alla durata della chiamata.

Il Guardian, dopo aver ritirato l’articolo che accusava l’Italia di passare dati personali agli Usa, torna alla carica con altre rivelazioni. Afferma che la National Security Agency ha riempito di cimici le ambasciate di alcuni Paesi più che amici dell’Ue, tra cui l’Italia, sia a Washington che nella rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite a New York.

Intanto però gli 007 italiani si difendono Fspiegando che “la collaborazione con i servizi di sicurezza americani e alleati esiste ed è molto intensa, ma è nel totale rispetto della legge”.

E aggiungono:

“E’ una collaborazione nel campo del contrasto al terrorismo, alla criminalità internazionale, per la sicurezza dei contigenti militari italiani impegnati nel mondo. Ci sono scambi di dati e di valutazioni: ma naturalmente lo scopo è difendere i cittadini italiani, non passare all’estero dati sui cittadini italiani. Ormai le leggi italiane e il procedimento di controllo politico e governativo sull’attività dell’intelligence sono molto efficaci e rodati, e tutti i passaggi vengono fatti semplicemente rispettando le leggi e gli interessi strategici della Republica italiana”.

L’Ecuador alla fine cede agli Usa e scarica Edward Snowden nelle mani della Russia. Segno che la telefonata si ieri del vicepresindete Usa, Joe Biden, ha avuto un esito favorevole per gli statunitensi che chiedevano di non concedere asilo politico in terra ecuadoriana.

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TUTTO FALSO? Il Guardian ritira l’articolo sul coinvolgimento Ue nel Datagate

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Taglia corto il “Guardian” e ritira l’articolo contenente le presunte rivelazioni di una seconda talpa della Nsa che accusava gli stati europei e in particolare Italia, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Olanda, Germania e Spagna di avere accesso insieme agli Usa al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un’enorme quantità di dati, incluse telefonate, email e tutti gli accessi a internet degli utenti.

Secondo la fonte Wayne Madsen, gli accordi risalivano agli anni ’50 ben prima dell’avvento di internet, ma nel tempo si sarebbero ampliati anche grazie alle nuove tecnologie a disposizione.

Secondo il Guardian la fonte però, non sarebbe attendibile:  Wayne Madsen, in passato, avrebbe già fatto false rivelazioni prima fra tutte la presunta omosessualità del presidente degli Usa, Barack Obama.

L’articolo però aveva alzato un putiferio e il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz,  ha chiesto ad Obama “un chiarimento completo” sulla portata dello spionaggio in Europa, dopo le nuove rivelazioni dell’Nsagate. In particolare Schulz ha fatto riferimento alle rivelazioni dello “Spiegel” che parla di milioni di telefonate spiate nel Vecchio continente, comprese le comunicazioni dei ministri e dei diplomatici dell’Ue a Bruxelles. “Sono profondamente preoccupato e sorpreso”, ha affermato in una nota l’esponente tedesco del Pse, “se le accuse risultassero vere, sarebbe un fatto molto grave che avrebbe un impatto grave sui rapporti tra Stati Uniti e Unione europea”

E’ davvero tutto falso? Dopo la guerra mondiale gli Stati Uniti, vincitori incontrastati, non hanno mai chiesto al vecchio continente, all’epoca in ginocchio, di “passare dati”? Obama non ha ereditato un vecchio sistema di comunicazione che da almeno mezzo secolo permette di avere delle comunicazioni riservate sotto l’occhio vigile dei servizi? Tutto falso?

Forse il vero Datagate, almeno la versione moderna, come ha riportato il Globalist, sarebbe iniziato a Roma nel 2006. L’ordine, secondo quanto riportato nell’articolo, sarebbe stato dato da George Bush e mezza città sarebbe stata intercettata dalla Nsa perché si voleva carpire ogni minimo dettaglio sulla visita di Hugo Chávez in Italia. Tre anni dopo, nel 2009, sempre secondo la fonte attendibile del Globalist, ci fu il G20 e grazie alle nuove tecnologie si riuscì, tramite internet point truccati con software-spia ad avere  il controllo capillare del sistema dei Blackberry utilizzati dagli ospiti.

Tutto falso? Solo fonti inattendibili? Per il momento l’unica certezza è che l’articolo del Guardian è stato ritirato e forse, dopo qualche chiarimento, tutto sarà ridimensionato.

CROLLA AL SUOLO PAPASTAMPKOS, E’ GRAVE!

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Il Parlamento europeo era riunito oggi a Strasburgo in seduta plenaria quando i lavori sono stati interrotti all’improvviso per un malore del vicepresidente. Nel primo pomeriggio si è sentito male il greco Georgio Papastamkos, che stava presiedendo l’assemblea. Il vicepresidente ha detto di doversi assentare per qualche minuto e, una volta alzatosi, è caduto al suolo. Si è poi saputo che Papastamkos è in condizioni molto gravi.

A parlare delle condizioni del vicepresidente è stato il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, intervenuto alla ripresa dei lavori dall’Aula. “Invito chi prega a pregare – ha detto – e gli altri a sperare che Papastamkos possa tornare tra noi. Le sue condizioni sono molto gravi”. Schulz ha inoltre ringraziato tutti i deputati che hanno generosamente prestato soccorso nel momento in cui il loro collega si è sentito male.Erano le 14,35 quando il vicepresidente ha avuto il malore, dopo oltre due ore di voti sulla riforma della Pac e dopo diverse richieste degli eurodeputati di interrompere i lavori per poter pranzare. Il fatto è stato assolutamente inatteso e ha lasciato tutti nello sconcerto. Le successive comunicazioni di Schulz sono state date all’Aula più tardi, quando i parlamentari sono tornati a riunirsi.

Niente Strasburgo, la crisi politica non lo consente! così Napolitano.

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ringraziandolo insieme alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi per l’invito rivoltogli a prendere nuovamente la parola nell’Assemblea il prossimo 13 marzo, e rammaricandosi che i tempi stretti e la complessità del processo di formazione di un nuovo governo in Italia non gli consentano di intervenire a Strasburgo. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.

“Desidero vivamente assicurare lei e tutti i deputati al Parlamento Europeo – ha scritto Napolitano a Schulz – che, anche nel ruolo riservatomi dalla Costituzione italiana, dopo la conclusione del mio mandato presidenziale, di Senatore a vita, resterò fedele al mio rapporto col Parlamento Europeo, istituzione alla quale mi sono dedicato nel corso di lunghi anni. E mi farò ancora attivo sostenitore, nei limiti delle mie forze, della causa europea e del ruolo decisivo, in seno all’Unione, della principale fonte di legittimazione della costruzione europea e cioè della rappresentanza dei cittadini incarnata nel Parlamento”.

Berlusconi? Destabilizzante per l’Europa dice Schulz, Presidente del Parlamento UE.

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