Alleato del patron di Malagrotta, indagato Marrazzo!

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Piero Marrazzo e quei guai che sembra non finire più per l’ex governatore della regione Lazio. Stavolta non si tratta di uno scandalo ma di un’indagine intorno a un’autorizzazione rilasciata senza il potere di farlo. Si configura quindi l’accusa di  abuso d’ufficio e falso. La vicenda ruota intorno al termovalorizzatore di Abano, uno dei rami dell’inchiesta sui rifiuti che ha portato agli arresti domiciliari il re di Malagrotta, Manlio Cerroni, detto “il Supremo”. Nell’indagine altre sei persone.  “Era sottinteso che vi era un’unità d’intenti” tra Marrazzo e Cerroni, ha scritto il gip Massimo Battistini nell’ordinanza che ha messo agli arresti la cricca rifiuti.

Secondo l’Huffington Post che riporta la ricostruzione dei magistrati, nonostante i poteri da commissario per l’emergenza rifiuti fossero cessati il 30 giugno 2008, Marrazzo firmò un’ordinanza il 22 ottobre dello stesso anno che autorizzava la costruzione di un termovalorizzatore ad Albano Laziale. Il progetto – ricorda il Corriere della Sera – lo aveva presentato il Coema (consorzio composto da Acea, Ama e Pontina Ambiente, azienda di Cerroni). Secondo la procura, però, il documento è “illegittimo” e la decisione sarebbe stata presa con il solo obiettivo di far arrivare gli incentivi pubblici “Cip 6” al Coema.

Secondo giudice e procura, Marrazzo “non poteva non essere a conoscenza del fatto che i suoi poteri di commissario erano cessati da mesi” quando ha dato il via libera al progetto. Ci sarebbero poi alcune conversazioni di Marrazzo “da cui si evince – fa notare il magistrato – la sua partecipazione al progetto della Via (Valutazione di Impatto Ambientale)” negata su Albano dall’allora assessore regionale all’Ambiente, Filiberto Zaratti (Verdi) a fine marzo 2008.

Quelle intercettazioni, sostiene il gip, “sgombrano il campo dall’ipotesi che egli sia o possa essere stato indotto in errore dai suoi funzionari”.

Marrazzo e la sua versione…

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A Domenica In Piero Marrazzo vuole parlare dello scandalo che lo portò alle dimissioni da Governatore della Regio Lazio cercando di chiarire la sua posizione ora che il suo ritorno sugli schermi della televisione pubblica è imminente: “Ho sbagliato a tal punto nella mia vita privata che in termini proprio di errore la questione era nei confronti di mia moglie, delle mie figlie e di chi mi voleva bene. E questo rimane. Non sono mai stato indagato per nessun fatto nelle vicende che avete ascoltato e questa per me non è un’assoluzione perché io quell’errore me lo sono preso e mi sono dimesso. C’è stata però una sovrapposizione che purtroppo è rimasta. Mi credevano a capo dell’istituzione pure quando già non lo ero più. Ho riconsegnato le chiavi ai cittadini che me le avevano affidate cinque anni prima. Non ho procedimenti penali per la mia gestione della Regione”.

Profilo pubblico ben distinto dunque da quello privato secondo le parole del presentatore “Non ho mai voluto e non vestirò mai i panni della vittima, non posso nascondermi dietro cose che non c’erano. Non c’era lo stress, se ne sarebbero accorti quanti mi stavano vicino. Sono andato a Montecassino a cercare di capire perché un uomo di successo faccia una cosa senza significato quando ci sono significati più profondi come una famiglia. L’errore più grave è stato mentire alla mia compagna”.
Marrazzo si rivolge al pubblico, perché provi a immedesimarsi e parla della serenità delle sue figlie. “La più piccola, dodici anni, mi ha detto: Non devi chiedere scusa a me, ma a mamma. L’altra: Papà la tua vita non è solo uno scandalo, la vita è tutte le cose che hai fatto”.
Stare attenti, allora, è l’appello di Marrazzo: “Se non stiamo attenti a dire ai nostri figli che chi sbaglia non può più lavorare, stiamo dicendo ai nostri figli che quando prendono un cattivo voto è finita a scuola, quando sbagliano con un amico è finita. Questo è il punto d’incontro tra il credente e il non credente”.
L’ex-governatore invita anche i colleghi Rai a stare attenti alle parole, poi parla della suo ritorno sulla rete. “Ho un contratto di lavoro come tutti”. Marrazzo sarà il conduttore della trasmissione “Razza Umana”, su Raidue, da metà novembre, che proporrà documentari italiani e stranieri. “Il titolo prende spunto dalla risposta di Einstein alla domanda ‘Lei in quale razza crede?’. ‘Razza umana’ me la sento addosso perché vuole dire attenzione: di uomo ce n’è uno, non lo si divide per colore, per credo religioso, ma lo si deve giudicare a tutto tondo. Poi ci sono le diversità e le vai ad affrontare”.

Questa la versione di Marrazzo.

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