Emergenza nazionale in Sardegna, il governo stanzia 20 milioni di euro

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Il governo ha dichiarato lo Stato di emergenza per l’isola in un Consiglio dei ministri convocato d’urgenza. “Adesso – ha detto il premier Enrico Letta a Radio Anch’io – la prima cosa è salvare vite umane e mettere in atto gli interventi urgenti sulla viabilità principale. E’ un dramma di proporzioni incredibili, in 24 ore è piovuta una massa d’acqua che equivale a metà della quantità che cade in un anno”. Lo stato d’emergenza, con lo stanziamento di 20 milioni di euro, consentirà due cose, spiega Letta: “Regole per interventi più rapidi e l’individuazione del primo ammontare delle risorse per le primissime esigenze”. E assicura che si recherà in visita nelle zone colpite. Già oggi il ministro della Difesa Mario Mauro sarà in Sardegna.

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L’altra scissione… Scelta Civica chiede il rimpasto

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Se la scissione Berlusconi – Alfano ha creato ansia nella maggioranza ora arriva l’ennesimo colpo: la richiesta di rimpasto da parte di Scelta Civica e la rimozione di Mario Mauro che non rappresenta più il movimento. Scelta Civica è chiara nelle sue richieste o rimpasto o non si sosterrà più l’esecutivo perché in questo momento tra i suoi rappresentanti, la forza politica guidata dal nuovo coordinatore  Stefania Giannini, può annoverare solo un sottosegretario (Ilaria Borletti Buitoni, alla Cultura) e un vice ministro (Carlo Calenda, allo Sviluppo economico).

“Se quanto successo ieri con l’abbandono dell’Assemblea si traduce in operazione politica – dice la senatrice montiana, Giannini approdata in Parlamento da rettore dell’Università per stranieri di Perugia – è evidente che tra i primi punti in agenda da affrontare con il Premier Letta ci sarà il fatto che un ministro autorevolmente rappresenta un’altra forza politica e allora noi chiederemo di far contare il nostro peso”.

Indagati i superstiti di Lampedusa

migranti-indagati-tuttacronacaLa procura di Agrigento indagherà per immigrazione clandestina i superstiti del naufragio di Lampedusa, dopo che gli stessi saranno stati identificati. Al momento non è ancora avvenuta alcuna iscrizione ma, spiegano i magistrati, ci sarà in quanto atto dovuto legato a una norma in vigore. Il reato prevede come pena massima una multa di 5 mila euro. Il ministro della difesa Mario Mauro, a margine della sua visita alla Spezia ha detto: “Dobbiamo aiutare questi paesi perché loro possano aiutarci a far fronte all’emergenza che arriva dal sud del mondo”. E ha continuato: “Serve tanta collaborazione perché siamo un paese che ha dato la sua disponibilità ad aiutare la Libia tramite aziende come Selex per procurare dei sensori in grado di monitorare i confini a sud della Libia stessa ma in questo momento la Libia ha un governo in difficoltà”. Per quanto riguarda la legge Bossi-Fini, il ministro, alla domanda di un giornalista, risponde: “Nella legge Bossi Fini ci sono aspetti normativi che potevano essere modificati sin dall’inizio, ma se si può intervenire per migliorare il sostegno ai processi di asilo ben venga”.

Gli italiani traditi dal Pdl, così Mario Mauro

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Oggi ministro della difesa e parlamentare di Scelta Civica, Mario Mauro conosce bene le dinamiche interne del Pdl poiché anche lui tempo fa militava nelle file del partito di Berlusconi. Il ministro, parlando ai margini di un convegno della Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza ha affermato:  “Considero la decisione adottata dal Pdl completamente a sfavore dell’Italia, un vero e proprio tradimento che spero possa essere superato con una riflessione onesta da parte di quel partito, venendo incontro non ai bisogno del governo ma ai bisogni del Paese” e poi ha aggiunto che, da quel 22 aprile quando il Pdl decise di entrare nell’esecutivo, non ci sono motivi per potersi permettere di non dare una stabilità politica al nostro Paese:  “Ci sono meno buone ragioni perché l’Italia sia aiutata da un governo di grande coalizione per rimuovere il macigno della crisi economica e per sostenere le famiglie e le imprese? Dal mio punto di vista no”. Quindi parla di tradimento, ma afferma anche la necessità di andare avanti con un esecutivo  che possa guidare l’Italia fuori dal tunnel della recessione con politiche si sostegno a famiglie e imprese.

La Sardegna divorata dalle fiamme, un solo Canadair… Mandiamo gli F35?

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Più di 2000 ettari bruciati di vegetazione, evacuazioni di diverse abitazioni e perfino di una casa di riposo per anziani, ma questo è solo un bilancio provvisorio. Il vento del Sarcidano (altopiano nel centro dell’Isola) è fortissimo e non aiuta certo l’unico Canadair a disposizione. Uno e uno solo per l’intera isola che invece può vantare basi dell’esercito, basi della Nato, basi interforze, poligoni dove si addestrano eserciti di mezzo mondo, cieli costantemente tagliati da esercitazioni di ogni genere e tipo. Aerei militari sì, ma nulla che possa combattere il fuoco che sta uccidendo veri e propri gioielli paesaggistici che impiegheranno decenni a rinascere. Il governo intanto acquista F35, tanto secondo l’onorevole Francesco Boccia servono proprio a spegnere incendi… E allora chiamiamo almeno i cacciabombardieri magari sono utili davvero… forse possono dare speranza a chi ha perso la casa? A qualche anziano che vede ardere il proprio campo o magari possono incutere timore alle fiamme che vedendo sfrecciare gli aerei militari se la danno a gambe dalla paura!

Il ministro degli Esteri indiano sui due marò

marò-tuttacronacaDopo le affermazioni di questa mattina di Emma Bonino, il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, ha dichiarato all’ANSA: “Sono contento che da parte italiana ci sia una migliore comprensione e spero che tutti questi nostri sforzi portino a una decisione veloce” da parte del tribunale ad hoc incaricato di giudicare i due marò.

Emma Bonino fiduciosa: marò a casa entro Natale?

bonino-marò-tuttacronacaIl ministro degli Esteri Emma Bonino si è detta “molto fiduciosa” per quello che riguarda la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, alla quale “stiamo lavorando”. La nuova svolta potrebbe riportarli in Italia entro Natale. La Bonino ha spiegato: “Ho potuto riscontrare da parte delle autorità politiche indiane grande desiderio di chiudere in modo rapido ed equo per tutti questa vicenda. Non demorderemo”. Ha quindi aggiunto che l’inviato speciale del governo, Staffan De Mistura, “è appena rientrato ma tornerà” in India “ancora prima delle vacanze”. Ha quindi concluso: “Credo che la costanza ci premierà e soprattutto riporterà a casa i marò con le loro famiglie”. Anche il ministro della difesa Mario Mauro è entrato nel merito: “Sono arrivate indicazioni confortanti. Per il nostro governo il caso è una priorità e non avremo assolto al nostro compito se non risolvendolo. Serve estrema attenzione e discrezione”.

Ancora 300 milioni per restare in Afghanistan… perché?

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“L’operazione in Afghanistan deve essere rifinanziata alla fine di settembre. Chiederemo al parlamento la fiducia che ha sempre dimostrato a ranghi compatti: si tratta di una cifra tra i 250 e 300 milioni di euro”. L’annuncio è del Ministro della difesa, Mario Mauro, intervistato su Rai 3 ad Agorà. “Quando in questi giorni ripetutamente mi si chiede perché siamo in Afghanistan – ha aggiunto Mauro – mi preme ricordare che 6.500 Scuole sono state aperte da quando c’è Isaf. Dieci anni fa c’erano 900mila iscritti a scuola ed erano tutti maschi; oggi ce ne sono 6 milioni e mezzo e il 35 percento è composto da donne. Se prima solo il 30 percento della popolazione aveva accesso ai servizi sanitari, oggi siamo al 67 percento e da quando c’è Isaf sono stati costruiti 120 ospedali. Tra un anno restituiremo la piena sovranità agli afgani che avranno il compito di fermare quel fattore che dieci anni fa ha portato alla destabilizzazione, non solo in Afghanistan, ma in tutto il mondo”.

Tutto questo per 300 milioni di euro e basti pensare che stiamo supplicando l’Europa per 400 milioni da utilizzare in due anni, per l’occupazione giovanile? Con 300 milioni, cambiando il capitolo sul bilancio dello Stato non potremmo investire sul lavoro? Eppure la nostra Carta ci ricorda che la Repubblica è basata proprio sul lavoro, non sulle missioni all’estero… è compito di ogni stato aiutare chi è in difficoltà, ma è davvero etico investire nella missione in Afganistan quando gli italiani non arrivano a fine mese?

Montecitorio è vuoto mentre Mauro ricorda La Rosa

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La voce del ministro della Difesa, Mario Mauro, che riferisce a Montecitorio sull’attentato risuona nell’Aula vuota. Ormai è certo che è stato un 20enne a salire sul blindato Lince italiano e a lanciare all’interno del mezzo un ordigno che ha causato la morte del capitano Giuseppe La Rosa.  “Profonda amarezza” esprime il ministro della Difesa… amarezza anche a vedere quell’Aula vuota? E’ dignitoso che mentre si sta rispondendo a un’interrogazione parlamentare in ricordo di un nostro militare caduto in Afghanistan si debba avere Montecitorio vuoto?

Sarebbe un 20enne l’attentatore che provocato la morte di Giuseppe La Rosa

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Il ministro della Difesa Mario Mauro ha riferito a Montecitorio sull’attento a Farah, in Afghanistan, nel quale ha perso la vita il capitano Giuseppe La Rosa. A salire sul blindato Lince per lanciare all’interno del mezzo l’ordigno, sarebbe stato “un giovane, di circa 20 anni”. Il ministro ha poi espresso “profonda amarezza” per “l’Aula della Camera vuota” durante la sua informativa. Rivelando il fatto che l’attentatore fosse un adulto, Mauro ha anche fatto notare che l’attacco terroristico “si è completato con un’azione di vera e propria guerra psicologica, con la diffusione dell’informazione che l’attentatore fosse un bambino di 11 anni, facendo percepire quasi un atto eroico e di partecipazione popolare”. Ha poi sottolineato che il governo intende “proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i tempi stabiliti nel 2014”.

Scelta Civica per l’Italia: come Napolitano ha detto

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Da parte di Scelta Civica per l’Italia, non sono state poste condizioni in quanto condividono la posizione assunta dal Presidente ieri alla Camera e che indica un preciso ambito dentro il quale deve lavorare il Governo. La necessità è quella di avere un Governo che contenga sì elementi di novità ma, al contempo, che mantenga la serietà che è stata caratteristica chiave del Governo Monti e che, inoltre, non preveda differenziazioni di genere.
Riguardo alle priorità, dev’essere stabile, deve porsi come obbiettivo il fare le riforme indicate da Presidente sulla riga dei documenti stilati dai Saggi e deve durare almeno il tempo necessario per attuarle. Da parte loro, i rappresentanti di Scelta Civica si dicono determinati a offrire un apporto costruttivo al riguardo.

Mario Mauro, deluso da B. fece il gran rifiuto! Ora è MacGyver.

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Colui che fece il gran rifiuto e dal Pdl traghettò a Scelta Civica quando Berlusconi si alleò con la Lega. Un volto storico anche  all’Europarlamento essendo stato anche  a capo della delegazione italiana del Ppe che ora si troverà a dover lavorare fianco a fianco con Giancarlo Giorgetti capogruppo del partito di Maroni alla Camera dei Deputati.

Inoltre in un intervista, subito dopo l’esito elettorale, Mauro dichiarava “Oserei dire che si tratta di un voto sul quale si è riversata l’ironia di Dio e l’ironia della storia per molti versi. Durante la campagna elettorale, noi ci siamo affannati a spiegare che tornare alla sfida Berlusconi-Bersani avrebbe significato riportare il Paese nello stallo e cioè prendere il paese in ostaggio senza fare riforme e sacrificarlo a una cultura del conflitto, dove l’aspetto della rendita politica è fine a se stesso”.

Quindi l’Onorevole Mauro dovrà essere un MacGyver capace di sciogliere il nodo (e l’ostaggio) che si è formato con il voto voluto dall’ironia di Dio?

I NOMI!

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Primo gruppo: Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante

Secondo Gruppo: Enrico Giovannini, Giovanni Pitruzzella (Istat), Salvatore Rossi (membro del Direttorio della Banca Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega Nord) Filippo Bubbico, Enzo Moavero Milanesi.

Due settimane di tempo per poi portare al Presidente la relazione e le soluzioni sui punti cardini del prossimo governo. Al centro la questione economica e sociale.

Mario Mauro si dimette dal Pdl e c’è standing ovation al Ppe

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