Salvini, Calderoli e Borghezio in manette: manifestazione per Lancini

salvini-calderoli-manette-tuttacronacaL’8 novembre è stato arrestato il sindaco di Adro, nel Bresciano, il leghista Oscar Lancini, con l’accusa di falso e turbata libertà degli incanti. Oggi sono state oltre mille le persone che, nel paese, hanno preso parte alla manifestazione a sostegno del primo cittadino. Presenti anche il senatore leghista Roberto Calderoli, l’europarlamentare Mario Borghezio e il segretario lombardo Matteo Salvini, oltre a numerosi amministratori locali del Carroccio, con tanto di manette ai polsi. Per Borghezio “l’arresto di Lancini è stata una por***a”. Duro anche Salvini: “Lo Stato fa le leggi per svuotare le carceri e liberare i criminali e poi arresta gli amministratori che governano per il bene della loro gente”. Il corteo è giunto fino aal’abitazione di Lancini, che ha salutato con la mano dalla finestra pur non mostrandosi. Salvini ha detto: “Se tra una settimana non ti hanno liberato, domenica prossima verremo a liberarti noi”. Si è invece mostrata la moglie del sindaco, che ha ringraziato il politico e ha riferito ai giornalisti: “Mio marito è distrutto. Non sta più mangiando da una settimana”.

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Follia d’agosto: Milani vuole la morte di Cécile Kyenge. Shock sul Facebook.

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Non attribuiamolo al caldo o all’afa di agosto. Non cerchiamo giustificazioni perché non ci possono essere su un fatto così grave. Le parole folli di Vittorio Milani, ex veneto stato, su Facebook sono solo agghiaccianti. Il testo integrale è violento e il messaggio di morte è brutale: «La Kyenge dice che se vogliamo eliminare il burqa anche le suore si devono togliere il velo. Siamo all’assurdo, qualcuno uccida questa p… idiota e inutile». La frase non è certo passata inosservata e il consigliere comunale Antonella Tocchetto – che ha posto il problema della necessità di aprire una moschea nella Marca – ha deciso di denunciare il fatto alla polizia. La consigliera è stata oggetto delle “attenzioni” di Milani, anche con lei non è andato per il sottile dandole della «deficiente», della «idiota», di «fare schifo come donna», di «essere feccia». Così – riferisce il consigliere – «mi sono ritrovata sulla mia pagina di Facebook un paio di messaggi inviati di Milani pieni di improperi e insulti anche a sfondo sessuale». Offese per le quali la donna, avvocato civilista, sta valutando gli estremi di una denuncia, dopo aver intanto informato le parlamentari trevigiane del Pd dei messaggi ancora più violenti indirizzati dall’uomo nei confronti del ministro dell’integrazione. Vittorio Milani era stato candidato – poi non eletto – per il gruppo autonomista Veneto Stato alle elezioni comunali di Silea (Treviso), nel 2012. Come si può tollerare un tale atteggiamento? Cosa aspettiamo a fermare questa violenza verbale? Perché queste inutili volgarità e atrocità da deboli che trovano sfogo solo sul web invece di cercare, per chi non è d’accordo con la Kyenge, una strada istituzionale diversa?

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Borghezio si autosospende dal parlamento europeo

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Tempi duri per i politici che giocano con il fuoco… così l’europarlamentare Borghezio si è autosospeso dal  Efd (Europa della libertà e della democrazia – euroscettici) “per tutelare la Lega e l’Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle frasi pronunciate sul ministro per l’integrazione Cecile Kyenge”. Lo ha reso noto lo stesso Borghezio.

Qualche ora fa Il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz era stato chiaro e aveva definito gli insulti di Borghezio “una vergogna”, poteva quindi non autosospendersi l’europarlamentare Borghezio?

Razzismo a Padova… scritte contro il ministro Kyenge

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Cosa significa essere oggi italiani? Che prospettive si hanno nel futuro? Come vogliamo che sia l’Italia tra 20 anni? Forse quello che non vogliamo è seguitare a leggere scritte come quella apparsa nella notte a Padova sul muro del liceo scientifico Cornaro: «L’Italia non è meticcia, Kyenge rimpatriata subito».

Lo spray che diventa un arma con cui attaccare chi è diverso.

D’altra parte il processo d’integrazione non è facile, non lo è mai stato. Significa comunque perdere un po’ della propria identità per arricchirsi della cultura degli altri. Significa essere capaci di accogliere un universo nuovo, senza sradicare il proprio.

Integrazione dovrebbe essere sempre sinonimo di arricchimento, ma il più delle volte diventa condivisione di una povertà di ideali e di una lotta alla sopravvivenza tra poveri. Avere un ministro di colore potrebbe essere un passo in avanti, una visione diversa, il superamento dell’individualismo… ma purtroppo la linea che si vuole imporre è quella ancora una volta una scelta “calata dall’alto”. E’ deplorevole chi ha rivolto offese prive di significato contro Cécile Kyenge, ma è assurdo pensare oggi, in una crisi profonda come quella italiana, di poter dare la cittadinanza a chi nasce sul nostro territorio. Non perchè non sia giusto, anzi è inacettabile non farlo, ma non si può operare una scelta dall’alto che ricada principalmente sulle classi più disagiate. S’innesca immediatamente un odio verso gli stranieri che a quel punto avrebbero pieno diritto di chiedere al pari di un italiano scuole, lavoro, case, sanità pubblica. Sono costi che oggi non possiamo sostenere. Il problema è che prima di dare una cittadinanza bisogna creare un sentimento di patria in queste persone… insegnare che l’Italia non è la terra delle grandi opportunità,  è un Paese che non riesce a mantenere i propri cittadini, che essere italiani oggi significa per molti lottare contro il disagio economico e la difficoltà di occupazione.

Essere italiani significa avere o tendere ad avere una parità tra uomo e donna (cosa che molte loro culture rifiutano profondamente), essere italiani significa avere un passato fatto di fascismo e di liberazione… essere italiani è complicato e complesso… è stare al centro del mondo e sentirsi schiacciati dall’Asia e dall’America.

Allora c’è qualcuno tra gli stranieri che sinceramente, nel profondo vuole iniziare a lottare per migliorare il paese? Dare la cittadinanza non è solo avere più diritti, ma anche avere dei doveri morali ed etici verso un altro paese… una terra che difficilmente si sentirà come patria, ma molti la sentiranno come luogo da “sfruttare”, proprio perchè non si sentono radicati su un territorio se prima non insegniamo cosa comporta essere nostri cittadini.

Gli italiani stessi stanno perdendo il sentimento di Patria. Come possiamo aspirare a insegnare agli altri quello che noi stiamo disimparando? Forse è più logico ora iniziare ad avviare un processo d’integrazione che parti proprio dai valori che possiamo condividere insieme, un dialogo per capire cosa possiamo arricchire tra culture così diverse e cosa a cui ognuno deve rinunciare. Poi saremo pronti ad accogliere, senza scritte e senza pregiudizi, coloro che vorranno partecipare attivamente a creare una nuova Italia.

Solidarietà per Cécile

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L’Unar – l’Ufficio nazionale antidiscriminazione del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio – ha già avviato un’istruttoria sul caso Kyenge. E’ il neo ministro alle pari opportunità  Josefa Idem, che conferma «forte solidarietà alla collega Cécile Kyenge per i vili epiteti razzisti che le sono stati rivolti sulla rete in alcuni siti web. Ho già attivato l’Unar, che ha prontamente avviato un’istruttoria sulla fattispecie che costituisce un reato ai sensi della legge Mancino per l’istigazione all’odio razziale. E’ stato anche chiesto alla Polizia postale la rimozione dal Web delle espressioni razziste che nulla hanno a che vedere con la libera espressione del pensiero».

Si apre quindi la procedura contro gli autori di frasi razziste nei confronti di Cécile Kyenge, l’ennesima pagina di intolleranza in Italia, alimentata soprattutto da alcune forze politiche che incitano alla discriminazione con frasi che suonano vecchie, stantie e odorano di qualunquismo becero e sterile. La fragilità umana davanti al “diverso” è un male incurabile. Tutti i maggiori genii ne hanno sofferto, perchè professori idioti non erano in grado di comprenderli. Tutti i cervelli in fuga per il mondo ne sono una conferma, l’Italia è solo per i mediocri. Così Cécil Keynge, primo ministro italiano di colore, non può aspirare a essere compresa… spaventa per la sua determinazione, per il suo curriculum e per la sua storia politica e culturale. Ecco quindi che i mediocri attaccano sul colore della pelle per non ammettere i loro limiti, per non sentirsi inferiori, si fingono superiori per razza vista che per testa dimostrano solo la loro inadeguatezza più assoluta. Fa compassione il povero Borghezio, un leghista ipodotato mentalmente, condannato a pagare nel 1993 una multa per  violenza privata su un minore poiché aveva trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino di 12 anni. Condannato anche in via definitiva dalla Cassazione nel 2005 per aver nel 2000 dato fuoco, durante una fiaccolata, ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Può essere quindi solo un sollievo che costui possa rivolgere frasi di senso compiuto che vanno da “Scimmia congolese“ a ”Zulù“ e da “Governante puzzolente” a ”Negra anti italiana” e si concludono con un bel “Faccetta nera“. Chi avrebbe mai sospettato che Borghezio avesse questo vocabolario così ricco di frasi da poter scagliare contro qualcuno? Addirittura arrivando a formulare anche “paroloni” del calibro “un ministro Bonga Bonga”, “una scelta del c***o” con “l’aria da casalinga, modesta e inadeguata”.

Invece di valutare se fosse stato il caso di appoggiare un’iniziativa come quella della cittadinanza per tutti gli stranieri nati sul nostro territorio provvedimento che in se sarebbe quanto di più giusto e adeguato ma che forse non è il momento di promuovere poiché ci sono fin troppi italiani che stanno soffrendo la crisi economica e non è il caso di aumentare il numero di disperati, la lega schiera i suoi personaggi clowneschi più ridicoli e imbarazzanti, che riescono solo a far aumentare il consenso nei confronti di una riforma per l’immigrazione che può costare veramente un prezzo non sostenibile per l’Italia in ginocchio. Un costo che parte dagli asili d’infanzia, che si riflette sulle scuole di ogni ordine e grado, che pesa sui servizi sociali già al collasso e che, a lungo termine, avrà ripercussioni sulle case di cura per anziani e sul sistema pensionistico.

 

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