La caduta dei miti? Saviano dall’auto di Siani fino all’affitto della casa del boss.

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Roberto Saviano è sempre stato un personaggio scomodo. In particolare lo scrittore ha sempre diviso il pubblico tra sostenitori e contrari, tra chi in sostanza lo mette sul podio come eroe antimafia e chi lo vorrebbe vedere sprofondare in un burrone accusandolo di plagio e a volte di protagonismo. In realtà è che l’Italia sa creare miti, ma poi vuole vederli sempre distrutti. E’ un meccanismo che accade spesso con gli scrittori, i giornalisti, i registi, i musicisti… Chiunque vada oltre allo spettacolo di intrattenimento è destinato prima o poi a cadere nella morsa che tenterà attraverso l’umiliazione e l’emarginazione di destinare all’oblio chi tentava di lanciare un messaggio diverso.

Non si tratta quindi di essere favorevoli o contrari a Saviano, non si tratta di difendere una posizione o un’altra, ma di far emergere la capacità di far precipitare nel silenzio chi vuole cantare fuori dal coro, a torto o a ragione.

Sky paga l’affitto al camorrista Raffaele Gallo, classe 1976, arrestato dai Carabinieri pochi mesi fa per associazione mafiosa. E intanto quello che si legge in giro per la rete è che Gomorra paga il boss. Gomorra da sempre si identifica nel nome di Saviano e il gioco riesce… quasi! Poi certo ci sono gli articoli a corollario per capire che c’è una  coproduzione firmata Cattleya, Fandango, Sky in collaborazione con La 7 e la distribuzione internazionale di Beta, dietro al pagamento di 30.000 euro al boss mafioso per l’affitto della villa.

A fare chiarezza ci pensa quindi il Fatto Quotidiano:

Nelle mani dell’amministratore giudiziario c’è un affitto in piena regola: contratto da 30 mila euro per sei mesi di riprese, firmato da Cattleya. Soldi destinati al boss, quello vero, con tutto quello che significa sul piano dell’immagine, oltre che su quello economico. E non solo. Il piano superiore è stato ristrutturato per filmare gli interni: il contratto prevede che, se il proprietario di casa non chiede di smantellarla, la ristrutturazione resti dov’è. Oltre 30mila euro, quindi, salvo ripensamenti, il boss intasca pure la ristrutturazione. Roba che può valere altri 50mila euro. I soldi destinati all’affitto, dopo l’arresto di Gallo e il sequestro giudiziario dell’immobile, ora sono finiti nelle casse dello Stato.

Chiarito che il boss mafioso è stato pagato e capito quali siano stati gli autori a pagarlo, la discussione si sposta sul presunto plagio. Il 21 settembre scorso Saviano e Mondadori sono stati condannati in appello per un presunto plagio ai danni del quotidiano Cronache di Napoli perchè responsabili di “illecita riproduzione” di tre articoli, pubblicati dai quotidiani localiCronache di Napoli e Corriere di Caserta (editi, appunto, dalla Libra), all’interno del libro “Gomorra”. Saviano sulla sua pagina Facebook spiega così:

“In questi lunghi anni sotto scorta, nel corso dei quali ho affrontato molti attacchi, quel che in assoluto più mi ha ferito sono state le accuse di plagio, perché ho sempre scritto e lavorato ai miei articoli e ai miei libri personalmente e con dedizione. Ho sempre cercato fonti e notizie ovunque le trovassi. Ho sempre voluto come prima cosa accertarmi che quanto stessi raccontando fosse vero, provato, verificato. Ecco perché voglio informare la folta comunità di Facebook, i miei amici virtuali, di un processo che va avanti dal 2008. Quell’anno al Festivaletteratura di Mantova raccontai la grammatica di alcuni quotidiani in terra di camorra – o come dicono molti ‘in terra di Gomorra’ – una comunicazione agghiacciante, di cui poi ho parlato in uno speciale di Che tempo che fa. Immediata arriva la citazione in giudizio da parte dell’editore dei quotidiani di cui avevo parlato. Non mi accusavano di averli diffamati, ma di aver totalmente copiato Gomorra. Quando si racconta ciò che accade nel medesimo territorio, è sempre possibile dire: ‘L’avevo scritto prima io’”

Saviano ha inoltre precisato:

“Ora, per Libra Editrice – la società che pubblica ‘Cronache di Napoli’ e il ‘Corriere di Caserta’, il cui vecchio editore, Maurizio Clemente, è stato già condannato a otto anni e mezzo di reclusione per estorsione a mezzo stampa – Gomorra era interamente tratto dai loro quotidiani. Il Tribunale, nella sentenza di primo grado, ha rigettato le loro accuse, condannandoli anzi al risarcimento di danni: hanno loro ‘abusivamente riprodotto’ due miei articoli. Naturalmente hanno fatto ricorso in Appello e la loro condanna è stata confermata. I giudici hanno poi ritenuto che due passaggi del mio libro avrebbero come fonte due articoli dei quotidiani di Libra. Neanche due pagine su un totale di 331. Ricorrerò in Cassazione. Anche se si tratta dello 0,6% del mio libro, non voglio che nulla mi leghi a questi giornali: difenderò il mio lavoro e i sacrifici che ha comportato per me e per le persone a me vicine”

Ma anche chi lo accusa ha voluto dare le sue motivazioni, così Simone di Meo sferra un nuovo attacco:

“Lo ha fatto allora e ha continuato a farlo anche dopo. Nel mio caso, per avere ragione delle risibili ricostruzioni difensive di Saviano, non fu necessario nemmeno adire le vie legali, che pure avevo intenzione di percorrere, ma bastò una semplice lettera del mio avvocato, Lucio Giacomardo. Non una lunga missiva giuridica, ma la semplice comparazione tra i testi dei miei articoli e le pagine del libro per mostrare la più lampante della verità: le parole, le frasi, i concetti erano identici. Ergo, l’ufficio legale della Mondadori per evitare forse altre noie al suo fuoriclasse si affrettò a rettificare il libro e a inserire a pag. 141 il mio nome come autore dello scoop copiato da Roberto. Non andai oltre né chiesi altro. Per me poteva bastare. Non per lui, però, che da quel momento ha sfruttato ogni occasione possibile per attaccare i giornali napoletani cui pure aveva attinto a piene mani dipingendoli come house organ della camorra e strumenti di diffusione della subcultura malavitosa campana. Perché si sia vendicato così, ancora oggi me lo chiedo”

Ora la questione arriverà alla Cassazione. Ma in attesa di giudizio si apre un nuovo capitolo: quello dello skipper che denuncia Saviano per diffamazione.  

E alla pagina seguente cosa si trova? Marco Risi che precisa che l‘auto fotografata e filmata ieri al bordo della quale vi era Saviano non è quella di Siani. E tutto di nuovo crolla nell’immaginario collettivo, in quel sottile filo di legalità che parte da Siani e che poteva arrivare in eredità a Saviano che invece viene spezzato ancora una volta.  Risi racconta che l’auto di Giancarlo Siani  fu ritrovata e rimessa a nuovo 2 settimane prima delle riprese del film biografico “Fortapàsc”, distribuito al cinema nel 2009.  “È giusto che abbiano chiamato anche l’autore di Gomorra – dice Risi – che ha una certa affinità con Giancarlo, tanto che tra i camorristi che lo minacciavano qualcuno lo chiamava “Siano”. Però qualche volta dovrebbe anche tenere a mente il lavoro degli altri”.

Nella lunga intervista rilasciata all’Huffigton Post il regista racconta della Citroen Mehari di Giancarlo Siani:

Marco Risi, cosa pensa di questa iniziativa?
Sono contentissimo. La figura di Giancarlo Siani deve essere ricordata ed è una buona idea quella del percorso a bordo della sua auto. Però la Citroen Mehari non è ripartita ieri e sarebbe giusto ricordarlo.

Come sono andate le cose?
Due settimane prima delle riprese di “Fortàpasc” ritrovammo la vettura di Siani in un agriturismo in Sicilia. Dentro c’erano ancora tutti i documenti a nome di Giancarlo. Decidemmo così di utilizzarla, tanto che sarebbe diventata un simbolo del film.

In che condizioni era?
Era inutilizzabile, piena di polvere e di colore lilla. Così l’abbiamo rimessa a nuovo: abbiamo cambiato la batteria e l’abbiamo dipinta di verde, il suo colore originale. Da quel momento la Mehari non ci ha mai abbandonato.

L’auto com’era finita in Sicilia?
Dopo che la Mehari non era più sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, i genitori e i parenti di Siani, distrutti dalla tragedia, non la reclamarono. Così fu comprata all’asta dal titolare di questo agriturismo. Non so se senza il nostro intervento l’auto sarebbe mai stata recuperata.

Che rapporto ha con la figura di Siani?
Ormai è come se lo conoscessi. Sono entrato in intimità con la sua persona anche senza averlo mai incontrato. Ho letto le 30 lettere private che scrisse alla sua ragazza. Durante la lavorazione del film ho scoperto la sua evoluzione di giornalista. Inoltre ho tutt’ora un ottimo rapporto con tutta la famiglia di Siani.

Ed ecco che allora l’attenzione si sposta, altri protagonisti, altre storie da mettere sul piedistallo, mentre si cerca di allontanare dalla scena chi grida e vuole raccontare l’ennesima scomoda verità. E’ tempo di nuovi protagonismi?

 

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Jazz discriminato. Petizione per chiedere finanziamento pubblico

il sito xljazz.com lancia la petizione al governo per avere gli stessi finanziamenti della musica classica. La petizione è stata promossa da Filippo Bianchi e hanno già aderito Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Franco Cerri, Franco D’Andrea, Giorgio Gaslini, Fabrizio Bosso e nomi come Ottavia Piccolo, Marco Risi, Stefano Benni, Serena Dandini, Niccolo’ Ammaniti, Paolo Pietrangeli.BeFunky_3746930929_9c7be8d8b0_z

Dopo la sentenza su Ustica c’è anche chi vuole il risarcimento oltre l’indennizzo

 

L’avvocato Antony De Lisi  ”I ministeri dei Trasporti e della Difesa dopo la sentenza della corte di appello che mi riconosceva un indennizzo di circa 180 mila euro per la morte di mia sorella Elvira e di mia nipote Alessandra non volevano pagare. Ho dovuto pignorare le somme che avevano nella banca d’Italia. La Cassazione con la sentenza di ieri ha riconosciuto il mio diritto ad avere anche il risarcimento”.tumblr_mhdq1oFJcb1qzpmjjo1_500

Strappo al muro di gomma… Cassazione: risarcimento per Ustica

 

L’aereo fu abbattuto da un missile, lo ha dichiarato la Corte di Cassazione! Dopo “appena” 33 anni le famiglie delle vittime potranno essere risarcite dallo Stato Italiano che non ha vigilato nei cieli con i controlli radar adeguati.

Ma chi lanciò il missile e a chi era diretto? E l’ipotesi di Cossiga sul missile francese?showimg2.cgi

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