La Cremaschi e la foto per festeggiare la Roma

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L’ennesima provocazione? L’ennesima mercificazione del corpo femminile? L’ennesima foto che Laura Cremaschi ha postato sul web per cercare di attirare l’attenzione dopo che la Roma è riuscita ad aggiudicarsi la vetta della classifica. Così, per festeggiare il momento, la Cremaschi si annoda una sciarpa intorno ai glutei e l’effetto voluto è presto realizzato. Forse sarebbe il caso di festeggiare con un messaggio meno esplicito… ormai il fondo schiena della Cremaschi lo si conosce senza bisogno di sottolinearlo ogni volta.

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Il gestaccio di De Rossi dopo l’annullamento del gol durante il derby

derossi-gestaccio-tuttacronacaOmbra sulla festa della Roma dopo la vittoria nel derby. Spunta in rete il gestaccio di De Rossi al 94′, rivolto alla curva laziale, subito dopo l’annullamento del gol appena siglato da Klose. Il giallorosso, a una giornata di distanza dal fattaccio, parla ai microfoni di TeleRadioStereo e ci tiene a presentare le sue scuse: “Per me non è mai normale l’avvicinamento al derby. Io mi rendo conto di viverla in maniera particolare – ha spiegato De Rossi – e a 30 anni ho solo un pizzico di lucidità in più in campo”.

Il derby giocato sul campo e sulle panchine, strategie e analisi di Roma-Lazio

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Una domenica assolata, una capitale militarizzata e un Olimpico preso d’assalto da  50mila spettatori. Rispetto all’ultimo derby, quello che si è giocato  il 26 maggio scorso, la squadra giallorossa ha cambiato molto l’assetto. Di quella formazione oggi giocheranno solo quattro giocatori, molto meno rimaneggiata invece la squadra biancoceleste con 8 giocatori in campi rispetto all’ultima sfida contro la Lupa. A godersi lo scontro anche il presidente americano della Roma, Pallotta, che come twitta la società è presente sugli spalti.

A sorpresa nella formazione giallorossa gioca Gervinho al posto di  Ljacic. Nell’attesa, le telecamere entrano nello spogliatoio della Roma:

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e poi in quelli della Lazio:

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Negli spalti c’è anche da sottolineare la presenza di Prandelli, forse alla ricerca di giocatori da inserire… forse anche un occhio particolare a Francesco Totti, che fresco di un nuovo contratto, ritrovata la forma atletica e godendo della fiducia di Garcia, potrebbe davvero essere inserito, nonostante i suoi 37 anni, nella nazionale per il mondiale del Brasile.

Ma in curva invece si dà il via alla coreografia della Roma. I tifosi, vista anche la vetta della classifica che i giallorossi dopo tre giornate sono riusciti a raggiungere, hanno voluto ringraziare i propri giocatori con striscioni e colori degni da finale di campionato.

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Prima però di dare il calcio d’inizio, l’arbitro, Gianluca Rocchi, che ha già diretto altre volte il derby capitolino, insieme ai giocatori delle due squadre ha fatto rispettare un minuto di silenzio per la morte del pilota di motonautica Zantelli.

L’inizio della gara non è dei migliori per i giallorossi che faticano a uscire e sono succubi, nei primi minuti, di una Lazio molto aggressiva. Molti gli errori da parte di entrambe le squadre nei primi minuti di gioco. Sia la Roma che la Lazio faticano a trovare i giusti equilibri in campo. Lanci lunghi, palloni persi e cross sbagliati. Al 13′ viene fischiato anche un fallo di mano a Totti e arriva, forse involontariamente, un colpo da Hernanes. Subito dopo è proprio il capitano giallorosso a entusiasmare gli spalti con un gran colpo di tacco peccato che i suoi compagni perdono la palla e regalano la rimessa dal fondo alla Lazio.

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Dopo i primi 20′ minuti giocati su ritmi elevati da parte della Lazio, arriva il calo dei biancocelesti.

Intanto in rete continuano gli sfottò tra romanisti e laziali, se ne era accorta anche ieri Selvaggia Lucarelli che aveva postato:

Davvero finita l’estate, sono tornati i post dei tifosi

Una buona occasione per Lazio arriva al 25′ per fallo di De Rossi su Candreva che fa scaturire una punizione da buona posizione, ma sugli sviluppi è lo stesso Candreva a battere sulla barriera e l’occasione si trasforma presto in delusione per i tifosi laziali e in un sospiro di sollievo per i romanisti.

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La Roma tenta una risposta, ma la squadra è visibilmente sotto pressione, più che da parte degli avversari sembra che a tagliare le gambe dei giallorossi siano le pressioni psicologiche e le aspettative che la dirigenza, l’allenatore e i tifosi si attendono. Quelle conferme che davvero possono oggi aprire la strada a un campionato fatto di risultati e speranze.

Così tra la tensione del gioco ci scappa anche il fallo di Strootman su Klose, e di nuovo la Lazio può usufruire di una punizione. Peccato che  Gonzalez che riceve la palla e decide di tirare da fuori area, ma non inquadra bene la porta. Ancora nessun serio pericolo per la Roma.

Al 30′ la vera occasione gol della partita capita a Gervinho. L’ivoriano schiaccia di testa su un cross perfetto di Totti generato da calcio di punizione, ma sbaglia nonostante fosse in perfetta posizione. Forse tentare in questo caso il tiro non si è rivelata la scelta migliore, nei pressi vi erano diversi compagni che avrebbero potuto agevolmente infilare la palla in rete. Alla Roma però questa occasione serve per ritrovare la grinta e il coraggio per presentarsi sotto la porta avversaria.

Al 35′ arriva l’ammonizione per De Rossi, cinque minuti dopo anche Florenzi prende il cartellino giallo. La tensione nella squadra romanista è altissima e sembra che questo primo tempo sia davvero solo sofferenza per i giallorossi, incapaci di arginare ansia e preoccupazione.

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Il primo tempo finisce quindi sullo 0 a 0. Ora la Roma avrà l’intervallo per cercare di riordinare le idee e la Lazio può archiviare i primi 45′ in cui ha fatto prevalere il suo gioco, non si è risparmiata ed è sempre stata attenta in difesa. Le occasioni sicuramente potevano essere di più da parte di entrambe le squadre, ma è pur sempre un derby, con i giallorossi in fuga per la vetta della classifica. Ora sarà Garcia che dovrà cercare di riportare le teste dei giocatori sul terreno dell’Olimpico e strapparle agli incubi di cui sono stati vittima nella prima parte di gara. Dall’altra parte il compito di Petkovic non è meno difficile: dovrà spronare i biancocelesti a giocare 45′ alla ricerca di una vittoria con una Roma che sicuramente cambierà volto nella ripresa.

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Riprende la ripresa allo stadio Olimpico, ma ancora è la paura che domina in campo.

Al 46′ un brutto fallo su Totti costa l’ammonizione a Lulic. Sul calcio di punizione battuto dal capitano giallorosso,  il colpo di testa di Pjanic non è certo pericoloso ed è facile preda per Marchetti. Il derby non decolla e Garcia sostituisce Florenzi con Ljajic. Subito si cambia passo e il derby cambia volto. Si fa insistente il pressing della Roma sotto la porta dei biancocelesti e al 56′ sul corner per la Roma battuto da Totti, la palla arriva a Pjanic che ottiene un altro calcio d’angolo. Due minuti dopo continua la serie dei calci d’angolo per la Roma, sintomo che la squadra sta ritrovando lo slancio che l’aveva caratterizzata nelle ultime gare. E questa volta è Hernanes che salva la porta mettendo in angolo un pericoloso tiro di Maicon. Sullo sviluppo, Cana si è aiuta un po’ troppo con le mani per fermare De Rossi, ma l’arbitro non vede nulla. La Roma alza il ritmo e per la Lazio iniziano i problemi.

E arriva immancabilmente, al 62′,  il gol di BALZARETTI. E’ 1 a 0 per la Roma!

Un azione da vedere e rivedere. Sull’azione precedente al gol infatti aveva già tentato lo stesso Balzaretti su un cross di Totti da calcio d’angolo la rete, ma poi sulla ribattuta Ljacic non aveva insaccato per un pelo. Ne è scaturito un altro calcio d’angolo battuto da Totti e questa volta Balzaretti al volo di sinistro ha segnato.

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Al 67′ c’è la ricerca del raddoppio con Ljajic che tira in porta con un destro a incrociare, ma nessun pericolo in questo caso per Marchetti.  La Lazio perde la testa, il tecnico corre ai ripari e sostituisce Cavanda con  Floccari.  ma la Roma ormai ha cambiato passo e spaventa i biancocelesti, così che  Cana è costretto al  fallo su Gervinho in accelerazione e viene ammonito.

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Al 72′ premono ancora i giallorossi con De Rossi che ci prova di testa su calcio di punizione battuto da Totti per il fallo su Gervinho. Marchetti è bravo a salvare la situazione. Grande azione di Gervinho in contropiede, al ’76, peccato che poi sbaglia clamorosamente la conclusione. Intanto nello stadio i cori dei romanisti sono alti ormai al cielo. Ancora cambi per Petkovic che tenta il tutto per tutto. Costretto prima a mandare in campo Dias per Ciani e poi sceglie Hernanes al posto di Ederson.

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La timida reazione della Lazio è al 79′ quando Klose prova a girare per Floccari in area giallorossa, ma De Sanctis arriva sul pallone. Ormai per la Roma sembra tutto facile, deve solo far passare il tempo e stare attenta alla propria rete. All’81’ c’è anche l’espulsione per Dias, che era appena entrato. Rocchi ha interpretato come interruzione di una chiara azione da gol il fallo commesso su Totti. Tra le polemiche e le proteste il finale del derby. Sul calcio di punizione scaturito dal fallo da esplusione, Ljajic tira benissimo, ma Marchetti c’è e salva in corner. Buona azione di Maicon, ottimo in questa gara, che al 87′, serve in area Gervinho che non se la sente di tirare e passa a De Rossi, alla fine i giallorossi trovano solo un calcio d’angolo. Affanno su affanno per la Lazio che colleziona falli su falli stavolta è ancora Cana su Maicon, con un abbraccioche di affettuoso non ha nulla a essere ripreso dall’arbitro. Al 90′ entra Borriello per Totti che riceve l’ovazione del pubblico. E al 92′ in pieno recupero ancora un miracolo di Marchetti su Borriello di testa.

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Rigore per la Roma, ben oltre il tempo regolamentare, per un fallo di Ledesma su Ljajic. E’ lo stesso LJAJIC che mette in rete la realizzazione del penalty.

Sul finale, al 94′, di rabbia Klose insacca, ma il gol è annullato per evidente fuorigioco.

Il fischio finale arriva per salvare i biancocelesti dal terzo gol!

Un secondo tempo, in cui la Roma si è lasciata alle spalle l’ansia e la paura. Sicuramente nello spogliatoio Garcia ha trovato le giuste parole per far entrare una squadra che neppure lontanamente era riconoscibile da quella che aveva giocato i primi 45′. Così i giallorossi hanno costruito azione dopo azione contro una Lazio che ha fatto più che dignitosamente la sua partita, peccato che non abbia trovato la rete. Per i tifosi romanisti oggi è il giorno per sognare e sperare davvero che questo campionato li veda protagonisti come non avviene da qualche anno.

Lo sport e mercificazione del corpo femminile? Il pronostico del derby

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Lo sport, di solito più seguito da un pubblico maschile che femminile, ha spesso mercificato il corpo femminile. Basta pensare alla ragazza che saliva sul ring al termine di ogni round, o delle donne che spesso indossano la maglia della nazionale per sponsorizzarne la vendita, le cheerleaders del Napoli che intrattengono i tifosi e chi più ne ha ne metta. C’è poi chi posta in rete anche il pronostico del derby disegnandoselo su un gluteo. Forse, tra le tante foto che girano per la rete, l’immagine è anche ingenua, ma la domanda comunque sorge: perché incrementare e piegarsi al cattivo gusto dilagante in rete, invece di provare a uscire dal coro? L’immagine di per sé potrebbe anche essere ironica, ma data in pasto al pubblico del web sicuramente assumerà i tratti di quella “speculazione” mediatica a cui siamo abituati da troppi anni. Perché dunque Laura Cremaschi, la regina del #momentopronostico sui social network si è esposta ancora una volta a questa provocazione? Lei lo ha spiegato così “E’ un anno esatto che mi diverto a fare pronostici. Speriamo di festeggiare alla grande”.

Noi forse per festeggiare dobbiamo attendere che il pubblico sappia ritrovare l’ironia e non si lasci andare alla volgarità più banale!

Formazioni per Roma-Lazio

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A poche ore dal 139esimo derby della Capitale c’è il toto formazioni per Roma e Lazio, mentre a Roma la tensione aumenta, i cori nelle strade aumentano e le forze dell’ordine sono impegnate a evitare gli scontri. Ecco le formazioni più probabili che oggi scenderanno in campo:

Roma (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi, Strootman; Florenzi,Totti, Ljajic

A disp.: Lobont, Skorupski, Burdisso, Romagnoli, Jedvay, Dodo, Torosidis, Taddei, Marquinho, Caprari, Gervinho, Borriello

All: Garcia

Indisponibili: Destro, Bradley
Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Konko, Ciani, Cana, Cavanda; Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Lulic; Candreva; Klose

A disp.: Berisha, Strakosha, Novaretti, Vinicius, Dias, Crecco, Onazi, Floccari, Keita, Ederson, Tounkara.

All.: Petkovic

Indisponibili: Radu, Biava, Biglia

 

Italia – Argentina nel segno di Francesco: 1-2

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In una calda serata estiva le nazionali di Italia e Argentina si sono presentate così schierate all’Olimpico:

Italia: Buffon, Maggio, De Rossi, Chiellini, Antonelli, Montolivo, Marchisio, Verratti, Giaccherini, Candreva, Osvaldo.

Argentina: Andujar, Campagnaro, Garay, Fernandez, Basanta, Di Maria, Biglia, Mascherano, Higuain, Lamela, Palacio.

Pirlo quindi in panchina, perché Prandelli gli ha preferito Verratti.

Prima di dare inizio alla gara viene “simbolicamente” piantato l’ulivo regalato ieri dagli azzurri al Papa. I capitani, Buffon e Mascherano, partecipano alla “cerimonia”. E’ poi l’Argentina a battere il calcio d’inizio e subito si concretizza una punizione a favore dei biancocelesti. Batte Garay tentando di provare il colpo di potenza, ma la palla volo lontanissimo dalla porta. Riparte quindi l’Italia con Giaccherini, ma l’azione s’interrompe per un fallo si Campagnaro. Manovra ancora l’Italia e dopo un tocco in verticale per Verratti, la palla finisce sul fondo. Al 5′ Bello spunto di Higuain che mette al centro, De Rossi riesce a fermare il cross, poi dribbla un avversario e fa subito ripartire l’azione. Passaggio in verticale lungo per Osvaldo, ma è stato bravo il centrocampista giallorosso. Al 7′ ancora Giaccherini sulla sinistra, dribbling e cross per Osvaldo, ma anche in questo caso il suggerimento non è preciso. Al 10′ ancora Italia in affanno e De Rossi efficace nel ruolo di difensore centrale, il suo rinvio non è pulitissimo, ma evita guai peggiori.

Al 12′ c’è la prima grande occasione della partita ed è per l’Argentina. Palacio va via in area di rigore, dal fondo il cross per Di Maria che arriva in corsa ma non riesce a stoppare e concludere con precisione venendo anticipato dai difensori a rischio, pericolo per l’Italia. Ma la palla resta fuori dalla rete. Al 14′  l’Argentina viene fermata in fuorigioco, ma l’Italia non riesce ad uscire dalla propria metà campo. Un minuto più tardi ci prova Osvaldo che ruba palla sulla trequarti e appoggia per Giaccherini che prova a calciare dal limite, tiro respinto. Dopo le fiammate dei primi minuti di gioco il ritmo si abbassa dopo il primo quarto d’ora. Al 17′ punizione per l’Italia per un fallo su Verratti, Stark lo sanziona con un calcio di punizione. Candreva calcia, ma la palla va alta.

Al 19′ arriva il gol per l’Argentina firmato HIGUAIN. Errore di De Rossi in impostazione, Di Maria riceva, suggerisce per l’attaccante del Napoli che si accentra e con il destro mette in rete dai 16 metri!

L’Italia prova una reazione, ma sin qui l’Argentina è stata nettamente superiore e alla prima occasione ha saputo mettere in rete la palla del vantaggio meritatissimo.

Ci prova al 24′ Candreva che si porta sulla destra, ma la palla finisce in angolo dopo il tackle di Palacio. Poco spettacolo in campo, soprattutto dopo il gol dell’Argentina. Gli azzurri di Prandelli sembrano sottotono nella prima parte della gara. Dopo cinque minuti in cui l’Argentina amministra e l’Italia è in affanno, finalmente arriva una buona manovra con Montolivo, Candreva e Maggio che dialogano fra loro e portano il napoletano sul fondo per il cross, ma ne viene fuori una traiettoria innocua per Andujar che blocca.

Al 33′ brutto contrasto tra  Basanta e Maggio, il napoletano resta a terra qualche secondo lamentando un colpo al costato, ma si rialza con le sue gambe. Una buona occasione potrebbe esserci al 35′ quando l’Italia conquista un corner, Chiellini arriva a colpire di testa, ma la palla è alta. Negli ultimi minuti del primo tempo, l’Italia riprende fiducia in se stessa e ruba due volte palla, riesce, anche ad impostare una buona manovra offensiva, alla fine  Verratti allarga per Candreva che con un cross profondo cercava Osvaldo sul secondo palo. L’attaccante della Roma non arriva di un soffio. Poi la grande ccasione per l’Italia al 39′, Candreva con un cross trova Marchisio sotto porta che colpisce con il destro in scivolata, sicuramente non la scelta migliore, anche se di più era difficile chiedere al giocatore italiano, in ritardo su pallone.  Scontro sotto aerea azzurra al 41′ e Chiellini rischia il calcio di rigore, contatto con Higuain sulla progressione dell’argentino, alla fine cadono entrambi e l’attaccante del Napoli protesta chiedendo inutilmente la massima punizione.

Al 44′ Calcio di punizione per l’Italia. Lo batte Candreva, l’Argentina ha un attimo di difficoltà, ma il laziale prova un dribbling di troppo. Contropiede dei sudamericani che volano e sfiorano il gol con Palacio che non arriva per una frazione di secondo in scivolata sull’assist di Di Maria. Dal possibile pareggio al rischio concreto di subire il 2-0, tutto in una manciata di secondi. Finale da brivido all’Olimpico.

Finisce il primo tempo, sicuramente una bella prova degli argentini, molto meno quella dell’Italia anche se sul finale gli azzurri stavano trovando il ritmo giusto.

Fotogallery del Primo Tempo:

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Il secondo tempo riprende con tre cambi per l’Italia: fuori Candreva, Montolivo, Marchisio dentro Insigne, Florenzi e Aquilani. Cambio anche nelle file argentine: Entra Ever Banega, giocatore del Valencia, fuori Lamela.

Dopo il fischio d’inizio è Giaccherini ancora una volta fermato sulla trequarti, che però non molla e riconquista palla a sua volta. Al 3′ Florenzi guadagna un calcio d’angolo, lo batte Insigne, senza successo. Andujar esce bene.

Al 4′ contropiede veloce dei sudamericani, Higuain appoggia per l’accorrente BANEGA, stop a tiro dai 16 metri. Buffon non può nulla, 2-0 per gli “ospiti”. Il gol di Banega è una doccia fredda per gli azzurri che si ritrovano sotto di due gol e con poche energie per trovare la rimonta.

Prova a cambiare la squadra Prandelli, fuori Giaccherini per Diamanti, ma entra anche Marchetti per Buffon che si accomoda in panchina. Al 10′ Argentina scatenata, ancora un contropiede condotto dalla coppia Higuain – Palacio, poi De Rossi riesce a mettere fuori. Al 11′ sulla conclusione di Palacio deviata da Marchetti l’attaccante del Napoli con il piatto trova ancora l’intervento del portiere. Si rischia il 3-0.  HIguain sbaglia un gol fatto. L’Italia sembra tramortita.

Al 15′ Cambio nell’Argentina, il passato e il futuro del Napoli: dentro Lavezzi, esce Higuain. Dopo il primo quarto d’ora della partita gli azzurri abbozzano un possesso palla che per ora si rivela sterile. Non arrivano conclusioni, in realtà non ne sono mai arrivate, nello specchio della porta difesa da Andujar. Tre calci d’angolo consecutivi ottenuti dall’Italia, Diamanti non li batte benissimo e non arrivano vere occasioni da gol. Scocca il 22′ e arriva la traversa di Diamanti. Il fantasista del Bologna guadagna una punizione e la calcia alla grande, la palla deviata leggermente da Andujar batte sul legno. Sullo sviluppo dell’azione Aquilani mette in rete, ma era in fuorigioco. Al 26′ per l’Argentina c’è spazio anche per  Coloccini, che entra al posto di Garay. Altro cambio anche per l’Italia dove esce Maggio ed entra Cerci. Torna così la difesa a tre per gli azzurri. Al 27′ Biglia fa un fallo su Aquilani, Stark fischia, ma Campagnaro (atteggiamento ingiustificato) protesta fino a farsi ammonire. Sul calcio di punizione la difesa argentina libera male, Osvaldo potrebbe calciare con il sinistro da posizione defilata, non trova la porta. Al 30′ altro cambio per l’Argentina fuori Mascherano, dentro Maxi Rodriguez. 31′ INSIGNE va in gol! L’attaccante azzurro di prima intenzione mette la palla all’incrocio dei pali battendo Andujar, rete episodica frutto di un grande colpo di Lorenzo. 1-2 gli azzurri accorciano le distanze.

Al 34′ Palacio manda in angolo, Insigne batte per Chiellini che non trova un buon impatto con il pallone ma guadagna il corner dalla parte opposta. 35′ fa un miracolo Marchetti che nell’uno contro uno con Di Maria riesce a bloccare un pallone destinato a entrare in rete. Subito dopo quest’azione esce proprio Di Maria ed entra  l’interista Ricky Alvarez. Al 40′ Antonelli con un tunnel su Campagnaro entra in area e guadagna un corner. Nella di fatto sullo sviluppo del calcio d’angolo, ma bravo il genoano. Al 45′ Altro miracolo di Marchetti in controtempo sulla botta di destro di Maxi Rodriguez il portiere della Lazio dice di no alla rete del 1-3!

Una partita giocata sottotono nel complesso dagli azzurri, con solo dei buoni spunti individuali, tra cui le splendide parate di Marchetti. L’Argentina invece ha saputo mostrare un bel gioco. Una vittoria meritata quella degli argentini che rispecchia ciò che si è visto in campo.

La Lazio festeggia l’ingresso ai quarti di Europe League in un Olimpico vuoto

petkovic lazio stoccarda - tuttacronaca

La crisi biancoceleste è ufficialmente alle spalle! Dopo aver sconfitto lo Stoccarda all’andata, ha definitivamente chiuso i giochi con una tripletta di Kozak passata però nel silenzio: l’Olimpico era vuoto a causa della decisione della Uefa che ha inflitto alla società due turni a porte chiuse unitamente ad una multa di 40mila euro.

I laziali hanno subito mostrato la loro faccia aggressiva allo Stoccarda: dopo un tiro di Onazi che non ha impensierito il portiere tedesco, al 6′ Kozak va in rete e dopo due soli minuti raddoppia partendo in contropiede e lanciando di poco sotto la traversa. La Lazio, come all’andata, domina e se anche i tedeschi si avvicinano alla rete avversaria, Marchetti non si lascia cogliere impreparato. Lo Stoccarda non diventa mai pericoloso se non al 36′, ma l’azione si conclude con un nulla di fatto. Dopo soli tre minuti la Lazio rischia però per un pasticcio di Onazi che costringe Marchetti ad un’uscita: il portiere salva la rete ma viene colpito da Ibisevic e viene così sostituito da Bizzarri.

Il fischio dell’arbitro sancisce la fine del primo tempo: Lazio 2, Stoccarda 0.

Il secondo tempo inizia con uno Stoccarda che inizia a mostrare un po’ di combattività ma le offensive vengono sempre bloccate da Bizzarri fino al 62′ quando Hajnal mette in rete a conclusione di una bella azione partita da metà campo con Holzhauser su Sakai. E’ il 2-1. Al 66′ ed al 75′ Petkovic opta per delle sostituzioni ed entrano in campo Ledesma ed Ederson al posto di Mauri ed Hernanes. La stanchezza batte sulle gambe dei biancocelesti ed i tedeschi provano ad approfittarne, ma la Lazio chiude. All’87’ i giochi sono definitivamente chiusi: Kozak infila di testa, ed i quarti sono assicurati. 

Al triplice fischio, Lazio-Stoccarda: 3-1

Lo Stoccarda nulla può contro una Lazio in piena forma: 0-2

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La partita degli ottavi di finale dell’Europe League ha visto i biancocelesti scontrarsi con lo Stoccarda in esterna. Alla vigilia, l’allenatore Petkovic è apparso sereno nonostante la recente sconfitta della squadra a San Siro. La reputa infatti una partita non decisiva pur aspettandosi delle risposte positive, soprattutto sul piano mentale, dai suoi ragazzi. Dello stesso avviso anche l’estremo difensore Marchetti, che respinge l’ipotesi di un momento di crisi della squadra.

L’avvio della partita ha dimostrato un fondamentale benessere della squadra laziale, che difende bene la sua metà di campo e può contare sulla presa salda di Marchetti alla prima azione pericolosa dello Stoccarda. Pochi minuti ancora di gioco e la Lazio passa in vantaggio grazie ad una rete siglata da Ederson agevolato da un pasticcio difensivo degli avversari. I successivi attacchi dello Stoccarda non impensieriscono eccessivamente visto che la squadra sembra mancare di attaccanti particolarmente temibili mentre al 30′ Cana sfiora il raddoppio di testa: palla fuori di poco. La partita inizia a scaldarsi con la sostituzione del giocatore più forte dello Stoccarda, Maxim, per infortunio. Ederson sfiora il raddoppio e subito la squadra di casa replica: Okazaki sfiora il pareggio di testa ma la rete laziale resta inviolata.

Due minuti di recupero ed il primo tempo termina sul risultato di 0-1.

La partita riprende con uno Stoccarda decisamente più aggressivo grazie anche all’inserimento dell’attaccante Harnik, ma la difesa può ancora poco contro l’impeto biancoceleste: all’11’ Onazi, partito da centrocampo, sigla infatti il raddoppio per la squadra italiana: un’azione capolavoro che gli vale l’applauso anche di alcuni dei tifosi avversari. Dopo soli 7′ Okanazi prova nuovamente ad accorciare le distanze, ma con esito fallimentare, stessa sorte per la Lazio al 29′ della ripresa. Verso la fine dell’incontro i laziali iniziano ad abbassare i ritmi della gara ma lo Stoccarda non riesce ormai a trovare incisività mentre Petkovic chiede ai suoi di realizzare il terzo goal per chiudere il discorso qualificazione. Verso la fine dell’incontro un accenno di rissa porta all’ammonizione di Cana e Harnik, i due più attivi nello scontro.

Dopo quattro minuti di recupero i tre fischi arbitrali siglano il successo della Lazio.

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