E Silvio Berlusconi diventa… The Wolf of Arcore

sasha-grey-berlusconi-wolf-of-arcore-tuttacronacaScordatevi Leonardo Di Caprio e la sua interpretazione di Jordan Belfort, uno dei broker di maggior successo nella storia di Wall Street. La locandina dell’ultima fatica del regista Martin Scorsese, The Wolf of Wall Stretet, è stata infatti modificata e ora compare sulla pagina Facebook di Sasha Grey, una delle pornostar più popolari del pianeta. Nel fotomontaggio appare il leader di Forza Italia e la scritta: “Silvio Berlusconi, the wolf of Arcore”, con tanto di descrizione per il resto del mondo: “Arcore is where he’s from!”

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Polemiche a Nuoro: il manifesto con il bacio gay

bacio-gay-tuttacronacaVoleva essere un manifesto per combattere l’omofobia ma ha fatto esplodere la polemica. Si tratta di una gigantografia apparsa sul muro dello stadio di Nuoro e che ritrae due giovani gay che si baciano. Accanto, la scritta “Dillo con la luce”. In rete c’è chi ne chiede la rimozione e che la campagna venga censurata ma ad appoggiare l’iniziativa si è schierata anche Gaynet Sardegna, che ha espresso solidarietà ai due protagonisti della foto esortandoli a “continuare nella lotta contro l’omofobia ‘alla luce’ del sole”. Francesco Pili, ex candidato Pdl alle precedenti elezioni comunali, spiega il suo pensiero su Facebook giustificandolo che il manifesto si trova davanti ad una scuola elementare. Opinione diversa ma stesso social per l’assessore comunale delle Attività produttive e Polizia municipale Francesco Guccini che ritiene il bacio un momento d’amore. E poco importa se sia omo o etero. Barbara de Luca, presidente Gaynet Sardegna, si è detta rammaricata per il “grave episodio di intolleranza avvenuto a Nuoro nei confronti di una innocente foto di un bacio che esprime esclusivamente amore. Il rammarico cresce ancora di più se pensiamo che il grave episodio si è verificato in un lembo di terra ricca di storia e cultura che ha sempre insegnato tolleranza. Mi auguro che l’ex candidato Pili riesca a capire l’errore e cerchi, con le sue scuse, di ridare dignità a se stesso”.

Donne come cani il manifesto shock su Facebook

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La polemica è iniziata quando è apparso sulla pagina Facebook di “Animal Amnesty”, il manifesto shock che metteva in relazione donne e cani. Chi maltratta un animale potrebbe maltrattare anche una donna. La denuncia del sito ambientalista è sembrata fuori luogo a molti lettori anche perché apparsa nella “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” per attirare più pubblico sulla propria campagna. Lo slogan recitava così:  “Oggi è la Giornata mondiale contro la Violenza sulle donne – recita il post che accompagna il manifesto choc – Secondo moltissimi studi recenti chi maltratta e uccide un animale è più propenso a farlo anche verso un suo simile. Fermare la violenza sugli animali significa anche fermare la violenza sui più indifesi tra gli esseri umani (donne e bambini in primis). Pertanto oggi, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, vogliamo rilanciare questo appello: quando vedete violenza sugli animali, non state zitti, non tacete, denunciate! La prossima vittima potresti essere tu!”. Naturalmente i commenti sono arrivati a pioggia: “Descrivere le donne come i ‘più indifesi fra gli esseri umani’ è a parer mio una posizione un tantino sessista”, spiega un utente. “La debolezza fisica non c’entra, è una questione di rispetto, per sparare non occorre forza fisica. La donna non deve essere considerata soggetto debole perché la minore forza fisica”, scrive una donna.

Il M5S e le fette di prosciuto sugli occhi: la nuova campagna elettorale

m5s-basilicata-tuttacronacaSicuramente si fanno notare e restano impressi i manifesti elettorali del Movimento 5 Stelle, dipende se “in senso positivo”. Il messaggio che lanciano è chiaro: togliersi il prosciutto dagli occhi, vedere chiaro e comprendere la situazione. E’ l’impatto visivo, con due protagonisti con la fatidica fettina di affettato sul viso che può risultare “impressionante”. E poco conta se viene sollevata sopra un occhio: la “campagna virale ideata dal grafico materano Peppino Barberio” rischia di diventare tale per le risate che sta generando sui social network, certo non una certezza di voto. Nota di colore, sembra che “Al termine della conferenza stampa il Movimento 5 Stelle ha offerto ai giornalisti deliziose fette di prosciutto, emblema dell’iniziativa ‘Ora so per chi votare'”: come poteva essere altrimenti?

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Benvenuto nel Comune: se provate a entrare vi spariamo!

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Un benvenuto davvero sui generis quello che accoglieva i cittadini del  Comune di Vietri sul Mare nel salernitano: “Divieto di accesso: ai trasgressori verrà sparato. Ai sopravvissuti verrà sparato di nuovo”. Forse il volantino affisso proprio sotto gli orari di ricevimento al pubblica voleva essere ironico, ma molti abitanti si sono indignanti a iniziare dal primo cittadino che ha sollecitato la rimozione della scritta.

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Sanremo nasconde la statua di Mike

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Lo scorso 16 febbraio la statua di Mike Buongiorno è stata presentata a Sanremo, in onore al grande conduttore italiano. Ora, tra lo sbigottimento generale, la stessa scultura è stata celata da un manifesto che sponsorizza le attività del Comune. E così passando per via Matteotti, in pieno centro, a pochi passi dal teatro Ariston, Mike non si vede più. Insomma, se già era posta in una traversa e quindi notarla non era poi così immediato, ora l’impressione è che sia stata ignorata. Anche se i turisti, qualora riescano a scovarla, non mancano di farsi ritrarre nella stessa sua posa con il braccio alzato come se ripetesse, all’infinito, la sua parola d’ordine: “Allegria”.  Paolo Grasso, in riviera per qualche giorno di relax, ha commentato: “E’ una vergogna. Ho visto la statua solo perché ho notato delle persone che facevano delle foto, ma non capivo a che cosa. Mi sono incuriosito e, andando a guardare dietro al cartello, ho visto Mike Bongiorno. Pazzesco!” Ma non è il solo a pensarlo. Giulia Bertacchini, di Reggio Emilia, che in queste zone viene da quando era bambina, ha commentato: “Ora speriamo che rimedino a questa clamorosa gaffe. Questo, poi, è un cartello del Comune di Sanremo, neanche la pubblicità di un privato… Ma non potevano metterlo nell’altro angolo dell’incrocio? E’ grottesco” E un’altra signora, in compagnia del marito e della figlia ha aggiunto: “Mi sono fermata proprio per fotografare questa cosa vergognosa. Mia figlia vuole pubblicare le foto su facebook.” Ma a lamentarsi sono anche i residenti, come il signor Umberto: “Spero che il Comune torni sui suoi passi e ridia dignità alla memoria di Mike Bongiorno, anche per rispetto della famiglia che questa statua l’ha pagata e regalata alla nostra città, facendoci un grande onore” .

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Eutanasia istituzionale: così il governo uccide i Comuni

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Il sindaco di un piccolo comune di Cosenza, Acquaformosa, ha pubblicato un manifesto a lutto per la morte del suo paese. Giovanni Manoccio, primo cittadino, parla di “assassinio premeditato”, a opera dei governi Berlusconi, Monti e Letta, rei dell’aumento delle tasse. “Il sindaco, nel dare la triste notizia -si legge- informa i cittadini che, con l’applicazione della Tares, si pagherà oltre il cento per cento di aumento per il servizio di igiene urbana, nonostante da otto anni si effettua la raccolta differenziata porta a porta”. Inoltre, “con l’applicazione del patto di stabilità il comune dovrà trovare risorse aggiuntive per un ammontare di 110mila euro”. La data del funerale si terrà “il giorno dell’approvazione del bilancio”. Quanti altri “cadaveri” ci attendono?

La protesta di un artigiano: onore agli alpini, disprezzo per chi governa…

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Un artigiano vicentino 67enne, Tony Costalunga, residente a Schio e titolare della Prisma Meccanica, officina meccanica nel settore delle stufe, ha esposto questa mattina, nell’edificio della sua azienda di San Tomio di Malo, in concomitanza con l’apertura del raduno triveneto delle penne nere, ha esposto uno striscione con la scritta: “Massimo onore agli Alpini, massimo disprezzo per chi ci governa e non rinnova”. L’ennesima protesta per la situazione in cui vessa l’Italia, come Costalunga ha spiegato: “Ho avvisato gli organizzatori che avevo intenzione di esporre questo striscione e ho avuto il via libera per un messaggio che è stato subito fotografato e messo in rete. La mia azienda si trova sulla statale che porta a Schio e qualcuno si è anche fermato per darmi la sua solidarietà e per dirmi di condividere quanto ho scritto. Il mio è l’appello accorato di chi, tra mille sacrifici, conduce un’azienda da 52 anni e che sta pensando fortemente di portare l’azienda fuori dall’Italia. Se non l’ho ancora fatto il motivo è legato ai ragazzi e ai padri di famiglia che ancora lavorano per me, visto che anch’io sono stato costretto a ridurre il personale a causa della crisi». L’uomo ha poi concluso: “I politici italiani ci lascino lavorare- e sappiano che tutti gli imprenditori di questa zona, anche quelli che hanno lavoro e idee nuove, sono appesi ad un filo perché il rischio concreto è che tutto si blocchi e nessuno sia più in grado di pagare».

E tempo di pamphlet ? Mentre l’Italia affoga, Barca scrive

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Figlio d’arte, suo padre ha diretto l’Unità e Rinascita, Fabrizio Barca con la penna e il calamaio ci è nato. Nell’era 2.0 passa, moderatamente alla rete, solo perché (come ha ammesso pubblicamente a otto e mezzo) lo hanno spinto i suoi collaboratori a fare il grande passo. Eppure Barca non avrebbe dovuto aver paura di navigare!

Lo fa con quello che gli riesce meglio… scrivere un pamphlet! Filosofeggiando su un “partito nuovo per un buon governo” lo immagina saldamente radicato sul territorio, di sinistra, che «richiamandosi con forza ad alcuni convincimenti generali» sia capace di promuovere la ricerca e fare un uso efficace del denaro pubblico. Una vera e propria rivoluzione che potrebbe veramente cambiare le sorti dell’Italia? Un “partito palestra” che sia un luogo per idee innovative che nascano dal confronto e che spingano la macchina Stato verso la via della sperimentazione. Insomma in parole povere, ci riuniamo sul territorio, pensiamo e parliamo, ci confrontiamo (scanniamo) e con estrema calma (dato anche il mastodonte burocratico del nostro stato) in una 15 di generazioni riusciamo a portare un’idea sperimentale veramente geniale che ci risollevi dal baratro. Ops, forse però veniamo travolti prima?

No, non sia mai perchè Fabrizio Barca è contario a quello stato troppo fortemente governato dai partiti, quella macchina arcaica e autoreferenziale che produce malgoverno e lo dice a chiare note: «Il combinato di partiti stato-centrici e macchina dello stato arcaica tende a impedire politiche pubbliche efficaci e dunque buon governo, bloccando tutte le fasi del processo ricorsivo di costruzione dell’azione pubblica».

Ma facciamo un’analisi schietta e senza alcun pregiudizio su quello che scrive Barca. Partiamo veramente solo da da come vengono espressi i concetti, da come ci sia nel suo linguaggio una incomunicabilità con gran parte della popolazione italiana, con lo stile sempre più immediato, con l’utilizzo sempre più frequente di frasi sintesi di concetti. Qui abbiamo un’ottima letteratura, parlerei quasi di un novello Aldo Moro non per i concetti espressi ma per la complessità ad esempio di tradurli in un’altra lingua. In un mondo sempre più globale, dove l’inglese prevale, con un modello così articolato e ricercato, non aiuta la comunicazione, è solo uno sfoggio culturale, di cui oggi proprio non si sente l’esigenza. Si ha bisogno di fatti non di parole. Possiamo ancora permetterci il lusso di un accademico che ci propone il lusso di mettere in “bella copia”  i nostri pensieri o dobbiamo avere un uomo pratico che magari in “brutta copia” agisca sull’economia reale e faciliti la comunicazione burocratica?

Basti vedere come si esprime soltanto per dire che serve una nuova legge elettorale:«la vigente suggella questo stato di cose, creando a sua volta una filiera gerarchica perversa che vede i capi-cordata concordare con i leader del partito i singoli eletti da presentare in un pacchetto chiuso agli elettori.» E con questo linguaggio (dove spicca un’eccellente retorica, quasi paragonabile a quella della Grecia Antica nel suo massimo fulgore)  che cerchiamo innovazione e sperimetalizzazione?

  

Dead drops… giochiamo a far le spie!

dead drops

‘Dead Drops’ è un sistema di condivisione offline in spazi pubblici. Chiavette Usb cementate nei muri cittadini alle quali collegare il proprio computer per scaricare file e magari aggiungerne altri. Il tutto senza che gli utenti si incontrino o identifichino mai. Per questo il nome: Dead Drops era il metodo con cui le spie si scambiavano documenti scottanti, depositati in un luogo segreto concordato in precedenza. In Italia ci sono già 62 chiavette che dagli angoli più impensabili della penisola.

Il progetto è iniziato nel 2010, quando l’artista di Berlino Aram Bartholl, durante un soggiorno a New York, ha creato le prime cinque versioni. Da allora sono diventate centinaia, sparse in tutto il mondo, e uno speciale registro online ne attesta la posizione, la capienza, la data di creazione.

Al momento quelle censite sono 1.104, per un totale di 4.788 gigabyte. Quasi cinque terabyte di informazioni che nessuno può ottenere, se non connettendosi direttamente al muro.
Perché una volta ideate, le Dead Drops, sono state impiantate ai quattro angoli del pianeta da migliaia di utenti di tutte le nazionalità, creando una street art 2.0.

Il principio infatti è quello della partecipazione e condivisione: foto, musica, testi, video sono per strada, a disposizione di tutti coloro che con un computer vogliono scaricare questi contenuti anonimi. Per poi lasciare traccia del proprio passaggio nella Dead Drop, caricando i propri file per il prossimo fruitore.

«L’idea di base e quella delle connessioni online e offline e il rapporto fra questi due differenti contesti – spiega Aram Bartholl – oggi il mondo che conosciamo è super-connesso ed è diventata una sorta di avventura andare fisicamente nel mondo esterno. Invece con le Dead Drops tu devi per forza andare fuori e connetterti a un edificio, senza sapere in anticipo che dati e informazioni troverai li dentro».

E soprattutto, non è possibile risalire a chi quei contenuti li ha creati, caricati e quindi diffusi, proprio nell’era in cui ciascuno è rintracciabile in ogni istante.

Requisiti imprenscindibili per ogni nuova Dead Drop sono, così come sancito nel Dead Drops Manifesto, che ogni chiavetta sia situata in uno spazio pubblico, nel quale a malapena si noti. Per connettersi non c’è bisogno di nulla, nessun plugin, nessun cavo: solo un portatile.

Nelle città italiane potete trovarle qui:

Bologna: via 4 novembre, vicolo alemagna, via del guasto

Milano: via palestro 14, via massena 2, foro bonaparte 50

Roma: via del politeama 4/6, Piazzale di San Francesco di Paola, Piazzale Aldo Moro

Napoli: via pedamentina San martino, via taddeo da sessa, salita del petraio

Firenze: via de’ vanni 7

Cagliari: viale Francesco Ciusa 44

Venezia: calle Priuli dei Cavalletti

Messina: via garibaldi 121

8 marzo con donne nude! Ed è già polemica.

donna-nuda- we love women- tuttacronaca

“We love women” recita la scritta del manifesto che pubblicizza la serata di un locale aretino in occasione della festa della donna, e che ritrae una modella nuda abbracciata da un uomo vestito. Un poster che ha suscitato polemica. A prendere posizione e’ Anna Maria Romano, responsabile del coordinamento donne della Cgil Toscana che sottolinea come essa sia ”stupida ed inutile, frutto di un operatore pubblicitario con poca e pessima creativita”’.

Il manifesto elettorale che ha suscitato scalpore!

manifesto lega nord

Un manifesto elettorale che sta facendo infuriare un po’ tutti. C’è chi lo considera a sfondo razzista, chi invece dice che si tratta solo di ‘coincidenze’. La Lega in campagna elettorale ha sempre alzato grossi polveroni per le sue provocazioni. Stavolta il manifesto della Lega Nord, affisso in tutta Milano, raffigura un aggressore con la pistola in mano e con la pelle nera.

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