Le manette in politica, dopo la Lega arriva Grillo

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Le vere protagoniste della politica da qualche giorno sono diventate le manette. Dopo la protesta in aula della Lega ora anche Beppe Grillo in un videomessaggio sventola le manette. L’arresto potrebbe avvenire  a seguito della richiesta di condanna per un blitz in Val di Susa durante le manifestazioni No Tav. “Sono tranquillo, nove mesi passano presto”, dice Grillo nel video.

 

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“Criminali in galera”: la Lega e la protesta contro il Dl carceri

carceri-lega-tuttacronaca“Criminali in galera”. Recita così lo striscione esposto dalla Lega mentre il decreto Carceri incassa il sì della Camera e passa al Senato. Il testo, recante misure urgenti per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e una riduzione controllata della popolazione carceraria, è stato approvato con 296 sì, 183 no, 2 astenuti. Si tratta della terza manifestazione in Aula della Lega sempre a proposito del Dl Carceri. Inizialmente Gianluca Buonanno aveva sventolato un paio di manette davanti al banco della presidenza, mentre ieri si era presentato in aula con un cartello: “Pd complice dei mafiosi“. Oggi Nicola Molteni, prima di esporre lo striscione, ha detto: “Con questo decreto rimettete in libertà gli stupratori. Per voi vengono prima i delinquenti e gli extracomunitari e poi la gente onesta ed i cittadini italiani. Siete degli ipocriti e degli ignoranti e votate un decreto vergognoso ed indecente”.Per la presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, il voto di oggi è ”un altro passo avanti verso carceri più vivibili e detenzioni più dignitose. Credo che questo decreto, che si aggiunge agli altri interventi strutturali già approvati o in via di approvazione come la messa alla prova e la riforma del cautelare, sarà una buona carta da giocare in sede europea dopo la sentenza ‘Torreggiani’ per evitare la procedura di infrazione e l’esborso di vari milioni di euro”. E sottolinea: “Il testo che approda ora al Senato  è un buon punto di equilibrio tra garanzie umanitarie ed esigenze di sicurezza. Non c’è alcun cedimento nei confronti dei delitti gravi e di mafia, nessun indulto mascherato, nessuna liberazione automatica. Si potrà avere uno sconto di pena solo sulla base di una valutazione in concreto da parte del giudice della positiva condotta dei condannati”. Ma ricorda anche che serve che “il governo metta in campo anche risorse economiche: una politica carceraria seria è impensabile a costo zero. Servono investimenti per attuare un deciso piano edilizio secondo moduli e criteri avanzati, servono investimenti per potenziare numericamente e professionalmente l’organico degli agenti, degli educatori, degli psicologi, di tutte quelle figure che operano nei servizi sociali dell’esecuzione penale esterna”.

La Camera ha votato la fiducia sul Dl Carceri, ma è caos in Aula

dlcarceri-tuttacronaca347 sì contro 200 no. Con questi numeri la Camera ha votato la fiducia posta dal governo Letta sul decreto carceri. Non sono mancate le proteste in aula, come quella di Buonanno, della Lega, che ha alzato delle manette durante le dichiarazioni di voto. Tutti i deputati della Lega hanno votato contro la fiducia al dl carceri e passando davanti al banco della presidenza nell’Aula della Camera hanno esposto un cartello con le scritte “No al libera-criminali” e “no al libera-mafiosi”. Ogni volta che è accaduto, la presidente Laura Boldrini ha chiesto la rimozione dei cartelli ai commessi. Ma se tutti i leghisti hanno votato contro, non sono stati da meno i pentastellati che hanno votato tenendo alta con la mano una copia del regolamento di Montecitorio. Man mano che sono stati chiamati dai segretari d’Aula per votare, hanno sfilato davanti alla presidenza, dicendo “no” e alzando il regolamento.

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“No al salva mafiosi”: Buonanno porta le manette in Aula

buonanno-manette-tuttacronacaDichiarazioni di voto nell’Aula della Camera sulla fiducia posta dal Governo al Dl Carceri e il leghista Gianluca Buonanno, dopo una frecciata sul caso Ligresti, “La Giustizia in Italia va male”, esordisce. “Con questo provvedimento siamo al supermercato, fate il 3×2 sulla libertà dei delinquenti. Noi vogliamo che i delinquenti stiano in carcere e la gente stia tranquilla”. Dopo di che, estrae dalla tasca un paio di manette e le agita in aria. E mentre la presidente Boldrini le dice: “tolga quella cosa, la smetta!” e chiede l’intervento dei deputati questori, Buonanno lascia il suo posto e lancia le manette sul banco del governo, proprio davanti del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Sempre dai banchi della Lega sono apparsi dei cartelli con la scritta: “No al salva mafiosi”.

Salvini, Calderoli e Borghezio in manette: manifestazione per Lancini

salvini-calderoli-manette-tuttacronacaL’8 novembre è stato arrestato il sindaco di Adro, nel Bresciano, il leghista Oscar Lancini, con l’accusa di falso e turbata libertà degli incanti. Oggi sono state oltre mille le persone che, nel paese, hanno preso parte alla manifestazione a sostegno del primo cittadino. Presenti anche il senatore leghista Roberto Calderoli, l’europarlamentare Mario Borghezio e il segretario lombardo Matteo Salvini, oltre a numerosi amministratori locali del Carroccio, con tanto di manette ai polsi. Per Borghezio “l’arresto di Lancini è stata una por***a”. Duro anche Salvini: “Lo Stato fa le leggi per svuotare le carceri e liberare i criminali e poi arresta gli amministratori che governano per il bene della loro gente”. Il corteo è giunto fino aal’abitazione di Lancini, che ha salutato con la mano dalla finestra pur non mostrandosi. Salvini ha detto: “Se tra una settimana non ti hanno liberato, domenica prossima verremo a liberarti noi”. Si è invece mostrata la moglie del sindaco, che ha ringraziato il politico e ha riferito ai giornalisti: “Mio marito è distrutto. Non sta più mangiando da una settimana”.

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Ladri chiacchieroni… che svegliano i vicini e si fanno arrestare

ladri-maldestri-tuttacronacaNel Reggiano una coppia di ladri, durante un furto, hanno parlato talmente tanto da riuscire a svegliare un uomo che vive vicino al garage che stavano svuotando, permettendogli anche di riconoscere la voce di uno dei due. I carabinieri di Castellarano hanno poi scoperto che i ladri che si erano introdotti in due garage di un artigiano edile del posto, da dove hanno trafugato materiali ed attrezzi edili per un valore di 7.000 euro circa, erano due “colleghi” del paese: i due muratori di 31 e 34 anni, originari di Napoli, sono poi stati denunciati con l’accusa di concorso in furto aggravato alla Procura della Repubblica. Stando a quanto ricostruito dai militari, i malfattori hanno raggiunto la zona residenziale della frazione Roteglia di Castellarano a bordo di un fuoristrada e si sono introdotti nel locale forzando una finestrella del sistema di aerazione.

Leggere un libro ti cambia la vita… “effetto 50 sfumature di grigio” in UK

50sfumaturedigrigio-tuttacronacaLa trilogia delle 50 sfumature, alla sua uscita, ha scalato rapidamente le classifiche e sembre che in UK abbia avuto un “effetto collaterale”. Si sono scatenate online le vendite di gadget hot e per il sesso estremo… che può portare a qualche inconveniente. Sembra infatti che a Londra siano aumentate sensibilmente le chiamate di persone che rimangono incastrate con manette o altri accessori durante gli amplessi. L’allareme arriva dai vigili del fuoco britannici e già si parla di “effetto 50 sfumature di grigio”. Negli ultimi tre anni sono 79 le persone rimaste intrappolate dalle manette, nove uomini che non riuscivano più a togliere degli anelli dal pene, uno addirittura incastrato in un tostapane.

In manette l’ex prefetto Francesco La Motta

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L’ex prefetto Francesco La Motta, assieme al banchiere Klaus Beherend, Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino, è finito in manette su ordine della Procura di Roma in merito al filone capitolino dell’inchiesta sulla gestione dei Fondi del Viminale, che riguarda la sparizione di dieci milioni di euro dalle casse del Viminale. Stando a quanto emerso, i soldi sarebbero stati investiti in una finanziaria svizzera per poi svanire nel nulla. L’accusa che pende sugli arrestati è di peculato e falsità ideologica e la parte romana dell’indagine, nata alcuni mesi fa a Napoli, riguarda un investimento in Svizzera di dieci milioni di euro del Fec (Fondo Edifici di Culto), di cui La Motta era l’ex responsabile, affidato, secondo chi indaga, a Zullino, broker di Lugano e collaboratore di Tartaglia, a sua volta parente di La Motta. Secondo i Ros e i carabinieri di Napoli, Beherend avrebbe redatto i piani di investimento dei Fondi in collegamento con Tartaglia. La Motta è inoltre indagato anche a Napoli, in un’inchiesta parallela condotta dalla Direzione antimafia e che riguarda in particolare l’attività di riciclaggio del clan Polverino, una potente organizzazione camorristica attiva nell’hinterland settentrionale di Napoli. In questo caso, La Motta risulta indagato per associazione per delinquere e rivelazione di segreto di ufficio. Secondo un pentito, avrebbe offerto coperture a imprenditori e fornito informazioni sulle indagini in corso, nonché tentato di ostacolare le inchieste “silurando” un magistrato della Procura.

Frana il Pd a Taranto!

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Ieri l’arresto del presidente della provincia di Taranto Gianni Florido, questa mattina i consiglieri e gli assessori del Partito democratico alla Provincia di Taranto hanno deciso di rassegnare le dimissioni dalle loro funzioni. “Le stesse saranno depositate presso la segreteria generale della Provincia di Taranto non appena saranno pervenute quelle del presidente Gianni Florido”, ha precisato in una nota il capogruppo del partito Luciano Santoro. “Tale modalità – ha aggiunto – è stata concordata per il rispetto nei confronti dello stesso Gianni Florido”.

Secondo l’informativa della Guardi di Finanza che è stata allegata all’ordinanza si chiama in causa anche il presidente della  Regione Nichi Vendola, per il quale si configura  l'”ipotesi concussiva ai danni del direttore dell’Arpa Giorgio Assennato”. Tale accusa già ampiamente emersa nei mesi passati è stata ampiamente smentita sia da Vendola che dallo stesso Assennato. Questa mattina è intervenuto lo stesso presidente della Regione a chiarire che “Stiamo parlando del nulla. L ‘ordinanza riguarda i permessi e le autorizzazioni per discariche che sono di esclusiva competenza della Provincia. E’ una storia che esce fuori ogni tre mesi – ha proseguito Vendola – i giornali hanno bisogno di tirare fuori la mia presunta violenza nei confronti di Assenato, il direttore generale dell’Arpa, un mio pupillo, un mio eroe che io personalmente ho voluto e confermato all’Arpa.”

 

 

 

“Ambiente svenduto”: in manette il presidente della Provincia di Taranto

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La guardia di finanza ha eseguito quattro arresti nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, sui presunti favori all’Ilva. In manette è finito il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, con l’accusa di concussione. Stessa sorte per l’ex assessore provinciale di Taranto all’Ambiente, Michele Conserva, l’ex dirigente dell’Ilva, Girolamo Archinà. L’arresto è scattato anche per l’ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia, che ha beneficiato dei domiciliari. Ad Archinà l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata nella stessa casa circondariale dove l’ex dirigente Ilva è detenuto da alcuni mesi mentre Conserva è stato trasferito in carcere. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall’Ilva “in carenza dei requisiti tecnico-giuridici”. Per Archinà l’accusa è di concorso nel reato contestato ai pubblici ufficiali.

Il prosciutto “aromatizzato” alla coca!

prosciutto

A Genova la cocaina, destinata al mercato cittadino, viaggia  in un prosciutto. Il traffico era collaudato partiva in aereo dalla Colombia per poi approdare in Spagna, qui in pullman, nascosto dentro una coscia di prosciutto crudo arrivava a destinazione.  Finiscono così in manette  una cittadina colombiana di 43 anni, Maria Ubaldery Arias Galvis, due suoi connazionali di 23 e 38 anni, Juan David Naranjo Zapata e Carlos Alberto Obando, e un cittadino ecuadoriano di 34 anni, Josè Euclides Herrera Moreira.

“Lei non sa chi sono io!” In manette Reese Whiterspoon

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E’ trapelata solo oggi la notizia che, venerdì scorso, sono scattate le manette ai polsi dell’attrice statunitense premio Oscar Reese Whiterspoon e del marito Jim Toth. L’auto della coppia, guidata dal marito, è stata fermata dalla polizia ad Atalanta, Georgia, dove l’attrice sta girando “The good lie”. Per l’uomo è scattato il fermo per guida in stato di ebbrezza mentre l’attrice protestava e ostacolava i controlli senza dar retta all’intimidazione degli agenti di restare in auto. Al poliziotto che l’ammanettava, la donna avrebbe detto “Andrai a finire in prima pagina”aggiungendo di non credere che a fermarli fossero stati dei veri agenti. Tra le affermazioni polemiche non è mancata la classica “lei non sa chi sono io”. La coppia è stata in seguito rilasciata e dovraà rispondere delle accuse davanti ad un giudice.

La polizia Usa uccide un ragazzo affetto da sindrome di Down?

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Robert Saylor adorava le forze di polizia, al punto che ogni tanto chiamava il 911 solo per poter parlare con gli agenti, ed era un grande appassionato della serie televisiva “NCIS”. In tutta America ora la gente si chiede: Come è potuto accadere che un ragazzo down sia morto a seguito di un incontro con le persone che idolatrava?
La polizia del Maryland è finita sotto accusa per la morte di Robert Ethan Saylor, un ragazzo 26enne affetto da sindrome di Down, durante un arresto. Come riporta oggi il Washington Post, al centro della vicenda, che è ora oggetto di un’inchiesta penale, vi sono due agenti della contea di Fredrick, che erano stati chiamati dal proprietario di un cinema che si lamentava del fatto che Saylor avesse visto più di una volta lo stesso film, senza pagare un altro biglietto, e si rifiutava di lasciare la sala. Un agente della polizia della contea di Frederick ha dichiarato che Saylor stava guardando “Zero Dark Thirty” alcinema e che, appena è finito, ha voluto riguardarlo senza pagare un altro biglietto. Quando si è rifiutato di lasciare il cinema, uno degli addetti alla sicurezza ha chiamato le forze dell’ordine chiedendo loro di intervenire. Quello che è successo dopo è ora sotto investigazione. Una portavoce dell’ufficio dello sceriffo ha spiegato che Saylor ha insultato gli agenti, che non indossavano l’uniforme, e ha cominciato a colpirli con calci e pugni. Gli agenti a quel punto lo hanno immobilizzato usando tre paia di manette legate insieme e lo hanno scortato fuori. A un certo punto Saylor si è sentito male ed è crollato al suolo, poco dopo è stato dichiarato morto. Pochi giorni dopo il medico legale ha indicato l’asfissia come causa di morte del ragazzo e sono cominciate le accuse verso gli agenti di polizia. La giustizia americana ora dovrà rispondere alla domanda che si fanno i genitori di Saylor: come è possibile che un giovane che amava e si interessava così tanto delle indagini di polizia sia diventato l’oggetto di una queste?
Sembra proprio che l’America stia perdendo la testa!

 

 

 

 

In manette! Fabio Riva arrestato a Londra!

Il vicepresidente di Riva Fire, figlio del patron dell’Ilva, è stato bloccato dalle autorità inglesi.

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