Grido di dolore dalla Bolivia! Esonda il Rio Mamoré e devasta una regione

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E’ Leggo a testimoniare la devastazione del Rio Mamoré in Bolivia, che esondando ha sommerso la regione del Beni. L’emergenza è ovunque, i villaggi sono alluvionati e l’area è soggetta a malaria. Le foto sono state pubblicate sul sito online del giornale e sarebbero state scattate da un lettore che poi ha inoltrato le immagini affinché la sofferenza di queste persone non rimanga inascoltata.

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Torna Caterina e fa gli auguri di buon anno!

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«Buon giorno a tutti e buon anno! Mamma mia che buffo aprire Fb di nuovo e sentire i “tuttologi” che conoscono meglio la mia vita di me stessa» così Caterina Simonsen, la 25enne padovana, studentessa di Veterinaria a Bologna rimasta vittima di insulti su Facebook. . Lunedì la sua pagina Facebook era diventata irraggiungibile:«Scusate ma mi serve un po’ di pace», aveva scritto il 30. «Anche se siete tanti che mi stanno vicino non ce la faccio più tra accettare tag e vedere commenti di persone che continuano ad insistere di fare esperimenti sui carcerati. Chiuderò l’account per qualche giorno, forse x tutto il ricovero. Ho bisogno di un pò di pace».  Oggi Caterina è tornata su Fb e ha aggiornato anche sulle sue condizioni di salute: «Cmq io sto pian pianino meglio – ha aggiunto dall’ospedale di Padova, dove è ricoverata per una serie di malattie che combatte da anni – Ora aspetto solo la data x quando mi posizionano il catetere nuovo e in teoria potrò andare a casa verso inizio settimana prossima». Il suo post ha ricevuto decine e decine di auguri dal popolo della rete, per il nuovo anno e per la sua salute.

Non dormire fa male al cervello: il nuovo studio

insonnia-tuttacronacaLo scorso giugno, una ricerca condotta dagli scienziati della University of Pittsburgh School of Medicine and Western Psychiatric Institute and Clinic spiegava gli effetti nocivi per la salute provocati dalla mancanza di sonno. Una nuova conferma al fatto che la mancanza di sonno nuocia all’uomo arriva ora da un nuovo studio effettuato presso l’Università di Uppsala, in Svezia, che dimostra come anche una sola notte di privazione di sonno aumenti la concentrazione mattutina nel sangue di Nse e di S-100B negli uomini giovani e sani. Si tratta di molecole che si trovano nel sangue quando si verifica un danno cerebrale. Il loro aumneto dimostra che la mancanza di riposo può indurre una perdita di tessuto cerebrale, come mostrano i risultati pubblicati sulla rivista ‘Sleep’. Lo studio è stato condotto su 15 uomini normopeso che sono stati   invitati a non dormire per una notte, mentre quella successiva hanno riposato per circa 8 ore. Christian Benedetto, del dipartimento di Neuroscienze, ha guidato lo studio. Lui stesso ha spiegato: “abbiamo osservato che una notte di perdita di sonno è seguita da un aumento delle concentrazioni ematiche di Nse e S-100B, che segnalano danno cerebrale. Pertanto, i nostri risultati indicano che la mancanza di sonno può favorire processi neurodegenerativi”. E aggiunge: “In conclusione, il nostro studio suggerisce che una bella dormita può essere fondamentale per mantenere la salute del cervello”.

La visita dal veterinario tassata come aragoste e champagne

iva-veterinario-tuttacronacaIl 1° ottobre l’Iva è passata dal 21 al 22%, andando a gravare ulteriormente sui bilanci sempre più in rosso delle famiglie. Alcuni servizi, tuttavia, ne sono esenti, considerata la loro valenza sociale. Tra questi, le prestazioni mediche e quelle didattiche, i trasporti, le biblioteche, gli asili. Ma non vengono massacrati dall’aliquota neanche operazioni creditizie, servizi finanziari e assicurativi, operazioni di Borsa. Grava, piuttosto, sulla parcella dei veterinari, nonostante chi ci vada lo faccia o in presenza di una malattia di un animale domestico o per prevenire eventuali malattie che possano essere trasmesse all’uomo. Come ricorda il Giornale, tra queste ve ne sono alcune “talvolta solo fastidiose, altre volte potenzialmente serie. Basterebbe citare i cosiddetti «funghi» (micosi), la scabbia (rogna), la malattia da graffio oppure, per andare su faccende molto più serie, la rabbia, la tubercolosi l’echinococcosi, la leptospirosi, le malattie trasmesse da zecche e insetti succhiatori di sangue, per capire quale formidabile «filtro sanitario» sia la figura del medico veterinario. Egli, attraverso la prevenzione e la cura sugli animali, evita alle persone di contrarre malattie comuni agli uni e agli altri, facendo peraltro risparmiare allo Stato milionate di euro, tra visite mediche, specialistiche, analisi del sangue, ricoveri e assenze dal lavoro.” Il che significa che, grazie al ministro di centrosinitra che qualche anno fa, invocando il recepimento di una direttiva europea, gravò le prestazioni veterinarie del 20% di Iva. In seguito, nessuno l’ha tolta ed ora è a quota 22%. La stessa di aragoste, champagne e gioielli. Per la salute, non per sfizio.

Il rumore causa malattie cardiovascolari?

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Uno studio del British Medical Journal mostra come chi vive bombardato dal rumore dei jet, mentre atterrano e decollano, è più soggetto alle malattie cardiovascolari. I ricercatori si sono concentrati sulle persone che vivono vicino all’aeroporto di Heathrow e il risultato ha evidenziato che quella fascia di popolazione ha tra il 10 e il 20 per cento in più di possibilità di ammalarsi di malattie cardiocircolatorie. E la mortalità in caso di malattie è anche maggiore. D’altra parte altri studi confermano questa realtà. Un’indagine sulla salute di oltre sei milioni di americani oltre i 65 anni che vivono attorno 89 aeroporti del paese, ha concluso che il rischio di malattie saliva del 3,5 per cento per ogni aumento di 10 decibel di rumore.

Lo studio inglese ha trovato un “legame” tra il rumore degli aerei e l’accresciuta possibilità di malattie cardiocircolatorie. Questo a rigore non vuol ancora dire che sia stato dimostrato che gli aerei sono la “causa” della tendenza osservata, anche se ci sono buone possibilità. Giustamente i ricercatori ci vanno con i piedi di piombo.

Dice Anna Hansell dell’Imperial College di Londra: “Il ruolo esatto del rumore nel peggiorare la salute non è ancora stato ben chiarito. Tuttavia è plausibile che possa contribuire, per esempio, innalzando la pressione del sangue o disturbando il sonno”.

100 anni assicurati da un solo gene! Ma la pensione poi chi l’assicura?

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Basta solo un gene modificato per allungare la vita (ai topi per il momento) del 20%. Questo, in futuro, anche prossimo, potrebbe significare che gli uomini potrebbero arrivare tranquillamente a 100 anni. La ricerca è stata effettuata da un gruppo di scienziati americani dell’Istituto nazionale per la Salute che ha pubblicato un articolo sulla rivista Cell Reports. Il gene, chiamato ‘mTOR’ e modificato da alcuni ricercatori americani, ha allungato la vita ai topi.

Pro e contro?

Si è visto che modificando il gene si è ottimizzato  il coordinamento e la memoria, ma si è anche deteriorato più velocemente il tessuto osseo e si è verificato un forte abbassamento delle difese immunitarie. Il rischio è quello di avere degli anziani che hanno una perfetta memoria, ma sono affetti da una osteoporosi che gli impedisce di muoversi liberamente. Tuttavia questi risultati potrebbero aiutare le terapie guida per le malattie legate all’invecchiamento su specifici organi bersaglio, come l’Alzheimer.

Sembrerebbe che allo studio ora ci sia un altro gene, che in pratica funziona come un orologio, che serve a regolare e rendere omogeneo l’avanzamento dell’età in tutto le parti del corpo.

Il governo sarà costretto a rivedere la riforma delle pensioni a fronte di questa scoperta?

Rahul, il bimbo la cui pelle prende fuoco da sola

bimbo-rahul-tuttacronacaE’ una malattia davvero rara quella di cui soffre il piccolo Rahul, un bimbo di due mesi e mezzo: la sua pelle prende fuoco da sola. Il piccolo vive a Tamil Nadu, in India, e soffre di una combustione umana spontanea forse dovuta a del gas rilasciato dalla sua pelle. Fin’ora è già stato vittima di quattro casi, che lo hanno costretto a correre all’ospedale  per essere monitorato dagli esperti. Negli ultimi tre secoli, ci sono stati non oltre 200 casi di questa sindrome che è praticamente sconosciuta anche ai medici più attivi nel mondo delle malattie rare. I genitori sperano di ricevere delle risposte ora che hanno portato il piccolo al Kilpauk Medical College (KMC) di Chennai.

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A Roma è alto il rischio di cancro ai polmoni.

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A Roma è alto il rischio di cancro ai polmoni e la colpa è dell’inquinamento da smog dovuto al traffico.

“A Roma ogni 10 microgrammi di polveri sottili PM10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 35%. È un dato decisamente peggiore rispetto a quello medio europeo dove l’incremento del rischio di cancro al polmone legato alla concentrazione di polveri sottili è del 22% nel caso dei valori di PM10″.

È questo l’allarmante risultato per la Capitale che emerge dallo studio MEDparticles pubblicato da Lancet Oncology e parte del progetto europeo Escape (European study of cohortes for air pollution effects), che studia gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini, seguito nella nostra regione dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio.

“A Roma si rischia più che nel resto d’Europa di ammalarsi e morire di tumore al polmone a causa dello smog, una nuova notizia che viene dal fronte medico che disegna sempre un quadro più agghiacciante –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, intervenendo alla conferenza internazionale “Air particles regulation in the Mediterranean cities. Reults and impact of the MEDPARTICLES Life+ project”-. I dati di questo ultimo studio raccontano una strage silenziosa, non si tratta di statistiche ma di persone, come in tutti gli studi epidemiologici si correlano dati di smog con dati reali di ricoveri e mortalità, quelle persone hanno nome e cognome. Bisogna battere l’indifferenza e affrontare la situazione che in questi ultimi anni è peggiorata proprio sul fronte della vivibilità. Per avvicinarsi alle altre Capitali europee sostenibili, la città deve scegliere un’idea di futuro e dare risposte concrete ai problemi di ogni giorno dei cittadini.

La Giunta Marino deve mettere subito in atto una nuova politica, stop alle auto e ai mezzi privati puntando tutto su trasporto pubblico e mobilità nuova. Le ricette ci sono: nuove ZTL e pedonalizzazioni in tutta la città, a partire dai Fori Imperiali estendendo il provvedimento a tutta la strada, nuova sosta tariffata progressiva e parcheggi di scambio, piano del trasporto pubblico e nuova rete tranviaria, spazi ciclabili e per bike sharing, car pooling e car sharing.”

Il tempo e il denaro chi lo dà alla giunta Marino per effettuare tutti questi cambiamenti? Non si vive di soli sogni, ma di progetti da sostenere con risorse sicure e tempi rapidi.

Dormire meno di 8 ore a notte… nuoce gravemente alla salute!

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Un’inchiesta del New York Times ha catalizzato l’attenzione di molti americani. Di cosa tratta? Degli effetti nocivi per la salute che provoca la mancanza di sonno, di quello buono per qualità e quantità. Praticamente uno dei grandi problemi dell’era moderna. La ricerca degli scienziati della University of Pittsburgh School of Medicine and Western Psychiatric Institute and Clinic, così come l’ha riportata il Corriere della Sera, ha dimostrato che bisogna riposare per otto ore, al di sotto di quella soglia si entra nel terreno minato della patologia. Infatti non succede soltanto che magari il giorno dopo sei un po’ meno reattivo e più stanco. No, l’insonnia attacca in maniera pesante il nostro fisico, la nostra mente con danni gravi sino ad una sensibili riduzione delle aspettative di vita. A cosa può portare non dormire bene e per un giusto tempo? I reni funzionano male, i polmoni anche e salgono i rischi di ictus e attacchi cardiaci.  Ma la mancanza di sono colpisce anche il metabolismo, scende la leptina, l’ormone che ci avvisa che abbiamo mangiato a sufficienza e sale invece la grelina che interviene sulla nostra idea di fame: in poche parole, non dormire equivale a ingrassare e un insonne rischia di prendere sino a dieci chili in breve tempo. Oltre a questo, le probabilità di avere il diabete aumentano, dato che  nella variazione del metabolismo vanno in tilt i delicati equilibri degli zuccheri nel nostro organismo. Ma i nottambuli hanno anche maggiori possibilità di ammalarsi di tumore, fatto riscontrato anche in uno studio giapponese che ha indicato come, su quasi 24.000 donne  tra i 40 e i 79 anni, crescono le possibilità di un tumore al seno dormendo meno di sei ore. Parlando poi di infezioni e mali di stagione, le difese immunitarie si abbassano in caso di sonno insufficente: ancora una volta, quindi, meglio una bella dormita. Ma anche la mente “paga pegno” se le ore di sono risultano essere insufficienti: alcuni esperimenti condotti sui veterani di guerra hanno infatti spiegato chiaramente che tra l’insonnia e la depressione c’è un collegamento diretto. Ma non solo, è più difficile apprendere, la memoria perde colpi, la capacità di concentrarsi e quella di giudizio ne risentono, portando a prendere decisioni sbagliate o a reagire con troppo ritardo rispetto agli imprevisti. Sono anche stati eseguiti test su guidatori che suggeriscono un un parallelo con chi ha ecceduto con l’alcool: gli effetti sulla tenuta di strada sono gli stessi. Insomma, un vero e proprio disastro che fa riflettere sull’abitudine di affermare “dormo poco, mi basta così”!

Tutti in strada contro il SALVA ILVA!

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Sono i medici in testa a guidare il corteo che questa mattina sta manifestando a Taranto contro il “salva Ilva”. A scendere in piazza oggi sono anche i disabili e gli anziani, tutti coloro che ogni giorno “lottano contro il cancro e le gravi patologie generate dall’inquinamento”.

“La situazione è drammatica. Non c’è giorno in cui non faccio una diagnosi di tumore”. Lo ha detto Gennaro Viesti, primario pneumologo della casa di cura Villa Verde di Taranto, uno dei medici che partecipa alla manifestazione.
“Voglio lanciare – aggiunge il medico – un grido di allarme per tutte le malattie respiratorie che a Taranto sono le uniche in aumento. Sono un costo non solo per le famiglie ma anche per la società”.
La situazione drammatica è confermata anche da una radiologa del presidio onco-ematologico dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto. “Non riusciamo a fare argine – dice la dottoressa – c’è un oceano di persone che ha bisogno di cure, con patologie sempre più gravi e di età sempre più giovane”.

Martedì, invece, appuntamento a Roma, quando al vaglio della Consulta passerà la cosiddetta legge “salva Ilva”.
Un migliaio di persone in strada, tra cui le mamme “No al carbone”, pronte a sostenere anche anche il sit-in che si terrà nella capitale il 9 aprile davanti al palazzo della Corte Costituzionale quando, appunto, sarà valutata la legittimità della legge 231 a seguito delle eccezioni di costituzionalità sollevate nei mesi scorsi dal gip, Patrizia Todisco, e dal Tribunale dell’appello.
L’ obiettivo finale è la cancellazione di una legge che, a detta di molte associazioni ambientaliste, “mette un freno alla magistratura che indaga sui reati contro l’ambiente e la salute”. Come denunciano le mamme “No al carbone”, “questa legge riguarda tutti gli stabilimenti inquinanti d’interesse strategico nazionale e purtroppo toglie alle procure la possibilità di compiere sequestri degli impianti”.

La bibita killer!

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Le bibite  zuccherate a base di soda, le bevande sportive o energy drink e i succhi di frutta dolci sono responsabili ogni anno nel mondo della morte di 180.000 persone, 500 al giorno. A stimarlo è una ricerca presenta dall’Harvard School of Public Health di Boston alla conferenza annuale dell’American Heart Association dedicata alla nutrizione e alle malattie metaboliche. “Questa tipologia di prodotti consumati in tutto il mondo contribuiscono all’eccesso di peso, una delle cause dell’aumento del rischio di sviluppare patologie croniche come il diabete, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro”, spiegano i ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston.

Lo studio, esaminando precedenti ricerche, ha collegato l’assunzione di bevande zuccherate a 133.000 decessi per diabete, 44.000 per malattie cardiovascolari e 6.000 per le neoplasie. Il 78% di queste morti sono avvenute in Paesi dove la popolazione ha redditi medio-bassi, piuttosto che in quelli più ricchi. “La nostra ricerca – avvertono gli scienziati – mostra che negli Stati Uniti, circa 25.000 decessi nel 2010 sono collegati a questo tipo di bevande zuccherate”. L’American Heart Association raccomanda di consumare non più di 450 calorie a settimana provenienti dalle bevande zuccherate, sulla base però di una dieta di 2.000 calorie.

I ricercatori hanno calcolato i quantitativi di zucchero e dolcificanti assunti dalla popolazione mondiale grazie alle bibite. Raggruppando i risultati per età e sesso, ma anche effetti sull’obesità e il diabete, e decessi correlati. Ebbene su nove regioni del pianeta nel 2010 la zona America Latina-Caraibi ha registrato il maggior numero di morti per diabete (38.000) legato proprio al consumo di bevande zuccherate. Mentre l’Asia ha il maggior numero di decessi per patologie cardiovascolari (11.000). Tra i 15 Paesi più popolosi del mondo, il Messico ha il più alto consumo pro-capite di bevande zuccherate e il tasso più alto di decessi: 318 morti per milione di adulti legate all’assunzione di bevande dolci. Mentre il Giappone, uno dei Paesi con il più basso consumo pro-capite di bevande zuccherate del mondo, ha anche fatto registrare il più basso tasso di mortalità associato con il consumo di queste bibite: circa 10 decessi per milione di adulti.

Un problema quello delle bevande zuccherate che risulta dannoso soprattutto per i bambini. Fra i ragazzini che le consumano, le bibite di questo tipo sono la prima causa di un apporto calorico troppo alto. A dirlo uno studio della University of North Carolina di Chapel Hill pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine. Inoltre, il consumo di bibite come la soda dolcificata, i drink alla frutta e gli energy drink, e’ associato anche con un piu’ alto consumo di cibi poco sani. Gli scienziati hanno esaminato i dati provenienti dal 2003-2010 What We Eat in America e daiNational Health and Nutrition Examination Surveys: i ricercatori hanno esaminato campioni provenienti da 10.955 bambini fra i 2 e gli 8 anni. Le bibite zuccherate sono le principali cause del maggior apporto calorico fra i bambini di 1-5 anni e quelli fra 6 e 11 anni.
Negli Stati Uniti il consumo di bevande zuccherate è molto diffusa. E’ recente l’ultima notizia nel braccio di ferro fra autorità e produttori sul consumo di questi prodotti. Pochi giorni fa è stato infatti bloccato a poche ore dalla sua entrata in vigore, lo stop alla vendita di bibite ad alto contenuto zuccherino in contenitori più grandi di 16 once (poco meno di mezzo litro) nella città di New York. A deciderlo è stato il giudice della corte suprema a Manhattan Milton Tingling  Junior, che ha revocato il divieto voluto dal sindaco della città Michael Bloomberg. Il primo cittadino ha annunciato che presenterà ricorso.

Malattia rara scoperta al Salesi di Ancona!

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Sono solo 4 casi in tutto il mondo. Una malattia rara che colpisce i bambini è stata scoperta all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. E’ la «sindrome Oro Facio Digitale tipo Gabrielli». Gabrielli è il nome del primario che da 25 anni lavora al Salesi. La scoperta è venuta alla luce al laboratorio di ricerca che affianca la clinica. Si tratta di una malattia metabolica plurimalformante per la quale non è ancora stata trovata una terapia ma è stata inserita nelle 500-600 malattie rare riconosciute dal sistema sanitario pubblico. La ricerca è iniziata con l’arrivo di un piccolo paziente che immediatamente ha allertato i medici della struttura. Sin da subito si è capito che la malattia del bambino era rara ed è partita la ricerca sul web. Sono stati contattati moltissimi ospediali pediatrici e alla fine si è riuscito a dignosticare che la malattia era presente in altri tre casi. Questa malattia malforma e apporta diversi tipi di anomalie: orali (presenza di lipomi sulla lingua, fessurazione del palato, anomalie dentali), facciali (anomalie degli occhi, del naso, della mandibola, asimmetria facciale), digitali (brachidattilia, sindattilia, clinodattilia, polidattilia).

Drunkoressia! Cena? No, grazie… meglio un bicchierino in più!

Sono 300mila i malati in Italia di drunkoressia. Risparmiare le calorie del cibo per sostituirle con quelle dell’alcol e rimpiazzare l’abbuffata a tavola con quella alcolica. Nell’80% sono donne, spesso adolescenti insicure che si gettano sull’alcool per migliorare i rapporti sociali.

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